Il Diario di Disco Club

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Diario del 3 aprile

Gino Paoli e Disco Club
Quando manca un artista difficilmente noi ci aggreghiamo ai peana che dopo pochi minuti infestano radio, televisione, giornali e soprattutto i social. Oggi siamo stati trascinati a parlarne da una telefonata: "Discooocluuuub", signore, dalla voce, molto distinto, "Scusi vorrei chiederle un'informazione", "Dica" (costretto alla gentilezza dalla sua gentilezza...), lui dice, "Vorrei sapere se possiate essere interessati all'acquisto di un autografo di Gino Paoli", fine della gentilezza, "Noi vendiamo dischi, non autografi".
Ecco Gino Paoli appunto, con lui abbiamo avuto in tutta la nostra storia due contatti, il primo circa vent'anni fa. Nel vecchio Disco Club avevo una porticina che mi permetteva di prendere i dischi in vetrina dall'interno (vedi foto), la apro e mi vedo davanti Gino Paoli che guarda i dischi esposti, anche lui vede me e fugge, è nato a Monfalcone ma è sarvægo come un vero genovese. Secondo contatto, 18 dicembre 2015; stavamo preparando la festa dei 50 anni, ero indaffarato alla cassa e sento che entra un cliente, mi giro e mi trovo davanti Gino Paoli; questa volta non fugge, anzi dice "Ci sei sempre tu?!", dopo tanti anni mi ha riconosciuto? Dietro di lui entra la moglie, lei per niente sarvæga (non è genovese); le parlo della festa del giorno dopo e lei si entusiasma, si rivolge al marito, "Gino, veniamo anche noi", non è una domanda, è un'affermazione. Lui è un po' interdetto, ma non del tutto contrario. La notte porta consiglio, non vengono.
p.s. La foto della porticina è stata scattata dal nostro fotografo ufficiale, Alberto Terrile, proprio il 19 dicembre 2015.

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2 gennaio 2026, incomincia il mio quarantatreesimo anno da Disco Club. Arrivo in negozio alle 8,47, apro e subito dopo vedo davanti alla vetrina il Taxista dal taxi giallo. Sono anni che non vi parlo di lui, l'ultima volta fu questa: "L'ex taxista dal taxi giallo, quotidiano portatore di pizzini con lunghissime liste, è stato limitato da un aut aut "gli ordini si fanno una sola volta alla settimana": ha preso armi e ... pizzini e si è trasferito da Feltrinelli". In realtà ha girato un po' tutti i negozi e ha finito il giro tornando da noi, grazie a Dario che in questi anni si è impegnato a riportarmi dentro tutta una serie di rompi da me allontanati da tempo. Mi chiudo dentro, lui fa l'indifferente, da un'occhiata alla vetrina e alla fine si lancia sulla porta, chiusa; gli indico l'orario, apro alle 9.00. Si allontana borbottando, poi si avvia verso il reparto usato e lo sento che parla, secondo lui tra sé stesso, in realtà a voce alta e ovviamente mi insulta. Alle 9 in punto apro. Lui non se ne accorge e sta fuori ancora qualche minuto, fino a quando gli indico che è aperto. Compra tre cd di jazz usati (uno di Dario che così senza nessun merito ci guadagna qualcosa) e mi chiede "Questo pomeriggio c'è Dario?", sapendo benissimo che io non gli avrei fatto nessuna ricerca. Fuori uno, dentro un'altra, signora anziana "Avete il disco dei V2?", "Non li conosco", "Ma sì, sono famosi, di tanti anni fa, mi piace una canzone", mi viene un dubbio "Sicura che si chiamino V2?", non lo è, ma mi canticchia il solito lalalà lalalì che va bene per ogni canzone; V2 o U2? Io ci provo, metto su Pride, azzeccato! È addirittura la canzone che cercava, lalalà, lalalì. Abbiamo un cd usato, ma lei "No, lo voglio nuovo" e se ne va. Prendo il telefono per controllare se qualcuno avesse chiamato come succede sempre nei giorni festivi, infatti ecco una telefonata alle 18.46, doppiamente abelinato, ieri era il primo dell'anno e in tutti i casi noi chiudiamo alle 18.45 in punto! Ed ecco la prima telefonata del 2026, "Discooocluuuub", "Scusi, voi comprate dvd di film usati?", "No, non ne teniamo", "Ma li valutate?", "No, ma so che danno dai 50 centesimi a, al massimo, un euro", lei "Non è per venderli, ma per non buttarli via", allora perché mi ha chiesto la valutazione? Ed ecco una brutta sorpresa, non mi ero accorto tirando su le serrande che qualcuno nella notte di Capodanno aveva pensato bene di battezzare la vetrina laterale con una bella vomitata. E' tanto che non lo scrivevo, ma Ugolino è sempre di moda, "Ma che bella giornata!".

