Il Diario di Disco Club

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Diario del 17 luglio
La prevendita dei biglietti per il concerto di Gabbani ha portato in negozio una fauna variegata, che probabilmente si appresta a vedere il primo concerto della vita, trascinata da una frotta di bambinetti fans dello scimmione di Occidentali's Karma. Incominciamo con le telefonate.
"Discooocluuuub", "Avete voi i biglietti per Gabbani?", "Sì", "Bene, dove siete in via San Vincenzo, all'inizio dalla parte di via XX o alla fine da Brignole?", ci risiamo con questa domanda, "Noi siamo all'inizio, che però è dalla parte di Brignole –e preciso- sotto il grattacielo", voce sorpresissima, "Il grattacielo? Ma non ne ho mai visti lì", "E' qui dal 1968, quando lo hanno finito".
"Discoooocluuuub", "Avete i biglietti di Gabbani?", "Sììììì", "Bene, come faccio per averli, devo venire lì?", "A casa non li portiamo", "Fino a che ora siete aperti?", "Alle 19", "19 in punto?", "Grrrr", non sono stato io, è stato lo scimmione di Gabbani, ve lo assicuro.
Ora in negozio. Giovane ragazzo, "Due biglietti di Gabbani, pago con la carta di credito", "No, solo in contanti", "Allora devo aspettare una persona, non ho contanti"; si mette davanti al banco, nel frattempo entrano dei ragazzotti, più giovani di lui, e mi sparano una serie di nomi di rappers italiani, non ne ho nemmeno uno, il ragazzo interviene, "A me il rap non piace proprio, altrimenti non andrei a vedere Gabbani", conclude con aria di superiorità. Arriva la persona, prende due biglietti, "Quanto è?", "44 euro", "Sono venuta da Pegli, almeno il biglietto dell'autobus o un caffè?", "Grrrrrr", come sopra, lo scimmione.

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Diario del 14 luglio
Anni fa, quando non c'erano computer e smartphone, era normale da bambini giocare ai cowboys. Me lo hanno fatto ricordare due clienti che sono venuti oggi. Prima arriva Antonio e si piazza davanti al banco per ritirare un cd ordinato, mentre parlo con lui, ecco che entra Gigi. Mi giro verso il nuovo arrivato, che vuole fare un ordine in Olanda. Mentre guardiamo il monitor, sento alle mie spalle un urlo "Generale Custer!", Gigi si blocca e guarda chi ha parlato, "Caramba", mi sembra di essere Raffaella Carrà, i due si abbracciano e ricordano i tempi passati, quando nelle calde giornate estive di Casella giocavano a farsi la guerra: Gigi era il generale Custer e Antonio Toro Seduto. A Disco Club, qualche volta, si torna bambini.....

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Diario del 13 luglio

Diario del 13 luglio
Dopo le miniature delle copertine di Fausto Meirana, in occasione del Record Store Day di aprile, abbiamo deciso che la vetrina del prossimo compleanno di Disco Club (il 19 dicembre sono 52 anni) sarà appannaggio di un altro cliente: Roberto e la sua raccolta di autografi. Roberto è un cecchino formidabile, abbiamo già raccontato della sua caccia spietata a Patti Smith, capitolata dopo vari tentativi infruttuosi, la lunga attesa notturna davanti all'albergo in attesa che Morandi finisse la sua passeggiata notturna, la chitarra acquistata apposta per farla firmare sulla spiaggia di Sestri Levante da Mark Lanegan, le innumerevoli firme di cantanti dei quali non gliene frega proprio niente; al proposito gli ho chiesto, "Ma se ti fai fare l'autografo da Gigi D'Alessio, poi vai a vedere anche il concerto?", "Figuriamoci, mi basta la firma".
Ed eccolo di ritorno qualche giorno fa da Firenze con altri due trofei: Steven Tyler e Joe Perry, gli Aerosmith! Questa volta è stato davvero un trionfo, Roberto non si è limitato agli autografi, ma come racconta lui, "Ho regalato a tutti e due una collana che hanno tenuto per tutte le foto, ma quella di Steven era lunga e pesante, quindi non l'ha messa durante il concerto, mentre Perry sì, perché la sua era più piccola e dava meno fastidio". La foto sotto è la prova inconfutabile della veridicità di quello che dice. La foto sotto è la prova inconfutabile della veridicità di quello che dice: le due collane sono passate dal collo di Roberto a quello dei due Aerosmith. Ovviamente, dopo foto e autografi, è entrato a vedere il concerto e la sua collana appesa al collo di Perry.

