Il Diario di Disco Club

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Diario del 6 giugno
Segni negativi per il futuro di Disco Club. Il primo cliente non lo vedo, lo sento, è fuori e guardando la vetrina dice al suo amico, "Mio papà ha quel disco, è di un inglese, Bruce Springsteen", la voce dell'altro (più vecchia) lo corregge, "E' americano". A questo punto lo vedo, perché entra. E' sui trentanni, vuole un cd per lui, non per quel vecchione del padre, "Hai l'ultimo di Umberto Tozzi?".
Poco dopo passiamo da una coppia padre/figlio a una madre/figlia, è quest'ultima che mi fa la domanda, "Ha un cd degli Abba?", mi sbilancio "E' per tua mamma?", scandalizzata "Noo. Lei sente Bob Dylan".
Insomma l'avvenire del mio negozio sembra dipendere da quelli che hanno una minor aspettativa di vita.
Le due successive sono simili per età (sui 45 anni) e per snobismo, anche se una al modo di parlare snob aggiunge un abbigliamento snobisticamente elegante, mentre l'altra ritiene che sia ancora più snob essere trasandati.
Prima, "Ha qualcosa della Banda Bardò?", "Penso solo l'ultimo" e mi avvio verso lo scaffale dei cd, lei "Veramente a me interessa un poster", della Banda Bardò?!?!?
Seconda, "Cerco una canzone che andava per la maggiore tre anni fa, so solo il titolo 'Jasmine'. E' musica per giovani... ma anche no, è da discoteca, anzi tipo Abba (di nuovo????), aspetti mi sembra che si dica musica cop", "Con una o o due", "Una". Meno male pensavo fosse una musica da supermercati, ad ogni modo non la trovo, ma non è una grande perdita, perché lei conclude con "Non so se tutto il disco di quel gruppo è bello, io cercavo una compilation con i pezzi migliori di quell'estate".
Il finale lo lasciamo ad Angelo (lo Strinato di una puntata del Mondo visto da Disco Club, il cleptomane seriale). Quando entra in negozio ci sono già due clienti, marito e moglie, lui come al solito è alla ricerca delle ultime uscite di donnine (non compra mai cantanti uomini, solo donne, ed è l'esempio vivente, si fa per dire, che l'onanismo fa male e non solo alla vista), gli mostro il nuovo cd delle Shel e lui, incurante della presenza di una signora, con la sua solita voce strascicata "E fammi sentire queste troie".

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Diario del 31 maggio
Non c'è niente da fare. In questo periodo Disco Club è dominato da una categoria, quelli della terza (o anche quarta) età e oggi con l'aggiunta di una particolarità: quasi solo donne (genere anche questo apparso solo recentemente in negozio).
La prima telefona, "Scusi, sto cercando un disco con la canzone che dice parlami d'amore Mariù, non so come è intitolata", sono abbastanza vecchio anch'io per poterle confermare "S'intitola proprio così", "Ecco, io vorrei averla, anche se nemmeno so chi la cantava", io, informatissimo, "La versione più famosa è di Achille Togliani", lei "Mi piacerebbe averla, è una malinconia dell'età, sa, penso di essere più vecchia io di Togliani, ho novantanni", la rassicuro, "Togliani, se fosse vivo, ne avrebbe qualcuno di più" (poi controllo su Wiki, l'ho azzeccata: 92 anni). Lei cerca d'impietosirmi, "Non riesce a procurarmela in qualche maniera, mi basta avere la canzone", non l'accontento, non trovo nessun cd di Achille Togliani. Avrei forse potuto procurargliene uno di Claudio Villa, ma il reuccio è sempre stato in testa alla lista dei reietti di Disco Club insieme a Pupo.
Sicuramente più giovane quella che entra in negozio verso sera, "Sto cercando il disco di un musicista che suona per le cellule, mi sa dire chi può essere?", non so cosa rispondere, la guardo perplesso, lei allora continua, "Suona nelle cliniche, è una musica dolce. Mi ero scritta il nome su un foglio, quando lo trovo torno per vedere se lo conosce".