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Diario del 2 settembre
Telefono. "Discooocluuuub", signora "Vorrei sapere se avete dei cd per calmare i cani durante un temporale", questo non me l'aveva mai chiesto nessuno, "No, mi spiace" (per il cane), lei "E musica classica?", non sapevo che la musica classica fosse una musica per i cani, "No", lei "Qualche negozio che ce l'abbia?", io "Hanno chiuso tutti quelli che avevano classica" probabilmente anche quelli che avevano musica per calmare i cani.
Eccoci al personaggio del libro più attivo in questi ultimi giorni: Ciaogianciaocarlo. Andrea a fine luglio ha commesso l'errore di ordinargli una raccolta tripla dei Big Country dicendogli che non sarebbe arrivata fino a Ferragosto. Ovviamente il giorno dopo Ciaogiaciaocarlo si è presentato a chiedere se fosse arrivato, scena che si è ripetuta quasi quotidianamente. Sabato 16 agosto all'alba ero solo in negozio e chi entra? Ciaogianciaocarlo "Eccomi, è arrivato?", io urlo "E' sabato sono le 8,45 e tu pensi che sia passato un corriere?", lui, ineffabile, "Andrea mi ha detto che arrivava il 15". Lo caccio. La settimana successiva io ero in ferie, ma lui è passato quotidianamente e Dario alla fine gli ha detto che non arrivava più, esaurito, il disco, non Dario, anzi anche Dario. Lunedì della settimana scorsa rientro e chi è il primo ad entrare? Lui, con un sorriso accondiscendente, "E' arrivato, vero?". Lo caccio fuori, ma torna altre tre volte, per farsi perdonare compra un cd, la scena si ripete per tutta la settimana, a guadagnarci è il Bar Verdi, un giorno sta lì seduto per ore e alla fine consuma per 70€. Ieri, entra "Dai non scherziamo, l'ho ordinato un mese fa e lo aspetto dal 15 agosto, sono 17 giorni, su tiralo fuori", le mie urla devono sentirle fino all'ultimo piano del grattacielo. Se ne va, rientra, se ne va, rientra, se ne va, rientra e compra un cd, se ne va, rientra e compra un altro cd. Oggi è di nuovo qui all'alba, stessa scena e altro cd venduto. Speravo che se ne andasse e invece eccolo lì sulla porta. Ho visto che se urlo un po' più forte si sente obbligato a "consumare", allora esagero gliene urlo di tutte, lui si ferma sulla porta e dice "Almeno salutami", io esagero "Certo, ma vaffa...". Ottengo l'effetto voluto, va al bar Verdi e rientra "Dammi il disco di Nik Kershaw in vetrina", "Il box?", "Sì"; lo prendo, costa 104,90€! "Eccolo, dammi 100€". Me li da e "Almeno mi ringrazi?", io "Grazie". Se sono gentile forse non torna più. Infatti se ne va definitivamente. Per domani devo mettere in vetrina qualche altro box caro e invenduto (Kershaw era lì dal 20 febbraio...) e ovviamente passare a insulti più pesanti

