Il Diario di Disco Club

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Diario del 20 luglio
Dramma sfiorato per il Maratoneta. Quando arriva, ancora sulla porta, ci dice. "E' andata bene bene", non capiamo e lui, "Ieri, vedi lo zaino, questa cerniera aperta aperta. Il portafoglio rubato rubato. Ho fatto una corsa dai carabinieri (nessuna fatica per un maratoneta) carabinieri per fare la denuncia. Loro mi hanno detto di guardare nei giardini giardini di Brignole. Sono andato, ho cercato bene e..." si ferma e tira fuori giulivo il portafoglio "...eccolo! L'ho trovato trovato", io, "Sì, ma ti avranno fregato i soldi". Eccolo lanciarsi in un gesto che gli procura sempre molta gioia, braccio destro interrotto all'altezza del gomito dalla mano sinistra, "Tiè, non c'era niente. Li avevo dati tutti a te". E' vero mi aveva dato un euro e settantacinque centesimi, "Quindi devi ringraziarmi, se no te li fregavano", "Sì, sì, anzi tieni tieni" e mi passa sessantacinque centesimi, non si sa mai.
Telefono. "Discooocluuuub", ragazza, "Le telefono per conto della nostra associazione. Noi organizziamo eventi e cerchiamo sponsor", vorrei bloccarla già di partenza, sono allergico alla parola 'sponsor', ma lei è lanciata, "Adesso stiamo organizzando un concerto di Albano", mi sfugge un gemito, lei si blocca e io ne approfitto, "Non ci interessa" e poso di corsa, prima che mi proponga anche Pupo.
Telefono. "Discoooocluuuub", "Senta, quelli di Feltrinelli (grazie ragazzi) mi hanno detto che lei può aiutarmi, sto cercando musica per la respirazione olotropica", "Olo, che?", "Tropica", "Mi spiace non teniamo musica per nessun tipo di respirazione".
Coppia non troppo giovane, anche loro mandati da Feltrinelli (di nuovo grazie ragazzi), lui è già timoroso di partenza e attacca con "Siamo di nuovo qui a rompere le scatole. Già due volte le abbiamo chiesto se ha cd di Al Ventura, sa come si scrive? Ventura e il nome Al, anche se si legge Il". Questa non la sapevo, interessante, quindi anche Al Capone si leggeva Il Capone? Lo deludo anche questa volta, potrei dirgli che forse sbaglia nome, Ventura, il sassofonista, si chiamava Gil. Belin, ripensandoci, ecco perché lui pensava che si leggesse Il, perché in realtà si chiamava Gil. Che casino. Se torna, lo mando dai ragazzi di Feltrinelli a cercare qualche cd di Ventura Gal, che si legge Gil.

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Diario del 18 giugno
Telefono, "Discooocluuuub", femmina "Ciao, hai il nuovo dei Red Hot?", "Certo", "Vengo a prenderlo stasera alle 7:30", "Non ci sono, alle 7 in punto chiudo", "Dove ti trovo?", "Nello stesso posto dove sono da 50 anni e, domani, 6 mesi", "Ahahah, io non ci sono mai venuta". Belin, da come parlava credevo fosse una mia amica.
Maurizio, mio vecchio cliente un po' flippato, compra Spectrum di Billy Cobham e commenta "Grandissimo, il suo bassista fa cose turche"; poi mi chiede un McCoy Tyner, non si trova e lui "Peccato, il suo bassista fa cose turche". Dal che ho dedotto che in Turchia ci deve essere una grande scuola di bassisti.
Telefono, "Discoocluub", un fastidioso bip bip bip, poi una voce, "Hai l'ultimo cd di Locasciulli", bip bip bip, "Ci guardo", bip bip bip, "Sì, c'è", bip bip bip, "Bene, me lo tieni?", bip bip bip, "Scusa, ma da dove telefoni? Sei su un sommergibile?", bip bip bip, "No, sono in macchina, ma non ho voglia di mettermi le cinture di sicurezza", bip bip bip.
Telefono ancora, le o e le u incominciano ad aumentare, "Discooocluuuub", "Ciao, sono Tiziano", eccolo tornato il fan veronese degli Europe, era un po' che non si sentiva e infatti mi chiede, "Scusa, sono un po' rimbambito (lo avevo capito), non mi ricordo più come ti chiami", "Giancarlo", "Ah giusto (effettivamente ho indovinato), avevo riconosciuto la tua voce sempre dolce e gentile (ahi ahi ahi, ogni giorno duri colpi per la mia fama di cattivo). Senti, ho visto qui all'Arena il concerto dei Duran Duran, bravissimi", s'interrompe e si rivolge alla mamma, "Mamma non urlare, vai in un'altra stanza, sto parlando col mio amico dei dischi di Genova e non mi fai capire niente. HAI CAPITO? VAI VIA", lui sì che è un vero duro, ricomincia, "Senti Giancarlo, se mi trovi il cd dei Duran 'Wedding Present', mi avvisi? Telefonami, ma mi raccomando sempre a quest'ora, alle 17:30". Chissà se alle 17:31 mi risponderà.
Ultima telefonata, "Discoooooocluuuuuuub", "Ciao sono Gino, questa mattina ho comprato il vinile di Clapton, ma dimmi va a 33 o a 45 giri?", "Perché scusa?", "Guarda, la musica può anche andare, ma la voce è troppo roca", "Sì, ma sopra il disco cosa c'è scritto?", "45". Va bene che Clapton è slowhand, ma se lo sente a 33 è troppo slow e la voce diventa tipo Mario Biondi.

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Diario del 17 giugno
E' già un po' che non avevamo new entry tra gli svitati di Discoclub. Ed eccolo qui uno mai visto prima, vestito tutto d'azzurro, forse si prepara per la partita pomeridiana della nazionale. Lo vedo passare davanti alla porta, proveniente dal bar Verdi, e parlare con qualcuno davanti alla vetrina, esco a guardare, no, non c'è nessuno, sta parlando direttamente con la vetrina. Rientra al bar. Dopo una mezzora eccolo da noi, "Dammi quel disco dei Guns 'n Roses in vetrina", "Non ci sono dischi dei Guns in vetrina", "Come no? C'è il loro primo, Lies, vieni fuori a vedere"; vado fuori e confermo "Non c'è", lui "Dieci minuti fa c'era, lo avrai venduto adesso"; lui si è innervosito, ma io ancora di più, "Non era in vetrina dieci minuti fa, ma ventotto anni fa", ma lui "Eccolo, te lo dicevo io" e mi indica il cd 'Wilko Johnson Presents: The First Time I Met The Blues', "Guarda che c'è scritto Blues e non Lies", finalmente se ne accorge anche lui, però "Se lo guardi bene, hanno gli stessi colori". Torno in negozio, torna al bar. Non me ne libero, rientra, "Hai i primi cd di David Bowie, quando suonava tutti lui gli strumenti?", "Bowie???", lui, indeciso, "David Mobie?", "Facciamo Moby, senza David", lui, giulivo, "Ecco proprio lui, quelli vecchi". Gli trovo Play, ma lui, "No, voglio quelli più vecchi, quelli di 10 anni fa", "Questo è di 17 anni fa". Lo compra e minaccia di tornare 'con una lunga lista'. Sono solo in negozio (Dario è in trasferta a Rovigo per un concerto insieme ai Big Fat Mama al Delta Blues), e alle 13:30 finalmente riesco ad andare a mangiare qualcosa al Verdi. Dico alle ragazze, Daiana e Veronica, "Abbiamo un nuovo matto, quello che entrava ed usciva dal bar", "Quello con la maglia azzurra?", "Sì, lui", "Non parlarmene, si è scolato quattro Negroni". Allora è giustificato, con quattro Negroni in corpo prima di mezzogiorno è facile confondere Blues con Lies.
L'assenza di Dario mi dà la possibilità di ritornare ai vecchi metodi. Mentre sto servendo il Panzone, entra un altro nuovo cliente che si affianca a Paolo il Pompiere davanti al bancone. Pronti via e parte subito con "Tocca a me?", senza contare i tre clienti che erano davanti a lui, lo guardo con occhi da Hannibal, "Sto facendo un conto". Faccio il conto e saluto il Panzone. Dario avrebbe detto al nuovo arrivato "Posso esserle utile", io no, sono più essenziale, "Adesso dica", cerca di scusarsi con "Ho messo la vespa nel posto degli handicappati", io "Il posto giusto", lui non afferra, "Mi dia qualcosa dei Gypsy Kings", Dario avrebbe detto "Mi dispiace, non abbiamo niente", io "Non ne ho"; lui è sorpreso, con un gesto indica tutto il negozio, "Con tutti questi cd non ne ha nemmeno uno dei Gypsy Kings?", Dario avrebbe detto "Purtroppo no, li abbiamo finiti, ma se vuole glieli posso ordinare e martedì li avrà", io, "E' un genere che non teniamo". Se ne va demoralizzato. Continuo a non capire, ma perché a Dario subito una lettera anonima di insulti? Porca miseria, prima o poi qualcuno la manderà anche a me una lettera anonima?!?!?

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Diario del 11 giugno
Arrivo presto, sono le otto e un quarto quando apro il negozio, stranamente, per un sabato mattina, il tavolino del bar Verdi vicino alla nostra entrata è già occupato; sono due signore tra i 60 e i 70, sigarette in mano, caffè e brioches. Accendo la luce, il computer, la cassa e la voce di quella più vicina rompe il silenzio della tranquillità mattutina di via San Vincenzo, "E' un pensiero continuo, pensa sono sveglia dalle tre, non riesco a dormire...", ha una voce acuta e fastidiosa.
Entra una strana coppia di giovani, sembrano grebanotti, mi aspetto una richiesta di liscio o simili, invece, il ragazzo, "Ha qualcosa dei L-I-T-F-I-B-A?", lo dice proprio così, per farmi capire bene le lettere di questo gruppo (secondo loro) ai più sconosciuto; glieli mostro e lui, "Cercavo qualcosa che costasse un euro".
"Secondo me hanno usato Graziella solo per avere un figlio", ancora lei la signora al bar, mi affaccio, sono sempre lì, altra sigaretta, altro caffè (del resto se non ha dormito, le serve per rimanere sveglia).
Mattinata di malmessi. Ragazzone, fan dei Pink Floyd, "Mi dai Division Bell?", "Eccolo, 15,90€", mi da 20€ e chiede, "Quindici?", io "Quindici?", "Se mi fai quindici, io con cinque ci mangio, sono disastrato", "Quindici".
"Ai miei consuoceri interessa solo il loro figlio e il nipote", sono le 8:40, è una colazione lunga, ma ecco una speranza per me, "Andiamo a prendere le sigarette", vana perché la socia, "Le ho io" e ne accendono un'altra, così lei può continuare e farci sapere che era una dottoressa, da poco in pensione.
Per fortuna entrano dei clienti amici. Con loro l'argomento del giorno è la lettera anonima versus Dario. Si cerca di fare l'identikit dell'autore, Guspe propende per una donna "E' il loro stile", altri per un nemico già dai tempi della Fnac, io non riesco proprio a vedere Dario nella veste di un orangotango e per giunta maleducato, in mia presenza non ha mai dimostrato questa inclinazione, a meno che nelle due ore di mia assenza per il pranzo non si scateni e prenda a elasticate i clienti (come gli ho insegnato io). Un episodio ci sarebbe. E' successo mercoledì. Ottantenne, appena passa la soglia si rivolge a Dario, "Musica anni 60 o 70", così, secco, Dario, "Sì, ma che genere?", quello, già irritato, "Come che genere, anni 60 o 70", Dario, un po' in difficoltà, "Mi dica un artista come esempio", lui, "Iva Zanicchi, anni 60 o 70", Dario, addolorato, "Mi spiace, non abbiamo niente", vede che quello s'inferocisce e ci mette una pezza deviandolo da Fabio, "Guardi, potrebbe esserci qualcosa nel nostro reparto usato", l'altro, alzando la voce, ed entrando finalmente del tutto in negozio, "Dov'è?", Dario, sulla difensiva, "No, non qui, venga che glielo mostro" e lo accompagna nel negozio dietro l'angolo. Non facciamo in tempo a commentare che il vecchietto torna indietro e si avventa su Dario, schiamazzando, "Poteva anche dirmelo!", Dario, confuso, "Che cosa?", lui, "Che poteva anche ordinarmelo un disco della Zanicchi, me lo ha detto il suo collega", Dario, ringraziando in cuor suo la solidarietà del collega, fa la ricerca, appaiono a video un po' di titoli, alcuni ordinabili, "Non so però se ci sono i titoli che vuole lei", niente da fare, non demorde, "E ci guardi, no?", io passo dietro a Dario e gli sussurro, "Digli che non si può ordinare niente", Dario, grato per l'autorizzazione, lo congeda, "Non c'è niente", l'altro finalmente ci lascia, ma poco convinto della buona volontà di Dario, "E va bene, se non si può, me ne vado". Sarà stato lui?
"Mi sono espressa male, ti disturba, faremo in modo, aperto la mente, ecco, gli ho detto, non è giusta la tua reazione verso una sedicenne, il messaggio che mandiamo è importante", spezzoni di conversazione che giungono da fuori, sono le 9:18 e la colazione continua a suon di sigarette e caffè, la voce sempre più acuta e fastidiosa.
Arriva Angelo, lo Strinato fan delle ugole femminili, "Gian, fammi un po' sentire quella lì che hai in vetrina, The Shires. Metto su il disco su spotify e lo sparo a volume abbastanza alto anche all'esterno. Mi avvicino alla porta e sento che le voci delle disturbatrici del bar s'interrompono, poi la solita riparte, "Andiamo via che qui con questa musica non si può parlare tranquille e alle 9:26 abbandonano il campo. Si può proprio dire che questa volta lo Strinato è stato il mio Angelo salvatore.
p.s. Se lo avessi saputo invece dei tranquillissimi Shires avrei messo prima il nuovo live dei Motorhead.

