L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

Eccoci (plurale maiestatis) alla terza puntata dell'Ora dell'ignoranza, che tutti i martedì e i venerdì alle 21 abbassa il livello di Radio Disco Club. Questa volta ho deciso di fare la persona quasi seria (ommidddio) e di pensare a una sorta di filo conduttore per questa mezzoretta di dolore alle orecchie (lo so, si chiama l'Ora dell'ignoranza, ma dura meno). L'idea è: gruppi italiani che cantano in inglese e che se non fossero italiani vi farebbero sballare di brutto, ma visto che sono italiani non ve li cagate di pezza. Troppo lungo? Allora chiamiamoli italiani sottovalutati. E iniziamo con una poco conosciuta, ma ottima band dell'Emilia Romagna, i Laser Geyser che, a fine 2018, ha pubblicato un disco super intitolato "Son of lightning", tra Husker Du, Bob Mould solista, indie rock bello 'merigano di fine Ottanta-primi Novanta, power pop ecc. Questa è "Lose my crown".


 

 

Una delle mie band italiane preferite di sempre sono i Radio Days (e dopo averli stalkerati per anni sono diventati anche amici). Prima del virus stavano registrando il loro nuovo album, ma hanno dovuto sospendere le sessioni proprio sul più bello. Questo pezzo, "She's driving me crazy" è uno dei miei favoriti ed è anche contenuto nel mini "Midnight cemetery randezvous" che me li ha fatti conoscere una sera di tanti anni fa al Milk. Grazie a loro ho scoperto il power-pop.


 

Dopo due pezzi melodici è bene fare una sana e giusta pausa rumorosa. Gli His Electro Blue Voice con la loro darkwave punkeggiante e martellante sono la soluzione migliore. Hanno esordito su Sub Pop (scusate se è poco) e due anni fa hanno pubblicato un disco stupendo pieno di paranoia e suoni malati e velenosamente melodici dal titolo "Mental hoop" per Maple Death Records. Questa è "Crystal mind"


 

I Mojomatics vengono da Venezia, sono in due e suonano (o forse suonavano) un garage venato di country davvero incredibile. "Askin' for a better circumstance" è una ballata contenuta nel loro disco del 2008 "Don't pretend that you know me". Per quel che mi riguarda sono una band clamorosa, che in molti dovrebbero riscoprire.


 

Passiamo da Venezia alla Sardegna con i Love Boat (sciolti da tempo, ma proprio l'anno scorso hanno fatto reunion che naturalmente mi sono perso). Il loro secondo disco "Love is gone" del 2011 è una bomba di garage e power pop. L'avevo comprato al loro concerto al Lucrezia. Su Youtube si trova soltanto questo pezzo, "Secret plan", quindi ve lo cuccate. Anche se io ne avrei messo altri, anzi forse avrei postato tutto l'album.

 

 

Punk alla vecchia da Roma: gli Human Race guardano alla scena inglese e californiana della fine degli anni Settanta. Anacronistici nel loro rock'n'roll scarno, melodico e maleducato sono uno dei segreti meglio custoditi della Capitale. Questa "I don't mind" è uscita prima come singolo e poi dentro il loro unico e ottimo album "Negative" del 2017.


 

Gli Zac sono un progetto collaterale di Lorenzo Moretti dei Giuda (che in questa lista mancano perché li conoscerete già tutti, altrimenti rimediate). Rispetto alla sua band principale il suono è ancora più puramente glam. Meno punk


 

Di nuovo garage, ma più crudo e più veloce, e ancora Sardegna. I Rippers, visti all'Altrove un paio di anni fa (che tempi!) da almeno una quindicina di anni ci danno dentro con la loro musica abrasiva e tagliente. "My brown friend" è un brano del 2010 contenuto nel disco "Why should I care about you". Nelle loro fila, oggi, mila anche qualcuno dei Love Boat.


 

Chi se li ricorda i Record's? Una decina di anni fa (he sì, anche loro) avevano fatto uscire un disco tra power-pop e indie rock (quello bello) dal titolo in latino "De fauna et flora". A qualcuno ricordavano i Vampire Weekend. A me sinceramente sembrano molto meno fighetti e parecchio meno pop. Insomma mi piacciono di più. Questa è "We all need to be alone".


 

Vent'anni f usciva postumo "Close up" l'unico album dei romani Bingo, una band clamorosa di rok'n'roll ruvido e maleducato, guidata dal mitico Alex Vargiu, che aveva militato nei Bloody Riot. La canzone che ho scelto è "Telephone addict". Dopo i Bingo Alex ha suonato in altre fantastiche band.


 

Un'altra "vecchia" band che in pochi ricordano, ma che a me piace un casino è quella dei lombardi Suinage (poi diventati gli ottimi Labradors). Qui i suoni, rispetto all'incarnazione odierna, erano un po' più grezzi e l'influenza del punk rock e degli Husker Du ancora più forte. "Chump" è un estratto dal disco "Shakin Hands" del 2008. Ah, con questa vi saluto. Ci si vede venerdì.


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