Il Diario di Disco Club

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Diario del 16 luglio
In questo periodo faccio parecchie prevendite di biglietti per i concerti al Porto Antico, tra gli altri per lo spettacolo di questa sera dei Pirati dei Caruggi. Una signora telefona, "Avete voi i biglietti per i Pirati dei Caraibi?".
Usciere dell'Iren mandato in missione, "Avete il cd degli Aqua con Barbie Girl", "No", "Ah non c'è ancora?".
Signora, "Cerco qualcosa di Albano e Romina, vorrei un vinile", Dario è perplesso, ma sempre gentile, "Mi dispiace signora, ma non abbiamo niente", lei, "Strano, pensavo che dopo il concerto al Porto sarebbe uscito il disco", Dario è sempre gentile, non dice niente.
Altra signora, "Ha ancora i cd, quelli rotondi?", io "Certo", lei "Vorrei uno di Whitney Houston", io "Ecco una raccolta doppia", lei, un po' indecisa "Ma non sono tutti e due uguali?", anch'io sono gentile, non dico niente.
Tipo squinternato, "E' vero che Tim Buckley è morto?", "Un bel po' di anni fa", "E' morto di droga?", "Si dice", "Peccato, faceva folk, ha ispirato Bob Dylan". E' il giorno del silenzio, non rispondiamo.
Ed eccoci al clou. Quando io vado a mangiare, nell'intervallo in mia assenza parte l'ora dell'ignoranza. Uno dei protagonisti è il nostro dottore (non U Megu, il nostro vero dottore e nostro perché piano piano tutti i miei clienti diventano suoi pazienti nonostante che non sia uno psichiatra). Ha visto un disco di Chuck Mangione e parte con "Sai qual è il cantante italiano preferito da Mangione?", tutti perplessi "Boh", lui "Piero Focaccia", un coro di "Ma vaffa, scemo", ma subito dopo un altro parte "E il gruppo prog italiano?", "???", "La Premiata Forneria Marconi". Non ci sono più freni, ognuno dice la sua. "Da dove vengono gli antenati di Mangione?", "???", "Dalla Magna Grecia!", un altro "Sì, poi sono passati dalla Macedonia, per arrivare fino a Crema, da lì si sono trasferiti a Gorgonzola e infine (dulcis in fundo) a Tortona"; "Sapete chi è il chitarrista di Mangione?", "???", "Eddie Spaghetti!" ed ecco di nuovo Guspe (il dottore) "Quando non sta bene sapete cosa gli fanno? Lo sedano!". In quel momento ritorno io, "Voi che parlate tanto, sapete dove si è laureato?", "?????", "Alla Bocconi". Ormai ogni giorno qualcuno aggiunge un particolare sulla vita di Chuck Mangione e tra un po' potrei fare uscire un libello dedicato alle vicende del trombettista italo-americano. Volete mica partecipare anche voi?
A proposito, chissà a quale piatto si riferiva Chuck quando ha scritto "Feels So Good".

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Diario del 10 luglio
Mentre sto cercando un cd per un cliente fuori dal banco, si affaccia alla porta una signora, dall'aspetto più o meno mia coetanea, "E' lei il boss?". Sbaglia, lo chiede a uno dei due tra il Pluriespulso e il Maratoneta, che sostano vicino alla cassa e subito mi indicano dicendo in coro "No, è lui". Lei fa autocritica, "Che scema, volevo entrare, ma mi sono accesa una sigaretta. La finisco e poi entro o esce lei?", io "Finisca". Esce e, come ha minacciato, rientra, "Senta un po', lei prima era in via San Vincenzo?", "Veramente ci sono ancora adesso, il negozio non si è mai spostato dal 1965", lei "Questo non lo so, nel 1965 io avevo tre anni (quindi ho sbagliato, ha 15 anni meno di me), anche se me li porto bene ho le mie berette, l'altro giorno uno mi ha detto che pensava fossi del '67 (accidenti, le ha tolto 5 anni!). Nel frattempo passa davanti alla vetrina un gruppo di ragazzotti che ascolta ad alto volume un pezzo di rap e un cliente si lancia in una critica, lei lo blocca subito "Non fate i vecchi, anche ai nostri tempi i miei vecchi dicevano che sentivo rumore quando ascoltavo gli Ac/Dc. Non dovete giudicare adesso, bisogna vedere tra qualche anno cosa diranno di questa musica", intervengo io "Non bisogna aspettare tanto, tra qualche mese nessuno si ricorderà più di questo pezzo", lei "Scommettiamo una colazione (chissà perché una colazione) che tra ventanni questi saranno come gli Ac/Dc, che non hanno più venduto niente per ventanni e poi sono tornati di moda". A parte che è molto ottimista a pensare di fare una scommessa a così lunga gittata vista la nostra età (dimenticavo lei ha 15 anni meno di me), le faccio presente che gli Ac/Dc hanno sempre venduto, in particolare Back in Black, ma non la convinco, "Si figuri, anche i Beatles per un sacco di anni non se li filava più nessuno. Adesso sono tornati di moda, come tra ventanni torneranno di moda i rapper di adesso. Lei è come i vecchi di una volta, questa è la musica dei giovani, l'importante è ballare, poi lei è anche dittatoriale". Ok, una cosa l'ha azzeccata, sì, sono il dittatore di Disco Club e lei mi ha stufato, "Signora, non mi ha ancora detto cosa voleva", lei "Voi comprate dischi usati?", "Girato l'angolo del palazzo c'è un giovane, che non ascolta rap e che sarà ben felice di comprare i suoi vinili usati degli Ac/Dc. Buongiorno!". Effettivamente anche questa volta sono stato abbastanza dittatoriale (anche nel tono di voce), lei un po' spaventata "Non si arrabbi" e finalmente se ne va.

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Diario del 4 luglio
La politica del cambiamento incomincia a colpire anche Disco Club. Non è che siamo noi a cambiare, gli scaffali sono sempre gli stessi da maggio 1975, i magneti che tengono su i dischi in vetrina gli stessi e più o meno anche tutto il resto. A cambiare è un certo tipo di clienti. Il primo oggi vorrebbe il disco della Brigata Sassari, il secondo un cd con i discorsi di Mussolini. Poi entra una signora, "Prendete dischi usati?", io "Nel negozio dietro l'angolo", lei "Non lo ha voluto, è uno solo" e tira fuori un 7 pollici "E' questo, l'ultimo discorso di Mussolini da Palazzo Venezia". Peccato, fosse entrata un'oretta prima magari lo vendeva.....
Ecco un altro che vuole vendere vinili, quando entra mi sorride e saluta come se fossimo amici da lunga data (cerco di frugare nella memoria dove l'ho conosciuto) e parte con "Buongiorno! Chi non ha comprato dischi qua dentro?", domanda retorica, infatti non rispondo; lui "Io sono un cliente storico, ho preso qui tutti i Led Zeppelin e devo essere l'unico ad aver preso la discografia completa dei Gong, sono fuori di testa (i Gong, non lui), ma a me piacevano". Giunge poi al motivo della sua visita, "Non ho più il giradischi, comprate mica i vinili?", "Certo nel nostro reparto dietro l'angolo", lui, entusiasta, "Bene, un giorno allora li porto", io, preoccupato del peso che dovrà trascinarsi dietro, "Quando vieni (sono passato al tu, è un cliente storico....), avvisami così ti faccio entrare con la macchina, sarà un bel po' di roba, immagino", lui, ci pensa su, sembra contare, "Eh sì, è la mia discografia storica, saranno venti. Non ti preoccupare (anche lui è passato al tu, è un cliente storico), li porto in un sacchetto".

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Diario del 13 giugno
Non molti clienti oggi in negozio. Spesso noi negozianti troviamo delle scuse per gli incassi deboli e il tempo è sempre tra le prime cause. Anche oggi si passa da un po' di pioggia (la gente non ha mica voglia di andare per negozi quando piove), a un sole caldo (figurati, se ne vanno tutti al mare), così passo un po' di tempo sulla porta (sotto i nostri portici c'è quasi sempre una bella arietta). In un attimo divento l'ufficio informazioni della zona. Inevitabile la richiesta "Ma dov'è il numero 2?", ma un indiano si supera "Cerco il numero 4", "Ci sei sotto". Altro indiano (deve essere arrivato un barcone anche da là), "Dove sta Decatolone?", mi fa da traduttore un cliente "Cerca Decathlon".
Una ragazza è alla ricerca di chi aggiusta i giradischi "Ne ho uno, ma è molto vecchio, avrà 20 anni", insomma non tanto vecchio direi, ma lei rinforza l'idea di vecchiaia e conclude "Era di mio nonno".
Finalmente arriva un cliente che mi fa rientrare in negozio. Ha un aspetto stravagante con una capigliatura mai vista prima (anche per il colore), "Avete cofanetti di opere?", "Non abbiamo mai tenuto musica operistica", lui è sorpreso "Ma non siete dove c'era una volta il grattacielo della....." (non si ricorda di cosa); "Veramente il grattacielo non è ancora caduto, c'è ancora", lui trionfante "Allora siete voi! Mi hanno detto che avete i cofanetti di opere". Il ragazzo, oltre che stravagante, mi sembra un po' rinco, alla fine con l'aiuto di un cliente lo convinciamo e se ne va. Alla scena ha assistito il sempre presente Pluriespulso, a proposito, la sua camicia jeans grigia (una volta, adesso di un colore indefinibile) deve aver battuto ogni record di plurindossamento, non ho tenuto conto dei giorni, ma è sufficiente sentire il "profumo" che emana; il Pluriespulso, dicevo, era presente e seguiva la discussione, infatti conclude con "Cosa ti ha chiesto, i dischi di Glenn Miller?", "???????".

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Diario del 28 maggio
Due records: 23 giorni lontano dal negozio (per la seconda volta in un anno a causa di motivi "nonneschi") e 38 senza Diario. Vi sono mancato di più dal vivo o su facebook?
A proposito di nonni, l'età dei clienti storici sta salendo insieme alla mia, le tappe si susseguono, passati i 50, i 60, i 70, purtroppo qualcuno ha raggiunto il traguardo e la vedova non sa cosa farsene di tutti quei dischi raccolti per anni dal caro estinto. Lui le ha sempre detto "Quando me ne andrò ti lascerò in eredità un tesoro". Lei ci crede, ma ben presto si accorge che il tesoro era tale solo per lui. Eccola allora arrivare da noi, "Gian, lui mi ha sempre detto di portare i suoi dischi da te", ecco fatto uno scaffale intero occupato dai vinili del fu cliente, ma, a sorpresa, lei ci chiede "Potreste mettere una sua foto lì davanti ai suoi dischi". La stampiamo e la mettiamo in bella mostra sullo scaffale.
Però, non è una cattiva idea, quasi quasi faccio concorrenza a Staglieno. Affitto dei loculi nei quali mettere le raccolte discografiche dei miei clienti con davanti una foto! Certo tra qualche anno mi toccherà allargare il negozio, ma dietro l'angolo, dopo il reparto usato, c'è uno spazio vuoto da anni, che potrebbe diventare il primo cimitero discografico italiano!
Rimaniamo al presente. Richieste estemporanee del giorno. Uomo, "Avete degli specchi per prendere il sole per le ragazze?".
Un ex ragazzo che, appunto da ragazzo, ha esagerato con certe sostanze. E' uscito da poco da una comunità e sembra in buona ripresa. Sembra. Oggi compra un cd di Charlie Parker e mi chiede, "Ci sono mica delle maledizioni nel disco?", "Scusa?", lui, timoroso, "Sì, tipo diavoli".

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Diario del 20 aprile

Diario del 20 aprile
Domani è il giorno del Record Store Day. Valanghe di pacchi pieni di vinili hanno invaso il negozio. Alla fine fuori sono rimasti gli avanzi dei cartoni, un monticello da buttare via. Chi ci pensa? Ma lui, il Maratoneta! Quando arriva e li vede è entusiasta "CARTONI!!! FUORI!" e si avventa. In men che non si dica spazzola via tutto, prima però si fa fotografare come un alpinista dopo aver conquistato una vetta.
Telefono, signora "Scusi se vi porto la chitarra di mio figlio, ce la fate a cambiare una corda in giornata?".
Altra signora, questa di persona, "C'è un disco, di quelli vecchi, a cui tengo particolarmente. Purtroppo si è rotto, si può aggiustare?".
Ecco l'Uomo Eco, quello che ripete sempre la frase che gli si dice, "E' arrivato il cofanetto dei Riot?", "Sì, è arrivato oggi", lui "Arrivato oggi". Poi, "Ho visto che in vetrina avete l'ultimo dei Kamelot", io "Ce n'è uno anche qui nella scatola", lui "Nella scatola", io "Vuoi comprarlo?", lui "Comprarlo. No, non mi piace". Sì, ma perché allora me lo ha chiesto? Chiesto.

