Il Diario di Disco Club

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- 16 giorni ai 50 anni di Disco Club
Diario del 3 dicembre
L'angolo della vergogna ha prima conquistato la vetrina e adesso si è arricchito di nuove uscite. Dalla scatola delle novità vedo sbucare un titolo che negli anni settanta era ricercatissimo, "Live at Pompeii", il mitico concerto senza pubblico dei Pink Floyd, all'epoca ero riuscito a trovarlo nell'unica maniera possibile, un bootleg. Adesso, a quanto pare, esce una nuova versione ufficiale, ma..... guardo bene, il titolo è in italiano e toulì il gruppo non è i Pink Floyd, ma il Volo!!!
Lo prendo e lo piazzo immediatamente in vetrina proprio di fianco alla scritta "L'angolo della vergogna".

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- 18 dai 50 anni di Disco Club
Diario del 1 dicembre
In gran spolvero U Megu. La sua nuova passione è il sudoku on line, con una particolare predilezione per il gioco dell'impiccato. Ogni giorno si precipita in negozio per proporre qualche quesito al solito circolo Pickwick di Disco Club, oggi si è precipitato a tal punto che, passando davanti a un bar, ha travolto un tavolino del dehor scaraventandolo per terra, "Lo hai tirato su, spero?" gli chiedo, "No, sono andato via di corsa". Tutto questo perché? Ha premura di risolvere più quesiti possibili, "Sono all'inseguimento del primo in classifica", "Quanti punti hai?", "Con quello di ieri sera sono arrivato a 25", "E il primo?", "Tremilasettecentotrentacinque" e lo dice alla sua maniera, incrociando le mani sulla pancia, in una posizione da Don Abbondio, con la testa abbassata, guardandomi di sottecchi, "Megu, ma vaffa...".
Altro cliente di lunga data è Ricky. Veniva già da ragazzino, quando i genitori gli davano la paghetta, e anche adesso passa quando ha qualcosa da spendere in musica, continua ad aspettare la paghetta, non più dei genitori, ma della moglie, il fatto è che lei non è molto generosa, più di una volta il povero Ricky non può spendere più di cinque euro; questo lo costringe a lunghe ricerche tra gli scaffali dei cd. Anche oggi passa, io sto facendo un ordine sul computer e non faccio caso a lui. A un certo punto mi rendo conto che c'è un rumore che mi disturba, alzo gli occhi e capisco cosa è: Ricky, nella sua ricerca, mi sta abbattendo tutte le file degli espositori dei cd, facendole picchiare contro il mobile con un fastidioso "toc, toc, toc". Ormai tutte le file sono abbattute, meno una: quella del folk inglese. Esco dal banco e chiamo Ricky, gli indico la fila ancora a posto, "Guarda, te ne sei dimenticata una".

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Diario del 4 febbraio
Si dice che quando fa molto caldo in giro ci siano solo i matti. Oggi fa molto freddo, ma mi sembra che i nostri diversamente normali siano in grande forma.
Incomincia U Megu. Ormai sapete che lavora per la Asl, facendo prelievi del sangue a domicilio. Oggi mi racconta il dialogo tra una paziente e la sua capo infermiera; la paziente, "Lo sa che quel dottore è proprio bravo a fare i prelievi?", "Quale? Quello alto e grosso?", "Sì". Lo interrompo, "Sarai contento, è un bel complimento", lui, "Sì, ma sai come ha concluso?", "Avrà detto 'quello vestito come uno straccione'", "Peggio, 'è bravo anche se sembra un handicappato'", "Ho capito, ti dà fastidio quel 'sembra'".
Maurizio il Maratoneta viene a ritirare il cd degli ELO ordinato in Olanda. Il pacco era rimasto bloccato a Parigi dalla neve, gli avevo già detto che dentro per lui c'era solo quel cd, ma oggi non si rassegna, "Non è che hanno ag-aggiunto anche que-quello dei Foregna (così chiama i Foreigner)?", "Sì, hanno pagato uno che da Rotterdam raggiungesse il pacco all'aeroporto di Parigi per metterci dentro il tuo cd. CHE CAVOLO DICI, MAURIZIO?", il mio urlo lo spaventa, e balbetta "Pa-pa-pa-pazienza".
Qualche giorno fa Lorenzo dell'usato ha ricevuto un'email, nell'oggetto c'era scritto testualmente "Caro Lorenzo qualche mese fa ti ho chiamato approsito dei CD dei Rem fammi sapere qualcosa su questi cd in questione.Grazie Antonio da Genova", il resto del messaggio era in bianco. Oggi questo nuovo santo si presenta in negozio, argomento gli ultimi morti musicali, "Hai visto che è morto anche Maurizio Arcieri? Mi dispiace un sacco, lo conoscevi tu Maurizio? Io lo conoscevo. Era bravo. Anche se...", "Anche se?", "...era un maleducato. Lo sai che una volta ha picchiato quelli delle Iene. Mi dispiace un sacco, ma Arcieri era uno stronzo", continua con i necrologi, "E' morto anche Demis Roussos. Lo sai che i primi dischi li aveva fatti sotto mentite spoglie? Si faceva chiamare Aphrodite's Child, ma era sempre lui".
Quasimodo viene a comprare, "E' bello questo cd dei Cream alla BBC?", "E' bello" (non l'ho mai sentito), "Allora lo prendo". Armeggia col portafoglio e tira fuori dieci euro, gli do un euro e dieci centesimi di resto, ma lui "Le ho dato venti euro", "No, me ne hai dati dieci" (ci manca solo che provi a fregarmi Quasimodo) "Guarda in cassa non ho nemmeno un biglietto da venti euro". E' diffidente, apre il suo portafoglio, mentre la goccia al naso (dovuta al freddo preso fuori mentre aspettava che aprissi) scende pericolosamente verso il mio banco, si accorge di avere altri dieci euro, "Scusi, ne avevo due da dieci, non uno da venti" e in quel momento di tensione il disastro: la goccia abbandona il naso e si tuffa... no, non sul bancone, ma sui dieci euro che erano spuntati dal suo portafoglio. Devo ricordarmi di dare al primo cliente che compra i dieci euro di Quasimodo.
Ci sono tutti. Ecco Scussssi, "Scussssi (appunto), non sento più il black metal, potrei invece di prendere i cd degli Impaled Nazarene (n.d.a. il patto del Nazareno non c'entra), ordinare qualcosa di dark gotico, tipo gli Alien Sex Fiend?", "No, prima compri quelli che sono arrivati", "Li posso prendere quando mi danno la pensione, 240€, ai primi del mese?", "Siamo ai primi del mese", "Ah". Forse non se n'era accorto, apre il portafoglio e compra il cd degli Impaled, "Adesso posso ordinare qualche cd degli Alien Sex Fiend, tipo questo?", me ne indica uno sullo schermo, "Lascia perdere, è troppo caro", "No, non c'è problema", "Il problema c'è, ti parte metà della pensione", "Ah, allora non lo prendo?", "Non lo prendi". Fa molto caldo, ma lui non lo sente, ha solo la camicia e anche tutta sudata. Non ci lascia un buon ricordo, quando esce ci tocca tenere la porta aperta per dieci minuti congelandoci.
Questa è una nuova. Abbastanza avanti con gli anni (più vicina agli ottanta che ai settanta), ma dai gusti moderni, pochi giorni fa era venuta con la sorella a chiederci il disco di Hozier. Non è riarrivato, allora le dico di lasciarmi il numero del telefonino per avvisarla quando ce l'ho, lei "Le do il mio, perché mia sorella non li legge nemmeno i messaggi, ha un caratteraccio", io "Lei no?", "Anche io, ma da quando ho visto la Madonna non mi arrabbio più, perché sono fuori di testa anche senza l'aiuto di sostanze stupefacenti" e mentre lo dice si rolla una sigaretta.
Per concludere la giornata non poteva mancare Ivano. "Ciao Gian, non ti dico quanto rompe la mamma, non ce la faccio più", questa volta passa a un altro argomento, tira fuori dalla tasca delle cuffiette e me le offre, "Senti, ti do queste cuffie, sono quasi nuove (il quasi mi fa paura, anche se le è infilate nelle orecchie una sola volta, è difficile definirle nuove), in cambio mi dai un cd di Iggy Pop", per curiosità chiedo "Quale?", "The Idiot". Mi prende in giro?

Diario del 7 febbraio
Oggi tocca a Dario autografare. E' finalmente uscito il cd degli Snake Oil Ltd, volenti o nolenti tutti i clienti/amici che sono entrati hanno dovuto comprarlo e Dario ha arricchito la loro copia con l'autografo (vedi nella foto il n.1 di Sergio Fossati). E' stato anche il disco più ascoltato in questo sabato. Commenti vari, tutti positivi, ma il più sorprendente è quello di una signora che, mentre il marito ordina un cd, mi chiede, "E' Elvis vero? L'ho subito riconosciuto", Dario si schernisce, "No, sono solo io, di Elvis ho solo la panza dei suoi ultimi tempi", lei, "Bravo, complimenti. Elvis è la storia del rock, come in Italia lo è stato Little Tony". Quest'ultima parte mi è sfuggita, altrimenti avrei insultato la signora: Little Tony storia del rock italiano? E allora Celentano?

Diario del 9 febbraio
Qualche giorno fa un nuovo, non giovane, cliente, dopo aver comprato due cd anni sessanta, ci chiede "Ce l'ha quello con Shadows dei Dik Dik?", "Forse vuol dire la versione italiana di A Whiter Shade of Pale, Senza luce?", "No, no, s'intitola proprio Shadows", "Boh, mai sentita". Oggi torna, compra altri due cd anni sessanta e conferma, "Guardi che ho ragione io, una canzone dei Dik Dik s'intitola Shadows. E' un pezzo solo strumentale, tipo Pink Floyd", "Un pezzo solo strumentale dei Dik Dik? Mi sembra poco probabile"; più che poco probabile, mi sembra impossibile, allora digito su youtube "Shadows, gruppo italiano" e cosa esce? New Trolls. Faccio sentire il pezzo al cliente e lui, "Sì, è questo, E' vero erano i New Trolls. Ha visto che esisteva? Adesso non me lo dia, ho già speso abbastanza (venti euro)". E' vero ha ragione lui, magari se invece di cantarlo, anzi suonarlo, i New Trolls, lo avessero eseguito i Dik Dik, lo avrebbe anche comprato.
Altro pensionato, cerca un certo Iodiato che canta Piove di Modugno, "Mi ricordo il nome perché mi ha fatto venire in mente lo iodio", in realtà è Diodato, ordina il cd e passa a raccontarci episodi che lo riguardano da cui si capisce che ha girato il mondo. Gli chiedo, "Dove lavorava lei?", lo devo aver messo in difficoltà, come se si vergognasse di dirlo, poi si decide, "Ero capitano di lungo corso", poi con un rigurgito di orgoglio, "Ma mica come quella belina di Schettino".
Ultimo pensionato. Invece di spingere, tira la porta, facendola sbattere violentemente e facendoci saltare tutti per il 'resâto' (spavento in genovese)," Mi hanno detto che il fotografo è sotto i portici", "Sì, è sotto i portici", "Ah, grazie", spinge, invece di tirare la porta, gran botta, ma ormai siamo abituati, e se ne va dal fotografo sotto i portici, di fronte.

Diario del 12 febbraio
Una serie di clienti informatissimi hanno tenuto alto il livello del negozio oggi.
Il primo è un farmacista in pensione, "Ho sentito a Radio Virgin una canzone che mi piace tantissimo, non so il titolo, ma il nome del cantante è sicuramente Edward, il cognome qualcosa tipo Crowley, ma su questo non sono sicuro", "Io conosco Adrian Crowley", "No, guardi il nome è sicuramente Edward, ha la voce tipo Leonard Cohen". Infatti, gli faccio sentire su spotify Adrian Crowley e lui "Ecco è lui!": nome sicuro, cognome incerto.
Signora, "Voglio il disco appena uscito degli U2", "E' questo, è uscito quattro mesi fa", "Ma no, voglio quello uscito in questi giorni". Ci vuole del bello e del buono per convincerla che non ne sono usciti altri, ma non so nemmeno se sono riuscito a convincerla, non lo compra perché trova la scusa che 'a l'ëa sciurtia sensa ûn-a palanca'.
Entra con uno strano cappello con una banda multicolore, l'insieme è di un reduce di Woodstock, "Questo se ne capisce" penso e infatti mi chiede proprio un protagonista del Festival (non di Sanremo), "Cerco il cd di Santana con Europa, ma l'originale, non i rifacimenti, quello di una volta", gli do 'quello di una volta' e lui passa a un'altra richiesta, "Mi dia anche un Genesis, ma non con Gabriel, non lo sopporto, quelli dopo, ho sentito che hanno rifatti i pezzi senza Gabriel, mi sta sulle palle Gabriel". Detto fatto, gli appioppo Selling England By The Pound, chissà se se ne accorge che a cantare è quell'antipatico di Gabriel. Ma non se ne va, è lanciatissimo, "Voglio anche un cd di Bon Jovi, quando faceva country", "Ho finito tutto", "Aspetti, di country un mio amico mi ha consigliato uno che non ho mai sentito, mi ha detto che è bravo: Neil Young", "Effettivamente ci sa fare", "Mi dia qualcosa". Gli do Harvest e così lo finisco, forse avrei fatto meglio a dargli Trans....

