Il Diario di Disco Club

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Diario del 12 ottobre
Per undici mesi siamo stati torturati dalle richieste di Mimmo riguardo all'uscita del cd del Trio con la sua beneamata Emmylou Harris, costringendoci a esporre un cartello con la preghiera di non chiederci più sue notizie fino a settembre, quando finalmente il disco è uscito, A provocare il tutto era stato il Buscadero che annunciava nel suo numero di ottobre 2015 l'uscita del triplo The Complete Trio Collection. La settimana scorsa arriva il numero di ottobre 2016 del Buscadero. Venerdì è passato come sempre Mimmo. Non compra Buscadero, lo viene a leggere da noi. Si piazza sopra gli espositori delle novità, impedendo ai clienti di vederli perché ci appoggia sopra la rivista. I suoi occhi vengono calamitati da una notizia: è in uscita un cd/dvd/bray di tributo a Emmylou Harris; non c'è la data, ma lui parte subito all'attacco, prima con me, con scarsi risultati, poi raggiunge Dario alla postazione 2 e lo tortura fino a quando non trova una teorica data di uscita: fine novembre. "Il cd non mi interessa, ordinami solo il dvd", dice a Dario. Mi auguro che questa data sia giusta, altrimenti tra qualche mese mi toccherà fare un altro cartello tipo quello del Trio. Lunedì non facciamo orario continuato, Mimmo non lo sa e dopo mangiato si precipita giù col 49 (il mio ex autobus, adesso vengo in macchina), sperando di beccare Dario, prima che arrivi io, Speranza delusa, deve aspettare fino alle 14:45 quando apro il negozio e Dario non c'è. Eccolo che mi viene dietro, "Gian, Dario mi ha detto che esce un tributo a Emmylou, gli ho detto di ordinarmi solo il dvd, ma poi ci ho ripensato ordinami anche il cd", "Ordino a chi? Non si sa nemmeno quando esce" ci carico sopra "e se esce". "Ma, mi ha detto Dario....", "Va bene lo ordino a Dario". Non deve aver dormito per due giorni per tema di arrivare in ritardo a ordinare anche il cd e sicuramente venerdì chiederà a Dario se gli ha fatto l'ordine (a chi?). Speriamo che davvero questa volta non si debba aspettare undici mesi.
Avrete notato che Mimmo chiama confidenzialmente la Harris "Emmylou", come una vecchia amica. Per chi non lo ha letto sul Diario, ripeto qui quello che ho scritto l'11 gennaio 2014, riguardo ai suoi rapporto con la "signora del country": "a volte mi dicono che sono troppo impulsivo nel mandare a quel paese certi clienti (tra l'altro in maniera democratica, non bado alla spesa annua che mi garantisce il colpito dal cartellino rosso), ma capite anche voi che è dura avere di fronte gente che chiede sempre la stessa cosa o fa sempre la stessa cosa. Prendete Mimmo, il detentore dell'espulsione di più lunga durata (qualche anno); adesso è rientrato, si aggira per il negozio alla ricerca di nuove amicizie alle quali raccontare la sua solita storia: "Non ho mai goduto tanto come quando sono andato a Vienna a vedere il concerto di Emmylou Harris, i biglietti erano carissimi, ma chi se ne frega, si vive una volta sola, ed io ero stravaccato su una poltrona della prima fila a vedere cantare la signora del country". Non credo che esista un solo cliente abituale che non abbia sentito almeno una volta queste parole, sommate tutti i clienti e potete immaginarvi quante volte l'ho sentita io (per questo so a memoria la pappardella)".
Ecco questo è Mimmo, ripetitivo e massimo esperto di musica, calcio, politica, motociclismo, etc.etc.etc. Lunedì ad esempio, quando è uscito si è fermato a un tavolino del Bar Verdi, insieme al Pluriespulso, al Geometra, all'Elettrico e, a turno, altri clienti; è partita una discussione sui gruppi che hanno più influenzato la musica rock. Opinioni diverse, si passava dai Jethro Tull, ai Doors, ai Pink Floyd, per poi approdare con decisione quasi unanime ai Led Zeppelin. A questo punto Mimmo non ha resistito, "Quante cazzate dite! Ma chi sono Jim Morrison, i Jethro, i King Crimson; non parliamo poi di quella cafonata (ha detto proprio così) dei Led Zeppelin. Dilettanti al cospetto di chi ha fatto la storia della musica", tutti col fiato sospeso in attesa del nome, eccolo: "Barry White!".