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Giornata di telefonate.
"Discooocluuuub", signora "Vorrei sapere se domani siete aperti", io "Domani è domenica", è un'affermazione, lei la prende per una domanda, "Sì, domani è domenica", io "Solitamente siamo chiusi", lei "E domani?", io "Come al solito".
"Discooocluuuub", altra signora "Vorrei un cd col canto delle balene".
"Discooocluuub", terza signora, "Avete musica Reiki con una campanella ogni tre minuti?".
"Discooocluuuub", questa volta è un uomo, "Scusi, voi prendete cassette di film?", io "No", ritelefono "Scusi, voi prendete cassette di film?", io "No", tritelefono "Sono quello di prima, ho anche un bel televisore, vi interessa?", io, poso.
Le telefonate continuano più o meno su questo tenore, ma alla fine ecco la sorpresa, una signora conclude la telefonata con me con: "Lei è molto gentile, cosa di questi tempi molto rara". Capito? Voi che mi denigrate sempre.

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Due casi di shock
In negozio io sono il poliziotto cattivo e Dario quello buono. Pochi giorni fa parlando con una signora citiamo Sestri Ponente e io dico "Anche Dario è di Sestri" e lei "Quello della Fnac? Non parlarmene, sono ancora scioccata adesso", io "In che senso?", "20 anni fa con una ragazzina siamo andati alla Fnac e la mia amica gli ha chiesto un cd dei Sigur Ros. Lui l'ha trattata malissimo e siamo uscite dal negozio sotto choc".
"Va a finire che mi frega il posto di poliziotto cattivo", ho pensato.
Il giorno dopo entra un uomo grande e grosso, si avvicina alla cassa e mi apostrofa "Lei 40 anni fa mi ha spaccato un disco in testa". Oh belin sarà mica venuto a vendicarsi? Cerco di difendermi "Ma, ci sarà stato un motivo". Non accetta scuse "Sono entrato e lei mi ha spaccato un lp in testa, sono uscito sotto shock". Se lo sarà inventato? Cerco di indagare e scopro che era uno dei metallari stabili davanti alla vetrina e allora mi ricordo. Un giorno un lp ci era caduto e si era spaccato. Dico a Stefano (aiutante dell'epoca) "Adesso lo ricomponiamo e lo spacco in testa al primo metallaro che entra". Il primo è stato Giorgio (quello di cui sopra) e si è beccato in testa il vinile che ovviamente è andato nuovamente in pezzi. Probabilmente dopo 40 anni è tornato per capire come mai si è preso un disco in testa. Se ne è andato soddisfatto e mi dà nuovamente del tu.
Posto salvato, rimango il poliziotto cattivo!

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Diario del 14 aprile

Clamoroso a Disco Club!
Ieri abbiamo avuto una rivelazione che ci ha lasciati a bocca aperta: David Bowie era americano!
Larid, cliente da molti anni, chiamato così perché da grande fan di Lou Reed, quando veniva a chiedere qualcosa ci diceva "E' uscito niente di Làrid? (con l'accento sulla a); dicevo, Làrid viene a vedere le uscite del RSD, cerca quella di Bowie, che abbiamo, ma non la vuol prendere perché è la stampa inglese. Io, sorpreso, dico "Beh, Bowie era inglese", lui si ringalluzzisce, come per darmi una lezione, "Eh no, era americano", io, "Americano? Cosa dici? Era di Brixton, quindi Londra", lui "Eh no e adesso te lo dimostro. Dove è morto Bowie? In America e quindi era americano!". Pensa di aver trionfato su di me, ma io mi limito a prenderlo e a cacciarlo fuori dal negozio.
Però è interessante la sua teoria. In base a questa anche John Lennon era americano e Jim Morrison francese. E pensate a Napoleone, una vita a combattere contro gli inglesi, poi passa gli ultimi sei anni della sua vita nell'isola di Sant'Elena e lì muore, quindi in territorio inglese. Napoleone era inglese!

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