L'ora dell'Ignoranza di Diego Curcio

La seconda puntata dell'Ora dell'ignoranza, che dura meno di un'ora (state tranquilli) parte con un classico che più classico non si può. Un pezzo che oserei definire proto punk italiano. E' datato 1975 ed è cantato da... Nicola Di Bari. Avete capito proprio bene: il mitico artista di Zapponeta (Foggia) ci regala un brano di una sincerità e di una scorrettezza disarmanti intitolato "Sai che bevo, sai che fumo". L'ho sentito per la prima volta allo Zapata come intro del concerto dei Dalton (tra l'altro la band avrebbe dovuto suonare la scorsa settimana sempre allo Zapata, ma naturalmente è stato tutto annullato).



Restando sempre in Italia un altro pezzo ignorantissimo e stupendo - per me davvero un must - è "Ti ho visto in piazza" dei Truzzi Broders (può esistere un nome migliorare di questo per un gruppo?). Band di Torino della seconda metà degli anni Ottanta a cavallo tra punk e combat rock, ma con tanta ironia e voglia di fare come cacchio gli pare. Di recente hanno anche girato un documentario su di loro, che bramo di vedere.



Questa canzone dura meno di due minuti quindi ho poco tempo (scherzo mi sono preparato prima quello che dovevo scrivere). Comunque voi dovete leggere in fretta. Sono i finlandesi Eppu Normaali con "Poliisi pamputtaa taas", che credo parli di loro che scappano dalla polizia. Comunque un pezzaccio del punk minore (1978), che mi gasa ogni volta che lo metto su.



Un paio di anni fa ho letto una splendida biografia dei Ritmo Tribale intitolata "Uomini" scritta da Elisa Russo. "Uomini" è anche il titolo di una canzone stupenda della band milanese, contenuta nel primo ottimo disco "Kriminale" (che purtroppo mi manca). "Pippo pluto paperino ospedale militare questo congedo di merda me lo dovete dare" è pura poesia.


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Dopo il punk finlandese ecco il post-punk bielorusso. Ma, questa volta, contemporaneo. Loro sono i Molchat Doma e questa è "Na dne". Una mia amica russa, quando glieli ho fatti sentire, mi ha detto: "Che testi tristi". Ma non ha aggiunto altro. Li ho visti un mese e mezzo fa a Savona e sono tre giovani truzzi coi baffoni e le tastiere. Fantastici.



"Beat my guest" di Adam and the Ants è stata una mia ossessione per anni (e forse lo è ancora). L'ho sentita per la prima volta in "Slc Punk fuori di cresta", film clamoroso visto a 16 anni che consiglio a tutti. Anni dopo (per un sacco di tempo ho campato con un mp3 beccato su Napster) ho comprato il 45 giri a Londra (è la b-side di "Stand and deliver" del 1981). Ha dei coretti stratosferici e una melodia che levati!



La mia adolescenza è quasi tutta qui: dentro questi due minuti di ignoranza belluina. Dopo aver letto "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" di Enrico Brizzi ho sposato la causa del punk e non ne sono più venuto fuori (per fortuna ho abbandonato quasi subito i Red Hot Chili Peppers che avevo iniziato ad ascoltare per emulazione). "Jack Punk" dei Frida Fenner era il pezzo che la band di Alex, il protagonista di "Jack Frusciante", suonava nel film tratto dal romanzo. Film che a tanti ha fatto cagare, ma che a me è piaciuto.



Questo invece è un po' di hop hop di quello italiano, di quello dei primi anni novanta, di quello bbbuono insomma. Una canzone che, fedele al suo titolo, mette una fifa blu. "Cinque minuti di paurta" del grandissimo Lou X. Freghe!



Chiudo con un omaggio a Discoclub con una bella leccata al vecchio Dario (Gian, non essere geloso) citando uno dei dischi dell'anno: quello dell'Esperimento del Dr. K, dove Dario canta (ed è il principale autore dei pezzi). L'album prodotto da Flamingo Records si intitola profeticamente "Terrore sul mondo" e il pezzo - altrettanto profeticamente (aspettate che faccio due scongiuri) - si chiama "La città verrà distrutta all'alba", come un celebre b-movie. Daje, ci sentiamo alla prossima. Forse.


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