Il Diario di Disco Club

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Questa sera, mentre sono seduto alla scrivania, sento uno strano rumore, come un lamento. Non capisco da dove venga, sembra dal cassetto, lo socchiudo e sento una voce soffocata, "Testa di cocomero", "Ou, chi sei?", "Sono il Diario, mi hai chiuso qui il 7 marzo e ti sei dimenticato di me, a momenti soffoco". Ha ragione è quasi un mese che non scrivo sulle sue pagine. Ricominciamo.
Diario del 1 aprile (non è uno scherzo)
Telefono, "Discoocluuub", signora "Con chi parlo?", deve essere sorda, ripeto, "DISCOOOCLUUUUB", capisce, "Avete dischi di classica?", "No, provi da Feltrinelli", "Ho cercato, ma non c'è sull'elenco telefonico. Mi sa dare lei il numero?", "Non ho l'elenco telefonico".
Telefono, "Discooocluuuub", anche questa volta una signora, "Avete la serie tv...", la interrompo "Vendo dischi", ma lei, "Sì, appunto, la serie intitolata..", la ri-interrompo, "Non teniamo dvd", lei, "Ma...", io, "No, vendiamo musica non film!", "Ma vaffanculo!", chi è stato a urlarlo? Non io, ma nemmeno la signora al telefono, è stato Maurizio il Maratoneta, che, presente alla telefonata, ha apostrofato in questa maniera la "telefonista", meno male che lei aveva già posato, altrimenti poteva pensare che fossi stato io, anche se, a dire il vero, quasi quasi....
Telefono, "Discooocluuuub", questa volta è un uomo, "Vorrei il cd di Ronna", "Ronna? Non la conosco", "Sì, quel cantautore, quello che ha fatto La Forza Di Dire Si", che poi è Ron. Ronna chi sarà, la moglie?
Ancora difficoltà ad azzeccare il nome del cantante, questa volta è un anziano, un po' buzzurro, "Cerco la canzone di quel genovese, che l'ha cantata anche Andy Williams, nel titolo c'è 'mondo', belin, non lo conosce?", io, "Non mi ricordo una canzone di un genovese cantata da Williams", lui si spazientisce, "Ma sì, quello buliccio (dice proprio così) che poi è anche morto", "Ah, Il mio mondo di Umberto Bindi", "Quello, ci voleva tanto. Ce l'ha?", "No". Non mi saluta nemmeno, se ne va. Le indicazioni erano più o meno precise (genovese, mondo, cantautore, buliccio, morto), ma continuo a pensare che non sia stato Andy Williams a fare la versione inglese della canzone, bensì Cilla Black.

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Diario del 7 marzo
Un cliente (teorico) mi chiede il nuovo cd di D'Alessio, "Non ce l'ho, non è uscito adesso, ma a giugno", lui "Di quest'anno?".
Un altro è più fortunato, "Voglio l'ultimo dei Marlene", "Tieni", lo guarda deluso, "Solo dodici pezzi, così pochi? Va be', lo prendo lo stesso, sono un fan".
Un altro cerca un cd economico, ne prende uno da 5€, "Sai ho comprato delle casse da 2.300€, voglio provarle". Con un disco da 5€? Boh.
Alle 14:00 sono in negozio, telefono, "Discoocluuub", "Scusi, fate orario continuato?", "Sì", altrimenti non avrei risposto, ma lui aggiunge "Fino a che ora?", "Fino alle 15:00, poi diventa orario normale".
Ci si mette anche il telefonino, messaggio senza mittente "E' arrivato il cd?", numero di telefono sconosciuto, scemo io, avrei dovuto capire subito che lui è stato l'unico ad ordinarmi un cd.
Di nuovo telefono, "Discooocluuuub", "Sono quel ragazzo di Sanremo", un cliente rivierasco? No, lui precisa, "Ti prendo ogni anno il cd del Festival. Me lo tieni? E anche la Pausini". Due pezzi che abbandonano l'angolo della vergogna.
Concludiamo con una ragazzina, gira per il negozio, sembra cercare qualcosa che non trova, le chiedo (copiando Dario), "Posso esserti utile?", lei un po' vergognosa "Cerco una cassetta dei Bad Brains", "Un cd", "No, una musicassetta", la guardo, è molto giovane, sbaglierà, "Musicassette non se ne fanno più", lei, triste, "Lo so, la sto cercando da tutte le parti, ma non la trovo".

