Il Diario di Disco Club

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Diario del 8 maggio

Oggi la chiacchierata con un cliente si conclude con questa sua affermazione "E ormai noi siano vecchi", io "Io, tu meno", lui mi guarda con sguardo irridente e "Facciamo una scommessa?", io "Che cosa?", lui "Se io sono più vecchio di te mi lasci il negozio, io sono del '57 e tu?", io "Dieci di più, sono del '47. Cosa mi lasci adesso?". Ci rimane male, ma scappa senza lasciarmi niente; per un attimo ho sperato che facesse un'offerta per comprare il negozio visto che non era riuscito a prenderselo gratis.
Gli alpini hanno invaso Genova e via San Vincenzo, uno entra è un amante del rock, arriva da Montichiari e sapete come è venuto? In bicicletta è partito mercoledì, si è fatto una tirata unica fino a Bobbio, ieri se l'è presa con più calma ed è arrivato a Torriglia, per concludere oggi la sua tirata di circa 250 km. Lo premio con un bello sconto, box dei REM e cd di Young per 100€.
L'amico Gino Andrea Carosini per l'occasione mi trasforma in un alpino!
In realtà io non ho indossato mai nessuna uniforme (a parte quella di Disco Club...), rivedibile alla prima visita, riformato alla seconda, troppo magro 1,83h x 56kg.

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Diario del 3 aprile

Gino Paoli e Disco Club
Quando manca un artista difficilmente noi ci aggreghiamo ai peana che dopo pochi minuti infestano radio, televisione, giornali e soprattutto i social. Oggi siamo stati trascinati a parlarne da una telefonata: "Discooocluuuub", signore, dalla voce, molto distinto, "Scusi vorrei chiederle un'informazione", "Dica" (costretto alla gentilezza dalla sua gentilezza...), lui dice, "Vorrei sapere se possiate essere interessati all'acquisto di un autografo di Gino Paoli", fine della gentilezza, "Noi vendiamo dischi, non autografi".
Ecco Gino Paoli appunto, con lui abbiamo avuto in tutta la nostra storia due contatti, il primo circa vent'anni fa. Nel vecchio Disco Club avevo una porticina che mi permetteva di prendere i dischi in vetrina dall'interno (vedi foto), la apro e mi vedo davanti Gino Paoli che guarda i dischi esposti, anche lui vede me e fugge, è nato a Monfalcone ma è sarvægo come un vero genovese. Secondo contatto, 18 dicembre 2015; stavamo preparando la festa dei 50 anni, ero indaffarato alla cassa e sento che entra un cliente, mi giro e mi trovo davanti Gino Paoli; questa volta non fugge, anzi dice "Ci sei sempre tu?!", dopo tanti anni mi ha riconosciuto? Dietro di lui entra la moglie, lei per niente sarvæga (non è genovese); le parlo della festa del giorno dopo e lei si entusiasma, si rivolge al marito, "Gino, veniamo anche noi", non è una domanda, è un'affermazione. Lui è un po' interdetto, ma non del tutto contrario. La notte porta consiglio, non vengono.
p.s. La foto della porticina è stata scattata dal nostro fotografo ufficiale, Alberto Terrile, proprio il 19 dicembre 2015.

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2 gennaio 2026, incomincia il mio quarantatreesimo anno da Disco Club. Arrivo in negozio alle 8,47, apro e subito dopo vedo davanti alla vetrina il Taxista dal taxi giallo. Sono anni che non vi parlo di lui, l'ultima volta fu questa: "L'ex taxista dal taxi giallo, quotidiano portatore di pizzini con lunghissime liste, è stato limitato da un aut aut "gli ordini si fanno una sola volta alla settimana": ha preso armi e ... pizzini e si è trasferito da Feltrinelli". In realtà ha girato un po' tutti i negozi e ha finito il giro tornando da noi, grazie a Dario che in questi anni si è impegnato a riportarmi dentro tutta una serie di rompi da me allontanati da tempo. Mi chiudo dentro, lui fa l'indifferente, da un'occhiata alla vetrina e alla fine si lancia sulla porta, chiusa; gli indico l'orario, apro alle 9.00. Si allontana borbottando, poi si avvia verso il reparto usato e lo sento che parla, secondo lui tra sé stesso, in realtà a voce alta e ovviamente mi insulta. Alle 9 in punto apro. Lui non se ne accorge e sta fuori ancora qualche minuto, fino a quando gli indico che è aperto. Compra tre cd di jazz usati (uno di Dario che così senza nessun merito ci guadagna qualcosa) e mi chiede "Questo pomeriggio c'è Dario?", sapendo benissimo che io non gli avrei fatto nessuna ricerca. Fuori uno, dentro un'altra, signora anziana "Avete il disco dei V2?", "Non li conosco", "Ma sì, sono famosi, di tanti anni fa, mi piace una canzone", mi viene un dubbio "Sicura che si chiamino V2?", non lo è, ma mi canticchia il solito lalalà lalalì che va bene per ogni canzone; V2 o U2? Io ci provo, metto su Pride, azzeccato! È addirittura la canzone che cercava, lalalà, lalalì. Abbiamo un cd usato, ma lei "No, lo voglio nuovo" e se ne va. Prendo il telefono per controllare se qualcuno avesse chiamato come succede sempre nei giorni festivi, infatti ecco una telefonata alle 18.46, doppiamente abelinato, ieri era il primo dell'anno e in tutti i casi noi chiudiamo alle 18.45 in punto! Ed ecco la prima telefonata del 2026, "Discooocluuuub", "Scusi, voi comprate dvd di film usati?", "No, non ne teniamo", "Ma li valutate?", "No, ma so che danno dai 50 centesimi a, al massimo, un euro", lei "Non è per venderli, ma per non buttarli via", allora perché mi ha chiesto la valutazione? Ed ecco una brutta sorpresa, non mi ero accorto tirando su le serrande che qualcuno nella notte di Capodanno aveva pensato bene di battezzare la vetrina laterale con una bella vomitata. E' tanto che non lo scrivevo, ma Ugolino è sempre di moda, "Ma che bella giornata!".

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Diario del 2 settembre
Telefono. "Discooocluuuub", signora "Vorrei sapere se avete dei cd per calmare i cani durante un temporale", questo non me l'aveva mai chiesto nessuno, "No, mi spiace" (per il cane), lei "E musica classica?", non sapevo che la musica classica fosse una musica per i cani, "No", lei "Qualche negozio che ce l'abbia?", io "Hanno chiuso tutti quelli che avevano classica" probabilmente anche quelli che avevano musica per calmare i cani.
Eccoci al personaggio del libro più attivo in questi ultimi giorni: Ciaogianciaocarlo. Andrea a fine luglio ha commesso l'errore di ordinargli una raccolta tripla dei Big Country dicendogli che non sarebbe arrivata fino a Ferragosto. Ovviamente il giorno dopo Ciaogiaciaocarlo si è presentato a chiedere se fosse arrivato, scena che si è ripetuta quasi quotidianamente. Sabato 16 agosto all'alba ero solo in negozio e chi entra? Ciaogianciaocarlo "Eccomi, è arrivato?", io urlo "E' sabato sono le 8,45 e tu pensi che sia passato un corriere?", lui, ineffabile, "Andrea mi ha detto che arrivava il 15". Lo caccio. La settimana successiva io ero in ferie, ma lui è passato quotidianamente e Dario alla fine gli ha detto che non arrivava più, esaurito, il disco, non Dario, anzi anche Dario. Lunedì della settimana scorsa rientro e chi è il primo ad entrare? Lui, con un sorriso accondiscendente, "E' arrivato, vero?". Lo caccio fuori, ma torna altre tre volte, per farsi perdonare compra un cd, la scena si ripete per tutta la settimana, a guadagnarci è il Bar Verdi, un giorno sta lì seduto per ore e alla fine consuma per 70€. Ieri, entra "Dai non scherziamo, l'ho ordinato un mese fa e lo aspetto dal 15 agosto, sono 17 giorni, su tiralo fuori", le mie urla devono sentirle fino all'ultimo piano del grattacielo. Se ne va, rientra, se ne va, rientra, se ne va, rientra e compra un cd, se ne va, rientra e compra un altro cd. Oggi è di nuovo qui all'alba, stessa scena e altro cd venduto. Speravo che se ne andasse e invece eccolo lì sulla porta. Ho visto che se urlo un po' più forte si sente obbligato a "consumare", allora esagero gliene urlo di tutte, lui si ferma sulla porta e dice "Almeno salutami", io esagero "Certo, ma vaffa...". Ottengo l'effetto voluto, va al bar Verdi e rientra "Dammi il disco di Nik Kershaw in vetrina", "Il box?", "Sì"; lo prendo, costa 104,90€! "Eccolo, dammi 100€". Me li da e "Almeno mi ringrazi?", io "Grazie". Se sono gentile forse non torna più. Infatti se ne va definitivamente. Per domani devo mettere in vetrina qualche altro box caro e invenduto (Kershaw era lì dal 20 febbraio...) e ovviamente passare a insulti più pesanti

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Giornata di telefonate.
"Discooocluuuub", signora "Vorrei sapere se domani siete aperti", io "Domani è domenica", è un'affermazione, lei la prende per una domanda, "Sì, domani è domenica", io "Solitamente siamo chiusi", lei "E domani?", io "Come al solito".
"Discooocluuuub", altra signora "Vorrei un cd col canto delle balene".
"Discooocluuub", terza signora, "Avete musica Reiki con una campanella ogni tre minuti?".
"Discooocluuuub", questa volta è un uomo, "Scusi, voi prendete cassette di film?", io "No", ritelefono "Scusi, voi prendete cassette di film?", io "No", tritelefono "Sono quello di prima, ho anche un bel televisore, vi interessa?", io, poso.
Le telefonate continuano più o meno su questo tenore, ma alla fine ecco la sorpresa, una signora conclude la telefonata con me con: "Lei è molto gentile, cosa di questi tempi molto rara". Capito? Voi che mi denigrate sempre.

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Due casi di shock
In negozio io sono il poliziotto cattivo e Dario quello buono. Pochi giorni fa parlando con una signora citiamo Sestri Ponente e io dico "Anche Dario è di Sestri" e lei "Quello della Fnac? Non parlarmene, sono ancora scioccata adesso", io "In che senso?", "20 anni fa con una ragazzina siamo andati alla Fnac e la mia amica gli ha chiesto un cd dei Sigur Ros. Lui l'ha trattata malissimo e siamo uscite dal negozio sotto choc".
"Va a finire che mi frega il posto di poliziotto cattivo", ho pensato.
Il giorno dopo entra un uomo grande e grosso, si avvicina alla cassa e mi apostrofa "Lei 40 anni fa mi ha spaccato un disco in testa". Oh belin sarà mica venuto a vendicarsi? Cerco di difendermi "Ma, ci sarà stato un motivo". Non accetta scuse "Sono entrato e lei mi ha spaccato un lp in testa, sono uscito sotto shock". Se lo sarà inventato? Cerco di indagare e scopro che era uno dei metallari stabili davanti alla vetrina e allora mi ricordo. Un giorno un lp ci era caduto e si era spaccato. Dico a Stefano (aiutante dell'epoca) "Adesso lo ricomponiamo e lo spacco in testa al primo metallaro che entra". Il primo è stato Giorgio (quello di cui sopra) e si è beccato in testa il vinile che ovviamente è andato nuovamente in pezzi. Probabilmente dopo 40 anni è tornato per capire come mai si è preso un disco in testa. Se ne è andato soddisfatto e mi dà nuovamente del tu.
Posto salvato, rimango il poliziotto cattivo!

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Diario del 14 aprile

Clamoroso a Disco Club!
Ieri abbiamo avuto una rivelazione che ci ha lasciati a bocca aperta: David Bowie era americano!
Larid, cliente da molti anni, chiamato così perché da grande fan di Lou Reed, quando veniva a chiedere qualcosa ci diceva "E' uscito niente di Làrid? (con l'accento sulla a); dicevo, Làrid viene a vedere le uscite del RSD, cerca quella di Bowie, che abbiamo, ma non la vuol prendere perché è la stampa inglese. Io, sorpreso, dico "Beh, Bowie era inglese", lui si ringalluzzisce, come per darmi una lezione, "Eh no, era americano", io, "Americano? Cosa dici? Era di Brixton, quindi Londra", lui "Eh no e adesso te lo dimostro. Dove è morto Bowie? In America e quindi era americano!". Pensa di aver trionfato su di me, ma io mi limito a prenderlo e a cacciarlo fuori dal negozio.
Però è interessante la sua teoria. In base a questa anche John Lennon era americano e Jim Morrison francese. E pensate a Napoleone, una vita a combattere contro gli inglesi, poi passa gli ultimi sei anni della sua vita nell'isola di Sant'Elena e lì muore, quindi in territorio inglese. Napoleone era inglese!

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Diario del 9 marzo

PATRONATO Discoclub
Dopo due mesi e mezzo di vostre richieste "cosa mettono al vostro posto?", posso darvi una risposta. La San Giulio, società che gestisce il fondo pensioni dei dipendenti del Monte dei Paschi, proprietaria di tutto il palazzo dove siamo ubicati, ha fatto la sua scelta: ci sarà un patronato. Questo verrà molto utile ai miei clienti o già pensionati o prossimi a quel giorno. Quando ho rilevato io il negozio era il primo gennaio 1984 e davanti avevo un folto gruppo di metallari, avevano poco più di vent'anni. Sono passati 41 anni e quindi sono prossimi anche loro all'età pensionabile. Probabilmente quelli del CAF hanno visto che Disco Club poteva essere una buona fonte di clientela, proporrò loro di aggiungere nell'insegna Disco Club dopo CAF... Sicuramente ne avrà un vantaggio il bar Verdi, perché nell'attesa del loro turno qualche caffè lo consumeranno, noi potremmo essere costretti ad aggiungere i dischi di un altro genere, il Volo, Bocelli, Albano, forse addirittura Pupo!!!