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Diario del 12 luglio
Entra una ragazza e si piazza davanti allo scaffale dei vinili nuovi, li guarda, ma sembra in difficoltà. Le chiedo "Posso aiutarti?", lei "Sì, quali sono i vinili?", "Quelli lì davanti a te", un po' sollevata chiede "Hanno solo due canzoni?", "No, è un disco intero, come i cd", "Devo fare un regalo", che non fossero per lei l'avevo capito, "Ma non so cosa, al mio ragazzo piacciono soprattutto i Pink Floyd. Ha qualcosa degli Scorpions?" (strana associazione Scorpions/Pink Floyd), lei spiega, "Dei Pink ha quasi tutto, non vorrei prenderne uno doppio". Le consiglio l'ultimo di Roger Waters, "Magari non lo ha ancora comprato", lei mi guarda sgomenta, le leggo negli occhi "Ma chi è questo Waters?", anticipo la domanda "E' uno dei Pink Floyd, il disco è uscito da poco". L'ho convinta, compra il vinile di... questo Roger Waters.

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Diario del 11 luglio
Negli ultimi tempi Genova è diventata una città turistica. Ho visto in negozio più stranieri nell'ultimo anno che nei primi 50. Anche oggi, dopo il violento e, per fortuna, breve temporale orizzontale (nel senso che la pioggia non scendeva in verticale, ma sulla nostra vetrina finiva quella che avrebbe dovuto bagnare via XX), entrano solo foresti. I primi sono due simpatici ragazzi francesi di Le Mans che comprano un vinile intitolato, ovviamente, Grand Prix. Per seconda una coppia di giovanissimi, non ho capito bene di dove perché si sono limitati a rivolgermi un "ciao", la ragazza, probabilmente a causa delle scarpe bagnate dalla pioggia, passeggiava tranquillamente scalza. I sandali invece li ha salvati una ragazza di Torre del Greco, che nel momento peggiore del fortunale si è rifugiata in negozio, intrattenendosi piacevolmente con noi fino al ritorno del sole.
Il clou lo si raggiunge quando entra una russa. Non saluta, sente nel telefonino a un volume esagerato musica rap, per contrastarla metto su il primo pezzo di Psychedelic Pills di Neil Young (dura 27 minuti e 50 secondi, spero se ne vada prima). Si avvicina alla cassa e finalmente mi rivolge la parola (sa l'italiano, mi sa che non è una turista), " I cd costano tutti 19€", "No, perché?", non me lo dice, poi vede uno scaffale di vinili usati di musica sinfonica, "Quanto costano?", "Cinque euro", sono in un punto quasi irraggiungibile, ma lei li ha scovati, "Vorrei sentirli", "No, non ho il giradischi", "E quello?", indica il giradischi di Elvis, mento, "E' di figura". Prende i vinili che voleva sentire, li fotografa, manda messaggi, anch'io vorrei mandarla...., ma non ce n'è bisogno, se ne va da sola. Ah, ovviamente non ha salutato.

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Diario del 10 luglio
Ripeto sempre ai miei clienti da Diario, che loro vengono in negozio per consolarsi, guardando infatti la new entry di turno, pensano, "Belin questo è peggio di me". Anch'io ultimamente mi consolo con i nuovi clienti, guardandoli posso dire, "Belin, io sono ancora giovane". Consolazione relativa, perché penso che anch'io tra una decina di anni, magari entrerò in un negozio di dischi e chiederò, "Vorrei un disco con Luna Verde di Tajoli", richiesta odierna di un vecchietto. La dimostrazione che non ci separano poi tanti anni è che io gli propongo, "No, forse ho Verde Luna di Flo Sandon's" (quindi la conoscevo), ma lui duro, "No, voglio Luna Verde di Tajoli".
Il secondo vecchietto è più arzillo, "Mi dia qualche cd con canti e balli ecuadoriani", lo deludo e lui "Ma come mai? Quelle (si riferisce solo al genere femminile) cantano sempre", mi strizza l'occhio il vecchio satiro e se ne va.
Ecco un altro terzetto. Il primo, "Cerco l'ultimo di Mina Celentano", glielo do, lui, "Sono vuoti", "In che senso?", "Manca il nuovo", "E' questo", "No, ne è uscito un altro, lei non è aggiornato", "Guardi, più avanti ci sono Stereosound, Kamarillo e poi anche Orlandini e Ricordi, provi da loro", "Ah sì Ricordi, quelli sono aggiornati".
Il secondo cerca il 45giri di Frank Sinatra "My Way Of Life" e il terzo "Mi dia il dvd di Zénit", "Chi è?", "Non lo conosce? Strano è famosissimo", "Dove?", "In Spagna". Ah beh, sì beh.
Poi ci sono quelli più giovani di me, ma in pensione da qualche anno, cosa che provoca in molti un invecchiamento precoce, vedi Sergio che oggi mi dice "Non ho niente di Ivano Fossati, vorrei prendere qualcosa", "Ne ha fatti un bel po', quale vuoi?", lui, sorpreso, "Ah sì? Non pensavo perché è morto giovane", io, più sorpreso di lui, "Fossati è morto? Ma cosa dici?", "Ah no? Forse mi confondo. E' mica Ivan Graziani?", "Così va meglio", "Eh va be'. Ivan o Ivano è la stessa cosa".

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