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Diario del 10 giugno
Ore 8:30, voci da fuori, "I francesi sì che fanno sul serio, quando c'è da fare uno sciopero non guardano in faccia nessuno, bloccano il paese".
Ore 9:30, signora di origine est europea con compagno genovese, "Avete il cd dei Negrita live?", "Sì", "Oh, meno male, ci avete salvato". Lo prendo e lei "Mi fa un pacchetto regalo", "Mi spiace ho finito le buste e sto aspettando che me le riconsegnino", sua smorfia di disgusto e mentre io batto lo scontrino sento che borbotta qualcosa con incluso la parola 'Genova', vorrei chiedere il replay, ma lascio perdere; quando lei esce (il compagno era già fuggito quando ha sentito il suo commento), il replay me lo fornisce Emilio (vecchio cliente che era davanti al banco), "Hai sentito cosa ha detto?", "Solo Genova", lui mi completa la frase, "E' la solita storia a Genova non si può comprare", "Belin potevi dirmelo prima, le avrei risparmiato il rammarico di aver comprato a Genova e la mandavo a cercare i Negrita in qualche città più ospitale".
Ore 9:55, la postina mi porta una lettera; è senza mittente, la apro, foglio bianco scritto col computer, senza firma e anche qui mittente, ecco il messaggio anonimo: "Complimenti, si fa ovviamente per dire, per l'acquisto del nuovo collaboratore che ha un tatto inferiore persino all'orangotango, che ben rappresenta. Prima di assumere simili cafoni, bisognerebbe pensarci molto seriamente e soprattutto quando si trattano prodotti che stanno via via diventando sempre meno indispensabili". Non capisco, deve avere sbagliato la postina, guardo la busta, no è proprio indirizzata a Disco Club. Questo mi fa incavolare, io sono reduce da 32 anni di maltrattamenti di clienti e mai nessuno che mi abbia mandato una lettera d'insulti, Dario ci riesce quasi subito, nonostante i suoi 'posso esserle utile', 'prego nessun disturbo', 'faccia con comodo, quando ha deciso mi chiami'. Anche Dario, quando legge la missiva, s'innervosisce, "Almeno poteva comporla con le lettere ritagliate dai giornali, come deve essere una vera lettera anonima".
Ore 11:55, via S.Vincenzo si riempie di un corteo di metalmeccanici in sciopero per il rinnovo del contratto, in piazza Verdi il traffico si blocca; voce fuori dalla vetrina, "Sempre a scioperare e a rompere le palle al prossimo, dove lo vado a prendere adesso l'autobus?".

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Diario del 6 giugno
Segni negativi per il futuro di Disco Club. Il primo cliente non lo vedo, lo sento, è fuori e guardando la vetrina dice al suo amico, "Mio papà ha quel disco, è di un inglese, Bruce Springsteen", la voce dell'altro (più vecchia) lo corregge, "E' americano". A questo punto lo vedo, perché entra. E' sui trentanni, vuole un cd per lui, non per quel vecchione del padre, "Hai l'ultimo di Umberto Tozzi?".
Poco dopo passiamo da una coppia padre/figlio a una madre/figlia, è quest'ultima che mi fa la domanda, "Ha un cd degli Abba?", mi sbilancio "E' per tua mamma?", scandalizzata "Noo. Lei sente Bob Dylan".
Insomma l'avvenire del mio negozio sembra dipendere da quelli che hanno una minor aspettativa di vita.
Le due successive sono simili per età (sui 45 anni) e per snobismo, anche se una al modo di parlare snob aggiunge un abbigliamento snobisticamente elegante, mentre l'altra ritiene che sia ancora più snob essere trasandati.
Prima, "Ha qualcosa della Banda Bardò?", "Penso solo l'ultimo" e mi avvio verso lo scaffale dei cd, lei "Veramente a me interessa un poster", della Banda Bardò?!?!?
Seconda, "Cerco una canzone che andava per la maggiore tre anni fa, so solo il titolo 'Jasmine'. E' musica per giovani... ma anche no, è da discoteca, anzi tipo Abba (di nuovo????), aspetti mi sembra che si dica musica cop", "Con una o o due", "Una". Meno male pensavo fosse una musica da supermercati, ad ogni modo non la trovo, ma non è una grande perdita, perché lei conclude con "Non so se tutto il disco di quel gruppo è bello, io cercavo una compilation con i pezzi migliori di quell'estate".
Il finale lo lasciamo ad Angelo (lo Strinato di una puntata del Mondo visto da Disco Club, il cleptomane seriale). Quando entra in negozio ci sono già due clienti, marito e moglie, lui come al solito è alla ricerca delle ultime uscite di donnine (non compra mai cantanti uomini, solo donne, ed è l'esempio vivente, si fa per dire, che l'onanismo fa male e non solo alla vista), gli mostro il nuovo cd delle Shel e lui, incurante della presenza di una signora, con la sua solita voce strascicata "E fammi sentire queste troie".

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Diario del 31 maggio
Non c'è niente da fare. In questo periodo Disco Club è dominato da una categoria, quelli della terza (o anche quarta) età e oggi con l'aggiunta di una particolarità: quasi solo donne (genere anche questo apparso solo recentemente in negozio).
La prima telefona, "Scusi, sto cercando un disco con la canzone che dice parlami d'amore Mariù, non so come è intitolata", sono abbastanza vecchio anch'io per poterle confermare "S'intitola proprio così", "Ecco, io vorrei averla, anche se nemmeno so chi la cantava", io, informatissimo, "La versione più famosa è di Achille Togliani", lei "Mi piacerebbe averla, è una malinconia dell'età, sa, penso di essere più vecchia io di Togliani, ho novantanni", la rassicuro, "Togliani, se fosse vivo, ne avrebbe qualcuno di più" (poi controllo su Wiki, l'ho azzeccata: 92 anni). Lei cerca d'impietosirmi, "Non riesce a procurarmela in qualche maniera, mi basta avere la canzone", non l'accontento, non trovo nessun cd di Achille Togliani. Avrei forse potuto procurargliene uno di Claudio Villa, ma il reuccio è sempre stato in testa alla lista dei reietti di Disco Club insieme a Pupo.
Sicuramente più giovane quella che entra in negozio verso sera, "Sto cercando il disco di un musicista che suona per le cellule, mi sa dire chi può essere?", non so cosa rispondere, la guardo perplesso, lei allora continua, "Suona nelle cliniche, è una musica dolce. Mi ero scritta il nome su un foglio, quando lo trovo torno per vedere se lo conosce".

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Diario del 30 maggio
"Maratonite", è un nuovo tipo di malattia, infettiva, dalla quale siamo stati colpiti noi di Disco Club. Ad avercela attaccata è Maurizio il Maratoneta (da qui il nome). Maurizio ha l'abitudine di ripetere due volte le parole, entra e "Gian Gian, quando arriva l'Olanda Olanda?", inevitabile la mia risposta "Venerdì venerdì". Tra l'altro oggi ci ha lasciato altre sue perle di saggezza riguardo alle ragazze, "Quelle dell'83 no, no, non sono buone buone, quelle dei locali di Arquata Arquata nemmeno, meglio quelle delle Frecce Frecce", non parliamo poi delle ragazze ragazze di Molassana o del ponente ponente, le uniche buone buone sono quelle del Levante, da Sturla in poi. Quando finalmente parte per la sua corsa serale verso Capolungo, chiamo Dario, "Dario Dario" e lui "Dimmi Gian Gian".
A peggiorare la situazione ci pensa Ottavio, il rompipalle telefonico n. 1. A proposito, sabato mi ha fregato, ha chiamato con un altro numero ancora, così mi è toccato memorizzare anche questo per evitare di rispondergli, se continuiamo così mi troverò tutta la rubrica piena di 'Ottavio, Otta1, Otta2....'. Ottavio, non riuscendo a raggiungerci telefonicamente, si presenta di persona; lui non ripete solo una parola, ma l'intera frase, "Dario, per correttezza, il cd di Gabriel messo da parte l'ho già preso, Dario, per correttezza, il cd di Gabriel messo da parte l'ho già preso" e così via di seguto, passando dai Genesis ai Whitesnake, parlando sempre con una velocità degna dell'omino della Bialetti.
Per fortuna il successivo cliente è rilassato, molto rilassato. E' un altro rappresentante della nuova categoria degli ottantenni di Disco Club. "Scusi, vorrei sapere una cosa", prende tempo, "Io sono stato a Capo Nord, vorrei il dvd". Ci guardiamo con Dario, non capiamo bene, sarà il ti tolo di un film? Ce lo spiega lui, "Avevo comprato il piatto e il dvd a Capo Nord, ma il dvd l'ho perso", prende fiato "Il piatto ce l'ho ancora, ma il dvd no e lo vorrei di nuovo". Sentendo parlare di dvd ne approfitto per rifilarlo alla ragazza di Studio Uno, dall'altra parte della strada. Dopo un po' attraverso la strada per chiederle come è finita. Anche lei pensava che volesse un film intitolato 'Io sono stato a Capo Nord', invece no, voleva proprio il suo dvd, quello comprato lassù, in cima all'Europa, "Mi ha raccontato del piatto, del dvd e anche della cinghia del tagliaerbe, che gli si è rotta". Ovviamente lei gli ha fatto proseguire il suo tranquillo pellegrinaggio per via San Vincenzo dirottandolo da Fai Da Te, ai quali avrà raccontato del dvd di 'Io sono stato al Capo Nord', del piatto e della cinghia, ma almeno anche questo pomeriggio è passato per lui.

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Diario del 25 maggio
Deve essersi sparsa la voce che anch'io adesso sono un pensionato. Non sono ancora le nove che sulla porta appare un'anziana, anzi, se io sono un vecchio (come documentato dalla lettera dell'Inps), lei è vecchissima; la signora "Mi scusi, qui dietro c'erano gli uffici dei telefoni", io "Sì, venticinque anni fa", lei "Come?" e sporge l'orecchio verso di me, mi accorgo che ha un apparecchio acustico, che, a quanto pare, non serve a molto. Per dare più efficacia alla mia risposta scelgo un numero più corto e lo urlo, "TRENTA ANNI FA", lei "Dove posso andare?", "Non ci sono più uffici della Telecom", lei "Come?", io "DA NESSUNA PARTE SOLO PER TELEFONO", lei "Ma per telefono non sento". Vero, ma allora perché cerca la Telecom?
Si sa, a una certa età si dorme meno, infatti anche il secondo vecchio arriva prima dell'apertura ufficiale del negozio, anche lui in cerca d'informazioni, guarda perplesso il negozio vicino al mio (Outsider, di abbigliamento), "Cerco un'agenzia di viaggio", "Era lì fino a dieci anni fa". Questo è più aggiornato.
Il primo cliente (teorico) è un po' più giovane, ma anche lui non molto informato. Guarda lo scaffale dei vinili e, dopo una ventina di minuti, mi porta il disco di Renato Zero del 2013 'Capitolo II', "Quanto costa?", c'è scritto sopra e glielo faccio notare, "Vede? 30,90 €", e lui, "Ah, credevo fossero lire". A parte il fatto che con le lire i centesimi non esistevano dal dopoguerra, ma questo "quasi giovane" lo sa che la lira non c'è più da quindici anni?

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Diario del 24 maggio
Continuiamo con la sezione matusa. Anziani, pensionati, vecchietti, protagonisti ormai quotidiani del negozio e, di conseguenza, del Diario. Oggi il personaggio principale non è un cliente, sono io, sì proprio io.
Partiamo da lontano: 23 giugno 1953, è il giorno del mio sesto compleanno. Nel dopopranzo io mi assento e mi isolo imbronciato in un angolo della grande piazza di Cesino. Mi raggiungono e mi chiedono, "Come mai sei triste? Non sei contento? E' la tua festa, hai raggiunto i sei anni", io, "Appunto a ottobre mi tocca incominciare le scuole". Avevo già capito tutto.
Oggi, 63 anni meno un mese dopo, arrivo a casa e mi aspetta una busta. E' dell'Inps, apro, leggo, mi dicono che dal primo giugno mi arriverà la pensione. Il mio sorriso iniziale si spegne subito e anche questa volta si ripete la domanda, "Come mai sei triste? Non sei contento?", io, "Hai visto l'intestazione della lettera? PENSIONE DI VECCHIAIA!!!!". Fino a oggi non l'avevo capito......

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Diario del 23 maggio

Cronaca nera nel reparto usato. Un cliente abituale del 28r proveniente dal basso Piemonte era da tempo sotto "osservazione". Certi suoi movimenti erano sospetti. Oggi Fabio gli tira un tranello, fa finta di cercare una cosa in fondo al negozio, poi si gira di scatto ed eccolo lì che sposta un cd verso le capienti tasche del suo giaccone. Beccato! Ovviamente se ne accorge e lo riposa sul banco. Fabio aspetta che se ne vada un altro cliente e poi lo affronta, "Tu, qui dentro non devi mettere più piede", "Ma non l'ho mica fregato, l'ho rimesso lì", "Perché ti ho visto. Altre volte te li sei portati via", ed ecco la risposta disarmante del novello Arsenio Lupin, "Sì, ma te li ho portati indietro". Ladro gentiluomo.
Telefono. "Discooocluuub", "Buongiorno, sto cercando il 45 di Dark Side dei Pink Floyd", "45? E' il titolo di un 33. Non esiste il 45", "No, guardi, non lo avrete voi, io l'ho visto su Amazon", "Il 45??", "Certo, quei dischi grossi di una volta", "Appunto i 33. Buongiorno".
Ecco uno dei tanti clienti di ritorno dopo anni (anzi decenni), ricorda i vecchi tempi, compra un disco e, quando vede il mio sacchetto verde, s'illumina, "Pensa, io li ho ancora in casa quelli di 30anni fa. Li ho presi a Sampierdarena", "A Sampierdarena? Li hai comprati da un rigattiere?", "No, nel vostro negozio, quello nel sottopasso", "Veramente noi non ci siamo mai mossi di qui. In quel sottopasso c'era Le Note e i suoi sacchetti non erano verdi"; non sembra convinto, ma mi dà ragione come si dà agli scemi.
Per la nuova sezione matusa, oggi passa un pensionato, al quale ho venduto un cd di Leo Kottke. Se ne è innamorato e ne vuole altri, "Me li ordini? Passo a prenderli dopo il primo giugno, quando arriva la pensione. Puoi fidarti, hai visto che passo sempre a ritirare le cassette che ti ordino" e, compiaciuto, aggiunge, "Sono bravo io".

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Diario del 20 maggio
L'immancabile vecchietto di questa settimana tutta dedicata alla terza (e anche quarta) età. Non sembra in gran forma, ha anche un braccio fasciato, gli vado in soccorso, "Dica, cerca qualcosa di particolare?", "Ne ha dvd di musica?", "Non molti" e gli faccio vedere dove sono, "Ha un genere preferito?", visto l'aspetto, butto lì "Italiani?", lui, scandalizzato, "Ma.. nooo", guardo la vetrinetta dei video e incomincio, "James Brown?", "No", "Alice Cooper", "No, no", proviamo con una donna, "Celine Dion?", lui, sbuffando, "Noiosa". Non ho molto altro da offrirgli, ma ci pensa lui, finalmente, a darmi dei dettagli, "Mi piacciono i dvd con quelle negrette, che sono delle gran fighe (scusate, non è mia abitudine usare questi termini, ma ha detto proprio così). A Genova non li ha nessuno e allora sa dove vado a comprarli?"; pensavo via Del Campo, ma è a Genova, quindi esclusa. Vista la mia ignoranza, ci pensa lui a darmi la risposta, "Vado a Lugano" e ci saluta, mettendosi in cammino per la Svizzera.

