Il Diario di Disco Club

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Diario del 19 maggio
Quarta puntata della Matusa Hit Parade.
La vecchia signora è accompagnata dalla non giovane figlia. E' una dolce signora, gentile ed educata, si scusa subito per il disturbo, poi mi chiede, "Sa dirmi dove potrei vendere un impianto hi-fi. Era di mio marito e a noi non serve, è molto bello, lui era un intenditore". La storia si ripete, mi era successo con i dischi più di una volta, ma sempre in casi di divorzi: l'ex moglie si presenta per cercare di vendere l'hobby dell'ex marito. La differenza con gli altri casi è però evidente; con i dischi, quando lei viene a sapere che in realtà la collezione dell'ex coniuge non vale niente, si lancia in commenti denigratori, "Quello scemo del mio ex marito, nemmeno questi mi ha lasciato; fammi un piacere, buttali via tu". In questo caso no, la separazione è venuta per cause naturali e lei parlando del suo uomo mostra un affetto e un'ammirazione ancora vivi dopo tanti anni. Peccato solo che lui non abbia saputo passarle qualche nozione in più sul hi-fi, infatti quando descriva le casse, prima ne indica l'altezza (più o meno la sua) e poi conclude con "Pensi sono da 400 volt". Cerco di aiutarla, la mando da un mio amico negoziante che spero la tratti bene, nel caso l'impianto abbia un minimo di valore.
Oggi non ho mantenuto la mia fama di cattivo e allora devo concludere con una battuta da 'bastardi dentro': il marito sarà mica morto fulminato toccando le casse da 400 volt?

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Diario del 18 maggio
Continuiamo con la compilation dei nuovi nostri clienti 70/80enni.
Ecco un uomo alla ricerca di una canzone, mi mostra un foglietto, "Vorrei questo cd", leggo Nelly Furtado 'Say It Right'. Faccio per cercarlo, ma lui mi anticipa "E' in una compilation con altri artisti", "E' difficile trovare compilation vecchie, posso provare a guardare sul computer...", lui mi interrompe, "Sì, perché quella che ho visto non so se mi piace, ne vorrei una con le canzoni che mi piacciono", insomma una compilation su misura, ci fosse ancora GT (il negozio nei vicoli che faceva compilation a richiesta) lo manderei da lui. Dario dal fondo del negozio sente la richiesta, cerca su wiki e trova che è sul cd della Furtado del 2006, 'Loose', si lancia sul reparto 'cantanti donne' e annuncia, "Eccolo, lo abbiamo". Il vecchietto lo raggiunge, ma dopo un po' se ne va saltando la cassa. Chiedo a Dario, "Non andava bene?", "No, troppo caro. Voleva una compilation e anche economica", beh, allora anche se GT ci fosse stato ancora, non sarebbe andato bene per lui.

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Diario del 17 maggio
(segue)
Eccone un altro, un po' più giovane d'età, ma come cervello siamo lì. Ha l'abitudine d'intercalare le sue richieste con uno 'scusi scusi' (da non confondere con Scusssssi), infatti si rivolge a Dario "Scusi scusi, vorrei una raccolta di Frank Sinatra", gliele fa vedere, ma non vanno bene, "Vorrei una con quel pezzo famoso di Sinatra, come si chiama?" dice con fare meditabondo, Dario, "My Way", "No", "Strangers in the Night", "No", "New York New York", "No", Dario va più indietro "The Lady is a Tramp", "No". Incomincio a temere per il banco, Dario non lo sopporta gli darebbe volentieri un cazzotto in testa, quantomeno vorrebbe mandarlo a quel paese, ma la sua formazione fnaciana gli impone la gentilezza, quindi all'uscita di Scusiscusi il cazzotto lo darà al bancone, incrinandolo ulteriormente. Quello canticchia un qualcosa che Dario riesce a ricondurre a un titolo 'Killing Me Softly", l'altro, entusiasta, "Sì, questa. Scusi scusi, c'è una raccolta che la contenga?", Dario "Sinatra non l'ha mai cantata", "No, scusi scusi, io l'ho visto in un video", "In disco non c'è"; Dario cerca su internet e trova una versione di Perry Como, glielo dice e lui, scandalizzato, "Scusi scusi, vuole che non riconosca la voce di Sinatra?!", Dario trova il video e quello "Sì, è questa", Dario "Infatti, è Perry Como". Nel frattempo entra una cliente con bastone bianco e lo urta, lui, infastidito, "Scusi scusi, stia attenta", lei, "Scusi (una volta sola), sono non vedente", lui, "Scusi scusi, non è una buona ragione!". Liberatosi della cieca, torna da Dario, "Scusi scusi, ma come fate a sapere quanto durano le canzoni?", Dario, interdetto, "In genere c'è scritto sul libretto", "E se non c'è? Guardando il dischetto?".
Ho paura che quando uscirà, l'incrinatura sul bancone si sarà dilatata.

