Terza puntata di Free Fall – Jazz in caduta libera, la trasmissione che si occupa di jazz e dintorni condotta da Danilo Di Termini e che potete riascoltare (e rileggere) sul sito di Discoclub65.
In questa puntata ascolteremo Hailu Mergia, Mongo Santamaria, Anita O'Day, Billie Holiday, Miles Davis.
Come al solito partiamo con una novità e oggi andiamo in Africa, più precisamente in Etiopia con il nuovo lavoro di Hailu Mergia, un pluristrumentista che dopo aver lasciato il suo paese (e la sua Walias Band, una band afro-funk che negli anni '70 ebbe un discreto successo in Africa) si trasferì negli States.
Cominciamo ad ascoltare un brano dal disco di prossima pubblicazione, Yene Mircha che uscirà il 27 marzo per Awesome Tapes From Africa. Il brano si intitola Abichu Nega Nega


 

Diversi anni dopo essersi trasferito negli Stati Uniti Mergia nel 1985 registra un nuovo album, Hailu Mergia & His Classical Instrument. Si tratta di un album in cui è protagonista la fisarmonica allo scopo dichiarato di contribuire ad aumentare la popolarità dello strumento in Etiopia. Pubblicato in cassetta l'album fu un successo sorprendente, ma Hailu Mergia dopo qualche tempo smise di suonare per lavorare come tassista a Washington per circa 10 anni.
Nel gennaio 2013, Brian Shimkovitz, fondatore di Awesome Tapes From Africa (un'etichetta americana che ripropone oscure cassette africane per il mercato occidentale), si imbatte in una copia di Hailu Mergia & His Classical Instruments e decide di far tornare in sala di registrazione Hailu Mergia.
Nasce così Lala Belu pubblicato nel 2018 da cui vi propongo la fantastica Tizita


Rimaniamo musicalmente, anche se non geograficamente, in Africa. Nella seconda puntata abbiamo ascoltato Afro Blue nella versione appena uscita di Sam Gendel. Abbiamo detto che il brano è diventato celeberrimo per l'arrangiamento che ne fece John Coltrane qualche anno dopo: Ma l'originale era stato scritto dal percussionista cubano Mongo Santamaria, all'anagrafe Ramón Santamaría Rodríguez che la incise per la prima volta con il sestetto di Cal Tjader, il 20 aprile 1959, al Sunset Auditorium di Carmel. Questa versione la trovate nel disco Monterey Concert appunto a nome del vibrafonista. Ma Santamaría incise il pezzo con la sua propria band il mese seguente sull'LP Mongo, che fu pubblicato prima ed è proprio questa versione che vi propongo

È proprio alla fine degli anni '50 che nascono i festival jazz come li intendiamo oggi. Sulla costa Ovest quello di Monterey di cui abbiamo parlato nel post precedente; sulla costa Est, precisamente a Newport (Rhode Island), nei pressi di New York, dal 1954 George Wein animava un festival che sarebbe diventato celeberrimo anche per il documentario che il regista Bert Stern dedica all'edizione del 1958. Il film è abbastanza facile da trovare, si intitola Jazz On A Summer's Day ed è una testimonianza straordinaria: in quell'anno si esibirono Jimmy Giuffre, Thelonious Monk, Sonny Stitt, Dinah Washington,Gerry Mulligan, Chuck Berry, Chico Hamilton con Eric Dolphy, Louis Armstrong, con Jack Teagarden.
Ma soprattutto ci fu l'esibizione di una delle più grandi cantanti della storia del jazz, Anita O'Day, l'unica cantante bianca in grado – secondo il patron della verve Norman Granz, di stare al livello di Billie Holiday e Ella Fitzgerald.
Nell'esibizione che vedrete capirete perché si era auto-nominata "song stylist": elegantissima in tubino nero, guanti bianchi e cappello alla Miss Golightly di Colazione da Tiffany, la O'Day ci regala un'esibizione mozzafiato di Sweet Georgia Brown.
C'è un bellissimo documentario che racconta la sua vita, si chiama Anita O'Day: The Life of a Jazz Singer e ricordando quel concerto confessa che quando salì sul palco non era esattamente lucida. In quel periodo infatti la cantante era alle prese con una devastante tossicodipendenza.


Da una stella assoluta alla più grande di tutte: Billie Holiday. Nel 1936 è la leader di un'orchestra che comprende Bunny Berigan alla troba, Artie Shaw al clarinetto, Joe Bushkin al piano, Dick McDonough alla chitarra, Pete Peterson al contrabbasso e Cozy Cole alla batteria. Il dieci luglio registrano quattro tracce per la Vocalion: Did I Remember, Summertime, Billie's Blues e per la prima e unica volta, una splendida No Regrets.

Ancora un brano da quella seduta di registrazione del 1936. Il video che vi faccio vedere è tratto da uno dei (tanti) capolavori di Woody Allen. Il film si chiama Celebrity, è del 1999, il brano è Did I Remember, lei è Billie Holiday.

Siamo arrivati quasi alla fine e mi sono reso conto che nel corso delle prime puntate di Free Fall – Jazz in caduta libera, non abbiamo ancora ascoltato Miles Davis. Rimediamo subito con un'esibizione del 1967 durante la tournée europea del cosiddetto secondo quintetto formato da Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams. Questa tournée la trovate in cd nella prima uscita delle Bootleg Series Vol. 1 con i concerti contain di Antwerp, Copenhagen e Parigi. C'è anche un DVD con i concerti di Karlsruhe e Stockholm. Proprio dalla data di Karlsruhe abbiamo scelto il prossimo brano I Fall in Love to Easily con il quale Danilo Di Termini vi dà appuntamento a martedì prossimo per ascoltare e vedere insieme del buon jazz. Restate sintonizzati che le trasmissioni non finiscono, dopo di me arriva alle 15 L'ora del deficiente con Dario Gaggero; e comunque potete riascoltare tutto quando volete sul sito di Disco Club. Baci e abbracci dall'etere...

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