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Diario del 9 aprile
Telefono, "Discooocluuuub", signora "Volevo un'informazione, per questo Disco bisogna farsi soci?".
Due ragazzini alla ricerca di un regalo. Si fermano davanti ai vinili, lui individua un lp adatto per il festeggiato, ma lei lo blocca "Non ha il coso per ascoltare questi cd qua" (i vinili), lui non si rassegna "Sì, però questo è un pezzo da collezione".
Oggi giornata povera di clienti, ma la percentuale di "nesciaggine" è molto alta. Un ragazzo gira in lungo e in largo il negozio, blocco i suoi peregrinaggi "Dimmi, se cerchi qualcosa in particolare", "Guardi, è una richiesta senza speranza. Volevo il primo vinile dei Queen, quello intitolato Queen uno. So già che è assolutamente introvabile", "Veramente no, è stato ristampato come tutti gli altri", "Bene adesso che so che lei me lo può sempre procurare, passerò a prenderlo. Buongiorno".
Non poteva mancare il quotidiano Pluriespulso. Oggi arriva la fresca vedova di un nostro cliente a decantare la nuova casa dove si è trasferita, si conoscono e alla fine dei discorsi lei dice "Stanotte l'ho sognato, è la prima volta da quando è mancato. Io ero addormentata e svegliandomi vedo lui, vicino a me, che mi sorride". Il Pluriespulso, novello Freud, si lancia nell'interpretazione del sogno, "Devi interpretarlo così, per me vuol dire che è contento che tu ti sia sistemata bene". Se volete mandarci i vostri sogni, da domani apriamo una nuova rubrica "L'interpretazione dei sogni del Pluriespulso".

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Diario del 4 aprile
La notizia del giorno è la caduta di Gianna Nannini (o la Giannini come dicono 6 clienti su 10) durante il concerto di Genova.
Un cliente presente all'evento ci fa la cronaca. "C'ero, perché ho dovuto accompagnare mia figlia di 11 anni che è una sua fan. E' la prima volta che la portavo a un concerto e lei, quando aspettavamo l'inizio, mi ha chiesto 'Papà come funziona?', io le spiego "Adesso entra il presentatore e annuncia la Nannini, lei entra, cade e la portano via, così al suo posto arrivano i Deep Purple!'".
Beh, non è andata proprio così, presentatore, Nannini, caduta, portata via, ma i Deep Purple non sono arrivati....
Tra l'altro a conclusione del racconto il cliente urta il banco e fa valore a terra i cartoncini pubblicitari di Satispay. Quando se ne va, prima di sedermi sullo sgabello, controllo che le quattro gambe siano ben ferme a terra, non si sa mai.

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Diario del 3 aprile
Una giornata di nuovi clienti, clienti si fa per dire.
Incomincia un ragazzo. Si vede subito che non era mai entrato prima, infatti chiede gli ultimi cd di Pausini, del trio Pezzali/Nek/Renga e di Ramazzotti sicuro di trovarli e li..... trova (l'angolo della vergogna si è allargato), concludendo con "Adesso so dove venire a prenderli, avete aperto da poco, vero?".
Telefono, "Discooocluuuub", "Buongiorno, Addio mia bella signora esiste ancora?". Qualche ora dopo, un anziano in negozio "Avete Addio mia bella signora?", "Me lo ha già chiesto per telefono", "Io no, sarà stato mio figlio". Insomma tutta la famiglia è alla ricerca della bella signora, speriamo la trovino.
Telefono, "Discooocluuub", signora (non quella bella di sopra), "Avete quei tappi da mettere nelle orecchie, che però si sente la musica?".
Nell'intervallo tocca a Dario subire due new entry. Il primo chiede l'ultimo disco di Hendrix, "Lo prendo anche se so benissimo che non suona lui", Dario, perplesso "Come?", "Ma sì, si sa, ormai...". Effettivamente ha ragione, ormai è morto.
Poi una coppia di anziani, entrano con l'ombrello bagnato in mano e riprendono Dario "Il portaombrelli non c'è?", Dario "Scusate, vado a prenderlo". Lo porta e i due posano gli ombrelli e chiedono "Ci sa dire dove è il numero due di via San Vincenzo?", Dario glielo indica, loro si riprendono gli ombrelli e se ne vanno. Ben gli sta a Dario, così la smette di prendermi in giro quando m'incavolo alla solita domanda "Sa dov'è il numero 2?".
Torno io e mi becco l'ultimo, "Avete delle musicassette da registrare?", io "Sono vent'anni che non le teniamo più", lui "Ho comprato un radioregistratore con le cassette, ma non ne trovo più". Strano vero?
Eccovi sotto l'imitatore di Jimi.

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Diario del 27 marzo
E' un signore distinto quello che mi pone il primo quiz canoro della giornata, "Cerco una canzone di Blondie. Non riesco proprio a trovarla", "Sarà una di quelle famose", "No, ho provato a sentirle, ma non è nessuna di quelle lì" indicando la pagina di spotify che avevo aperto, "E' questa" ed ecco, dopo tanto tempo che non succedeva, una cantatina del cliente "La la la, la la li". A me sembra sempre la stessa canzone quella che mi cantano da anni, ma Dario si dà da fare e gli mostra delle copertine di dischi dei Blondie, il cliente "Ecco deve essere quella copertina, come si chiama quel disco?", Dario glielo dice e lui contento, "Adesso che lo so, cerco il disco su internet e me lo scarico" e se ne va, anzi no, ci ripensa e ci propone un altro quiz, "Mi spiega cos'è la polemica sul Dylan Ticket", "?????", "Sì, si è inventato una cosa. Bisogna comprare, non so a che cifra, un Ticket Dylan per poter poi prendere i biglietti per i suoi concerti. Anche Rod Stewart gli ha detto 'Ma alla tua età hai ancora voglia di fare queste cose per fare dei soldi?'". Anche questa volta la nostra risposta è "?????" e lui se ne va definitivamente. Definitivamente per questa mattina, ma al pomeriggio eccolo di nuovo qui, "Ho scoperto perché non trovavamo la canzone, non era di Blondie, ma dei Propaganda, s'intitola Duel", io "Ah bene, ce l'abbiamo", lui flemmatico, "Adesso vado a casa e la scarico". Dario "Ce ne vorrebbero tanti clienti così, si fanno le domande e si danno le risposte......", concludo io ".....e non comprano niente".

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Diario del 20 marzo
Poi dicono dei genovesi. Non è certo genovese il cliente che oggi mi chiede "Devo fare un regalo, avete musica celtica?", "Sei fortunato, è appena uscito il nuovo cd degli Altan". Glielo mostro, lui lo guarda, è molto attirato dall'etichetta col prezzo, "Sì, deve essere bello, ma....", "Ma?", "E' caro, 18,30 €. Non ha qualcosa da meno?". Ce l'ho, prendo una raccolta dei Chieftains, "E' il gruppo di folk irlandese più famoso", lui sembra abbastanza soddisfatto, "Del resto, anche se sono irlandesi, è pur sempre musica celtica (???), però....", "Però?", "Riesce a farmi uno sconticino?". Per fare bella figura non bada a spese; gli tolgo 90 centesssimi, come direbbe Scussssi.
L'ho evocato ed eccolo, proprio lui Scusssi. E' dimagrito di una trentina di chili, ma è sempre rompiballe e olezzante nella stessa maniera. Tempesta Dario di richieste su gruppi dark-gothic-metal, la risposta è sempre no. Se ne va, ma quando Dario esce ci prova con me. Lo caccio a male parole. Il profumo che usa non mi piace, deve essere Eau d'Oignon (acqua di cipolle), uscito lui, mi tocca tenere aperta la porta per mezzora per arieggiare l'ambiente.
Richiesta top della giornata, "Avete l'ultimo disco di Federico Barbarossa?", faccio finta di niente e vado a prenderlo; lui, titubante, "Si chiama Federico, vero?", io, con nonchalance, "Quello è un altro".

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Diario del 10 marzo
Sono 37 anni che il teorema di "Teorema" periodicamente si fa sentire in negozio. Oggi entrano due giovani sui 35 anni, il più piccolo (di statura) ci dice, "So che chiedo una cosa impossibile, ma ci provo", "Dimmi", "Cerco un disco di Ferradini", io, mi sembra proprio il tipo un po' sfigato, lo anticipo "Scommetto quello con Teorema", lui, sorpreso, "Sì", io "Non è impossibile, ne teniamo una scorta, c'è sempre un ragazzo mollato dalla sua donna, che preferisce uno che la tratta male". Colpito! Me lo conferma il suo amico che sorridendo lo indica "E' lui, ma non è la sua donna", il piccoletto "Sì, lei è fidanzata con uno stronzo che la maltratta". Mi rivolgo a Dario "Guarda un po' se nel cassetto dei delusi c'è ancora qualche Teorema", subito sembra di no e commento "Cosa c'è stata un'epidemia di ragazzi sofferenti per amore?", poi spunta l'ambito cd da regalare alla ragazza stronza e un po' masochista e il piccoletto se ne va soddisfatto e triste col suo trofeo.

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Diario del 5 marzo
Il freddo polare (per noi genovesi non abituati) ha portato in negozio un orso. Ad annunciarlo prima ancora dell'ingresso è un forte odore di bestino che assale le nostre papille olfattive; eccolo, entra e ci rendiamo conto di avere sbagliato, non è un orso bianco, quello che fuoriesce dal vestiario che lo ricopre è una folta peluria nera. E' venuto per annunciarmi una verità assoluta, "Quando i Rolling hanno fatto Sticky Fingers hanno messo in riga tutti, Jagger è la figura centrale per tutti noi, Lennon la sera dell'uscita non ha dormito", io "Perché?", l'orso "Era invidioso, avrebbe voluto farlo lui". Lo assecondo, spero se ne vada quanto prima, non perché sia pericoloso (sembra addomesticato), ma ha trasformato l'aria di Disco Club in quella di una gabbia del circo.
Telefono, "Discooocluuub", "Buongiorno, mi sa dire a chi posso chiedere come funziona un bilancino per testine?", io, interdetto, "A un negozio di alta fedeltà", lui "L'ho comprato da Amazon, è tanto carino, ma non so come funziona e a cosa serva. Non c'è nemmeno un libretto di istruzioni". Mi chiedo, ma perché l'ha comprato se non sa nemmeno a cosa serva, solo perché era "carino"? Lo dirotto "Vada da Auditorium in Galleria Mazzini", lui nemmeno questo sa, "Galleria Mazzini? Ma dove è?".

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Diario del 1 marzo

Diario del 1 marzo
Io ci sono, e voi? Il mio amico "negretto" sì, ha dormito anche questa notte qui davanti, nonostante il freddo e il nevischio, che svolazzava sotto i portici; l'ho mandato al bar Verdi a prendersi qualcosa di caldo. Una cliente ieri sera mi ha lasciato per lui un pacchetto di sigarette, la ringrazia. Il "guardiano" di Outsider è ancora al lavoro davanti alla loro vetrina.... Il primo cliente è già passato, mi aspettava fuori da un quarto d'ora (sono arrivato alle 8:30) e ha comprato il cofanettone dell'ultimo U2 (99€), forse è per questo che nevica.....

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Diario del 26 febbraio
Per interrompere questo eccesso di buonismo nei miei confronti, vi dirò che alla fine la presenza notturna del mio amico migrante mi fa anche un piacere, anzi direi che lo sfrutto. Lui si posiziona davanti alla porta e impedisce a chiunque di entrare e mi costa solo qualche pacco di biscotti e ogni tanto una colazione. Molto più economico di un abbonamento alla Lubrani e con una presenza continua e non un passaggio ogni qualche ora!
Oggi aspettavo il corriere che era in ritardo, mi sembra di vederlo all'inizio della strada e vorrei andare a vedere se ha il mio pacco. Il problema è che con me davanti alla vetrina c'è solo lo "strinato", il cleptomane di una puntata del Mondo visto da Disco Club sul sito. Infine decido di andare e apostrofo il cleptomane "Stai sulla porta e non far entrare nessuno, soprattutto non entrare tu".
C'è un vecchietto che da una settimana mi stressa. Vuole a tutti i costi un cd di Connie Francis con la canzone "Chitarra romana". Non c'è e nemmeno i miei fornitori lo hanno. Si trova solo una qualche edizione di case discografiche veramente scarse e non me la sento di dargliele, anche se forse a lui andrebbero bene. Torna anche oggi e mi lascia il suo numero di telefono "Avvisami se lo trovi". Missione quasi impossibile, poi cerco sul "temibile" Amazon ed ecco lì un cd che avevo anni fa con la canzone, ne hanno solo due copie, quasi quasi lo ordino, sì però il numero di telefono dov'è finito? Mi sa che il Maratoneta ha già fatto il suo lavoro pomeridiano, ha buttato via le scatole con la spazzatura fuori dal negozio e il biglietto era lì......

