Il Diario di Disco Club

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Diario del 26 febbraio

Diario del 26 febbraio
E' anziana, più o meno come me, guardandola bene direi più. Non saluta, io, educatamente, "Buon giorno", lei risponde con un ghigno/sorriso. Non guarda i dischi ma verso l'alto. Il suo sguardo s'imbatte nella radio pre-guerra mondiale, che fa bella mostra di sé in cima a un mobile, finalmente sento la sua voce, con un tono sognante "Me la ricordo la radio". Va oltre arriva in fondo al negozio e si accorge che ci sono anch'io (pur non guardandomi), mi indica un quadro, "Questo è in vendita?"; non capisco a cosa si riferisca, la raggiungo, è una foto, "No, l'ha scattata mia figlia in un suo viaggio a Montreal". Non da segno di aver capito e torna ad ignorarmi. Finisce il giro e si avvia verso l'uscita, sempre senza salutarmi. Si blocca sulla porta e guarda le foto esposte sul retro della vetrina (queste scattate da me negli anni sessanta). Alla fine mi guarda e chiede, "Questo grattacielo nella foto dove si trova?", io "E' questo", indicando il palazzo prima del nostro, lei si innervosisce "Mi sembrava un altro", io, ancora gentile, "No, vede è in via San Vincenzo", lei "Mi sembrava quello di Pammatone", io "Pammatone? Piazza Dante", lei, sempre più irritata, "Ma no, quello di Pammatone", io, ancora paziente, "A Pammatone non ci sono grattacieli", lei, sull'orlo di una crisi di nervi "Cosa dice? C'è, eccome", io "Intende quello dove c'era l'Italimpianti?", "Certo, è 15 piani!", io "Questo è 21 ed è un grattacielino", mi sembra particolarmente sensibile all'argomento e, siccome mi sono stufato di essere gentile, affondo il coltello, "Quello è un palazzone", infatti non apprezza, s'imbestialisce, "E' un grattacielo, è il grattacielo G., lo ha fatto costruire mio padre!!!". Peccato, se ne va borbottando (sicuramente insulti nei miei confronti), peccato perché volevo aggiungere "Alla fin fine il palazzo dove abito è di 12 piani, un mezzo grattacielo. Se si considerano anche questi, Genova è una piccola Manhattan".
p.s. In realtà il grattacielo G. è 19 piani, meno male che la signora non lo sapeva....
sotto, foto di Montreal e del "grattacielo" in costruzione, scattata da me dalla cucina di casa (abitavo in stazione, ma non... nella sala d'attesa).

 

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Diario del 25 febbraio
Coppia di anziani, prima si sofferma a guardare la vetrina, poi entra, lui "Facciamo un giro, mi piace vedere un negozio con ancora i vinili. Anche noi abbiamo tanti 33 e 45 giri", s'inserisce la moglie "E anche 80 giri".
Questa volta davanti alla vetrina due colleghi di lavoro, non entrano, il più giovane chiede all'altro "Tu ce l'hai l'affare per ascoltare i vinili?".
Esco anch'io fuori. I due precedenti se ne sono andati, sostituiti da una vecchietta, guarda i cd, guarda me, "Scusi, quelli (i cd) proiettano alla televisione, sono filmini?".
Lascio la signora ad ammirare quegli strani oggetti che trasmettono alla televisione e vado verso il nostro reparto usato. Un anziano mi segue, giro l'angolo e lui dietro, entro in negozio e lo stesso fa lui. Cosa mai cercherà, forse un 80giri? No, "Mi dica un po' una cosa, il numero 2 dov'è?". No, va bene quando sono al 20r, ma che uno mi segua fino al 28r per farmi la solita domanda, mi sembra incredibile. La risposta è la solita, "All'inizio della strada", "Io non l'ho visto", "Però c'è", "No, c'è il 4 e poi l'8", "Il 4 è nero, l'8 è rosso ed è prima del 4 nero, dopo il 4 nero c'è il 18rosso. Il 2 nero è prima dell'8 rosso, perché nelle strade i numeri vanno in crescendo". Non so se l'ho convinto o confuso, probabilmente nessuna delle due, perché lui conclude, "Se lo dice lei, ma il 2 non c'è".
Torno di là, al 20 rosso, giusto in tempo per beccarmi una telefonata. "Discooocluuuub", signora, "Scusi, ha il cd di quel pianista, Bosio", "Chiii?", "Bosio", "Magari Bosso?", "Ah, sì, quello". Poso il telefono, ecco un'altra signora, "Vorrei il cd di quel pianista, Boso", "Bosoooo?", "Sì...mi sembra...", "No, Bosso", "Sì, quello".
Mentre ero nell'usato, è entrato un cliente, non giovane e non molto in bolla, cerca qualcosa di Little Tony, Dario "Non abbiamo niente", gli cade il negozio su un cd di Tony Esposito, lo indica a Dario, "Guardi lì, Little Tony sarà vicino a quello". Adesso piomba da me, la richiesta è diversa "Cerco una compilation degli anni 50/60 con la canzone Perduto Amor". Per fortuna suona il telefono, lascio il nostalgico, e sento finalmente una voce amica di un cliente sano, "Ciao Gian, sono Ermes. Lo sai che i Cheap Wine vengono a suonare a Genova al Bloser di piazza Marsala?", "No, quando?", "Il 4 novembre, reclamizzalo sul sito'", "Il 4 novembre? Belin è un po' presto", "No è tra dieci giorni", "?!?!?". Non è giornata, è meglio chiudere.