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Diario del 8 marzo

Umarèll via Montesano
Par qualche giorno non lo avevo visto, venerdì è riapparso. Poi ho capito il perché, i giorni precedenti ero passato di lì alle 8.45, lui incomincia il "lavoro" alle 8.50! Infatti l'ho visto arrivare e poi sistemarsi non al solito posto appoggiato al magazzino degli operai, ma di lato. Ormai i lavori sono andati avanti e se si fosse messo lì davanti qualche auto avrebbe potuto arrotargli i piedi. Ovviamente aveva la solita busta dove probabilmente tiene la merendina per l'intervallo, la prossima volta gli porto il sacchetto di Disco Club così mi fa pubblicità...

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Diario del 29 gennaio
Quando ero ancora a Disco Club di Santa Margherita veniva un rappresentante della casa discografica Saar per cercare di appiopparci i dischi più improponibili. Era un tipo alquanto strano (anche a Santa era in funzione la famosa calamita) non sapeva niente di musica, ma proprio niente. Si limitava a leggere le note dell'addetto stampa; una volta quello aveva un po' esagerato, parlando di un disco di un gruppo sconosciuto si era lanciato in un volo pindarico "con un crescendo rossiniano il disco giunge alla fine". Questo aveva esaltato il nostro che nella quasi ora che è rimasto in negozio ha ripetuto questa frase con un'espressione di esaltazione come se presentasse i nuovi Beatles. Ovviamente non gli ho ordinato niente e all'ora non è arrivato perché è stato uno dei pochi espulsi dell'epoca sammargheritese. Non per motivi discografici, ma perché a un certo punto si è messo a tampinare una ragazzina di 14 anni che era venuta a comprare un 45giri. Forse esaltato si è fatto prendere la mano e con un crescendo (questo non molto rossiniano) è passato a un comportamento "leggermente" volgare. Cartellino rosso e divieto di entrare ancora in negozio.
Era il 1981, lavoravo ancora in banca e nell'intervallo con i colleghi andavamo spesso a mangiare al vicino ristorante Europa di galleria Mazzini e chi non vado a beccare lì? Lui, il rappresentante, non lo saluto, anche se lui mi guarda di sbieco, ma inevitabilmente lo sento sbraitare col suo solito tono. Questa volta parla di calcio col barista sampdoriano, lui è genoano, ce l'ha con Bearzot perché non convoca per la nazionale un giocatore del Genoa, subito non capisco a chi si riferisca, poi urla "Come si fa a non convocare Vandereycken?!", Angelo, il barista, gli fa presente che non è italiano, ma lui con un crescendo "rossiniano" urla "Ma chi se ne frega, piuttosto lo metta in porta!". Nessuno ha capito la sua relazione tra non essere italiano e giocare in porta e quindi nessuno lo ha contraddetto.
Da allora ci siamo incrociati solo qualche volta per strada e ho sempre l'impressione che mi biascichi contro qualche insulto, ma oggi lui passa davanti al negozio, la calamita non può farsi sfuggire l'occasione, lo spinge dentro. Faccio l'indifferente fino a quando lui non si presenta davanti alla cassa, "Vorrei chiedere un'informazione, un amico mi ha regalato un lettore dvd nuovo, se compro qualche cd posso vederlo alla tv?", risponde per me un cliente "No, devi prendere un dvd", lui "Ho comprato una presa scart da Crovetto e mi hanno detto che collegandola alla tv avrei visto le immagini", io "Sì, ma se compri un dvd", lui "Però se metto un cd nell'apparecchio lo posso sentire dalla tv?", noi (io e il cliente) "No, devi metterlo nel lettore cd". Lui, col suo solito crescendo "Quello stronzo, ecco perché me lo ha regalato, non ci sono più i dvd che si sentono e vedono alla tv!". A nulla serve che gli dica che i dvd ci sono ancora e che i cd, di solito, non hanno immagini, ormai è in confusione e soprattutto incavolato col suo amico.
Del resto è comprensibile, quando faceva il rappresentante di dischi non c'erano ancora né cd, né dvd...

crescendo rossiniano

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Diario del 20 gennaio
"Vediamo cosa ci combina domani la calamita", era la conclusione dell'ultimo Diario del 2024, quello del 12 dicembre.
Eccola la potente calamita, sempre attiva e sempre più potente. Si apre la porta ed entra, o meglio cerca di entrare, uno strano individuo. Cerca, perché è impedito dalla nostra porta, si porta dietro uno strascico di coperte lunghissime, quella che fa da materasso e quella che lo ripara dal freddo di questo periodo. Riesce a trascinarsele dietro e con loro una puzza degna dei migliori campioni della nostra classifica dei "puzzoni". Lo invito a lasciarle fuori, ma lui "Eh sì, così me le fregano", io "Ma chi vuoi che te le freghi?" (magari uno molto raffreddato, penso), lui "Lo fanno, lo fanno, mi hanno fregato anche i cd". Lo convinco a lasciare fuori il suo giaciglio, con un po' di fatica, perché si intreccia con due clienti che stavano entrando. Finalmente dentro solitario, anche se l'odore ormai lo ha incorporato, si mette alla ricerca di un cd dal vivo degli AC/DC. Devo dire che ne sa anche e infine ne compra uno su consiglio di Dario. Esce recupera la sua mercanzia, che nessuno gli ha rubato e se ne va col suo strascico bianco. Noi invece consumiamo metà boccetta di deodorante...
Oggi devo andare dalla parte opposta di Brignole e passo sotto il tunnel; a metà eccolo avvolto nella sua coperta bianca, chiede l'elemosina. Una ragazza passa oltre, poi si ferma, torna indietro e gli dà una moneta. Vi invito quindi, se passate sotto il tunnel di Brignole, a dargli qualche moneta, così poi viene a completare la sua discografia degli AC/DC che qualcuno gli ha rubato. Col guadagno noi ripristiniamo la boccetta di deodorante.
p.s. Un appunto serio sulla situazione "barboni" di via S. Vincenzo. Sono decisamente aumentati, ma tra loro ci sono persone completamente diverse da quelle storiche. Una signora da mesi dorme all'inizio della strada, dico dorme intendendo non solo la notte, come faceva il nostro Mohammed, ma anche di giorno, quando è sveglia va al bar Verdi al bagno e a far colazione pagando sempre regolarmente quello che consuma; è italiana e parla perfettamente, sembra una persona di cultura, ma ha scelto di vivere così. Anche questo, sia pure nel suo stato confusionale, sembra una persona che sa e parla correttamente. Cosa li avrà spinti a vivere così?
AC/DC - Highway to Hell (Live - from Countdown, 1979)

 

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Diario del 3 gennaio

Diario del 3 gennaio
Adesso siamo proprio ai titoli di coda. Ieri ho festeggiato i 41 anni miei da Disco Club e oggi devo lasciare le chiavi che per tutti questi anni mi hanno fatto entrare nell'ormai vecchio Disco Club. In realtà quella in basso è del lucchetto, che abbiamo cambiato più volte, quindi non è una sempre presente, la più piccola a sinistra è quella dell'apertura elettrica della serranda, anche questa non storica, perché per un lungo periodo, ero giovane, la serranda la tiravo su a braccia...
Quella a destra invece è stata nella mia tasca per tutti i 41 anni! Penso di metterla all'asta...
Cosa che potrei fare anche per i mobili, visto che oggi una signora si è entusiasmata per il nostro arredamento del 1975 e si è offerta di venire con un falegname per portarselo via.
Qualcuno invece mi ha proposto di trasformare il vecchio Disco Club in una Rage Room, mi pagherebbero per sfasciare tutto, è un anti stress. Magari qualche rivale dei tempi che furono sarebbe felice di armarsi di mazza e buttare giù le mobilia del vecchio nemico!

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Diario del 12 dicembre
Lo spostamento di pochi metri ha reso molto più visibile il nostro negozio ed entrano clienti che pensano che Disco Club sia un negozio nuovo, "Non vi avevamo mai visti" oppure "Prima qui c'era Orlandini". Una signora scommette che il negozio è sempre stato dove è ora, mentre il marito dice che fino a pochi giorni fa era nel locale più piccolo subito prima, entra e ci chiede "Mi tolga una curiosità, c'è in corso una scommessa, voi siete sempre stati qui giusto? Perché mio marito (e lo dice con un tono che sottintende "quello scemo") dice di no". La devo deludere, il marito non è scemo.
La calamita attira-rinco con lo spostamento è diventata ancora più potente.
Signora, con nonchalance, vorrei delle cassette c60 e precisa vergini.
Un anziano "Devo regalare un cd con il tormentone", io "Quale?", lui "Il tormentone", io "Sì, ma quale? Sa il titolo?", non lo sa ed insiste semplicemente con "Ma un disco con il tormentone". Lo indirizzo da Feltrinelli specialista in tormentoni.
Questo è più giovane, sono dall'altra parte del negozio, ogni tanto mi ci perdo ancora, e sento uno che appena entrato dice "Accidenti quanta roba!", si ferma davanti all'espositore dei cd e "Avete solo vinili?", quelli che hai davanti non ti sembrano cd?". Continua col suo soliloquio, "Solo roba importante, guarda qui Dylan, Pink Floyd, jazz". Finito il giro si ferma davanti a me "Per i comuni mortali non avete niente?", "Fammi un esempio", lui "Ramazzotti", "Non ce l'ho", lui "E' per un regalo", gli indico tra le novità la cosa più vicina ai gusti dei comuni mortali che ho in negozio "C'è l'ultimo di Zucchero". Non l'avessi mai detto "Noo quello no per l'amor del cielo", io "Preferisci Ramazzotti?", "Certo", "Allora vai da Feltrinelli (scusate ragazzi di Feltrinelli, ma da qualche parte devo pur mandarli questi senza essere volgare), loro sono pieni di dischi per gente comune (oltre che di tormentoni...)". Lui "Non ce n'è qualcuno più vicino?", io "C'erano, ma hanno chiuso tutti quelli che tenevano Ramazzotti". Fa per avviarsi, ma dopo un po' è sempre lì, mi chiede "L'uscita dove è" io "Da dove sei entrato". Belin, nel vecchio Disco Club non si era mai perso nessuno.
Concludiamo con una vecchietta non molto in gamba, non riesco ad accontentare nemmeno lei, alla fine di diversi tentativi mi chiede "Ha un disco di quel cantante sulla carrozzella?", io e un cliente ci lanciamo su Bertoli, ma lei ci blocca "E' un disco appena uscito". Non è Bertoli. Anche lei esce senza acquisti. Qualcuno di voi sa se c'è qualche cantante sulla carrozzella ancora vivente? Attendo vostre imbeccate, magari la signora torna.
Mi fermo qui, non perché non ci sia state altre occasioni per il nostro Diario, anzi troppe e fra poco è mezzanotte e me ne vado a dormire.
Vediamo cosa ci combina domani la calamita.

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Diario del 15 novembre
Telefono. "Discooocluuuub", voce decisa, non capisco se uomo o donna, "Siete sulla Tour Eiffell?"; deve essere qualche burlone che ha letto l'articolo di Repubblica e mi prende in giro. Lo assecondo "Certo, ma al pianterreno", lei (è una donna) si spazientisce, "Ma siete sì o no sulla Tour Eiffell? E chi siete?" (tono imperioso), "Siamo quelli che ha chiamato lei: Discooocluuuub!", silenzio, io "Pronto". Peccato, ha posato, senza nemmeno salutare. Tra l'altro, se pensava di aver chiamato a Parigi, perché mi parlava in italiano?
Signore in negozio, "Devo farle una richiesta particolare"; il "particolare" già mi mette in ansia, "Prego, dica". Lui, "Vede noi (boh è solo) cerchiamo da anni un disco che non si trova. Un ellepi di 40 anni fa di Giucas Casella". Devo essere finito su Scherzi a parte, prima una che mi chiede se sono sulla Tour Eiffel, adesso questo che chiede un disco di Giucas Casella. Non posso che deluderlo, "Mai visto", "Eh lo so, sono anni che lo cerchiamo. Grazie lo stesso". Quando se ne va controllo su Amazon: hanno una copia di "Insonnia e Stress" lp uscito nel 1981. Probabilmente copia unica, visto che costa 399€.
Non è finita. Signora distinta "Vorrei un cd di folk della Compagnia di Ceriana", deludo anche lei, "Mi spiace, non la conosciamo", mi guarda scandalizzata, "Ma è conosciuta in tutto il mondo!" e se ne va sdegnata. Noi ridacchiamo, ma entra il nostro amico Fausto Meirana, sapendo che è esperto di folk locale gli chiediamo "Una prima ci ha chiesto un disco di un gruppo folk di Ceriana...", ci interrompe "La Compagnia Sacco di Ceriana, è famosissima". La figuraccia questa volta l'abbiamo fatta noi, esiste da 98 anni, ha girato tutto il mondo e in più, aggravante, avrei potuto ordinarle un cd che è disponibile!

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Diario del 26 ottobre

Anziana signora entra e chiede "Posso chiedere un'informazione?", io "Dica". Le do rispettosamente del lei perché so quanto sono suscettibili i miei più o meno coetanei su questo punto, una volta uno al quale mi ero rivolto con un confidenziale tu mi disse "Abbiamo mai mangiato insieme?". Lei "Vorrei sapere se avete qualcosa di Michael Norton", rimango perplesso, non lo conosco; per non fare la figura dell'ignorante le dico "No, ma possiamo vedere se si può ordinare" e la rifilo a Dario "Vada dal mio collega seduto laggiù". Ripete anche a lui la richiesta e pure Dario rimane perplesso, meno male non sono solo io ignorante. Non trova niente con quel nome, allora prova a chiedere altre delucidazioni sul cantante e alla fine fa la giusta domanda "Scusi signora (sempre rispettoso) è sicura del nome?", lei va in confusione e dà qualche altro indizio, una canzone; Dario si illumina "Non è mica questa?" e fa sentire un pezzo; lei esulta "Sì è proprio questo", Dario "Allora è Michael Bolton, non Norton, vecchia rimbambita" (no, scusate, questo non lo dice). Disco ordinato e Dario ha trovato un'altra fans diversamente giovane.


