Il Diario di Disco Club

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- 8 ai 50 anni di Disco Club
Il Diario del 11 dicembre
L'Angolo della Vergogna ci sta arricchendo di nuovi personaggi. Nel primo caso, a suo dire, si tratta di un ritorno. Una signora mi chiede l'ultimo cd del Volo, uno dei leader dell'Angolo, glielo vendo e lei, "Sono andata a colpo sicuro, negli anni '70 venivo con mio papà a prendere i vinili". Forse pensa di farmi un complimento, ma non capisco l'associazione tra vinili anni '70 del negozio e Il Volo, a meno che non si sia confusa con l'omonimo gruppo prog.
La seconda anziana entra col fiatone, "Finalmente, vi cercavo da tutte le parti", "Noi non ci siamo mai mossi, siamo qui da questa mattina", "Eh sì che lo sapevo che eravate davanti alla Befana"; la Befana è un negozio di giocattoli, ma non è quello davanti a noi, questo è il Paradiso dei Bimbi, l'altro è in via Assarotti, forse è per questo che non ci trovava.
Una ragazza viene a comprare il vinile (!!!!!) di Emma ed esce, dopo poco entra una signora che si guarda attorno in cerca di qualcuno, "Dica" le chiedo, "Sto cercando mia figlia, è venuta a comprare Emma", "E' uscita", "Ci siamo perse", "Meno male che siete solo in due".
Altra (tutte donne le clienti dell'Angolo), è indecisa tra due cd "vergognosi" e per risolvere l'enigma ha una soluzione, "Devo chiedere all'idraulico", "?!?!?". Incomincio a pensare che le barzellette sugli idraulici e le casalinghe abbiano un fondo di verità.

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- 11 ai 50 anni di Disco Club
Diario del 8 dicembre
Non so se vi ricordate Parodi, no, non quello dei Tazenda, quello dei bollini Siae (vedi http://discoclub65.it/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/4378-il-mondo-visto-da-disco-club-parodi-e-i-bollini-siae.html). Non ha mai avuto una grande presenza (si avvicina Natale e mi sento buono), adesso è anche ingrassato a livello rospo, in realtà lui si sente più tacchino, dopo avermi ordinato un dvd, mi dice "Conosci qualche bella ragazza che si interessi di musica", io, perplesso, "Non so, perché?", "Se la conosci puoi farmela conoscere, magari mandarmela a casa, io ho tanti cd e dvd, mi raccomando che sia bella". Mi si raggela il sangue a pensare a una povera (e bella, conditio sine qua non, come da sua richiesta) ragazza alle preso con il mio cliente-rospo (nemmeno un bacio potrebbe trasformarlo in principe), che dalla solita collezione di farfalle è passato ai dischi. Lo congedo freddamente. Dopo qualche giorno arriva il dvd dei Litfiba che mi aveva ordinato, viene a prenderlo, il giorno dopo mi telefona, "Ho sbagliato a prendere quel dvd, ce l'avevo già, te lo porto indietro e me ne dai un altro". Mi disturba già il fatto che non sia una richiesta, ma un'affermazione, poi mi sovviene che mi ha preso per un lenone e la conseguente mia risposta è un secco, "No", lui, sorpreso, "Ma lo vendi a qualcun altro", "E se non lo vendo?", ripetitivo e piagnucoloso, "Ma lo vendi a qualcun altro", "Ho detto di noooooooo", macché insiste, "Ma lo vendi a qualc", "un altro" non l'ho sentito, ho già posato.

