Radio Disco Club 65

Elucubrazioni di Dario Gaggero

Bentornati a questa rubrica che non volevate e non aspettavate ma vi beccate lo stesso perché Gian vuole che faccia almeno una puntata alla settimana.
Partiamo con una confessione umiliante: sono passati solamente una ventina di giorni da quando le misure di contenimento più stringenti sono entrate in vigore ed io ho già ceduto alla peggiore delle tentazioni.
So che molti che mi conoscono di persona e leggeranno queste righe rimarranno delusi e amareggiati da questo voltafaccia.
'Non ci si può più fidare di nessuno!', diranno certi.
'Ho sempre pensato che la sua fosse solamente una posa. Bastava guardarlo negli occhi!' affermeranno altri.
Ebbene sì, lo ammetto: ho ceduto al più vile degli impulsi ed ho cominciato a METTERE A POSTO CASA.
Dibattendomi invano tra mucchi di polvere semoventi, mobili dalla funzione misteriosa ereditati da chissà chi e gli ormai consueti mucchi di libri, dischi e dvd (a qualcuno interessano copie multiple di film di inenarrabile bruttezza? Pare che nel tempo sia riuscito ad accumulare più doppioni che in una raccolta di figurine) sono incappato in un fenomeno che voglio sottoporre alla vostra attenzione: le FOTOTESSERE.

foto 1foto 2Ora: è mai possibile che proprio la foto che vi accompagnerà per un lasso di tempo abbastanza lungo e che dovrete in teoria esibire nelle situazioni più 'ufficiali' faccia così inesorabilmente schifo? Qual è la causa?
Scarsa propensione alla posa? Autosabotaggio (consapevole o meno)? Ansia da prestazione? Un complotto dei gestori dei gabbiotti che fanno fototessere per farle sempre più brutte così vi vergognate troppo e dovete rifarle cacciando fuori altri cinque euro?
Fatemi sapere come la pensate.
Io allego due esempi, presi a qualche mese di distanza uno dall'altro. Fate lo stesso, se osate.
Anzi facciamo di più, lanciamo il primo evento di Radio Discoclub65, l'evento "Fototessera".
Se avete il coraggio mandateci le vostre.

Dario.

P.S.: volevo tranquillizzare i miei tanti fan. Il 'pezzo' di cui sopra è un'opera di fiction. Nessun mucchio di polvere semovente è stato maltrattato nei venti giorni appena trascorsi.

La musica di Antonio fra acqua santa e demonio di Antonio Vivaldi

Buona domenica a tutti dalla "musica di Antonio tra acqua santa e demonio". Per un paio di puntate ho scelto di abbandonare l'attualità discografica per qualcosa che dall'attualità nasce e poi va molto indietro nel tempo. Bob Dylan ha da poco pubblicato Murder Most Foul, il pezzo più lungo della sua carriera che prende spunto dall'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, il 22 novembre 1963 a Dallas. Oltre a raccontare in forma di cronaca trasfigurata l'epocale evento, Dylan menziona una serie di canzoni che, probabilmente, furono per lui fondamentali e che servono a tracciare anche una storia della parte finale del '900. Ma intanto la sigla.

GERRY AND THE PACEMAKERS – FERRY CROSS THE MERSEY
"Ferry cross the Mersey and go for the throat".
Si parla, ovviamente della British invasion, ovvero la musica inglese che invade gli Stati Uniti nel 1965. Poco prima sono menzionati anche i Beatles.

THE LOUVIN BROTHERS – CASH ON THE BARRELHEAD
"Cash on the barrel head, money to burn"
Ira e Charles Louvin erano due fratelli che, fra gli anni '50 e '60, proposero un'interessante fusion di country, bluegrass, religione e, in questo caso, rock'n'roll o quasi. Il brano è del 1961 ed è stato interpretato anche da Gram Parsons ed Emmylou Harris.

LOUIS ARMSTRONG – ST. JAMES INFIRMARY
"St. James Infirmary and the Port of King James"
Un celeberrimo inno alla dissipazione nella sua versione più classica, quella di Louis Armstrong, datata 1928.

LARRY WILLIAMS – DIZZY MISS LIZZY
"You got me dizzy, Miss Lizzy
Larry Williams fu artista di rock'n'roll e rhythm & blues che avrebbe meritato maggiore fortuna e che invece conobbe una morte tragica. Dizzy Miss Lizzy è il suo pezzo più noto, interpretato anche dai Beatles.

THE EAGLES – TAKE IT TO THE LIMIT
"Play Don Henley, play Glenn Frey / Take it to the limit and let it go by"
La menzione degli Eagles è sorprendente, anche perché il pezzo di molto successivo al 1963. Si trova infatti su One Of These Nights del 1975. Il pezzo non lo canta né Don Henley né Glenn Frey ma Randy Meisner.

NEIL YOUNG – CAPTAIN KENNEDY
Ai pezzi menzionati da Bob Dylan in Murder Most Foul aggiungiamo questa canzone chiamata Captain Kennedy dove il legame con John Fitzgerald Kennedy è in verità piuttosto vago. Però è una ballatona folk dai toni epici che potrebbe essere considerata un classico nascosto del musicista canadese.

BOB DYLAN – A HARD RAIN'S A-GONNA FALL
Infine un brano di Bob Dylan datato 1963, dunque l'anno dell'assassinio di JFK. L'apocalittica A Hard Rain's A-Gonna Fall fa pensare a quanto ci sta succedendo in questi giorni

Questo teoricamente è già uscito, ma è rimasto imbrigliato nella rete del coronavirus.
Questa coppia già insieme nei Beautiful South, lui prima leader degli Housemartins, ritornano per fare un bel disco di ballate pop inglesi, come dice il nostro (assente su facebook) Marco Sideri, che su Blow up gli assegna un bel otto. Qui ve lo proponiamo completo, però, se vi piace, mi raccomando, vi aspettiamo da Disco Club!
















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