Diario del 14 febbraio
San Valentino, Sanremo, accoppiata odierna. Un cliente cerca un cd da regalare alla sua compagna, "Ho visto al Festival Biagio Antonacci, a lei piace, ce l'ha l'ultimo disco?". Ce l'ho (colpa di Dario che sta allargando lo scaffale della vergogna), faccio un pacchetto regalo (sempre colpa di Dario che mi ha costretto a prendere altre confezioni regalo) e lui se ne va contento. Gli diamo il tempo di uscire e poi ci scateniamo a commentare le qualità canore dell'ex genero di Morandi, "Riempie gli stadi, ma non si capisce perché", un urlo alla mia sinistra, "VE LO DICO IO PERCHE'", è Renato, cliente e musicista, "La colpa è delle donne, guardano se uno è figo, mica se è bravo. Del resto prendi Hitler", "Hitler? Perché cantava?", "Come ha fatto a vincere le elezioni nel '32? Perché le donne hanno votato in massa per lui". Non è che Hitler mi sia mai sembrato così figo, faccio per dirglielo, ma in quel momento mi accorgo che una donna c'è in negozio, provo a farlo capire a Renato, ma lui ormai è scatenato, continua la sua invettiva e la cliente non si avvicina fino a quando lui non esce. Ho paura che se la prenda con noi, allora anticipo la sua richiesta, "Scommetto che vuoi Antonacci", la prende bene, sorride e ci chiede Luigi Tenco.
Telefonata, "Discooocluuuub", "Mi ha consigliato di chiamarvi un maestro di musica. Cerco cd con delle mazurche".
"Ciao, dove sono i 45giri?", eccolo il batterista di James Brown, "Ne hai della Columbia? A me piacciono quelli della...", viene interrotto dallo squillo del suo telefonino, assume un aspetto professionale, "Sì papà, sono da Disco Club, no, ho altro da fare" e interrompe bruscamente la conversazione. Ovazione. Sceglie un 45, svuota le tasche e riesce a mettere insieme 2,23€, "Bastano due euro", "Allora ne prendo un altro", "Manca 1,77€". Non fa una piega, si riprende i ventitre centesimi e si trasferisce nel reparto usato. Dopo dieci minuti, arriva Lorenzo dell'usato, "Hai venduto un 45 al batterista di James Brown?", "Sì", "Voleva vendermelo a cinque euro". Bis-ovazione.

Diario del 23 febbraio
Nove giorni senza Diario. Nove giorni in cui non è successo niente? No, il fatto è che diventerei ripetitivo. Dovrei raccontarvi dei quasi quotidiani interventi di Ivano, che, da quando ha visto che io ho fatto il libro, si scrive su un foglio il suo diario personale, Ivano e la mamma, raccontandomi tutti i litigi familiari col consueto 'quanto rompe la mamma'. Interventi che si concludono immancabilmente con la sua deportazione (nel senso che lo sbatto fuori dalla porta).
Dovrei parlarvi di un altro assiduo, il giovane (sui quindici anni) batterista di James Brown, che ormai si presenta così ai clienti, si esalta alla vista dei 45giri, alla ricerca di qualcosa del suo leader (l'unico che avevo gliel'ho già regalato alla vigilia di Natale).
Non manca mai Scussssi, ci deodora il negozio, cerca sempre di non ritirare il cd ordinato (un altro degli Impaled Nazarene), "Non li sento più", "Non me ne frega niente, prima compri questo, se no non ti ordino più niente". Lui non lo sbatto fuori dalla porta, anzi quando va, la porta la spalanco per arieggiare l'ambiente.
C'è poi Maurizio il Maratoneta, anche lui quotidiano. Gli è venuta la mania dei Chicago, quando gli dico che un cd non si trova, non si rassegna torna il giorno dopo e me lo richiede, "Chicago 16, ma-magari (è balbuziente) gua-guarda scritto così Chicago XVI" e il giorno dopo "Gua-guarda se è scritto così, Chicago XIIIIX". Quando finalmente trova qualcosa e lo ordina, passa tutti giorni, qualche volta due volte al giorno, per vedere se è arrivato. Lo blocco quando ancora è fuori, primo espulso prima di entrare in campo.
Cosa dire poi di Andrea "Marcello", quello che mi chiama così non so come mai. E' quotidiano nelle telefonate, ma da mesi non gli rispondo più. Allora cosa fa? Passa di persona, col foglietto con su scritto il disco da ordinare, ovviamente uno dei Duran Duran. Anche oggi entra "Marcello, mi ordini questo Greatest Hits dei Duran?", sicuramente lo ha già, ma questa volto rinuncio a dirglielo, lo ordino. Esce, entra il Maratoneta, lo stoppo sulla porta, "Non è arrivato niente", "Sìsìsì, ma-magari più tardi?", "NOOO!", Do-domani?", "No, non hanno spedito", "Ma-magari provo a pa-passare". Sto per urlargli un altro NOOO, quando vengo interrotto dal rientro di Andrea-Marcello, "Marcello, me lo hai ordinato il cd dei Duran Duran?", sono un po' esausto, "Sììì, l'ho ordinato", "Grazie Marcello, ciao Marcello" e finalmente se ne va. Mi rivolgo al Maratoneta, "Ma perché mi chiama Marcello?", magari fra loro s'intendono; "Non lo so, perché tu ti chi-chiami Gianni". Sì, Gianni Marcello Balduzzi.

Diario del 24 febbraio
Finalmente ci siamo liberati del derby. Sì, perché, insieme alla pioggia di sabato e alla bora odierna, ci ha rovinato due giorni d'incasso. Possono tornare a vivere tranquilli anche i miei clienti/tifosi. A proposito sono fantastici con le loro cabale, oggi prima un sampdoriano mi lascia per tempo, "Vai già?", "L'ultimo derby, prima di entrare allo stadio, sono andato a mangiare una pizzetta in via Canevari", "Sì, ma oggi è presto per mangiare e poi cosa mangi una pizzetta in piedi in mezzo alla bufera?", "Certo, l'altra volta ha portato fortuna, abbiamo vinto". Poco dopo tocca a un genoano, anche lui parte per tempo, "Oggi avete tutti premura?", "Sai devo andare ancora in piazza Manin e poi fare la scalinata Montaldo", "Scusa ma non fai prima ad andare dritto? Così allunghi la strada di qualche chilometro", "Lo so, ma l'ultima volta che prima del derby pioveva, una vera tempesta, io sono passato di là e abbiamo vinto".
In realtà oggi non ha vinto nessuno, ma il primo sarà sicuro che, se la palla all'ultimo secondo non è entrata, è stato merito della sua cabala; il secondo è convinto che grazie al suo pellegrinaggio su e giù per Genova, prima Okaka e poi Obiang, hanno sbagliato due gol facili. Da domani avranno qualche mese per studiare una cabala più efficace, che possa portare una vittoria e non un pareggio.
Due chicche musicali.
Telefono. "Discooocluuuub", amichevole "Ciao, senti ho due 78, uno di Janis Joplin e l'altro dei Doors, posso portarteli a vedere?", "Certo, varranno un sacco di soldi, non ho mai visto 78 dei Doors e di Janis. Sei sicuro che non siano 33", "No, no, sono quelli grossi da 78. I 33 son quelli piccoli, vero?", "No, quelli sono i 45", "Ma come? I 33 sono più grossi dei 45?". Vorrei dirgli 'belinun 33-45-78 sono i giri e non i centimetri', mi limito, "Eh, sì".
In negozio. Un anziano cerca musica vecchia e giustifica la sua scelta, "La musica di adesso non mi aspira, mi piace solo quella anni 70/80".
Computer. Mi arriva la presentazione del nuovo disco di Udo, l'edizione limitata viene così descritta, "Box in finta pelle di pitone d'orata", io rispondo con un'email, "Cos'è, un nuovo tipo di pesce?".

Diario del 25 febbraio
Ieri abbiamo parlato del derby per i miei clienti. Oggi faccio un'aggiunta fuori dal negozio. Il derby per Genova è un po' come i mondiali di calcio. Ne parlano tutti anche quelli che normalmente non seguono il calcio. Così sul 49 (l'autobus) seguo il dialogo tra due anziane. La prima (la più calcisticamente ignorante), "Non capisco perché non abbiano messo i teloni", la seconda (un po' più esperta), "Perché ci vuole del tempo a toglierli e sabato ha incominciato a piovere forte un'ora prima dell'inizio della partita", la prima, "Ma i teloni li lasciano quando i giocatori entrano in campo?", la seconda, si accorge che sto seguendo i loro discorsi, mi lancia uno sguardo di commiserazione per la compagna, "Ma noo". Effettivamente l'idea di fare una partita sopra i teloni allagati è notevole, ma la fantasia calcistica delle donne supera abbondantemente la nostra, allora la prima si corregge, "Pensavo che i teloni fossero tesi sopra i calciatori". Fantastico! Ve lo immaginate, il pubblico al di sopra dei teloni, i giocatori sotto la protezione e un radiocronista che spiega a quelli sopra cosa sta succedendo sotto!

Diario del 10 marzo
In realtà è scritto oggi, ma è il riepilogo di tredici giorni. Facciamo finta che questo sia successo tutto in una giornata.
Incominciamo con due richieste telefoniche simili.
"Discooocluuub", "Senta, sono il gestore di un locale, dove posso trovare una pennetta per jukebox?", "Perché lei ha un jukebox che legge le pennette?", "No, ma magari esiste", "Può darsi, io ho visto solo un jukebox con cd", "Buono, non lo sapevo. Se lo compro, i cd me li mette dentro gratis quello che me lo vende?", "Secondo lei?", "Dice di no?", "Dico di no".
"Discooocluuuub", "Un'informazione. Ho uno stabilimento balneare, lei noleggia impianti per fare musica?", "Io posso venderle la musica, gli impianti se li deve procurare lei".
Anche in negozio continuano le richieste particolari. Una vecchietta, "Ha una cassetta pulita dove fare un cd?".
Un cliente si avvicina a Dario, "Cerco un disco di flauto di Pan suonato da un pianista".
Altra ottantenne, "Li ha quei cd con la hit parade?", io, "No", Dario, "Aspetti, qualcosa forse abbiamo", lei mi lascia e si avvicina al suo salvatore, "Mi faccia vedere", guarda, "Non le conosco queste canzoni", Dario, "Sono dell'anno scorso", lei, "Vorrei quelle che si sentono quest'anno", Dario, "La Hit Parade del 2015 deve ancora uscire. Quando la trovo gliela ordino", lei, ormai affezionata a quell'orsacchiotto così gentile, "Grazie Nanni (affettuoso), me la metta da parte".
Di ritorno in negozio, dopo mangiato, sull'autobus mi becco il giovane batterista di James Brown. Purtroppo mi riconosce e dopo un attimo tutti i passeggeri sanno che io sono "quello di Disco Club" e che lui è mio amico, che gli ho regalato un 45giri di James Brown, mi chiede il nome, "Gian", "Dove abiti?", "Vicino a te", quando però vuole sapere anche il cognome, glielo storpio, ci mancherebbe di trovarmi il batterista in casa. Tocca a me fargli una domanda "E James Brown dove abita?", "Lì vicino, in via delle Ginestre, ma adesso dobbiamo alzare il culo tutti e due, bisogna andare in negozio", "Sob...".
Rieccoci in negozio. Sto facendo ascoltare Iron & Wine a Massimo B.jr, quando entra un suo amico, "Ciao, anche tu appassionato di musica?", "Sì, degli anni '60 e '70", e, rivolto a me, "Dove trovo i dischi di Albano e Romina?". Massimo si mimetizza dietro un altro cliente.
Poco dopo mi aggiudico un cd, sì lo vinco. Un ragazzo, quanto meno quando ha incominciato a venire da Disco Club due decenni fa, mi porta la sua ultima incisione, The Big White Rabbit. "Da che parte si guarda la copertina", gli chiedo, "Per così, aperta. E' la locandina di un film. Se indovini quale è, ti regalo il cd". La guardo e "Anatomia di un omicidio", lui sorpreso, "Belin, sei un esperto di cinema", "No, di musica, è la copertina anche del disco di Duke Ellington". Cd guadagnato.
La chiusura è triste e ci riporta alla realtà di questo periodo. Una ragazza mi ha ordinato una raccolta doppia di Vangelis, oggi mi chiama, "Scusi, devo chiederle un piacere. Vorrei disdire l'ordine", sto per dirle "E' troppo tardi, ormai è nel pacco in arrivo", ma lei prosegue, "Sa oggi ho saputo che ho perso il posto di lavoro"....... "Non c'è problema, l'annullo". "Mala tempora currunt" e speriamo che non sia vero il seguito "sed peiora parantur?".
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Diario del 12 marzo
Tira fuori un foglietto, me lo fa leggere, "Avete qualcosa di questo?", leggo, 'Tromaino'. E' un ragazzo a chiedermelo, io non lo conosco (né il ragazzo, né Tromaino), "Che cosa fa?", "E' un cantautore", "Mai sentito", "Canta una canzone che s'intitola Immagini". Mi viene un dubbio, anche se mi sembra strano, alla fin fine questo non avrà ancora quarant'anni, non è un vecchio rimbambito, però gliela tiro lì, "Non è che siano i Tiromancino?". Cerco su youtube, gli faccio sentire 'Immagini che lasciano il segno', lui entusiasta, "Sìììì, è proprio questa". Non è vecchio ma.....
Un cliente viene sempre accompagnato dal suo cane; oggi sono al telefono quando entrano e sento da fuori una voce di donna che sbraita, "Non entro... il cane...", non capisco cosa stia succedendo, vedo solo che il cliente, sbuffando, se ne va. Poso ed esco a guardare cosa succede, un'anziana signora sta urlando di tutto al mio cliente, colpevole di portarsi dietro in negozio il cane, anche se al guinzaglio, ma senza museruola. Finito con lui si rivolge a noi, nel senso di 'io e Francesco' cliente sempre presente alla sera, "Scemi, siete scemi, io non vengo più qua dentro".
Lei è vecchia e.....
Il cliente successivo è uno dei più anziani frequentatori di Disco Club, uno dei pochi più vecchi di me, Francesco P (non il Francesco di prima). "Sai Gian che l'altra notte ho sognato che eri morto", "Ah, e come?", "All'improvviso, e sai una cosa?", "Cosa?", "Ero molto dispiaciuto". Grazie Francesco.