(1) Michael Bolton - When a Man Loves a Woman - YouTube

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Diario del 24 ottobre
La calamita attira clienti strampalati continua a funzionare. Basta che uno passi davanti al negozio e la calamita lo fa entrare.
Oggi è toccato a un ragazzo che già a prima vista dava una "buona" impressione. Entra e mantiene le promesse: "Avete musica tecno trance?", "No", "Solo tecno?", "No - taglio corto - Solo rock", "Per caso ha qualcosa forse dei Pink Floyd?", "Senza i Pink avremmo già chiuso", "Me ne dà uno?". Ovviamente gli do Dark Side. "Costa 19€", fa per pagare, tira fuori da una tasca solo 15€, si spaventa "Ah, non ce l'ho!", è solo un attimo, si riprende "Sì, ce l'ho", questa volta tocca al portafoglio e sbucano 20€. Paga ed esce, quasi, si ferma sulla porta, rientra "Scusi, si può diventare soci qui?".

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Diario del 19 ottobre

Diario del 19 ottobre
Incontro al vertice ieri da Disco Club, anzi, per fortuna, dal bar Verdi. Il primo già lo conoscete, è Ciaogianciaocarlo, quello che ci porta dolciumi vari da Panarello lasciando regolarmente lo scontrino nel sacchetto in maniera che noi si sappia quanto ha speso. Ieri è toccato ad Andrea ricevere il cadeau, non una torta sacher come a me la volta precedente, solo una semplice brioche. Nella foto è quello a destra, copertissimo purtroppo perché è tutta roba che non vede l'acqua (a parte quella piovana) da mesi, ci sta facendo consumare uno spray di deodorante. A sinistra è la new entry, qui c'è una calamita potentissima che attira i personaggi più strani da ogni dove, questo è piombato da Madrid. Oramai da un mese passa da un buco all'altro dei nostri portici con due bei cani, ci passa giorno e notte, più di un poliziotto ha provato a sfrattarlo, lui si limita a spostarsi di qualche metro, aggregandosi ogni tanto ad altri homeless che ormai da ogni parte del mondo hanno stabilito la residenza sotto i portici di via San Vincenzo. Lui è molto più ciarliero degli altri, fa amicizia con tutti i clienti del bar e anche con noi, entra e mi chiede se ho qualche disco di un gruppo punk spagnolo (non mi ricordo il nome), non ho niente e lui precisa "Ci suonavo io", ogni giorno passa e mi dice "Sei un grande, che sei ancora aperto", indica il lp in vetrina dei Queens of the Stone Age "Quello è mio!", intendendo che prima o poi lo comprerà.
Ieri c'è stato l'incontro al vertice ed è stata subito amicizia, Ciaogianciaocarlo ha trovato qualcun altro al quale offrire da bere e da mangiare e il punk madrileno ha accettato ben volentieri. Nella foto si intravedono anche i due cagnoni sdraiati cicino al nostro pacco arrivato da Audioglobe.
A proposito di homeless, Mohammed adesso ha stabilito il suo posto letto proprio dove sono i cani del punk, spero che non ci sia uno scontro tra i due, Mohammed ha il diritto di precedenza: il 19 gennaio 2025 festeggerà 7 anni di occupazione del suolo davanti a noi!

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Diario del 18 ottobre

Nuovo personaggio. Non del tutto, viene da anni, ma prima non si esibiva, dava solo l'impressione di non essere tanto ben messo. Negli ultimi tempi invece è diventato anche lui uno del Club, dichiarandosi come un avvocato famoso "Ne ho vinte di cause importanti, certi giudici si ricordano ancora di me, li ho sistemati per le feste". L'inizio delle sue esternazioni è dovuto alla mafia della Costa d'Avorio. Questi delinquenti gli chiedevano su facebook un sacco di soldi, ma lui mica ci è cascato, ha sistemato anche questi, "Gli ho detto che mandavo con un jet l'Interpol, in quattro ore erano lì, così l'hanno smessa di rompere". Adesso tocca agli hacker, sempre su facebook. Anche questi sono stati eliminati, "Gli ho detto che sono un pubblico ministero con tanto di scorta e loro sono spariti". Poi sono arrivati i finti musicisti, "Uno mi ha detto di essere Santana, quello di Samba Pa Mi", lo interrompe Andrea "Samba Pa Ti", l'avv esulta "Bravo, l'ho capito da quello che non era Santana, ha sbagliato il titolo". Dopo ecco che lo contatta Mick Jagger, "Gli ho chiesto come mai l'inizio di Emotional Rescue lo canta quasi in farsetto", interviene di nuovo Andrea da buon fan dei Rolling "E cosa ti ha detto?", "Che lo ha fatto per avere un registro più alto", Andrea "Allora era proprio lui", l'avv si esalta "Certo era proprio Jagger!". Ovviamente tutti i dialoghi sia con Carlos, sia con Mick in italiano aulico, da buon avvocato.

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Telefono, "Discooocluuuub", "Sono Piccadilly, mi fai una ricerca?", "Dimmi", "Allora T,Rex", si ferma e ci tiene a precisare, "T.Rex è il gruppo", "Sono quasi 60 anni che sono qui e vuoi che non sappia che esiste un gruppo che si chiama T.Rex? Vai avanti belinun".
Un caso attuale è quello del nuovo disco di Tony Levin. Doveva uscire a settembre, ma così non è stato. Non tutti si rassegnano, un cliente oggi viene a chiederlo per l'ennesima volta, ovviamente non c'è, allora tira fuori il telefonino e "Vedi, su ebay c'è", "Prendilo lì", "Ma mi viene a costare 20€ di spedizione". Controllo il database olandese e finalmente vedo che è in uscita per il 25 ottobre, glielo dico, ma lui, scuotendo la testa "No, è già uscito. Non puoi prendermelo tu?", "Su ebay? Così pago io le spese? Sei sicuro che sia già disponibile?", "Sì, guarda", guardo "in consegna il 5 novembre". Non si rassegna, prende il telefonino "Guarda su YouTube c'è da mesi", mi ritiro dalla tenzone.
Negli ultimi tempi siamo diventati dei personaggi televisivi e sportivi.
Alla televisione ci ha portato il Maratoneta. E' diventato un fan accanito della telenovela venezuelana "Marta" (roba di 40 anni fa). Cosa c'entriamo noi? Il Maratoneta ha dato a ciascuno di noi una parte, chi fa Riccardo Contreras, chi Ernesto, chi Julio Bermúdez e così via, ovviamente con la sigla originale che ci costringe a sentire (adesso tocca anche a voi).
La nostra partecipazione allo sport è dovuta a U Megu. Ha comprato un gioco da tavolo di ciclismo. Ad ogni carta abbina uno di noi, meno Dario, ha detto che è troppo grasso per fare le salite (non ha calcolato che magari in discesa potrebbe venire giù come un bolide e infilarci tutti). Ovviamente il più in forma è Andrea, giovane e magro. Ieri lo ha chiamato per informarlo che ha vinto la maglia ciclamino. Siccome il clan Disco Club è numeroso, abbinandoci alle carte ha finito di non avere più spazio sul tavolo per il gioco, allora ci ha trasferiti sul biliardo inutilizzato da anni.
Vi terremo informati sugli sviluppi della telenovela e dei giri ciclistici.

https://www.youtube.com/watch?v=LMU3mkkuBsY

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Diario del 12 ottobre
Telefono, "Discooocluuub", Voce di ragazzo "Scusi mi è successa una cosa", "In che senso?", Ho pagato 20€ per entrare, i miei amici sono entrati, ma io no", ripeto "In che senso?", lui continua "Vorrei sapere se mi potete restituire i 20€", sono monotono "In che senso? Hai comprato un disco?", interdetto "No, siamo venuti ieri sera in discoteca, ma io non sono entrato", "Guarda che qui l'ingresso è ancora gratuito e non si balla". Però mi ha dato un'idea, siccome negli ultimi tempi molti entrano in negozio come se fosse un museo, vengono solo per vedere come era un negozio di dischi (nel nostro caso, è) potrei far pagare un biglietto d'ingresso!
Altra telefonata, "Discooocluuuub", "Avete solo dischi anni ottanta", "No, anche nuovi", "Se ve li ordino, mi arrivano col bollino Siae?"
Telefono, "Discooocluuuub", sorpreso "Ma è Disco Club?", "Certo, l'ho detto, anzi discooocluuuub", ancora più sorpreso "Ma allora è vero che il negozio è ancora aperto", non è una domanda, è un'affermazione.
Telefono (maledetto!), "Discooocluuuub", "Scusi ho una domanda particolare", siamo a posto "Dica", "Ha un disco di una cantante che si chiama Carla?", "Carla e poi?", "Basta, solo Carla. Non è Carla Bruni" e ridacchia "L'ho vista alla tv ieri sera", taglio corto "No" e poso.
Finalmente una cliente in negozio, "Avete un cd di Mandarino?", Dario interviene a salvare me, e soprattutto lei, "No, signora di Mannarino non si trova niente in questo momento". Se ne va delusa e io chiedo a Dario e a Danilo Jazz "Sono sordo io o ha detto Mandarino?", confermano, non che sono sordo, che ha detto Mandarino.
Ora tocca a un cliente di vecchia data, dovremmo essere tranquilli. Si rivolge a Dario, "Quel vinile che ho comprato l'altro giorno si sente malissimo, non te l'ha detto nessuno?", è un ep dei Mötley Crüe e l'ha comprato solo lui, "Cosa ha?", "Si sente lentissimo", "Come lo hai messo? 45 o 33 giri?", non capisce "L'ho messo su e basta, non è piccolo, è grande". Non siamo tranquilli...

Mannarino | Statte zitta (youtube.com)

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Oggi per caso sono finito sulla pagina di google relativa a Disco Club e mi sono accorto che ci sono ben 355 recensioni che parlano di noi e addirittura con un voto medio di 4.8. Mi sono accorto che per me è stato un fallimento, quasi tutti mi definiscono GENTILISSIMO!!!
Anni di maltrattamenti andati in fumo. Quando stavo abbandonando la ricerca ecco uno che mi risolleva il morale. Leggete, mi da un votaccio e sottintende la maleducazione. Grazie Vito!

voto di Vito

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Estate 1982, Disco Club di Santa Margherita. Alle 19.30 sto per chiudere, entra un orientale mi chiede un po' di dischi, gli faccio il conto, paga con 100mila lire, gli do il resto, lo prende, ma poco dopo si rende conto di aver sbagliato gli acquisti, mi restituisce i lp e vuole indietro i 100mila, fa un casino tremendo di conti mentre io sto facendo le chiusure di corsa, mi restituisce il resto e io gli restituisco il suo bigliettone. Fugge via e io, come un cretino rimango lì a guardare il resto al quale mancavano 50mila lire. Gli corro subito dietro, troppo tardi. Mi ha fregato.
13 agosto 2024, entra un serbo (come faccio a saperlo? Lo ha detto la donna che era con lui) con birra in mano che posa subito sul bancone (già mi predispone male nei suoi confronti), prende il primo disco che trova, un 45 giri di Vasco, "Compro questo", " 13€", paga con 100€, sono buoni, gli do 87 di resto, 1 da 50, 1 da 20, 1 da 10,1 da 5 e 1 da 2, ma lui "No 50, dammi piccoli", mi riprendo i 50 e gli passo 2 da 20 e 1 da 10. Lui li conta e sbotta "Ti ho dato 100" "E io ti ho dato 87", "Dovevi darmi 97, costa 3", gli faccio vedere che c'è scritto 13, lui allora, "No 13 non lo voglio", mi restituisce il disco "Ridammi i 100" e dicendo questo conta per due volte il resto che gli ho dato concludendo con" 87€, vedi?". Sono passati 42 anni, ma mica mi sono dimenticato. Prima di dargli i 100 mi faccio restituire il resto e gli dico "Mi hanno già fregato una volta, tu sei in ritardo"; infatti chissà come mai 2 da 20 gli erano passati nell'altra mano. Espulsione immediata!

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"Fate ancora le cassette miste?", "Potete registrare delle canzoni su un cd?". Due persone diverse e la prima insiste di fronte al mio sdegnato rifiuto "Anni fa le facevate". Rischia l'insulto, mi trattengo, ma l'espulsione è immediata. Il secondo, quando gli dico che è proibito e lo è sempre stato, mi dice tranquillo "Il mio fotografo me li fa", "Allora vada da lui", sempre rilassato "Lui ha poca scelta. A proposito, di dischi cosa avete? Solo quelli in vetrina?", gli mostro il negozio "Più tutti questi". Vuole l'ultima parola, "Anni fa in via del Campo, uno me li faceva", "Certo, infatti lo chiamavano il pirata".
Telefono, "Comprate 45giri usati?" "Dipende, cosa ha?", fa un esempio, "La canzone del Piave", Dario (era lui al telefono) rimane interdetto, bofonchia un no e quello conclude "E sì la canzone del Piave non va più".
Telefono, "Discooocluuuub", questa volta ho risposto io, "Pronto parlo con l'Inail", "Ho detto, anzi urlato Discooocluuuub". Poso
Altra telefonata. Questo è alla ricerca di qualcosa di molto particolare, infatti precisa "Non so se mi capisci, hai qualcosa dei CCR?". Effettivamente dei Creedence non è facile avere "qualcosa", bisogna essere fortunati.

