Il Diario di Disco Club

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Diario del 21 gennaio
Certo che un po' mi manca. Ogni mattina metto in ordine gli espositori che i clienti mi hanno scompaginato il giorno prima, da anni, quando arrivavo all'ultimo scaffale degli italiani e raddrizzavo la riga, ecco lì la Luna di Togni che mi guardava dal suo oblò: oggi al suo posto un vuoto.
Passiamo a cose meno tristi. Un cliente sui sessanta mi chiede "Cerco un disco di Eric Burdon, The Twain Shall Meet, ma non credo che lei ce l'abbia"; lo deludo perché invece ce l'ho, "C'è questo della BGO accoppiato a Winds of Change". Non pensavo, vista l'età, che facesse i salti di gioia, ma un minimo di contentezza per un cd trovato dopo anni di ricerche vane me lo aspettavo, invece niente e, dopo qualche minuto, mi si avvicina "Mi lasci un attimo per pensare" ed esce. Indubbiamente la decisione deve essere stata molto sofferta, io di attimi gliene ho lasciati anche più di uno, ma alla mezza mi aspettava l'autobus per andare a mangiare a casa, magari tornerà al pomeriggio.
Alla riapertura mi aspetta invece una signora un po' più anziana del fan di Burdon del mattino e la sua richiesta rivela la sua età, "Mi fa vedere cosa ha di Al Bowlly", "Veramente non ne ho nemmeno uno", "Non capisco, nemmeno la Feltrinelli lo ha", "Non è che sia un cantante molto richiesto", "A me interessa una canzone in particolare Midnight, The Stars And You", per paura che io non capisca mi fa anche la traduzione, "Mezzanotte, le stelle e tu, è strano che nessuno ce l'abbia, in fondo è una canzone del 1939".
P.S. Alle 19:00 chiudo e il cd di Eric Burdon & the Animals è ancora lì.

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Diario del 13 gennaio
Il primo cliente del mattino è Luca, di ritorno da tre settimane di viaggio di nozze, "Sai cos'era la prima cosa che facevo al mattino alle Maldive? Leggevo il tuo Diario". Diario Intercontinentale! Adesso c'è un altro cliente in viaggio di nozze, Giorgio, quando torna gli chiedo se anche lui ci leggeva tutte le mattine: anzi, Giorgio, se ci sei batti un colpo.
Ancora una volta contrasto giovani/vecchi nel pomeriggio. Una signora oltre i settanta guarda un po' di caselle, poi mi chiama, "Chissà cosa cerca?"- mi chiedo - "Bocelli, Claudio Villa o una cassetta di liscio?", sbagliato, "Dei Supertramp cos'ha? Vorrei Breakfast in America o un The Best", già mi spiazza, ma ancora di più quando continua con "Dove trovo gli Emerson, Lake e Palmer?", e continua "Ho perso un po' di dischi di quegli anni, le porto una lista per ordinarmi quelli che non ha. Per ora mi dia Pictures at an Exhibition". Paga, le passo il cd e mi allontano dal banco per servire un altro cliente, nel frattempo entrano due ragazzini; quando ritorno al banco, uno dei due teenagers mi si avvicina, "La signora che è appena uscita ha comprato qualcosa?", sono di nuovo spiazzato "Cos'è, il nipotino che controlla la vecchia rimbambita per paura che dilapidi il patrimonio?", lo scruto, sembra serissimo, "Sì ha comprato un cd", "Ah, perché l'ho vista che s'infilava qualcosa in un sacchetto". Eccolì (toulì), il contrasto giovani/vecchi, però rovesciato: la vecchietta compra rock, i giovani Mengoni e, nel frattempo, stanno attenti che l'arzilla signora non mi freghi qualche cd.