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Diario del 24 febbraio
Iniziare la mattina aumentando la propria autostima da soddisfazione. Uso il termine autostima perché è il più usato dai cronisti sportivi nelle loro telecronache, a quanto pare è determinante per i calciatori che avvenga un qualche accadimento che procuri un aumento dell'autostima, altrimenti si demoralizzano e non ne azzeccano una. Il mio benefattore è l'amico negretto (in senso affettuoso, in realtà sarà quasi un metro e novanta centimetri), quello che ormai mi fa da guardiano notturno al negozio. Al sabato arrivo sempre un po' dopo, così gli concedo una mezzora in più di sonno. Oggi però alle 8:40 dorme ancora, mi tocca di nuovo suonargli la sveglia con un calcetto alla serranda, i suoi occhi sbucano dalle coperte, "Ou, hai fatto tardi?" gli chiedo, lui mi sorride "Sì". Si alza e si sbriga a togliere i cartoni e le coperte, mentre io apro. Quando finisce, si affaccia sulla porta "Hai una broom?", lo guardo perplesso, lui fa un gesto che mi fa capire cosa intende: una scopa (lui sa l'inglese, io no). Gliela porto e lui si mette a scopare energicamente il porticato. Quando finisce mi chiama fuori, non entra mai in negozio, al massimo sulla soglia, mi indica il suolo pulito, "Va bene?", è perfetto, "Sì, grazie", ma lui mi spiazza "Grazie a te sei un grande uomo". Ecco qui l'autostima che sale alle stelle, probabilmente a questo punto potrei fare un gol in rovesciata! Lo mando al bar Verdi a prendersi un caffellatte con una brioche col cioccolato (intendiamoci, lo avevo già detto prima a Daiana di offrirgli la colazione, non mi sono fatto comprare da un complimento!).

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Diario del 8 febbraio
Oggi ingresso senza problemi, gli homeless se ne sono andati presto. In cambio non faccio in tempo ad entrare che già squilla il telefono, guardo il numero, non rispondo, cosa mai vorrà questo alle 8:40? Due minuti e di nuovo il telefono, stesso numero, stessa non risposta, il negozio apre alle 9:00. Altri cinque minuti, telefono, sempre lui, aspetto che smetta e guardo la lista delle chiamate perse: dalle 7:40 di questa mattina alle 8:47 ha chiamato sette volte! Cosa mai vorrà questo? Alla prossima rispondo. Telefono, stesso numero, gli lancio addosso un cattivissimo "DISCOOOOCUUUUB", un po' si spaventa, "Scusi", poi continua "Avete mica voi i biglietti per il concerto di Riki al Porto Antico del 9 luglio?", "Non li abbiamo e non li avremo, ma si rende conto che il concerto è tra CINQUEE MESIIII e UN GIORNOOO????". Poso. Ma oggi il telefono non mi da tregua, "Discooocluuuub", un anziano, almeno dalla voce, "Comprate dischi usati vecchi?", mi aspetto che come al solito mi voglia proporre i 78 giri e quindi metto le mani avanti, "Sì, ma dipende da cosa ha", lui "Dischi della seconda guerra mondiale e di Mussolini", "?!?!?".
Niente da fare, il telefono non mi molla, "Discooocluuuub", altro anziano (chissà se lui pensa la stessa cosa di me), "Volevo sapere se mi potete caricare una pennetta con delle canzoni", io "No, è proibito", lui "Ah sì? Una cassetta è invece possibile?", perdo un po' la pazienza, "I negozi non possono registrare niente, deve farselo lei da solo", lui "Io non sono capace. Avete dei vecchi lp?", vorrà mica chiedermi se gli registro i vecchi lp? "Sì, li abbiamo", e lui conclude, "Bene allora passo a vederli", "?!?!?".
La confusione tra i vari supporti continua con la signora di mezza età che entra subito dopo in negozio, "Scusi siamo un po' arretrati, ma è ancora possibile trovare in cd un disco tipo quello dei Maneskin?", "Sì" (confesso, lo abbiamo), lei "Meno male, pensavo che i cd non esistessero più", "?!?!?".

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Diario del 7 febbraio
Anche questa mattina due homeless mi aspettano davanti alla vetrina. No, non vogliono comprare un disco, dormono, uno a destra e uno a sinistra. Solito calcio alla vetrina e urlo "Devo entrare!". Quello a sinistra si alza velocemente e raccatta le sue cose, quello a destra non è molto d'accordo, "Cosa vuoi? Tu hai casa, noi no. Noi dormiamo qui". Non è il solito africano dei "biscotti", questo è rumeno e molto meno accondiscendente a lasciare il posto. Alla fine si alza, continuando a borbottarmi contro, e con una certa calma toglie i cartoni, le bottiglie di vino (vuote) e alla fine mi propone una tregua "Ci paghi il caffè?", io "Con quello che mi hai detto direi di no", lui (memoria lunga) "Anche l'altra volta mi hai detto di no" (mesi fa), io "Va bene ve lo pago, ma la prossima volta mettetevi davanti alla vetrina di Outsider, dovresti saperlo che lei apre alle dieci, mentre io arrivo alle otto e mezza", lui mi indica una calza dentro il vaso dei vicini "No, vedi, c'era quel negro di merda (sempre lui, il mio gentile amico dei biscotti)". "Divide et impera" era un motto degli antichi romani e vale sempre, così come la conseguente guerra tra poveri. Per il barbone rumeno il nemico non è il ricco, ma il migrante africano che gli ha fregato il posto davanti alla vetrina dove si può stare un'ora di più a dormire alla mattina.

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Diario del 29 gennaio
Il migrante dei biscotti ormai non migra più. Si è trovato bene davanti alla mia vetrina. Daiana del bar Verdi ogni mattina gli offre un cappuccino con brioche. Anche oggi ha dormito un po' di più, lo devo di nuovo svegliare, questa volta non si spaventa, mi dice "Ciao capo" e si affretta a far sparire il suo letto. Lo premio con l'ultima scatola di biscotti retaggio della festa dei 52 anni del negozio, ringrazia con un inchino. Mentre faccio le aperture quotidiane, sento bussare garbatamente sulla porta, è lui che sorridendo mi chiede "Tu non fumi?", "Mi spiace, mai fumato". La prossima volta mi toccherà prepararmi un pacchetto di sigarette.
La riapertura pomeridiana è molto più tragica, in un momento il negozio si riempie dei leader delle varie categorie di rompipalle. Avevo fatto fatica a liberarmene, ma il buonismo di Dario me li ha riportati tutti dentro. Per primo il supercampione. E' vero, vi ho detto che è migliorato, ma qualche colpo dell'antica classe rompipallesca rimane. Al mattino mi aveva tenuto dieci minuti a fare ordini, adesso rientra e fa le stesse domanda nell'altra postazione a Dario. Mi trattengo a stento dall'insultarlo, ma quando se ne va e Dario mi chiede se avessi già ordinato io un disco per non ripetere l'ordinazione, gli faccio vedere che lo avevo già fatto all'alba. Conclusione: gli cancello anche il mio ordine, così, invece di un ordine doppio, zero ordini.
Subito dopo una doppietta, Ottavio da Dario e Scusssssi da me. Per quest'ultimo Dario (nonostante il mio divieto) aveva ordinato tre cd dei Cradle of Filth; la settimana scorsa sono arrivati e sabato ne ha preso uno, io burberamente "E gli altri due? Vuoi fare come al solito e non ritirali?". Oggi torna e, dopo averni fatto la solita domanda pleonastica (nel senso che non richiede una risposta, perché se la dà già da solo) "Scusssi Gian, Marilyn Manson fa heavy metal satttannico?", compra un secondo cd di quelli messi da parte e tutto tronfio "Hai visto Gian che sono venuto a prenderli? Tu non ci credevi", io "Veramente ne hai ancora uno da parte e altri cinque o sei l'anno scorso non li hai ritirati". A questo punto lui, non semplicemente tronfio, ma addirittura trionfante e sorridente, "Vedi Gian, diceva Oscar Wilde Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli", e dopo avermi sparato questo aforisma di Wilde se ne va contento. Nel frattempo, nella postazione di Dario, Ottavio porta indietro, ancora sigillato, un cd comprato sabato, "Ho sbagliato, te ne ordino un altro al posto di questo", lo ordina, esce, rientra dopo dieci secondi, va da Dario, "Ci ho ripensato, cancella quello e mettimi quest'altro". Un po' ci godo, così Dario impara.
Per finire due richieste volanti. Moglie con marito al seguito, "Voglio il cd nuovo di Amy Winehouse". Ragazzo dall'aspetto nemmeno troppo buzzuresco accompagnato dalla ragazza, "Non tenete musica neomelodica?", rimango perplesso "Ad esempio?", lui "Nancy", io "Nancy?", lui "Nancy Coppola" e, vedendo la mia espressione ignorante, aggiunge "Tipo Maria Nazionale".
Ore 18:59, oggi si chiude un minuto prima.

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Diario del 24 gennaio
Ma che bella giornata! Mi sveglio al mattino....
Sì, alle 8;00 scendo a prendere la macchina, giro la chiave per entrare nel garage, dove oltre alla mia, ce ne sono un'altra ventina. Giro a destra, giro a sinistra, niente da fare la porta non si apre. Fa anche abbastanza freddo questa mattina, aspetto per una ventina di minuti, nessuno oggi prende l'auto. Trovo il numero del telefonino del gestore del garage, lo chiamo, non risponde, ci riprovo per altre 5 volte senza risultato. Ecco che suona il mio telefonino, sarà il garagista? No, è Dario "Gian, sto male, non ce la faccio a venire", "Stai a casa, non c'è problema". Il problema c'è, guardo l'orologio, sono le 8:37, devo andare ad aprire e nessuno esce questa mattina. Non mi resta che correre a piedi verso il negozio, faccio il nuovo record, 18 minuti per percorrere 2 km e 400 metri.
Ecco davanti alla vetrina Guspe e Falchetto, metto le mani in tasca per prendere le chiavi, "Porca miseria! Sono in macchina". Eccomi sono ....chiuso fuori. Telefono a Ciarde (terzo socio), che dovrebbe averne un altro paio, le ha lasciate a casa, prende la moto, vola a casa e finalmente alle 9:20 entro in negozio dopo un'ora e venti minuti! Guspe e Falchetto se ne sono andati, non il Rompiballe n.1, che entra dietro di me. A questo punto devo confessarvi una cosa, il Rompiballe sta perdendo posizioni, ogni giorno compra qualcosa, non si soffia più il naso davanti a me (appena un po' più in là), prima si trascinava in negozio come un vecchietto, adesso sembra Speedy Gonzales e nella classifica dei Big Clienti di gennaio è addirittura al terzo posto!
Chi non perde posizioni è Ottavio, la sua telefonata non manca mai, nemmeno questa mattina, a tenergli compagnia prima una signorina della Telecom e poi un'altra signora che precisa subito "Non voglio venderle niente, solo prendere un appuntamento con un nostro dipendente", io "Sì, ma voi cosa fate?", "C'interessiamo d'energia", "Appunto, non m'interessa".
Finalmente entra un cliente, "Avete un cd delle mondine?", "No", "Non so dove trovarlo, ho provato dalla Ricordi. Ma non c'era più", io "Cosa, il cd?", lui "No, la Ricordi".......

