Il Diario di Disco Club

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Diario del 18 maggio
Primo caldo e gli effetti si fanno subito sentire, soprattutto sentire col naso. Sì oggi è stata una gara a "deodorarci" il negozio, il fatto è che non usano un profumo di rosa, quando poi sono in contemporanea presenti tre untori diventa un bel casino. Oggi agli abitudinari Scussssi e M. si è aggiunto un foresto, e non nel senso limitato di uno non di Genova, ma proprio straniero. Un vecchio inglese, che (come rilevato da Dario) sembra uscito dal romanzo di uno dei miei autori preferiti, Charles Dickens; non certo dal Circolo Pickwick, con i suoi protagonisti eccentrici e allegri, ma piuttosto da Oliver Twist, con la sua tetra corte di mendicanti e ladri. Vestito di scuro con un giaccone che non vede l'acqua, se non quella piovana, da anni e un copricapo altrettanto antico, ingobbito tipo Quasimodo, scartabella per un'ora (purtroppo) nel nostro reparto vinili jazz usati. L'unica cosa positiva è che il jazz si trova dalla parte opposta del negozio, nonostante questo dopo pochi minuti l'aria si fa irrespirabile anche alla cassa, mettendo in fuga i clienti, io boccheggio e mi piazzo sulla porta, dove Bacci, un frequentatore abituale dell'angolo jazz, sempre impeccabile e profumato, mi passa dietro lasciandoci soli contro lo straniero. Ci si abitua a tutto e rientro al mio posto per fargli il conto, mi porta una pila di dischi. "almeno oltre all'odore di rancido, mi lascerà un po' di soldi", penso, ma mi sbaglio, si porta via una decina di lp per 61€ (forse è scozzese), non solo, mentre stacco i bollini dalle copertine controlla che io non gliele rovini, molto attento alla pulizia del disco. Lui finalmente esce, ma la puzza rimane e mi rendo conto che altri due dispensatori di odori sono entrati, mentre m'intrattenevo col foresto. Uno è Scusssi, di rientro dopo la lunga espulsione per non aver comprato i dischi ordinati, era dimagrito, con la pancia meno a punta, ma adesso sta recuperando il peso e a sudare come una fontana. Mi porta un cd alla cassa, costa 10,90€ e mi fa la solita richiesta, "mi fai 90 centessssimi di sconto", non è giornata, risposta secca "No". Rimane spiazzato e se ne va con un "buonasssera" triste. Io mi precipito in bagno, recupero il deodorante al glicine e trasformo il negozio in un giardino profumato.

p.s. Il "giardino profumato" è durato pochi minuti. Infatti l'inglese è rientrato chedendoci se avessimo trovato la sua "Map of Genoa, lost"....

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Diario del 16 maggio
Pensavo di essermene liberato. Da quando ho cercato di fotografarlo col cartello "il rompiballe" è fuggito e non si è più visto in negozio. Questa mattina prima ancora delle nove eccolo di fronte a me: Ivano! In realtà non vuole me, cerca i ragazzi dell'usato, ma a quell'ora probabilmente dormono ancora. Non gli do confidenza, lo caccio fuori. Davanti alla vetrina prima importuna una ragazza, "Non conosco un disco di questi, tu li conosci?", non lo saprà mai, lei fugge; poi passa alla portinaia di riserva (la titolare è assente), "Signora, lei conosce un avvocato?", lei me lo rispedisce dentro, "Chiedi a Gian, lui li conosce", così rientra, "Mi ha detto la signora che tu conosci un avvocato", "No"; non mento, infatti purtroppo ne conosco molto più di uno (adesso tutti i clienti avvocati penseranno che quel mio "purtroppo" si riferisca a loro) e lo rispedisco fuori. Un attimo solo, rientra, "Gian, ti chiedo un piacere, posso fare una telefonata? Devo chiamare la mamma per dirle che arrivo subito, appena aprono di là", quindi tra più di un'ora, e dovrei tenermelo qui? Non se ne parla nemmeno. Risposta secca, "No". Se ne va, mentre squilla il telefono, "Discooocluuuub", "Pronto, senta, mio figlio è lì fuori (noooooo, la mamma di Ivano no!), vuole andare di là, ma dice che è chiuso. Lei vede se è chiuso o aperto?", "sempre secco come col figlio, "No", "Io continuo a telefonare di là, ma non rispondono. Come mai?", "Forse perché è chiuso?", "Ma lei potrebbe andare di là e dire al ragazzo che mi risponda", "Noooo", "Mi ha detto mio figlio che lei lo ha trattato bruscamente. Potrebbe andare di là e dire al ragazzo...", tratto bruscamente anche lei, sbatto giù il telefono.
Al posto di Ivano entra un nuovo cliente, non troppo giovane, "Avrei una richiesta un po' strana da farle", mi viene già male, anche questo adesso cosa vuole? "Ha qualcosa in negozio di un cantante vecchio, Don McLean?", non era poi così strana, ovviamente cerca American Pie, che teniamo sempre e che gli porgo, lui lo prende e, mentre si avvia verso la cassa, chiede, "Senta, un'altra cosa. Si ricorda Fausto Cigliano?", "Sono abbastanza vecchio per ricordarmelo, ma non ho niente", lui mi passa davanti e con nonchalance si infila il cd in tasca e prosegue uscendo dal negozio. Qualcosa non quadra, ha pagato? No. Esco anch'io "Scusi", si ferma, mi sorride, rientra e paga. A proposito di American Pie (torta americana), voleva mica intortarmi?