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Diario del 2 marzo
Dalla piazza di Cesino (dove sono nato) si possono vedere le frazioni che compongono il comune di Ceranesi, tra le altre San Martino di Paravanico che si arrampica su per la strada che porta ai Piani di Praglia, una piccola Svizzera a due passi dal centro di Genova. Da lì arriva questa mattina un nuovo cliente, "E' lei che ha parlato col bar Ligure di Pontedecimo?", con questa domanda incomincia una tribolazione di più di mezzora. "Sì, volevano sapere se si trova un cd, non mi ricordo quale", "Era per me, cerco il disco con la canzone Heaven degli Eurogliders"
Via si parte col primo giro, computer, database olandese, "Ecco è nel secondo disco, ma è difficile che arrivi, oppure in questa raccolta", "Mi fa vedere i titoli?", "Sono questi", "C'è Heaven?", "Sì, te l'ho detto, è il quinto pezzo del Best". Legge, ma non sembra troppo convinto.
Secondo giro. "Senta, ma io vorrei il disco del 1984, c'è Heaven?", "C'è, ma non arriva", "Mi fa vedere i titoli?", guarda "Vede! E' il primo pezzo, voglio questa!".
Terzo giro. "Ti ho detto che non si trova", è un mio quasi compaesano e tengo duro. "Vede, per la prima volta Heaven l'ho sentita a Videomusic; se lo ricorda Videomusic? E' un programma del 1984, presenta Gerry Scotti", "Gerry Scotti?!?", "Sì, sì, all'inizio era lui e aveva detto che questo disco era tutto bello"; lascio perdere l'improbabile Gerry Scotti e ribadisco "Il primo non c'è". Ragazzi, non è che nella Valpolcevera la televisione sia arrivata con 32 anni di ritardo, a Cesino nel 1954 ho visto nel circolo del dopolavoro, nell'ordine, la finale dei mondiali di calcio Germania – Ungheria, l'ingresso dei bersaglieri a Trieste e, l'anno dopo, le "curve" di Abbe Lane, almeno fino a quando Don Pertica non entrava nella sala e staccava la spina, e il tutto in diretta.
Quarto giro. "Mi hanno detto che sul computer si trova", "Può darsi, prova su Amazon", "Proprio questo nome mi hanno fatto, ma io non ho il computer (m'immagino bene che se a San Martino di Paravanico i programmi del 1984 si vedono adesso, per il computer c'è ancora un po' d'aspettare), poi si deve pagare con la carta di credito e io non ce l'ho (figuriamoci). A proposito mi hanno detto che su questo Amazon si trova tutto. Io cerco un porta carta igienica, ma non di quelli di adesso, di quelli di una volta, di trent'anni fa (e ti pareva), non si trovano da nessuna parte, Amazon li avrà?", sono abbastanza provato, ma è un quasi compaesano, "Non credo proprio". "Ah, a proposito (di nuovo!), ha mica un bagno?". Questo è troppo, compaesano o no, "No, noi andiamo nel bar vicino", bugiardo, va bene, ma magari questo è abituato ai bagni fuori casa di tanti anni fa. "Mi tiene questo foglietto?", mi lascia un pezzo di carta sul quale ha scritto This Island e Essential ed esce.
Quinto e ultimo giro. Ritorna, ma sapete dopo quanto? Venti minuti, ho fatto bene a non lasciargli libero accesso al nostro pulitissimo bagno. La seduta però gli ha portato consiglio, "Guardi, lasciamo perdere quell'Amazon, mi ordini la raccolta", "Bene" è fatta, "Però", non è fatta, "Prima mi faccia vedere i titoli, si può?", "Te li ho già fatti vedere", ma è un quasi compaesano, glieli faccio di nuovo vedere. "Va bene, mi ordini questo" e vai!! Mi lascia per avvisarlo il numero del telefonino, belin questa iattura è arrivata anche a San Martino di Paravanico!

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Diario del 26 febbraio

Diario del 26 febbraio
E' anziana, più o meno come me, guardandola bene direi più. Non saluta, io, educatamente, "Buon giorno", lei risponde con un ghigno/sorriso. Non guarda i dischi ma verso l'alto. Il suo sguardo s'imbatte nella radio pre-guerra mondiale, che fa bella mostra di sé in cima a un mobile, finalmente sento la sua voce, con un tono sognante "Me la ricordo la radio". Va oltre arriva in fondo al negozio e si accorge che ci sono anch'io (pur non guardandomi), mi indica un quadro, "Questo è in vendita?"; non capisco a cosa si riferisca, la raggiungo, è una foto, "No, l'ha scattata mia figlia in un suo viaggio a Montreal". Non da segno di aver capito e torna ad ignorarmi. Finisce il giro e si avvia verso l'uscita, sempre senza salutarmi. Si blocca sulla porta e guarda le foto esposte sul retro della vetrina (queste scattate da me negli anni sessanta). Alla fine mi guarda e chiede, "Questo grattacielo nella foto dove si trova?", io "E' questo", indicando il palazzo prima del nostro, lei si innervosisce "Mi sembrava un altro", io, ancora gentile, "No, vede è in via San Vincenzo", lei "Mi sembrava quello di Pammatone", io "Pammatone? Piazza Dante", lei, sempre più irritata, "Ma no, quello di Pammatone", io, ancora paziente, "A Pammatone non ci sono grattacieli", lei, sull'orlo di una crisi di nervi "Cosa dice? C'è, eccome", io "Intende quello dove c'era l'Italimpianti?", "Certo, è 15 piani!", io "Questo è 21 ed è un grattacielino", mi sembra particolarmente sensibile all'argomento e, siccome mi sono stufato di essere gentile, affondo il coltello, "Quello è un palazzone", infatti non apprezza, s'imbestialisce, "E' un grattacielo, è il grattacielo G., lo ha fatto costruire mio padre!!!". Peccato, se ne va borbottando (sicuramente insulti nei miei confronti), peccato perché volevo aggiungere "Alla fin fine il palazzo dove abito è di 12 piani, un mezzo grattacielo. Se si considerano anche questi, Genova è una piccola Manhattan".
p.s. In realtà il grattacielo G. è 19 piani, meno male che la signora non lo sapeva....
sotto, foto di Montreal e del "grattacielo" in costruzione, scattata da me dalla cucina di casa (abitavo in stazione, ma non... nella sala d'attesa).

