Il Diario di Disco Club
Gino Paoli e Disco Club
Quando manca un artista difficilmente noi ci aggreghiamo ai peana che dopo pochi minuti infestano radio, televisione, giornali e soprattutto i social. Oggi siamo stati trascinati a parlarne da una telefonata: "Discooocluuuub", signore, dalla voce, molto distinto, "Scusi vorrei chiederle un'informazione", "Dica" (costretto alla gentilezza dalla sua gentilezza...), lui dice, "Vorrei sapere se possiate essere interessati all'acquisto di un autografo di Gino Paoli", fine della gentilezza, "Noi vendiamo dischi, non autografi".
Ecco Gino Paoli appunto, con lui abbiamo avuto in tutta la nostra storia due contatti, il primo circa vent'anni fa. Nel vecchio Disco Club avevo una porticina che mi permetteva di prendere i dischi in vetrina dall'interno (vedi foto), la apro e mi vedo davanti Gino Paoli che guarda i dischi esposti, anche lui vede me e fugge, è nato a Monfalcone ma è sarvægo come un vero genovese. Secondo contatto, 18 dicembre 2015; stavamo preparando la festa dei 50 anni, ero indaffarato alla cassa e sento che entra un cliente, mi giro e mi trovo davanti Gino Paoli; questa volta non fugge, anzi dice "Ci sei sempre tu?!", dopo tanti anni mi ha riconosciuto? Dietro di lui entra la moglie, lei per niente sarvæga (non è genovese); le parlo della festa del giorno dopo e lei si entusiasma, si rivolge al marito, "Gino, veniamo anche noi", non è una domanda, è un'affermazione. Lui è un po' interdetto, ma non del tutto contrario. La notte porta consiglio, non vengono.
p.s. La foto della porticina è stata scattata dal nostro fotografo ufficiale, Alberto Terrile, proprio il 19 dicembre 2015.
2 gennaio 2026, incomincia il mio quarantatreesimo anno da Disco Club. Arrivo in negozio alle 8,47, apro e subito dopo vedo davanti alla vetrina il Taxista dal taxi giallo. Sono anni che non vi parlo di lui, l'ultima volta fu questa: "L'ex taxista dal taxi giallo, quotidiano portatore di pizzini con lunghissime liste, è stato limitato da un aut aut "gli ordini si fanno una sola volta alla settimana": ha preso armi e ... pizzini e si è trasferito da Feltrinelli". In realtà ha girato un po' tutti i negozi e ha finito il giro tornando da noi, grazie a Dario che in questi anni si è impegnato a riportarmi dentro tutta una serie di rompi da me allontanati da tempo. Mi chiudo dentro, lui fa l'indifferente, da un'occhiata alla vetrina e alla fine si lancia sulla porta, chiusa; gli indico l'orario, apro alle 9.00. Si allontana borbottando, poi si avvia verso il reparto usato e lo sento che parla, secondo lui tra sé stesso, in realtà a voce alta e ovviamente mi insulta. Alle 9 in punto apro. Lui non se ne accorge e sta fuori ancora qualche minuto, fino a quando gli indico che è aperto. Compra tre cd di jazz usati (uno di Dario che così senza nessun merito ci guadagna qualcosa) e mi chiede "Questo pomeriggio c'è Dario?", sapendo benissimo che io non gli avrei fatto nessuna ricerca. Fuori uno, dentro un'altra, signora anziana "Avete il disco dei V2?", "Non li conosco", "Ma sì, sono famosi, di tanti anni fa, mi piace una canzone", mi viene un dubbio "Sicura che si chiamino V2?", non lo è, ma mi canticchia il solito lalalà lalalì che va bene per ogni canzone; V2 o U2? Io ci provo, metto su Pride, azzeccato! È addirittura la canzone che cercava, lalalà, lalalì. Abbiamo un cd usato, ma lei "No, lo voglio nuovo" e se ne va. Prendo il telefono per controllare se qualcuno avesse chiamato come succede sempre nei giorni festivi, infatti ecco una telefonata alle 18.46, doppiamente abelinato, ieri era il primo dell'anno e in tutti i casi noi chiudiamo alle 18.45 in punto! Ed ecco la prima telefonata del 2026, "Discooocluuuub", "Scusi, voi comprate dvd di film usati?", "No, non ne teniamo", "Ma li valutate?", "No, ma so che danno dai 50 centesimi a, al massimo, un euro", lei "Non è per venderli, ma per non buttarli via", allora perché mi ha chiesto la valutazione? Ed ecco una brutta sorpresa, non mi ero accorto tirando su le serrande che qualcuno nella notte di Capodanno aveva pensato bene di battezzare la vetrina laterale con una bella vomitata. E' tanto che non lo scrivevo, ma Ugolino è sempre di moda, "Ma che bella giornata!".
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