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Diario del 19 maggio
Quarta puntata della Matusa Hit Parade.
La vecchia signora è accompagnata dalla non giovane figlia. E' una dolce signora, gentile ed educata, si scusa subito per il disturbo, poi mi chiede, "Sa dirmi dove potrei vendere un impianto hi-fi. Era di mio marito e a noi non serve, è molto bello, lui era un intenditore". La storia si ripete, mi era successo con i dischi più di una volta, ma sempre in casi di divorzi: l'ex moglie si presenta per cercare di vendere l'hobby dell'ex marito. La differenza con gli altri casi è però evidente; con i dischi, quando lei viene a sapere che in realtà la collezione dell'ex coniuge non vale niente, si lancia in commenti denigratori, "Quello scemo del mio ex marito, nemmeno questi mi ha lasciato; fammi un piacere, buttali via tu". In questo caso no, la separazione è venuta per cause naturali e lei parlando del suo uomo mostra un affetto e un'ammirazione ancora vivi dopo tanti anni. Peccato solo che lui non abbia saputo passarle qualche nozione in più sul hi-fi, infatti quando descriva le casse, prima ne indica l'altezza (più o meno la sua) e poi conclude con "Pensi sono da 400 volt". Cerco di aiutarla, la mando da un mio amico negoziante che spero la tratti bene, nel caso l'impianto abbia un minimo di valore.
Oggi non ho mantenuto la mia fama di cattivo e allora devo concludere con una battuta da 'bastardi dentro': il marito sarà mica morto fulminato toccando le casse da 400 volt?

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Diario del 18 maggio
Continuiamo con la compilation dei nuovi nostri clienti 70/80enni.
Ecco un uomo alla ricerca di una canzone, mi mostra un foglietto, "Vorrei questo cd", leggo Nelly Furtado 'Say It Right'. Faccio per cercarlo, ma lui mi anticipa "E' in una compilation con altri artisti", "E' difficile trovare compilation vecchie, posso provare a guardare sul computer...", lui mi interrompe, "Sì, perché quella che ho visto non so se mi piace, ne vorrei una con le canzoni che mi piacciono", insomma una compilation su misura, ci fosse ancora GT (il negozio nei vicoli che faceva compilation a richiesta) lo manderei da lui. Dario dal fondo del negozio sente la richiesta, cerca su wiki e trova che è sul cd della Furtado del 2006, 'Loose', si lancia sul reparto 'cantanti donne' e annuncia, "Eccolo, lo abbiamo". Il vecchietto lo raggiunge, ma dopo un po' se ne va saltando la cassa. Chiedo a Dario, "Non andava bene?", "No, troppo caro. Voleva una compilation e anche economica", beh, allora anche se GT ci fosse stato ancora, non sarebbe andato bene per lui.

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Diario del 17 maggio
(segue)
Eccone un altro, un po' più giovane d'età, ma come cervello siamo lì. Ha l'abitudine d'intercalare le sue richieste con uno 'scusi scusi' (da non confondere con Scusssssi), infatti si rivolge a Dario "Scusi scusi, vorrei una raccolta di Frank Sinatra", gliele fa vedere, ma non vanno bene, "Vorrei una con quel pezzo famoso di Sinatra, come si chiama?" dice con fare meditabondo, Dario, "My Way", "No", "Strangers in the Night", "No", "New York New York", "No", Dario va più indietro "The Lady is a Tramp", "No". Incomincio a temere per il banco, Dario non lo sopporta gli darebbe volentieri un cazzotto in testa, quantomeno vorrebbe mandarlo a quel paese, ma la sua formazione fnaciana gli impone la gentilezza, quindi all'uscita di Scusiscusi il cazzotto lo darà al bancone, incrinandolo ulteriormente. Quello canticchia un qualcosa che Dario riesce a ricondurre a un titolo 'Killing Me Softly", l'altro, entusiasta, "Sì, questa. Scusi scusi, c'è una raccolta che la contenga?", Dario "Sinatra non l'ha mai cantata", "No, scusi scusi, io l'ho visto in un video", "In disco non c'è"; Dario cerca su internet e trova una versione di Perry Como, glielo dice e lui, scandalizzato, "Scusi scusi, vuole che non riconosca la voce di Sinatra?!", Dario trova il video e quello "Sì, è questa", Dario "Infatti, è Perry Como". Nel frattempo entra una cliente con bastone bianco e lo urta, lui, infastidito, "Scusi scusi, stia attenta", lei, "Scusi (una volta sola), sono non vedente", lui, "Scusi scusi, non è una buona ragione!". Liberatosi della cieca, torna da Dario, "Scusi scusi, ma come fate a sapere quanto durano le canzoni?", Dario, interdetto, "In genere c'è scritto sul libretto", "E se non c'è? Guardando il dischetto?".
Ho paura che quando uscirà, l'incrinatura sul bancone si sarà dilatata.

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Diario del 16 maggio
Non riusciamo proprio a far diminuire l'età media del negozio. Di giovani ne entrano sempre di più, ma sono compensati da una schiera di vegliardi ultrasettantenni, che mantengono la media sui cinquanta, e questi sono molto più caratteristici, e rompi, dei loro teorici nipoti.
Sto prezzando dei dischi, quando alle mie spalle sento uno squillante, "Buongiorno, eccomi qua". Eccola qua infatti una stravagante vecchietta con tanto di cagnolino in braccio, nonostante il suo esordio non è una mia conoscenza. "E' nuovo il cd di Katherine Jenkins in vetrina?", "Sì", "Che cosa fa?". Continuano le stranezze, sembrava conoscesse bene la cantante, invece non sa nemmeno cosa faccia. Metto su spotify il disco e lei, "E sì Katherine ha una grande voce", ma allora la conosce, "Di dov'è?", no, non la conosce. "Cercavo qualcosa da comprare" e con la sua voce sussiegosa e da gran dama continua "L'ultima volta ho preso il cd di Mario Biondi, sì che a me piace il jazz, ma questo non mi è piaciuto, fa proprio schifo". Con questo si è guadagnata il mio apprezzamento e la scuso anche se esce senza comprare niente.
(continua domani)

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Diario del 12 maggio
Il mondo di Disco Club si sta rovesciando. Più di una volta vi ho parlato della netta predominanza maschile in negozio, clamorosa negli anni '70, diciamo 99 contro uno, anzi una, e spesso questa "una" fidanzata o moglie del cliente. Un po' meglio negli anni '80, grazie alle metallare e alle dark e, soprattutto alle paninare, fans di Duran, Spandau, Wham; diciamo che il rapporto si assesta su un 92 a 8. Più o meno per i due successivi decenni la cosa non cambia e si nota dal comportamento dei maschietti all'ingresso di una rappresentante del sesso femminile, se poi è carina gli sguardi si fanno lascivi come se non avessero mai visto una donna prima, beh, non dimenticate che una buona parte di loro sono singles e non da poco, ma dalla nascita, unica compagna della vita (finché c'è stata) la mamma. Quelli che invece hanno ceduto alle lusinghe femminili e si sono accoppiati, quando venivano in negozio lasciavano la moglie fuori, mentre loro cercavano il loro giocattolo (prima il vinile, poi il cd) tra gli scaffali, dopo poco sentivo un battere di piedi all'ingresso, era la moglie, no, non batteva il tempo, ma richiamava all'ordine il compagno: la ricreazione era finita. Negli ultimi tempi mi ha portato un beneficio l'apertura della profumeria alla mia sinistra e dopo di Outsider, negozio di abbigliamento, a destra. I tempi di permanenza sono aumentati, perché la tiranna aveva anche lei un interesse sotto i portici: finito il tip-tap sulla porta.
Questa mattina entra una coppia, si tuffano immediatamente sui vinili, sembra più interessata lei, infatti dopo qualche minuto lui esce e l'aspetta fuori, senza tip-tap a dire il vero. Lei s'intrattiene a lungo e, quando le parlo del negozio dell'usato si entusiasma e si avvia per raggiungerlo; vedo che il compagno non è fuori e le dico "Se viene tuo marito lo mando di là", lei non si preoccupa, "Pace, mi aspetterà, adesso mi passo un po' di tempo a cercare qualche vinili, è la mia passione".
Dopo un'oretta nuova coppia, questa con bambino in passeggino. Parcheggiano il pargolo vicino alla cassa e anche loro guardano solo i vinili. La storia si ripete, la ragazza è entusiasta, lui non molto e dopo un po' prende il passeggino ed esce fuori. Lei si prende tutto il tempo, compra e, quando l'informo dell'altro negozio dell'usato, si sposta dietro l'angolo. Dopo un quarto d'ora mi affaccio alla porta, il ragazzo misura i portici avanti e indietro spingendo il passeggino.
Morale? La superiorità del così detto sesso debole: l'uomo quando era lui in negozio sembrava un cagnolino al guinzaglio, appena il padrone, anzi la padrona, tirava, obbediente se ne andava; la donna è senza guinzaglio, decide lei i tempi. Certo adesso devo pensare a uno svago per i poveri compagni abbandonati all'aria aperta; profumeria no, Outsider solo per qualcuno. Ecco, ho trovato, il Paradiso dei Bimbi là davanti, si sa noi uomini siamo degli eterni bambinoni, sempre pronti a giocare.

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Diario del 10 maggio
Questa volta capita a Dario il personaggio della giornata. Nell'intervallo (che non facciamo più) si presenta un anziano, accento emiliano, aspetto da contadino, probabilmente di terra le macchie sul vestito, "Guardi un po', mi servirebbe una di queste", si tuffa nella borsa e tira fuori una musicassetta, "Ne ha?", Dario, col suo solito buonismo, "Mi dispiace (molto addolorato), non ne teniamo più", "Lo so, non se ne trovano, come faccio a sentire la musica, a casa ho ancora il giranastri, ma non trovo più di queste" indicando di nuovo la cassetta. Certo, anche il dizionario Hoepli recita "giranastri, [gi-ra-nà-stri] s.m. inv. Apparecchio elettrico per la riproduzione di suoni attraverso la lettura di nastri magnetici già incisi", ma è dal secolo scorso che non sentivamo più questa parola.
Anche il mio è un personaggio non male. "Hai mica l'ultimo di Santana'", "Certo, eccolo", "Senti, non è mia abitudine, ma mi hanno regalato il nuovo cd di Knopfler, è una boiata pazzesca, potresti prendermelo indietro, mi sconti otto euro", "A parte che non è stato comprato da me (c'è sopra l'adesivo di una catena), non faccio cambi del genere, portalo nell'usato", "No figurati, te l'ho detto, non è mia abitudine". Compra Santana e aggiunge, "Volevo farti una proposta", 'cosa vuole cambiare, questa volta' penso, "Ho dei parenti che stanno in Calabria, fanno un olio buonissimo, se vuoi te ne posso portare qualche bottiglia", io, "Non è mia abitudine comprare alimentari in negozio". Non è vero, ho già due clienti che mi portano l'olio, uno da Pisa e l'altro da Imperia, ma mi piaceva dire anch'io 'Non è mia abitudine'.

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Diario del 5 maggio
Negli anni sessanta la massima ambizione per i giovani era possedere la 500, la seconda avere uno stereo. Forse è proprio per questo che i primi due clienti della giornata, ventenni all'epoca, prima di chiedere il disco, esaltano il loro impianto. Il primo, "Ho uno stereo che sente gli ufo", ovviamente non intende il gruppo rock inglese degli anni '70, ma la qualità della musica che esce fuori dalle sue casse, anche se la richiesta successiva non ha bisogno di tanta qualità, "Ha niente di Kenny Rogers?". Il secondo è più all'avanguardia, è già passato al cd, anzi al super audio cd, "Ho comprato un lettore di sacd della Denon che mi è costato cinque milioni di lire illo tempore", con la mano fa capire quanto è lontano 'illo tempore'; a questo non interessa il genere di musica, l'importante è che sia un sacd. Lo deludo.
L'età media dei possibili clienti odierna rimane sopra i 70 anni. Il terzo, "Voglio un disco con Un italiano vero di Cutugno", "Non ce l'ho" (l'ho detto, sono clienti possibili), lui insiste, "E nemmeno un film?" (cliente impossibile).
Quarto, qui forse siamo sopra gli ottanta di anni, "Voglio un disco con La canzone del sole di Claudio Villa", Dario, "La canzone del sole è di Lucio Battisti", lui s'innervosisce, "Cosa dice? Villa l'ha cantata migliaia di volte, è quella che fa Un amore così grande" con un abbozzo di canto, Dario, "Quello è un successo di Mario Del Monaco, l'ha cantata anche Villa, ma non s'intitola La canzone Del Sole, ma, appunto, Un amore così grande", l'ottantenne mugugna qualcosa e porta via la moglie da quel negozio d'incompetenti. Quarto possibile, molto teorico cliente...

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Diario del 4 maggio
Da sabato scorso è partita la prova di Zucchero; no, non ho problemi (almeno credo) con la glicemia, ma a essere messo alla prova è il grado di interesse dei fans per l'immagine di Zucchero Fornaciari. La casa discografica mi ha mandato un cartonato gigante con la foto della copertina del suo ultimo disco. In negozio m'ingombrava troppo, allora ho pensato di metterlo fuori, appoggiato a una colonna. Alla sera non l'ho tirato dentro, l'ho lasciato dov'era, pensando di non ritrovarlo più, invece lunedì mattina era ancora lì. Ha passato le notti vicino ai barboni che vegliano sulla mia vetrina (dormono appoggiati alla serranda, sono meglio dei guardiani notturni). Anche martedì era sempre lì, questa mattina non lo vedo, "Finalmente se lo sono preso", penso, invece no, il vento l'ha fatto cadere. Lo risistemo e a fine giornata lo lascio ad aspettare i suoi amici barboni. Domani ci sarà ancora?
Ormai uso facebook per avvisare i clienti quando arriva un disco da loro richiesto o per segnalare un'uscita che potrebbe interessare. Questa la conversazione odierna con l'amico Luca, il maggior fan vivente dei Primus:
Giancarlo Balduzzi - Primus: Groundhog Day-Fm Broadcast 1989. Ti interessa?
Luca - Ciao! Ma cosa è? Un cd?
Giancarlo Balduzzi - No, è un lecca lecca.
Le mie risposte sono sempre molto concise, oggi, ad esempio, un cliente mi dice "Posso chiederti un piacere?", io, "No".

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Diario del 29 aprile
Richieste stravaganti oggi.
Telefono, leggo il numero sul display, 049, dovrebbe essere dal Veneto, spero che non sia uno dei soliti call center, "Discooocluuuub", "Scusi vorrei sapere se avete qualcosa di Cristina D'Avena".
Negozio, entra una ragazzona chiaramente "foresta", mi chiede "You Speak English?", "No", si sforza di farsi capire, ma non era difficile, l'inglese non serviva "Cd di Fausto Papetti?".
Telefono, "Discoocluuub", voce da ragazza, "Affittate sale per le feste?".
Negozio, anziano, questo indigeno, "Senta, viene a Genova Glenn Miller, io avevo una vecchia cassetta (accompagna le parole con un gesto della mano a indicare 'di tanti anni fa'), tenuta insieme dallo scotch, adesso non funziona più. Prima di andare a vedere il concerto, vorrei sentire un disco suo. Avete uno di quelli grossi?", anche in questo caso accompagna le parole con un gesto a indicare la circonferenza dei dischi. Ovviamente non sa ancora dell'esistenza dei cd, anzi, visto che Glenn Miller è morto nel 1944, saprà che la seconda guerra mondiale è finita?
Altro anziano, anche un po' di più; entra parlando al telefono e per circa un minuto ci fa partecipi della sua conversazione con un amico; posa e "Senta, lo so che è una richiesta difficile, ma io ci provo. Ci servirebbe della musica di gruppo, sa tipo bachata e cose simili. Si potrebbe scaricare (questo è più avanti di quasi un secolo rispetto a quello precedente), ma noi per le nostre feste (arzillo) abbiamo solo un lettore cd. Ne avete?", "No, non ne abbiamo mai tenuti", lui, desolato, "E lo so, una volta li tenevano i negozi. Sa dove posso trovarli?", "Sarà un caso, ma quelli che li tenevano hanno chiuso tutti". Non capisce l'allusione e se ne va enumerando tutti i negozi dove li comprava.