Creedence Clearwater Revival - Fortunate Son (Official Music Video) - YouTube

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Diario del 23 giugno

50 anni dopo
23 giugno 1974 – 23 giugno 2024

23 giugno 1974. Un ragazzo compie oggi 27 anni, è domenica, potrebbe anche dormire di più, ma non è mai stato un dormiglione. Si alza presto come quando va a lavorare in banca, la BNL, lo fa da tre mesi e mezzo. Non era il massimo per lui entrare in banca, ma l'hanno assunto al primo tentativo e lo stipendio è molto buono: il suo primo è stato di 219.000 lire, suo padre, ferroviere da 35 anni, prende solo 21.000 lire più di lui. Si prepara, scende la scala a chiocciola di 97 scalini e raggiunge l'atrio della stazione Brignole per comprare nell'edicola della signora Novella il numero settimanale di Ciao2001. La musica è la sua passione e da un anno ha messo su una rivista, Pop Records, finanziata da Carlo proprietario di Disco Club, dove trascorre un bel po' di ore alla settimana, anche perché ci lavora la sua fidanzata (da un anno, tra qualche giorno) Franca, che oggi lo raggiungerà per festeggiare il compleanno. Ovviamente la torta l'ha fatta mamma Piera ed è la preferita del ragazzo: la zuppa inglese!
In attesa dà un'occhiata alla rivista. Copertina dedicata a John McLaughlin, gli piace, ma non tanto da comprarsi un disco, è un po' troppo jazz per lui; cerca ispirazione nelle classifiche, in realtà guarda solo l'inglese, cinque album li ha già, ovviamente Dark Side che da oltre un anno è il più venduto da Disco Club, Tubular Bells, Selling England, il best di Simon & Garfunkel e Cat Stevens col suo Buddha and the Chocolate Box, che però lo ha un po' deluso, non all'altezza di Tea e Teaser. A scandalizzarlo è la presenza al quarto posto della classifica italiana dei 45giri di Anima mia dei Cugini di Campagna, quattro buzzurri con una voce insopportabile. Deve chiudere la rivista, è chiamato a tavola.
23 giugno 2024. Un ex ragazzo compie oggi 77 anni, è domenica, potrebbe anche dormire di più, ma non è mai stato un dormiglione, per giunta si sa che da anziani ci si sveglia prima. "Io vado in banca/ stipendio fisso/ così mi piazzo/ e non se ne parla più", cantavano i Gufi, stigmatizzando il mito culturale del decennio. Il ragazzo non ha dato loro retta, ha lascito la banca ed ha scelto di fare il dischivendolo da Disco Club, prima a Santa e poi a Genova. A parlarne (e a pagarne le conseguenze) è così l'ex ragazzo che continua a passare sei giorni della settimana in negozio! Lì le cose non sono molto cambiate, mobili, insegna, bar Verdi come vicino, i clienti che hanno resistito e sono invecchiati insieme a loro (ex ragazzo e negozio), uguale anche il disco più venduto, Dark Side e la torta di compleanno, la zuppa inglese (adesso la fa Franca). Ancora peggio, accende la tv e chi vede cantare? I Cugini di Campagna e sempre la stessa canzone, Anima mia!

L'ex ragazzo ringrazia tutti quelli che gli hanno fatto gli auguri e che glieli faranno nelle prossime ore.

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Diario del 3 aprile

Richiesta del giorno
Signora anziana al telefono, "Comprate dischi d'arredamento?". Non capisco, "Intende dischi usati?", "No, io ho parecchi dischi di opere e di sinfonie...", la interrompo "Mi spiace, non teniamo musica classica", lei "No, non da sentire", "In che senso?", "Vede, io sono stata in un locale e sui muri c'erano dei dischi. Le mie sono belle copertine di opere". Insomma la signora voleva venderci i dischi non per sentirli, ma per arredare. Lascio a voi immaginare la mia risposta.
Ecco direttamente in negozio un anziano. "Avete cd di Catherine Spaak?". "No, non si trovano", lui non si rassegna "Ma ho visto che usati si trovano", "Provi di là nel nostro reparto usato" guardo l'ora, è sicuramente ancora chiuso, aggiungo "Apre tra venti minuti", Lui "Non posso aspettare, sono di passaggio", lo rassicuro "Tranquillo, non è il solo".
Catherine Spaak mi fa venire in mente che in realtà avevamo esposto un suo lp fino a sei anni fa, solo la copertina. Una signora aveva portato un pacco di dischi che erano (stati, l'ho scoperto dopo) del marito. Il problema è che le copertine stavano da una parte e i dischi uno sull'altro da un'altra, ovviamente tutti rigati e inascoltabili. Lo faccio presente alla signora "Mi spiace, ma non possiamo comprarli, sono invendibili". Lei parte con una filippica contro il marito (ex) "Quell'imbecille, manco questo mi ha lasciato. Me lo fate un piacere, li buttate via voi? Non ho voglia di riportarli a casa". I vinili li buttiamo, qualche copertina la salviamo e la usiamo d'arredamento (belin, se mi sente la signora di prima...), tra questi uno di Catherine Spaak. Un amico cliente si innamora di questa copertina, ogni volta che passa mi chiede di vendergliela, resisto per almeno un anno, poi decido di regalargliela e lo rendo felice, tanto che prima di uscire mi lascia 100 euro sul banco!!!

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Diario del 30 marzo
E' un po'che non parlo du Megu. C'è sempre, non è peggiorato (sarebbe difficile), non è migliorato (è impossibile). Oggi però merita una citazione.
Quest'anno ha fatto l'abbonamento al Genoa, oggi è andato allo stadio. Alle 16.40 entra in negozio nervosissimo. Mi chiede "Hai delle forbici?". Per scherzo gli dico "Vuoi strappare l'abbonamento del Genoa?", lui tira fuori l'abbonamento e prende le forbici. Sbotta "Non si può giocare così, bisogna giocarsele le partite. Sono uscito venti minuti prima", io "Ho visto, sei già qui e la partita non è ancora finita". Guarda il telefonino, "Sì, giocano ancora. Devo aspettare che finisca"; va nel reparto usato, dopo 5 minuti torna, prende le forbici e con due tagli netti divide in quattro parti l'abbonamento!

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Diario del 28 marzo

Diario del 28 marzo
E' sabato, mi sono alzato presto, non sono mai stato un dormiglione. Tiro su la tapparella, è una bella giornata. A destra c'è la stazione con i treni, a sinistra una piazza Verdi abbastanza deserta e di fronte il neonato grattacielo della Sip. Mi vesto ed esco, faccio i 97 scalini che mi separano dal marciapiede della piazza, vado nell'atrio dove c'è la bellissima edicola della signora Novella, compro Ciao2001 uscito proprio quel giorno, in copertina parlano di Beatles, Rolling Stones e Doors. Quasi quasi faccio un salto da Disco Club a vedere la vetrina. Eccola, è ancora piena dei successi del 1969, Abbey Road dei Beatles, Let it Bleed dei Rolling, Led Zeppelin II, It's Five O'Clock degli Aphrodite's Child, Easy Rider, Basket of Light dei miei amati Pentangle, il maggior successo del momento Bridge Over Troubled Water di Simon & Garfunkel, Band of Gypsys di Jimi e gli appena usciti Black Sabbath 1, Déjà Vu di Crosby, Stills, Nash & Young e, appunto, Morrison Hotel dei Doors. Entro, dietro la cassa c'è Carlo e in fondo al negozio su un tappetino il suo boxer Ras. Mi metto alla ricerca dell'acquisto di questo mese (più di uno al mese non si può)
Driiiin, la sveglia, oggi dormivo ancora, stavo sognando. Porca miseria, adesso non potrò mai sapere cosa ho comprato quel giorno, probabilmente Déjà Vu. Mi alzo. Tiro su la tapparella, piove. Mi preparo, esco faccio a piedi i 2800 metri per arrivare fino all'atrio della stazione, l'edicola della signora Novella non c'è più, faccio ancora 100 metri ed eccomi davanti a Disco Club, è chiuso, beh, per forza, devo tirare su la serranda io (per fortuna è elettrica). Entro, Carlo e Ras non ci sono da più di 40 anni. Guardo la vetrina, Beatles, Rolling Stones e Doors ci sono, adesso c'è anche il Ciao 2001 del 28 marzo 1970 alla fin fine sono passati solo 19724 giorni.

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Un fantasma a Disco Club
Dario oggi era assente, impegnato con le incisioni del Dr.K.
Questa mattina fa il suo ingresso quotidiano Quasimodo, entra, esce, rientra, riesce, trientra (lo so che questo verbo non esiste, ma da l'idea), questa volta mi passa davanti, va verso la casella dei Nirvana, si fa mettere da parte un cd, poi ricomincia il giro, va verso il fondo e sento che dice "Scusa Dario", magari c'è un altro Dario, no ci sono solo due ragazze. E' lui un visionario?
Ecco il Pluriespulso, si avvicina a un cliente e incomincia a parlargli, magari lo conosce; no, lo ha preso per Dario; almeno ha la scusa che questo è grande e grosso.
Il che dimostra che il fantasma di Dario è sempre presente anche quando non c'è, sono solo io che non lo vedo.

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Diario del 8 febbraio
Inizio col botto di questa giornata di metà Festival.
Un ragazzo mai visto prima. Chiede "C'è qualcosa dei Queen?", io "Hanno la casella in ordine alfabetico", lui guarda dopo la R, prima della P, devo fargliela vedere io; non c'è molto, ma lui "News of the World! Questo è un classico", sì, ma lo ripone dicendo "Mi sono comprato un giradischi serio con 45 e 33. A proposito, nel disco dei Queen c'è l'indicazione dei giri precisi?", continua la rassegna e alla fine si fa mettere da parte un Frank Sinatra "Di Dean Martin non ha niente? Sa io sono eclettico, mi piace un po' tutta la musica, meno quelli moderni, sono tutti tossici".
Altra new entry, compra un lp e chiede "I miei genitori aveva i due dischi di The Wall, li hanno persi. Si possono avere?", gli faccio vedere il vinile e lui "Li avete tutti e due", "E' doppio sono insieme".
Telefono, "Discoocluuub", anziano, forse vecchio "Pronto, sono, chi sono?", silenzio, non si ricorda più chi è (sicuramente propendo per il vecchio), continua, "Ooooh, avrà già capito chi sono? No?", io "No", lui " Eeeeh la Carrà!". Non era Raffaella, ma un suo fan, che aspetta da tempo un suo disco che non arriva.
Telefono, "Discooocluuuub", ragazza, "Niente, vorrei sapere se siete aperti al pomeriggio".
Signora non troppo giovane "Avete il cd dei Maneskin, quello famoso?". L'età media delle fans dei Maneskin si sta elevando sempre di più, le mostro l'ultimo e unico che abbiamo. Lo scruta per bene e decide di comprarlo. "Quanto costa?", io "Venti euro", lei, sorpresa, "Come mai così poco ci sono pochi pezzi?".

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Diario del 2 gennaio

Oggi sono arrivato in negozio prestissimo, erano le 8.31. Non potevo arrivare in ritardo, avevo un appuntamento. Con chi? Con la serranda di Disco Club, il 2 gennaio 1984 la tiravo su per la prima volta da proprietario, oggi, 40 anni dopo, la tiro su per la...., non so ho perso il conto

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Diario natalizio 2023

Esco dal negozio per controllare se la vetrina è a posto e vengo accolto da un ex-ragazzo che ha un soprassalto e mi urla "Ma ci sei ancora? Non avevo il coraggio di entrare per vedere se c'eri", non so quale delle due opzioni intendesse, "trapassato" o "pensionato a forza"? In tutti i casi entra e compra "Era tanto che non lo facevo qui da te". E' questo il punto. Già durante l'anno, ma a Natale diventa un continuo arrivare di gente che entra e alla fine, magari senza comprare, ci esorta "Mi raccomando, resistete!". Va bene ragazzi, io cerco di resistere, ma se voi invece di passare una volta all'anno e non comprare niente, passaste più spesso a prendere qualche disco, magari per me sarebbe più facile resistere. "Lotta dura, senza paura", è stato da me tramutato da anni in "Lotta dura con molta paura", magari i clienti storici potrebbero aiutarmi a tornare dal "con molta" all'antico "senza". Qualcuno non entra, si ferma a guardare la vetrina e sento che dice rivolto al figlio "Vedi quando avevo la tua età in questo negozio ci passavo le giornate", si va oltre, una ragazza "Sai i dischi che il nonno ha a casa? Li ha comprati tutti qui", probabilmente un mio coetaneo.
Ad esaltarli è poi vedere il solito sacchetto verde, più o meno uguale da più di 50 anni: "Ci andavo a scuola!", "Era la mia cartella!", "Quello vecchio era più scuro". I ricordi sul negozio sono spesso un po' confusi, mi spostano la posizione della scala (che non c'è più), dei mobili, della cassa e delle cuffie. Peggio ancora spostano il negozio, "Io venivo quando eravate ancora dall'altra parte", io "Dall'altra parte, dove?", "Di fronte!", io "Di fronte Il Paradiso dei Bimbi è lì da 40 anni prima di noi". Non li convinco, allora spostano il negozio di fronte un po' più avanti non sotto i portici "No, quello era Sterosound, dove c'era Massimo il figlio di quello di Le Note a Sampierdarena"; non si rassegnano "No più avanti sotto i portici", io "Quello, Kamarillo, l'ho aperto io per metterci i cd, qui volevo tenere solo vinili, nel 1987 e non ha avuto lunga vita". Per convincerli devo aprire la pagina del gruppo di facebook e far vedere la foto di maggio 1975, dalla quale è evidente che il negozio è esattamente uguale ad adesso e nella stessa posizione col Paradiso dei Bimbi davanti.
Altri si ricordano di episodi di cui io sarei stato un protagonista, tipo quello del postino antipatico. Lo riprendo per chi non lo ha mai letto: "Ti ricordi quella volta al concerto di Jorma (n.d.r. ovviamente Kaukonen, probabilmente era suo amico)? Eravamo io, mio cugino (???) e tu, ed io continuavo a dirti – a questo punto sghignazza tutto contento – dai, passami una siga". Lo guardo perplesso: non ho mai fumato in vita mia, non ho mai avuto la fortuna di vedere un concerto di Kaukonen, non ho mai avuto la sfortuna di vedere un concerto insieme a lui. A questo punto se ne va e salutandomi dice 'Quelli erano giorni!'".
Poi ci sono quelli giustificati per l'assenza, hanno lasciato Genova da anni. Due arrivano dall'Australia, altri dalle Americhe nord e sud. qualcuno da vari posti europei, Londra, Bruxelles, Barcellona, Berlino etc. Altri da più vicino, Torino, Milano, Bologna, diverse città del Veneto, che saltuariamente continuo a vedere. Per i primi è diverso, magari non entrano in negozio da più di trent'anni e si esaltano a guardare la stessa vetrina e gli stessi mobili di quando erano giovani. Una ex ragazza si commuove, trema, "Mi vengono i brividi ad entrare qua dentro" e se ne va quasi in lacrime.
Devo confessare che questi quindici giorni mi hanno un po' montato la testa, non pensavo di poter essere così importante col mio negozio per tante persone, mi sembra persino eccessivo l'affetto con cui mi guardano e mi parlano, poi però mi viene in mente una cosa, oggi è il 31 dicembre, quindi domani primo gennaio 2024 io festeggio 40 anni da quando Disco Club è diventato mio, 1 gennaio 1984.
Se ci penso mi commuovo un po' anche io!
Auguri a tutti voi, ai ragazzi degli anni ottanta a quelli degli anni novanta, a quelli dei 2000 e infine ai giovanissimi che quest'anno, dopo trenta di assenza, sono tornati a riempire il negozio e a comprare i lp come i loro padri e i loro nonni.
p.s. Quasi tutti entrando, mi dicono "Ma sei sempre uguale!", delle due l'una o mi fanno un complimento o da giovane ero già vecchio. A dire il vero l'altro giorno sono andato per rinnovare l'abbonamento annuale della AMT. Rivolto all'incaricato dico, "Potrei anche non fare l'abbonamento perché da gennaio è gratis...", lui mi interrompe "Ma no quello è riservato agli ultrasettantenni", io "Ah, agli ultra settantaseienni no?", lui sbigottito "Ma dai (mi ha dato subito del tu) non ci credo". Poi c'è gente che parla male dell'AMT, ci sono dei ragazzi simpaticissimi e gentilissimi!