Diario del 14 marzo
Al momento della chiusura mattutina, vedo che Dario è avvicinato da un anziano che gli chiede delle informazioni. Cosa gli ha chiesto l'ho scoperto al pomeriggio, infatti eccolo di nuovo qui, mi fa vedere il telefonino, "Vede questa canzone? Ho chiesto questa mattina al suo collega se me la può trovare", guardo il display: youtube, Curt Haagers, O, mein papa. "Non lo conosco e (dopo aver consultato il database olandese) nemmeno il mio fornitore", "Me lo può ordinare?", "No, non c'è niente in catalogo di questo Haagers", "Com'è possibile? E' stato pubblicato il 24 aprile 2013", "Su youtube, non il disco. Se vuole le posso ordinare la versione più famosa, quella cantata da Lys Assia", "No, io la voglio suonata alla tromba", "Non ce l'ho gliel'ho detto e nemmeno la versione di Eddie Calvert e nemmeno quella di Ninì Rosso". Non si rassegna e, visto che io non gli do più retta, si attacca al Pluriespulso, cercando di farsi spiegare come si fa a scaricare da internet una canzone. Dopo una mezz'ora, mentre prendo un cd nell'espositore della musica anni cinquanta, mi accorgo che è ancora con noi, mi blocca, "Vede che lì ha il cd di Elvis Presley, eppure è musica più vecchia", non sto a confutare la sua affermazione sull'anzianità, ma "Secondo lei vende più Elvis o Mein Papa?" e lo mollo lì alle prese col dubbio che gli ho buttato addosso. Ma mica va via, è il turno di Andrea di sorbettarselo, gli fa vedere il telefonino e quante versioni di Mein Papa vi sono, "Possibile che non se ne trovi nemmeno una?". Ho una mezz'oretta di delirio di vendite (per fortuna), passato il quale chi mi trovo di fronte? Lui, "Senta io non me ne vado (ormai sono passate due ore da quando è entrato), se non mi trova almeno la versione di Ninì Rosso", resisto ancora a mandarlo, mi limito a "No, guardi, non so dove trovargliela", "Ma com'è possibile? Guardi qui (il telefonino) quante ce ne sono!", pazienza finita, "Senta, io sono qui da trentun anni, due mesi e quattordici giorni, e NESSUNO mi ha mai chiesto O Mein Papa. Non ce l'ho in nessuna versione e non gliela ordino, buonasera!". Questa volta lo demoralizzo e finalmente ci lascia.
P.s. Dario, tanto decantato da voi per la sua gentilezza, è fuggito nel reparto usato all'inizio della vicenda e non si è più visto fino a quando il campo non è stato sgombro.

Diario del 19 marzo
Lo Strinato è tornato! In realtà non è lui strinato, ma i suoi capelli, come ho già detto, alla Vandelli. A patire della sua assenza è stato soprattutto lo scaffale "rosa", quello delle cantanti, infatti lui è il maggior acquirente storico di dischi femminili. Col suo ritorno sono tornato a comprare tutti i cd cantati da donne che mi propongono gli importatori, sì perché compra solo straniere. Oggi non trova molto, ma in vetrina vede una bella bionda, "Che è Gian quella?", "Non ti piace, non canta". Cerca ancora, non trova niente, allora torna alla carica, "Ma proprio non canta Valentina?" (ormai è in confidenza con la bionda in vetrina: Valentina Lisitsa che suona pezzi di Philip Glass), "No, suona il pianoforte", "Senti, dammelo in mano, voglio sentirlo (non nel senso di ascoltarlo, ma di toccarlo)"; lo tiro fuori dalla vetrina e glielo do, lo ammira, "E' proprio una bella donna, fammi sentire qualcosa". Il primo pezzo è molto lento, "E' noioso, fammi sentire il secondo", noioso anche questo, il terzo è più vivace, lo conforta, lo compra, se lo porta via in contemplazione della copertina, "E' un gran tronco....".
Telefono. "Discooocluuuub", "Il signor Balduzzi", "Sì", "Chiamo dal centro eliminazione chiamate telefoniche da call center", "No, guardi, non m'interessa", "Come? Non le danno fastidio le continue chiamate?", "Sì, ma scusi, lei da dove chiama?", "Dal call center del centro eliminazione...", non lo lascio finire, poso.
Signora anziana, entra decisa in negozio, "Ha mica il cd di quel mostro di Arisa?".
Altro nuovo acquisto abbastanza strampalato, era già passato ieri a chiedere se avevamo qualcosa di Annalisa Minetti, torna oggi, lo cerca, non lo trova, glielo trovo e un altro lungodegente abbandona gli scaffali con un introito di cinque euro. Fa per uscire, ma poi torna indietro, "Magari non le interessa, ma sa cosa c'è stasera in diretta su Radio2?", penso a un'esibizione della Minetti e invece, "Il concerto di Noel Gallagher a Dusseldorf".
Arriva l'Olanda (nel senso del pacco d'importazione), mando i messaggi e un anziano mi risponde, "Passo dopo il 31, quando prendo la pensione". Riflessione del giorno: una volta i miei clienti passavano a comprare quando prendevano la paghetta, poi quando prendevano lo stipendio, adesso quando prendono la pensione......
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Diario del 20 marzo
Equivoci linguistici. Basta poco, una consonante al posto di un'altra, un prefisso cambiato, per variare il significato di una parola. Il più grande fan di glam rock del negozio ci chiede oggi un cd di Vinnie Vincent, "Quale vuoi?", "L'anonimo", "Cioè?", "Quello con lo stesso titolo": appunto, l'anonimo.
Il Matematico entra in un momento di vuoto, tutti erano in giro armati di occhiali e vetri affumicati per vedere l'eclissi. Gli chiedo, "Anche tu hai guardato l'eclissi", lui, disorientato, "No, quale ellissi?": in questo caso è perdonabile, si tratta di una deformazione professionale.
Più facili gli errori dovuti alla scarsa conoscenza delle lingue straniere. Un anziano cerca un disco di John Pittery, "Pittery? Non lo conosco", "Cantava sempre al Festival, un anno ha fatto 'Quando vedrai la mia ragazza'", "C'è andato vicino, è Gene Pitney", "Forse, io non so come si pronunzia l'inglese". Lo lascio davanti allo scaffale dei cantanti anni 50/60; dopo un po' vedo che armeggia cercando di estrarre violentemente un cd, lo blocco, troppo tardi, ha già sradicato l'espositore, che ormai penzola fuori dal mobile, "Astuto, lo tiene sotto chiave per non farselo fregare" (veramente lui è riuscito a staccarlo senza bisogno di chiavi). Estraggo il disco di Pitney, ma "Non ci sono pezzi in italiano?", "No, di solito cantava in inglese", "Allora non mi interessa, io non capisco l'inglese" e mi lascia col mozzicone di espositore in mano.

Diario del 23 marzo
La posta elettronica si è leggermente velocizzata a Bargagli. L'anno scorso abbiamo ricevuto la classifica dei suoi preferiti del 2013 da Paolo di Bargagli il 5 aprile (vedi Diario). Oggi ci è arrivato questo messaggio: "Disco dell'anno 2014
1 CREUZA DE MA 2014 – FABRIZIO DE ANDRE'
2 HIGH HOPES – BRUCE SPRINGSTEEN
3 AMERICAN BEAUTY – BRUCE SPRINGSTEEN
4 LED ZEPPELIN IV – LED ZEPPELIN
5 COMIN' HOME – KENNY WAYNE SHEPHERD
6 THE ENDLESS RIVER – PINK FLOYD
7 LED ZEPPELIN I – LED ZEPPELIN
8 GHOST STORIES – COLDPLAY
9 SINGS... – ELVIS PRESLEY
10 DIFFERENT EVERY TIME – ROBERT WYATT
Con i più cari Auguri di Buone Feste da Paolo di Bargagli".
Continuando così, tra sei anni, Paolo potrà avere la soddisfazione di vedere la sua classifica pubblicata in tempo reale. Gli auguri possono essere riciclati, tra un po' è Pasqua.
Un po' in ritardo anche un anziano che questa mattina mi chiede, "Mi aiuta a cercare una canzone che cerco da anni?", "Quale?", "E' di Nella Colombo, s'intitola Giorgio", "Quale Giorgio? Quello del Lago Maggiore?", gli si accende negli occhi una speranza, "Sì, quello", "E' solo di 57 anni fa" -(voi vi chiederete come facevo a sapere con precisione la data di uscita della canzone, semplice è arrivata seconda al primo Eurofestival che ho visto alla televisione, appunto nel 1958, partecipava per la Svizzera, a cantarla era Lys Assia ed è arrivata davanti a Nel blu dipinto di blu di Modugno)- "Lei pensa veramente che esista un cd di Nella Colombo?", Devo essere stato un po' aggressivo, perché rimane interdetto e si rifugia in un "Magari una compilation dell'epoca", "Al massimo si può trovare la versione di Buscaglione", si scandalizza, "Buscaglione? No, è troppo moderna, io cerco quella di Nella Colombo!".
Altro nostalgico, cerca una raccolta dei Climie Fisher. Non ce l'hanno nemmeno in Olanda, allora lui, trasognato, parlando a se stesso, "Eh, quando c'era la Ricordi queste cose si trovavano, avevano tutto", poi, rivolto a me, "Te la ricordi la Ricordi?".

Diario del 28 marzo
Lo smemorato di Discoclub. La giornata di ieri l'ho conclusa con un cliente di vecchia data, anzi ormai principalmente un amico. Ritira un cd ordinato, Ryley Walker, compra l'ennesima copia di Various Positions di Leonard Cohen (cassetta, lp, cd, e oggi cd digipack), il vinile Nilsson Schmilsson, il cofanettino con i primi cinque cd di Edgar Broughton Band ("Ho solo il primo"), chiede al Geometra come sia il nuovo di Sufjan Stevens, quello risponde "A me non è piaciuto", io "A me sembra bello, te lo faccio sentire?": lo sente, gli piace, compra anche quello, paga col bancomat sul filo di lana della campanella di chiusura. Usciamo, lo guardo, all'improvviso sembra essere assente; non sta bene? Gli chiedo, "Vai a casa?", laconico "No", "Io corro a prendere il 49", "Vengo anch'io", facciamo i portici insieme, poi io attraverso la strada e lo lascio, sempre un po' stralunato, che si dirige verso la stazione. Questa mattina, appena entro in negozio, trovo un messaggio sul telefonino, "Chiamami, Bruneri (o Canella?) si è sentito male, è in ospedale" firmato da un comune amico del cliente serale. Cosa gli è successo? Chiamo il messaggero senza nemmeno accendere le luci, "Sono Gian, dimmi", "Ieri sera, dopo che è uscito dal tuo negozio, vagava per la stazione in stato confusionale, lo abbiamo raggiunto, io e sua moglie, non si ricordava più niente di quello che aveva fatto nell'ultima ora, non capiva come mai aveva il tuo sacchetto in mano, lo abbiamo fatto portare all'ospedale. Gli hanno fatto la tac e tutto è andato bene, ma rimane il mistero del tuo sacchetto, tra l'altro dentro ci sono anche due libri della serie Harmony", "Harmony???", "Sì". Poso e, mentre ripenso a quello che ho appena sentito, squilla il telefono, è lui lo smemorato dall'ospedale, "Ou, cosa combini?", "Senti Gian, mi devi dire cosa ho comprato ieri sera da te, perché sono venuto da te, vero?", "Sì che sei venuto, hai comprato Cohen 'Various Positions'", "Per quale motivo? Te l'ho detto", "Perché era un'edizione diversa dalle tre che già hai", "Ah, bene. Poi?", "Ryley Walker", questo lo rende contento, "Vero! Mi ricordo, devo recensirlo. Poi?", "Il vinile di Nilsson e l'ultimo di Sufjan Stevens", "Ma perché? Questo non dovevo comprarlo, perché l'ho preso?", "Te l'ho fatto sentire e ti è piaciuto", "Ah sì? E ti ho pagato?", "Col bancomat", "Mi sono ricordato il numero?", "Certo, transazione eseguita", c'è una cosa che lo assilla ancora di più, "Quando ero da te avevo già due libri?" "Quali?", si vergogna, "Due della serie Harmony", "No li avrai presi dopo nell'edicola della stazione, belin la prossima volta ti comprerai Laila". Al pomeriggio mi richiama da casa, sta bene, anche se gli rimane quel buco di mezzora, i dischi vanno bene tutti, ma ha un cruccio, come dimostra la foto che mi invia, "Perché ho comprato i due libri della Harmony?!?!?".

Diario del 4 aprile
Richieste varie della settimana.
Cliente, che di solito acquista Miles Davis, ci sorprende con la richiesta di un cd femminile. Non gli va bene niente di quello che gli propongo, provo anche con Kylie Minogue, ma lui, "No, la sartina no", "Sartina?", "Sì, io l'ho sempre chiamata la sartina", "?!?!?".
Anziano, "Vorrei una raccolta di Pino Daniele, aveva un modo di cantare garbato, la vorrei cantata in inglese, a me piacciono le canzoni in inglese".
Assiduo frequentatore negli anni ottanta, poi si è visto meno, sempre alle prese col prezzo dei dischi, in genere spende dai cinque ai nove euro, mai di più. Oggi alza il tiro, vuole l'ultimo di Hackett, si arriva sui diciotto. Ci pensa un po', poi, "Ne parlo con mia moglie".
"Avete musica inglese o americana?", "Certo", "Dove sono?", con un gesto comprendo tutto il negozio e lui inizia il giro, che si conclude di nuovo davanti alla cassa, "Cerco qualcosa di Minghi", "Non ho niente", "Allora Telesio di Battiato", "La versione in inglese?", mi prende sul serio, "L'ha fatto anche in inglese?".
Telefono. "Discooocluuuub", "Mi serve l'ultimo di Massimo Allevi", "Niente, ho solo quello del fratello Giovanni".
Già mi aveva fatto questa richiesta, oggi torna alla carica, "Per mio marito mi serve un cd di Simone Garfunkel che canta Il passaggio del Condor".
Non vi ho ancora parlato di un nuovo personaggio, il signor 'Ci sta'. E' il suo intercalare preferito, mi ordina un disco che costa più del solito? Lui non si scompone, "Ci sta"; un suo idolo reggae fa un cd più pop? Lui "Ci sta"; dopo mezzora di ricerche, per suo conto, sul database olandese, esausto, lo mando a dar del colore? Lui "Ci sta". Oggi un cliente compra l'ultimo live di Van Halen, poi vede il nuovo di Madonna e prende anche quello, giustificandosi, "Può sembrare strano, ma mi piace anche lei"; chi c'è vicino alla cassa? Lui, ed è pronto, "Come strano? No, no, ci sta, ci sta".
Questa mattina arrivo alle 8:15 e c'è in corso la solita guerra dell'angolo. Nonostante la pioggia Tabletman ha ancora una volta vinto, smanetta come al solito indifferente, non solo alla pioggia, ma anche a Quasimodo, che gli si aggira intorno col solito sacchetto pieno di pacchetti di sigarette e lo guarda bieco. Non sono soli, vedo che si sta avvicinando anche Andrea/Marcello/Duran Duran. Prendo tempo, vado a farmi cambiare da dieci euro al bar, poi ancora vado in edicola a comprare Repubblica, non apro del tutto, ma non serve a niente. Per primo entra Quasimodo, giovedì mi aveva chiesto Jimi Hendrix con Curtis Knight, ieri uguale, oggi indovinate? Curtis Knight con Jimi Hendrix (ha cercato di fregarmi invertendo i fattori). Esce lui e fuori sento un potente starnuto, 'Speriamo che si sia messo la mano davanti alla boca, altrimenti mi ha scatarrato la vetrina', penso. Ecco che entra Andrea/Marcello, "Ciao Marcello, mi ordini il cd nuovo dei Duran Duran", in genere non gli rispondo male, è troppo fuso, mi dispiace maltrattarlo, ma dopo Quasimodo ho meno pazienza, "NOON C'èèèèè", "Cercamelo sul computer", "NOOOO, lo abbiamo già cercato sabato scorso: NON c'èèè", "Sì, però se lo trovi ordinamelo", "Sì, d'accordo, ciao Marcello, scusa Andrea", mi sono dimenticato che Marcello sono io, me lo ricorda lui, "Ciao Marcello, buona Pasqua" e mi da la mano. La sento un po' bagnaticcia. Un flash: starnuto, vetrina pulita, mano bagnata, presto correre in bagno a lavarsi le mani.

