That's Folk! di Fausto Meirana

Bentornati a Radio Discoclub65, con Fausto Meirana e That's Folk! Uomini con la chitarra, del passato e del presente, principalmente dagli USA e dalla Gran Bretagna. Ma a volte no, come nel brano di apertura di oggi, che è molto americano, ma anche molto genovese: Paolo Bonfanti - Dust My Broom

 

Il secondo brano, non ha neanche la chitarra! Andrew Bird infatti imbraccia un violino e ci offre, in compagnia di Chris Thile al mandolino, una bella versione della Blue Skies di Irving Berlin.

 

In un programma dedicato all'uomo con la chitarra non poteva mancare un maestro dello strumento come l'ingelse Martin Carthy, qui però alle prese con uno 'standard' un po' diverso, la Heartbreak Hotel di Elvis! Al violino Dave Swarbrick.


 

Naturalmente di Al Stewart ci ricordiamo tutti di Year Of The Cat o On The Border. Ma il cantautore inglese certamente ha molto da dire anche con altre canzoni. That's Folk! ha scovato la bellissima Clifton In The Rain in una versione piuttosto recente.


 

Ry Cooder ha ocupato a lungo le pagine delle riviste musicali italiane, con la sua musica che pesca nel grande fiume della tradizione blues, folk e jazz degli Sati Uniti. Nel video che segue Cooder rivisita il pioniere del folk Woody Guthrie con la sua Vigilante Man


 

That's Folk! torna in Italia, anzi torna ancora nella nostra città: Joel Cathcart vive a Genova, fa il cantautore, il batterista il pittore e ti può capitare anche di giocarci a pallone assieme. Chissà se ha altre doti nascoste (ah sì suona anche con i Colmorto) Placeholder - Joel Cathcart


 

Quasi una giovane promessa del folk, lo scozzese Alasdair Roberts è figlio d'arte, amico di Bonnie Prince Billy, e prolifico quasi come lui. Dal recente Pangs qui ascoltiamo il brano omonimo.


 

That's Folk! si avvicina alla fine. Il penultimo e l'ultimo brano saranno dedicati a due 'specialisti' della modalità 'man&guitar' due veri e propri killer ! Il primo è Richard Thompson qui in una versione live di I Want To See Bright Lights Tonight.


 

Come detto nel post precedente, finale assolutamente in tema. Uno dei più grandi esponenti del genere, l'irregolare e complesso John Martyn, con un brano che, di questi tempi, vorrei interpretare come augurio. May You Never. Saluti da Fausto Meirana, dopo di me l'ora del deficiente, come sempre, è in agguato!

 

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