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Diario del 17 dicembre
Vi avevo promesso di parlarvi dei personaggi principali del Diario. Il mese scorso via ho riproposto CiaoGianCiaoCarlo, oggi tocca al Maratoneta.
E' quotidiano come da anni, viene, ci butta via la spazzatura, versa sul suo conto da Disco Club quello che riesce a recuperare dalle macchinette della stazione e ci racconta le sue avventure nel levante genovese. Solo levante, il ponente per lui non esiste, le ragazze più belle sono da Sturla a Nervi, così nel pomeriggio corre da Brignole a Capolungo e ritorno, poi va a casa, mangia ed esce di nuovo, non più vestito da corsa, ma elegante, per andare nei bar del levante dove si intrattiene fino a dopo mezzanotte riempendo instagram di selfie con le ragazze e dandoci particolari a noi ignoti, tipo "le finlandesi hanno le gambe lisce". Finito il giro va in stazione a Nervi per tornare a casa. Questa estate ha avuto un periodo Battiato, così ci ha mandato un suo video mentre canta Venezia-Istanbul. Il giorno dopo passa e mi chiede "Hai visto che ho fatto il video in stazione a Nervi girato verso il mare?", non capisco cosa voglia dire, me lo spiega lui, "Se lo avessi fatto nell'altra direzione si sarebbe vista la stazione e la gente avrebbe pensato 'questo è matto'", non fa una piega.
Ora, dopo un periodo Vasco (una delle ragazze dei bar è una fan) che lo ha costretto a tour de force, passando da un concerto a Bologna, a uno a Firenze e così di seguito in giro per l'Italia, abbandona la carriera di cantante e si trasforma in un attore delle telenovele venezuelane del 1982. Ora fa la parte di Riccardo in Marta, a me tocca di essere un dottore dell'ospedale, mentre nella precedente serie ero un ispettore di polizia. Anche Andrea e Dario vengono coinvolti nella recita. Ogni giorno una puntata diversa.
Abbiamo scoperto che ha un fratello, ce lo dice lui, "Mio fratello è matto", io "Perché?", lui "E' stitico e dopo mangiato prova ad andare al cesso, per far passare il tempo (o per stimolarsi?) si porta dietro il tablet. Se dopo un po' non ci riesce, incomincia a bestemmiare, s'incavola, prende il tablet e lo scaraventa per terra, ne ha già rotti sei! E' matto", Anche questo non fa una piega.

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Diario del 23 novembre

Diario del 23 novembre
E' un po' di tempo che non vi parlo dei personaggi storici del Diario, il Pluriespulso, il Rompipalle n.1, il Maratoneta, l'ex Taxista dal taxi giallo e altri ancora. Magari penserete che ci abbiano abbandonati. No, sono sempre qui.
Partiamo oggi da Ciao Gian Ciao Carlo. Ha ricominciato con la sua abitudine di fare un ordine e il giorno stesso o al massimo la mattina dopo presentarsi a chiedere se il cd ordinato fosse arrivato.
Martedì ha chiesto due cd a Dario e ieri alle 9.03 si è presentato sulla porta, "Sono venuto a prendere i cd", io "Hai visto l'ora?", lui "Sì, Dario ieri mi ha detto di venire domani e oggi è domani", lapalissiano. Io, "A parte il fatto che i pacchi arrivano al giovedì e oggi è mercoledì, secondo te a quest'ora il corriere mi ha già portato i pacchi?", lui, serafico, "Io non lo so, devi saperlo tu". Inevitabile la mia reazione, anche leggermente violenta, lo spingo fuori e gli urlo di non presentarsi fino al giorno dopo non prima di mezzogiorno. Non pensavo che se ne andasse così facilmente, infatti staziona per qualche minuto fuori dalla porta, poi non lo vedo più. E' andato via? No, eccolo, è andato al bar e mi porta un caffè, "Ti ho portato un caffè", gli urlo dietro "NO, MI RENDE NERVOSO!!!". Non è vero, ma ottengo il risultato, un po' spaventato se ne va.
Questa mattina entro alle 8.52, io. Lui? Alle 9.13. "Eccomi, oggi è domani" (sempre lapalissiano), io "Te l'ho già detto ieri. I corrieri non vengono di notte a fare le consegne, arrivano dopo le 11", e questa volta lo sospingo subito fuori, "Torna tra due ore"; mi guarda un po' perplesso e intimorito (non pensavo di avere un tale potere su di lui) "Non ti arrabbiare" e se ne va. Per quanto? Dieci minuti ed eccolo di nuovo qui col suo calumet della pace. E' andato da Panarello e ci porta un cabaret con otto brioches! Ci tiene a precisare che nel sacchetto c'è anche lo scontrino (12 €) "Voi siete in quattro, due a testa fa otto", lapalissiano anche questa volta. Ce le dividiamo io Andrea e Fabio, Dario no, è a dieta, ma ne avanzano ancora. Entrano due ragazze con una bimbetta di poco più di due anni. La individuo subito come la vittima predestinata, tiro fuori una brioche, "La vuoi?", la mamma dice "No", la bimba dice "Sì". E' fatta, ne restano più solo due!
Ciao Gian Ciao Carlo aspetta giudizioso fuori dalla porta, alle 10.30, puntuale arriva Mosquera, il corriere. Chiamo Ciao Gian Ciao Carlo col microfono collegato con le casse esterne, entra si prende i due cd, come al solito finge di non accettare il mio sconto, paga e se ne va questa volta definitivamente, per oggi.

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Diario del 7 novembre

Vanno di moda le serie tv. Io penso di lanciarne una di Disco Club, "Ma che bella giornata".
Già una puntata è andata in onda qualche giorno fa. Ovviamente la colonna sonora è sempre la stessa, la canzone di Ugolino, che, tra l'altro, è genovese.

Domenica scorsa tornando a casa in via Burlando non trovo nemmeno un buco per posteggiare. Torno indietro e lo trovo in corso Montegrappa in zona blu, vantaggio di avere una Panda ibrida. Oggi, per sicurezza, mentre scendo a piedi verso il negozio, controllo la macchina. E' sempre lì, ma vicino c'è anche il solito cartello che mi perseguita in questi ultimi tempi, "rimozione forzata il giorno 7 novembre fino a fine lavori". In previsione di qualcosa di simile mi sono portato dietro le chiavi, salgo, inversione di marcia e giù verso via San Vincenzo. Sapete quanto ho impiegato per raggiungere il negozio partendo dal campo di corso Montegrappa? Trentacinque minuti! Normalmente ce ne vogliono cinque, ad ogni modo arrivo alle 8.57, in anticipo di tre minuti.
Mi segue una signora per fare un ordine e mentre cerco sul computer il disco richiesto, sento una voce ben nota, "posso entrare?". Le nove sono passate e il negozio è aperto, ma Quasimodo (di lui si tratta) dal giorno in cui l'ho respinto perché voleva entrare alle 8.40, ormai annuncia sempre così la sua entrata. Appena messo piede in negozio, incurante del fatto che io stia parlando con la signora, inizia "Sono venuto a prendere...", lo blocco "Non tocca a te". Si sposta e aspetta che io abbia finito, "Sono venuto a prendere il live dei Doors", io "Eccolo", lui "Sono 22€?", ci prova sempre, io "Ti ho detto 23". Ora incomincia il difficile, tira fuori 2 monete da 2€, io, conoscendolo, gliele requisisco subito, dandogli un euro di resto. Ed ecco che inizia la lotta con i due biglietti da 10€ che tiene tutti aggrovigliati l'uno all'altro, lo aiuto io, glieli strappo di mano, li stiro e li metto in cassa. Per almeno venti secondi guarda il banco dove è rimasto un euro e non ci sono più i venti. Nel negozio dell'usato la manfrina del pagamento dura qualche minuto, io non gliene ho dato il tempo. Si rassegna e si avvia verso l'uscita, eccolo sulla soglia, si ferma torna indietro e si piazza davanti al mobile dove si era posizionato quando aspettava il suo turno. Sta fermo per un minuto, poi chiede, "I dischi di Hendrix sono in ordine alfabetico vero?", io "Sono sempre dove li hai guardati ieri, questa notte non li ho spostati". Non si muove di lì ed effettivamente la casella di Jimi è proprio davanti a lui, ma dopo quasi cinque minuti rinuncia alla ricerca e torna verso la porta, con soste ogni due passi guardando per terra, non sia mai che gli siano caduti lì i due biglietti da 10€ che non ha più in tasca.
Mi rimetto al computer per fare gli ordini e subito sento "Posso entrare?", sto per urlare "Nooo", poi mi accorgo che è una new entry, "Prego", lui "Faccio un giro", ricomincio a lavorare, ma sento una presenza che mi fissa, è lui, il giro si è fermato subito, davanti alla cassa. "Dica", lui "So che non ne fanno più, ma si potrebbero avere delle musicassette?", "L'ha detto lei stesso che non ne fanno più, quindi è un po' difficile trovarne", lui "Ma magari nell'usato?", "Noi le abbiamo dismesso (non so come mai mi sia venuta in mente questa parola...) da più di 35 anni", lui "Ma in qualche mercatino?", "Lì è possibile", lui sembra avviato verso l'uscita, si ferma "Ancora una domanda, dove li trovo i mercatini?", "Per le strade".
Per fortuna suona il telefono e lo mollo. "Discooocluuuub", "Una informazione, voi tenete usato?", "Sì", "E lo comprate?", "Dipende da cosa ha?", lui "Musicassette", "Nooo", se avesse chiamato un attimo prima gli avrei passato direttamente l'altro. Non demorde "Ho anche dei 45giri", "Solo di gruppi rock o cantautori e con le copertine in buono stato", lui "Ah, ci guardo". Dopo 10 minuti telefono, "Discooocluuuub", "Sono di nuovo io, ho l'originale dei Sex Pistols del 1977, ma la copertina è distrutta", "Tienitelo".
Finalmente solo posso controllare a che punto è il pacco con i dischi della nuova canzone dei Beatles, avrebbe dovuto arrivare venerdì scorso, ma è in ritardo e dovrebbe essere in consegna poco dopo le 10 di oggi. Dovrebbe, non è così, risulta fermo a Genola (non ho sbagliato a scrivere, Genola esiste, è vicino a Cuneo). Telefonata di fuoco alla BRT, niente da fare, camion rotto...
Per fortuna la mattina finisce e il pomeriggio scorre senza noie fino alle 18. Sigmund un russo/ucraino (lui si definisce sovietico), fornitore delle storiche buste verdi, me ne porta tre scatole e mi aiuta a infilarle nel mobile del banco. A fatica ci riusciamo, ma, quando se ne va, vedo per terra il nostro computer. Lo ha tirato giù mettendo i piedi sui cavi; va be' non è caduto dall'alto, lo tiro su, è spento, si sarà spento cadendo, schiaccio il taso d'accensione, nessun segno di vita, lo scuoto e sento venire dall'interno un funesto rumore, qualcosa dentro loccia.
E' ancora presto per chiudere, ma forse è meglio per oggi andarsene. Alle 18.43 chiudo.
Ma che bella giornata.

p.s. del 11 novembre. Ieri abbiamo portato giù il computer del magazzino per sostituire quello rotto. Ieri ha funzionato, oggi non si è più acceso...