Diario del 9 aprile
Il prezzo di un cd a volte può cambiare nel giro di pochi secondi, ne sa qualcosa Parodi (unico fan del negozio dei bollini Siae, vedi http://www.discoclub65.it/.../4378-il-mondo-visto-da-disco-cl...). Oggi viene a ritirare un disco dei Cowboy Junkies, glielo porgo, sto per dirgli "Sono 20€", ma lui, "Erano due i cd che ti ho ordinato, non uno solo, guarda se è arrivato anche l'altro", "Fosse arrivato, te lo avrei dato", "Guarda bene"; il prezzo è già salito a 21€, "Se ti dico che non c'è, non c'è", "Come mai? Guarda", guardo sul database olandese, "Non c'è più, lo hanno cancellato", lui si agita e urla, "Come non c'è più, su internet l'ho visto. Cercalo da qualche altra parte"; il prezzo continua a salire, si avvicina ai 22€ e si alza ancora quando al mio "E' fuori catalogo", lui sbotta "Non è vero, sul sito c'è. Me lo devi trovare!!!", lui pensava di aver alzato la voce, ma non è niente al confronto del mio, "TI HO DETTO CHE NON POSSO TROVARTELOOO, CERCATELO TU. Dammi 23 euro". Paga e finalmente sparisce. La permanenza per due minuti in più a Disco Club gli è costata tre euro, più di un'ora di posteggio in centro...
890

Diario del 14 aprile
Signore raffinate oggi. La prima con molta eleganza gira per il negozio. Lancia un'occhiata abbastanza schifata ai dischi esposti, poi si avvicina alla cassa e mi apostrofa dando per scontata la risposta, "Avete anche cd nuovi?", "Certo"; le manca solo una sigaretta con un lungo bocchino per potermi sbuffare in faccia il fumo della sua successiva domanda, "Voglio (n.d.a. non vorrei, voglio) La Lira d'Esperia di Estevan". La risposta la intuisce dalla mia espressione e, quando io dico "Non ce l'ho", è già sulla porta sempre più schifata da questo negozio.
La seconda è più simpatica, la tipica romantica signora inglese di Montesaniana memoria, abbigliamento compreso. Con un inglese italianizzato (o un italiano inglesizzato?) mi fa capire di essere una grande fan di Antonacci, "E' così romantico...". Ho solo un cd dal vivo e un altro che, vista la lunga degenza negli scaffali (quasi un decennio), non deve essere tra i migliori di Biagio. Purtroppo non ho altro, perché lei prende questi e avrebbe preso qualsiasi altra cosa del suo nuovo amore musicale, mi chiede anche un poster da appendere nella sua magione albionica. Quando poi si avvicina alla cassa, vede sul banco un 45giri dei Deep Purple, 'Black Night', uscito per il Record Store Day di sabato prossimo, e, felice, lo indica e, con tre parole in inglese e una in italiano, mi dice, "Io sono innamorata dei Deep Purple, li ho visti in concerto. Ho due amori, i Deep Purple e –concludendo con uno sguardo sognante e un sospiro- Biagio Antonacci". Ci lascia svolazzando nel suo vestito demodé sopra una nuvola che la porta fuori dal negozio.

Diario del 17 aprile
Domani è la giornata del Record Store Day. Di partenza era la festa dei piccoli negozi di dischi, in realtà ora a noi si sono aggregati i grossi, catene comprese. Una mia vicina di casa, novantunenne, ha pensato di anticipare i festeggiamenti. Questa notte sono stato svegliato bruscamente da un urlo "Renato Renato Renato -così carino così educato- mi porti al cinema e guardi il film".
Sono rimasto disorientato, non capivo da dove veniva quella voce. Svegliatomi del tutto, ho individuato la provenienza, l'antica signora del piano di sotto; il volume era da juke-box (spero che i parenti non gliene abbiano regalato uno), ma piano piano si stava attutendo, "Forse adesso spegne", no ecco un altro urlo, uno pseudo Paul Anka si lancia in un "Apro gli occhi e ti penso, ed ho in mente te ed ho in mente te". Anch'io apro gli occhi e ho in mente lei e le lancio insulti poco rispettosi dell'età. Probabilmente sta guardando Radio Zeta, dove qualcuno si esibisce in un karaoke sfrenato di canzoni anni 60/70. Mi toccano pezzi di Baglioni, Pooh, Orietta Berti e nemmeno le mie calcagnate sul pavimento la bloccano. Infine ecco il finto Battisti con "Mi sono informato c'è un treno che parte alle 7 e 40....", a questo punto la vegliarda deve aver guardato l'orologio e pensato "Se il treno parte alle 7:40 e adesso sono le 5:05, posso dormire ancora un po'" e finalmente fu silenzio.

Diario del 18 aprile
Ed eccoci al RSD. Tutto bene, musica dei bravi St.Mud Avenue e di Andrea Giannoni, focaccia, pubblico dentro e fuori del negozio. Un momento di tensione c'è stato. Un'invasione del tipo degli streaker inglesi (per fortuna non nudo) sull'improvvisato palco davanti alla vetrina dei vicini di Outsider. Un ragazzino si è avventato sul microfono (vedi foto) e ha iniziato il suo show. Chi è? Basta sentire il suo esordio per capirlo, "Sono il batterista di James Brown. Conoscete Sex Machine? Facciamo tutti insieme Sex Machine?", viene dissuaso dal dolce peso di Dario che lo sposta. Ci rimette Lorenzo, che, nel reparto usato, già alle prese con Ivano "quanto rompe la mamma" (espulso da me), si ritrova tra i piedi anche il Batterista (espulso da Dario).
Altro aspetto negativo del RSD è la pubblicità sui giornali, utile da un lato, ma che dall'altro fa da calamita per i rompi telefonici. "Ho letto che comprate dischi usati. Abbiamo ereditato da un cugino morto un sacco di dischi. A dire il vero anche un giradischi che dovremo cercare di rimettere in ordine, sa, è degli anni cinquanta", cerco di bloccare la signora perché, a questo punto, immagino già la conclusione, ma lei è un fiume in piena, "I dischi sono di quelli vecchi a 78giri", eccola la conclusione attesa e lei lo dice con l'espressione di chi pensa di aver fatto il colpo della vita, senza alcun merito, solo grazie al caro estinto. In un attimo le trasformo il caro estinto in un belinone che ha raccolto per anni cose inutili, "Non valgono niente".

Diario del 23 aprile
Telefono, "Discooocluuub", "Giancarlo, sono Tiziano di Verona. Giancarlo, sono disperato. Lo sai cosa mi è successo? Ti ricordi il vinile degli Europe "Live at Sweden Rock" che mi hai spedito qualche mese fa? Lo stavo ascoltando, quando l'ho tolto dal giradischi è rimasto attaccato alla gomma del piatto, mi è caduto. Giancarlo, sono disperato, adesso sono qui che lo guardo: è spaccato in quattro parti. Giancarlo, devi fare un miracolo, devi ritrovarmelo!". Tiziano è quel cliente che, quando gli è arrivato il pacco col vinile, l'anno scorso, aprendolo con le forbici, preso dall'eccitazione, ha segato non solo il cartone, ma anche il disco; quel giorno mi ha chiesto un miracolo, l'ho fatto. Adesso il bis. Lo rassicuro, "Non c'è problema, te lo ordino, a fine settimana arriva", lui entusiasta, "Giancarlo! Vi voglio bene, dillo anche a Dario, quando venite a Verona vi ospito io. Dice la mamma di spedirlo contrassegno, così non deve andare da quei ladri della banca a fare il bonifico", "D'accordo, ciao". Cinque minuti dopo, telefono, "Discoooocluuuub", "Giancarlo, sono Tiziano. Non mi hai dato i dati per il bonifico", "Ma non volevi il contrassegno? A cosa ti serve l'iban?", "Sono proprio scemo, hai ragione (a pensare che è scemo?). Mi raccomando venite a Verona, vi ospitiamo io e la mamma. Ciao Giancarlo", "Ciao Tiziano", "Ciao Giancarlo, saluta Dario, ciao Giancarlo, ciao Gianc...", io poso, lui probabilmente va avanti ancora un po' con 'Ciao Giancarlo', mi rivolgo a Dario, "Tiziano ti aspetta a Verona".
Signora, "Mi servirebbe un cd con le tabelline cantate per i bambini", esisterà?
Signore, "Voglio un cd con i pezzi migliori di Elton John", "Si trova solo questo", gli faccio vedere il Greatest Hits 1970/2002, lui "Non ha qualcos'altro? E' troppo vecchio, mancano gli ultimi successi", "Guardi che sono trentanni che Elton John non ha un successo, direi piuttosto che ci sono ventanni di troppo", lui si smarca, "Ah, non è per me, chiedo a mia moglie e le so dire".

Diario del 24 aprile
E' tutto il giorno che i clienti, di persona o al telefono, mi chiedono, "Domani siete aperti?". No, non siamo aperti, e fino a pochi anni fa a nessuno sarebbe venuto in mente di chiedermi se il 25 aprile fossimo aperti; primo, perché davano per scontato che per la Festa Nazionale della Liberazione negozi e uffici fossero tutti chiusi, purtroppo i Centri Commerciali hanno sdoganato l'idea che si può lavorare sempre, domeniche e feste nazionali comprese: secondo, perché il 25 aprile, come il primo maggio, dopo le commemorazioni, si andava tutti in campagna, fave, formaggio sardo e salame sul tavolo, adesso code ai Centri Commerciali, frastuono, giochi per i bambini (così non rompono) e cheeseburger.
E' vero che a Genova la festa avremmo dovuto farla oggi, unica città che si è liberata da sola senza aspettare gli americani, appunto il 24 aprile. Ecco come è andata 70 anni fa:
"Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria e il Comando Militare Regionale, riuniti congiuntamente, decisero l'inizio dell'insurrezione. Le operazioni militari per la liberazione della città iniziarono la mattina successiva e il CLN regionale assunse di fatto le funzioni di governo. Onde evitare un bagno di sangue furono contemporaneamente avviate trattative tra il comando tedesco della piazza di Genova e i vertici locali della Resistenza, e nella sera del 25 aprile, presso Villa Migone, il generale Meinhold, firmò l'atto di resa (di seguito pubblicato).
Si tratta dell'unico caso europeo in cui un corpo d'armata tedesco si sia arreso a formazioni partigiane. Quando due giorni dopo arrivarono a Genova le truppe alleate, trovarono la città non solo già liberata, ma anche in condizioni di vita quasi normali, con i tram che circolavano e le case illuminate. L'insurrezione di Genova venne giustamente definita "insurrezione modello", ma alto era stato comunque il prezzo pagato dai patrioti genovesi, con 300 morti e oltre 3000 feriti".
Insomma dopo quasi 200 anni da quel 5 dicembre 1746, dopo Balilla, qualcun altro urlò "Che l'inse" e ancora una volta i genovesi si liberarono dell'invasore.
Per questo domani noi siamo chiusi e, già ve lo anticipo, saremo chiusi anche il Primo Maggio.

Diario del 27 aprile
La prima cosa che faccio questa mattina, entrando in negozio, è di guardare quanti mi avevano chiamato nei due giorni di festa: ieri, domenica, nessuno, sabato, 25 Aprile, nove. Forse volevano controllare che io non avessi raccontato palle su facebook col mio post sul giorno della Liberazione.
Cerca invece un cd la signora che mi chiama oggi, "Volevo sapere se ha il disco di Stil", io, interdetto, "Stil?", lei, sorpresa della mia sorpresa, "E' famoso! Cerco il disco con la giraffa in copertina", io, indagatore, "Stil e poi? Il nome?", lei, sicura, "Stefano", io, dubbioso, "Stefano Stil?, Ma non è che sia il pianista Stephen Schlaks?", lei, sempre più spazientita, "E' quello che poi ha suonato con Crosby e Nash!". Capito, sono stato un po' duro di comprendonio, era così facile, Stefano Stil=Stephen Stills, "Ah, e quale vuole?", lei, "Quello intitolato Full Album, gliel'ho detto, quello con la giraffa", io, "Non esiste con quel titolo, è il primo, l'omonimo", lei, sempre più scettica sulla mia conoscenza musicale, "Eppure io ho letto Full Album", io, "Scommetto che l'ha letto su Youtube", lei, "Esatto", io "Infatti".
Ancora telefono, "Discooocluuuub", una voce troppo gentile, "Buongiorno signore, sono Giuseppe di British Telecom, piacere di sentirla", lo stoppo subito, "Io non ho altrettanto piacere di sentirla, buongiorno".
Per concludere, un altro cambio di nome, quale nome? Il mio. Dopo Andrea Duran Duran che mi chiama Marcello, oggi tocca a Maurizio il Maratoneta (soprannominato dall'amico Francesco "passueta"). Dopo il suo passaggio quotidiano, per chiedermi se è arrivato il disco che ha ordinato il giorno prima e per darmi qualche centesimo di acconto per il cd che aspetta, saluta con un "Ciao Diego"; mi guardo intorno, ci sono solo io, quindi quel saluto è rivolto a me; la cosa strana (come per Andrea) è che fino all'altro giorno mi salutava "Ciao Gian", da oggi sono diventato Diego.