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Diario del 22 gennaio
Dopo il momento di buonismo di sabato, bisogna tornare alla solita atmosfera, altrimenti nessuno mi crederà più quando rispondo al telefono "Discoooooooocluuuuuuub".
A proposito di telefono, quando entro come al solito controllo se qualcuno mi ha chiamato, quasi sempre alla domenica o altro giorno festivo c'è chi ci prova. Infatti anche oggi trovo una telefonata persa, cerco sul nostro database telefonico e individuo il colpevole, Marco A. (che ha già al passivo un'espulsione abbastanza violenta, a parole). Sicuramente sarà stato alla ricerca, come al solito, di una qualche edizione introvabile dei cd di Coltrane, e fin qui quasi normale. Il fatto è che, non solo ha chiamato alla domenica, ma alle 20:48!
Mentre faccio i soliti lavori di routine del mattino, una voce insistente mi disturba. E' una signora che davanti alla vetrina al telefono racconta tutte le sue sventure a un'amica, quelle passate, quelle presenti e già prospetta quelle future, concludendo, dopo un quarto d'ora, con un poco ottimistico, "Io, ogni genere di uomo l'ho provato e non c'è uscito niente". Non stento a crederle....
Dario sta servendo un cliente dietro il banco, mi chiama "Gian puoi servirlo tu, che io seguo la signora". Mi avvicino e mi investe subito una puzza, che colloca subito il cliente tra i primissimi posti dei "puzzoni" di Disco Club. Cerca tutte le colonne sonore di James Bond, pensa che possano stare in un cd, ma concede "anche due va bene". Guardo sul database olandese, ma l'aria è sempre più irrespirabile, faccio finta di cercare, ma dopo pochi secondi gli dico "Non c'è niente". Per fortuna non insiste e se ne va, mentre entra l'amico Giorgio, che arriccia il naso e dice "Lascio la porta aperta?". Grazie Dario per avermi ceduto questo nuovo cliente.
Non è nuovo quello successivo, ma è sempre stato difficile riuscire a vendergli qualcosa, anche oggi ha una delle sue richieste particolari, "Cerco quella canzone che si sente sempre alle radio e che fa....", si mette a cantare e la sa quasi tutta, non la conosco o non la riconosco, ma s'intromette Dario, "Può fare una cosa, scarica sul telefonino Shazam e quando sente la canzone, avvicina il telefono, così scopre il titolo". Guardo Dario con aria dubbiosa e dico all'amico Francesco "Sempre a fare il gentile, anche con gente che fa perdere tempo". Al pomeriggio squilla il telefono, Discooocluuuub", "Sono quel cliente che questa mattina cercava una canzone, c'è mica il suo collega?", glielo passo e alla fine del dialogo Dario ordina un cd di Franz Ferdinand, "Visto che è servito?". Tarda serata, mi preparo a chiudere, squilla il telefono, ormai siamo in zona "non rispondo, è tardi, potevi pensarci prima", ma quello non molla, dopo due minuti di tortura mi decido "Discoooocluuuub", la solita voce smorta e zoppicante, "Il suo collega, quello con gli occhiali e corpulento, mi ha ordinato un disco di Franz Ferdinand, volevo dirgli che non mi serve più" e posa. Ben gli sta a Dario, ha ordinato un disco inutile e si è beccato una botta di ciccione.
E' tardi, quasi le 19 in punto! Spengo le luci della vetrina e di metà negozio, mi metto la giacca e faccio le chiusure. Entra una giovane coppia, la ragazza "Possiamo fare un giro?", io "No" e indico le luci spente, lei "Sta per chiudere?", io "No, ho chiuso".

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Diario del 20 gennaio
Arrivo in negozio alle 8:20 e trovo che il dormitorio dei portici è ancora in funzione: due sono davanti alla vetrina di Outsider e uno alla mia. Questo è proprio sulla porta. Mi tocca svegliarlo. Provo a dire "Devo aprire", ma lui dorme profondamente, non si vede nemmeno il viso sommerso com'è da una serie di coperte; allora do un calcio, no belin cosa pensate? non a lui, alla mia serranda, che fa un gran clangore, lui balza fuori con gli occhi fuori dalle orbite, si guarda intorno terrorizzato, non capisce cosa sia successo fino a quando non alza gli occhi e mi vede, gli faccio vedere le chiavi "Devo entrare", lui "Scusa" e si affretta a tirare su tutte le sue cose, raccogliendole in due sacchi, porta via i cartoni/materasso. E' un ragazzo di colore, un migrante, probabilmente il rumore che ho provocato, gli ha fatto venire in mente altri ricordi recenti e lo ha spaventato. Io entro e vedo che lui cerca di pulire alla meglio il posto davanti alla porta dove era coricato; con le mani è difficile, penso "Quasi quasi vado a prendere la scopa nel retro e gliela passo", mi avvio, c'impiego poco a tornare e gli passo quello che ho in mano, lui lo prende e mi ringrazia. Ah, dimenticavo, in mano non avevo la scopa, ma un pacco di biscotti, era sul mobile del retro. Ho pensato che forse a lui avrebbe fatto più piacere mangiare qualcosa che mettersi a ramazzare, del resto il vento aveva già spazzato via tutto.

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Diario del 17 gennaio
Ore 9:35, sto creando una nuova sezione di offerte nell'espositore vicino alla porta ed ecco che si affaccia lui, il signor Amandla. Cosa vorrà oggi? "Ciao Gianni (sarei io, quasi giusto). Mattiniero", io "Veramente è un'ora che sono qui", lui "Ciao e salutami Zucchero (?), ottimo Amandla" e se ne va canticchiando "O mia bella mora no, non mi lasciare...".
Dopo poco entra una coppia di amiche, una procace bionda e l'altra scura di chiara origine sudamericana; questa seconda chiede a Dario un cd di Amy Winehouse, la bionda ci guarda con un sorriso malizioso e, con un accento che rivela chiaramente la sua origine russa, "Avete musica sexy". Non so se io e Dario abbiamo fatto una faccia strana, sta di fatto che lei subito si scusa per la richiesta, "Scusa, scusa, a me piace la musica sexy, mi rilassa", sempre sorridendo. Peccato che U Megu se ne fosse appena andato....
A riportarci a pensieri meno allegri, ci pensa la signora che entra subito dopo col marito. Prima chiede dei dischi del Volo (e già questo mi fa perdere il sorriso), poi indaga da quanti anni siamo qui e, quando le dico che sono più di cinquanta, si lancia "Allora conoscevate la signora che aveva la gelateria qui di fronte? Pensi che eravamo amiche sin dall'infanzia, eravamo vicine di casa e, guardate il destino, quando i nostri genitori sono morti, li hanno sepolti nel cimitero di Molassana proprio vicini anche lì. Adesso non pensate che io sia necrofora, ma quando io e la mia amica ci siamo trovate lì, davanti alle due tombe, lei ha detto 'Adesso rimaniamo solo noi e le prossime saremo noi', dopo pochi mesi lei se ne è andata". Per dieci minuti ha parlato solo lei, ci ha raccontato tutto di lei e della sua amica dalla nascita alla morte dell'altra, mentre il marito (e noi) non è riuscito a spiccicare una parola, si è limitato a pagare il cd. A casa riuscirà qualche volta il bravuomo a interrompere il flusso di discorsi e di disgrazie dell'allegra consorte?

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Diario del 11 gennaio
Aspettavate con ansia il Diario per avere due risposte, vero?
La prima, si è presentato all'alba il torturatore seriale a richiedere Amandla? Sì, non tra i primissimi, ma subito dopo. Lo anticipo, "Aspetta un attimo", mi giro, prendo il cd usato di Miles e glielo do, lui, raggiante (no, non è vero, ha un'unica espressione, né allegra, né triste), "Ce l'hai fatta, tieni ti do 20€".
Ecco la seconda domanda: a quanto l'ho venduto? Era in vendita nel reparto usato a 5€, lui me ne offre 20€, la maggioranza di voi mi ha invitato ad accettare la sua offerta. Cosa faccio? Gli dico "Va bene 15€", mi giro e batto in cassa l'importo (perché poi l'ho battuto? Gli usati non vanno battuti, così ci rimetto anche il 22% d'iva), gli passo lo scontrino e 10€ di resto. Sì, ho battuto 10€; per quanto mi abbia scassato l'anima per tutta la settimana, mi sarei sentito un ladro a fargli di più, i 5€ di ricarico, anzi 2.80 scalando l'iva, sono per ricompensare tutto il tempo che mi ha fatto perdere. Se fossi stato sicuro che lui non si fosse più presentato gli avrei detto volentieri, "Tieni, te lo regalo, ma non farti più vedere", ma ho paura che lo vedrò ancora.

Diario del 11 gennaio (appendice)
Dopo una ventina di minuti dalla sua uscita dal negozio, passa di nuovo il signor Amandla. Ha in mano un hot dog del mitico Baretto, lo mangia con gusto, mi vede e si avvicina, "Dagli una morsicata". Lo chiudo fuori.

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Diario del 10 gennaio
A volte ritornano. Non è il titolo del libro di Stephen King, ma a ritornare a volte sono i "pazzi" che popolano il negozio. Non sempre per fortuna; di Ivano mi sono liberato facendo finta di fotografarlo, "No, no, non fotografarmi" ed è scappato, dopo un mese si è rivisto, ho preso il telefonino e l'ho puntato contro di lui, terrorizzato è fuggito definitivamente, forse pensa che una foto possa rubargli l'anima. Con lo psichiatrico è stata più dura, l'ho trattato male (a mio rischio, perché lui ciocca veramente) e non l'ho più servito, lui ha cercato di reagire entrando lo stesso, ma si è trovato di fronte un muro, poi limitandosi a passare fuori gridandomi "Oëgia!" (ce l'ha con le mie orecchie), infine si è rassegnato ed è sparito.
Quello che è entrato lunedì invece non me lo ricordavo nemmeno più, lo devo aver cacciato con cartellino rosso e insulti molti anni fa (infatti Dario non lo aveva mai visto), si sporge dall'ingresso, riconosco la sua faccia tonda, con occhi tondi e sguardo evanescente; mi guarda e "Ah, ci sei ancora?", io "Direi di sì", lui "Come ti chiami?", io "Sempre Gian", lui, "Ah, ti chiami ancora Gian?", io "Eh già". Questa è stata la nostra nuova presentazione, poi lui passa alla richiesta, "Dammi Tutu e Amandla di Miles Davis", Tutu c'è, Amandla no; lui, "Me lo ordini? Passo a prenderlo al pomeriggio", "Come faccio a procurartelo per oggi?", "E per quando? Domani", "No, più di una settimana", "Allora venerdì", "Non questo, il prossimo". Ieri mattina, il suo viso da porcello s'inquadra all'ingresso, "E' arrivato?", faccio lo gnorri "Che cosa?", "Hai detto che mi procuravi Amandla", "Sì, la settimana prossima", "Va, bene. Allora torno questo pomeriggio", "NOOOO!", insiste, "Ti do di più se me lo procuri. Hai provato a chiedere a Nannucci", "Sì, ma ha chiuso nove anni fa". La cosa lo lascia perplesso "Ha chiuso?", "Sì", "Va bene, ci vediamo la settimana prossima". Questa mattina all'alba, mentre parlo con dei clienti, ecco la faccia da porcello furbetto, "Uei, è arrivato?". Perdo la pazienza, "NOOOO, ti ho detto la settimana prossima", ma lui, "Dai, per questo pomeriggio", "NOOOOOOO!!!", "Senti, ti do 20€ e me lo dai stasera", nel mio "no" successivo le "o" aumentano. Lui, forse rassegnato, "Allora quando lo prendo?", "Quando arriva", e lui "Ah sì, eh? E allora sai cosa ti dico? Te lo pago quando arriva" e con questa perla di saggezza ci lascia.
Domani mattina sarà ancora tra i primi ad entrare in negozio? Probabilmente sì, ma ci siamo organizzati. Dario ha trovato nell'altro reparto una copia usata di Amandla. Il dubbio è "quanto glielo metto?"; costerebbe 5€, ma mi sembra un po' troppo poco. Voi cosa ne dite?