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Diario del 11 ottobre
Questa mattina quando sono arrivato i nostri nuovi inquilini se ne erano già andati, i clienti del Bar Verdi li avevano svegliati con i loro discorsi. Anche oggi tutto in ordine. Vi devo confessare anche una cosa, domenica quando ho trovato quel casino davanti al negozio ci sono cascato anche io, ho pensato "non sono razzista, ma...". Da ieri ho cancellato definitivamente quel "ma".
Ad aspettarmi fuori ho trovato un cliente di Camogli fans del blues , quello che ascoltando a 33giri il disco di Joplin/Kaukonen, che invece andava a 45giri sosteneva che a cantare non fosse Janis. Entra e mi chiede come va (per sua fortuna non ha detto buongiorno, altrimenti sarebbe stato accolto dal solito "buongiorno un ca..o"), io "Bene", lui "A me no", per educazione chiedo il motivo, lui "Casini famigliari, in lite coi fratelli, adesso andiamo dagli avvocati", io "Quanti siete?", lui "Noi in tre, ma loro ce l'hanno anche con mia moglie. Dicono che siamo dei ladri e che io mi sono comprato i dischi coi soldi di nostra mamma". Sta a vedere che verranno a cercare anche noi! "In quel momento gli suona il telefonino, mi lancia un ordine "No mettere la musica!". Risponde tutto sdolcinato "Ciao amore, cosa fai? Io sono venuto a Recco per fare quell'iniezione (bugiardo), ci vediamo dopo". Posa e sbotta "Belin, ste donne!".

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Diario del 10 ottobre

Diario del 10 ottobre
Il 20 gennaio 2018 è apparso davanti alla mia vetrina Mohammed, apparso nel senso che quella mattina l'ho trovato lì che dormiva. Sono passati 5 anni e quasi 9 mesi e Mohammed è sempre qui, si è solo spostato davanti alla vetrina di Outsider, Alessandra non è mattiniera come me e gli lascia più tempo per dormire. Tra l'altro adesso ha un suo "armadio" personale dove deposita il necessario per dormire e il cambio vestiti, oggi l'ho visto uscire dalla sua abitazione (per modo di dire, è sempre all'aperto, dietro le aiuole delle piante) elegante con camicia bianca e calzoni neri, sembrava un cameriere di qualche ristorante stellato. Avrà trovato un lavoro? Mi viene un dubbio, sono un po' di giorni che al suo posto trovo due ragazzi, probabilmente rumeni, che dormono con le sue coperte, ma hanno fatto un'aggiunta, hanno trovato un bancale e lo usano come materasso, un po' duro, ma sempre meglio del pavimento. Avrà mica subaffittato il posto e le coperte?
Domenica sono dovuto passare dal negozio e alle 11 erano ancora lì che dormivano con tutto intorno un gran casino di cartacce e bottigliette. Lancio verso di loro un'occhiata assassina, ma loro mica mi vedono, dormono.
Finito di fare quello che dovevo in negozio, mi appresto a uscire, mi si para davanti quello più giovane. Cosa vuole questo? Vorrà mica una mancia per avermi fatto il guardianaggio notturno lì fuori? No, mi chiede una scopa per pulire. Raccoglie tutto, gli passo un sacchetto della spazzatura e lui va a buttarla via.
Questa mattina lui non c'è, si è già alzato, è rimasto l'altro, che si è piazzato attaccato al dehors del bar Verdi. Faccio un po' di rumore per svegliarlo, alza la testa, apre gli occhi, mi guarda, si rimette giù e si tira le coperte sopra la testa. Alle 9.05 il chiacchierare dei clienti del bar lo sveglia definitivamente, si stiracchia e cerca di alzarsi a fatica. Suona il telefono e rientro per lanciare il mio "Discooocluuuub". Finita la telefonata esco per vedere la situazione; ha tolto tutto, è rimasta solo una bottiglietta vuota d'acqua. Eccolo che torna, prende la bottiglia e va a buttarla via.

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Diario del 29 agosto

Oggi tocca a Maurizio Blues. Il nome viene dal suo genere preferito. L'altro giorno ha comprato il lp di The Legendary Typewriter Tape di Janis Joplin e Jorma Kaukonen. Oggi torna e mi dice, "Mi sono pentito di averlo comprato. Credevo che cantasse Janis, invece canta Jorma e lei suona la macchina da scrivere", ci lascia perplessi "In che senso?", lui "Sì, lui canta e si sente lei in lontananza che batte a macchina". Abbiamo già venduto parecchie copie di questo disco e nessuno ha protestato. Dario lo cerca su spotify e lo sentiamo, ovviamente canta Janis e Jorma suona la chitarra. Si sente effettivamente in lontananza una macchina da scrivere, ma, scopriamo dopo, la "suona" la moglie di Jorma. Glielo facciamo presente e lui "No, non sono mica scemo, canta uno solo". E' riuscito a scambiare la voce di Jorma per quella di Janis, proprio uguali vero? Me non si accontenta, decide di cercare qualcosa di Jimi Hendrix che non abbia, tira fuori il lp di Are You Experienced e guarda i titoli " Sì, questo è bello, ah anche questo" e continua così. Ma non cercava qualcosa di Hendrix che gli mancava? Non è che abbia fatto, purtroppo, molti dischi, come fa a non avere questo? Non lo compra, ma è in forma, passa a John Lennon; "Sai quando ero giovane ho comprato il primo disco di John con Yoko, "Unfinished Music No.1 - Two Virgins"

ma mi faceva schifo (finalmente ha detto una cosa giusta) e l'ho dato via subito. Adesso ho l'orecchio fino, l'apprezzo e l'ho ricomprato".
Ci risolleva il morale una ragazza molto giovane, entra e "Scusi, magari dirò una sciocchezza. Cerco il vinile di una canzone, che però il cantante non ha fatto. Potete farmelo voi?", io "In che senso?", lei "Stamparmi voi quella canzone sul vinile". Semplice vero?
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Diario del 14 agosto

Diario del 14 agosto

Ve l'ho detto che noi ci siamo anche oggi, foto delle 08.59.
A proposito, anticipo il Diario quotidiano.
Alle 8.25 salgo sull'autobus e becco un rinco storico del negozio, me ne ero liberato a fine anni novanta cedendolo a un collega. Quel collega ora non c'è più, ma a lui, a quanto pare, non interessano più, per fortuna, i dischi. Gli lascio il posto a sedere, del resto ha 25 anni meno di me, e mi giro dall'altra parte. Niente da fare, non mi molla, "Il negozio è già aperto?" chiede, io "Se sono qua come fa ad essere aperto?", lui "Credevo che aprisse un tuo socio e poi tu andassi giù con calma", io "Sono le 8.26 (ha retto un minuto prima di parlarmi), secondo te scendere in negozio alle 8.40 (quando arrivo) di un lunedì è andare con calma? Molti negozi al lunedì mattina sono chiusi; in più oggi è il 14 agosto e quasi tutti sono chiusi. Secondo te a che ora dovremmo aprire il negozio!", lui ci pensa un po', poi aggrava la sua situazione, fa la domanda fatidica "Quando chiudete per ferie?", io "Non chiudiamo MAI, da agosto 1972". Devo aver urlato il MAI, perché gli altri viaggiatori si girano verso di me, ma mi fanno un sorrisino di approvazione, probabilmente conoscono già l'individuo che ha cambiato carriera da rompi dei negozi di dischi è passato a rompi sull'autobus.

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Diario del 12 agosto

Diario del 12 agosto
Entra un cliente, io "Dimmi", lui "No, niente, vengo, giro un po' e non compro mai niente". Mantiene la promessa.
Subito dopo uno nuovo che sembra normale. Sembra, ho detto; tira fuori il telefonino e non si rivolge a me, chiede al Maratoneta "Posso telefonare col mio?". Ricevuto l'assenso fa un numero. Di nuovo rivolto al Maratoneta "La mamma non risponde". Ci riprova e parte una lunga trattativa per avere il permesso di comprare un cd, non più di uno. Ne prende uno nell'espositore del prog. "Questo mi interessa", si avvicina e cerca di tirare fuori il portafoglio, è un'impresa, tira fuori di tutto sempre più agitato e dopo una lunga lotta con tutte le tasche lo trova. "Mi è venuta un'embolia, pago con la carta, se non mi ricordo il numero non mi caccia via?" Lo rassicuro, ma non è sufficiente, quasi mi urla "Quando appoggio la carta non mi guardi!". Non lo guardo e azzecca il numero. Un po' più rilassato conclude la sua presenza in negozio con "Volevo questo cd, non so cosa sia" e se ne va. Ho detto sembra, ma persino il Maratoneta che era fuggito rientra quando l'altro esce e afferma "Quello di prima è proprio matto".
A proposito di matti, Andrea Marcello batte il suo record di telefonate in una giornata: 16, ovviamente senza risposta.
E a proposito di telefonate, eccone una: "Discooocluuuub", "Ciao Dario, belin a furia di stare con Giancarlo rispondi come lui", io "Non sono Dario, sono L'ORIGINALE!".
In conclusione, ricordatevi, lunedì 14 agosto siamo aperti con orario normale (9/12.30 – 14.45/18/45) e veniteci a trovare pelandroni taccagni!

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Diario del 20 luglio

Diario del 20 luglio
Il refrain di questa estate è "ma che afa fa". Accendete la televisione e in tutti i programmi c'è qualcuno che consiglia cosa mangiare, cosa bere, quando uscire, specialmente gli anziani solo dopo le 17 (e a che ora apro il negozio?). I telegiornali hanno trovato un argomento da anteporre alla guerra in Ucraina. La pubblicità del Ministero ci fa vedere un Carlo Conti abbronzatissimo (più o meno come al solito) su un divano, con alle spalle una boscaglia, che ci dice: "Bambini, anziani e fragili devono essere più protetti del resto della popolazione. Non uscire nelle ore centrali, bere tanta acqua e mangiare molta frutta". Certo uno staff di medici deve avere studiato molto per arrivare a questa conclusione.
Oggi sono sull'autobus e una signora, solo quarantenne, si abbatte sul sedile dicendo, "Non ce la faccio più, c'è da morire, spero che venga una alluvione", proprio mentre passiamo di fianco al Bisagno. Sono davanti al negozio e passa una ragazza trentenne che dichiara, "Il termometro della farmacia segna 34 gradi!", sì era in pieno sole. Entro e un'altra ragazza al telefono informa una sua amica, "Sono andata a Campi a portare la macchina a fare la revisione e sai quanti gradi erano? Quaranta!". Meno male che il termometro sopra il grattacielo non funziona più, quello, in pieno sole e alla sua altezza, segnava temperature record, una volta sul 49 fermo al capolinea una anziana (cosa ci faceva in giro?), lo guarda e grida "43 gradi" e a momenti sviene.
Nell'intervallo, quando entro, vedo Dario trafficare aiutato da Christian Videoforum a montare un potente ventilatore cinese che si piazza a non più di 50 centimetri e di lì non si muove più.
Il caldo deve aver stordito anche un cliente, col quale parliamo di John Martyn, io gli dico "Peccato che sia morto già da un bel po'" e lui "Sì e con una gamba sola", io "Perché con due gambe è diverso?"
Questa sera mi sono impegnato a fare una ricerca. Come era l'estate quando ero più giovane? Prendiamone una a casa, luglio 1983, 40 anni fa, avevo solo 36 anni ed ero a Disco Club di Santa Margherita. Eccovi le temperature di quel luglio e di questo dal bollettino ufficiale dell'Aeronautica. Trovate grosse differenze? E visto che dite sempre "Ma adesso è più umido", confrontate le tabelle. E non ho scelto l'estate più calda, solo una a caso, non il 2003.
Domani quando entro butto via il ventilatore di Dario!

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Diario del 15 luglio

Quando non entrano in negozio gli svalvolati sono seduti al tavolino del bar Verdi adiacente alla nostra porta. Dopo lo schiaffeggiatore mortale di qualche settimana fa (a proposito, non si è più visto, spero non abbia preso lui uno schiaffo mortale) ecco che mentre parlo al telefono con Fabio San Martino sento un urlo da fuori, in realtà è un uomo, con una bella birra, che è convinto di cantare. Mi avvicino e tendo il telefono verso l'urlatore per avere Fabio come testimone di quello che scrivo. Cosa canta? Boh, non si capisce, più o meno dice "Indissolubile e lampeggia e lampeggia, sta arrivando", non la conosco, e voi? Poi continua con un attacco noto "Caro amico ti scrivo", ma il seguito è questo "finché tu paghi va bene, quando non paghi è finita". Starà parlando della birra?
Saluto Fabio, ma il telefono squilla subito, "Discooocluuub", signora "Volevo chiedere una cosa all'avvocato C", io "Qui non c'è nessun avvocato", lei "Non è lo studio dell'avvocato?", io "Ho risposto discoclub, anzi discooocluuuub", lei "Ma io ho questo numero!", alla fine conveniamo che glielo hanno dato sbagliato e posso posare, giusto in tempo per sentire quello fuori (in tutti i sensi) urlare, "Sai cosa ti dico io della regina d'Inghilterra? Che è una gran baldracca, regina d'Egitto una baldracca, regina d'Egitto chiama Bernacca", con chi ce l'ha, con Elisabetta o con la regina consorte? Non si sa, poi conclude malinconicamente "Come puoi andare via così e poi consolarti in così poco tempo?". Sarà conciato in questa maniera per un dispiacere amoroso?
Ancora il telefono, "Discoooocluuuub", la stessa voce, titubante "Allora non c'è l'avvocato C?", io "Se fosse il suo numero avrei risposto avvoocaaaatoooo e non discooocluuuub", lei "Ma a me hanno dato questo numero", io "Scusi signora, se ha chiamato due volte e ho risposto sempre io, cosa vuol dire?", lei "Che il numero è sbagliato", io "Brava!"; questa volta l'ho convinta, mi lascia "Scusi, buona giornata".
Buona giornata mica tanto, entra Claudio Social Distortion (il primo cartellino rosso di Disco Club degli anni 2000), "Gian, ti arriva il nuovo di P.J. Harvey?", "Veramente è già arrivato da un po'", lui, "Ma cosa dici, deve ancora uscire", "Noi lo abbiamo dalla settimana scorsa", "Impossibile, esce il 7 luglio", "Infatti oggi è il 15". Lo compra? No, "Poi passo".