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Diario del 23 aprile
"Attiviamo e spediamo la novità in oggetto in data odierna (precedentemente inserita come in uscita il 06/05/2016)", questa è la prima email della giornata di ieri. Qual è la novità e quale il motivo dell'anticipo? Hitnrun Phase Two, l'album, Prince, l'artista, battere il ferro (in questo caso non proprio un ferro) finché è caldo, la motivazione. E' l'Universal ad avercelo mandato, inizialmente disponibile solo per i subscribers di Tidal, il nuovo album avrebbe dovuto essere finalmente disponibile in tutti i negozi in cd il 6 maggio, l'improvvisa morte di Prince lo ha fatto anticipare di quasi due settimane. In questi ultimi tempi le case discografiche sono sempre attente alla salute dei loro artisti, perché la scomparsa di uno di loro può essere un disastro, ma in alcuni casi anche una fortuna commerciale: cataloghi di artisti più o meno fermi da anni, può avere un rilancio a causa della disgrazia. Certo anche un adeguato lancio giornalistico è fondamentale, a questo è delegato in primis Mollica con i suoi servizi sul tg1. Bowie ha avuto l'onore della presenza giornaliera per più di una settimana, persino Glenn Frey (non so quanto conosciuto dai frequentatori del tg1) ha avuto l'onore della citazione in almeno due edizioni, ovviamente anche per Prince non è mancato un lungo elogio funebre. "Vorrei sapere come mai l'unico a passare inosservato è stato Emerson, alla fin fine nei primi anni settanta era uno dei più famosi" dice l'amico Roberto G. Il suo può sembrare un intervento interessato (non dimentichiamoci che si tratta del mio cliente salvato da un vinile di E.L.P., miracoloso "deviatore" di un proiettile vagante destinato al suo cuore), ma, come già detto, è confermato dall'altro amico/cliente che era rimasto all'oscuro dell'evento perché "Il televideo non lo ha scritto". Limitiamoci a vedere l'impatto di questi eventi nel nostro piccolo negozio. Bowie (anche perché andava oltre il campo musicale, ma era conosciuto come attore e, in generale, personaggio), purtroppo non lui, ma la sua casa discografica, ha avuto un ritorno economico notevole. Non è che negli ultimi trent'anni vendesse molto, a gennaio all'improvviso tutti si sono accorti di lui correndo a comprare dischi, che avrebbero potuto comprare da decenni, ma non lo avevano fatto, "Sai quanto è che volevo prenderlo, ma non mi decidevo mai", oppure "Credevo di averlo in vinile, invece no" e così via, per non essere accusati di essere i soliti necrofili. Glenn Frey continua ad essere sconosciuto per quelli ai quali era sconosciuto. Emerson, penalizzato dalla poca pubblicità, ha avuto un riscontro limitato, soprattutto in considerazione della sua popolarità tra i miei clienti ai tempi del primo ELP o di Tarkus e, a livello più di massa, ai tempi delle sigle televisive di Odeon. Ed eccoci a Prince, questa mattina con Dario diamo uno sguardo alla sua casella, ci sono parecchi cd, molti a livello di record di permanenza nei nostri scaffali, ma manca Purple Rain, "Scommetti che ci chiederanno solo quello?" dico, Dario conferma "Sicuro, quelli che abbiamo non li vuole nessuno, i megafan li hanno già e gli altri non sanno nemmeno che esistono", io aggiungo "Tra l'altro i servizi televisivi di Mollica hanno tutti un'unica colonna sonora: Purple Rain". In realtà né ieri, né questa mattina, qualcuno ci chiede qualcosa di Prince. Io mi assento un attimo, quando torno Dario mi chiede "Sai cosa mi hanno chiesto?", "Che ne so? Hai mica visto ieri Rischiatutto?", "Prince. E' entrato uno e ha incominciato a sparare 'Avete qualcosa di Prince? Che grande artista, troppo sottovalutato, non lo conosceva nessuno, adesso che è morto lo scopriranno', gli ho fatto vedere i sette cd che abbiamo, lui manco li conosceva, sai come ha concluso?", questa volta mi sento di rischiare, "Volevo Purple Rain", "Esatto, si spacciava per un grande fan di Prince e non sapeva un cavolo di niente e non aveva nemmeno Purple Rain questo str....".

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Diario del 19 aprile
C'era una volta il bimbo degli Iron, quello che aveva minacciato il suicidio se non fosse entrato in possesso di un cd di metal che io non riuscivo ad avere e che, in conseguenza di questo, costrinse il nonno a un lungo viaggio in treno fino a Padova per evitare di avere sulla coscienza la perdita del nipote. C'era una volta perché ormai è cresciuto, di anni e soprattutto di altezza (supera gli uno e novanta), non altrettanto di testa. I gusti sono variegati, dai cofanetti di musica classica alla vecchia passione, l'heavy metal, tanto paga Pantalone nonno. Oggi entra con la sua andatura felpata da Pantera Rosa e mi porta alla cassa due espositori, sceglie un cd di Marilyn Manson e uno di Robbie Williams (come detto, è eclettico), in comune hanno che giacciono negli scaffali dal 2002, il prezzo è quindi decisamente esagerato, intorno ai 20€ ciascuno. Penso "Devo scontarglieli, sono troppo cari", sto per dirglielo, ma lui mi anticipa "Tra l'altro, penso che questi cd adesso costino meno" col suo solito tono saccente e continua "Controlla un po' su Bertus". Controllo e infatti, inevitabilmente dopo 14 anni, sono economici, "Sì, te li metto 9€", lui "Hai visto? E sì, io sono intelligente"; infatti, io volevo metterglieli 7€, ma dopo la sua dimostrazione d'intelligenza li ho aumentati a 9.

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Diario del 13 aprile
Questa mattina uno dei pensionati (ormai tanti) del negozio viene alla ricerca di un cd con le 4 Stagioni di Vivaldi, "Però ne voglio uno con tutte e quattro le stagioni", "In che senso?", "Non solo la primavera o l'inverno, tutte e quattro", "Beh, è un po' difficile, oramai non ci sono più le stagioni di una volta, al massimo due", e lui "No, no, le voglio tutte e quattro", battuta buttata. Gliene trovo uno economico e mentre scrivo sul database l'ordinazione, nome del cliente e Antonio Vivaldi, squilla il telefono, guardo il nome sul display e, sorpresa!, è Antonio Vivaldi! Forse non gli va bene l'edizione che ho ordinato... No, non è quell'Antonio Vivaldi, non abbiamo ancora un collegamento con l'al di là, ma è pur sempre un suo omonimo, il nostro amico giornalistra (a tempo perso ferroviere).
Altro pensionato, quotidiano, anche se non di vecchiaia: Maurizio il Maratoneta. Oggi ci racconta cosa ha mangiato a mezzogiorno, "Fagio-fagioli e senti-sentivo gli Yes", "E' un abbinamento consigliato? Perché semmai lo riferisco ad Antonio Vivaldi (sempre lui) per la prossima puntata di Rock the Kitchen", "No, spero che mi porti fortu-fortuna e magari incontro una bella, bella ragazza quando corro, sai a Quarto di fronte all'osteria del Bai, c'è una villa, dentro è piena di alberi e fredda e cupa, magari lì, nella villa va bene Bowie". Io e Dario non abbiamo capito bene tutti questi collegamenti. L'unica cosa certa è che i fagioli non mi sembrano il cibo più adatto per un incontro galante in villa, forse servono per andare più veloci: Maurizio, il primo Maratoneta a reazione.

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Diario del 12 aprile

Diario del 12 aprile
All'epoca dei vinili le contestazioni sul funzionamento o meno dei dischi erano frequenti, "E' ondulato, c'è una riga, non c'è nessun segno ma salta". Il mio predecessore era molto restio a fare cambi e aveva un sistema tutto suo per evitarlo; regolava il peso del braccetto su 2.5 grammi e poi retrocedeva la ghiera a 1,5. Quando il malcapitato cliente portava indietro un vinile ondulato come un ottovolante, lui lo metteva sul giradischi, dove, ovviamente, per il peso del braccetto non saltava e la sua conclusione rivolta all'incredulo ragazzo era, "Vede (lui dava del lei a tutti) io metto il peso solo a 1,5 e il disco non salta".
Oggi torna una signora che qualche giorno fa ci aveva lasciato il cd di Bowie (acquistato un mese prima) dicendo che da lei saltava (all'inizio funzionava), di provarlo e che poi sarebbe passata. Infatti eccola qui; il cd lo abbiamo provato e funziona, nonostante le innumerevoli macchie e righe provocate dalla signora nel mese d'uso. Glielo facciamo presente e lei "L'ho pulito anche col liquido apposta", allora le mostro tutte le macchie e lei "Ma io non ho pulito il retro, solo il davanti", infatti le scritte sull'etichetta del cd erano chiarissime grazie al liquido speciale!

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Diario del 11 aprile
Oggi passa il maggior cacciatore di autografi del negozio. Roberto da anni dà la caccia a tutti gli artisti che fanno concerti a Genova e dintorni, intendendo anche le regioni confinanti. La settimana scorsa è stata proficua per lui, "Ne ho beccati quattro", "Elisa, Baglioni, Morandi, ma il quarto chi è?", "Gigi D'Alessio", "Gigi D'Alessio???? Ma no, dai. Tra l'altro tu gli autografi te li fai fare sempre su un disco, quindi vuol dire che hai in casa un cd di D'Alessio", "Serve per la firma, mica lo sento". M'informo sulle modalità dei suoi appostamenti, "E' stato facile farsi ricevere?", "Con Elisa e Gigi sì, Baglioni l'ho dovuto aspettare all'albergo vicino alla stazione Principe fino alle due. Anche Morandi doveva arrivare lì, alle due non c'era ancora, abbiamo chiesto e ci hanno detto che lo stavano aspettando. Alle tre vediamo in fondo alla strada una donnona insieme a un uomo che camminava un po' goffamente, 'Cammina come Morandi', dice uno, 'Non esagerare, sempre con questa storia dello scimmione'. Dopo pochi minuti lo scimmione arriva, belin aveva ragione l'altro, era Morandi. Mi avvicino e gli chiedo, 'Gianni, ma dove sei finito?', e lui 'Sono venuto a piedi dalla Fiumara fino a qui'. Così ho aggiunto anche la sua firma. Mi manca sempre quella stronza di Patti Smith. Ho visto già un po' di suoi concerti per cercare di beccarla, ma, appena vede dei fans, lei scappa via". Certo che farsi quattro chilometri di passeggiata notturna dalla Fiumara a Principe non è il massimo del piacere.
Oggi se Roberto fosse stato in negozio avrebbe avuto una preda facile. Nel tardo pomeriggio si affaccia un anziano (quasi vecchio) mi dà un'occhiata e si ritira, io mi giro verso di lui e allora rientra, mi dice "Sei sempre tu?", a vederlo sembra Gino Paoli, ma tutte le volte che è passato davanti alla vetrina ha sempre tirato dritto. Lo guardo bene, belin mi sembra lui, "Sì, sono sempre io" gli dico e indicando l'insegna "Il negozio da 50 anni, io solo da 43", "Le vendite? E' vero che c'è la ripresa dei vinili?", "Questa volta sì. Tra l'altro sabato c'è la festa del Record Store Day ed escono un sacco di dischi, tutti rigorosamente in vinile. Noi facciamo anche cantare qua fuori dalle 16, alle 17 c'è Bonfanti che presenta il suo doppio vinile", sua moglie gli dice, "Gino, se non devi andare via possiamo venire anche noi". E' lui! Disco Club è proprio diventato importante, le altre volte manco si fermava, oggi è entrato e mi ha dato del TU!!!

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Diario del 8 aprile

Diario del 8 aprile
Voce dall'esterno, "Ha gli occhialoni, sembra un nazista", si riferisce a qualcosa nella nostra vetrina, uso la porta come al solito per specchietto retrovisore, è un uomo al cellulare, parla con un suo amico e continua con "Infatti s'intitola Alt!". Capito, parla dell'ultimo disco di Renato Zero. La cosa va avanti per almeno cinque minuti e si conclude con "Sembra proprio un nazista in un terreno di concentramento", va be' su, era stanco per la lunga telefonata e non gli veniva la parola 'campo'.
Vi avevo già parlato della costanza di Mimmo nel chiedere la raccolta completa del Trio, Parton, Ronstadt e, ovviamente, Harris. E' da ottobre che regolarmente ce lo chiede in entrambe le sue apparizioni settimanali (martedì e venerdì), quindi in totale 48 volte a Dario e, siccome non si fida, 48 a me. Oggi sul Buscadero ecco un articolo che parla del Complete Trio Collection: data di uscita il 9 settembre! Prima che Mimmo arrivi, scannerizzo la pagina della rivista (vedi foto), di fianco scrivo un mio commento (Si prega di non chiedere più informazioni sull'uscita del disco del Trio fino a settembre) e lo appiccico a sinistra del banco, proprio nel posto preferito da Mimmo, non può non leggerlo, come lo leggono tutti i clienti successivi, che infatti incominciano a chiedergli "Ma quando esce il cd del Trio?".
Maurizio il Maratoneta non manca mai. Oggi, dopo che ha sentito un cliente ordinarmi il cd di Lou Reed " Take No Prisoners", aspetta che esca, poi si avvicina scuotendo la testa in segno di disapprovazione, "No, di Lou Reed l'unico bello è Strasformer".