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Diario della prima settimana del 2018


2 gennaio. Chi sarà il primo cliente dell’anno? Speriamo che sia qualcuno di buon auspicio.
Infatti eccolo qui, il famoso Rompiballe n.1 e il rito non cambia, entra, tira fuori il fazzoletto (curioso per vedere se almeno quello è cambiato; no, è sempre lo stesso) e giù a farmi gli auguri con una bella e ripetuta soffiata di naso. A ruota il vecchietto che conclude le sue lunghe performance avviandosi verso l’uscita con il classico “passo e chiudo”; io infatti chiudo la porta, ché non gli venga in mente di rientrare. Altro pensionato (anche il primo lo è, anche se non di vecchiaia), da mesi ha l’acquisto compulsivo, non resiste e se non ha i soldi chiede di segnarglieli sul conto (non illudetevi, non lo faccio); oggi s’invaghisce degli Stone Temple Pilots, li prende tutti, poi vede lì vicino la casella degli Slayer, lo dissuado “Non sono per te, non ti piacciono, sono troppo duri”, e lui “Sono hard”, “No, sono proprio heavy”, “Ah, come i Jethro Tull”. Dopo questa lo sospingo verso l’uscita e lo faccio trasferire nel reparto usato “Fattelo spiegare da loro cosa fanno gli Slayer”. Puntiamo tutto sul quarto. Niente da fare, ecco qui il professore con la risata tipo nitrito di cavallo. Non lo sopporto e non l’ho mai sopportato con le sue ricerche di vinili di jazz-rock inglese quasi introvabili e che lui ogni mese prova a trovare. Ormai l’ho rifilato a Dario e, finalmente un po’ di fortuna, in quel momento Dario arriva, “Ti stava aspettando, vai là in fondo a fargli gli ordini” e li spedisco alla postazione numero 2.
3 gennaio. E’ dedicato al boom del momento Ed Sheeran. Il disco è uscito da nove mesi, ma tutti lo hanno scoperto solo adesso; scoperto poi relativamente, perché ben in due oggi mi chiedono il cd del famoso Ed Shaarawy.
Oggi è anche la giornata in cui i clienti mettono in dubbio la mia competenza. Uno vuole l’ultimo di St. Vincent e mi precisa “Sa, è una donna”. L’altro gira per dieci minuti alla ricerca non si capisce di cosa, glielo chiedo “Posso aiutarti?” (questa frase l’ho fregata a Dario) e lui “Sì, cerco una cosa che non so se avete e se lei li conosce”, “Dimmi”, “I Litfiba”.
4 gennaio. Forse vi ricordate del mio fastidio quando qualcuno non riesce a capire che i numeri delle strade sono in ascesa e a destra i dispari, a sinistra i pari. No, oggi la domanda non è la solita “Scusi dov’è il numero2?”, ma un cliente telefonico si supera. Cerca, manco a dirlo, Ed Sheeran, e mi chiede “Dove siete? In piazza Brignole?”, “No, in via S.Vincenzo”; penso che a questo punto mi avrebbe fatto la solita domanda “All’inizio o alla fine?”, invece no, questo si supera, “Ma nel pezzo che porta in via Felice Romani?”. Questo mi spiazza, perché in via Felice Romani ho abitato per dieci anni e non mi sembra di avere mai servito nessuno lì. Prendo l’iniziativa, “Dove sei?”, “In piazza Colombo”, decido di fargli da navigatore “Allora, mettiti con la fontana alle spalle e vai su per via Galata, quando arrivi da Panarello, lo vedi Panarello?, sì, allora gira a destra, dopo cento metri, sempre sulla destra ci sono i portici, sotto i portici ci siamo noi”, “Eccomi!”.E’ lui. Sono meglio del Tomtom.
5 gennaio. Un po’ di stranezze. Del resto una voce fuori campo, signore con moglie davanti alla vetrina dice “Hanno solo roba strana”.
Invece un vecchietto (calco sempre la mano su quelli più anziani di me) vuole imparare a ballare “Avete il corso di ballo della Fabbri Editore?”. Un altro vuole la cassetta del cd di Mia Martini.
Le ultime due invece sono attratte dalla nuova moda: il vinile. La giovane mi chiede, “Avete quel coso per sentire i dischi”. L’anziana è più pretenziosa. “Ho comprato qui un bilocale e vorrei un apparecchio che mi permetta di sentire i dischi di tutte le misure”, indicandomi cd, 33gg e 45gg.

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Diario del 19 dicembre
E' il giorno del compleanno di Disco Club. Cinquantadue anni di musica a Genova e io ci sono stato dentro come cliente per i primi sette anni, come aiutante esterno per i successivi quattro e come "lider maximo" per gli ultimi trentaquattro.
La giornata incomincia con i quotidiani che parlano di noi, beh, effettivamente 52 anni per un negozio di dischi sono tanti. Poi ecco al telefono antichi clienti, che ci hanno abbandonato per trasferirsi lontano da Genova, si congratulano, quasi commossi per aver letto che noi ci siamo ancora, e concludono immancabilmente con "mi raccomando resistete", Altri passano direttamente in negozio e ci festeggiano nel modo da noi preferito: comprando dischi. Non possono mancare i personaggi del Diario. C'è il grande rientro del Rompipalle n.1, quello che per undici anni ha vinto la classifica di categoria. Ha avuto una lunga crisi che lo ha portato alla retrocessione, prima in serie b e dopo addirittura nel limbo della serie c. Ora si è ripreso e ritorna a reclamare il posto che gli spetta. Quando arrivo al mattino è già lì che mi aspetta e, dopo che ho acceso le luci, entra e si esibisce nel suo numero preferito: si piazza davanti al banco, tira fuori il solito fazzoletto (solito, perché penso che sia sempre quello dell'epoca dei suoi scudetti, visto il colore) e giù a soffiarsi il naso davanti a me. Arrivano i pacchi dei dischi e lui eccolo pronto a infilare la sua testa tra i miei occhi e le scatole. Insomma, batte Quasimodo all'apertura, entrando per primo in negozio, e il Pluriespulso, perché gli frega la posizione privilegiata con la testa sopra le scatole dei nuovi arrivi. Sì, il fuoriclasse del "rompipallismo" è tornato!
Al pomeriggio è il momento della musica, prima tocca a Bobby Soul e dopo a Joel Cathcart, nell'intervallo biscotti offerti da Alessandra di Outsider e cioccolata calda di Daiana del Bar Verdi. Io mi affaccio per vedere come va la festa e noto il Maratoneta in prima fila davanti al tavolo delle vettovaglie, ha le ganasce piene e due bicchierini in mano. Mentre canta Joel, il Maratoneta rientra e ha sempre quello strano gonfiore sul viso, cosa che si ripete in altre tre occasioni. Alla fine del concerto, Alessandra porta in negozio gli avanzi dei biscotti e li lascia sul banco, mi giro e vedo il Maratoneta di nuovo bello pieno, "Quanti ne hai mangiati? Un chilo?". Fa l'indifferente, ma le successive volte che mi volto verso il vassoio, lo becco sempre con le mani in pasta, anzi pasticcini, e lui sembra Villaggio nella famosa scena delle polpette, blocca la masticazione con però le guance sempre tese dai dolcetti. Alla fine ne rimangono pochi, invito un cliente a prenderne, "Chiedi però il permesso al Maratoneta", quello ne prende solo uno, ma quando mi rigiro è sparito anche il vassoio, è rimasto il Maratoneta, che, non riuscendo a parlare perché aveva la bocca piena, essendosi infilato gli ultimi sette biscottini in bocca, con un gesto delle mani a spazzola davanti a lui, indica che non ce ne sono più. Non credo che sia partito per la sua solita cosa verso Capolungo, mi sembrava un po' appesantito....
https://video.repubblica.it/dossier/addio-a-paolo-villaggio/addio-a-villaggio-fantozzi-e-la-scena-della-polpetta-tu-mancia/280122/280715

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Diario del 15 dicembre
Da un po' di tempo c'è una nuova presenza fissa in via San Vincenzo, un'altra urlatrice ha preso il posto della ninja che si è trasferita in via XX. La sentiamo passare all'alba "Qualcosa per un cappuccino" è il suo urlo di guerra, vuole la colazione.
Una ragazza si presenta a ritirare un cd arrivato dall'Olanda, "Sono venuta a prendere il disco di Paride", "Paride?? Sicura?", lei, confusa, "Mi sembra", le chiediamo il suo nome per cercare l'ordine. Ecco chi era Paride: Parade di Prince!
Doppio passaggio esterno in tarda mattinata. Un'anziana ce l'ha col marito, "Le mutande non stenderle, perché poi cascano e costano". In lontananza e poi sempre più vicino "Due euro per un pezzo di focaccia", è l'ora del pranzo.
Al pomeriggio arriva D., un cliente abituale, che entrando dice "Che puzza di pesce fuori", dietro di lui un suo anziano amico, che non brilla certo per la pulizia (potrebbe partecipare con buone probabilità di successo al campionato per decretare il Puzzone n.1 di Disco Club); io, prontamente, "Adesso si è trasferita dentro", infatti "a spussa de pesciu" (come dice in genovese l'amico Francesco) ha seguito fedelmente il suo padrone e dall'esterno è passata all'interno del negozio. Più tardi D. ritorna da solo e gli facciamo presente la sua gaffe, lui ci rimane male, "Speriamo che non abbia capito", lo rassicuro, "Tranquillo, lui è abituato a quell'odore". Appena finita la frase, sento un urlo in strada, "Due euro per qualcosa da mangiare", è arrivato il momento della merenda.

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Diario del 9 dicembre
Mi aspettano fuori dalla porta già ben prima delle nove. Uno è l'ormai di nuovo assiduo Rompipalle n.1. Sembra sempre un eremita, ma è un po' più vigoroso rispetto agli ultimi mesi, infatti si esibisce nei suoi numeri preferiti: le molteplici entrate/uscite nel negozio e soprattutto la sua specialità, entrare, tirare fuori il fazzoletto (sempre quello) e soffiarsi il naso a non più di 50cm dal mio viso. L'altro è un quasi nuovo, mi accoglie con "La stavo aspettando". Non posso ancora espellerlo perché siamo fuori dal negozio. Entriamo e lui "Gliel'ha detto il suo compagno?"; primo, cosa allude questo con compagno? Secondo, detto cosa? Glielo chiedo, lui "Aspettavo un cofanetto dei Riot, io "Non è arrivato", lui "Non è arrivato. Quando arriva?", io "Non prima di giovedì", lui "Non prima di giovedì". Con questo si ha l'effetto eco (o pappagallo?), le mie parole mi tornano indietro.
Dario è invece alle prese telefonicamente con una signora, "Cerco la marcia nuziale di Wagner", il "troppo gentile" trova un cd in cui è contenuta, "Signora, posso procurarle il disco per martedì, è contenuto in una sintesi di Lohengrin", lei "No, no, voglio quella di Wagner".

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Diario del 8 dicembre
Le feste natalizie fanno venire in negozio clienti che clienti non sono mai stati. Così le stranezze si moltiplicano, anche se può sembrare strano (gioco di parole). Incomincia un'anziana signora, chiede un disco per un regalo, lo guarda, ma non è convinta, ci esprime i suoi dubbi "I dischi sono uguali a quelli degli altri negozi?".
Alla ribalta Dario con due ordinazioni. Al momento di scrivere il nome dell'ordinante, chiede al primo cliente, "Mi può dire il nome?", quello "Il mio?". Si supera il successivo, Dario "Mi ricorda come si chiama" e lui "Sì, Sì. Mi ricordo come mi chiamo".
Tutte a Dario capitano, mentre sto facendo la vetrina, sento una voce femminile che gli chiede "Non so se lo avete già, ma oggi esce il nuovo cd di Gigi", prontamente Dario si rivolge verso l'Angolo della Vergogna (voluto da lui) e le porge un disco, quella "Sa io sono una del fan club di Gigi, noi lo sappiamo in anteprima", paga e tutta orgogliosa se ne va. Io esco dalla vetrina in tempo per vedere una frangettina bionda corta, che più corta non si può, chiedo a Dario "Ma Gigi chi?", "D'Alessio". Insomma un po' come dire "Vasco".
Dario va via, ma rimane sempre al centro dell'attenzione. Una signora arriva da Rapallo con al seguito il marito, "Ho chiamato questa mattina per un cd e mi ha risposto un signore troppo gentile, che me lo ha messo da parte.", mi guarda, "Non deve essere lei" (come ha fatto a capirlo?), "No, è stato Dario. Ha un difetto", "Quale?", "E' troppo gentile". Ci ubriaca ancora un po' con le sue chiacchiere, compra e se ne va con sempre al seguito il fedelissimo marito, che non spiccica parola (mi sa che sia così anche in casa), sembra un cagnolino al guinzaglio.
Oggi ho scoperto che Anthony Perkins era anche un cantante. Un cliente mi ordina un suo cd. Uscito lui, mi rivolgo all'altro che aspettava il suo turno, "Che Anthony Perkins cantasse non lo sapevo, me lo ha fatto scoprire lui" e quello "Non so chi sia", io "Chi? Il cliente?", lui "No, Anthony Perkins".

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Diario del 27 novembre
"Dinooooo, Dinooo, di Pisa, la frecciaaa", ci fa trovare un bel resâto (n.d.t. spavento) il Maratoneta. Entra urlando ed esultando come se avesse segnato un gol, mi mostra la ragione di tanto entusiasmo: un euro. Sì Dino, il capotreno pisano della freccia, gli ha regalato un euro, che gli serve per ridurre il suo debito per il cd marcato.
Dallo stesso treno è probabilmente scesa la ragazza fiorentina che entra poco dopo, "Posso farvi una richiesta, anche se so che sarà senza speranza", "Dimmi", "Cerco da tutte le parti il cd di Gatto Panceri del 1991 Cavoli amari", "Mi dispiace, non ho niente di Panceri", "Lo so, io sono così, mi piacciono i cantanti italiani", indica con un gesto circolare i dischi stranieri esposti intorno a lei "Sono ottusa, non capisco cosa dicono" e se ne va. Certo, penso che trovare quel disco di Gatto siano veramente cavoli amari.
Improbabile anche la richiesta del successivo cliente, "Voglio un cd di James Brown, ma di quelli che fanno muovere. Ne avevo uno, ma mi si è rotto, quello mi faceva scaldare. Lo mettevo su e gli andavo dietro con la batteria", "In casa?", "Sì", "Saranno stati contenti i vicini; come s'intitolava?", "Disco Inferno", "Non è di James Brown, è dei Trammps", "No, no, io voglio James Brown". Un altro evidentemente che cerca di soffiare il posto al Batterista di James Brown, anche se ha una quarantina di anni di più è anche lui un bambinone.