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Diario del 6 ottobre
Ho già raccontato più di una volta di casi in cui la ex moglie (o compagna) si è presentata per vendere la collezione di dischi di "quel fesso del mio ex che raccoglieva cose senza valore". Oggi le cose si sono rovesciate. Il mio dottore, Guspe, ha trovato qualche giorno fa nel reparto usato un vinile che cercava da anni dei Death in June. Oggi si presenta una ragazza da Fabio e chiede "Un ragazzo ti ha mica portato questi dischi?" e gli fa vedere una lista, "Sì, qualche giorno fa", "Lo sapevo, quello stronzo. Gli ho lasciato le chiavi perché portasse fuori il cane. Eravamo rimasti buoni amici, pensavo, e invece mi ha fregato 30 vinili". Risultato? Guspe ha riportato indietro il disco che cercava da anni.
Ecco un nuovo cliente. Fa un ordine a Dario, che segna il titolo del cd sul nostro database, poi chiede, "Il suo nome?", quello, titubante, "Guardi, preferirei non darlo", Dario, perplesso, "Il numero di telefono?", l'altro, "Non ho il telefonino", Dario, "E allora?", quello, "Facciamo così, le lascio cinque euro d'acconto". Così Dario nella sezione cliente segna uno strano nome, "Signor Cinqueuro Acconto". Acconto sarà il nome o il cognome?

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Diario del 24 settembre
Ieri sera ho lasciato la macchina davanti al negozio, questa mattina quindi scendo a piedi.
Via Burlando, piazza Manin, Via Assarotti, ecco il palazzo della Asl dove lavora U Megu. Non so come mai quando passo davanti a questo, mi viene in mente l'unica volta che ci sono entrato (48 anni fa) per fare uno dei tre esami del sangue della mia vita. E non so come mai mi viene in mente l'unica cosa (a parte l'ago dell'infermiere) che mi avesse colpito: in ogni angolo c'era una sputacchiera. I più giovani forse non conoscono l'oggetto, ma una volta era normale trovarlo per l'abitudine consolidata di sputare con una certa frequenza. Per fortuna adesso questa abitudine è decisamente in calo, a parte sui campi di calcio, dove i calciatori sono dei veri professionisti, più ancora che nel gioco nello sputo (forse per motivi... televisivi). Via Peschiera, via Serra, via Galata ed eccomi in via San Vincenzo davanti al negozio. Tiro su la serranda ed eccolo lì sul gradino lui: lo Sputo!!! Avevo già detto che nonna Giovanna (la nonna sarda di mia moglie) diceva che non bisogna mettere occhio ed ancora una volta devo darle ragione: non bisogna mai pensare alle cose negative, perché subito ti si attaccano addosso.
Salto dello sputo, alcol e carta per eliminarlo ed ecco la prima cliente. "Vorrei il disco nuovo dei Marion", "Marion?", "Sì, lo hai in vetrina, s'intitola Fear". Ah, ho capito sono i Marillion, del resto Carillon non si legge Carion?
Altra signora con un biglietto in mano, "Mi può aiutare? Cerco questo", e mi mostra il foglio con su scritto "Negozio in via San Vincenzo 116r di fronte a Chips". L'aiuto, "Qui siamo al 20r, quindi deve andare avanti un centinaio di metri sempre da questo lato", "Oh grazie, ma forse posso chiedere anche a lei quello che mi serve. Cerco dei cd di musica aerobica", "No, guardi è giusto quell'indirizzo, cento metri più avanti".
Una volta Disco Club era frequentato pochissimo dal sesso femminile. Una mancanza che mi veniva sempre rinfacciata (come se fosse colpa mia), ora invece la componente rosa è decisamente in aumento. Anche la terza cliente è una ragazza, "Scusi, devo fare un regalo a un ragazzo che ascolta soprattutto musica elettronica", "Dipende quello che intendi, se parli di kraut rock e affini ne ho, elettronica disco no", "Do io un'occhiata". Parte alla scoperta del negozio, si trova davanti le caselle dei Beatles, Bowie, Clash, Nick Drake, mi permetto di dirle, "In queste caselle non trovi niente di elettronico", e lei, piccata, "Va bene, una volta che me lo ha detto, ho capito". Non la disturbo più, lei si fa tutto il giro e si presenta alla cassa con un cd, "Prendo questo", e mi porge l'ultimo dei Lumineers, effettivamente un gruppo di musica...elettronica.

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Diario del 20 settembre
Primo cliente all'alba, giacca, camicia, cravatta. Bancario? Procacciatore di contratti luce/telefono? No, testimone di Geova. Lui, "Mi presento, sono Testimone di Geova" (Testimone nome, di Geova cognome?), io, "Io no e non lo sarò mai", lui, "Non voglio convincerla", io, "E allora?", lui, "Voglio lasciarle in omaggio l'opuscolo", io, "Ne faccia un uso migliore, grazie".
Ragazza (va be', vent'anni fa) con gonnellone (vent'anni fa anche questo), "Cerco tre dischi, difficili da trovare", mi aspetto il peggio, ma la incoraggio, "Dimmi pure", lei, "Allora il primo è degli Eiffel 65, il secondo dei Blue, il terzo...", la stoppo, "Non ne ho", lei, "Immaginavo, questa musica è difficile da trovare" e svolazza via col suo gonnellone. Adesso mi viene la curiosità, il terzo cosa sarà stato?
Dal gonnellone ai calzoni corti del successivo cliente, sui cinquanta con gambe che starebbero meglio coperte, "Presto ho lasciato la macchina sul marciapiede con scritto sono da Disco Club", "Se passa il vigile ottanta euro di multa glieli dà lo stesso", "Senta, mi serve una raccolta di Tiziano Ferro", guardo l'angolo della vergogna, ce ne sono ancora due copie, "Eccola", "Bene, senta, intanto siamo tra uomini, glielo dico chiaro, devo fare la pipì, mi prepari il pacchetto regalo, io vado di corsa al bar", mentre parla si lancia verso la porta, ce l'ha proprio in punta. Rientra più sereno, io "Ecco il pacchetto", lui, "Perfetto, mi fa fare un figurone; sa con cosa fa rima figurone", "Boh", "Intanto siamo tra uomini, con prestazione", mi schiaccia l'occhio, paga e vola verso l'auto. Peccato, i vigili non sono passati...