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Diario del 12 giugno
Tutto bene? Qualcuno ha preso l'autobus a San Martino? Non sono volati schiaffi mortali? Alle nove in punto il tavolino davanti al negozio era occupato da lui, lo schiaffeggiatore mortale. Oggi è tranquillo, parla al telefono, ma senza minacce, anzi direi remissivo. Quando saluta capisco perché, era la moglie. Mi sa che in casa a menar le mani non sia lui. Subito dopo arriva quello che ha commissionato il pestaggio, non riesce a contattare la vittima, per attirarlo nell'agguato, "Lo chiamo e non risponde oppure è occupato", l'altro "E non vedi dove è?", "No, non risponde", "Ma io ho un telefono satellitare e vedo dove è quello che chiamo". Confabulano a lungo e alla fine il numero della vittima passa al telefono satellitare del Vendicatore, che penserà lui a chiamarlo e individuarlo, si informa "Che voce ha? Giovanile?", "Boh". Concludono dandosi appuntamento a domani mattina. Vi tengo informati.
In negozio è il momento dei foresti (nel senso genovese di stranieri, cioè fuori dai nostri confini). Entra una male in arnese, non giovane, che parlotta continuamente, guardando tutti gli scaffali. Prima quello della musica indie, poi le novità, passa ai vinili e si avvia verso il fondo incontrando nel suo cammino metal, punk, soul, blues e infine jazz, continuando a commentare nella sua lingua misteriosa. La seguo con lo sguardo per paura che col suo deambulare imbelini per terra o nella sua borsa, qualche disco. All'improvviso un urlo mi fa girare verso l'ingresso. Altra foresta, questa alta e robusta, bionda con una pettinatura eccentrica, mi guarda bellicosa e ripete l'urlo "Tricologo". In negozio, a parte la deambulante ciarliera, siamo in tre, tutti pelati, ce l'avrà mica con noi, vorrà proporci un qualche trattamento per i nostri capelli? Mi ricordo che al numero 4 c'è un centro tricologico e cerco di spiegarglielo, ma questo la fa arrabbiare ancora di più, urlando "Na, na" se ne va. Mi rigiro verso la prima, che continuando nel suo soliloquio si avvia verso l'uscita. M'insorge un dubbio, ou, non saranno mica state d'accordo per fregarmi qualche cd? La seguo fuori, no, non è scappata, è lì che parla con i dischi in vetrina...

Aggiornamento sulla spedizione dello "Schiaffo Mortale".
Questa mattina, poco dopo le nove, sento qualcuno seduto al bar al tavolino confinante con la mia porta che parlotta, nessuno risponde e a un certo punto sento distintamente un "testa di cazzo". Incuriosito esco a guardare, è il mandante che biascica da solo; lo schiaffeggiatore non c'è e non si vede in tutto il giorno.
Delle due una, o è un ciarlatano, o lo schiaffo mortale lo ha preso lui!

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Diario del 10 giugno
Il bar Verdi, nostro vicino dal 1965, ha cambiato i tavolini esterni. Non so se dipenda da questo, ma negli ultimi tempi ci sono nuovi avventori. Giovedì uno di questi riceve in quello proprio davanti a noi un amico a quanto pare anche lui dedito all'agricoltura. Parla a voce alta e quindi sentiamo tutto il dialogo. Parlano di qualcuno che ha fatto uno sgarbo all'amico e lui gli da un consiglio, "Se fossi in te gli darei uno schiaffo mortale".
Venerdì è di nuovo lì. Questa volta intercetta altri due nuovi avventori. In un attimo scopre tutto di loro, soprattutto del più giovane, "Di dove sei?", "Di Matera", "Anch'io sono originario di lì, che bel clima secco e non umido come qui", l'altro conferma "Pensa che giocavamo a pallone con 43 gradi e non una goccia di sudore", il nostro ribadisce "L'anno scorso a Genova erano 43 gradi (n.d.n. che vuol dire nota di negoziante, mai stati a Genova, ovviamente all'ombra, come dice wiki) e a Torriglia 38, sudavi anche a star fermo". Poi indaga sul lavoro "Cosa fai?", "Lavoro come saldatore in un cantiere navale", lui entusiasta "Anche io (ma non era contadino?), da quanto sei lì?", quello "Da 15 anni", lui, cha ha più o meno 30 anni di più "Io da 10". Passano all'ambiente di lavoro e ai capoccia stronzi, lui, pronto, "Bisognerebbe dargli un bello schiaffone!", mortale questa volta è sottinteso.
Eccoci a sabato, altro giro, altro schiaffo. Parla con un amico e cambia di nuovo mestiere, fabbro. A quanto pare deve dei soldi a un ferramenta, gli serve una serratura, ma il ferramenta gli dice "Prima paghi e poi ti do la serratura". Pazzo, non sa con chi ha a che fare. "Lui non mi deve dire quello che devo fare non può dirmi tu mi devi dare 100€ se no non ti do la serratura. Gli do uno schiaffone che lo ribalto". Passa un nostro cliente che, a sorpresa, lo conosce, e che si era reso protagonista di un episodio manesco (ecco il contatto tra i due!), nel reparto usato aveva rifilato un pugno (per fortuna non mortale) a un altro che lo aveva invitato a lasciargli il posto in negozio (eravamo in tempo di covid). Questi si lamenta perché qualcuno lo ha denunciato (lo avrà preso a pugni?): il nostro eroe si propone subito, non gratuitamente, "Dimmi chi è e ci penso io", l'altro prende tempo, sorpreso anche dalla richiesta pecuniaria, "Non so...", "Fammelo vedere sul telefonino", "Non ce l'ho", "Dove lo trovo adesso", "Adesso non so", "E quando e dove?", l'altro, non sapendo come uscirne fuori, spara "Lunedì mattina alle 9, alla fermata dell'autobus di San Martino", "Bene, allora ci vediamo lì, se sei d'accordo, altrimenti togliti dai piedi, se no ti do uno schiaffone". Commentando poi l'accaduto con il suo amico che era rimasto lì per tutto il tempo "Sta a vedere che adesso mi tocca di farmi un altro anno dentro per colpa di questo coglione".
Mi sento di darvi un consiglio, domani mattina non prendete l'autobus a San Martino, potreste beccarvi uno schiaffo mortale che non era indirizzato a voi.

Da Wiki: il 6 settembre 1949 e il 5 luglio 1952 venne registrata dalla stazione meteo di Genova Università la temperatura più alta della serie storica ultrasecolare dell'osservatorio meteorologico del capoluogo ligure: +37,0 °C.

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Diario di lunedì 5 giugno
Oggi finalmente c'è stato un rinnovamento di clienti, non i soliti rompipalle e pluriespulsi!
Il primo entra alla 8.52, "Posso?", effettivamente lunedì mattino alle 8.52 non ci sono molti negozi aperti; "Prego", "Ho bisogno di aiuto, mi serve la discografia completa di cinque gruppi", bene, questo fa sul serio. Mi spiega cosa vuole, "Discografia, foto, partecipazioni, titoli canzoni...", lo stoppo, "In che senso?", "Mi dovrebbe stampare tutte queste notizie dei gruppi che adesso le elenco", secondo stop, "Lo sa che esiste wikipedia?", "Ma io non ho una stampante", "Guardi, a 100 metri da qui c'è un negozio che le vende".
Telefono, "Discooocluuub", "Ho ordinato un disco e dovevo venirlo a prendere questo pomeriggio", questo, quindi, non è un nuovo cliente, prosegue, "Non ce la faccio, ma, mi dica, come vi chiamate e dove siete?". Cliente nuovissimo e già in sintonia con lo spirito del negozio.
Altra new entry. "Mi piace il brano Disclosure. E' possibile inciderlo su 45giri?".
Entra uno sbullonato con t-shirt degli Iron Maiden. Forse questo è già passato da noi, sentiamo cosa vuole, "Dammi una compilation dell'estate 22 da ballare". No, non è passato.
Arridateci i nostri soliti rompipalle!!!

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Diario del 18 maggio
Giovedì, è il giorno dell'arrivo delle spedizioni, pacchi su pacchi e in aggiunta il Matematico, che s'intromette in ogni cosa e discorso. Stiamo quasi per liberarcene, quando sento una voce dall'esterno del negozio "E' permesso?", in genere è Quasimodo che annuncia le sue entrate con "Posso entrare?", ma questa non è la sua voce, direi che è una donna, non rispondo e non entra nessuno. Dopo qualche minuto, mentre il Matematico annuncia la sua uscita, ecco una signora, mascheratissima, che mi chiede se possiamo procurarle un cd di Bregovic, la rimbalzo a Dario, che gentile come al solito la invita a seguirlo al suo computer per la ricerca. Lo segue, ma subito si ferma "Scusi devo uscire un attimo, soffro di claustrofobia". Esce e rientra subito, Dario "Quale disco cerca?", lei "Non so il titolo" e parte con una filippica sul marito, al quale piaceva quel cd, e figlio, che glielo ha perso; Dario "Si ricorda la copertina?" e gliele mostra sul computer, niente da fare; il Matematico era in agguato e non si perde un'occasione del genere, si prodiga di consigli, il suo preferito è Ederlezi, ma la signora punta su un altro, che però non è in catalogo; Dario glielo dice e lei "Me lo ordini!", Dario ribadisce "Non è possibile, è fuori catalogo", lei, scandalizzata, "Come non è possibile?!?", ecco di nuovo il Matematico con una lunga spiegazione di come i dischi finiscano fuori catalogo e non siano più ordinabile. Alla fine la convince a ordinare il suo preferito Ederlezi, Dario le fa l'ordine e le chiede i suo i dati per avvisarla all'arrivo del cd. "NOOO!", grido di dolore, "Vorrà mica mettere il mio nome sul suo computer?", Dario "Mi servirebbe per avvisarla col numero del telefono", "Io non rispondo a numeri sconosciuti", Dario "Le mandiamo un messaggio sul telefonino", altro urlo di dolore, "TELEFONINO? Io non ho un telefonino e mai lo avrò", ecco pronto il falchetto Matematico, "Nemmeno io lo avevo e non volevo prenderlo, poi sono stato costretto dal Covid", di lì parte una lunga disquisizione sui tempi moderni e sui ragazzi di adesso, alla fine il matematico dice "Sa cosa penso io? Non hanno intelletto, manca la cultura, e sa cosa le dico ancora? Non ci sono più insegnati bravi (non come lui professore alla facoltà di matematica), qualche sberla dei genitori e qualche bocciatura in più". Non ce la faccio più, per non espellere oltre a lui la vedova (penso che il marito abbia scelto una dipartita volontaria), me ne vado io. Torno dopo dieci minuti, ma già sulla porta sento i due che continuano ad avercela coi giovani, non ce la faccio, vado di nuovo via. Altri dieci minuti rientro e, sorpresa, la vedova è andata via e Dario sta cazziando il Matematico per il lungo dialogo con la signora, "Ma non hai visto che è matta?", lui "No, io l'ho trovata una persona intelligente".
p.s. Dario, come al solito, le ha chiesto di darle un nome, poteva dargliene uno fasullo, come ha fatto una volta un cliente.

Ederlezi: Time of the Gypsies - Goran Bregović, Emir Kusturica - YouTube

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Diario del 3 marzo

Entra una banda di ragazzi, pensavo già a nuovi potenziali clienti. In realtà uno solo guarda i vinili, gli altri dopo un po' escono. Rimane solo uno a tenergli compagnia, che incuriosito gli chiede, "Cosa te ne fai di questi cosi?"
Signora in cerca di regali, le chiedo cosa sente il destinatario del dono, lei "Mah, non so, credo Ramazzotti e i Mazziskin".
Entra di corsa un ragazzone urlante, si rivolge a me e Andrea, "Ti ricordi quella sera al Carmine quando venne Hendrix? C'eravamo noi (io, lui e Andrea) e don Gallo". Io non me lo ricordavo, ma lui, essendo giovane, ha una memoria migliore della mia.
Signore in cerca di un cd di Nicola Di Bari "E' per mio padre. A 89 anni si è fissato con questo cantante". Non lo abbiamo e lo rimbalziamo a Fabio nel reparto usato. Dopo poco torna, "Lo ha finito ieri e sapete a chi l'ha venduto?", "No", "A mio padre! Quell'uomo è più sveglio di me".
Siamo in chiusura ed entra un cliente al telefono. "Adesso mi fa perdere tempo questo" penso (è quasi l'ora inderogabile della chiusura). In realtà no, prende la corsia di sinistra incominciando ad alzare la voce contro il suo interlocutore, in fondo nel reparto jazz il tono aumenta, imbocca la corsia di destra, ci passa davanti ed esce, sempre urlando. Siamo salvi, usciamo anche noi.
p.s. Di Hendrix ho trovato solo le immagini di Roma, niente Genova...

https://www.google.com/search?q=hendrix+in+concerto+a+roma+1968youtube+-+Cerca+con+Google&oq=hendrix+in+concerto+a+roma+1968youtube+-+Cerca+con+Google&aqs=edge..69i57j0i546l3.11975j0j9&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:401b5177,vid:1brw--aQQI8