Diario del 2 maggio
Si rovescia il mondo. Vi avevo già raccontato di quel ragazzino che, rivolto a una sua amica che gli mostrava i lp, le chiede "Cosa sono questi?". Oggi prima entra una giovane, sotto i venti, e "Cerco l'Eneide di Krypton dei Litfiba", "No, si trova solo in vinile e usato", "Sì, io cerco il vinile; l'ho visto alla Fiera, ma mi hanno chiesto 850 €".
Più tardi entra un'anziana, più vicino agli 80 che ai 70, "Ho letto che voi vendete i vinili, ma cosa sono questi vinili?", glieli mostro e lei, "Con cosa si sentono?", "Col giradischi", "Li vendono questi giradischi?", "Certo", "Mah, guardi mi dia un cd dei Pink Floyd"; questa mi sorprende, non me lo sarei mai aspettato, le mostro l'ultimo, ma lei, "No, voglio quello del 1973": belin, ma allora è informata, le vendo Dark Side, nel 1973 doveva avere sui 35 anni, normale che sentisse i Pink, ma evidentemente aveva solo la cassetta o addirittura lo stereo 8.
Altre richieste. "Cerco il disco di Miguel Bosè in spagnolo", "Non ce l'ho", "Beh, capisco, è roba vecchia, vero?", "No, è roba che non tengo", per fortuna Dario non c'era, altrimenti gli avrebbe proposto di ordinarglielo.
Un po' di telefono. "Discooocluuuub", "Buonasera, vorrei sapere se è arrivato il, come si dice?, disco, no cd, di, come si chiama?, Stil?", è quella della giraffa dell'altro giorno, "Stills. No è ancora, come si dice, mancante".
"Discooooocluuuuub", "Pronto, Orlandini?", "Orlandini ha chiuso da un po' di tempo", 'deve essere uno che compra un disco ogni due anni', penso, invece no, "Scusa, sono Enrico, quello che ti ha comprato cinque cd poco fa". Effettivamente è lui, un cliente recente, che viene dall'entroterra, vestito come Davy Crocket , adesso che ha scoperto che non sono Orlandini, tornerà?.
Telefono. Sul display 'Ottavio', il rompipalle telefonico numero 1, non rispondo; smette, ma riparte subito la suoneria, display 'Otta2', non rispondo. Dovrà farsi dare un terzo numero per fregarmi.
Torniamo in negozio. Marito e moglie, "Vogliamo fare un regalo a un amico, è un ballerino", "Di che genere? Classica, jazz", "No, musica da ballo, liscio", "Mi dispiace non ne ho". Ci rimangono male, danno ancora un'occhiata a quei nome esposti che non conoscono, si avviano all'uscita, "Buonasera", "Buonasera", ma ecco che la moglie ha uno sprazzo d'arguzia, "E' Ivano Fossati", "Chi", "Quello che state sentendo" fiera per avere indovinato, devo deluderla, "No, è Gino D'Eliso". Fugge a testa bassa.
p.s. Secondo voi D'Eliso e Fossati si assomigliano?

Diario del 11 maggio
Attacco dall'alto oggi in negozio. All'improvviso con un frullare di ali un piccione si avventura sui nostri scafali, passa dal jazz, a Bryan Ferry, per fermarsi poi su una radio anni '40 a osservare il Gelosino. Le proviamo tutte per farlo andare via, niente da fare, ogni volta che parte si schianta contro qualche ostacolo e finisce per tornare sulla radio. Entra Giorgio, che cura i giardini pubblici, "Tu, che sei quasi del mestiere (i giardini sono pieni di piccioni), fallo andare via", lui si avvicina alla postazione del volatile e gli fa il classico gesto con la mano di 'smamma'. Il piccione ha una posizione di vantaggio, è in alto e si sa che quando sono sopra di noi sono molto pericolosi, per la deprecabile abitudine di defecare sui sottostanti; non lo fa, ma guarda Giorgio con aria di superiorità, "Cosa vuole questo nescio?", sembra pensare. Abbandoniamo la lotta, serviamo i clienti ed ecco che vediamo sbucare tra i loro piedi il bipide pennuto che con aria indifferente fa la sua passeggiatina lungo il corridoio, gira intorno al banco e ci abbandona, probabilmente annoiato dalla mancanza di musica, magari avrebbe gradito una canzone su qualche suo parente tipo quella stupida della gallina.

Diario del 14 maggio
Maurizio il Maratoneta sta diventando il nuovo idolo degli assidui del negozio. E' un po' di tempo che quando ordina un cd non ci dice mai il titolo ma l'anno di uscita; esempio, "Hai il disco di Rod Stewart dell'88?", oppure, "Mi ordini quello dei Chicago dell'82?". Oggi mi stufo, "Scusa, ma possibile che tu non sappia mai il titolo di quello che vuoi, solo la data di uscita?". Ed ecco la sorprendente rivelazione, "Quello dell'82 perché in quell'anno è nata Cristina", "Cristina? E chi è?", "E' di Sturla, corre e corre anche Erika di Bogliasco dell'88", "Ma tu non vai solo da Brignole a Capolungo?", "No, no, qualche volta proseguo anche oltre", e, con la sua voce tremolante e balbettante, snocciola tutta una serie di atlete che quotidianamente incontra nelle sue corse serali, "Elena di Quinto del '75, Federica del '71, Elisabetta del '79 di Sturla, poi Andrea anche lei di Quinto del '77", "Come lei? Andrea non è un uomo?", "No, è tedesca, poi Irene del '92, sempre di Quinto. Poi ci sono le ferroviere", "Le ferroviere?", "S', quelle della Freccia Bianca, sono tutte romane, Bianca e Daniela sono dell'80, poi due Valentine, una dell'80 e l'altra dell'84", "Ferrovieri maschi niente?", lui scandalizzato, col ditino indica no e lo rafforza con "No, no, no, solo ragazze", "Scusa, ma non mi hai detto che hai la mania anche dei guidatori degli autobus?", lui, sempre accompagnandosi col movimento delle dita, "Sì, autisti AMT solo uomini, controllori ferrovie solo donne". Insomma U Megu ha un fiero concorrente nel tampinare le donne in divisa, ma questo va oltre, sa tutti i nomi e la data di nascita. Ci saluta, ma sulla porta si ferma e, con un triplice movimento del dito, aggiunge, "Tra le ferroviere di Roma c'è anche Zaira", io "Di che anno è?", il suo dito ribadisce la risposta "Dell'81".

Diario del 15/19 maggio
Di tutto un po'.
Telefono, "Discooocluuuub", "Scusi è lei quel signore con pochi capelli in testa?", "Ma vfc" (lo penso solo).
Entra in negozio un ragazzo dall'aspetto grebanotto, "Posso entrare?" e mi mostra un foglietto che tiene in mano "Ho lo scontrino del Bar Verdi" come autorizzazione a visitare il negozio. Quando esce, passo nel bar di fianco e chiedo alla barista Daiana, "Cosa fate pagare il biglietto per poter entrare a Disco Club adesso?".
Le amiche atlete del Maratoneta Maurizio devono aver letto il Diario del 14 maggio, perché il nostro entra quotidianamente per dirmi di depennare un nome dalla sua lista di corridrici, non la devono aver presa bene. Oggi mi ordina anche un cd, "Mi prendi il disco di Ben Panatar del 1986?", ovviamente si trattava di Pat Benatar.
Telefono, "Discooocluuub", "Ciao Gian", lo riconosco, "Cosa vuoi Batterista di James Brown", lui entusiasta "Gian, mi hai riconosciuto!!", "Sì, che cavolo vuoi? James non c'è", "Lo so è in via delle Ginestre, volevo solo salutarti, ciao Gian".
Vecchietto, "Tenete tutti i generi di musica?", "No, cosa cerca?" penso che voglia qualcosa di Radio Zeta, invece no, "Voglio delle operette, ad esempio la Madama Butterfly", Puccini deve aver avuto un sussulto nella tomba.
Ecco di nuovo la maniaca degli spot pubblicitari; la maggioranza delle persone, quando parte una pubblicità, cambia canale, lei fa il contrario, quando finisce lo spot, cerca altri canali dove ci sia la pubblicità. Oggi mi chiede, "Hai la canzone Follow me di Stroigioielli?", io penso a Follow You Follow Me dei Genesis o a Follow Me dei Muse oppure di Amanda Lear, li cerco su youtube per farglieli sentire, ma lei "No, no non sono questi, guarda io devo andare, ho da fare", effettivamente le stavo facendo perdere tempo. Ad ogni modo, solo per informazione (non vorrei farvi perdere tempo), lo spot è di Stroili Gioielli, Follow Me è lo slogan, la canzone invece s'intitola Prayer in C dei famosissimi Lilly Wood & The Prick and Robin Schulz.
Richieste a raffica: anziano tira fuori dalla tasca un cd senza confezione, "Me lo può duplicare?", è Da Manuela a Pensami di Julio Iglesias, "E' proibito, lo posso ordinare". Lo ordino, oggi arriva e lui lo tira fuori e lo confronta col suo, diffidente "E' proprio uguale?"; non ci pensavo, lui è abituato a quelli duplicati. Ragazzo con accento napoletano, "Dove sono i cd di Rosario Miraggio?". Subito dopo, signora "Voglio un dvd di Lorella Cuccarini". Ecco ora un autista dell'AMT, si sfrega le mani, "Mia zia, che sta per andare in ospizio, ha circa quattrocento 78giri, alcuni nuovi, le interessano?", "Li passi ai suoi colleghi dell'AMIU".
Conclude un vecchio cliente, più o meno mio coetaneo. Paga un vinile con la carta di credito, "Hai visto la scadenza?" mi chiede, la guardo '09/2030', faccio i conti 67 + 15= 82, "Fiduciosi quelli della tua banca", se ne va toccandosi.

Diario del 25 maggio
L'anno scorso (il 23 aprile) il rientro in negozio di uno dei metallari che stazionavano davanti al negozio negli anni '80 era stato accompagnato dal suo ingresso poetico con "Tiri-tiri-tu, tralla-lero-la. Nel mezzo del cammin di nostra vita. mi ritrovai per una selva oscura. ché la diritta via era smarrita ...", solo oggi mi sono accorto che le tracce del suo passaggio sono rimaste anche nel retro del palazzo. Facendo il giro per uscire con la macchina mi sono trovato davanti questi graffiti.
"Trallalero Trallala Vaffanculo è x di la...", tre cuoricini ci portano al seguito, "A scrivere sui muri che ti penso raramente", probabilmente sono dediche per un ex amore, dapprima mandato a quel paese, poi ripensamento con i tre cuoricini e la confessione che la pensa, però non si allarghi, solo raramente. Continuiamo a 'leggere' il muro. "Ti regalerei una stella", ecco il solito uomo pappemollo che piange il perduto amore e cerca di riconquistarla con promesse impossibili, ma ritorna subito duro e se la prende con un antico amico, insultandolo come forse non ha mai avuto il coraggio di fare con tanto di firma, "(Panda) nano di merda, firmato Lollo". La conclusione è 'poetica', "Resistiamo, esistiamo, esitiamo, e si,ti amo", seguita dal crollo finale "Quante notti spese per immaginarmi insieme a te". Si sarà impietosita questa 'lei' oppure sarà fuggita con un altro, magari il nano Panda?

Diario del 8 giugno
Intreccio di protagonisti del Diario. All'alba Tabletman e Quasimodo sono sull'angolo, ma questa volta non c'è ostilità tra loro per la conquista del posto, anzi a sorpresa vedo che Quasimodo (col suo solito sacchetto pieno di pacchetti di sigarette) continua ad aggirarsi intorno al rivale, gli si avvicina, gli parla e l'altro, senza staccare gli occhi dal tablet, gli risponde: è nata un'amicizia! Tabletman oggi è nell'uniforme estiva, giacca plastificata a tre quarti color albicocca, calzoni giallo limone, camicia prugna, berettino anguria: ve l'ho detto una bella macedonia estiva. Con una serie di spioni che occhieggiavano passandogli vicino, abbiamo scoperto l'argomento principale del suo furioso digitare sullo schermo, guarda le ragazze che praticano il Cosplay. Il problema è che io fino a oggi non sapevo cosa fosse il Cosplay. Sono andato a cercare sul solito salvatore, Wikipedia: "Cosplay è una parola macedonia (ecco la ragione del suo abbigliamento) formata dalla fusione della parole inglesi "costume" (costume o maschera) e "play" (giocare) che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire, nel caso specifico i manga giapponesi. Ed ecco l'altro protagonista del triangolo, U Megu, "Sai cosa ho scoperto?", "No", "Ieri sera sulla funicolare ero vicino a Tabletman, abita anche lui in via Bari", "Ma c'è qualcuno normale in quella strada?", "Pochi. Pensa il mio vicino del palazzo di fronte, un giorno mi ha tirato in sala un quadro con San Francesco".
Maurizio il Maratoneta da quando ha saputo che voglio fare l'album delle figurine di Disco Club, passa quotidianamente a chiedermi, "Gian, dimmelo quando mi devi prendere la foto per l'album", nel frattempo cerca un altro cd dei Chicago, "Voglio Chicago ics vu iii, è quello che viene prima di Chicago ics ics", "Veramente è quello che viene prima di ics i ics...."
Anziano, "Vorrei quei cd da mettere sulla tv".
Mezza età, "Cerco un cd che è difficile, lo so, ma ci provo, Atom Heart Mother dei Pink Floyd", non ce l'ho (finito la settimana scorsa) e allora lui conclude, "E sì, i Pink Floyd non li ascoltano tutti".