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Diario del 6 maggio

Diario del 6 maggio
Questo sabato non può non essere dedicato a Roberto "Brasile" (soprannome derivato dalla maglia che indossava spesso quando veniva in negozio tanti anni fa). Roberto è di gran lunga il maggior cacciatore di autografi di Disco Club, cosa dovuta al fatto che lui non seleziona i "bersagli" solo tra i suoi cantanti preferiti, ma becca chiunque gli capiti a tiro, da Lanegan a Gigi D'Alessio, a Gianni Morandi (la sua avventura al riguardo si trova nel Diario dell'11 aprile 2016). Nessuno ha resistito alla sua abilità nello scovare l'artista e farsi autografare un disco, un libro o addirittura, nel caso di Lanegan, una chitarra comprata apposta. Una però sì: Patti Smith. Più volte Roberto si è trovato a tu per tu con la cantante americana, ma lei è molto scorbutica, sfugge sempre. Una sera a Genova Roberto, dopo un concerto, ha aspettato fino a notte inoltrato che lei uscisse, finalmente eccola, "Patti" urla Roberto, è un errore, lei si gira, lo vede e fugge. Le guardie del corpo la proteggono sempre, è inavvicinabile.
Qualche giorno fa la notizia: "Il 3 maggio la Smith arriverà nella città ducale per ricevere dall'Università la laurea magistrale ad honorem in Lettere classiche e moderne. La cantautrice poi racconterà di persona i suoi lavori il 5 maggio, raccolti nel libro fotografico"
Roberto parte, gli hanno detto che la cantautrice firmerà il libro, questa volta non si può negare. Sembra facile, ma così non è, lei non vuole, come al solito, incontrare nessuno, tantomeno firmare qualcosa. Roberto ci prova più volte, ma viene respinto, poi una voce "E' pronta fuori la macchina per portarla via". Roberto e i pochi fans superstiti si precipitano, Patti arriva e i giornalisti si avvicinano per intervistarla, lei (non vincerà mai il titolo di miss simpatia) fa segno di no e li fa allontanare dai suoi gorilla, si crea un vuoto tra la macchina con la cantante e i giornalisti e in quel vuoto si lancia un kamikaze, veloce come Lomu resiste a qualsiasi placcaggio e piomba davanti alla cantante con il libro aperto in mano, la suspense ferma il tempo, l'immagine si blocca su Roberto con libro e penna in mano e Patti che lo guarda perplessa: prenderà o no la penna? Sììììììììììììììììììì, la prende e firma.
Il 5 maggio è caduto Napoleone e il 5 maggio capitola Patti Smith!
La foto documenta l'avvenimento.

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Diario del 4 maggio
Chiedi chi erano i Beatles, dicevano gli Stadio.
Oggi pomeriggio, voci di ragazzine fuori dal negozio, una "Devo regalargli un disco", un'altra "Di chi?", la prima "Gli piace musica strana", un'altra ancora "Ma cosa? Rap", "No" e scandalizzata "gli piacciono i Beatles". Alla fine entrano, se ne è aggiunta un'altra, quattro ragazzine. Quella del regalo mi chiede "Avete qualcosa" s'interrompe e, un po' vergognandosi, completa "dei Beatles". L'accompagno alla casella e le mostro tutti i cd di questi sconosciuti, "Li conosci i Beatles?", lei sincera e questa volta vergognandosi della propria ignoranza abbassa gli occhi "No". La lascio alla ricerca della copertina che la ispira di più, alla fine sceglie "One" e, mentre è alla cassa che paga, sento una delle sue amiche che dice "Devono essere quelli della copertina con quattro che attraversano la strada", io "Abbey Road", quella, anche lei intimidita, "Oh credevo che fossero i Beatles", (oh segnu bellu cau, penso) "Abbey Road è il titolo del disco, sì, sono i Beatles quei quattro che attraversano la strada".

