Il Diario di Disco Club

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Diario del 27 novembre

Diario del 27 novembre

- 22 dai 50 anni di Disco Club
Telefono, "Discooocluuub", "Buongiorno sono Paolo di ....service -ho capito solo il finale del nome, ma mi basta per sapere che vuole vendermi qualcosa- vorrei parlare col titolare della ditta", già mi gira, ma cerco di bloccarlo con "gentilezza" (forse il tono di voce non troppo), "Guardi, tutto quello che potevo spendere per pubblicità e simili, me lo sono giocato col Secolo"; non lo demoralizzo, insiste, "Non vuole nemmeno sentire quello che le propongo?", un po' più duro, "No", niente da fare, continua, "Scusi non le interessa fidelizzare i suoi clienti e, anzi, aumentare il giro e il fatturato del suo negozio", ora mi ha proprio rotto, "Guardi, questo negozio tra 22 giorni compie 50 anni; negli ultimi 13 anni a Genova hanno chiuso 39 negozi di dischi, io sono ancora aperto, perché non avete pensato di proporre i vostri servizi a questi negozi?", con una punta di cattiveria aggiungo, "O forse lo avete fatto?". Dall'altra parte silenzio, allora, educatamente, saluto "Buongiorno", e poso.

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Diario del 26 novembre
Brioso e un po' confusionario un mio, quasi, coetaneo, "Ciao grande, senti vorrei un cd di un gruppo che mi piaceva tanto negli anni'60, sono gli Animals, ma vorrei che ci fosse un pezzo in particolare 'San Franciscan Nights', è difficile perché era nelle primissime cose che hanno fatto", "Veramente era nelle seconde quando si chiamavano Eric Burdon & the Animals", "Ma no, era del '67"; interviene Luciano G., l'unico cliente che era più vecchio di me a quei tempi e, per fortuna, lo è tuttora, "Appunto, il primo periodo va dal '64 al '66, quel disco è del periodo americano". Il brioso è sorpreso, "Ma anche lei conosce gli Animals? Ormai mi sa che li conosciamo solo noi tre" -indicando anche me e prosegue- "Certo che la musica di una volta era tutta un'altra cosa, negli anni sessanta s'inventava la musica! Prendete anche quello, come si chiama, quello di Una città per cantare", "Ron" dico io, ma lui, scandalizzato, "Non lui, l'originale", "Jackson Browne", "Ecco lui, già nei primi anni sessanta faceva canzoni del genere", "A 15 anni? Guarda che il suo primo disco è del 1972", "Sì, ma prima faceva canzoni per gli altri, poi è entrato negli Hollies", "Mi sa che ti confondi, negli Hollies c'era Nash". E' disorientato, ma, dopo aver comprato il disco di Eric Burdon, se ne va con "Grandi, siete grandi, ogni volta che vengo qui imparo qualcosa". Il suo problema è che caccia tutto quello che sente in un calderone (tipo Bimby), Jackson Browne, Eric Burdon, 1942, anni '60, Hollies, ma la macchina poi glieli restituisce abbinati male: Jackson Browne col 1942 (anno di nascita di Burdon), e con gli Hollies di Nash e magari è convinto che il famoso trio americano fosse composto da Crosby, Stills & Burdon, ve la immaginate che delizia una versione di San Franciscan Nights con Crosby e Nash, non parliamo poi di una nuova versione più rock con l'aggiunta di Neil Young! (Giancarlo Balduzzi)

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Diario del 22 novembre

 

Diario del 22 novembre

- 27 dai 50 anni di Disco Club
Natale si sta avvicinando, è il momento delle grandi pulizie prefestive, in particolare della inaccessibile vetrina. Questa mattina l'ho spogliata, privata degli espositori, pulito il vetro dall'interno, risistemati gli scomodissimi espositori e riempiti di cd. Ecco il punto, Natale si avvicina e, in parte, bisogna cambiare l'esposizione: un angolo particolare del negozio si trasferisce in vetrina, ecco la foto....

