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Diario del 15 dicembre


Vi ricordate del taxista del taxi giallo? L'ultimo ad arrendersi all'avvento del taxi bianco, non che lo abbia cambiato, si è autopensionato pur di non cambiare colore all'auto. All'epoca era quotidiano con i suoi pizzini pieni di ordini, io ero solo in negozio e gli ho dato un aut aut "Devi venire solo una volta alla settimana!". Mi ha abbandonato e ha girato un po' tutti i negozi di Genova, ma prima o poi veniva respinto. L'avvento di Dario è stato per lui una vera e propria manna, ha provato a rientrare in negozio e ha trovato uno disposto a sopportare quotidianamente i suoi pizzini quotidiani, spesso spacciati per richieste di un fantomatico amico. Lo aspetta fuori dalla porta alle 15.00, adesso si è accorto che Dario rientra prima visto il freddo, allora anche lui 14.50, poi 14.40 e ancora 14.30. Se non lo trova non la prende bene, è ina malattia o in ferie? "Questo ragazzo è una disgrazia". In questo periodo facciamo continuato, andiamo a mangiare prima io e Andrea, dopo Dario. L'ex taxista arriva e non lo trova "Ma viene o non c'è?", io "Viene, è ancora presto". Negli ultimi tempi ha preso l'abitudine di bisbigliare a bassa voce, così pensa lui, in realtà è perfettamente ascoltabile; se davanti a Dario c'è qualcuno che lo ha anticipato, lo si sente mormorare "Perché non se ne vanno queste teste di cazzo", se qualcuno passando, mentre incombe su Dario, lo scontra, lui si gira inviperito "Non stiamo tutti attaccati!" e quando esce si ferma davanti alla vetrina continuando con la sua invettiva. Oggi Dario è uscito per andare a mangiare alle 14.35, lui entra alle 14.40, per sua disgrazia ci sono io. Parte con "Non c'è quello?", non lo nomina nemmeno per nome, io "E' andato a mangiare adesso, torna dopo le tre". Viene preso da un raptus "Che abitudine è di andare a mangiare alle 4, io quando lavoravo mangiavo sempre puntualmente a mezzogiorno!", io "Per lui è difficile, visto che a quell'ora lavora". Glielo dico un po' duramente, infatti lui "Non c'è bisogno di arrabbiarsi". Si allontana e lo sento mormorare incavolatissimo "Brutto bastardo, lui e il suo mangiare del cavolo". Ben gli sta a Dario, così impara a dargli sempre corda.
Sono sempre più convinto che la canzone di Ferradini sia l'ideale come inno per noi negozianti di dischi, con un cambio di parole: "Prendi un cliente trattalo bene, dagli sempre corda e ragione e vedrai che ti lascerà, in un altro negozio lui andrà. Prendi un cliente trattalo male, lascia che ti aspetti per ore e quando lo servi fallo come fosse un favore, vedrai che non ti lascerà e in negozio ritornerà"

 

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