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Diario del 7 aprile
Prima giornata veramente calda dell'anno, da primavera inoltrata. Di ritorno in negozio dopo una breve pausa pomeridiana, in mezzo a una folla in t-shirt vedo uno copertissimo, sciarpa, maglione, doppio giaccone, il tutto multicolore; mancano solo due cose, l'immancabile cappellino giallo, che ormai non potrebbe più posarsi sopra quella capigliatura fittissima e sempre più abbondante, tipo mocio vileda, e il fedele tablet: sì, è tabletman! Negli ultimi tempi è stato avvistato più volte e mai col tablet, devono avergliene sequestrato tutta la "batteria". Io l'ho beccato solo una volta, seduto sulle panchine tra via San Vincenzo e via XX con in mano quadernetto e penna, insomma un ritorno all'antico.
Arrivo davanti al negozio ed ecco lì Scusssi, lui ovviamente è già in maniche corte e ciononostante con un bel alone intorno alle ascelle; la testa gronda sudore, ma è a distanza di sicurezza dalla vetrina, tenuta lontana dalla prominenza della sua pancia straordinariamente a punta. Per fortuna anche lui non entra più, l'ho minacciato dopo che mi ha fatto ordinare otto cd che poi non ha ritirato e così evita di "profumarci" l'interno. Quando abbandona la sua postazione, esco per controllare e, a livello della sua pancia-lancia, ecco un alone; carta e vetril per farlo sparire.
Sto facendo l'ordine telefonico alla Goodfellas quando entra una signora, molto casual, jeans, capelli corti sparsi a casaccio in testa, magra e aria intellettuale, pauso la telefonata e mi rivolgo a lei, "Dica", mi porge un cd di Curtis Stigers dal cesto delle offertissime a cinque euro, "Questo è un cantante?", "Suona e canta", "Deve essere bello", ma lo riposa (nell'espositore sbagliato). Ritorna da me, "Ho sentito la musica di un artista che mi ha molto colpita. E' Glenn Miller e credo che sia del secolo scorso", "Sì, è molto del secolo scorso", "Devo approfondire". Recupera dall'espositore sbagliato il cd di Stigers e " Questo ha una bellissima voce", boh fino a poco fa non sapeva nemmeno se cantava, "devo prenderlo". Mi avvicino alla cassa per battere lo scontrino, ma lei se ne va e anche questa volta non lo rimette al suo posto, me lo molla sul banco. Torno a Luca Goodfellas, che ha sentito tutto, nel suo romanesco "Aò, questa è strana, è da Diario".
p.s. Se a qualcuno interessa, è tornato nell'espositore dei 5€.

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Diario del 4 aprile
Un lunedì al mese, non sempre lo stesso, facciamo il pranzo sociale. Una consuetudine iniziata due anni fa su invito del nostro miglior cliente del basso Piemonte; quella prima volta eravamo in tre, io e Dario più Claudio (il bassopiemontese), in seguito si sono aggiunti altri, l'Amico Maurizio, Roberto G (protagonista di una giornata del Diario come spiegato sotto), Gianni Reba e il Geometra (entrambi una sola volta), il prof. Davide (altro novese, ma ormai trasferitosi in Liguria, a Moneglia).
All'ultimo pranzo sociale eravamo in sei, i primi cinque più Davide, assente ingiustificato nei due appuntamenti precedenti. Le discussioni non vertono solo sulla musica, ma toccano vari campi, con una predilezione per il cinema: Dario, Claudio, Roberto e Davide sanno tutto sui film horror e sono specialisti nelle peggiori puttanate che sono apparse sugli schermi, in questo io e Maurizio siamo tagliati fuori e, mentre gli altri parlano, pensiamo a mangiare i manicaretti del nostro oste preferito (il vicino Rustichello). A volte le discussioni si fanno accanite, ad esempio sull'appartenenza o meno di un gruppo al genere prog (idee diverse tra Claudio e Maurizio) o sulla definizione di un locale come "discoteca" (secondo Claudio sono degni di questo nome solo quelli piemontesi, mentre quelli genovesi si possono definire al massimo club, suscitando l'ira di Maurizio "ma cosa dici io andavo al Betatron quando avevo 18 anni, negli anni 70"); in questi casi il clima si fa infuocato e si arriva a un duello all'ultimo sangue, anzi, no, scusate, all'ultimo... limoncello.
Oggi il discorso è caduto sul famoso episodio in cui è rimasto coinvolto Roberto, colpito all'entrata della scuola da una pallottola in una battaglia tra gruppi extra parlamentari settantini, salvato però dalla deviazione del vinile di Pictures at an Exhibition di Emerson, Lake & Palmer, che ha impedito che venisse toccato il cuore. Io gli dico, "Tu dovresti essere il più addolorato per la morte di Emerson", un urlo mi interrompe, "COSA DICI? Emerson non è morto?", è Davide, gli confermiamo la triste notizia (ormai vecchia di qualche settimana, sorpassata da altri decessi celebri: è un anno così), ma lui rimane incredulo, "E' uno dei miei idoli, lo avrei saputo, del resto il TELEVIDEO non lo ha scritto"; il boato questa volta è quello delle nostre cinque risate, che lo sommergono, "Il televideo, ma Davide dove vivi? A Moneglia arriva così in ritardo il segnale?" Da quel momento qualsiasi argomento venisse fuori, si finiva sempre con una domanda a Davide, "Ma il televideo lo ha detto?".
p.s. Chi vuole aggiungersi al pranzo sociale può farlo, non fatevi illusioni però, ormai siamo passati a un pagamento più democratico, alla romana.

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Diario del 2 aprile
Telefono, "Discoocluuub", "Scusi, non riesco a trovarvi, ma dove siete?", glielo spiego e dopo 52 secondi entra un quarantenne, "Ero qui davanti, non vi vedevo". Compra quello che cercava e prima di andarsene mi chiede, "Com'è?", non so cosa intenda, forse oggi sono più pallido del solito, lui precisa, "Se ne vendono cd?", in realtà non è una domanda, ma un'affermazione dubitativa; cerco di rispondere, "Beh...", ma lui precisa ulteriormente la sua idea, "E sì i giovani scaricano", e se ne va. La colpa dei mancati incassi è dei giovani che scaricano o di quelli come lui che in più di 40 anni di vita non hanno mai trovato la strada per andare a comprare da Disco Club che, di anni, ne ha 50, 3 mesi, 2 settimane?
Telefono, "Discooocluuuub", "Un'informazione, devo fare un regalo a una signora che dopodomani compie 100 anni, ne avete di quei dischi rotondi con canzoni di quando era giovane?". Effettivamente quando la quasi centenaria era giovane i dischi erano rotondi, adesso sono quadrati, esagonali, ottagonali e i più rari triangolari.
Vecchietto con mano tremolante mostra a Dario un foglietto scritto dalla moglie con mano tremolante; c'è scritto "Bob Dylan, iraniano, biondo" e lui aggiunge, "Non sappiamo il nome", Dario "E il titolo della canzone?", "Nemmeno quello, lo abbiamo visto a un canale della Rai". Ovviamente non lo abbiamo, però lo cerchiamo su youtube e lo troviamo, anche se non è molto biondo: si chiama Namjoo!

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Questa sera, mentre sono seduto alla scrivania, sento uno strano rumore, come un lamento. Non capisco da dove venga, sembra dal cassetto, lo socchiudo e sento una voce soffocata, "Testa di cocomero", "Ou, chi sei?", "Sono il Diario, mi hai chiuso qui il 7 marzo e ti sei dimenticato di me, a momenti soffoco". Ha ragione è quasi un mese che non scrivo sulle sue pagine. Ricominciamo.
Diario del 1 aprile (non è uno scherzo)
Telefono, "Discoocluuub", signora "Con chi parlo?", deve essere sorda, ripeto, "DISCOOOCLUUUUB", capisce, "Avete dischi di classica?", "No, provi da Feltrinelli", "Ho cercato, ma non c'è sull'elenco telefonico. Mi sa dare lei il numero?", "Non ho l'elenco telefonico".
Telefono, "Discooocluuuub", anche questa volta una signora, "Avete la serie tv...", la interrompo "Vendo dischi", ma lei, "Sì, appunto, la serie intitolata..", la ri-interrompo, "Non teniamo dvd", lei, "Ma...", io, "No, vendiamo musica non film!", "Ma vaffanculo!", chi è stato a urlarlo? Non io, ma nemmeno la signora al telefono, è stato Maurizio il Maratoneta, che, presente alla telefonata, ha apostrofato in questa maniera la "telefonista", meno male che lei aveva già posato, altrimenti poteva pensare che fossi stato io, anche se, a dire il vero, quasi quasi....
Telefono, "Discooocluuuub", questa volta è un uomo, "Vorrei il cd di Ronna", "Ronna? Non la conosco", "Sì, quel cantautore, quello che ha fatto La Forza Di Dire Si", che poi è Ron. Ronna chi sarà, la moglie?
Ancora difficoltà ad azzeccare il nome del cantante, questa volta è un anziano, un po' buzzurro, "Cerco la canzone di quel genovese, che l'ha cantata anche Andy Williams, nel titolo c'è 'mondo', belin, non lo conosce?", io, "Non mi ricordo una canzone di un genovese cantata da Williams", lui si spazientisce, "Ma sì, quello buliccio (dice proprio così) che poi è anche morto", "Ah, Il mio mondo di Umberto Bindi", "Quello, ci voleva tanto. Ce l'ha?", "No". Non mi saluta nemmeno, se ne va. Le indicazioni erano più o meno precise (genovese, mondo, cantautore, buliccio, morto), ma continuo a pensare che non sia stato Andy Williams a fare la versione inglese della canzone, bensì Cilla Black.

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Diario del 7 marzo
Un cliente (teorico) mi chiede il nuovo cd di D'Alessio, "Non ce l'ho, non è uscito adesso, ma a giugno", lui "Di quest'anno?".
Un altro è più fortunato, "Voglio l'ultimo dei Marlene", "Tieni", lo guarda deluso, "Solo dodici pezzi, così pochi? Va be', lo prendo lo stesso, sono un fan".
Un altro cerca un cd economico, ne prende uno da 5€, "Sai ho comprato delle casse da 2.300€, voglio provarle". Con un disco da 5€? Boh.
Alle 14:00 sono in negozio, telefono, "Discoocluuub", "Scusi, fate orario continuato?", "Sì", altrimenti non avrei risposto, ma lui aggiunge "Fino a che ora?", "Fino alle 15:00, poi diventa orario normale".
Ci si mette anche il telefonino, messaggio senza mittente "E' arrivato il cd?", numero di telefono sconosciuto, scemo io, avrei dovuto capire subito che lui è stato l'unico ad ordinarmi un cd.
Di nuovo telefono, "Discooocluuuub", "Sono quel ragazzo di Sanremo", un cliente rivierasco? No, lui precisa, "Ti prendo ogni anno il cd del Festival. Me lo tieni? E anche la Pausini". Due pezzi che abbandonano l'angolo della vergogna.
Concludiamo con una ragazzina, gira per il negozio, sembra cercare qualcosa che non trova, le chiedo (copiando Dario), "Posso esserti utile?", lei un po' vergognosa "Cerco una cassetta dei Bad Brains", "Un cd", "No, una musicassetta", la guardo, è molto giovane, sbaglierà, "Musicassette non se ne fanno più", lei, triste, "Lo so, la sto cercando da tutte le parti, ma non la trovo".

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Diario del 2 marzo
Dalla piazza di Cesino (dove sono nato) si possono vedere le frazioni che compongono il comune di Ceranesi, tra le altre San Martino di Paravanico che si arrampica su per la strada che porta ai Piani di Praglia, una piccola Svizzera a due passi dal centro di Genova. Da lì arriva questa mattina un nuovo cliente, "E' lei che ha parlato col bar Ligure di Pontedecimo?", con questa domanda incomincia una tribolazione di più di mezzora. "Sì, volevano sapere se si trova un cd, non mi ricordo quale", "Era per me, cerco il disco con la canzone Heaven degli Eurogliders"
Via si parte col primo giro, computer, database olandese, "Ecco è nel secondo disco, ma è difficile che arrivi, oppure in questa raccolta", "Mi fa vedere i titoli?", "Sono questi", "C'è Heaven?", "Sì, te l'ho detto, è il quinto pezzo del Best". Legge, ma non sembra troppo convinto.
Secondo giro. "Senta, ma io vorrei il disco del 1984, c'è Heaven?", "C'è, ma non arriva", "Mi fa vedere i titoli?", guarda "Vede! E' il primo pezzo, voglio questa!".
Terzo giro. "Ti ho detto che non si trova", è un mio quasi compaesano e tengo duro. "Vede, per la prima volta Heaven l'ho sentita a Videomusic; se lo ricorda Videomusic? E' un programma del 1984, presenta Gerry Scotti", "Gerry Scotti?!?", "Sì, sì, all'inizio era lui e aveva detto che questo disco era tutto bello"; lascio perdere l'improbabile Gerry Scotti e ribadisco "Il primo non c'è". Ragazzi, non è che nella Valpolcevera la televisione sia arrivata con 32 anni di ritardo, a Cesino nel 1954 ho visto nel circolo del dopolavoro, nell'ordine, la finale dei mondiali di calcio Germania – Ungheria, l'ingresso dei bersaglieri a Trieste e, l'anno dopo, le "curve" di Abbe Lane, almeno fino a quando Don Pertica non entrava nella sala e staccava la spina, e il tutto in diretta.
Quarto giro. "Mi hanno detto che sul computer si trova", "Può darsi, prova su Amazon", "Proprio questo nome mi hanno fatto, ma io non ho il computer (m'immagino bene che se a San Martino di Paravanico i programmi del 1984 si vedono adesso, per il computer c'è ancora un po' d'aspettare), poi si deve pagare con la carta di credito e io non ce l'ho (figuriamoci). A proposito mi hanno detto che su questo Amazon si trova tutto. Io cerco un porta carta igienica, ma non di quelli di adesso, di quelli di una volta, di trent'anni fa (e ti pareva), non si trovano da nessuna parte, Amazon li avrà?", sono abbastanza provato, ma è un quasi compaesano, "Non credo proprio". "Ah, a proposito (di nuovo!), ha mica un bagno?". Questo è troppo, compaesano o no, "No, noi andiamo nel bar vicino", bugiardo, va bene, ma magari questo è abituato ai bagni fuori casa di tanti anni fa. "Mi tiene questo foglietto?", mi lascia un pezzo di carta sul quale ha scritto This Island e Essential ed esce.
Quinto e ultimo giro. Ritorna, ma sapete dopo quanto? Venti minuti, ho fatto bene a non lasciargli libero accesso al nostro pulitissimo bagno. La seduta però gli ha portato consiglio, "Guardi, lasciamo perdere quell'Amazon, mi ordini la raccolta", "Bene" è fatta, "Però", non è fatta, "Prima mi faccia vedere i titoli, si può?", "Te li ho già fatti vedere", ma è un quasi compaesano, glieli faccio di nuovo vedere. "Va bene, mi ordini questo" e vai!! Mi lascia per avvisarlo il numero del telefonino, belin questa iattura è arrivata anche a San Martino di Paravanico!