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Diario del 22 novembre
Li sento che sono ancora fuori dal negozio, parlano tra loro, "Io provo a chiederlo" dice la voce maschile ed infatti eccoli sulla porta. Coppia dell'entroterra, accento genovese e lui un fantastico riporto che gli gira intorno a tutta la testa, "Guardi io glielo chiedo, ma so che è difficile che lo abbiate. Cerco un cd con la canzone Europa dei Santana", io "E' in un disco del 1976, è normalmente in catalogo", interviene lei, quasi per vantarsene "Si figuri che io sono del sessanta", per non demoralizzarla non le dico che io invece sono del 1947. Riparte lui, tutto orgoglioso, "Pensi che io ho cinque cd di Fausto Papetti degli anni settanta, valgono un sacco di soldi, me li hanno già chiesti, ma io me li tengo ben stretti". Non gli faccio presente che il primo cd è apparso nel 1982 (e non era di Papetti), però effettivamente se lui ha cinque cd di Papetti degli anni settanta devono valere davvero un sacco di soldi.
La media età viene ancora alzata dalla successiva cliente, più vicina agli 80 che ai 70. Compra un cd di Fred Bongusto e ne vorrebbe un altro di Bruno Martino, ma su questo la deludiamo, "Non si trova niente", lei, dispiaciuta, "Peccato è per una zia, si è fissata con questi cantanti, sa, lei è vecchia".
Telefono, "Discooocluuuub", "E' Disco Club?", grugnisco un sì, "Vendete cd?", "Eh", "Avete mica Lady of Canton di Joni Mitchell?", "Noi abbiamo Ladies of the Canyon", "Ah, va bene, arrivo a prenderlo", e viene davvero....

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Diario del 17 novembre
Primo cliente della giornata Andrea (quello che mi chiamava Marcello). "Ciao Gianfranco", è già un miglioramento, almeno metà del nome lo ha azzeccato, "Hai la raccolta dei Tears For Fears che è uscita a novembre?", "Sì", "Allora me la tieni, Marcello?". Eh belin no, siamo daccapo, "Sì, te la metto via", "Grazie Marcello" e se ne va, ma rientra subito, "Ci ho ripensato, dammela subito", paga e se ne va, sulla porta mi saluta, "Ciao Giancarlo", eureka!!!
Telefono, "Discooocluuuub", voce da anziana "Pronto, ha il disco di Celentano e Mina Le migliori?", "Sì", "Mi dice quanto costa, che cerco di mandare qualcuno a prenderlo", poi ci ripensa "Può mica spedirlo? Sa, abito lontano", "Dove signora?", "A Voltri".
Aggiornamento sui records del Pluriespulso, la camicia jeans ha chiuso a 58 giorni, non credo che avrà un'altra chance di miglioramento, perché mi sembrava alquanto provata dalla lunga permanenza addosso al Pluriespulso e penso che sia stato il suo canto del cigno.

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Diario del 16 novembre
Tanti anni fa, quando io ero bambino (non parlo dell'ottocento, ma degli anni '50/60' del novecento), nei negozi alimentari quando si faceva la spesa si concludeva con la formula magica "segnalo sul conto", e il commerciante prendeva il suo libretto dove segnava il dare e avere (tipo banca) dei clienti. Oggi Sergio, ormai l'ennesimo pensionato del negozio, viene a ritirare il cd dei Moby Grape ordinato dall'Olanda, ma non paga, mi dice "Segnalo, lo vengo a pagare quando prendo la quattordicesima", "La quattordicesima? Belin Sergio è a giugno", "No, volevo dire la tredicesima. Oggi ho speso un capitale qui" e mi indica il sacchetto di un negozio di abbigliamento, io "Non potevi farti segnare da loro e pagare me?", "No, loro non marcano. Stai tranquillo, è come averli in banca. Lo sai che sono qui tutti i giorni", "Appunto, se ogni giorno ti fai segnare qualcosa... e poi, Sergio, ormai abbiamo una certa età". Se ne va toccandosi, ma non paga.
Il Maratoneta è anche lui pensionato, non di anzianità, e oggi prende il cd dei Queen "A Kind of Magic" e dice "segnalo"; "Ou, per cosa mi avete preso? Per il banco dei pegni?", e il Maratoneta parte con uno dei suoi soliloqui incomprensibili, "Tranquillo, sono qui tutti i giorni (oggi l'avevo già sentita). Cassetto a casa cinque, freccia d'oro Roberto uno, macchine biglietti, tac, colpo secco e resto, poi amici tranvieri e..", lo interrompo e lo spingo fuori, "Vai allora in stazione". Va e torna col bottino 80 centesimi.
p.s. Non pensate domani di venire e dire "Marcalo sul conto"

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Diario del 15 novembre
Richieste varie. Signore, "So che c'è la cover con un angelo, sapete di chi è?", "In che senso?", "E' di un gruppo, so che c'entra Staglieno", io e Dario all'unisono "I Joy Division!", gli facciamo vedere il disco e lui "Grazie" e se ne va.
Anziana, "Vorrei un disco con Hallelujah di quel ragazzo che ha vinto ad Amici"; sarà anche anziana, anzi vecchia, ma questa non gliela passo, "No e non posso procurarla, abbiamo l'originale di...", mi interrompe "Ah sì, l'ha cantata anche quel negro", "Non è un nero, è, anzi era, canadese, oppure la versione di Jeff Buckley, la più famosa". Lei è confusa, "Senta, se io prendo una di queste e poi non va bene, posso portargliela indietro e prendere l'altra?", "Quale altra?", "Quella di quello di Amici", "NOOOOOO".
Cliente (parola un po' grossa per identificarlo) che viene da anni (ho detto viene, non compra), cerca i cd di Sacco ex cantante dei Nomadi, poi mi mostra il biglietto del concerto, "Sai dov'è questo teatro?", "Non sai dov'è il Politeama Genovese? Vicino a piazza Corvetto", lui mi guarda interdetto "E dov'è piazza Corvetto? Sai io sono di Sestri", "Levante?", "No, Ponente", "PONENTE? E non sai dov'è piazza Corvetto? Comprati un navigatore!".

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Diario del 14 novembre
Ieri il pigiama party, la settimana scorsa la cagatina del cagnolino calpestata da Dario, nei mesi scorsi il record della t-shirt del Pluriespulso (tra l'altro oggi arrivato a un incredibile nuovo record: 58 giorni di "indossamento" della stessa camicia jeans, sempre più scolorita e sdrucita), ma non sempre le cose in negozio vanno così. Può capitare che entri la moglie di un vecchio cliente e amico, conosciuto ormai 45 anni fa, e tutto cambia, la voglia di ridere passa e il colore della giornata s'incupisce. Sì, ci ha lasciato Mimmo, il maggior fan di Emmylou Harris, detentore anche di un altro primato: l'espulsione di maggior durata. Sì, i nostri rapporti non sono mai stati troppo idilliaci. Troppo diversi noi due, opposte idee politiche e calcistiche, lontanissimi musicalmente, persino nel motociclismo nemici (lui per Biaggi, io per Rossi), in tutti questi anni non c'è mai stata una cosa su cui eravamo d'accordo. Sì, però alla fine eravamo amici, e adesso con chi potrò discutere accanitamente? Mancherà a me e agli amici coi quali passava il giovedì pomeriggio in negozio o davanti alla vetrina, come ancora è successo il 26 ottobre, giorno della sua ultima presenza. Lo voglio ricordare con la sua frase più celebre, ripetuta a tutti i nuovi amici che incontrava qui: "Non ho mai goduto tanto come quando sono andato a Vienna a vedere il concerto di Emmylou Harris, i biglietti erano carissimi, ma chi se ne frega, si vive una volta sola, ed io ero stravaccato su una poltrona della prima fila a vedere cantare la signora del country". E' vero Mimmo, si vive una volta sola e per fortuna tu non hai rinunciato a quel concerto e hai coronato il tuo sogno. Ciao rompipalle.
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Diario del 13 novembre

Diario del 13 novembre
Due new entry assolutamente all'altezza dei clienti storici.
Ecco il primo. Entra all'alba, "Avete il dischetto Il navigatore?", io "Mah, in italiano con questo titolo non ne conosco, The Navigator in inglese è un disco degli Hurray for the Riff Raff", lui, più perplesso di me, "No l'inglese non lo capisco, lo vorrei in italiano". Non mi ci raccapezzo "Che cosa?", lui "Le indicazioni delle strade". Lo deludo "Io tengo solo musica"; diventa riflessivo, si guarda intorno, vede il nuovo (si fa per dire, ma questo vale anche per tutti i suoi precedenti) cd di Zucchero, "Vorrei comprare un disco. Zucchero non è genovese?", io "Direi di no", lui "Allora forse De Andrè?", io "Lui sì", la sua conclusione è criptica, "Poi, più in basso c'è la Corsica. Giusto?", "?!?!?". Alla fine riesco a vendergli la raccolta tripla di Fabrizio. Paga con la carta di credito, il pos non è d'accordo "Operazione negata", prendo un altro apparecchio, la risposta è la stessa "Operazione negata", lui vuole insegnarmi come si fa, ci proviamo col terzo, e ultimo, pos, niente da fare, "Operazione negata". Mi chiede se c'è un bancomat vicino, "Sì, dietro l'angolo, quello della banca Etica", "Vado e torno". Torna infatti, ma a mani vuote, anche quel bancomat gli ha risposto molto eticamente "Operazione negata". Allora si rassegna a cambiare carta di credito, ma non frega il pos "Operazione negata". Ha tutta una serie di carte, ne usa una terza e poi una quarta. Indovinate la risposta: "Operazione negata". Conclude con "Facciamo così, lei me lo tiene da parte, adesso vado a prendere il treno", per la Corsica?
In serata anche il secondo esordiente. Lui non ci sorprende con le richieste, compra due biglietti per il concerto dei Red Wine e poi un disco country. Dove sta l'anormalità allora? Mentre io ero dietro il banco vedevo solo la sua parte superiore, un po' spettinato come se si fosse appena svegliato, ma con maglione e giacca. Poi però esco fuori e vedo il resto dell'abbigliamento: ciabatte e calzoni del pigiama! (vedi foto)

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Diario del 4 novembre
Dario è un grande fan di Sherlock Holmes e oggi ha avuto il modo di esibirsi col sottoscritto nella parte di Watson. Eccovi il misfatto. Nel primo pomeriggio col negozio abbastanza pieno di gente un olezzo non troppo piacevole ha colpito le nostre narici. Io guardo a uno a uno i presenti, Marco, Francesco, l'Elettrico mi sento di escluderli, poi c'è un giovane altissimo con una palandrana, che potrebbe anche essere la causa della puzza. Facendo l'indifferente, mi avvicino, no, non è lui. Poi mi accorgo che un po' tutti i presenti guardano i vicini con diffidenza, annusandoli, ma il colpevole non esce fuori. Dopo una decina di minuti il negozio si svuota, una cosa rimane: il tanfo. Siamo rimasti io e Dario, "La senti questa puzza?", Dario "Verrà da fuori", mi avvicino a lui ed ecco lì per terra il "colpevole": una cacchina di cane calpestata e spiccicata sul nostro pavimento. Dario si lascia andare a una quasi bestemmia, "Porco...., sono stato io?" Si toglie la scarpa, sì è stato lui. "Dove l'hai presa?", "Forse quando sono andato dall'usato". Adesso gli tocca il lavoro sporco, pulire e disinfettare. A me viene un dubbio, ci sono solo due impronte e, soprattutto, all'ingresso e sul tappeto non ci sono segni. Faccio la strada tra noi e l'usato, niente di pericoloso. Come è possibile che ci siano solo due residuati a metà del negozio? Dario va con Francesco a prendersi un caffè, quando torna si trasforma in Sherlock, "Ho capito, c'era un signore con un cagnetto, è stato questo figliol d'un can a fare i suoi bisogni e io li ho calpestati: elementare Watson!".