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Diario del 19 settembre
Qualche giorno fa una signora ha ordinato a Dario una raccolta di Pupo, addirittura un disco triplo con "le più belle canzoni"; già riuscire a riempire tre cd di belle canzoni di Pupo a me sembra problematico, alla signora no, infatti ogni mi telefona e "Scusi, mi avete avvisato che è arrivato, io non ce la faccio a passare oggi, ma mi raccomando tenetemelo, non vendetemelo", come se fosse facile trovare un altro cliente disposto a sorbirsi tre ore di Pupo!!!
Ancora una richiesta per Dario, "Mi dica, come si chiama quello che è andato via prima dai Beatles e ha fatto poi una sola canzone", Dario rimane perplesso "Chi intende il batterista?", "No, Ringo è rimasto fino alla fine", "Quello prima di Ringo", "Prima di Ringo? No, non era un batterista, doveva suonare la chitarra, l'unica canzone che ha fatto era famosa, quella che parlava del Signore", "My Sweet Lord?", "Ecccccoooo, quella. Come si chiama?", "Si chiamava, George Harrison".
E' il mio turno, un signore di una certa età (e di un certo "odore"), "Avete dischi napoletani?", "No, non ne teniamo", "Eh lo so, per trovarli devo andare in Sicilia", "?!?!?".
Doppia telefonata discotecara per Dario. La prima, "Avete i braccialetti per le discoteche?". Seconda, "Affittate la sala?".

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Diario del 9 settembre

Diario del 9 settembre
Arriva un sudamericano milanese, "Avete qualcosa dei Bitli", penso a un qualche gruppo delle sue parti (non milanesi, sudamericane), ma il nome non mi dice niente; lui insiste, "Ma sì, dovrebbe conoscerlo, hanno cantato anche a Genova", "Mi dispiace, ma proprio non li ho mai sentiti nominare", lui, "Li ho visti anche l'altra settimana in un documentario, hanno fatto vedere un concerto di Peppino Di Capri a Genova e c'erano anche loro", mi viene un dubbio, "Era mica il 1965 al Palasport", "Sì, quello". Ho capito, a fare da spalla a Peppino erano i Beatles, appunto i Bitli,
Ragazza chiede a Dario, "Cerco una canzone di cui non so il titolo e nemmeno l'autore", un classico, Dario, "Cosa vuoi cantarmela?", un altro classico, ma non è il caso, "No, l'ho registrata sul telefonino", Dario, "Alt", prende il suo telefonino e attiva il programma, "Vai", lei schiaccia il play e il telefonino di Dario risponde subito "The Seeds of Love dei Tears for Fears", lui, "Per sicurezza te la faccio sentire su Spotify". Parte la musica, la ragazza entusiasta, "Sì, è questa. Grazie", e se ne va.
Ecco un paesanotto, con fare astuto s'informa, "E' da tanti anni che siete qui?", "Eh beh, 50 e spiccioli", lui scuote il testone in segno di approvazione, "Me lo ricordo e una volta avevate gli strumenti musicali", "Veramente no", "Allora quello che c'era prima di voi", "Impossibile, non c'è stato nessuno prima di noi", lui, "Mi ricordo, c'era uno strumento" e mima uno che soffia e davanti alla bocca muove le dita, "Come si chiama quello strumento?", "Tromba?", no, adesso plasma con le mani un qualcosa di ricurvo, un sassofono? Non lo sapremo mai, perché anche lui ci lascia. Ma in realtà, cosa voleva?.
Gran finale di giornata, è arrivato il disco del Trio, dopo undici mesi di richieste vane finalmente Mimmo è accontentato, posso togliere il foglietto con la diffida di chiedere la data di uscita. Gliene va ancora a lui, "Dopo tutta la pazienza che ho avuto ad aspettare, dovresti regalarmelo". Avete capito? LUI HA AVUTO PAZIENZAAAAAAAAAAAAA!
Sotto, la mano di Dario consegna il disco più atteso degli ultimi due anni a Mimmo.

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