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- 12 ai 50 anni di Disco Club
Diario del 7 dicembre
Il Pluriespulso è sempre presente. Oggi parla di un disco comprato anni fa, "Non c'era ancora l'euro", "Quanto l'hai pagato?", "2.200 euro", "?!?!?".
Un vecchietto, dopo avermi chiesto un cd che ovviamente non ho, s'intromette nei nostri discorsi riguardanti i dolori alle ossa che colpiscono noi non più giovani, un cliente dice, "Io non ho mai fatto nessuno sport, sarà per quello", il vecchietto, "No, anzi chi ha fatto sport, invecchiando è pieno di acciacchi. Il mio maestro di palestra aveva un fisico eccezionale, pensate lo hanno preso per modello della statua del pescatore alla Foce (n.d.a. in realtà era Il Navigatore, statua del 1939); l'ho incontrato qualche anno fa ed era distrutto per i dolori, si era anche incurvato". Quello davanti a noi deve essere sopra gli ottanta, quindi il suo maestro, anche se incontrato "qualche anno fa", doveva essere vicino al secolo, "Che sport faceva il suo maestro", "Lotta greco romana", sicuramente uno sport che alle ossa fa bene.
Voci all'esterno, una donna vede in vetrina il cd di Jovanotti, "Devo comprarlo, ma lo prendo in Toscana (n.d.a. l'accento è quello), perché in ogni regione lo ha fatto diverso". Belin, adesso mi tocca sentirlo, sta a vedere che nel mio c'è Jovanotti che canta in genovese".
Tocca a un uomo di mezza età (che poi, quale è?), "Voglio l'ultimo cd di Mengoni", lo prendo dall'Angolo della Vergogna e glielo passo; lo scruta "Ma, non ci sono le canzoni vecchie", "No, è nuovo (sto diventando esperto, mi tiene le lezioni Dario)", "Non c'è un best?", "Prima di questo ha fatto solo due dischi, come fa a esserci un best?", lo dico in maniera un po' aggressiva, pensando anche che c'è un altro motivo per cui non può avere fatto un best, lui "Beh, allora aspetto che faccia un best", "Sì, qualche anno". Se ne va, dopo una mezz'ora rientra, "Ho fatto un po' di giri, ma non l'ho trovato (che strano non ha trovato un disco che non è mai stato fatto, però è già stato bravo a trovare dei negozi di dischi dove non ce ne sono), me lo dia". Glielo do, lui prima di andarsene, "Ci vorrebbe a Fiume, sa io sono fiumano, un negozio come il suo; là queste cose non si trovano". Non so se prenderlo come un complimento o come un rimprovero per il mio Angolo della Vergogna.
Conclude la giornata una telefonata, la 39esima e quindi inevitabile "Discooooocluuuub", "Avete le musicassette?", "No", "Nessuna?", "Nessuna", "E dove le trovo?", "Da nessuna parte", allarmata "Nessuna?", conferma un po' dispettosa "Nessuna", disperata a livello voce singhiozzante "Sono rovinata"

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- 14 ai 50 anni di Disco Club
Diario del 5 dicembre
C'è chi predica bene (o dovrebbe) e razzola male (e non dovrebbe). Quando arrivo al mattino, il solito tavolino di fianco alla porta del negozio è occupato da una cinquina vociante di donne, più che vederle, le sento, e come faccio a non sentirle? Hanno un tono di voce decisamente squillante e ognuna di loro va sopra alle compagne per fregarle la parola (tipo i dibattiti politici della seconda Repubblica). I discorsi vertono sul posto di lavoro comune. Ne hanno per tutti, colleghi "quella è sempre pronta ad andarsene prima del tempo con tutte le scuse", capi "Vogliono che si lavori fino all'ultimo, ma io quando suona la campanella sono già sulla soglia pronta ad andarmene, ho anche una mia vita privata". La "campanella" m'insospettisce: bancarie (anch'io, quando lavoravo in banca, mi preparavo vicino alla porta, pronto a scattare al suono della campanella) o insegnanti? La seconda, infatti parlano di una scuola media, sono tutte d'accordo per sparlare dei pari grado e deridere i superiori, con apprezzamenti su difetti fisici accolti da risate. Poi una delle cinque se ne va e la altre quattro, "Quella parla parla, ma è la prima lavativa, è lei che è sempre pronta a darsi malata e a uscire in anticipo". Peccato che le altre quattro se ne vadano insieme, mi sarebbe piaciuto sentire i loro difetti, spifferati dalle restanti. Chissà se avranno erudito i loro allievi a non parlare male del prossimo.
Poi, sempre fuori, sento due voci maschili, "Un negozio di dischi", "Che prezzi fa?", "Dipende, 18, 19 euro", "Bisogna essere matti per comprarli, io li scarico", "A pagamento?", "Ma sei matto?", "Ha anche Adele, 25", a questo punto esco un po' imbufalito, "Adele costa 15", "No, io intendevo il titolo". Ho equivocato, però sapete come erano vestiti i due "scaricatori" illegali? Da poliziotti.
A risollevarci ci pensa un vecchietto; lo manda la moglie a cercare un cd del Volo. Non ce l'ho, glielo ordino e lui "Devo darvi un caparro?". Forse se l'acconto lo lascia un uomo si dice "caparro", se una donna "caparra".