Diario del 10 giugno
Il caldo incomincia a picchiare forte. Disco Club non è certo il negozio più fresco di Genova, ecco allora che Guspe propone un'operazione di Crowdfunding per dotare anche noi di un condizionatore. Fino a otto mesi fa avevamo un fancoil collegato all'impianto centralizzato del palazzo, lo abbiamo fatto togliere; "Come mai?", chiede il cliente più pittoresco (oggi sobriamente in nero), "Se fosse più fresco, invoglieresti la gente ad entrare", "Appunto, noi teniamo più caldo, per invogliarli a uscire e ci sono pure grati, perché, appena varcano la soglia, dicono 'Che bella arietta, si sta meglio fuori'".
E fuori sento due voci di giovani, il primo dice, "Guarda ha gli ellepi", un attimo di silenzio sorpreso, poi la seconda voce, "Chi sono gli Ellepi?".
Telefono, "Discooocluuub", "Scusi, devo venire a ritirare un pacco", "Un pacco?", deve avermi preso per l'ufficio postale, "Sì, mi avete scritto che è arrivato un pacco con un cd per me. Volevo dirvi che non posso venire, perché sono in mutua".
U Megu ci relaziona su le sue aste, sì il suo nuovo hobby è partecipare alle aste su ebay per aggiudicarsi i vinili più rari, il suo scopo non è sempre di vincere l'asta, ma di far alzare il prezzo per rompere le palle a chi invece lo vuole davvero, "Oggi mi è andata bene, per un vinile di prog anni settanta, uno ha incominciato a offrire cifre alte, allora io mettevo sempre 10€ più di lui, sono arrivato a 970€ e quello non si è più fatto vivo, poi all'ultimo ha rilanciato e, per essere sicuro che io non lo fregassi, ha offerto 100€ in più", "E tu non hai rilanciato?", "No, avevo a disposizione solo 1.000€", "Dove non arriva la testa, arriva il culo".
Perla quotidiana di Maurizio il Maratoneta, "Ordinami un cd di James Taylor. E' meglio Walking Man o In The Pocket?", "Più o meno sono dello stesso periodo, uno del '74 l'altro del '76. Vai in ordine, prendi il primo", "No dammi il secondo", "Come mai?", "Perché ci sono due sorelle che corrono a Nervi e la più bella è del '76".
https://www.youtube.com/watch?v=_SleOEJVP38&list=PL8186463BA6CC370D&index=7&spfreload=10

Diario del 12 giugno
Negli anni '80 era normale sentire fuori la tipica voce di un tossico, quel suo parlare strascicato e stentato. Ora non succede più, quindi è stata una sorpresa quando questo pomeriggio ho sentito quella caratteristica parlata e per di più da una voce femminile. "Io sono bionda naturale. Sai come mi chiamano? Iridella", l'interlocutore, "Ma tu come ti chiami?" (mi sembra di conoscere questa seconda voce), "Sara"; il dialogo è interrotto da Paola (la barista del Verdi), "Non puoi allontanarti senza pagare, ti avevo detto che spendevi 3.50€. Sei una grande maleducata, non permetterti di entrare mai più" e rientra nel bar. La nostra amica non si agita, rivolta a mister x, "Glielo avevo detto che non avevo spiccioli, dovevo fare un bancomat. A proposito, hai mica qualche euro?", "No, guarda sono anch'io al verde, scussssami"; ecco chi è: Scussssi! Mica scemo, ha parato il colpo. Ancora lei, "Hai il telefonino?", lui sempre pronto, "L'ho messsso in carica". Un pensiero però lo ha fatto, è pur sempre una ragazza e lui deve essere a digiuno da, diciamo, anni, "Come ti chiami?", "Sara", "Quanti anni hai?", "37", "Vuoi lasciarmi il tuo numero di telefono?", "Dammi una penna"; temo di vederlo entrare a chiederla a me, nascondo tutte le 19 penne che ho sul banco, ma Iridella continua, "Ho nella borsa la mia penna arancione, me l'hanno regalata a Roma e l'agenda del 2012, è vecchia, ma per gli appuntamenti importanti ne ho una del 2015, sai io parlo sempre con dottori chirurgi (l'ha detto lei) estetici (mica male, magari potrebbero arrotondare la pancia a triangolo di Scussssi). Allora, vediamo, ti scrivo il mio numero..."; per lei è un'impresa, tira fuori la penna arancione, prende un pezzo di agenda e incomincia a scrivere, poi sparisce dallo "specchietto retrovisore" della mia porta, dov'è finita? Mi affaccio ed eccola lì, seduta sullo scalino della mia vetrina. Scussssi è in difficoltà, prende tempo, "Devo entrare un momento, aspettami", entra, "Scussssi vorrei ordinare...", "Non ordini un bel niente, prima devi comprare i sette cd che hai da parte", "Quanto fa?", "Circa centoventi euro", vacilla, "Posssso prenderli uno alla volta?", "Incomincia adesso", tergiversa, "Scussssi può venire un attimo fuori, vorrei saper se quel disco è gotico", "No (nel senso che non esco)". Riesce, sento che dice alla ragazza, "Quando posso chiamarti?", non so cosa risponda, ma lei finalmente si alza e toglie il disturbo, lui, purtroppo, no. Eccolo di nuovo, "Scussssi si è arrabbiato perché la ragazza si è seduta sulla vetrina? E' strana (detto da lui...), sembra mezza tossica", "No, tutta", "Scussssi, si è arrabbiato perché parlavo con la tossica (conviene con me, non è solo mezza)?", "Fatti tuoi, non rompere, ho da fare", "Scussssi, mi dice solo dove sono i cd di Amy Winehouse?", "Là". C'impiega una decina di minuti prima di trovarli e altrettanti per tornare davanti a me, "Scussssi, Amy è morta di overdose?", "Sì", "E' strano, si drogava ed è diventata famosa, Jimi Hendrix era tossico ed è diventato famoso, Janis Joplin era tossica ed è diventata famosa, Jim Morrison era tossico ed è diventato famoso", "Perché, vuoi provare anche tu?", "No, no, io no" e spaventato (finalmente) fugge. Forse per questo era interessato a Iridella, sperava diventasse famosa.

13 luglio 1965. James Brown, ospite alla tv americana, presenta il suo nuovo singolo, I Got You.
13 luglio 2015. James Brown, ospite a Disco Club.
Il Batterista di James Brown entra agitatissimo, quasi in lacrime, "Gian mi devi aiutare, ho trovato di là nell'usato il vinile di Sex Machine", "Come proprio tu non ce l'avevi ancora?", "No, Gian, aiutami, costa 18€ e io non li ho", "Devi dirlo a Fabio, io di là non c'entro". Corre di nuovo nell'usato e ottiene un successo, infatti Fabio mi dice che alla fine gli ha dato solo 8€, impegnandosi a portarne altri 5 nei prossimi giorni, "A momenti glielo regalo, perché dopo aver pagato, ormai tranquillizzato, mi ha guardato e 'però potresti regalarmelo, io sono il Batterista di James Brown'. Meritava un premio". Dopo poco rientra anche il Batterista; lo vedo abbronzato e gli chiedo, "Sei andato al mare?", "No, figurati, siamo andati a fare un concerto", "Con James", "Certo", "E dove?". "A Budapest".

Diario del 18 luglio
Non faccio in tempo ad entrare che mi segue in negozio Andrea Duran Duran, quello che da circa un anno ha deciso che mi chiamo Marcello. La richiesta è la solita, "Marcello, è arrivato il nuovo dei Duran Duran?", "No è presto, devo ancora ordinarlo, esce a settembre", "Tienimelo. Marcello, mi ordini....." i soliti titoli di dischi anni '90 dei suoi preferiti che sicuramente ha già, che vuole ricomprare chissà perché e che in questo momento sono fuori catalogo (si capisce il perché). "Ti ho già detto che non si trovano", "Sì, ma tu ordinameli". Mi dà la mano e se ne va. Almeno per oggi non mi telefonerà, la settimana scorsa a stabilito il suo nuovo record con quindici telefonate in un giorno.
Telefono."Discooocluuub", no, mi fermo appena in tempo, è il solito numero del nuovo stressatore telefonico di Perugia; anche lui non scherza, cinque o sei telefonate al giorno per chiedere informazioni su gruppi metal. Probabilmente al suo paese lo hanno già mandato a quel paese, ma, per nostra sfortuna, lui lo ha individuato con Genova e per la precisione Disco Club. In quanto a ordinare, ordina, ma i dischi se li fa spedire a due alla volta e adesso ne ha già da parte cinque più quelli che devono arrivare. Io ho due salvezze: la prima Dario a cui rifilo il telefono (ma oggi Dario non c'è), la seconda è la madre dell'umbro, che ogni tanto, anche lei esasperata dalle lunghe telefonate del figlio, con un urlo in un dialetto simil ciociaro, lo costringe a posare bruscamente senza nemmeno salutare.
Telefono. Di nuovo lui? No, incredibile sul display appare "Marcello Andrea". E' appena andato via, cavolo vuole adesso? Non rispondo, anche se lui resiste per più di un minuto.
Ore 8,52, telefono. Nessuno dei due, quindi tranquillo "Discooocluuuub", "E' un negozio?", "Direi di sì", "Tiene tutti i dischi?", "Tutti sarebbero troppi, cosa intende?", "Ogni genere", "Non tutti, lei cosa cerca?", "Musica napoletana", "Niente", "Dove la trovo?", "Provi da Feltrinelli", "Ma la Ricordi non c'è più?", "Appunto, è stata assorbita dalla Feltrinelli", "Ha cambiato indirizzo la Ricordi?", "Le ho appena detto che, in pratica, è all'ultimo piano di Feltrinelli", "No, io vorrei sapere il numero di telefono della Ricordi. Lei lo ha?", "No, buongiorno".
Esausto, poso il telefono, ma mi squilla in mano. Display, "Marcello Andrea", dopo un altro minuto silenzio, ma immediatamente ricomincia, display, "Perugia".
Non sono ancora le nove, quando, indovinate?, ecco il telefono. Il numero non sembra pericoloso, quindi, "Discooocluuuub", voce di un'anziana, "Avete cd di film?", "Dvd?", "Sì, i cd con le immagini", non è giornata, "No, non ne teniamo", "Mi dispiace gioia, ti ringrazio caro". Mi prende in giro?
Finalmente qualcuno entra. Non era mai entrato prima, ma tutte le mattine si siede al tavolino del Bar Verdi vicino alla mia porta, si fa durare a lungo il caffè leggendo a sbaffo i quotidiani e intossicando noi col primo sigaro della giornata. Ha in mano un cd, me lo dà "Tenga, per non buttarlo via. Era in macchina è di uno scemo di un mio amico". Me lo molla e torna al tavolino, Guardo il cd abbastanza mal tenuto, Nanù di Massimiliano Drapello. Dubbio, lo scemo del suo amico era uno che aveva acquistato il cd o il tenore stesso?
Telefono. Quattro consecutive, per un totale di cinque minuti di squillo: "Marcello Andrea".
Subito dopo, "Perugia", siamo sei a tre per Marcello Andrea.
La faccio breve, perché è già lunga. Le successive telefonate riguardano sempre gli stessi argomenti: Napoli, Gigi D'Alessio, "Cerco il nuovo disco, è una canzone sola, Maruzzella" e Gigi Finizio, A Napoli va per la maggiore. Mi toccherà andare a Napoli". La Ricordi: "Vorrei Disco Pirla Disco Pistola, insomma i grandi successi degli anni 60 che aveva la Ricordi.
Dimenticavo. Classifica di fine giornata: Marcello Andrea, 21 telefonate, ha stracciato Perugia, solo 8.

Diario del 24 luglio
- 148
Nel 1965 dalle 20:50 alle 21:00, tutti, anche i bambini, erano attaccati alla tv per vedere Carosello. Era l'unica pubblicità della serata e spesso i personaggi, in carne e ossa o cartoni, erano più popolari di quelli di altri programmi televisivi.
Nel 2015 la pubblicità invade tutti i canali continuamente e, per fortuna, nel frattempo è stato inventato il telecomando, che ci consente di saltellare da un canale all'altro, nel tentativo, spesso vano, di evitare le odiose interruzioni. Quasi tutti fanno così. Ma non tutti. Anna, ad esempio, una nostra cliente, fa l'opposto, usa il telecomando per cercare le pubblicità, soprattutto le sigle musicali. Top of the Spot è la sua compilation preferita, penso che ne abbia la raccolta completa; il problema, per noi, è quando cerca un pezzo in particolare: storpia i nomi in maniera incredibile, e non solo quelli delle canzoni, ma anche quelli del prodotto reclamizzato. Ci costringe a lunghe ricerche su internet. L'ultima riguarda la BMW e la canzone di Adele, gliela facciamo sentire, entusiasta, "Sì, è questa, ordinami il cd". Lo ordino, arriva, lei non passa per un mese, lo vendo, ovviamente il giorno dopo eccola, "Me lo hai tenuto?", "No", "Riordinamelo". Lo faccio, riarriva, questa volta passa, "Quanto costa?", "13,90€", "Ho solo 10€, come si fa?", "Te lo tengo da parte". Oggi torna, "Sono venuta a prendere Adele. Costa 10€ vero?", "No, sempre 13,90", "Tienimelo" e fugge, perché è l'unico caso in cui la donna è in negozio e il marito fuori che la cerca, "Se sa che sono qui" mi dice, accompagnando le parole col gesto della mano che indica una bella suonata (non una compilation di musica, ma di sberloni). Una donna non si picchia nemmeno con un fiore, direte voi; è vero, però vorrei vedervi alle prese con un consorte che vi fa passare la sera a guardare gli spot pubblicitari......

Diario del 25 luglio
Telefono, "Discooocluuuub", "Vorrei sapere se è pronta la console", "Console? Noi non ne abbiamo", "Come no. Cosa dice?", "Dico che non ne abbiamo mai tenute", lui, irritato, "Ma se sono venuto ieri a noleggiarne una!". Poso prima d'insultarlo.
Arriva il Matematico, è in vena di discorsi politico/filosofici. Un suo amico si lamenta di non riuscire ancora ad andare in pensione, lui gli chiede, "Tuo papà a che età è andato in pensione?", "A 50 anni", "Allora tu andrai a 70. La natura equilibra tutto, una generazione ha avuto tanto? Quella successiva avrà poco o niente; l'età giusta è 60 anni per la pensione? Tuo papà a 50 e allora tu a 70, bisogna fare la media (la sua mente matematica è sempre all'erta). Te l'ho detto, la natura e anche la finanza equilibra tutto". Ipse dixit.
Telefono, "Discooocluuuub", "Vorrei prenotare due posti", deve averci preso per un ristorante, "In che senso?", "Per il concerto della PFM al Porto Antico", allora va meglio, però, "Non può prenotarli, deve venire a prenderli", "Dove?"; incomincia la solita manfrina, Via San Vincenzo20r-Inizio o fine?-Inizio-Da che parte?-L'inizio è da una parte sola, dall'altra è la fine.
Ecco un cliente di vecchia data, da sempre un po' stordito, oggi lo sembra ancora di più, gli parlo e non capisce, "Cosa ti succede oggi?", "Non ci sento niente, maledetti cotton fioc, mi sono pulito le orecchie e adesso non ci sento più". Servo un altro cliente, mentre lui riceve un messaggio telefonico, vedo che rimane sorpreso e poi sorride, torna da me, "Sai chi mi ha scritto?", "No", "Amplifon". Il Grande Fratello è tra noi.
Telefono, "Discoooocluuuub" (le o e le u aumentano ad ogni telefonata), "Scusi, vorrei un'informazione. Riparate i cd?".
Una signora decide di chiamare un suo amico mentre è davanti al banco, "Ciao, scusa se non ti ho chiamato prima, ma il telefonino mi è caduto nell'acqua dei bianchetti".
A proposito di telefono. Ieri il telegiornale di Rai1 ha detto che a Genova c'era stata una proposta di far chiudere i negozi alle 12 e riaprirli alle 17, per dare più forza alla notizia hanno inquadrato un termometro (ovviamente in pieno sole) che segnava 39 gradi. Questa mattina controllo il telefono, una telefonata persa, ora? 23:56. Evidentemente qualcuno ha preso sul serio la notizia.
Ieri è entrata una signora, età molto avanzata, cagnolino al guinzaglio più o meno coetaneo, vestito abbastanza scollato (purtroppo), denti pochi, espressione non molto sveglia. "Mi chiederà i Trilli" penso, invece, sorpresa, stira sul banco un fogliettino stropicciato, "Vorrei un disco dal vivo di questo", leggo "Eric Clapton". "Non sarà per lei", penso; sbaglio di nuovo, lei "Com'era bello da giovane Clapton, con quei capelli biondi". Oggi torna, altro foglietto sul banco, ormai non mi sorprende più, "Voglio questi", lo ha scritto alla rovescia "Purple Deep", ma si porta via un mini-cofanetto con tre dischi (tra gli altri In Rock) del gruppo di Gillan e compagni. Mentre paga, mi chiede cosa stiamo sentendo, " I Datura4", "Bello, lo prendo la prossima volta. Piccoli fans crescono....
Aggiornamento sulla tournèe del Batterista di James Brown, è sempre più abbronzato, "Dove avete suonato con James?", "A Bucarest, in Romania".
Chiusura, come spesso al sabato, con Ivano, "La mamma ha ricominciato a rompere", "Perché, ha mai smesso?", "No, ma stai a sentire. Mi ha detto che sono bramantico e un ragazzo pera, perché non trovo lavoro", "Cosa vuol dire bramantico?", "Boh". Cerchiamo su internet, la cosa più vicina è questa: Bromantic, not necessarily homosexual, yet still just a little too much love goin' on between guys. Stai a vedere che nonostante l'aspetto da Moira Orfei più volgare (può sembrare impossibile e invece è così), la mamma è più culturata di noi.