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Diario del 3 novembre
Telefono. "Discooocluuub", "Pronto, siete quel negozio che vende dvd di film?", io, sintetico, "No", "Ah, pensavo che foste quel negozietto alla fine di via San Vincenzo", lo lascio nella sua ignoranza tra quale sia la fine e quale l'inizio di via San Vincenzo, "Di tre, ne ha azzeccata una sola: siamo un negozietto, ma non vendiamo dvd di film e siamo all'inizio di San Vincenzo".
Ancora telefono. "Discooocluuuub", "Cerco qualche disco di brutal death metal, rock cattivo", "Cattivissimo, di che gruppo?", "Dei brasiliani Krisiun".
Eccolo dopo mesi il cliente sordo. "Ha qualcosa di piano", già la domanda mi sembra in contrasto col suo stato, gli propongo Jarrett, "Come scusi? Parli più forte, non sento", "Questo cd di Jarrett", "Di chi?", "JARRETT", "Va bene, quanto costa?", "Sette euro", "Quanto?", "SETTE". Paga e se ne va, mentre un altro cliente mi chiede a sua volta il prezzo di un vinile, "Quanto costa?", "VENTICINQUE", "Non urlare, non sono mica sordo".
Vecchietto alla ricerca di musica messicana, "Mi dispiace non ne abbiamo", "Come mai? E' così bella. Avete solo rock? Questi inglesi sun cumme a gragneua" (come la grandine).
Altro vecchietto, "Cerco un disco che piace a mia moglie, ma non ricordo il nome del cantante, è una parola che sembra genovese, tipo Pigia", "Non mi dice niente", "Non posso telefonare a mia moglie per chiederglielo, perché sta giocando a tennis". Moglie arzilla o più giovane? Non lo sapremo mai, ma invece dopo una mezzora scopriamo chi era il suo cantane prediletto, il cui cognome sembrava una parola genovese: Mika!
Ore 18:59. Telefono. Rispondo o non rispondo? Magari vuol sapere se ho il cofanetto di Dylan uscito oggi, "Discooocluuub", "Avete 45 giri di Raf?". Poso e chiudo.

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Diario del 2 novembre
Ho una crisi d'identità. Andrea, il fan dei Duran Duran che all'improvviso anni fa ha incominciato a chiamarmi Marcello, viene oggi in negozio; prima sorpresa, non chiede i suoi beniamini, ma compra un cd di Madonna; seconda, dopo, aver pagato mi dice, "Ah, Marcello, mi ha detto Anna, che è anche lei in manicomio con me, che non ti chiami Marcello, ma Gianfranco". Cerco di fargli tornare in mente che anni fa mi chiamava, giustamente, Giancarlo, ma ho paura che adesso per un po' mi toccherà sentirmi dire "ciao Gianfranco".
Subito dopo ecco un altro cliente, beh, chiamarlo cliente è esagerato, non avendo mai comprato niente, ma ultimamente è assiduo e ogni volta mi chiede di cercargli su internet dove si trova una strada, non sempre la stessa, ogni volta cambia e la cosa straordinaria è che si trovano in posti tra loro non molto vicini, da Nervi a Molassana, al centro storico. Anche oggi lo accontento e lui per ringraziamento mi offre un caffè, "Paolo, hai un caffè pagato al bar Verdi".
Mi sorge un dubbio, ma come mi chiamo? Marcello, Gianfranco, Paolo o Giancarlo?

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Diario del 30 ottobre
Ormai abbiamo ospiti fissi notturni davanti alle nostre vetrine, due da noi e due dalla vicina Outsider. Quelli precedenti se ne andavano appena apriva il bar Verdi, quindi verso le 6:30; questi ultimi sono più dormiglioni. Anche oggi quando arrivo alle 8:25 sono ancora lì coricati, prendo a calci (tranquilli, non sono così cattivo, non loro, ma) la serranda. Il clangore risveglia l'uomo, che con un solo occhio aperto mi guarda come a dire "cosa vuole questo?", la ragazza di fianco a lui non ne vuole proprio sapere. Altri calci e finalmente lui si alza, lei si sveglia. "Dovrei aprire il negozio", dico, "Adesso vi regalo una sveglia così alle sette vi svegliate". Sorpresa, l'uomo mi dice "Ti ghe raxón" (hai ragione), lui e la moglie sono genovesi. Quelli della vetrina di fianco invece sono rumeni e un po' più sfacciati. Il più vecchio di permanenza sotto i nostri portici mi dice "Come va capo?", burberamente gli rispondo "Potrebbe andare meglio", sottintendendo che il peggio è dovuto alla loro presenza a quest'ora, ma non lo scoraggio, "Ci vorrebbe un caffè", ma io sono altrettanto pronto "No grazie, l'ho già preso a casa". Lo spiazzo, borbotta qualcosa in rumeno, forse qualche insulto, ma raccatta i suoi cartoni/materasso e li va a deporre dietro la siepe, conservandoli per la prossima notte e lasciando il portico pulito.

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Diario del 18 ottobre
La storia del record della t-shirt indossata dal Pluriespulso ha prosciugato le mie risorse "letterarie" e vi ho lasciato senza Diario per un mese. Riprendiamo da dove eravamo rimasti, solo con un breve cenno. Il Pluriespulso ha cambiato abbigliamento, maglietta della salute, camicia jeans e giacchetta ventennale (nel senso che la indossa da almeno ventanni); con oggi anche questa combinazione ha compiuto un mese, la maglietta della salute non è più bianca, ma giallina, la camicia jeans non è più blu, ma grigia, l'unica a reggere e la giacchetta, ma questa era già grigia di partenza.
Altro protagonista del Diario alla ribalta: Scussssi. Dopo la fase gothic-metal (che gli è costata una lunga espulsione per il mancato ritiro di una serie di cd da lui ordinati), è passato al reggae, sempre con preferenza per gli artisti britttttanici. Ora va più indietro negli anni '60/'70 e sempre nella terra di Albione. "Gian, gli Hollies fanno beat", cosa c'è di strano nella domanda direte voi; beh, lui dice proprio beat, non bit. Poi passa al prog (sempre brittttanico), "Gian, ma i 10cc fanno prog?", "No", "Non fanno prog?" sorpreso, ribadisco "No"; non è convinto, anzi cerca lui di convincere Dario che i 10cc fanno prog per poterli comprare. Alla fine vorrebbe prendere un loro cd, grave errore, non si ricorda che ha ancora da parte un disco della precedente fase, il reggae britttanico. Mal gliene incolse, "NON FARE COME L'ALTRA VOLTA, HAI ANCORA DA PARTE UN CD, PRIMA PRENDI QUELLOOOOOOOOOOOOOOOOOO!", lui raddoppia le "s" e le "t", io le vocali. Lo spavento del mio urlo lo fa sudare ancora di più di quello che già fa normalmente e lo fa "navigare" fuori dal negozio.
Ora un po' di new entry. Anziano, "Cerco una canzone di Springsteen il cui testo ha ispirato il titolo di un film, so solo che il regista è straniero", io "Straniero in che senso per noi o per Springsteen?", lui "Non è italiano", "Che strano, eh?".
Altro anziano, "Ha la canzone Tanta voglia di lei?", "No", "Sa perché lo cerco?", "Le piacciono i Pooh?", "No, io avevo un gatto e a lui piaceva tanto questa canzone".
Più veloci le richieste di due ragazze; la prima "Vorrei qualcosa di salsa portoricana"; la seconda "Cerco un cd di una rapper cilena".
Concludiamo con una telefonata, "Discooocluuuub", "Disco Club? Quello di via San Vincenzo?", "Non ce ne sono altri", "Ho pensato a voi perché magari nel vostro negozietto (grazie per il complimento) potrei trovare dei dvd masterizzabili".
Faccio le chiusure, ma ecco un ultimo rompi. Non ha un grande aspetto e sembra un po' nescio, "Dica", "Ha mica un cd da 5€?", lo rifilo al reparto usato e scappo prima che me lo respingano indietro.

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Diario del 18 settembre
Il primo cliente è un anziano (e smettetela di pensare ogni volta che io scrivo questa parola "parla lui"). Cerca da anni una canzone, "Non so come s'intitola, ma so le parole. Ho già provato da tante parti, ma nessuno la conosce", io "Proviamo", lui "Forse svanirà la tua immagine ma non scorderò le tue mani", mi dice qualcosa, ma non riesco a ricordare cosa e chi la canta, "Di che anni è?", "Degli anni '50, è cantata da una donna". Donna, anni 50, mani, eureka! Trovata, metto su youtube "Le tue mani" di Jula De Palma, "E' questa" esulta l'anziano, "Ha il cd?", "Pretende troppo, va già bene che le ho trovato il titolo", lui "E' vero, non lo conosceva nessuno", io "Forse ha chiesto a ragazzi troppo giovani". "Senta, se per caso mi trova il cd, io prima o poi passo a prenderlo, non vengo spesso, sa abito lontano", non faccio in tempo a pensare "a Utri", che lui conclude "A Utri".
A proposito di Voltri, oggi entra una coppia di tedeschi a comprare dei cd, mi sembra di averli già visti, glielo dico, "Ja, veniamo da anni. Abbiamo già parlato con lei della nostra città, Heidelberg", "E' vero, vi avevo detto che c'ero stato e che è una città bellissima", "Ja, ma noi siamo innamorati di Genova, è la città più bella d'Italia". Quando un foresto parla bene della mia città, mi emoziono, ma lui va oltre, esagera "Non d'Italia, del mondo. Adesso noi abbiamo comprato casa a Genova", "Dove?", "A Voltri". Non dice ancora Utri e non dice che è lontano, forse perché loro vengono da Heidelberg, che è un po' più lontano.
Veniamo al nostro recordman. I giorni scorsi non vi ho voluto tediare con la sua maglietta pluri indossata, vi dico solo che fino a sabato è stata presente, fissando il primato a 29 giorni + 6. Giovedì ho mandato un messaggio al suo amico il Geometra in vacanza in Grecia, "Vieni a salvarci, porta una maglia nuova", lui risponde al volo, "Resistete, arrivo domani con una nuova t-shirt musicale". Anche Umberto, cliente abituale della sera, cerca di aiutarci, si rivolge al Pluriespulso, "Ma cambiati quella maglia, è un mese che ce l'hai!", l'altro non si scompone, "Cosa sei come Giancarlo anche tu?". A salvarci però ci ha pensato il tempo, i sedici gradi di temperatura hanno sconsigliato al Pluriespulso di presentarsi con maglietta e calzoni corti (a proposito di questi, forse hanno stabilito anche loro un record, da metà luglio a metà settembre sempre presenti): jeans lunghi, camicia e giacchetta! Non è che siano nuovi, hanno già passato parecchi inverni nel nostro negozio, ma, per ora, sono puliti. Oggi si respira tutta un'altra aria da noi, anche se la porta è chiusa.

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Diario del 9 settembre

Diario del 9 settembre
L'allerta meteo ha avuto due effetti. Il primo negativo, anche se la ramata di pioggia è arrivata proprio quando ho chiuso, i clienti hanno disertato il negozio; il secondo positivo, il Pluriespulso è passato a qualcosa di meno leggero, sotto la giacchetta non spunta l'ex bianca t-shirt dei Beatles, ma una sgargiante maglietta arancione di un hotel greco. Un po' mi dispiace, il record non ha raggiunto il mese, ma l'aria in negozio oggi era decisamente migliore.
Tra i pochi coraggiosi che sfidano la tempesta (che non c'è) un posto di riguardo lo merita Gianluca. Compra quattro cd, ma gli mancano tre euro, "Me li porti la prossima volta" gli dico, lui mi rassicura "Tranquillo, te li porto, è una questione d'onore" e poi "Fino a Natale sei aperto?", lo rassicuro anch'io "Di che anno?".
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11 settembre

NOOOOOOOO!!! Ore 17:23, la t-shirt dei Beatles continua il suo record: 29 + 1! Tranquilli non è stata lavata (si sente), probabilmente sabato non l'ha indossata per paura che si....bagnasse.

12 settembre

Ore 17:57. 29 + 2, miasmi tossici come a Seveso nel 1976. Clienti in fuga. Io eroicamente resisto.

13 settembre

29 + 3. Abbiamo preso dei provvedimenti!

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Diario del 7 settembre
28 giorni di t-shirt Beatles. Incomincio a cedere, da un lato mi farebbe piacere che resistesse ancora due giorni per completare il mese e stabilire un record da Guinness, ma dall'altro il mio naso e lo stomaco si stanno ribellando, non sono mai stato così tanto fuori dal negozio per respirare. Non tutti credono che sia vero, ad esempio oggi è venuto Salvatore Serra e prima di entrare mi ha detto, "Sei esagerato, ne avrà più di una", ma, dopo meno di un minuto di permanenza in negozio in compagna della t-shirt dei Beatles, è fuggito, "Porca miseria hai ragione, è vero". Un altro invece entra e anche lui mi accusa, "Fai un bo' di teatrino, io non la sento tutta questa buzza", io "Ma come parli?", "Scusa sono raffreddato, non sento nemmeno gli odori", starnutisce e si soffia il naso. Gli darei uno scappellotto, ma quasi quasi invece mi faccio imprestare il suo fazzoletto, così se mi prendo anch'io il raffreddore risolvo il problema.......