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Diario del 26 febbraio

Diario del 26 febbraio
E' anziana, più o meno come me, guardandola bene direi più. Non saluta, io, educatamente, "Buon giorno", lei risponde con un ghigno/sorriso. Non guarda i dischi ma verso l'alto. Il suo sguardo s'imbatte nella radio pre-guerra mondiale, che fa bella mostra di sé in cima a un mobile, finalmente sento la sua voce, con un tono sognante "Me la ricordo la radio". Va oltre arriva in fondo al negozio e si accorge che ci sono anch'io (pur non guardandomi), mi indica un quadro, "Questo è in vendita?"; non capisco a cosa si riferisca, la raggiungo, è una foto, "No, l'ha scattata mia figlia in un suo viaggio a Montreal". Non da segno di aver capito e torna ad ignorarmi. Finisce il giro e si avvia verso l'uscita, sempre senza salutarmi. Si blocca sulla porta e guarda le foto esposte sul retro della vetrina (queste scattate da me negli anni sessanta). Alla fine mi guarda e chiede, "Questo grattacielo nella foto dove si trova?", io "E' questo", indicando il palazzo prima del nostro, lei si innervosisce "Mi sembrava un altro", io, ancora gentile, "No, vede è in via San Vincenzo", lei "Mi sembrava quello di Pammatone", io "Pammatone? Piazza Dante", lei, sempre più irritata, "Ma no, quello di Pammatone", io, ancora paziente, "A Pammatone non ci sono grattacieli", lei, sull'orlo di una crisi di nervi "Cosa dice? C'è, eccome", io "Intende quello dove c'era l'Italimpianti?", "Certo, è 15 piani!", io "Questo è 21 ed è un grattacielino", mi sembra particolarmente sensibile all'argomento e, siccome mi sono stufato di essere gentile, affondo il coltello, "Quello è un palazzone", infatti non apprezza, s'imbestialisce, "E' un grattacielo, è il grattacielo G., lo ha fatto costruire mio padre!!!". Peccato, se ne va borbottando (sicuramente insulti nei miei confronti), peccato perché volevo aggiungere "Alla fin fine il palazzo dove abito è di 12 piani, un mezzo grattacielo. Se si considerano anche questi, Genova è una piccola Manhattan".
p.s. In realtà il grattacielo G. è 19 piani, meno male che la signora non lo sapeva....
sotto, foto di Montreal e del "grattacielo" in costruzione, scattata da me dalla cucina di casa (abitavo in stazione, ma non... nella sala d'attesa).

 

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Diario del 25 febbraio
Coppia di anziani, prima si sofferma a guardare la vetrina, poi entra, lui "Facciamo un giro, mi piace vedere un negozio con ancora i vinili. Anche noi abbiamo tanti 33 e 45 giri", s'inserisce la moglie "E anche 80 giri".
Questa volta davanti alla vetrina due colleghi di lavoro, non entrano, il più giovane chiede all'altro "Tu ce l'hai l'affare per ascoltare i vinili?".
Esco anch'io fuori. I due precedenti se ne sono andati, sostituiti da una vecchietta, guarda i cd, guarda me, "Scusi, quelli (i cd) proiettano alla televisione, sono filmini?".
Lascio la signora ad ammirare quegli strani oggetti che trasmettono alla televisione e vado verso il nostro reparto usato. Un anziano mi segue, giro l'angolo e lui dietro, entro in negozio e lo stesso fa lui. Cosa mai cercherà, forse un 80giri? No, "Mi dica un po' una cosa, il numero 2 dov'è?". No, va bene quando sono al 20r, ma che uno mi segua fino al 28r per farmi la solita domanda, mi sembra incredibile. La risposta è la solita, "All'inizio della strada", "Io non l'ho visto", "Però c'è", "No, c'è il 4 e poi l'8", "Il 4 è nero, l'8 è rosso ed è prima del 4 nero, dopo il 4 nero c'è il 18rosso. Il 2 nero è prima dell'8 rosso, perché nelle strade i numeri vanno in crescendo". Non so se l'ho convinto o confuso, probabilmente nessuna delle due, perché lui conclude, "Se lo dice lei, ma il 2 non c'è".
Torno di là, al 20 rosso, giusto in tempo per beccarmi una telefonata. "Discooocluuuub", signora, "Scusi, ha il cd di quel pianista, Bosio", "Chiii?", "Bosio", "Magari Bosso?", "Ah, sì, quello". Poso il telefono, ecco un'altra signora, "Vorrei il cd di quel pianista, Boso", "Bosoooo?", "Sì...mi sembra...", "No, Bosso", "Sì, quello".
Mentre ero nell'usato, è entrato un cliente, non giovane e non molto in bolla, cerca qualcosa di Little Tony, Dario "Non abbiamo niente", gli cade il negozio su un cd di Tony Esposito, lo indica a Dario, "Guardi lì, Little Tony sarà vicino a quello". Adesso piomba da me, la richiesta è diversa "Cerco una compilation degli anni 50/60 con la canzone Perduto Amor". Per fortuna suona il telefono, lascio il nostalgico, e sento finalmente una voce amica di un cliente sano, "Ciao Gian, sono Ermes. Lo sai che i Cheap Wine vengono a suonare a Genova al Bloser di piazza Marsala?", "No, quando?", "Il 4 novembre, reclamizzalo sul sito'", "Il 4 novembre? Belin è un po' presto", "No è tra dieci giorni", "?!?!?". Non è giornata, è meglio chiudere.

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Diario del 17 febbraio
Il personaggio del giorno non tocca a me, ma a Dario. Entra nell'intervallo, quando io sono a mangiare, dopo un giro in negozio dice a Dario, "Ho visto che non c'è molto dei Sex Pistols", Dario è sorpreso, si avvicina alla casella del gruppo di Vicious, gliela mostra, "Ci sono sia Never Mind The Bollocks, sia The Great Rock 'n' Roll Swindle, i due album ufficiali", l'altro "E basta?"; lascia perdere i punk e sposta il suo sguardo sulla casella vicina di S.R. Vaughan, "Di questi cosa mi consigli?", Dario, "Questo, è l'unico live uscito quando era ancora vivo", l'altro trasalisce, "Perché, è morto? Non lo sapevo, io sono un suo grande fan", Dario deve pensare 'Questo è fuori', ma invece si limita a "E' morto nel 1990 in un incidente aereo", e quello, in ansia, conclude con "E' morto anche il fratello?".
A me tocca invece un vecchio nostalgico, cerca jazz anni '50, gli trovo i dischi che cerca, un Gerry Mulligan e, soprattutto, Take Five di David Brubeck; poi passa a "Quel pezzo meraviglioso di Enya degli anni '80", ce l'ho e lui, "Un'ultima richiesta, una bella raccolta degli Spandau Ballett", servito. "Vede, questa è musica che scalda il cuore, io sono vecchio, ho bisogno di questi artisti e dei film degli anni'70 per riscaldarmi il cuore", io, "Beh, insomma, vecchio...", lui, "Eh, sa, io sono del '53", io, "Eh, sa, io sono del '47".

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Diario del 16 febbraio
Telefono, "Discocluub", "Scusi se la disturbo, sono di British Telecom", "Mi dispiace, non la scuso. Buongiorno" e poso.
Telefono, "Discoocluuub", "Senta vorrei l'ultimo disco di.....", si blocca "Di?", "Diii...mi sfugge il nome, ricordo il titolo del cd, Cinema", "Bocelli?", "Ecco quello".
Telefono, "Discooocluuuub", "Avete i tre dischi che sono usciti di Baglioni e Morandi?", "Per fortuna ne è uscito uno solo, doppio e nella edizione deluxe con in aggiunta un dvd", "No, a me interessa solo l'ultimo", "L'unico", "E di Battiato?", "Ci sono due versioni, una con 4 cd e l'altra con 10", "Che differenza c'è?", "Sei cd", "Mi sa dire quanti pezzi ci sono in una e nell'altra?", "No" e bastaaaa, poso.
Telefono, "Discoooocluuuuub", "Scusi, permette una domanda, ha delle console per strumenti?", "No, provi da Storti", silenzio, dopo "Scusi permette una domanda, dove si trova?", "In via Fiasella", di nuovo silenzio, "Scusi permette una domanda, dov'è via Siafella?", "Via Fiasellaaa, è una traversa di via XX, subito dopo via Cesarea", silenzio, ma non posa; e no, belin, un'altra domanda non gliela permetto, poso io.
Telefono, "Discooooocluuuuuub", "Ha ancora il cd di Ezio Bosso?", "Una copia", "Me la tiene? Vengo subito. Dove siete?", mi ha chiamato lui e non sa dove siamo? "In via San Vincenzo, all'inizio", "All'inizio da che parte? Dal palazzo della Sip?, "Bravo, l'ha azzeccata, proprio lì", "Ma... non riesco a capire, davanti a che cosa?", "Effettivamente ha ragione, ci siamo da poco, dal 1965", non se la prende, si mette a ridere.
Telefono, no, questa volta sono io a chiamare. Mi è arrivata una bolletta di Fastweb esagerata. Sono pronto a litigare col primo addetto del call center. In realtà il primo mi frega, probabilmente dal mio tono di voce capisce che sono un po' nervoso, ripete "Pronto....pronto....pronto", facendo finta di non sentire. Col secondo va meglio, mi dà anche ragione, mi consiglia cosa fare e, alla fine, mi chiede "Mi dà l'indirizzo del vostro sito, mi potrebbe interessare per comprare dei dischi, qui non ne trovo molti", "Di dove sei?", "Di Cosenza", chiacchieriamo amabilmente, ormai siamo passati al "tu" (non sa che io avrò una quarantina di anni più di lui) e conclude con "Senti dopo la telefonata riceverai un'email con la richiesta di una valutazione del servizio da 1 a 10", "Se fai un bell'ordine ti do 10 e lode!".
Finalmente una telefonata piacevole, poso, ma non faccio in tempo ad appoggiarlo che il malefico incomincia a squillare: "Diiscooooooooooocluuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuub".

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Diario del 10 febbraio
Potrei incominciare un altro conto alla rovescia, oggi sarei a – 499. Questa volta non mi riferisco al negozio, ma a me. Sì, tra 499 giorni raggiungerò (spero) i 70 anni. A farmici pensare (e a temere quel giorno) sono stati una serie di clienti odierni, che sono appunto attorno a quell'età. Il primo telefona nell'intervallo, io non ci sono, risponde Dario, "Pronto Disco Club, in cosa posso esserle utile?" (non ha ancora imparato a urlare discooooocluuuuub nell'orecchio del teorico cliente, per ora solo rompiscatole), "Buongiorno signor Dario (come faceva a sapere che era lui?), sono quello della Lomellina, quello che le porta le zanzare, si ricorda di me?", Dario, perplesso, "Veramente....", "Ma sì, quello che le ha detto che le mogli bisogna bastonarle", Dario, sempre più interdetto, "Non ricordo, non è che si confonda con quello più anziano (grazie Dario), quello che c'è da sempre?", "Sì quello, il signor Dario!", "Veramente Dario sono io, quello è Giancarlo", "Va bene è lo stesso, sto cercando un disco in vimini di Willy Houston, non lo trovo da nessuna parte nemmeno a Roma, mi hanno dato anche un numero di Milano ma lì non risponde nessuno. Le lascio il mio di numero, se lo trova mi avvisa?". Dario, sempre gentile, appunta il numero con su scritto 'disco in vimini della famosa cantante Willy Houston' e me lo porge quando torno in negozio.
Tocca a lui andare a mangiare e la telefonata successiva spetta a me, "Discooocluuuub" (così bisogna rispondere), altra settantenne "Scusi voglio porle un quesito, in casa abbiamo un bel po' di dischi, sa quelli di una volta, quadrati", "Quadrati???", "Sì, sia grossi, sia piccoli, con i cantanti degli anni sessanta, tipo quel genovese, come si chiama, quello di Marinella?", "De Andrè", "Ecco quello", "Le do il numero del negozio dell'usato, chieda a lui", lei diffidente "Ma li vuole in regalo o me li paga? Sa, siamo genovesi", "Se glieli regala, lui è più contento, sa è genovese".
Siamo sempre lì intorno (a quei benedetti o maledetti 70) col successivo, entra e mi chiede "Vorrei quei dischi grossi, quelli che si usavano negli anni cinquanta, sa Claudio Villa, Luciano Tajoli, Ne ha?", "No, non eravamo ancora aperti".
Speriamo in bene, il 23 giugno 2017 è ancora lontano (mica tanto purtroppo).

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Diario del 8 febbraio
Sabato, signora, "Voglio il cd del Volo", "Eccolo", lo guarda "Non c'è il pezzo di Sanremo", "No, quello è nel disco dell'anno scorso, ecco, questo" (Dario tiene sempre rifornito l'Angolo della Vergogna, abbiamo tutto); scruta anche questo, "Non ci sono le canzoni recenti", "No, quelle sono nell'ultimo", "Ah, allora mi dia quello; c'è anche il pezzo di Sanremo?", "Nooo", "E' vero, devono ancora farlo", "Cosa?", "Sanremo", "?!?!?".
Oggi, signora di cui sopra, entra e subito dietro di lei un signore con sguardo corrucciato. Lei, "Scusi, un'informazione. Ha l'ultimo del Volo?", "Sì", "C'è anche il pezzo di Sanremo?", "No, è in quello dell'anno scorso", li prendo entrambi e li metto sul banco, lei li scruta, "In questo non c'è Grande amore", "No, è nell'altro, quello di Sanremo 2015", "Sì, ma in quello non ci sono gli ultimi", "Noooo", "Quanto costano?", "C'è scritto sopra", prende quello di Sanremo e si rivolge al signore entrato dopo di lei: è il marito! "Questo costa 15€" e lo guarda come a chiedere "lo prendiamo?". Forse ci siamo, penso, invece il marito, sempre più ingrugnito, non dice una parola, si limita a guardarla, lei posa il cd e se ne vanno.
Com'erano belli i tempi in cui non avevo l'Angolo della Vergogna e, alla prima domanda "Voglio il cd del Volo", potevo rispondere "Non tengo questo genere di musica".
n.d.a. A questo punto dovrei postare la canzone del Volo, tranquilli, non lo faccio....

