Il Diario di Disco Club

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Diario del 24 marzo
Richieste molto squinternate.
Incominciamo con un anziano che tale si rifiuta di essere. La sua richiesta conferma la prima ipotesi (anzianità), "Mi dia il dvd dal vivo di Laura Pausini", "Questo?", lui, scandalizzato, "No, quello del concerto a Ibiza", io, perplesso, "Non esiste", lui, nervoso, "Ma come no, ha fatto il concerto nella piazza proprio davanti a casa mia!" (gioventù ibiziana).
Altro anziano, "Vorrei un cd di quelli che si sente la musica" e mi passa un foglietto, "Ecco una raccolta del tipo di questa"; sul foglietto c'è scritto.... Verbatim.
Ecco anche il telefono, "Discooocluuuub", "Senta, avete in negozio vinili dei Matia Bazar?", "No", "E di Julio Iglesias?", "Nemmeno" e poi conclude con "le dico la verità, io telefono da Bassano del Grappa", embé?
Fantastiche ragazzine, la prima mi chiede, "Avete una raccolta di Communio?", la seconda le dà uno sberlotto e la corregge "Modugno", io, "Stasera sei sul Diario".
Concludiamo con un altro avanti negli anni (l'età media del negozio non è cambiata: i molti giovani new entry sono stati compensati dai molti anziani new entry). "Senta" e mette le mani avanti realmente e con le parole, "ovviamente pagando", e mi mostra un cd, "mi può registrare questo?". Sapete cosa era? Un Verbatim! Ecco forse cosa intendeva quello di prima.

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Diario del 22 marzo
"Cerco qualcosa dei Queen", già la domanda mi sorprende, ma poi, dopo aver visto tutti i vecchi dischi dei Queen, lui se ne esce fuori con "Io vorrei qualcosa di più tecnico", "Tecnico?", "Sì, tipo la musica da discoteca". Va bene, capito, con tecnico si riferiva alla tecno.
Telefono. "Discooocluuuub", "Siete un negozio di dischi indipendente?", "Indipendente da chi?", "Non so, tenete musica tipo David Bowie?", "?!?!?".
Uomo sui 50, "Sto cercando qualcosa di Corona", per questi clienti delego Dario, "Purtroppo non si trova niente", lui, "E' incredibile per una cantante così famosa", Dario "Eh, sì", ma appena quello esce si toglie la maschera, "Cavolo dice, tra l'altro Corona è il nome del gruppo, non della cantante!".

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Diario del 21 marzo
E' rispuntato lo "Strinato" (quello dei furti protagonista di una puntata del Mondo visto da Disco Club, http://www.discoclub65.it/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/4018-il-mondo-visto-da-disco-club-lo-strinato.html), anche questa volta era sparito per qualche mese, probabilmente era stato di nuovo beccato e costretto a un periodo "forzato" di permanenza in casa. Ne aveva risentito il nostro reparto "donne", unico oggetto dei suoi acquisti. Dal giorno del suo ritorno le quote rosa sono di nuovo risalite, ogni sabato tre o quattro cd di cantanti donne finiscono nel suo sacchetto. Oggi entra per vedere se ci sono novità, sempre più magro, sempre coi capelli "strinati" alla Vandelli e sempre più lento nei movimenti, "Gian, cosa esce questa settimana", alla esse di settimana gli si stacca dal labbro uno sputacchietto, che con precisione atterra sul mio banco. "Appena esce devo andare a prendere la carta e il detersivo per pulire", penso; anche lui si è accorto dell'inconveniente e allora tira fuori dalla tasca un fazzoletto usato e diligentemente elimina l'intruso. Fazzoletto usato, già, "Sì, a maggior ragione devo pulire". Se ne va e subito dopo entra un altro cliente, ecco lì che sta per mettere la mano esattamente nel punto incriminato, faccio per fermarlo e allungo la mia mano per bloccarlo, poi ci ripenso e anzi gli mollo un pugno scherzosamente sulla sua mano, in maniera che aderisca perfettamente al residuato salivario dello Strinato e mi faccia una seconda pulizia.
p.s. Ad ogni modo quando rimango solo completo l'opera con detersivo e carta.