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Diario del 17 febbraio
Il personaggio del giorno non tocca a me, ma a Dario. Entra nell'intervallo, quando io sono a mangiare, dopo un giro in negozio dice a Dario, "Ho visto che non c'è molto dei Sex Pistols", Dario è sorpreso, si avvicina alla casella del gruppo di Vicious, gliela mostra, "Ci sono sia Never Mind The Bollocks, sia The Great Rock 'n' Roll Swindle, i due album ufficiali", l'altro "E basta?"; lascia perdere i punk e sposta il suo sguardo sulla casella vicina di S.R. Vaughan, "Di questi cosa mi consigli?", Dario, "Questo, è l'unico live uscito quando era ancora vivo", l'altro trasalisce, "Perché, è morto? Non lo sapevo, io sono un suo grande fan", Dario deve pensare 'Questo è fuori', ma invece si limita a "E' morto nel 1990 in un incidente aereo", e quello, in ansia, conclude con "E' morto anche il fratello?".
A me tocca invece un vecchio nostalgico, cerca jazz anni '50, gli trovo i dischi che cerca, un Gerry Mulligan e, soprattutto, Take Five di David Brubeck; poi passa a "Quel pezzo meraviglioso di Enya degli anni '80", ce l'ho e lui, "Un'ultima richiesta, una bella raccolta degli Spandau Ballett", servito. "Vede, questa è musica che scalda il cuore, io sono vecchio, ho bisogno di questi artisti e dei film degli anni'70 per riscaldarmi il cuore", io, "Beh, insomma, vecchio...", lui, "Eh, sa, io sono del '53", io, "Eh, sa, io sono del '47".

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Diario del 16 febbraio
Telefono, "Discocluub", "Scusi se la disturbo, sono di British Telecom", "Mi dispiace, non la scuso. Buongiorno" e poso.
Telefono, "Discoocluuub", "Senta vorrei l'ultimo disco di.....", si blocca "Di?", "Diii...mi sfugge il nome, ricordo il titolo del cd, Cinema", "Bocelli?", "Ecco quello".
Telefono, "Discooocluuuub", "Avete i tre dischi che sono usciti di Baglioni e Morandi?", "Per fortuna ne è uscito uno solo, doppio e nella edizione deluxe con in aggiunta un dvd", "No, a me interessa solo l'ultimo", "L'unico", "E di Battiato?", "Ci sono due versioni, una con 4 cd e l'altra con 10", "Che differenza c'è?", "Sei cd", "Mi sa dire quanti pezzi ci sono in una e nell'altra?", "No" e bastaaaa, poso.
Telefono, "Discoooocluuuuub", "Scusi, permette una domanda, ha delle console per strumenti?", "No, provi da Storti", silenzio, dopo "Scusi permette una domanda, dove si trova?", "In via Fiasella", di nuovo silenzio, "Scusi permette una domanda, dov'è via Siafella?", "Via Fiasellaaa, è una traversa di via XX, subito dopo via Cesarea", silenzio, ma non posa; e no, belin, un'altra domanda non gliela permetto, poso io.
Telefono, "Discooooocluuuuuub", "Ha ancora il cd di Ezio Bosso?", "Una copia", "Me la tiene? Vengo subito. Dove siete?", mi ha chiamato lui e non sa dove siamo? "In via San Vincenzo, all'inizio", "All'inizio da che parte? Dal palazzo della Sip?, "Bravo, l'ha azzeccata, proprio lì", "Ma... non riesco a capire, davanti a che cosa?", "Effettivamente ha ragione, ci siamo da poco, dal 1965", non se la prende, si mette a ridere.
Telefono, no, questa volta sono io a chiamare. Mi è arrivata una bolletta di Fastweb esagerata. Sono pronto a litigare col primo addetto del call center. In realtà il primo mi frega, probabilmente dal mio tono di voce capisce che sono un po' nervoso, ripete "Pronto....pronto....pronto", facendo finta di non sentire. Col secondo va meglio, mi dà anche ragione, mi consiglia cosa fare e, alla fine, mi chiede "Mi dà l'indirizzo del vostro sito, mi potrebbe interessare per comprare dei dischi, qui non ne trovo molti", "Di dove sei?", "Di Cosenza", chiacchieriamo amabilmente, ormai siamo passati al "tu" (non sa che io avrò una quarantina di anni più di lui) e conclude con "Senti dopo la telefonata riceverai un'email con la richiesta di una valutazione del servizio da 1 a 10", "Se fai un bell'ordine ti do 10 e lode!".
Finalmente una telefonata piacevole, poso, ma non faccio in tempo ad appoggiarlo che il malefico incomincia a squillare: "Diiscooooooooooocluuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuub".

