Il Diario di Disco Club

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Diario del 8 febbraio
Sabato, signora, "Voglio il cd del Volo", "Eccolo", lo guarda "Non c'è il pezzo di Sanremo", "No, quello è nel disco dell'anno scorso, ecco, questo" (Dario tiene sempre rifornito l'Angolo della Vergogna, abbiamo tutto); scruta anche questo, "Non ci sono le canzoni recenti", "No, quelle sono nell'ultimo", "Ah, allora mi dia quello; c'è anche il pezzo di Sanremo?", "Nooo", "E' vero, devono ancora farlo", "Cosa?", "Sanremo", "?!?!?".
Oggi, signora di cui sopra, entra e subito dietro di lei un signore con sguardo corrucciato. Lei, "Scusi, un'informazione. Ha l'ultimo del Volo?", "Sì", "C'è anche il pezzo di Sanremo?", "No, è in quello dell'anno scorso", li prendo entrambi e li metto sul banco, lei li scruta, "In questo non c'è Grande amore", "No, è nell'altro, quello di Sanremo 2015", "Sì, ma in quello non ci sono gli ultimi", "Noooo", "Quanto costano?", "C'è scritto sopra", prende quello di Sanremo e si rivolge al signore entrato dopo di lei: è il marito! "Questo costa 15€" e lo guarda come a chiedere "lo prendiamo?". Forse ci siamo, penso, invece il marito, sempre più ingrugnito, non dice una parola, si limita a guardarla, lei posa il cd e se ne vanno.
Com'erano belli i tempi in cui non avevo l'Angolo della Vergogna e, alla prima domanda "Voglio il cd del Volo", potevo rispondere "Non tengo questo genere di musica".
n.d.a. A questo punto dovrei postare la canzone del Volo, tranquilli, non lo faccio....

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Diario del 4 febbraio
Entra un ragazzo, mi guarda come a dire 'sono io' e io dovessi riconoscerlo, mi aiuta con "Sono quello del cd"; certo adesso è facile, è un giovane che ho visto per la prima e unica volta due settimane fa e, cosa strana per un negozio di dischi, mi ha ordinato un cd, come avrò fatto a non ricordarmi di lui?
Rispunta dopo mesi l'ex metallaro ubriaco del "Tiri-tiri-tu, tralla-lero-la", anche oggi non sembra molto sobrio, "Ti pongo un rebus irrisolvibile", chissà cosa mi chiederà, "Dove posso trovare i biglietti per gli Helloween a Milano?", facile "Alla Fiumara, da Mediaworld", "No, no, la roba alla moda non mi interessa" e se ne va sdegnato; sì, è ubriaco. Si ferma davanti alla vetrina e dopo poco rientra, "Quanto costa il 33 di Stand Up in vetrina?", scambia il mio sguardo interdetto, per uno di ignoranza e si sente in dovere di precisare, "Stand Up dei Jethro Tull", "Lo so che è dei Jethro, ma in vetrina non c'è il vinile, c'è un quadretto", "Ah, hic" (singhiozzo da ubriaco).
Il cliente successivo si differenzia dall'ex metallaro per due cose: l'età, decisamente superiore, e i denti, gli manca l'arcata superiore; in quanto alla sobrietà, siamo più o meno pari. "Scusi, dove trovo il liscio", "Non ne ho"; non si rassegna e lo cerca per tutto il negozio, infine sostituisce la richiesta, "E la Giannini?", non lo correggo, ma gli do il best della Nannini. Mentre paga mi chiede, "Sarà difficile, ma per caso avete qualcosa di De Andrè?", "Per caso abbiamo quasi tutto", "Ah, bene, allora un altro giorno che scendo giù passo a prendere qualcosa" e conclude "Sa, era mio cugino".
E' il turno di Dario di beccarsi due clienti. La prima è anziana, evita me e piomba su di lui, "Mi può registrare una pennetta?", "No, signora, non si può", "E perché?", "E' proibito", "I napoletani lo fanno", "Se lo faccia fare da loro", "Sì, a Napoli lo fanno sicuramente" e se ne va contenta di aver dimostrato la superiorità della sua Napoli su Genova. La seconda è giovane, alla richiesta di Dario "Cerchi qualcosa di particolare?", lei "Vainil", Dario, fraintendendo, le risponde in inglese, mostrandole lo scaffale dei vinili, lasciando interdetta la ragazza. Perché? Perché la ragazza è italiana, probabilmente se ci avesse chiesto i compact avrebbe detto 'si di" e le musicassette 'tape'.