 

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Diario del 25 febbraio
Coppia di anziani, prima si sofferma a guardare la vetrina, poi entra, lui "Facciamo un giro, mi piace vedere un negozio con ancora i vinili. Anche noi abbiamo tanti 33 e 45 giri", s'inserisce la moglie "E anche 80 giri".
Questa volta davanti alla vetrina due colleghi di lavoro, non entrano, il più giovane chiede all'altro "Tu ce l'hai l'affare per ascoltare i vinili?".
Esco anch'io fuori. I due precedenti se ne sono andati, sostituiti da una vecchietta, guarda i cd, guarda me, "Scusi, quelli (i cd) proiettano alla televisione, sono filmini?".
Lascio la signora ad ammirare quegli strani oggetti che trasmettono alla televisione e vado verso il nostro reparto usato. Un anziano mi segue, giro l'angolo e lui dietro, entro in negozio e lo stesso fa lui. Cosa mai cercherà, forse un 80giri? No, "Mi dica un po' una cosa, il numero 2 dov'è?". No, va bene quando sono al 20r, ma che uno mi segua fino al 28r per farmi la solita domanda, mi sembra incredibile. La risposta è la solita, "All'inizio della strada", "Io non l'ho visto", "Però c'è", "No, c'è il 4 e poi l'8", "Il 4 è nero, l'8 è rosso ed è prima del 4 nero, dopo il 4 nero c'è il 18rosso. Il 2 nero è prima dell'8 rosso, perché nelle strade i numeri vanno in crescendo". Non so se l'ho convinto o confuso, probabilmente nessuna delle due, perché lui conclude, "Se lo dice lei, ma il 2 non c'è".
Torno di là, al 20 rosso, giusto in tempo per beccarmi una telefonata. "Discooocluuuub", signora, "Scusi, ha il cd di quel pianista, Bosio", "Chiii?", "Bosio", "Magari Bosso?", "Ah, sì, quello". Poso il telefono, ecco un'altra signora, "Vorrei il cd di quel pianista, Boso", "Bosoooo?", "Sì...mi sembra...", "No, Bosso", "Sì, quello".
Mentre ero nell'usato, è entrato un cliente, non giovane e non molto in bolla, cerca qualcosa di Little Tony, Dario "Non abbiamo niente", gli cade il negozio su un cd di Tony Esposito, lo indica a Dario, "Guardi lì, Little Tony sarà vicino a quello". Adesso piomba da me, la richiesta è diversa "Cerco una compilation degli anni 50/60 con la canzone Perduto Amor". Per fortuna suona il telefono, lascio il nostalgico, e sento finalmente una voce amica di un cliente sano, "Ciao Gian, sono Ermes. Lo sai che i Cheap Wine vengono a suonare a Genova al Bloser di piazza Marsala?", "No, quando?", "Il 4 novembre, reclamizzalo sul sito'", "Il 4 novembre? Belin è un po' presto", "No è tra dieci giorni", "?!?!?". Non è giornata, è meglio chiudere.

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Diario del 17 febbraio
Il personaggio del giorno non tocca a me, ma a Dario. Entra nell'intervallo, quando io sono a mangiare, dopo un giro in negozio dice a Dario, "Ho visto che non c'è molto dei Sex Pistols", Dario è sorpreso, si avvicina alla casella del gruppo di Vicious, gliela mostra, "Ci sono sia Never Mind The Bollocks, sia The Great Rock 'n' Roll Swindle, i due album ufficiali", l'altro "E basta?"; lascia perdere i punk e sposta il suo sguardo sulla casella vicina di S.R. Vaughan, "Di questi cosa mi consigli?", Dario, "Questo, è l'unico live uscito quando era ancora vivo", l'altro trasalisce, "Perché, è morto? Non lo sapevo, io sono un suo grande fan", Dario deve pensare 'Questo è fuori', ma invece si limita a "E' morto nel 1990 in un incidente aereo", e quello, in ansia, conclude con "E' morto anche il fratello?".
A me tocca invece un vecchio nostalgico, cerca jazz anni '50, gli trovo i dischi che cerca, un Gerry Mulligan e, soprattutto, Take Five di David Brubeck; poi passa a "Quel pezzo meraviglioso di Enya degli anni '80", ce l'ho e lui, "Un'ultima richiesta, una bella raccolta degli Spandau Ballett", servito. "Vede, questa è musica che scalda il cuore, io sono vecchio, ho bisogno di questi artisti e dei film degli anni'70 per riscaldarmi il cuore", io, "Beh, insomma, vecchio...", lui, "Eh, sa, io sono del '53", io, "Eh, sa, io sono del '47".

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