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Diario del 18 marzo
Questo non l'avevo mai visto, ma si inserisce perfettamente nella fauna discoclubiana. Entra e chiede un cd degli Squallor, abbiamo una raccolta, la compra e fa un'altra richiesta "L'ultimo di Bowie?", non proprio la stessa cosa. Compra anche questo e se ne va. Ma rientra, "Non ho il telefonino, potete imprestarmi il vostro", Dario, sempre gentile, "Abbiamo il telefono fisso" e glielo porge. Quello fa un numero, rispondono, sbagliato; ci riprova, niente da fare; mi ripassa il telefono, ma dopo un po' mi chiede se posso fargli un altro numero, questo di un centralino, lui, "Mi passa l'Istituto Chiossone per ipovedenti?" dopo una ventina di secondi qualcuno risponde, il risultato non è granché, infatti lui "Scusi.... Grazie", posa e rivolto a me "Sono dei pagliacci". Va di nuovo via e di nuovo rientra, "Ha un'altra copia degli Squallor?", "No", "Riesce a procurarmela? Io posso stare nei dintorni due o tre ore e passare a prenderla". Ottimista, già sarebbe impossibile normalmente al sabato pomeriggio poi....
Giornata di novità sia come clienti, sia come richieste. Vedo avvicinarsi un vecchietto, vestito elegantemente all'antica, a sorpresa entra in negozio, "Chissà cosa vorrà?". Lo scopro subito, mi mostra un cartoncino, subito lo prendo per l'interno di una musicassetta, no sbaglio, è la confezione delle Gillette Blue, "Queste" sussurra (ha poca voce). E' la prima volta che mi chiedono delle lamette, gli dico che tengo solo dischi, non fa altre richieste e con la sua andatura ondeggiante esce e si dirige verso il vicino negozio di abbigliamento, fa per entrare, poi cambia idea (forse si accorge che difficilmente potrebbero avere delle Gillette) e torna indietro. Mi passa davanti e prosegue lungo i portici, correttamente evita il Bar Verdi, ma non degna di uno sguardo la profumeria che forse lo avrebbe accontentato. Si allontana e gira in via Fiume. Effettivamente l'unica cosa che stonava nella sua sobria eleganza era la barba non fatta: da quanto tempo starà cercando le sue Gillette Blue?
Altra richiesta anomala. In genere quando ci chiedono qualcosa di Aznavour, vogliono sempre le canzoni in italiano. Oggi un signore chiede a Dario "Avete qualcosa di Aznavour?", Dario "In italiano o in francese?", l'altro "In spagnolo".

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Diario del 8 marzo
"Sono un ragazzo che cerca delle canzoni, mi hanno detto di venire da voi, c'è anche Feltrinelli ma mi hanno detto di venire da voi, avete tutto jazz blues Johnny Cash e quel pianista che gli è venuto un accidenti alla mano e non può più suonare? Credevo avessi chiuso, vendete sempre dischi? Allora dove siete all'inizio di via San Vincenzo? Allora lascio la macchina nella piazzetta, dove la lasciavo quando andavo allo stadio e poi andavo a piedi, la lascio lì poi attraverso la strada e prima di via XX giro e siete lì? Quel pianista mi sembra si chiami Petinucci". Tutto d'un fiato, con scarsi miei tentativi d'intervenire per dire che "Sì, abbiamo tutti quei generi", "Sì, siamo sempre aperti e in via San Vincenzo", "No, il pianista si chiama Petrucciani, anzi si chiamava, visto che è mancato 18 anni fa", non ce l'ho fatta, ha già salutato e posato.
A un altro qualche disgraziato ha consigliato di rivolgersi a noi. Alle 8:39 di questa mattina telefona. "Discooocluuub", "Pronto, Disco Club?", "Sì" (l'ho appena detto, anzi discooocluuub), lui, "Vorrei sapere se avete ancora cassette vergini", io, "No", lui, "Strano, ho chiesto a voi perché siete rinomati".
E' la giornata delle cassette. Signora al telefono, "Avete la cassetta dell'ultimo di Albano?", "No", "E immaginavo, lo avranno chiesto in tanti in musicassetta!".
Anche in negozio richieste brillanti. "Avete qualcosa di Stevie Bowie?" (era Stevie Wonder) e l'ormai classico "Ha l'ultimo della Giannini?".

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Diario del 23 febbraio
"Cerco questa beguine" mi dici una anziana signora mostrandomi un foglietto dove è scritto "Spanish Eyes", "Sia di Willie Nelson, sia di Julio Iglesias. A dire il vero sarebbe meglio di quel cantante americano che è mancato, come si chiama?", io "Non so ne sono mancati tanti...", "Sì, ma quello famoso, come si chiama? Si drogava", io "Continuano a essere tanti", lei, sofferente per la sua mancanza di memoria, "Ma sì, ma quello, un nome come Pritly". Mi viene un dubbio e lo butto lì, "Elvis Presley?", lei, gaudente, "Ecco quello!".
Altra signora (stanno incominciando ad essere le protagoniste principali del Diario), questa al telefono e, come succede quasi quotidianamente, anche lei vuole vendere i dischi, "Senta, ho trovato in cantina un sacco di dischi di mio papà (altre volte è l'ex marito), voi li comprate?", "Dipende da che genere sono", "Sono di tutti i generi, quelli grossi di bachelite".
Concludiamo con altre due anziane, girano per il negozio alla ricerca di qualcosa che evidentemente non trovano. Io mi avvicino "Cercate qualcosa in particolare", "Sì, Little Tony, ma non sappiamo se lo troviamo nella L o nella T", "In nessuna delle due, non abbiamo niente".

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