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Diario del 10 febbraio
Potrei incominciare un altro conto alla rovescia, oggi sarei a – 499. Questa volta non mi riferisco al negozio, ma a me. Sì, tra 499 giorni raggiungerò (spero) i 70 anni. A farmici pensare (e a temere quel giorno) sono stati una serie di clienti odierni, che sono appunto attorno a quell'età. Il primo telefona nell'intervallo, io non ci sono, risponde Dario, "Pronto Disco Club, in cosa posso esserle utile?" (non ha ancora imparato a urlare discooooocluuuuub nell'orecchio del teorico cliente, per ora solo rompiscatole), "Buongiorno signor Dario (come faceva a sapere che era lui?), sono quello della Lomellina, quello che le porta le zanzare, si ricorda di me?", Dario, perplesso, "Veramente....", "Ma sì, quello che le ha detto che le mogli bisogna bastonarle", Dario, sempre più interdetto, "Non ricordo, non è che si confonda con quello più anziano (grazie Dario), quello che c'è da sempre?", "Sì quello, il signor Dario!", "Veramente Dario sono io, quello è Giancarlo", "Va bene è lo stesso, sto cercando un disco in vimini di Willy Houston, non lo trovo da nessuna parte nemmeno a Roma, mi hanno dato anche un numero di Milano ma lì non risponde nessuno. Le lascio il mio di numero, se lo trova mi avvisa?". Dario, sempre gentile, appunta il numero con su scritto 'disco in vimini della famosa cantante Willy Houston' e me lo porge quando torno in negozio.
Tocca a lui andare a mangiare e la telefonata successiva spetta a me, "Discooocluuuub" (così bisogna rispondere), altra settantenne "Scusi voglio porle un quesito, in casa abbiamo un bel po' di dischi, sa quelli di una volta, quadrati", "Quadrati???", "Sì, sia grossi, sia piccoli, con i cantanti degli anni sessanta, tipo quel genovese, come si chiama, quello di Marinella?", "De Andrè", "Ecco quello", "Le do il numero del negozio dell'usato, chieda a lui", lei diffidente "Ma li vuole in regalo o me li paga? Sa, siamo genovesi", "Se glieli regala, lui è più contento, sa è genovese".
Siamo sempre lì intorno (a quei benedetti o maledetti 70) col successivo, entra e mi chiede "Vorrei quei dischi grossi, quelli che si usavano negli anni cinquanta, sa Claudio Villa, Luciano Tajoli, Ne ha?", "No, non eravamo ancora aperti".
Speriamo in bene, il 23 giugno 2017 è ancora lontano (mica tanto purtroppo).

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Diario del 8 febbraio
Sabato, signora, "Voglio il cd del Volo", "Eccolo", lo guarda "Non c'è il pezzo di Sanremo", "No, quello è nel disco dell'anno scorso, ecco, questo" (Dario tiene sempre rifornito l'Angolo della Vergogna, abbiamo tutto); scruta anche questo, "Non ci sono le canzoni recenti", "No, quelle sono nell'ultimo", "Ah, allora mi dia quello; c'è anche il pezzo di Sanremo?", "Nooo", "E' vero, devono ancora farlo", "Cosa?", "Sanremo", "?!?!?".
Oggi, signora di cui sopra, entra e subito dietro di lei un signore con sguardo corrucciato. Lei, "Scusi, un'informazione. Ha l'ultimo del Volo?", "Sì", "C'è anche il pezzo di Sanremo?", "No, è in quello dell'anno scorso", li prendo entrambi e li metto sul banco, lei li scruta, "In questo non c'è Grande amore", "No, è nell'altro, quello di Sanremo 2015", "Sì, ma in quello non ci sono gli ultimi", "Noooo", "Quanto costano?", "C'è scritto sopra", prende quello di Sanremo e si rivolge al signore entrato dopo di lei: è il marito! "Questo costa 15€" e lo guarda come a chiedere "lo prendiamo?". Forse ci siamo, penso, invece il marito, sempre più ingrugnito, non dice una parola, si limita a guardarla, lei posa il cd e se ne vanno.
Com'erano belli i tempi in cui non avevo l'Angolo della Vergogna e, alla prima domanda "Voglio il cd del Volo", potevo rispondere "Non tengo questo genere di musica".
n.d.a. A questo punto dovrei postare la canzone del Volo, tranquilli, non lo faccio....

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