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Diario del 2 gennaio
Chissà chi sarà il primo cliente del 2014. Mi aspetterà come al solito Quasimodo? La giornata gli si addice: piove, fa freddo e io arrivo un po' dopo il solito, insomma me lo vedo già sull'angolo del palazzo con la goccia al naso e la sigaretta in bocca. Invece no, non c'è.
Alle 8:40 sono in negozio e mi viene subito dietro una vecchia amicizia, un ragazzo (ormai anche lui sopra i quaranta), che ha sempre ecceduto nel bere; prima di oggi, io lo avevo sempre visto nel tardo pomeriggio o alla sera, non pensavo che già all'alba fosse conciato nella stessa maniera: se qualcuno gli accendesse un fiammifero davanti alla bocca, gli uscirebbe una fiammata degna di Grisù. Si accorge che mi allontano da lui per non essere investito dalla tanfata d'alcol (o dalla fiammata), allora si giustifica, "La mia ragazza, anzi a questo punto ex ragazza, mi ha cacciato di casa stanotte, da allora sono rimasto in giro. Ho già fatto tre colazioni, brioche e caffè - probabilmente per ridurre il tasso alcolico - Vado al Bar Verdi a fare la quarta, intanto mi vedi se hai il cd di Aidan Smith". Va e ritorna, "Me lo fai sentire? Me lo ha consigliato la mia ragazza, anzi ex ragazza". Lo sente, "Mi piace, ha ragione la mia ragazza", questa volta lo correggo io, "Ex ragazza", "Lo compro e glielo porto, magari mi fa rientrare". Me lo auguro perché tra l'acqua e il freddo che ha preso fuori e l'alcol che ha buttato dentro, non lo vedo in gran forma. Certo che la sua ragazza, anzi ex ragazza, non gli ha dimostrato un grande amore cacciandolo fuori proprio stanotte col temporale che imperversava o forse sì, in fondo poteva cacciarlo la notte di capodanno e non sarebbe stato un bel modo di festeggiarlo.
A proposito di auguri, io, Francesco e Filippo, ci siamo accordati per accogliere Capitan Achab con un coro di "Buon Anno"; lo facciamo e lui ci casca, non si smentisce, risponde con "Buon Anno un cazzo!". Un cliente che si aggira con la moglie in fondo al negozio lo guarda, sorpreso di partenza, ma poi sorridente, e, dopo avermi fatto una richiesta, si avvia verso l'uscita, si ferma, si gira e, rivolto a Capitan Achab, "A proposito, Buon Anno". Il vecchio lupo di mare è spiazzato, bofonchia "Non mi permetterei, non ho confidenza", e il cliente se ne va ancora più sorridente.

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Diario - Dal 19  al 31 dicembre

Diario del 19 dicembre
Pensavo di avere evitato quest'anno l'intrusione in negozio del mio gemello Giansilvio, quello che l'anno scorso ha ordinato decine di cd di artisti che mai avevano trovato posto in negozio. Invece eccolo qui, mi ha ingannato presentandosi sotto mentite spoglie, si è fatto passare per un amico e in un attimo mi ha riempito la vetrina di Pausini, Giorgia, One Direction, Ramazzotti e addirittuta l'odiatissimo Mario Biondi: cinque file (!!!!) piene di questi cd e anche di varie compilation, e proprio oggi che era il compleanno del negozio, insomma un vero quarantotto nel giorno dei quarantotto anni! Bisogna dire che il travestimento è stato perfetto ed ha anche fregato i clienti che lo conoscevano, uno di loro mi ha fatto una sua caricatura. La posto, così, se verrete da noi, lo riconoscerete al volo.

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Diario del 9 dicembre
Eccoli i nuovi clienti dicembrini. Una signora, "Vorrei due cd, quello della Pasini ...", "Pausini?", "Ah, sì, Pausini, e quello con canzoni di Natale di Devoto", "Devoto?", "Sì, quel cantante con la voce roca", "Rod Stewart?", "No, è italiano", le elenco qualche disco natalizio di cantanti italiani concludendo la lista con l'odiatissimo (a Disco Club) Mario Biondi, "Ecco, sì, quello", il famoso Devoto Biondi.
Altra nonna, "Devo regalare a mio nipotino l'ultimo disco di Ligabue", "Eccolo, costa ventuno euro", "A dire il vero a lui interessa solo Il sale della terra", incredibile, ho il singolo, "Eccolo", "Sei euro per una canzone sola, ventuno per quindici, conviene il cd intero", glielo porgo e lei "Mi faccia un pacchetto carino".
Ancora Ligabue. Questa volta me lo chiede un giovane, "Eccoti", tira fuori il portafoglio per pagare, "Quanto è?", "Ventuno", rimette a posto il portafoglio, "Grazie".

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Diario del 2 dicembre
Entra un vecchietto col capo coperto da un gigantesco cappello invernale con tanto di paraorecchie di pelliccia, tipo quello dei soldati russi in Siberia (a dire il vero oggi è un po' fuori luogo, sono quattordici gradi); facendo la sua richiesta, mi mostra una bocca con non molti denti, ma mi sorprende chiedendomi un cd dalla parte "giovane" della vetrina, "Vorrei quel disco di Thomas che ho visto in vetrina con il toro" e accompagna la richiesta con il gesto delle corna per spiegarsi meglio, poi prosegue "Posso vederlo alla tv?", "No, è un cd", "E come faccio a vederlo?", "Non si può vedere, è solo musica", "Come faccio allora?", "Deve avere un lettore cd", "Lei ce l'ha?", "No". Deluso se ne va, io lo seguo, perché non ho ben capito cosa ha visto in vetrina. Eccolo lì il famoso toro, che ha attirato l'attenzione del colbaccato, è la copertina dell'ultimo disco dei San Fermin, e di fianco ha il cd di Thomas, col nome scritto in caratteri cubitali: insomma ha fuso la copertina di uno, col nome dell'altro. Probabilmente era un fan della festa di San Fermín di Pamplona e voleva godersi le immagini dei tori che corrono, scivolano, cadono, travolgono gli spettatori e qualcuno lo incornano, prima di finire nella plaza de toros. Sì, ma del cd cosa se ne faceva?

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