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Diario del 25 gennaio
Cliente che non vedevo da un po', quasi pensionato, "Non mi prendere in giro, ma mi piace il cd di Benjamin Constantine, ce l'hai?", "Non ti prendo in giro anche perché non lo conosco proprio questo Constantin e non lo trovo neppure sul database olandese, sei sicuro che si chiami così?", lui guarda quello che ho scritto "Sì, sono sicuro, ma non si scrive così, Constantine con la 'e' in fondo". Niente non si trova, allora gli butto lì, "Non è che sia Clementine?", si batte la fronte, "Che scemo! Sì, Clementine, vedi con la 'e' in fondo", "E già, con la 'e' in fondo. L'ho finito", "Va a ruba vero?", "No, li ho resi tutti perché non si vendeva".
Una giovane coppia chiede a Dario, "Vorremmo sapere dove possiamo dare un'occhiata agli stereo 8", Dario "Stereo 8?", loro "Sì, quelli per far girare i dischi".
Ottavio (il rompipalle telefonico numero uno), dopo due giorni di tempestamenti telefonici senza ottenere risposta, si presenta di persona. Quando torno in negozio alle 14:30, lo vedo davanti alla porta in attesa che noi si apra; faccio finta di non vederlo e vado nel reparto usato, punto sul fatto che arrivi Dario e se lo cucchi lui, ma per mia sfiga Dario era arrivato prima di me e, visto Ottavio, aveva proseguito e ora controllava la situazione dai portici di fronte, facendo finta di guardare le bancarelle dei libri usati. Apro e, dopo aver respinto un suo primo attacco, devo farlo entrare, mi tempesta con le sue solite frasi, con le quali fa le domande e si dà le risposte. Rientra anche Dario, che si allontana dal banco e se ne va alla sua postazione in fondo al negozio, lasciandomi con la raffica-Ottavio, che alla fine mi chiede "Gian Gian posso posso fare un ordine ordine?": è il momento della vendetta, gli indico col braccio Dario, "Vai là, che ci pensa lui a farti l'ordine", e interrompo la corsa del braccio destro con la mano sinistra. Alla fine Ottavio, mentre sta per andarsene, mi dice. "Gian Gian, non rispondete mai mai al telefono", confermo "No, mai", e lui "Ti dispiace allora allora darmi il numero del tuo telefonino telefonino?", confermo "Mi dispiace", "Ah, ciao ciao" e se ne va.

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Diario del 21 gennaio
Entra una ragazza, "Ha mica bisogno di una persona? Cerco disperatamente lavoro per non essere di peso in casa", mi dispiace deluderla, ma "In due siamo sufficienti", al suo posto si materializza l'ex bimbo degli Iron (quello che aveva minacciato il suicidio se non gli avessi procurato un cd); ex perché ormai ha passato i venti ed è quasi un metro e novanta, non l'ho sentito entrare a causa della sua nuova andatura da Pantera Rosa, la domanda è la stessa, "Mi prendi a lavorare?". Un brivido lungo la schiena al pensiero di averlo tra i piedi tutto il giorno, il "no" è in questo caso secco, ma lui "Anche gratis, non so come passare il tempo", ribadisco il "no" e lui se ne va con le sue lunghe leve e il suo passo ondeggiante e lento, così almeno impiega di più a tornare a casa e gli passa un po' di tempo. Differenza di prospettive: c'è chi cerca lavoro per necessità e chi per vincere la noia.
Altre perle della giornata. Vista la moria di artisti negli ultimi giorni e l'impennata di vendite dei dischi di Bowie, in negozio parte il dibattito su chi potrebbe arrivare a quei livelli di boom tra gli ancora viventi, c'è chi dice Mick Jagger, chi Roger Waters, chi Bob Dylan, chi Peter Gabriel ed ecco che a questo punto s'inserisce il solito cliente quotidiano, in attesa della seduta psicanalitica, "Lo sapete che Riccardo Fortis sta ai Pooh come Peter Gabriel ai Genesis?", "?????????".
Infine una coppia, lei si rivolge a Dario, "Avete musica per il massaggio tantrico?", Dario "No. Mi dispiace" (sempre gentile), lei strabuzza gli occhi per la sorpresa "Non ne avete?", Dario conferma, ma lei insiste "Dove possiamo trovarla a Genova?", Dario regge e si limita a un "Non saprei", ma appena quelli escono "Ma che cavolo dice quella? Era sorpresa di non trovare musica per i suoi massaggi, ma va....".

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Diario del 18 gennaio
"Scusi, volevo sapere se ha e quanto costa l'ultimo vinile di Cristina D'Avena", è una ragazza a chiedermelo, "Finito, costava sui 40€", "QUARANTA EURO?", "Sì, è un'edizione limitata", "Io l'ho visto a molto meno", "Perché non l'hai preso?", "Era su Amazon, 35 euro", interviene una sua amica più saggia "Più le spese di spedizione, quindi uguale" (ragazza intelligente), lei "Me lo può ordinare?", "No, era così limitato che non c'è più", lei "Possibile che quando cerco una cosa io, non si trova?", la saggia amica "Se lo hai visto su Amazon, ordinalo lì".
Due vecchi clienti, non ancora abituati ai nuovi avventori, mi guardano perplessi. Squilla il telefono, "Discooocluuub", altra ragazza "Avete il cd nuovo di Giusy Ferreri?", vado a controllare nell'angolo della vergogna, "Sì, c'è", "Meno male. Me lo può mettere via? Mi serve assolutamente, vengo domani". I due vecchi clienti sono sempre più attoniti, nei loro occhi leggo la domanda "Ma come ti sei ridotto?", "Ragazzi, se non ci fossi io, queste povere ragazze dove potrebbero trovare la loro musica d'avanguardia? Sentite questa cover, è quasi meglio di Jeff Buckley......."

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Diario del 16 gennaio
Colpo al cuore oggi. Entra una combriccola di giovanissimi. Una di loro mi chiede dove sono i cd di Marley, l'accompagno e la lascio lì a scegliere. Servo altri clienti, poi sento una voce, "Signore", è la ragazzina che dal fondo del negozio mi chiama per prendere il cd scelto di Marley, vado e le dico "E' la prima volta che qualcuno mi chiama signore, magari capo o maestro, ma signore mai". Compra Legend e se ne va senza scusarsi.
Il Maratoneta è ormai una presenza fissa al pomeriggio, oggi nel periodo della sua permanenza entra Quasimodo, lui allora si rivolge a me e a gesti mi fa capire "Questo è matto". Al sabato sera non ci facciamo mancare niente, arriva anche Ivano col suo solito show anti-mamma concluso con l'altrettanto solita espulsione. Liberatomi dell'importuno, mi rivolgo a Maurizio il Maratoneta "Questo è matto, vero?", lui conferma "Matto, matto".

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