Radio Disco Club 65

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Bentornati a Heavy Metal Parking Lot, la rubrica serale di hard rock ed heavy metal per i metallari di Brignole che non possono più sostare fuori da Disco Club causa ordinanze varie.
L'intento è quello di offrire uno spaccato del vasto mondo del rock duro (dai Led Zeppelin ai Carcass, dai Cinderella ai Defecation), accettando di buon grado le vostre richieste in diretta (o in differita, ma finiscono nella puntata dopo, eh. Son mica Mandrake)
Visto che l'altra volta ci ha portato bene cominciamo nuovamente con i Black Sabbath. Questa è la title track del loro primo album con Dio alla voce (o se preferite il primo senza Ozzy): 'Heaven and Hell' del 1980.

Passiamo a qualcosa di più frivolo: il videoclip di 'Looks that kill' dei Motley Crue, dal loro secondo album 'Shout at the Devil' (1983)

Dedicata al Master Panzer in persona, eccovi 'Tribal Convictions', dal quarto album dei canadesi Voivod, 'Dimension Hatross'!

Un altro videoclip, stavolta dai vituperati anni '90: 'Thunder Kiss '65' (1992) dei White Zombie - tratta dall'album 'La Sexorcisto: Devil Music vol.1'

Dedicata da Michele Minuto a GianPier Guspe: 'Boulevard of Broken Dreams' degli Hanoi Rocks, dall'album 'Two Steps from the Move', del 1984!

Dedicata da GianPier Guspe a quel metallaro di Diego Curcio: una delle pietre miliari del rock'n'roll (no comment! Curcio, abbi il coraggio delle tue azioni) - 'Black Metal' dei Venom.

Dall'album che ha segnato la loro 'svolta hard rock' eccovi 'Love Removal Machine' dei Cult.
Intanto fioccano le richieste...

Questa è per Michele Massari: 'Antisocial' degli Anthrax, dal loro 'State of Euphoria' (1988) - con tanto di video.

Ora abbiamo qualcosa di decisamente più pesante, richiesta da Tiziana. 'Black Rites in the Black Nights' dei norvegesi Vreid.

Un'altra richiesta del nostro Master Panzer!
Stavolta è 'Digital Dictator' dei Vicious Rumors, dall'omonimo album su Shrapnel.

Richiesta su richiesta, dedica su dedica.
Questa è per GianPier Guspe:
'Swords and Tequila' dei Riot dal classico 'Fire Down Under' (1981)

Per gli amanti della sei corde: dal suo album 'Maximum Security' eccovi 'Edge of Sahara' di Tony MacAlpine. Da notare la sobrietà dello strumento...

Mi sa che l'ultimo post aveva un problema tecnico. Se non riuscite a vedere il video riprovate a puntata finita che provo ad aggiustarlo.
Nel frattempo questa è Dr. Stein, degli Helloween, per Michele Massari!

Questa invece è di nuovo per Tiziana: gli svedesi Mephorash e la loro 'Sanguinem'!

E' rimasto pochissimo tempo, quindi chiudiamo con un pezzo breve breve: 'I don't need society' dei D.R.I., dal loro 'Dealing With It' del 1985. Questa la dedico a mio cugggino, Diego Polotti!
Spero vi siate divertiti, o che almeno abbiate passato un'ora e mezza senza pensieri (gli unici concessi erano: 'quasi quasi prendo un'altra birra' e 'Diego Curcio è un metallaro').
Ci vediamo sabato sera alla stessa ora. E sotto con le richieste!
Dario

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Un buon mercoledì da Antonio Vivaldi, quello che non trovate sui motori di ricerca per colpa di un omonimo più famoso. Alla quarta puntata "La musica di Antonio fra acqua santa e demonio" ha infine trovato una sigla. Il piano di Keith Jarrett interpreta in impeccabile stile All I Want di Joni Mitchell, accompagnato dal basso di Charlie Haden e dalle percussioni di Paul Motian. Danilo Di Termini certamente approva.



Come i precedenti, anche il programma odierno propone brani di pubblicazione recente (inclusa una ristampa) e un finale fuori tempo, ma non fuori luogo. Si comincia allora con un disco fresco di stampa, The Night Chancers di Baxter Dury. Il figliolo di Ian (lo si vede bambino sulla copertina dell'album New Boots and Panties – 1977) ha avuto inizi musicali incerti per poi trovare una via musicale alla Serge Gainsbourg tra l'esistenzialista e il dissipato che lo ha reso popolare, inutile a dirsi, soprattutto in Francia. Da una rapida analisi del testo di questo pezzo si evince che il "nuovo fidanzato di Carla" non è l'ex premier transalpino Sarkozy e Carla non è Carla Bruni. Peccato.
Baxter Dury – Carla's Got A Boyfriend

 


Lana Del Rey – Mariners Apartment Complex
Dietro Lana Del Rey ci dev'essere un team produttivo-compositivo da fare invidia a Madonna. Ecco perché qualcuno la considera un prodotto più che un'artista. Ciò detto, il recente Norman Fucking Rockwell è una sequenza di ballate midtempo atemporali, un po' svaporate e parecchio fascinose, proprio come Lana vuole apparirci.