Diario del 28 luglio
Il caldo oggi è diminuito, ma un ghiacciolo fa sempre piacere. U Megu ne compra una confezione. Viene in negozio e ci chiede se ne vogliamo uno, "Scusa, dove li hai presi?", "Alla Lidl", "Non è che sia così vicino, ti si saranno sciolti", "No, li ho messi nella borsa frigo", "Giri con la borsa frigo?", "Sì, quella dove tengo il sangue dei prelievi" (n.d.a. per chi ancora non lo sapesse, U Megu di mestiere fa prelievi di sangue a domicilio). Risposte: "Molto gentile, grazie, non ne ho voglia" Dario, "No, grazie" Lorenzo, "Ma sei scemo" io.
Ed eccoci ancora una volta a un mio errore di valutazione. Altra signora, non una vecchietta come quella di Clapton e Deep Purple, ma anche questa non di primo pelo. E' un po' un'abitudine di noi negozianti cercare d'indovinare la richiesta di una new entry, questa la catalogo come una possibile acquirente dello scaffale della vergogna (quello curato da Dario). In realtà mi chiede un vinile, "ma da non spendere troppo", la mando nel reparto usato, da dove poco dopo torna per pagare con la carta di credito, io, curioso, "Cosa ha trovato?", lei, "Un disco di Syd Barrett". Non ne azzecco una....

Diario del 3 agosto
Diario del 3 agosto
Negli anni '50 non sopportavo Claudio Villa con i suoi gorgheggi e acuti da tenore fallito; lunedì 6 febbraio 1961, serata finale del Festival di Sanremo (sì, proprio di lunedì), ecco un altro da detestare, Luciano Tajoli con la sua orrenda e antiquata (già all'epoca) "Al di là" batte il mio idolo di gioventù, Adriano Celentano (24000 Baci), canta appoggiandosi a una seggiola e questo ha sempre pagato; negli anni successivi ecco una serie di giovani/vecchie e una di loro nel 1965 vince il Disco per l'estate: un'altra da odiare, Orietta Berti con "Tu sei quello".
Oggi entra un anziano (un po' più di me), "Scusi, so già che è una missione impossibile, cerco qualcosa di Luciano Tajoli, ce l'ha?", mi rendo conto che in questi casi guardo l'ignaro cliente con un'espressione del tipo arnoldiana ("Che cavolo stai dicendo, Willis?"), ma mi limito a un "no", lui "Lo immaginavo. E di Claudio Villa?", questo insiste e io "No", lui "Provo con l'ultima, Orietta Berti?", mi starà mica provocando? Ad ogni modo resisto "No". Lui conclude "Peccato, dovevo fare uno scherzo, regalarli a un mio amico: lui li odia", questa me l'ha messa su un piatto d'argento, "ANCH'IO!!". Devo averlo detto in maniera un po' troppo violenta, perché l'altro mi guarda interdetto, quasi spaventato, biascica qualcosa, fa marcia indietro e se ne va.

Diario del 4 agosto
Negli anni '60 chi voleva sbarazzarsi di stracci vecchi li dava allo strassé; passava col suo sacco a ritirarle e poi li rivendeva in qualche scantinato. Qualcuno poi ha fatto un passo avanti, si è aperto un negozio e non raccoglie solo stracci, ma mobili, oggetti casalinghi, libri, riviste: la scritta è cambiata, rigattiere. Oggi, a quanto pare, siamo diventati noi i nuovi strassé, fino a ieri il nostro usato rimaneva nell'ambito musicale, vinili e cd, oggi l'offerta si è allargata. Incomincia un uomo di mezza età, "Ho trovato questa nella cantina di mia zia che è morta" e mi mostra una radio a transistor "Vi può interessare?" e, in un impeto di sincerità, aggiunge "Non so nemmeno se funziona", gli mostro un residuato di 30 anni fa che tengo sotto il banco, "Questa funziona", ripone la sua nel sacchetto e se ne va. Il secondo è più avanti, anche se un po' strinato, "Guarda questo, lo conosci?", mi mostra una scatoletta malmessa con la scritta Traktor dj. Confesso la mia ignoranza e lui mi spiega, "E' un software che usano i dj, lo vendono a 500 euro, ma io non te li chiedo....", lo interrompo "E fai bene, io non te ne darei nemmeno 5". Anche lui mi lascia. Terzo tentativo di vendita, sempre uomo, stessa età, conciato ancora peggio, con un'alitata quasi mi ubriaca. Anche lui apre il sacchettone, "Senti, ti propongo un affare", vedo un numero di Zagor, lo blocco "Non teniamo fumetti", lui, con aria di superiorità, "E lasciami parlare", mette da parte Zagor e tira fuori una serie di dvd di film, che sembrano aver visto tempi migliori, lo riblocco "Non teniamo nemmeno dvd", s'indispettisce, "Ma se non mi stai a sentire" e ravana nel sacchetto e finalmente estrae qualcosa di musicale, delle musicassette che stanno insieme per scommessa, io, inesorabile, "Non ho mai tenuto musicassette". Anche lui come i precedenti se ne va a mani piene (delle sue cose).

Diario del 3 settembre
Con l'inizio di settembre, come al solito, si rivedono clienti che ad agosto si erano persi. Uno, però, lo abbiamo perso definitivamente: Tabletman. Tranquilli, non gli è successo niente, semplicemente ci ha traditi. Ha trovato un collegamento wi-fi più affidabile del nostro e, soprattutto, una panca su cui sedere nelle sue lunghe sezioni "lavorative". Adesso lo trovate quotidianamente nello slargo in cima a via San Vincenzo, sempre multicolore e sempre multicoperto, aggiungerei anche multifotografato, visto che più di un cliente me lo ha mostrato immortalato nel suo telefonino.
Niente ferie e presenza fissa invece per U Megu. Ieri ha vinto un'asta per il vinile di Walter Wegmüller "Tarot", era un'edizione tenuta male ma con i famosi tarocchi. L'originale tenuto bene e con le carte vale circa 940€. Questa ha il vinile mal messo, ma U Megu non vuole correre rischi, spara subito un'offerta di 470€, sparata inutile, nessuno offre più di 150€, viste le condizioni del vinile. Idea luminosa allora du Megu; trova un disco di Tarot tenuto benissimo, ma senza carte, compra anche questo, sempre per 470€: 470 x 2 = 940, esattamente quanto lo avrebbe pagato se ne avesse comprato subito una copia sana e completa, ma, si sa, l'ansia del giocatore. A proposito di giocatori, non si dimentica l'altra sua passione: i libri sulla storia delle più disparate squadre di calcio. Oggi è toccato all'A.C. Minatori Perticara, vol.1 1928-1948, mai sentita? Nemmeno io, ma esiste. Perticara è un paese che sei anni fa è passato dalla regione Marche alla Romagna, ha una miniera di zolfo e tutto lì prende il nome da questo: Banda Musicale Minatori, Associazione Calcio Minatori. Dobbiamo ringraziare U Megu, ci fa conoscere paesi sconosciuti della nostra penisola.

Diario del 4 settembre
Sono sempre stato convinto che andare in pensione non fa bene. Il Pluriespulso ha lasciato i suoi compagni di lavoro da quasi due anni e incomincia a dare segni di cedimento. Guardiamo, come ci succede speso, dei video vecchi su youtube; ecco Dalida al Cantagiro del 1968, commento del Pluriespulso "Dalida era ancora viva ". Parliamo di un cliente, che come faccio spesso identifico col luogo di provenienza, "Questo vinile è di Luigi di San Cipriano", e il Pluriespulso, "Di dov'è Luigi?". Verso sera arriva U Megu, subito dopo il Pluriespulso, che si rivolge al primo chiedendogli, "Non c'è Michele?". Niente di strano? Il fatto è che Michele è U Megu. Megu che oggi si presenta con un altro vinile vinto all'asta, "Chi sono?", gli chiede Guspe (il mio dottore), "Il miglior gruppo venezuelano di prog", io "Magari l'unico, gli piaceva vincere facile".
New entry bassopiemontese, parla a voce alta e sputa sentenze verso il suo accompagnatore, quest'ultimo vede un cd di Filippo Gambetta e lui prontamente "Questo è genovese, mentre Beppe Gambetta è piemontese". Non ho il coraggio di dirgli che sono figlio e padre, gli toglierei l'ascendente che ha sul compagno.
Una certezza la tolgo alla cliente successiva. Entra e mi chiede, "Ha qualcosa di Laura Pausini?" e, baldanzosa prosegue con un sorriso, "Presumo di sì". Magari nell'angolo della vergogna, curato da Dario, qualcosa c'è, ma mi disturba il fatto che lei presuma, con certezza, che io abbia qualcosa della Pausini; non cerco, mi limito a un "No". Il cliente successivo vuole l'ultimo di Massimo Ranieri, anche in questo caso "No". Sorprendente è la sua spiegazione alla mia mancanza del cd, "Capisco, è troppo recente".
Altre domande strane: "Quanti brani ci sono mediamente in un cd?", "Vorrei quei cosi rotondi che si mettono nella tv", "Ho visto alla tv la pubblicità di un cofanetto di successi anni ottanta, che non è in vendita nei negozi. Lo avete?". Ecco una signora, "Cerco una canzone, cantata da un negretto con i capelli raccolti in un muccio, nel video c'è una ragazza nuda sull'altalena con delle x sulle chiappe". Ultima cliente, "Mi manda mio figlio, mi sono fatta scrivere il titolo di quello che vuole. Vede? Si pronuncia Mani di forbice" e mi mostra un foglietto con su scritto Mani di forbice.

Diario del 11/21 settembre
Storia di un tradimento. Questa volta il colpevole non è il Pluriespulso (multitraditore per eccellenza, come documentato dalla foto postata ieri), ma Marcello/Andrea. Ha massacrato me e Dario per quattro anni con più telefonate quotidiane per sapere quando sarebbe uscito il nuovo cd dei Duran Duran. Finalmente esce, per questo mi decido a rispondergli al telefono, "Arriva venerdì", "Tienimelo Marcello" (ho rinunciato a dirgli che mi chiamo Gian), "Tranquillo", "Vengo sabato, mi raccomando tienimelo". Venerdì 11, arrivo in negozio presto e il primo che si affaccia alla porta è Andrea, ben prima delle nove, "E' presto, i corrieri arrivano più tardi", "Faccio un giro, poi passo. Tienimelo Marcello". Non ripassa. Sabato 12, io non ci sono, invitato al matrimonio di un cuginetto, Andrea c'è e chiede a Dario "Non c'è Marcello?", "No, è per i Duran Duran? Eccoli", "No, passo quando c'è Marcello" e lascia Dario col cd in mano. Lunedì 14, telefono, "Discooocluuuub", "Ciao Marcello sono Andrea, volevo dirti che dovevo andare a lavorare al manicomio, sono passato da Feltrinelli, lo avevano e l'ho comprato", io, incredulo, "Che cooosaaaa?", lui, tremolante, "I Duuraan Duuraan". Poso e diffido Dario dal rispondere al telefono quando legge sul display "Marcello/Andrea".
Altre telefonate varie: "Discooocluuuub", "Scusi, è il numero di là?", "No, è il numero di qua"; "Discooocluuuub", "Comprate dischi? Ho dei 33 e dei 44", "55 non ne ha?".

Diario del 11 ottobre
Riapre la casa di salute mentale Disco Club.
Tra un schizzo del Batterista di James Brown (di ritorno dopo la tournée estiva con James nel Basso Piemonte) e uno di Ivano ("la mamma ha rotto di nuovo, le ho detto 'E' inutile che parli di Italia, Francia, Germania, io voglio MANGIARE"), entra un signore di mezza età, distinto e con lo sguardo un po' perso; mi si rivolge gentilmente, "Scusi vorrei farle due domande, una informazione e una richiesta. La prima: i Beatles erano quattro?", (mi prende in giro?) "Sì", "A parte quelli famosi ce n'era uno sconosciuto, come si chiamava?), (sì, mi prende in giro!) "Lennon, McCartney sono quelli 'famosi', poi Ringo e George Harrison", una parvenza di vivacità nei suoi occhi, "Ecco Harrison è quello che ha fatto anche....". Non saprò mai quello che ha fatto lo sconosciuto dei Beatles, perché lui passa alla seconda domanda, la richiesta: "Scusi lei ha qualcosa di De Andrè" e lo dice come se mi chiedesse il disco di uno sconosciuto. Lo guardo bene e mi richiedo "Mi prende in giro?"; no, non mi prende in giro, dopo una decina di minuti compra Tutti morimmo a stento (a proposito, il primo pezzo è Cantico dei drogati).
Per fortuna subito dopo due giovani, sicuramente più brillanti e con la mente fresca. Già da fuori sento che dicono "Qui ce l'hanno sicuramente", entrano e quello che ha parlato chiede, "Avete musicassette?", "No", "Ah, e musicassette di Phil Collins?". La mente non era poi tanto fresca.
Quella du Megu è più che fresca, è di un bambinone. Oggi vuole raccontarci a tutti i costi una barzelletta; "Lascia perdere" gli dico, ma non c'è niente da fare, parte: "Lo sai che Khomeyni aveva fatto mettere dentro anche il vento?", io non reagisco, ma lui continua, "Sai perché?", io sempre muto, lui "Sbatteva le persiane!" e lo dice soddisfatto con la pancia che gli ballonzola per le risate.
Per oggi la Casa di Salute chiude.