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Diario del 16 maggio
Non riusciamo proprio a far diminuire l'età media del negozio. Di giovani ne entrano sempre di più, ma sono compensati da una schiera di vegliardi ultrasettantenni, che mantengono la media sui cinquanta, e questi sono molto più caratteristici, e rompi, dei loro teorici nipoti.
Sto prezzando dei dischi, quando alle mie spalle sento uno squillante, "Buongiorno, eccomi qua". Eccola qua infatti una stravagante vecchietta con tanto di cagnolino in braccio, nonostante il suo esordio non è una mia conoscenza. "E' nuovo il cd di Katherine Jenkins in vetrina?", "Sì", "Che cosa fa?". Continuano le stranezze, sembrava conoscesse bene la cantante, invece non sa nemmeno cosa faccia. Metto su spotify il disco e lei, "E sì Katherine ha una grande voce", ma allora la conosce, "Di dov'è?", no, non la conosce. "Cercavo qualcosa da comprare" e con la sua voce sussiegosa e da gran dama continua "L'ultima volta ho preso il cd di Mario Biondi, sì che a me piace il jazz, ma questo non mi è piaciuto, fa proprio schifo". Con questo si è guadagnata il mio apprezzamento e la scuso anche se esce senza comprare niente.
(continua domani)

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Diario del 12 maggio
Il mondo di Disco Club si sta rovesciando. Più di una volta vi ho parlato della netta predominanza maschile in negozio, clamorosa negli anni '70, diciamo 99 contro uno, anzi una, e spesso questa "una" fidanzata o moglie del cliente. Un po' meglio negli anni '80, grazie alle metallare e alle dark e, soprattutto alle paninare, fans di Duran, Spandau, Wham; diciamo che il rapporto si assesta su un 92 a 8. Più o meno per i due successivi decenni la cosa non cambia e si nota dal comportamento dei maschietti all'ingresso di una rappresentante del sesso femminile, se poi è carina gli sguardi si fanno lascivi come se non avessero mai visto una donna prima, beh, non dimenticate che una buona parte di loro sono singles e non da poco, ma dalla nascita, unica compagna della vita (finché c'è stata) la mamma. Quelli che invece hanno ceduto alle lusinghe femminili e si sono accoppiati, quando venivano in negozio lasciavano la moglie fuori, mentre loro cercavano il loro giocattolo (prima il vinile, poi il cd) tra gli scaffali, dopo poco sentivo un battere di piedi all'ingresso, era la moglie, no, non batteva il tempo, ma richiamava all'ordine il compagno: la ricreazione era finita. Negli ultimi tempi mi ha portato un beneficio l'apertura della profumeria alla mia sinistra e dopo di Outsider, negozio di abbigliamento, a destra. I tempi di permanenza sono aumentati, perché la tiranna aveva anche lei un interesse sotto i portici: finito il tip-tap sulla porta.
Questa mattina entra una coppia, si tuffano immediatamente sui vinili, sembra più interessata lei, infatti dopo qualche minuto lui esce e l'aspetta fuori, senza tip-tap a dire il vero. Lei s'intrattiene a lungo e, quando le parlo del negozio dell'usato si entusiasma e si avvia per raggiungerlo; vedo che il compagno non è fuori e le dico "Se viene tuo marito lo mando di là", lei non si preoccupa, "Pace, mi aspetterà, adesso mi passo un po' di tempo a cercare qualche vinili, è la mia passione".
Dopo un'oretta nuova coppia, questa con bambino in passeggino. Parcheggiano il pargolo vicino alla cassa e anche loro guardano solo i vinili. La storia si ripete, la ragazza è entusiasta, lui non molto e dopo un po' prende il passeggino ed esce fuori. Lei si prende tutto il tempo, compra e, quando l'informo dell'altro negozio dell'usato, si sposta dietro l'angolo. Dopo un quarto d'ora mi affaccio alla porta, il ragazzo misura i portici avanti e indietro spingendo il passeggino.
Morale? La superiorità del così detto sesso debole: l'uomo quando era lui in negozio sembrava un cagnolino al guinzaglio, appena il padrone, anzi la padrona, tirava, obbediente se ne andava; la donna è senza guinzaglio, decide lei i tempi. Certo adesso devo pensare a uno svago per i poveri compagni abbandonati all'aria aperta; profumeria no, Outsider solo per qualcuno. Ecco, ho trovato, il Paradiso dei Bimbi là davanti, si sa noi uomini siamo degli eterni bambinoni, sempre pronti a giocare.

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Diario del 10 maggio
Questa volta capita a Dario il personaggio della giornata. Nell'intervallo (che non facciamo più) si presenta un anziano, accento emiliano, aspetto da contadino, probabilmente di terra le macchie sul vestito, "Guardi un po', mi servirebbe una di queste", si tuffa nella borsa e tira fuori una musicassetta, "Ne ha?", Dario, col suo solito buonismo, "Mi dispiace (molto addolorato), non ne teniamo più", "Lo so, non se ne trovano, come faccio a sentire la musica, a casa ho ancora il giranastri, ma non trovo più di queste" indicando di nuovo la cassetta. Certo, anche il dizionario Hoepli recita "giranastri, [gi-ra-nà-stri] s.m. inv. Apparecchio elettrico per la riproduzione di suoni attraverso la lettura di nastri magnetici già incisi", ma è dal secolo scorso che non sentivamo più questa parola.
Anche il mio è un personaggio non male. "Hai mica l'ultimo di Santana'", "Certo, eccolo", "Senti, non è mia abitudine, ma mi hanno regalato il nuovo cd di Knopfler, è una boiata pazzesca, potresti prendermelo indietro, mi sconti otto euro", "A parte che non è stato comprato da me (c'è sopra l'adesivo di una catena), non faccio cambi del genere, portalo nell'usato", "No figurati, te l'ho detto, non è mia abitudine". Compra Santana e aggiunge, "Volevo farti una proposta", 'cosa vuole cambiare, questa volta' penso, "Ho dei parenti che stanno in Calabria, fanno un olio buonissimo, se vuoi te ne posso portare qualche bottiglia", io, "Non è mia abitudine comprare alimentari in negozio". Non è vero, ho già due clienti che mi portano l'olio, uno da Pisa e l'altro da Imperia, ma mi piaceva dire anch'io 'Non è mia abitudine'.

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