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Diario del 30 maggio
"Maratonite", è un nuovo tipo di malattia, infettiva, dalla quale siamo stati colpiti noi di Disco Club. Ad avercela attaccata è Maurizio il Maratoneta (da qui il nome). Maurizio ha l'abitudine di ripetere due volte le parole, entra e "Gian Gian, quando arriva l'Olanda Olanda?", inevitabile la mia risposta "Venerdì venerdì". Tra l'altro oggi ci ha lasciato altre sue perle di saggezza riguardo alle ragazze, "Quelle dell'83 no, no, non sono buone buone, quelle dei locali di Arquata Arquata nemmeno, meglio quelle delle Frecce Frecce", non parliamo poi delle ragazze ragazze di Molassana o del ponente ponente, le uniche buone buone sono quelle del Levante, da Sturla in poi. Quando finalmente parte per la sua corsa serale verso Capolungo, chiamo Dario, "Dario Dario" e lui "Dimmi Gian Gian".
A peggiorare la situazione ci pensa Ottavio, il rompipalle telefonico n. 1. A proposito, sabato mi ha fregato, ha chiamato con un altro numero ancora, così mi è toccato memorizzare anche questo per evitare di rispondergli, se continuiamo così mi troverò tutta la rubrica piena di 'Ottavio, Otta1, Otta2....'. Ottavio, non riuscendo a raggiungerci telefonicamente, si presenta di persona; lui non ripete solo una parola, ma l'intera frase, "Dario, per correttezza, il cd di Gabriel messo da parte l'ho già preso, Dario, per correttezza, il cd di Gabriel messo da parte l'ho già preso" e così via di seguto, passando dai Genesis ai Whitesnake, parlando sempre con una velocità degna dell'omino della Bialetti.
Per fortuna il successivo cliente è rilassato, molto rilassato. E' un altro rappresentante della nuova categoria degli ottantenni di Disco Club. "Scusi, vorrei sapere una cosa", prende tempo, "Io sono stato a Capo Nord, vorrei il dvd". Ci guardiamo con Dario, non capiamo bene, sarà il ti tolo di un film? Ce lo spiega lui, "Avevo comprato il piatto e il dvd a Capo Nord, ma il dvd l'ho perso", prende fiato "Il piatto ce l'ho ancora, ma il dvd no e lo vorrei di nuovo". Sentendo parlare di dvd ne approfitto per rifilarlo alla ragazza di Studio Uno, dall'altra parte della strada. Dopo un po' attraverso la strada per chiederle come è finita. Anche lei pensava che volesse un film intitolato 'Io sono stato a Capo Nord', invece no, voleva proprio il suo dvd, quello comprato lassù, in cima all'Europa, "Mi ha raccontato del piatto, del dvd e anche della cinghia del tagliaerbe, che gli si è rotta". Ovviamente lei gli ha fatto proseguire il suo tranquillo pellegrinaggio per via San Vincenzo dirottandolo da Fai Da Te, ai quali avrà raccontato del dvd di 'Io sono stato al Capo Nord', del piatto e della cinghia, ma almeno anche questo pomeriggio è passato per lui.

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Diario del 25 maggio
Deve essersi sparsa la voce che anch'io adesso sono un pensionato. Non sono ancora le nove che sulla porta appare un'anziana, anzi, se io sono un vecchio (come documentato dalla lettera dell'Inps), lei è vecchissima; la signora "Mi scusi, qui dietro c'erano gli uffici dei telefoni", io "Sì, venticinque anni fa", lei "Come?" e sporge l'orecchio verso di me, mi accorgo che ha un apparecchio acustico, che, a quanto pare, non serve a molto. Per dare più efficacia alla mia risposta scelgo un numero più corto e lo urlo, "TRENTA ANNI FA", lei "Dove posso andare?", "Non ci sono più uffici della Telecom", lei "Come?", io "DA NESSUNA PARTE SOLO PER TELEFONO", lei "Ma per telefono non sento". Vero, ma allora perché cerca la Telecom?
Si sa, a una certa età si dorme meno, infatti anche il secondo vecchio arriva prima dell'apertura ufficiale del negozio, anche lui in cerca d'informazioni, guarda perplesso il negozio vicino al mio (Outsider, di abbigliamento), "Cerco un'agenzia di viaggio", "Era lì fino a dieci anni fa". Questo è più aggiornato.
Il primo cliente (teorico) è un po' più giovane, ma anche lui non molto informato. Guarda lo scaffale dei vinili e, dopo una ventina di minuti, mi porta il disco di Renato Zero del 2013 'Capitolo II', "Quanto costa?", c'è scritto sopra e glielo faccio notare, "Vede? 30,90 €", e lui, "Ah, credevo fossero lire". A parte il fatto che con le lire i centesimi non esistevano dal dopoguerra, ma questo "quasi giovane" lo sa che la lira non c'è più da quindici anni?