 

Peter Ivers - In Heaven
Cominciamo dalla fine. Peter Ivers venne assassinato nel 1983 all'età di 36 anni e il mistero della sua morte resta ancora oggi tale. Ivers fu il tipico musicista di culto anni '70, capace di svariare fra melodie d'autore, groove da discoteca e composizioni per film e programmi televisivi. Questa In Heaven, ad esempio, è il pezzo cantato dalla Radiator Woman nel temibile Eraserhead di David Lynch. Il brano è tratto dall'antologia di inediti e versioni alternative Becoming Peter Ivers, una delle ristampe più interessanti del 2019.


 

Red River Dialect – Snowdon
Dopo molto diavolo, un po' di acqua santa. David Morris, il leader dei cornico-gallesi Red River Dialect è uomo di profonda spiritualità, come si evince da tutto l'album Abundance Welcoming Ghost (uno dei migliori del 2019 a parere di chi scrive) e in particolare da questa Snowdon, dedicata "al posto del Galles più vicino al Paradiso". Echi di Fairport Convention, Pentangle e Waterboys, dunque gioia e commozione per gli appassionati di folk e dintorni.


 

Leonard Cohen – Happens to the Heart
Thanks For The Dance, disco postumo di Leonard Cohen curato dal figlio Adam, è di sicuro una forzatura, visto che si tratta quasi sempre della voce recitante del Maestro con accompagnamento strumentale aggiunto in fase successiva. Però le parole sono al solito inarrivabili e l'unica vera canzone presente è di una malinconia magistrale.


 

Beatles – Help!
Comme d'habitude, il pezzo che non c'entra niente con gli altri, risale al 1965, in omaggio al titolo della nostra radio e all'anno d'apertura del nostro amato Discoclub. La volta scorsa avevamo i Rolling Stones (il diavolo) e ora, per forza di cose, ecco i Beatles(l'acqua santa, ma nemmeno tanto) in una loro apparizione al programma tv Blackpool Night Out. Sono già famosissimi e, forse per questo, cominciano a preoccuparsi e a gridare "Aiuto!". Un saluto a tutti voi e continuate a seguire Radio Discoclub65.


 

That's Folk! di Fausto Meirana

Benvenuti alla quarta puntata di That's Folk! Con Fausto Meirana. Il primo brano è del cantautore irlandese Damien Rice (per lui soli tre dischi in dicotto anni, ma un grande seguito di pubblico) Il brano che sentiamo è la cover di un brano dei Radiohead, la famosa/famigerata Creep.


Prima di Bon Iver (quello di adesso) ne esisteva uno meglio allineato con il tema di That's Folk! ovvero l'uomo con la chitarra; il suo primo disco For Emma, Forever Ago non comprendeva quasi altro e andava bene così... Il titolo del brano è Skinny Love.



Ricordiamo ora Phil Ochs, il tormentato songwriter che forse voleva essere Dylan, forse Elvis; ascoltiamo la sua Changes, uno di brani più belli del suo repertorio, in un video imperfetto che si fa notare per la performance impacciata, il microfono troppo in basso e il posizionamento infelice sui titoli di coda di un programma televisivo.

Dick Gaughan, il folksinger scozzese, ripropose una canzone di Ochs, quel toccante testamento che è When I'm Gone. Anche qui Gaughan tocca lo stesso tema, l'impegno politico nelle canzoni come dovere verso chi soffre e non ha voce. Il titolo è A Different Kind Of Love Song.



That's Folk! Continua con Stan Ridgway l'ex leader dei Wall Of Voodoo. Nonostante la preminenza dell'elettronica nella sua discografia, Black Diamond fu un disco praticamente acustico e pieno di omaggi al folk. Luther Plays Guitar omaggia il suono
Della band di Johnny Cash e il suo chitarrista Luther Perkins.



Per molto tempo Billy Bragg ha imbracciato la chitarra elettrica, raccontando l'Inghilterra ai tempi della Thatcher, gli scioperi dei minatori e la lotta di classe. Poi ha cantato le canzoni ritrovate di Woody Guthrie con Jeff Tweedy e i suoi Wilco. Ma ha sempre avuto una passione per gli Smiths, di cui ha eseguito molti brani, questa è Back To The Old House.



Dall'Inghilterra all'Irlanda, con Glen Hansard. In questa bella prova solista possiamo vedere la chitarra più malridotta di tutti i tempi, zappata e bucata dalla feroce energia che Hansard manifesta sul palco. Il brano che sentiamo, al contrario, è piuttosto tranquillo e si chiama Her Mercy.



That's Folk! si sposta negli States in compagnia di un artista molto considerato, ma forse sopravvalutato. Riley Walker è un chitarrista dotato, cantante sufficiente ma non eccelso, compositore a corrente alternata. Tuttavia l'insieme spesso funziona, come qui in The Halfwit In Me.



L'ultimo brano della puntata odierna di That's Folk! appartiene alla prima parte della carriera di Leonard Cohen, quando era ancora la chitarra ad accompagnarlo. Non è neanche un suo brano, The Partisan, ma lo ascoltiamo come un augurio, visto ci ricorda che presto arriverà la libertà... Ma ancora prima a Radio Discoclub65 arriverà Dario, con l'ora del deficiente. Un saluto da Fausto Meirana.


 

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