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- 15 ai 50 anni di Disco Club

Diario del 4 dicembre
Negli anni settanta difficilmente si toccavano certi argomenti nel negozio. I clienti erano poco più che ventenni e anche i loro genitori erano quasi sempre sotto i cinquanta. Malattie e morte erano al di fuori dei nostri discorsi, al massimo potevano riguardare un nonno, a parte pochi casi sfortunati. L'età media del nostro circolo nel corso degli anni è notevolmente salita, anche perché molti dei partecipanti sono gli stessi di 40 anni fa, quindi le disgrazie hanno incominciato a colpire prima i genitori, poi proprio loro in prima persona. Per fortuna non in tutti i casi le malattie sono state incurabili, a provocare i danni maggiori sono stati incidenti (due travolti da pirati della strada, uno in una gara di rafting). Negli ultimi giorni però ho avuto due dispiaceri. Il primo F. veniva da me negli anni 80, aveva 17 anni, e non ha mai smesso di frequentarci, tuttora era una presenza costante del sabato mattina, irrequieto, anche parlando camminava avanti e indietro nel negozio col suo passo da Scarpone del Cai. Si divertiva a sentire le avventure du Megu e del Pluriespulso, "Ma entra qualcuno di normale nel tuo negozio?" mi chiedeva spesso. Certo anche lui aveva il suo carattere problematico, aveva un solo grande amico, M., fino da quegli anni ottanta, col quale tuttora si avventurava in lunghe escursioni domenicali sulle montagne liguri/piemontesi. Gli mancava una donna, questo era evidente, e proprio in questi ultimi tempi aveva sostituito il fedele amico con una ragazza anche lei patita di montagna, "E' una belva, faccio fatica a starle dietro", diceva orgoglioso, "Per ora non c'è niente, ma speriamo". Questo l'ultimo sabato che l'ho visto, dopo quattro giorni mi telefona la moglie di M., "Gian volevo dirti che F. non c'è più", "In che senso?", "Si è buttato". F. aveva fatto una scemata (niente di grave), che gli aveva procurato una denuncia. Non ha pensato di poterne uscire fuori senza particolari problemi, ha vinto solo la vergogna e, probabilmente, l'idea di aver perso quell'occasione di farsi una vita diversa. E' partito per un'escursione sulle alture del Bisagno, sapeva che c'era un ponte con un salto di venti metri e, volando giù di lì, F. ci ha lasciati a solo 46 anni.
Diverso è il caso di Gianni. Poco più anziano di F. era anche lui nostro fedele cliente fin dagli anni ottanta. Aveva conservato le sue passioni infantili, grande fan degli Abba e collezionista sfrenato di Lego, "Ho ancora la mia stanzetta dei giochi", si prendeva in giro da solo. Simpaticissimo e vivace, era sempre presente all'uscita delle cantanti del suo cuore, oltre a Frida degli Abba, Kate Bush (che era corso a vedere a Londra, nella sua ultima tournée del 2014, "Che cicciona che è diventata"), Annie Lennox e Tori Amos. Proprio l'uscita del nuovo cd di Tori lo ha fatto venire in negozio dopo tre mesi che non lo vedevo, "Sono stato in ospedale, guarda come sono ridotto", effettivamente è irriconoscibile, ancora dimagrito e con evidenti difficoltà motorie. Dopo qualche giorno mi chiama, "Gian, il cd di Tori è difettoso", "Te ne ordino un altro e ti avviso quando arriva". Il cd arriva, ma lui non passa per un altro mese, poi mi chiama, "Gian, sono di nuovo in ospedale, dovrei uscire tra qualche giorno, se ce la faccio, passo a prendere il cd". Quel "se ce la faccio" mi mette apprensione, apprensione che aumenta nel successivo mese non vedendolo arrivare. Mi decido, ieri vado a vedere il suo profilo facebook, c'è una foto con un bel panorama di un tramonto sul porto, un commento di un suo amico mi lascia interdetto, poi mi rendo conto che i commenti nascosti sono molti di più, li apro ed ecco tutta una serie di r.i.p.. Questa mattina ho dovuto togliere il cd di Tori Amos da parte, ho dovuto prendere il mouse e cancellare dal database degli ordini una riga:
data 14/10, cliente Gianni, ordine Tori Amos.

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- 16 giorni ai 50 anni di Disco Club
Diario del 3 dicembre
L'angolo della vergogna ha prima conquistato la vetrina e adesso si è arricchito di nuove uscite. Dalla scatola delle novità vedo sbucare un titolo che negli anni settanta era ricercatissimo, "Live at Pompeii", il mitico concerto senza pubblico dei Pink Floyd, all'epoca ero riuscito a trovarlo nell'unica maniera possibile, un bootleg. Adesso, a quanto pare, esce una nuova versione ufficiale, ma..... guardo bene, il titolo è in italiano e toulì il gruppo non è i Pink Floyd, ma il Volo!!!
Lo prendo e lo piazzo immediatamente in vetrina proprio di fianco alla scritta "L'angolo della vergogna".

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