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Diario del 21 novembre

- 28 dai 50 anni di Disco Club
Negli ultimi tempi non vi ho parlato più dei soliti frequentatori del Diario. Vi aggiorno.
Partiamo da rompipalle telefonici. Marcello Andrea mi ha fregato, quando mi chiama sul display appare la scritta "chiamata privata". Sono stato costretto a trattarlo bruscamente (cosa che non avevo mai fatto), "Dei Duran Duran non esce niente, quindi non chiamarmi più fino all'anno prossimo. Hai capiitooo?". Sono tre giorni che non chiama. Ottavio invece è stato obbligato a passare di persona, ma mi sono salvato, è venuto nell'intervallo e se lo è cuccato Dario.
Quasimodo ha sfrattato definitivamente Tabletman: l'angolo è il suo, Tabletman si è dovuto spostare nello slargo in cima a via San Vincenzo. Quasimodo è invece sempre lì, quando arrivo alle otto, con in mano due nostri sacchetti da vinile, pieni di pacchetti di sigarette; quello che non sapevo è che in uno ci sono pacchetti pieni, mentre nell'altro pacchetti vuoti, che lui conserva (ne ha un'intera collezione nella sua stanza).
Sempre quotidiani U Megu e il Pluriespulso, ma senza picchi di rilievo, allora l'attuale bomber è sicuramente Maurizio il Maratoneta. Passa più volte al giorno, portandomi sempre qualche acconto sugli ordini olandesi in arrivo, 1 euro, 2 euro, una volta addirittura 5 ("li ho vinti con un gratta e vinci"); non sempre gli va bene, un giorno porta solo 75 centesimi, "Come mai così poco?", lui si dispera, "Ave-avevo tre-tre euro", "Dove sono finiti?", "Li ho, li ho persi, ho compra-comprato un gra-gratta e vinci", "E non hai vinto", si dà una manata sulla fronte, "No". Ieri è venuto tre volte, portando ogni volta qualche spicciolo, "Dove li becchi? Te li danno i capotreno?", "Giro per l'atrio della stazione alla ricerca di resti non ritirati nelle macchinette", dice con aria furba. Oggi eccolo con solo 95 centesimi, "Dai vai in stazione a cercarne altri 5, così facciamo un euro", "Eeeeh sì, mica è facile, in stazione c'è pieno di cacciatori di resti!".

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Diario del 20 novembre
- 29 ai 50 anni di Disco Club
Ecco un vecchietto, "Guardi cerco una canzone di una che non credo sia tanto conosciuta, è una colonna sonora, mi ha detto quello fuori (un cliente molto ciarliero, che avevo appena sospinto fuori, dopo che ci aveva ubriacati di discorsi per quasi un'ora) che è in una colonna sonora, Evita, e lei si chiama Madonna", accompagna il tutto con un gesto come a dire "guarda te che nome". Dario prova a cercarlo, ma non lo abbiamo, "Possiamo ordinarlo", il vecchietto, "Ma guardi. Non so nemmeno se canta ancora".
Da un cliente sgrezzu a uno raffinato. Mi chiede, "Avete il cd di Mina con la canzone che parla di una gatta (non quella di Paoli, sarebbe stato troppo facile), era anche in un Cantafavole". Ovviamente la risposta è "No", allora lui ci riprova "E avete riviste d'epoca"; non so a quale epoca si riferisca, a parte il fatto che non vendiamo riviste, e lo guardo con negli occhi scritto "Cosa cavolo dice questo", lui è abile a leggere gli occhi, capisce quello che penso e mi sistema con un "Lo so, non siete abituati a richieste raffinate".
Telefono. "Discooocluuuub", "Siete il cinque sei tre uno tre sette?", "Ha azzeccato solo la prima", "Ah, allora siete Disco Club", non capisco bene il senso della sua conclusione; lui prosegue, "Avete l'ultimo di Bocelli?", "Sì" (è in prima fila nell'angolo della vergogna), "Bene, e opere?". "No", "E semo gente de borgata", "No", "Va bene vengo a prendere Bocelli. Siete in via San Vincenzo all'inizio dall'inizio o all'inizio dalla fine?", "?!?!?".

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Diario del 17 novembre

Diario del 17 novembre
- 32 ai 50 anni di Disco Club
Avrete notato che da ieri preciso a cosa mancano 32 giorni. L'ho fatto perché, ormai quasi quotidianamente, qualcuno entra e mi dice, "Ho visto che chiudi", "Dove lo hai visto?", lui perplesso "Sul Secolo al mercoledì, stai facendo il conto alla rovescia". Un altro è più cinico, vede il mobile alle mie spale mezzo vuoto (perché in attesa del pacco dell'Olanda, ma lui non lo sa) e parte con "Stai finendo i dischi in saldo o li hai messi da qualche altra parte", "Saldo?", "Beh, prima di chiudere farai bene una liquidazione"; anni che non lo vedevo, tornato per banchettare sul mio cadavere (commerciale). Da ieri quindi precisiamo: mancano 32 giorni al compimento dei 50 anni (i primi) di Disco Club. CAPITOOO!
Un altro vecchio cliente prima e vicino di negozio poi (l'oreficeria davanti a noi, in vico del Corallo, di Luca Vigesi) ci manda una foto scattata quando frequentava il Cassini. Aveva solo 18 anni e questa foto è del 1982. Qualcun altro ha foto con sullo sfondo Disco Club?

 

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