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Diario del 4 settembre

Diario del 4 settembre
Molta tensione oggi, fin dal mattino la domanda ricorrente è stata, "E' già passato?", "No, ormai passa sempre al pomeriggio". Già alle 14:30, quando il negozio teoricamente è chiuso, un gruppetto scruta con ansia l'inizio dei portici, ma niente, non si vede. Incominciano a circolare strane ipotesi, "E' a casa che fa il bucato", "E' stato intossicato dalla maglietta". Il gruppo si sfoltisce, piano piano se ne vanno quasi tutti, alle 18:00 abbandonano il campo anche Sergio e Umberto, "Lo leggiamo stasera sul Diario", rimane solo una vedetta, Francesco. Nel frattempo arriva U Megu, che sciorina una camicia, probabilmente del tempo della sua famosa giacca a vento cinquantennale, e Alessio, "Tanti anni fa ho comprato il video dei Cure "Staring At The Sea", adesso non funziona più. Puoi mica ordinarmelo?", guardo sul database olandese, "Il dvd non c'è", lui, "No, il dvd no, è più facile la videocassetta", io, "Magari lo stero8" (lo so che era audio e non video, ma mi è venuta così).
Un urlo improvviso, "C'ééé!", cosa succede? E' la nostra vedetta, Francesco, che ha avvistato la famosa t-shirt dei Beatles ed esulta tipo Tardelli ai mondiali del 1982, "Cosa ho vinto? Sono il primo che l'ha vista". Alle 18:12 di oggi lunedì 5 settembre crolla un record storico: il detentore è sempre lo stesso, il Pluriespulso, ma la t-shirt un'altra, i Beatles battono la Sun Records 25 a 23 giorni di indossaggio (suona male, ma lo dice la Treccani). E non è ancora finita, ormai puntiamo al mese!
Le foto sotto mostrano la t-shirt del record e U Megu con la sua camiciuola d'annata.

 

5 settembre

Oggi siamo a 26, aria un po' pesante......

 

6 settembre

Ore 17:38, è entrata, ormai cammina da sola, la t-shirt dei Beatles: 27 giorni!

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Diario del 2 settembre

Diario del 2 settembre
E' fatta! Alle 17:30 Paolo, un cliente che era uscito per guardare la vetrina, rientra dicendo la parola magica "Beatles". Sì, il Pluriespulso lo segue e indossa la t-shirt dei Beatles: record della storica maglietta Sun Records eguagliato, 23 giorni consecutivi. L'abbassamento brusco della temperatura ci aveva fatto temere un cambio di maglia a favore di una meno leggera, invece il Pluriespulso non ci ha deluso. A rimetterci è stata la t-shirt dei Beatles, che ormai dimostra ben più della sua giovane età (la prima volta è stata indossata l'undici agosto), e l'olfatto dei presenti, che però non si lamentano, ben felici di aver assistito in diretta a una simile performance.
A proposto di olfatto, il Pluriespulso è stato protagonista di un altro episodio. Quando stavo scattando le foto con la maglia da calcio di Disco Club, ho dovuto faticare per convincere il Pluriespulso a indossarla, quando finalmente lo ha fatto, mentre si toglieva la maglia bianca e verde, ha incominciato a odorare la sua t-shirt con disgusto, "Quella cavolo di maglia di Disco Club se la sono messa tutti, puzza che fa schifo, mi ha attaccato l'odore anche alla mia" e me l'ha restituita con una smorfia, mentre si arieggiava le ascelle. Effettivamente la sua la indossava da solo una settimana.....
Speriamo che lunedì il tempo non sia troppo inclemente e ci consenta di festeggiare un record memorabile, 25 giorni consecutivi di presenza della t-shirt dei Beatles!

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Diario del 30 agosto
Oggi in negozio è andato in scena il remake del libro di Buzzati "Il deserto dei Tartari". Il sottotenente Giovanni Drogo passa la vita nella fortezza Bastiani ad aspettare i Tartari, io (con Dario) ho passato la giornata a Disco Club in attesa di clienti: entrambi delusi (mi auguro che il finale sia diverso).
A dire il vero qualcuno è entrato, gli immancabili, quelli che nel sole e nel vento, nel sorriso e nel pianto sono sempre presenti. Incomincia Scusssi, ormai fan accanito del reggae, "Gian, a te piace il regggae", questa domanda me l'ha già fatta per molti altri generi e io gli rispondo sempre, secco, "No", mi auguro che non mi chieda mai se mi piacciono i Pink Floyd, avrei difficoltà a rispondergli "no". Oggi tocca agli Steel Pulse, "Gian questi sono britttannnici?", "Sì", "Sì, sono di Birmingham" (se lo sapeva perché me l'ha chiesto?). Compra il cd, costa 10€, e adesso come fa? Mi chiede sempre lo sconto di 90 centessssimi, quando costano 9,90€. Ci pensa, prende coraggio, "Mi fai lo sconto di un euro" (come suona male, senza doppie), io, "No, 90 centessssimi".
Poi tocca al Maratoneta, accompagnato dal suo amico di treno Luigi, appollaiato dietro di lui tipo Joe Falchetto. Luigi ammira il Maratoneta, ride di qualsiasi belinata dica, parlano tra loro con quel linguaggio sincopato, non sempre comprensibile ai normali umani. Oggi compra un cd dei Whitesnake, ci spiega perché, "Vedi questo (indica Coverdale) è pettinato uguale a questa mia amica (foto sul telefonino). Adesso io prendo Coverdale e via (fa il gesto di prenderlo e dargli un calcio nel culo), al suo posto la mia amica, poi prendo questo e questo (altri due calci nel culo) e ci metto Luigi e al basso io. Ecco i nuovi Whitesnake". Colpa del caldo, direte voi, no, il caldo non c'entra.
Ed ecco la gloriosa conclusione, attesa per tutto il giorno: arriva il Pluriespulso. Maglietta? Beatles!!! E sono 20.
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Diario del 29 agosto
Telefono, "Discoocluuub", "Pronto, buongiorno, sono a Genova da qualche giorno, sono un collezionista, cerco il cartonato pubblicitario dell'ultimo disco dei Decibel", "Mi dispiace, non l'ho mai avuto".
Appena poso entra un signore, mi porge un foglietto con un numero, "Devo fare la ricarica di 10 € del telefonino". Lo liquido mentre squilla di nuovo il telefono, "Discooocluuuuub", "Pronto buongiorno, sono un collezionista, sto facendo una ricerca, vorrei il cart....", "....onato dei Decibel, NON LO ABBIAMOOOO".
Nell'atletica leggera, quando si parla di un record storico difficilmente battibile, si cita sempre il famoso salto in lungo di Bob Beamon: 8,90 alle Olimpiadi del 1968 di Città del Messico. Per batterlo ci sono voluti la bellezza di 23 anni. E 23 è un numero ricorrente anche per un altro record, non così importante in generale, ma per le nostre narici sì, i giorni consecutivi di "indossamento" di una t-shirt da parte di un nostro cliente, record detenuto dalla famosa Sun Records del Pluriespulso. Bene, ora c'è in corso un serio tentativo di battere questo record storico, la t-shirt dei Beatles sempre del Pluriespulso ha raggiunto i 19 giorni! Tra gli habitué c'è ansia, cadrà il record? Ormai vengo informato ancora prima che entri il Pluriespulso, c'è sempre qualcuno che entra esultante "Ce l'ha ancora!". Adesso però sorge un problema, se la maglietta resiste fino a sabato sono esattamente 23 giorni, che eguaglia, ma non supera il record. Mi toccherà mica aprire domenica per poter convalidare il nuovo record?

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Diario del 23 agosto
Agosto, mese di vacanze, ma non per tutti: il Centro di Saluta Mentale Discoclub è aperto, altrimenti dove potrebbero andare il Maratoneta, Marcello Andrea, Quasimodo, Scussssi, il Ciondolone, il Rompiballe n.1 e in aggiunta qualche new entry, piombato qui per la chiusura estiva della sua Casa di Salute preferita. Manca solo uno: il batterista di James Brown, ma è giustificato, è in trasferta. Come faccio a saperlo? Nella mia settimana di ferie in Val d'Aosta, un pomeriggio ero in giro per Morgex, quando ecco che mi sbuca davanti a passo di carica una figura ben conosciuta, sì, proprio lui, il batterista di James Brown! Temo che mi veda e che come al solito si metta a rendere noto a tutti chi sono "E' Gian! E' mio amico, E' quello di Disco Club", a Morgex non avrebbero avuto un grande interesse a sapere chi sono e cosa è Disco Club. Ma lui per fortuna continua la sua corsa, cercano di bloccarlo dei ragazzotti con un "Ciao grande", ma lui non considera quattro paesanotti, lui è il BATTERISTA DI JAMES BROWN!!!
Agosto, mese di campionato. Quello di calcio? No, quello della t-shirt più puzzolente. Oggi c'è stato uno scontro decisivo, per dieci minuti tutti i pretendenti alla vittoria si sono affrontati, mettendo in fuga i clienti, davanti al mio banco: Scussssi, il Pluriespulso, U Megu e il Maratoneta. Sembrava che si fossero messi d'accordo, a turno uno alla volta usciva, così era più facile giudicare il livello di puzza dell'altro. Alla fin fine non c'è stata partita, la giuria, composta da me, mia moglie e due clienti, ha decretato vincitore nettamente il Pluriespulso, che oggi indossava per il dodicesimo giorno consecutivo la maglietta dei Beatles! Scusssi vince la classifica di maggior "sudatore" del negozio, dopo dieci minuti di permanenza nel clima "temperato" di Discoclub la sua maglia è completamente bagnata, ma questo non gli basta per battere il campione, lui si cambia tutti i giorni e si accontenta del secondo posto davanti per un niente a U Megu, anche la sua t-shirt Greece ha passato molte battaglie, ma, come dice lui, "La metto solo al pomeriggio", questo gli consente di incidere meno sull'olfatto dei presenti. Il Maratoneta deve ancora fare i suoi 20 chilometri quotidiani e rimane giù dal podio, anche se la maglietta è la stessa dei due giorni precedenti e quindi ha già fatto 40 chilometri. Capitan Achab conclude la tenzone con "Che clienti puzzolenti hai!".
Quando rimango solo, per riprendermi, metto sul un disco uscito il 23 agosto 1994, ventitre anni fa e, per me, resta il più bello di tutto questo periodo: Grace di Jeff Buckley.

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Diario del 28 luglio

Diario del 28 luglio
Ieri sono arrivate le novità settimanali. Nonostante il periodo estivo sono state sufficienti a farmi cambiare metà della vetrina. Sono uscito fuori ad ammirarla e mi sono reso conto che dovrei cambiare il cartello che avevo scritto qualche anno fa. Ve lo ricordate? Era questo: "Lo so non conosci quasi nessuno dei cd in vetrina, ma è proprio per questo che sono ancora aperto". Ora forse dovrei scrivere così: "Lo so non conosco quasi nessuno dei cd in vetrina, nonostante questo sono ancora aperto". Negli ultimi tempi il numero di nuove uscite settimanali è veramente esagerato ed è impossibile stare dietro a questa massa di musica che si riversa in negozio.
Dopo Gabbani a torturarci con telefonate varie sono stati i fans dei Pirati dei Carruggi. Incomincia all'alba una ragazza, "Buona sera, anzi, no, scusi, buongiorno. Avete i biglietti per lo spettacolo di stasera?", "No, è più di un mese che li vendo, ormai sono finiti. Prevendita vuole dire comprarli prima i biglietti, non il giorno stesso", "Ah, sì, ha ragione. Ad ogni modo, buona serata". Niente da fare, questa confonde il giorno con la sera,
A proposito di concerti, un nostro cliente è stato a vedere il Gezmataz Festival e ha tratto queste conclusioni: "Il jazz dal vivo mi piace anche, ma in disco non riesco a sentirlo, mi fa venire l'abbacchio".
Concludiamo col Pluriespulso. Ieri ha fatto il furbo, si è presentato con una nuova t-shirt (doveva avere un appuntamento galante), ma oggi eccolo qui con la sua Pecora Nera. Cosa devo fare, posso continuare il conteggio o devo ricominciare daccapo?

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