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Diario del 4 febbraio
Entra un ragazzo, mi guarda come a dire 'sono io' e io dovessi riconoscerlo, mi aiuta con "Sono quello del cd"; certo adesso è facile, è un giovane che ho visto per la prima e unica volta due settimane fa e, cosa strana per un negozio di dischi, mi ha ordinato un cd, come avrò fatto a non ricordarmi di lui?
Rispunta dopo mesi l'ex metallaro ubriaco del "Tiri-tiri-tu, tralla-lero-la", anche oggi non sembra molto sobrio, "Ti pongo un rebus irrisolvibile", chissà cosa mi chiederà, "Dove posso trovare i biglietti per gli Helloween a Milano?", facile "Alla Fiumara, da Mediaworld", "No, no, la roba alla moda non mi interessa" e se ne va sdegnato; sì, è ubriaco. Si ferma davanti alla vetrina e dopo poco rientra, "Quanto costa il 33 di Stand Up in vetrina?", scambia il mio sguardo interdetto, per uno di ignoranza e si sente in dovere di precisare, "Stand Up dei Jethro Tull", "Lo so che è dei Jethro, ma in vetrina non c'è il vinile, c'è un quadretto", "Ah, hic" (singhiozzo da ubriaco).
Il cliente successivo si differenzia dall'ex metallaro per due cose: l'età, decisamente superiore, e i denti, gli manca l'arcata superiore; in quanto alla sobrietà, siamo più o meno pari. "Scusi, dove trovo il liscio", "Non ne ho"; non si rassegna e lo cerca per tutto il negozio, infine sostituisce la richiesta, "E la Giannini?", non lo correggo, ma gli do il best della Nannini. Mentre paga mi chiede, "Sarà difficile, ma per caso avete qualcosa di De Andrè?", "Per caso abbiamo quasi tutto", "Ah, bene, allora un altro giorno che scendo giù passo a prendere qualcosa" e conclude "Sa, era mio cugino".
E' il turno di Dario di beccarsi due clienti. La prima è anziana, evita me e piomba su di lui, "Mi può registrare una pennetta?", "No, signora, non si può", "E perché?", "E' proibito", "I napoletani lo fanno", "Se lo faccia fare da loro", "Sì, a Napoli lo fanno sicuramente" e se ne va contenta di aver dimostrato la superiorità della sua Napoli su Genova. La seconda è giovane, alla richiesta di Dario "Cerchi qualcosa di particolare?", lei "Vainil", Dario, fraintendendo, le risponde in inglese, mostrandole lo scaffale dei vinili, lasciando interdetta la ragazza. Perché? Perché la ragazza è italiana, probabilmente se ci avesse chiesto i compact avrebbe detto 'si di" e le musicassette 'tape'.

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Diario del 25 gennaio
Cliente che non vedevo da un po', quasi pensionato, "Non mi prendere in giro, ma mi piace il cd di Benjamin Constantine, ce l'hai?", "Non ti prendo in giro anche perché non lo conosco proprio questo Constantin e non lo trovo neppure sul database olandese, sei sicuro che si chiami così?", lui guarda quello che ho scritto "Sì, sono sicuro, ma non si scrive così, Constantine con la 'e' in fondo". Niente non si trova, allora gli butto lì, "Non è che sia Clementine?", si batte la fronte, "Che scemo! Sì, Clementine, vedi con la 'e' in fondo", "E già, con la 'e' in fondo. L'ho finito", "Va a ruba vero?", "No, li ho resi tutti perché non si vendeva".
Una giovane coppia chiede a Dario, "Vorremmo sapere dove possiamo dare un'occhiata agli stereo 8", Dario "Stereo 8?", loro "Sì, quelli per far girare i dischi".
Ottavio (il rompipalle telefonico numero uno), dopo due giorni di tempestamenti telefonici senza ottenere risposta, si presenta di persona. Quando torno in negozio alle 14:30, lo vedo davanti alla porta in attesa che noi si apra; faccio finta di non vederlo e vado nel reparto usato, punto sul fatto che arrivi Dario e se lo cucchi lui, ma per mia sfiga Dario era arrivato prima di me e, visto Ottavio, aveva proseguito e ora controllava la situazione dai portici di fronte, facendo finta di guardare le bancarelle dei libri usati. Apro e, dopo aver respinto un suo primo attacco, devo farlo entrare, mi tempesta con le sue solite frasi, con le quali fa le domande e si dà le risposte. Rientra anche Dario, che si allontana dal banco e se ne va alla sua postazione in fondo al negozio, lasciandomi con la raffica-Ottavio, che alla fine mi chiede "Gian Gian posso posso fare un ordine ordine?": è il momento della vendetta, gli indico col braccio Dario, "Vai là, che ci pensa lui a farti l'ordine", e interrompo la corsa del braccio destro con la mano sinistra. Alla fine Ottavio, mentre sta per andarsene, mi dice. "Gian Gian, non rispondete mai mai al telefono", confermo "No, mai", e lui "Ti dispiace allora allora darmi il numero del tuo telefonino telefonino?", confermo "Mi dispiace", "Ah, ciao ciao" e se ne va.

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Diario del 21 gennaio
Entra una ragazza, "Ha mica bisogno di una persona? Cerco disperatamente lavoro per non essere di peso in casa", mi dispiace deluderla, ma "In due siamo sufficienti", al suo posto si materializza l'ex bimbo degli Iron (quello che aveva minacciato il suicidio se non gli avessi procurato un cd); ex perché ormai ha passato i venti ed è quasi un metro e novanta, non l'ho sentito entrare a causa della sua nuova andatura da Pantera Rosa, la domanda è la stessa, "Mi prendi a lavorare?". Un brivido lungo la schiena al pensiero di averlo tra i piedi tutto il giorno, il "no" è in questo caso secco, ma lui "Anche gratis, non so come passare il tempo", ribadisco il "no" e lui se ne va con le sue lunghe leve e il suo passo ondeggiante e lento, così almeno impiega di più a tornare a casa e gli passa un po' di tempo. Differenza di prospettive: c'è chi cerca lavoro per necessità e chi per vincere la noia.
Altre perle della giornata. Vista la moria di artisti negli ultimi giorni e l'impennata di vendite dei dischi di Bowie, in negozio parte il dibattito su chi potrebbe arrivare a quei livelli di boom tra gli ancora viventi, c'è chi dice Mick Jagger, chi Roger Waters, chi Bob Dylan, chi Peter Gabriel ed ecco che a questo punto s'inserisce il solito cliente quotidiano, in attesa della seduta psicanalitica, "Lo sapete che Riccardo Fortis sta ai Pooh come Peter Gabriel ai Genesis?", "?????????".
Infine una coppia, lei si rivolge a Dario, "Avete musica per il massaggio tantrico?", Dario "No. Mi dispiace" (sempre gentile), lei strabuzza gli occhi per la sorpresa "Non ne avete?", Dario conferma, ma lei insiste "Dove possiamo trovarla a Genova?", Dario regge e si limita a un "Non saprei", ma appena quelli escono "Ma che cavolo dice quella? Era sorpresa di non trovare musica per i suoi massaggi, ma va....".

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Diario del 18 gennaio
"Scusi, volevo sapere se ha e quanto costa l'ultimo vinile di Cristina D'Avena", è una ragazza a chiedermelo, "Finito, costava sui 40€", "QUARANTA EURO?", "Sì, è un'edizione limitata", "Io l'ho visto a molto meno", "Perché non l'hai preso?", "Era su Amazon, 35 euro", interviene una sua amica più saggia "Più le spese di spedizione, quindi uguale" (ragazza intelligente), lei "Me lo può ordinare?", "No, era così limitato che non c'è più", lei "Possibile che quando cerco una cosa io, non si trova?", la saggia amica "Se lo hai visto su Amazon, ordinalo lì".
Due vecchi clienti, non ancora abituati ai nuovi avventori, mi guardano perplessi. Squilla il telefono, "Discooocluuub", altra ragazza "Avete il cd nuovo di Giusy Ferreri?", vado a controllare nell'angolo della vergogna, "Sì, c'è", "Meno male. Me lo può mettere via? Mi serve assolutamente, vengo domani". I due vecchi clienti sono sempre più attoniti, nei loro occhi leggo la domanda "Ma come ti sei ridotto?", "Ragazzi, se non ci fossi io, queste povere ragazze dove potrebbero trovare la loro musica d'avanguardia? Sentite questa cover, è quasi meglio di Jeff Buckley......."

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Diario del 16 gennaio
Colpo al cuore oggi. Entra una combriccola di giovanissimi. Una di loro mi chiede dove sono i cd di Marley, l'accompagno e la lascio lì a scegliere. Servo altri clienti, poi sento una voce, "Signore", è la ragazzina che dal fondo del negozio mi chiama per prendere il cd scelto di Marley, vado e le dico "E' la prima volta che qualcuno mi chiama signore, magari capo o maestro, ma signore mai". Compra Legend e se ne va senza scusarsi.
Il Maratoneta è ormai una presenza fissa al pomeriggio, oggi nel periodo della sua permanenza entra Quasimodo, lui allora si rivolge a me e a gesti mi fa capire "Questo è matto". Al sabato sera non ci facciamo mancare niente, arriva anche Ivano col suo solito show anti-mamma concluso con l'altrettanto solita espulsione. Liberatomi dell'importuno, mi rivolgo a Maurizio il Maratoneta "Questo è matto, vero?", lui conferma "Matto, matto".

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Diario del 15 gennaio
Dialoghi sui massimi sistemi oggi a Disco Club. S'incontrano U Megu e Maurizio il Maratoneta, faccio loro presente che hanno una passione in comune, no, non è calcistica, si tratta delle donne in divisa, nella fattispecie le ferroviere. La scintilla è istantanea, si scambiano opinioni, U Megu "Conosci Alessandra? E' quella bionda coi capelli lunghi", il Maratoneta, "Sì, sì, sta a levante", U Megu, "A me sembrava a Sori", il Maratoneta, "Sì, sì, a Sori", U Megu, "E' del 1977", il Maratoneta, "Sì, sì del 1977, come il disco dei Chicago Ics I (per lui XI dopo Chicago sta per Ics I e non undici). Altre esponenti femmine del personale viaggiante di Trenitalia passano sotto l'esame dei due esperti, che di ognuna sanno la data di nascita e la residenza (all'occhio ragazze!), il Maratoneta è più audace, ha tutta una serie di selfie con le ferroviere (oltre a quelli con le atlete) e si guadagna spesso da loro un euro per il caffè, a dire il vero ci guadagno io, perché il caffè lui non lo prende e l'euro lo porta a me per comprarsi i cd.
Ancora donne alla ribalta. La prima al telefono, "Avete il cd del Gesù di Zeffirelli?".
La seconda di persona, con un foglietto con su scritto 'Nero', me lo mostra e chiede, "Avete un disco di questo cantante?", io "Nero?", lei "Sì, non mi ricordo il nome", "Franco" spara uno spiritoso, "No, quello è un attore" (meno male, lo conosceva), "Fabrizio Moro", prova un altro, lei rimane indecisa su questo suggerimento, ma "Mi sembrava Nero non Moro". A me sembra impossibile, però ci provo, "Negramaro", lei "Ma è un gruppo", io, "Sì, ma hanno un cantante", lei "Ah". Come finisce? Compra il cd dei Negramaro.

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Diario del 13 gennaio
Tormentone del giorno, anzi della settimana: "Avete Blackstar?". Dopo la domanda le giustificazioni: "Sono sempre stato un fan, lo avrei comprato prima, ma non sapevo che fosse uscito" (un vero fan lo sa e viene a chiedermelo prima che esca, non dopo la morte del suo idolo); "Non ho mai comprato niente di lui, ma avrei sempre voluto farlo, ho sentito la notizia al telegiornale e mi è venuto voglia di venire a prenderlo" (sì, perché glielo ha detto Mollica); "E' da Let's Dance che non compro un suo disco, quelli dopo non mi sono piaciuti, questo però è bello" (se ti piaceva Let's Dance come può piacerti questo?). Una vera e propria processione con aggiunta di plurime rotture telefoniche; tra queste una signora, dalla voce non molto giovane, "Vorrei una raccolta di Bowie, l'importante è che contenga Space Oddity", "Ho solo Changesone, è il primo pezzo", "Bene, e gli altri titoli?", glieli leggo, non basta, "C'è in qualche altro cd?", "Sì, ma io, come le ho detto, ho solo questo", "Mi può leggere le canzoni contenute nelle altre raccolte?", "No, non le ho", "Ci sono anche raccolte con più dischi?", "Sì", "Ci saranno molte più canzoni", "Ovviamente", ci pensa un attimo, poi non ce la fa a trattenere la domanda, "Sa qualche titolo?", "Signora, glielo ripeto: HO SOLO CHANGESONE. Space Oddity c'è e mi sembrava di aver capito che fosse la conditio sine qua non per comprare il cd". Sono convincente, "Me lo tenga, passo domani a prenderlo". Poso esausto e mi trovo davanti un ometto un po' timoroso, "Scusi vorrei l'ultimo disco di ...", si ferma, si deve essere dimenticato il nome, poi riparte, "David", di nuovo fermo, poi, titubante "Bowie?", come a dire 'non sono sicuro del nome, ma mi sembra questo'. "L'HO FINITO E NON SO QUANDO MI ARRIVA", lo spavento, batte in ritirata.

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Diario del 12 gennaio
Da un po' di tempo abbiamo ospite fisso un cliente, che, in attesa della seduta dalla psicanalista, intrattiene i clienti con consigli sui dischi da comprare. Sicuramente lui ha una notevole cultura musicale, ma non azzecca molto i gusti degli altri. Oggi si esibisce con Giuliana, cliente di vecchia data con preferenze quasi esclusive per i cantautori folkeggianti, non troppo country, solo statunitensi, europei scartati a priori. Cosa consiglia il nostro tuttologo? "Signora, dovrebbe provare a sentire questo disco, è meraviglioso" e le mostra Circe, colonna sonora strumentale di due Sigur Ros. Giuliana lo guarda interdetta, la tolgo dall'impiccio io, "Che cavolo dici Andrea, lei compra solo cantanti americani e tu le proponi un cd strumentale di islandesi?". Lui non si rassegna, vuole a tutti i costi farmi vendere un disco, ci prova con Mimmo, uno dei più vecchi (di età) clienti, quello che ha subito l'espulsione di più lunga durata, il maggior fan vivente di Emmylou Harris e, in subordine, di Jerry Lee Lewis e Willie Nelson; gli mostra un cd, non vedo quale, ma sento il suo commento "Senta questo, qui cantava come Julian Cope". Anche in questo caso il suo interlocutore mostra con lo sguardo perso nel vuoto la sua ignoranza sull'argomento-Cope e devo di nuovo intervenire io, "Vai Andrea, vai che la dottoressa ti aspetta".
Rimasti soli, Mimmo mi sorprende, "Gian avrai letto anche tu, e lo saprai meglio di me, che sta uscendo un nuovo disco", mi aspetto la solita richiesta degli ultimi tre mesi, la ristampa del Trio (Linda Ronstadt, Dolly Parton, Emmylou Harris), invece "Capitani coraggiosi di Baglioni e Morandi", "Non lo sapevo meglio di te, proprio non lo sapevo e nemmeno ci tenevo, ma come TU (calco la voce su questo 'tu', come a dire proprio tu che rompi le palle a tutti se non conoscono i dischi dei tuoi preferiti) senti quei due?", si sente colto in fallo, ma si difende con "Sai, i ricordi degli anni sessanta, tipo In ginocchio da te", "All'epoca tu avevi 21 anni, Morandi lo sentivano solo le ragazzine e le nonne, adesso lo sentono solo le ragazzine dell'epoca, ora nonne. E Baglioni?", "Ho visto il programma alla televisione, lo avrai visto anche tu, era piacevole", "Io non l'ho visto perché non mi sono messo davanti alla televisione, e non l'avrei visto nemmeno se mi ci fossi messo, perché penso che mi sarei addormentato prima del terzo minuto". Mi lascia e si rivolge a Dario, "Mi raccomando, l'ho già detto a Gian, tenetemi il cd di Baglioni/Morandi".