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Diario del 4 aprile
Sono accucciato per cercare un cd dietro il banco, quando sento un roboante "Buon giorno". Mi sembra di riconoscere quella voce, mi rialzo ed eccolo davanti a me il ciondolone, novello Forrest Gump, già protagonista di altre puntate del Diario. Esordisce con un suo classico, "Scusi sa mica dirmi se Milva è viva?", almeno una volta all'anno me lo viene a chiedere, "Sì, anche se non sta molto bene", lui, rattristato, "No! E cosa ha?", non preciso, mi limito a "E' malata", e lui "Come mi dispiace, io da giovane ero innamorato di lei e anche di quell'altra... quella francese", io "Francoise Hardy?", lui "No, no quella che poi si è ammazzata e stava con quel cantante triste", capito "Dalida", "Sì lei; poi anche di quell'americana", qui il campo si estende un po' troppo, butto lì "Barbra Sreisand?", lui, "No, quella che ballava.... Aspetti... Parisi?", "Heather Parisi", "Sì, durante un programma è stata male; sa mica come sta?", belin adesso dovrò procurarmi un bollettino medico di tutte le ragazze (anzi ex ragazze) di cui lui è stato innamorato, e sono tante, lo dice lui stesso, "Mi sono innamorato di tante", "Corrisposto?", lui, abbattuto, "No, da nessuna". L'ho rattristato e lui ciondolando il capo se ne va.

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Diario del 1 aprile
Assegnato il titolo di Rompiballe n. 1 al Pluriespulso, eccoci a decretare, senza bisogno di votazioni, il titolo di Sfigato di Discoclub. Il vincitore senza rivali è Tiziano.
Tiziano non l'ho mai visto, non è di Genova, abita a Verona. La prima volta che mi sono imbattuto in lui telefonicamente (circa due anni fa) è stato per un suo ordine del (allora) suo gruppo preferito, gli Europe. Cercava un vinile, l'ho trovato e gliel'ho spedito. Il giorno dopo mi chiama, "Giancarrlo (al contrario del Panzone lui le erre non le elimina, ma le raddoppia o triplica), è successa una disgrrazia", "O segnu Tiziano, cosa è successo?", lui, agitato, "Quando mi è arrrivato il tuo pacco, io ho accoltellato gli Eurrope", "No, hai ammazzato Joey Tempest?", "No, non lui, il disco; mi sono emozionato e per l'agitazione ho prremuto troppo il coltello e ho rrigato la copertina".
Quest'anno il suo nuovo amore tardivo sono i Queen. Mi ordina due vinili, li spedisco, gli arrivano, ma dopo pochi giorni mi chiama, "Giancarrlo, è successa una disgrrazia. Sono venuti a trrovarrci due miei cuginetti, sono entrrati nella mia camerra e mi hanno fatto a pezzi i due dischi dei Queen. Me li rrimandi?". Li rimando con l'aggiunta di altri otto vinili del gruppo di Freddy Mercury. Pochi giorni anche questa volta, "Giancarrlo è successa una disgrrazia. Quegli stronzi di cinesi mi hanno venduto una ciabatta che ha prreso fuoco", "Belin, ti si sono bruciati i piedi?", "No, non quella ciabatta, quella della corrrente. Era vicina al mobile coi vinili e ha preso fuoco con tutti i dischi. Ne ho salvati solo quattro. Me li rrimandi?". Li ordino, ma lui mi richiama, "Giancarrlo, è successa una disgrrazia. Anche quei quattrro sono rrovinati. Me li rrimandi tutti?", "Va bene ad aprile te li spedisco". Oggi chiama, "Giancarrlo, mi hai spedito i dischi?", "No, la settimana prossima, al sabato i corrieri non funzionano", "Ma mi avevi detto che li mandavi oggi", "Sì, ma che giorno è oggi?", "Il prrimo aprrile", "Appunto il prrimo aprrile!".

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