Diario del 13 ottobre
Giornata di rimembranze. Un cinquantenne entra con la tuta della Croce Rossa, "Non mi riconosci?", "Chi sei?", "Il chiodo con le viti che spuntavano sulle spalline, non ti dice niente?", "Come faccio a non ricordarmelo, non ti si poteva dare nemmeno una pacca sulle spalle, perché la mano ti rimaneva inchiodata. Sì, però eri sempre vestito di nero e adesso sei tutto in rosso, pesavi 50 chile e adesso il doppio, come potevo riconoscerti?", "Belin sono passati trent'anni, era il 1985. Dov'è il punk?", il lupo perde...le viti, ma non il vizio.
Ancora più indietro mi porta il successivo. Anche lui non lo vedo da anni, come quello prima invecchiato, ingrassato, rallentato. Mi ricorda chi è, "Venivo qui dal 1975 (dieci anni prima dell'altro), mi ricordo Calderone (il mio predecessore) e quando tu facevi Pop Records, che tempi! E il mitico Zanello a Caricamento, in quel buco quanti gioielli musicali aveva".
Più tardi, sono in fondo al negozio, vedo entrare un vecchio (sicuramente più di me, sopra gli 80), si guarda attorno con un sorriso, mi avvicino, "Scusi sono entrato per nostalgia, io ero vostro cliente da quando avete aperto" -1965, altri dieci anni meno del precedente- "E' quasi uguale alle ultime volte che sono venuto, se ripenso a quei tempi...". Lo assale la malinconia e se ne va zoppicando appoggiato al bastone, il sorriso si è tramutato in un'ombra di tristezza e gli occhi sono umidi.
Chiudo prima che entri qualcuno a dirmi che nel 1955 aveva comprato i confetti per il suo matrimonio nel negozio (Gardella) che si trovava al posto del nostro nella vecchia casa abbattuta per costruire il grattacielo.

Diario del 15 ottobre
Telefono, "Discooocluuuub", "Disco Club Liguria?", "Più o meno", "Scusi vorrei sapere se è possibile ordinare un disco", "Quale?", "Dei Paradise Lost", "L'ultimo?", "Come si intitola?", " The Plague Within, lo abbiamo in negozio", "Aspetti che controllo la messaggeria", dopo trenta secondi, "Sì, è questo. Vengo a prenderlo. Siete a Soziglia, vero?", "Più o meno, l'unica cosa che quando sei in piazza De Ferrari, invece di scendere nei vicoli, torni indietro per via XX Settembre, dopo il Ponte Monumentale giri a sinistra in via S. Vincenzo, all'inizio ci siamo noi", "Inizio da che parte?", per l'ennesima volta mi ripeto, "L'inizio è solo da una parte, dall'altra è la fine". Non so se ha capito, ma, visto che dopo venti minuti arriva, direi di sì. "Eccoti il cd", "Aspetti che controllo se è quello giusto", tira fuori il telefonino e controlla...la messaggeria.
Tre vecchiette, una dietro l'altra. La prima, "Cerco 'Ma se ghe pensu' cantata in genovese", "Non ce l'ho in genovese, ma nemmeno in italiano". La seconda, "Voglio regalare a mio marito per i novantanni un disco di cori alpini". La terza, "Avevo la musicassetta di Tony Dallara, 'Prigioniero di te', si è rotta, la vorrei in cd". Tre richieste, vendite zero.
Sono sere che il Maratoneta ci fa vedere le sue fans (si fa per dire) da abbinare a un disco su facebook. Sa nome e cognome di tutte, che siano capotreno o atlete. Oggi vuole un cd di Clapton del 81, "In onore di chi?", "Giulia", "Capotreno o atleta?", "No, no, nessuna delle due. Prende il treno, non posso fartela vedere sul computer perché non so il cognome". Per stasera ci è andata bene.

Diario del 19 ottobre
Spesso i clienti sono precisissimi nel descrivere il disco che vogliono. A Dario chiedono, "quel cd con in copertina due tipi con cappelli da cowboy", a me "quel disco nuovo di quello che ne ha già fatto uno, ha gli occhi in fuori".
Un altro invece mi chiede se gli regalo uno dei miei sacchetti da lp; penso lo voglia per ricordo dei tempi passati, invece no, me lo restituisce, "No, non mi serve; devo metterlo sotto i dischi per mixarli. Non va bene la materia deve essere di plastichina satinata". La prossima volta provvederemo e magari faremo i sacchetti rotondi.
Un teenager mi sorprende con la sua richiesta, "Avete cassette?", "No". E' disperato, "No, porca miseria", poi si riprende "E lettori di cassette?". Ci lascia con un dubbio: se non ha il lettore, cosa se ne fa delle cassette?
Finalmente entra un vecchio cliente e riesco a vendere un cd. Costa solo 7€, me ne da 10, gli chiedo, "Hai 2€?", la sua risposta, "Sì", ma rimane impassibile con lo sguardo perso, non mi dà i 2€. Cambio la domanda, "Mi dai 2€?", questa volta capisce, me li dà.
Altra richiesta, "Hai Via Paolo Fabbri di Guccini in vinile?", "Prova nell'usato". Va a cercarlo e mi lascia col Pluriespulso, che, curioso, mi chiede, "Cosa voleva?", "Cercava via Paolo Fabbri", poi faccio lo spiritoso, "Non credo che ci sia a Genova questa strada", lui conferma, "No, non c'è".
Le giornate vengono quasi sempre chiuse dall'ingresso di Ivano. Oggi, more solito, parla della mamma, "Sai chi è lei? La regina dei castelli di carta; adesso ce l'ha con la falsa psichiatria. Sai cosa ti dico? La mamma è surreale".
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Diario del 22 ottobre
Un cliente mi chiede, "Cd italiani non ne hai?", non credo di aver fatto una faccia particolarmente disgustata, ma lui si sente in dovere di aggiungere, "Scusa, non volevo offenderti".
Anche il successivo vuole musica italiana, ma è più deciso, "Non le chiedo nemmeno se lo ha, perché è evidente che lo ha, Il lato destro del cuore"; mi guardo il petto per vedere se ho qualche pulsazione particolare sul lato destro, lui mi rassicura, "E' il nuovo cd della Pausini", mi dispiace deluderlo, "No", lui, scandalizzato, "Ma come, ce l'hanno tutti!", io lo consiglio, "Allora vada pure a prenderselo (no, tranquilli, non è quello che pensate) da tutti".
Telefono, "Discooocluuuub", "Buongiorno, lei compra trombe della prima guerra mondiale": O è una specie di Scherzi a parte o qualcuno, leggendo il Diario, mi prende per i fondelli, nessuna delle due, fa sul serio, "A Genova secondo lei c'è chi può essere interessato?".
Due signore non molto informate. La prima, "Ha qualcosa di Janis Joplin?", le faccio vedere quello che ho, sceglie 'Pearl' e mi chiede, "Sono i successi della vita?", "No, è l'ultimo che ha fatto prima di morire", "Canta solo lei?", faccio finta di non avere sentito.
La seconda, "Voglio un Best dei Queen", le mostro tutti i Greatest Hits, ma lei, "No voglio un Best", io, "Questo è un cofanetto triplo con i tre Greatest Hits", "No, è troppo, io voglio un cd con i loro successi"; è di coccio, mi tocca spiegarle "Best e Greatest Hits sono la stessa cosa: raccolta di successi" e, innervosito, la mollo lì. Alla fine sceglie il primo volume, ma ormai si è giocata un possibile sconto.
Non è da meno il successivo cliente. Quando entra, mi sembra un po' nescio, nell'espressione e per l'abbigliamento, me lo conferma nei fatti, "Sono alla ricerca di una cosa difficile, una cosa da antenati, difficile che li abbia", m'incuriosisce, ma mi delude, "Se li ricorda gli Shadows? La mitica Apache", lo abbandono nello scaffale degli anni '60 tra Ombre e Pellerossa.

Diario del 23 ottobre
Esibizioni varie dei nostri soliti protagonisti.
Ivano, "Sai cosa ho fatto ieri?", "Hai litigato con la mamma", "Sì, brontolava e allora per sfogarmi mi sono messo a pulire la cucina", "Quanto ci hai messo?", "Tre ore", "Tre ore? Belin, l'hai tirata a lucido", "Sai, erano quattro anni che non la pulivamo".
U Megu, "L'altro giorno sono rimasto chiuso fuori di casa", "Come mai?", "Mi sono dimenticato le chiavi", "Come sei rientrato? Non dirmi dal cornicione, perché con la pancia che hai non ti ci vedo proprio a passeggiare sui cornicioni, al massimo può servirti da paracadute per la caduta", "Ho chiamato i pompieri. Hanno dovuto forzare la serratura, così avrei dovuto cambiare il blocchetto, perché potevo chiudermi dentro, ma non aprire dall'esterno", "Ti hanno fatto pagare?", "No, ma...", "Ma?", "Sono uscito per comprare una serratura nuova, e...", "E?", "Mi sono dimenticato e mi sono tirato dietro la porta", "Chiuso fuori?", "Sì", "Pompieri?", "Sì", "Gli stessi?", "Sì", "Questa volta ti hanno fatto pagare?", "No, ma non mi hanno nemmeno parlato", "Maleducati,eh?".
Una new entry c'è, "Ha valzer viennesi?", "No", "Dove li posso trovare?", "Da Feltrinelli, all'ultimo piano" e così dicendo gli indico la strada verso via XX, lui capisce al volo, "Ah, in questo stesso palazzo?". Effettivamente il mio sogno sarebbe di vincere un superenalotto (anche se è molto difficile: non gioco mai) e con la vincita comprare tutto il palazzo: l'ultimo piano potrei anche lasciarlo alla Feltrinelli per il suo settore musica classica.

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Diario del 27 novembre

Diario del 27 novembre

- 22 dai 50 anni di Disco Club
Telefono, "Discooocluuub", "Buongiorno sono Paolo di ....service -ho capito solo il finale del nome, ma mi basta per sapere che vuole vendermi qualcosa- vorrei parlare col titolare della ditta", già mi gira, ma cerco di bloccarlo con "gentilezza" (forse il tono di voce non troppo), "Guardi, tutto quello che potevo spendere per pubblicità e simili, me lo sono giocato col Secolo"; non lo demoralizzo, insiste, "Non vuole nemmeno sentire quello che le propongo?", un po' più duro, "No", niente da fare, continua, "Scusi non le interessa fidelizzare i suoi clienti e, anzi, aumentare il giro e il fatturato del suo negozio", ora mi ha proprio rotto, "Guardi, questo negozio tra 22 giorni compie 50 anni; negli ultimi 13 anni a Genova hanno chiuso 39 negozi di dischi, io sono ancora aperto, perché non avete pensato di proporre i vostri servizi a questi negozi?", con una punta di cattiveria aggiungo, "O forse lo avete fatto?". Dall'altra parte silenzio, allora, educatamente, saluto "Buongiorno", e poso.

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Diario del 26 novembre
Brioso e un po' confusionario un mio, quasi, coetaneo, "Ciao grande, senti vorrei un cd di un gruppo che mi piaceva tanto negli anni'60, sono gli Animals, ma vorrei che ci fosse un pezzo in particolare 'San Franciscan Nights', è difficile perché era nelle primissime cose che hanno fatto", "Veramente era nelle seconde quando si chiamavano Eric Burdon & the Animals", "Ma no, era del '67"; interviene Luciano G., l'unico cliente che era più vecchio di me a quei tempi e, per fortuna, lo è tuttora, "Appunto, il primo periodo va dal '64 al '66, quel disco è del periodo americano". Il brioso è sorpreso, "Ma anche lei conosce gli Animals? Ormai mi sa che li conosciamo solo noi tre" -indicando anche me e prosegue- "Certo che la musica di una volta era tutta un'altra cosa, negli anni sessanta s'inventava la musica! Prendete anche quello, come si chiama, quello di Una città per cantare", "Ron" dico io, ma lui, scandalizzato, "Non lui, l'originale", "Jackson Browne", "Ecco lui, già nei primi anni sessanta faceva canzoni del genere", "A 15 anni? Guarda che il suo primo disco è del 1972", "Sì, ma prima faceva canzoni per gli altri, poi è entrato negli Hollies", "Mi sa che ti confondi, negli Hollies c'era Nash". E' disorientato, ma, dopo aver comprato il disco di Eric Burdon, se ne va con "Grandi, siete grandi, ogni volta che vengo qui imparo qualcosa". Il suo problema è che caccia tutto quello che sente in un calderone (tipo Bimby), Jackson Browne, Eric Burdon, 1942, anni '60, Hollies, ma la macchina poi glieli restituisce abbinati male: Jackson Browne col 1942 (anno di nascita di Burdon), e con gli Hollies di Nash e magari è convinto che il famoso trio americano fosse composto da Crosby, Stills & Burdon, ve la immaginate che delizia una versione di San Franciscan Nights con Crosby e Nash, non parliamo poi di una nuova versione più rock con l'aggiunta di Neil Young! (Giancarlo Balduzzi)

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Diario del 22 novembre

 

Diario del 22 novembre

- 27 dai 50 anni di Disco Club
Natale si sta avvicinando, è il momento delle grandi pulizie prefestive, in particolare della inaccessibile vetrina. Questa mattina l'ho spogliata, privata degli espositori, pulito il vetro dall'interno, risistemati gli scomodissimi espositori e riempiti di cd. Ecco il punto, Natale si avvicina e, in parte, bisogna cambiare l'esposizione: un angolo particolare del negozio si trasferisce in vetrina, ecco la foto....

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