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Diario del 2 gennaio
Eccoci a iniziare un altro anno. Sono curioso di vedere chi sarà il primo rompipalle telefonico del 2016 e il primo cliente a entrare in negozio. Alla prima domanda non posso avere risposta, perché il primo rompipalle telefonico si è fatto vivo ieri, primo gennaio, alle 16:29, chissà, magari voleva farmi gli auguri di buon anno.
Alle 8:43 di oggi entra Nicola, "Hai vinto, sei il primo cliente del 2016", è la mia accoglienza, "Scrivilo stasera sul Diario", "Va bene". S'intrattiene qualche minuto a chiacchierare e alle 8:54 se ne va senza comprare niente, "Ritiro tutto Nicola. Non sei il primo cliente dell'anno, ma il primo rompipalle".
Quando le condizioni climatiche sono contrarie, il dominatore dell'angolo del palazzo, Quasimodo, dà il meglio. Resiste a pioggia e freddo, sì il naso gli gocciola un po', ma è l'unico segno di cedimento fisico. Questa volta lo accoglie Dario alle 13:59, quando il negozio era teoricamente chiuso, entra e indovinate cosa chiede? ""Scu-scusi, è mica arrivato il live di Hendrix", insomma la solita domanda e tocca a Dario fargli presente che, forse, a Capodanno i corrieri non fanno consegne.
A proposito di Dario, oggi l'amico Buzzi viene a cambiare un regalo natalizio, ridacchia "Sai, è successa una cosa strana", "Cosa?", "L'amica che mi ha preso il cd, mi ha detto che subito si è rivolta a un orso (n.d.G. è evidente che tra me e Dario il più simile fisicamente a un orso è lui) che non l'ha cagata. Poi un signore (n.d.G. chiaramente si riferisce a me) l'ha gentilmente aiutata a trovare un regalo adatto". Dario non la prende bene, "Figuriamoci, adesso si rovescia il mondo; tra l'altro le ha dato i Beatles, sono io un fan dei Beatles, mica lui", e conclude "Poi non dimentichiamoci che il CLIENTE HA SEMPRE TORTO". Bravo Dario! Stai imparando.

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Diario dal 27 al 31 dicembre

Diario del 28 dicembre
L'ufficio oggetti smarriti di Disco Club si è arricchito nei giorni precedenti Natale dell'ennesimo ombrello (come al solito mezzo rotto, ne lasciassero mai uno funzionante), di un casco (già dal giorno del compleanno) e infine, proprio in chiusura del 24, di un bel pacco regalo pieno di cibarie e dolci vari con l'aggiunta di due bottiglie. Noi abbiamo fatto il tifo perché i proprietari di ombrello e casco venissero a recuperarli e invece il terzo distratto fosse anche smemorato e ci lasciasse le ghiottonerie del pacco dono. Ovviamente è successo il contrario. L'ombrello si è aggiunto alla collezione depositata nel retro, il casco è ancora qui (probabilmente il proprietario, partito senza protezione, è caduto e ha preso una craniata che gli ha reso impossibile tornare a recuperarlo), mentre Damiano, è lui il colpevole della dimenticanza del pacco, prima ha telefonato e subito dopo è corso a riprenderselo per tema che io e Dario (tipo Yoghi e Bubu). Pensavo che fosse stato lui, disperato per la dimenticanza, ad aver fatto la telefonata che trovo sul display, data 25/12 ora 9:47, invece no. Vorrei proprio sapere chi si è preso la briga di vedere se eravamo aperti la mattina di Natale e quale urgenza aveva. Santo Stefano è passato senza telefonate, ma ieri, domenica, ben in tre hanno provato a vedere se eravamo in negozio. Oggi per primo entra Quasimodo, "Scu-scusi, è mica arrivato il live di Hendrix", gli faccio il riepilogo della settimana, "Giovedì sei venuto, venerdì era Natale, sabato Santo Stefano, domenica domenica, oggi è lunedì", non gli dico altro, sembra capire, "Scu-scusi" e se ne va. La storiella mi tocca ripeterla poco dopo, il primo rompipalle telefonico è Parodi, sempre lui quello dei bollini Siae e della collezione di dischi da mostrare solo a belle ragazze, telefono, "Discocluub" (solo una u in più, mi sentivo buono, in fondo era la prima telefonata post-natalizia, e poi non sapevo che era lui), una voce lasciva, "Ciao, sono Parodi, volevo sapere se è arrivato il cd di Little Walter (lo pronunzia proprio così, come è scritto, tipo Walter Chiari)", mi sento già meno buono, "Allooraaa, giovedì mi hai chiamato etc.etc. (il resto lo sapete già)". Anche questa volta ottengo un buon effetto, posa subito dicendo "Chiamo dopo l'Epifania". Avranno capito? No, domani Quasimodo sarà già fuori dalle 7:30 per essere il primo ad entrare e a farmi la solita domanda degli ultimi dieci giorni e prima delle 9 squillerà il telefono "Sono Parodi etc.etc.".

Diario del 29 dicembre
Nuovo acquisto che porta a livelli ancora più alti la quota media di rimbabitismo della nostra clientela. Non che sia vecchio, intorno ai cinquanta, ma il cervello ha la brillantezza di un centenario. Entra e decide di tornare a sentire musica dopo tanti anni, incomincia dai Pink Floyd (e Dario ne approfitta per tirarmi una stilettata, conoscendo la mia predilezione per il gruppo inglese, "Tutti così i fans dei Pink"), gli manca però qualcosa per sentire il cd, "Dove posso comprare un walkman?", Dario glielo spiega. Va e torna presto, "L'ho comprato, ma come si accende?", Dario gli indica il tasto "on" e lo schiaccia, l'altro lo riprende, prova ad aprire lo sportello, "Non si apre, come si fa?", Dario gli indica il tasto "open" e lo apre. Prende il cd dei Pink Floyd, lo mette dentro, ma "Come si fa a sentire?", Dario gli indica il tasto "play" e fa partire la musica: ha reso un uomo felice, infila le cuffiette e finalmente ci lascia, anzi lascia Dario. Sempre gentile Dario, direte vero? Peccato che appena quello esce, all'urlo di "Porca puttana tutti qui capitano", incrina con un pugno un altro pezzo di banco, penso che nel 2016 dovremo cambiarlo. Dario, un vero Dr Jekyll and Mr Hyde.


Diario del 30 dicembre
Si avvicina Capodanno e, come tutti gli anni, si cerca la musica adatta per l'ultima serata danzante. La differenza è che una volta erano i giovani a cercare le solite compilation discotecare, ora sono gli ultra ottantenni che vengono alla ricerca dei loro idoli di ballabili proposti da Radio Zeta. Ieri un signore voleva un cd di Pietro Galassi, oggi una simpatica vecchietta genovese si presenta alla ricerca di cd o musicassette dei Girasoli, il tutto rigorosamente in dialetto. A proposito di musica dialettale un altro anziano mi ha chiesto i cd di Gigi Finizio in napoletano e, alla mia risposta negativa, se ne è andato offeso, senza rivolgermi più né uno sguardo, né una parola.
Decisamente più giovane il successivo, "Vorrei il nuovo cd di Franco Ricciardi", non lo conosco, ma lo cerco sul database, tanto nuovo non è, visto che è uscito ad aprile del 2014, "E' ordinabile, ma adesso la casa discografica è chiusa, se passi dopo il 10 gennaio te lo posso ordinare", credevo di accontentarlo, invece lo irrito, "Possibile che non si possa trovare mai niente? Non è che io possa passare sempre" e conclude con "Io lavoro", e lo dice con un tono come a dire "non come te che non fai un cazzo e stai tutto il giorno a giocare col computer".
Telefono, "Discooocluuuub", "Chiamo da Chiavari, dalla Cattedrale. Mi si è rotto un cd con musica, solo musica, natalizia", "Non ne ho", "Mi sa dire dove posso trovarlo?", "Forse da Feltrinelli", "Come scusi, Ferrinelli?", "Feltrinelli", "E cos'è?", "La libreria, ha anche cd", "Non la conosco".
Torniamo ai nostri vecchietti. Uno entra con un ritaglio di giornale in mano, mi aspetto la solita Radio Zeta, invece, con mia sorpresa, mi mostra la nostra recensione apparsa sul Secolo XIX del disco dei Los Lobos, "Ho letto questo, ce l'ha in cassetta". E' la prima volta che qualcuno si presenta con in mano una nostra recensione, solo per questo gliela registrerei io una cassetta con i Los Lobos, ma non ho più il registratore, lo devo deludere, ma lui non si rassegna, "Se mi compro uno di quegli aggeggi per sentire i cd, poi lo trovo da lei questo?".

Diario del 31 dicembre
Dove eravamo rimasti? Ah sì, ai vecchietti. E di lì ricominciamo.
Il primo mi chiede, "Avete musica per Tai Chi Chuan?", non so cosa sia, penso a un ballo, invece no questa volta si tratta di un'antica arte marziale cinese. Ovviamente non ho niente, però gagliardo il vecchietto.
Seconda, "Cerco un cd di Bryan Adams con una canzone che finisce con Woman. Trovo la canzone e gliela faccio sentire, lei storce il naso, "No, guardi la cerco da anni, non è questa. Non dico che non sia bella anche questa, ma non è quella che ce...", s'interrompe con un sussulto, è partito il ritornello della canzone e lei esulta come per un gol della squadra del cuore, "Sììììììì, è questa!!".
Terzo, anche questo alla ricerca di una canzone, "La sentivo quand'ero giovane, mi rendo conto che non è facile, il titolo deve essere Strangers in the Night", "Veramente questa è di quando ero giovane io, è di Frank Sinatra", "Come?", "Frank Sinatra", "Ah, non ce l'ha di Marco Papetti?", "Fausto Papetti, no non ce l'ho, ho solo Sinatra", "Come?", "Sinatra", "Va bene, mi dia quello. Quanto costa?", "Devo ordinarglielo. Costa un po', è un doppio cd", "Come?", "Doppio cd", "Me lo ordini lo stesso, voglio fare una sorpresa a mia moglie. Le lascio il mio numero di telefonino. Mi mandi un messaggio, non telefoni, perché, sa, sono un po' sordo", "NON L'AVEVO CAPITO".
Oggi ho ricevuto una cartolina di auguri per l'anno nuovo. Niente di strano, direte. Invece è strano, perché me la sono spedita da solo e l'ho affrancata con l'adesivo dei 50 anni di Disco Club. Peccato, non l'hanno timbrata, però l'hanno annullata con uno scarabocchio e non mi hanno fatto pagare la multa. Il fermapacchi è diventato un francobollo! Con questa cartolina faccio gli auguri di buon anno a tutti.

 

 

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Diario del 24 dicembre
Oggi bisogna arrivare presto, prima dell'inizio della buriana prenatalizia tutto deve essere in ordine. Entro alle 8:04 e subito squilla il telefono, non so se rispondere o fare come ieri, staccare la suoneria, rispondo, "Discooocluuub", "Scusi vorrei sapere se si può ordinare un cd", "Dica", "L'ultimo dei Negramaro", "Sì, ce l'ho", "Allora vorrei sapere se c'è qualche offerta", "Scusi ma non ha detto il nuovo?", "Sì", "E vuole sapere se c'è qualche offerta?", poso.
Di nuovo telefono, "Discoooocluuuuub", "Avete libri?", "Pochi, solo di musica", "Allora avete qualcosa su Fedez", poso e disinserisco la suoneria per evitare di aumentare a dismisura le "o" e le "u".
Giovane ragazza, "Sono stata allevata bene dai miei a pane e Pink Floyd, poi Alan Parsons e Frankie Goes to Hollywood, vorrei un libro sui Pink, ma non quello -e mi indica uno con Barrett nella vetrinetta- per fortuna mio papà mi ha allevato bene".
Cinquina di clienti (si fa per dire). Primo, "Cerco il 45giri di Zucchero Con le mani", "........".
Secondo, gira un po' per il negozio, poi si decide a chiedere, "Italiani non ne avete. Tipo Frank Sinatra?", ".........".
Terzo, entra trafelato, "Avete il cd di Suor Cristina?", "No", "Porca puttana è introvabile", puttana a chi? A Suor Cristina?
Quarta, "Mi serve il cd natalizio di Tony Hadley", "Finito", "Immaginavo, lo troverò dall'Ikea", "?!?!?".
Quinto, si rivolge a Dario, "Vorrei il cd Animals Declares War", Dario, "Io conosco Eric Burdon Declares War", "No, no, sono sicuro, è Animals", Dario, paziente, si dedica alla ricerca e trova effettivamente un disco con quel titolo, senza Burdon, anni '80, mai sentito prima di oggi, "Sì, posso ordinarglielo in Olanda", l'altro, "Bene, mi serve per il 27", Dario, "Riapriamo il 28" ancora con gentilezza, ma, appena quello esce, incrina il banco con un pugno.
Guardo il telefono, in sei ore 89 telefonate perse, lo riattivo e subito suona, "Discoooocluuuuub", "Sono ancora un cliente", 'ancora' in che senso? Faccio finta di non aver sentito. Poso ed elimino di nuovo la suoneria.
Buon Natale a tutti.

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Diario del 23 dicembre
Bisogna dire che il Secolo XIX per Genova è sempre un gran mezzo di comunicazione. Ogni volta che pubblicano qualcosa su Disco Club si vede subito un riscontro di popolarità. Questa volta poi era una pagina intera e già di prima mattina, al mio ingresso in banca, sono stato accolto da esclamazioni, "Complimenti!", "Buon compleanno", "Che bella pagina", volevo fare veloce per essere in negozio presto, invece per strada vicini di negozio, clienti, che magari non vedevo da anni, mi hanno bloccato anche loro per i complimenti, "resisti, mi raccomando", "sei un eroe". Finalmente arrivo in negozio, ma la musica non cambia, anche un nuovo cliente (mai visto prima), proprietario di una ditta avviata, non si lascia sfuggire l'occasione "Ho letto la pagina, complimenti molto bella, scritta benissimo, bravo". Un po' esaltato da questa improvvisa popolarità, dopo anni di anonimato, mi è venuta un'idea: quasi quasi mi presento alle prossime elezioni comunali. Certo, in questo momento non ci sono partiti in cui io possa identificarmi completamente, ma in fondo negli ultimi vent'anni siamo passati da un ex crooner da crociere, a un ex comico della Rai, a livello nazionale, perché non ci può stare un (per ora) non ex dischivendolo a livello locale?
Ecco allora facciamo un nuovo partito "Discoclub65", il motto, parafrasando quelli di Silvio anni '90, sarà "più musica per tutti" (u Megu ne ha suggerito uno simile con le prime tre lettere uguali....). Avrò il vantaggio rispetto agli altri che rispetterò sicuramente il programma, mettendo magari dei diffusori musicali per la città, con musica diversa secondo i quartieri (nei vicoli, musica della mala o dei poliziotteschi anni '70), di uguale il conflitto d'interessi, essendo proprietario di un negozio di dischi, ma questo, si sa, in Italia non costituisce un impedimento....

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