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Diario del 24 maggio
Continuiamo con la sezione matusa. Anziani, pensionati, vecchietti, protagonisti ormai quotidiani del negozio e, di conseguenza, del Diario. Oggi il personaggio principale non è un cliente, sono io, sì proprio io.
Partiamo da lontano: 23 giugno 1953, è il giorno del mio sesto compleanno. Nel dopopranzo io mi assento e mi isolo imbronciato in un angolo della grande piazza di Cesino. Mi raggiungono e mi chiedono, "Come mai sei triste? Non sei contento? E' la tua festa, hai raggiunto i sei anni", io, "Appunto a ottobre mi tocca incominciare le scuole". Avevo già capito tutto.
Oggi, 63 anni meno un mese dopo, arrivo a casa e mi aspetta una busta. E' dell'Inps, apro, leggo, mi dicono che dal primo giugno mi arriverà la pensione. Il mio sorriso iniziale si spegne subito e anche questa volta si ripete la domanda, "Come mai sei triste? Non sei contento?", io, "Hai visto l'intestazione della lettera? PENSIONE DI VECCHIAIA!!!!". Fino a oggi non l'avevo capito......

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Diario del 23 maggio

Cronaca nera nel reparto usato. Un cliente abituale del 28r proveniente dal basso Piemonte era da tempo sotto "osservazione". Certi suoi movimenti erano sospetti. Oggi Fabio gli tira un tranello, fa finta di cercare una cosa in fondo al negozio, poi si gira di scatto ed eccolo lì che sposta un cd verso le capienti tasche del suo giaccone. Beccato! Ovviamente se ne accorge e lo riposa sul banco. Fabio aspetta che se ne vada un altro cliente e poi lo affronta, "Tu, qui dentro non devi mettere più piede", "Ma non l'ho mica fregato, l'ho rimesso lì", "Perché ti ho visto. Altre volte te li sei portati via", ed ecco la risposta disarmante del novello Arsenio Lupin, "Sì, ma te li ho portati indietro". Ladro gentiluomo.
Telefono. "Discooocluuub", "Buongiorno, sto cercando il 45 di Dark Side dei Pink Floyd", "45? E' il titolo di un 33. Non esiste il 45", "No, guardi, non lo avrete voi, io l'ho visto su Amazon", "Il 45??", "Certo, quei dischi grossi di una volta", "Appunto i 33. Buongiorno".
Ecco uno dei tanti clienti di ritorno dopo anni (anzi decenni), ricorda i vecchi tempi, compra un disco e, quando vede il mio sacchetto verde, s'illumina, "Pensa, io li ho ancora in casa quelli di 30anni fa. Li ho presi a Sampierdarena", "A Sampierdarena? Li hai comprati da un rigattiere?", "No, nel vostro negozio, quello nel sottopasso", "Veramente noi non ci siamo mai mossi di qui. In quel sottopasso c'era Le Note e i suoi sacchetti non erano verdi"; non sembra convinto, ma mi dà ragione come si dà agli scemi.
Per la nuova sezione matusa, oggi passa un pensionato, al quale ho venduto un cd di Leo Kottke. Se ne è innamorato e ne vuole altri, "Me li ordini? Passo a prenderli dopo il primo giugno, quando arriva la pensione. Puoi fidarti, hai visto che passo sempre a ritirare le cassette che ti ordino" e, compiaciuto, aggiunge, "Sono bravo io".

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