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Diario del 14 febbraio
Chiedi chi erano i Maneskin
Ai tempi di X-Factor 2017 ci siamo chiesti "chi sono i Maneskin?", nei successivi anni abbiamo imparato a conoscerli, più per le affermazioni del tipo "come sono bravi" o al contrario "come sono scarsi". Noi non abbiamo mai parteggiato per una o l'altra fazione, pur non essendo loro fans (né io, né Dario), ma come negozianti sperando che i loro dischi facessero aumentare i nostri incassi. Nei successivi cinque anni qualcosa è successo, ma mica poi tanto. Il 2022 è stato l'anno della loro consacrazione e qualche cosa in più abbiamo venduto anche noi. Eccoci così a gennaio2023, esce il loro nuovo disco. Quanti ne prendiamo? Siamo indecisi, abbiamo paura di prenderne troppi, però la pubblicità è tanta e così ci sbilanciamo. L'uscita è prevista per il 20 gennaio e, come si fa per i big, nessuno può avere i dischi prima di quella data. Succede così che il distributore lo ha quel giorno e non può spedircelo in tempo. Disastro, adesso verranno a chiedercelo e noi facciamo la figura di non averlo! No, quel venerdì non viene nessuno; boh, forse i fans lo sapevano già. Di sabato i corrieri non consegnano, così mandiamo in missione a Bolzaneto dal magazzino GLS Andrea, non una grande impresa, abita a Isoverde. Alle 9.30 è già qui, ma non c'era urgenza, passa un solo acquirente, che, tra l'altro, lo aveva già pagato in prenotazione. "Vedrai la settimana prossima, arrivano tutti" ci diciamo a vicenda io e Dario. Lunedì, zero vendite. Martedì una signora over 60 viene a comprarlo; è la prima! Abbiamo da dare in omaggio delle bags del gruppo, gliela offriamo per la sua nipotina, ma lei "No, alla mia età non vado in giro con queste cose", era per lei...
Nelle successive due settimane poche vendite, a qualche under 14 e ancora a una over 60 (come notate ho usato sempre il genere femminile). Ci consoliamo con Dario, "Adesso c'è Sanremo, vedrai che esplodono". Sul palco loro le provano tutte, non sfasciano la chitarra (lo aveva già fatto qualcuno?), ma la chitarra la suonano con i denti (lo aveva già fatto qualcuno?) e la ragazza mostra generosamente il di dietro (lo aveva già fatto qualcuno?). "Questa volta li vendiamo tutti", venerdì zero, sabato zero, domenica zero, ah, siamo chiusi. Incomincia questa settimana, c'è San Valentino, non possiamo non venderlo. Ecco un ragazzo, cerca il regalo per la moglie, "A lei (ci tiene a sottolinearlo) piacciono i Maneskin", ci avventiamo come un solo uomo sul vinile autografato. Lo guarda, poi "Dò ancora un'occhiata, avete niente di Elton John?", "Sì, una bella raccolta doppia". Li prenderebbe tutte e due, ma quello di Elton è un po' caro, allora mi fa una domanda traditrice, "Tu cosa prenderesti?". Risultato? Io non sono bugiardo, i Maneskin tornano sullo scaffale e Sir Reginald va a festeggiare San Valentino con la giovane coppia.

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Diario del 11 febbraio
Oggi in negozio sono di moda i dischi da non ascoltare.
Primo cliente, "Vorrei dei dischi da appendere al muro".
Poco dopo, "Mi serve un ellepi di J.Cole, mi fa vedere le copertine?", "Dario gliele mostra sul computer", lui "Ecco questa, sa mi serve per arredare la stanza di mio figlio".
Continuiamo con le copertine. "Mi piacerebbe un disco che mi hai fatto vedere in vetrina con la copertina verde", io "Ultimamente?", lui "No, due anni fa".
Voce di due ragazze davanti alla vetrina. "Dimmi che c'è", l'amica "Non vedo la copertina", l'altra, "Strano, è uno dei più venduti adesso". Siete curiosi di sapere di chi parlavano? Ecco di nuovo lei "Non hanno nemmeno il cd di Eros".
Ragazza raffinata, "Avete musica a 432hz", non so cosa rispondere, lei se ne accorge e mi viene in aiuto, "E' musica per massaggi", ma poi conclude "Ma a me serve per le piante".
Questa volta è un uomo, "Di Nikka Costa ne avete cd anche arretrati?".
Ecco una signora "Cerco disperatamente una canzone di Vasco, s'intitola Patto con riscatto", le trovo il cd, lo compra. Dopo un'ora ritorna e me lo restituisce "Lo avevo già in casa"...
Vecchietto, sintetico, "Musicassette?", io "No", lui "Come mai?".
Torniamo al genere femminile, "Cerco cd per i camper".
Chiusura con gaffe. In negozio, come sempre al sabato pomeriggio ci sono Elena e Paolo, entra Stefano e immediatamente incomincia a parlare con Paolo su concerti vari degli anni novanta che scoprono di aver visto entrambi. Stefano si rende conto che Elena è con Paolo e passa di colpa dal tu al lei. Non capisco il perché e sto per farglielo notare, ma non c'è bisogno, lui dice a Paolo "Sua figlia..." lo interrompo "Ma è la moglie!", io ed Elena scoppiamo a ridere, Paolo un po' meno. Stefano cerca di recuperare, "Ma per una donna è un complimento, vuol dire che dimostra molto meno di quello che ha", io gli giro il coltello nella ferita, "Sì, ma per un uomo no". Si rassegna, "Ho fatto una gaffe, vuol dire che dopo tanti anni anch'io entro nel Diario".
Nel video una Nikka Costa arretrata.

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Diario del 6 febbraio
Ecco un ex-giovane, lo deduco da quello che dice, perché è completamente coperto con tanto di mascherina; si vedono solo gli occhi, che brillano di gioia, ed effettivamente la manifesta "Che bello rivederci dopo 30 anni, quando sono entrato qui con mio papà, anzi era il 1988,35 anni fa!", quindi non è più giovane. "Senti ho trovato in cantina un giradischi, ma manca la cinghia e la puntina, dove posso trovarli?", come al solito lo mando dal vicino De Bernardi, sempre rifornitissimo di ricambi di ogni genere. Mentre gli spiego dove è, parte in quarta e penso di non rivederlo per altri 35 anni (ottimista vero? Beh, avrei solo 110 anni). Sbaglio, lo vedo dopo 10 minuti. E' sempre contento, "Tutto a posto, si può fare. Devo farti ancora due domande", "Di musica?", "Una sì, l'altra no", "Incomincia da quella di musica, vai da Dario". Vuole il lp dei Maneskin, "Me lo tieni da parte?" non ci sono problemi, visto lo scarso successo di vendite (speriamo in Sanremo), quindi passa alla domanda non musicale "Potresti trovarmi il numero di telefono di una pasticceria?", "Una qualunque?", "No, in via Bertuccioni"; glielo trovo e lui, vedendo Antonio Vivaldi con in mano il telefono, si rivolge a lui "Me lo impresta?", Antonio glielo dà e lui chiama la pasticceria "Ciao, sono Roberto, è per la torta della mamma, vengo a prenderla quando lei esce dall'ospedale, mi sai dire quanto spendo? Grazie, ciao". Restituisce il telefono ad Antonio e incomincio a preoccuparmi, sta a vedere che adesso mi chiede i soldi per la torta. No, ma promette di tornare a prendere il lp dei Maneskin.
Viene rimpiazzato degnamente. Signora voluminosa e baffuta, parte in quarta " Sono tornata oggi a lavorare, sono caduta e all'ospedale mi hanno dato un mese di prognosi, a me piacciono i cd, ma questi non mi piacciono, no, a me piace la fisarmonica, i napoletani, i romani", si ferma per un po' a pensare, poi esplode "Ecco mi sono ricordata, Lando Fiorini! Avevo un suo cd ma il cane me lo ha rovinato se lo è smangiucchiato", io "Si era stufato di sentirlo", lei, imperturbabile, continua "A mio fratello piacciono i dischi, ha il mangiadischi, anche lui adesso è all'ospedale, ha la pressione a 230. Io quando sono caduta ho battuto anche la testa, commozione cerebrale". Chissà come era prima...
Notate una particolarità: oggi per tre volte è stato nominato l'ospedale!

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Diario del 16 dicembre

Diario del 16 dicembre
Seconda puntata di ex taxista dal taxi giallo vs Dario.
Questa mattina la prima voce che si sente fuori dal negozio è di Quasimodo, "Scusi ha un accendino?", non lo chiede a me, ma a tutti quelli che passano. La cosa bella è che gira con sacchetti di plastica pieni di pacchetti di sigarette vuoti, ma accendini non ne ha. Poco dopo eccolo "Scusi posso entrare?" me lo chiede sempre ben prima di essere sulla porta. Entra, gira un po', sceglie un disco, In Utero dei Nirvana, da 9.90€, "Mi fa un po' di sconto, me lo mette 9€?", lo accontento colo solito sconto di 90 centessssimi di scusssiana memoria, ma lui si fa audace "Non me lo può mettere 8?", io "Non sono qui per regalare i dischi". Paga e dice "Buongiorno signor Gian, me ne vado". Prima volta che qualcuno mi chiama signor Gian! In realtà si ferma immobile davanti al banco. Dopo un po' lo guardo interrogativamente, lui "Mi fermo ancora un po'". In quanto a fermo è proprio fermo, sempre nello stesso punto, quando sento da fuori un'altra voce ben conosciuta che rabbiosamente dice "Sta a vedere che quello là non c'è". Infatti "quello là", che sarebbe Dario, non c'è perché oggi entra alle 10. Avrete già capito che è il suo persecutore, l'ex Taxista dal taxi giallo. Entra e si trova davanti Quasimodo che cerca di scappare e gli chiede "Mi apra la porta", apra in senso imperativo e non apre interrogativo. E' una specie di sfida all' OK Corral, i due rivali si fronteggiano, alla fine cede il Taxista, che deve pensare "questo è più matto di me". Quasimodo se ne va e Taxmen può finalmente chiedermi "Non c'è?" senza precisare il soggetto. "No, arriva alle 10", guarda l'orologio, 9.25, "Lo aspetto", in quel momento telefona Dario, "Sono bloccato col bus nel traffico", una volta tanto questa notizia mi fa piacere, con un ghigno mi rivolgo al rivale, "Anzi, non arriva alle 10, è in ritardo", lui barcolla "Allora passo nel primo pomeriggio", io "Non alle 14.30 come ieri. Noi siamo in tre e Dario va a mangiare per ultimo, quindi torna dopo le 15". Ormai è un pugile chiuso all'angolo, butta lì "Oggi arriva il pacco", lo smonto "No, ho già visto che è in ritardo, arriva lunedì", lui "Allora non passo". Quando esce sento che borbotta i suoi soliti insulti, a Dario sono aggiunto adesso anche io.
Arriva Dario e gli riferisco il tutto e lui "Adesso lo mando a fan c...".
Infatti, pomeriggio ore 15, Taxmen entra e Dario, no, non lo manda a fan c, gli da corda per 15 minuti, rendendo vano tutto il mio lavoro al corpo.
Taxmen se ne va senza salutarmi e, come tutti i giorni, si da una spruzzata del nostro igienizzante (penso che uno dei motivi della sua venuta giornaliera sia proprio potersi lavare le mani col nostro prodotto). Il fatto è che non ha ancora capito come funziona e lo spruzzo mi finisce sulla porta e per terra, così mi tocca pulire. Lo farà mica apposta?

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Vi ricordate del taxista del taxi giallo? L'ultimo ad arrendersi all'avvento del taxi bianco, non che lo abbia cambiato, si è autopensionato pur di non cambiare colore all'auto. All'epoca era quotidiano con i suoi pizzini pieni di ordini, io ero solo in negozio e gli ho dato un aut aut "Devi venire solo una volta alla settimana!". Mi ha abbandonato e ha girato un po' tutti i negozi di Genova, ma prima o poi veniva respinto. L'avvento di Dario è stato per lui una vera e propria manna, ha provato a rientrare in negozio e ha trovato uno disposto a sopportare quotidianamente i suoi pizzini quotidiani, spesso spacciati per richieste di un fantomatico amico. Lo aspetta fuori dalla porta alle 15.00, adesso si è accorto che Dario rientra prima visto il freddo, allora anche lui 14.50, poi 14.40 e ancora 14.30. Se non lo trova non la prende bene, è ina malattia o in ferie? "Questo ragazzo è una disgrazia". In questo periodo facciamo continuato, andiamo a mangiare prima io e Andrea, dopo Dario. L'ex taxista arriva e non lo trova "Ma viene o non c'è?", io "Viene, è ancora presto". Negli ultimi tempi ha preso l'abitudine di bisbigliare a bassa voce, così pensa lui, in realtà è perfettamente ascoltabile; se davanti a Dario c'è qualcuno che lo ha anticipato, lo si sente mormorare "Perché non se ne vanno queste teste di cazzo", se qualcuno passando, mentre incombe su Dario, lo scontra, lui si gira inviperito "Non stiamo tutti attaccati!" e quando esce si ferma davanti alla vetrina continuando con la sua invettiva. Oggi Dario è uscito per andare a mangiare alle 14.35, lui entra alle 14.40, per sua disgrazia ci sono io. Parte con "Non c'è quello?", non lo nomina nemmeno per nome, io "E' andato a mangiare adesso, torna dopo le tre". Viene preso da un raptus "Che abitudine è di andare a mangiare alle 4, io quando lavoravo mangiavo sempre puntualmente a mezzogiorno!", io "Per lui è difficile, visto che a quell'ora lavora". Glielo dico un po' duramente, infatti lui "Non c'è bisogno di arrabbiarsi". Si allontana e lo sento mormorare incavolatissimo "Brutto bastardo, lui e il suo mangiare del cavolo". Ben gli sta a Dario, così impara a dargli sempre corda.
Sono sempre più convinto che la canzone di Ferradini sia l'ideale come inno per noi negozianti di dischi, con un cambio di parole: "Prendi un cliente trattalo bene, dagli sempre corda e ragione e vedrai che ti lascerà, in un altro negozio lui andrà. Prendi un cliente trattalo male, lascia che ti aspetti per ore e quando lo servi fallo come fosse un favore, vedrai che non ti lascerà e in negozio ritornerà"

 

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