Il Diario di Disco Club

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Diario del 24 febbraio
Iniziare la mattina aumentando la propria autostima da soddisfazione. Uso il termine autostima perché è il più usato dai cronisti sportivi nelle loro telecronache, a quanto pare è determinante per i calciatori che avvenga un qualche accadimento che procuri un aumento dell'autostima, altrimenti si demoralizzano e non ne azzeccano una. Il mio benefattore è l'amico negretto (in senso affettuoso, in realtà sarà quasi un metro e novanta centimetri), quello che ormai mi fa da guardiano notturno al negozio. Al sabato arrivo sempre un po' dopo, così gli concedo una mezzora in più di sonno. Oggi però alle 8:40 dorme ancora, mi tocca di nuovo suonargli la sveglia con un calcetto alla serranda, i suoi occhi sbucano dalle coperte, "Ou, hai fatto tardi?" gli chiedo, lui mi sorride "Sì". Si alza e si sbriga a togliere i cartoni e le coperte, mentre io apro. Quando finisce, si affaccia sulla porta "Hai una broom?", lo guardo perplesso, lui fa un gesto che mi fa capire cosa intende: una scopa (lui sa l'inglese, io no). Gliela porto e lui si mette a scopare energicamente il porticato. Quando finisce mi chiama fuori, non entra mai in negozio, al massimo sulla soglia, mi indica il suolo pulito, "Va bene?", è perfetto, "Sì, grazie", ma lui mi spiazza "Grazie a te sei un grande uomo". Ecco qui l'autostima che sale alle stelle, probabilmente a questo punto potrei fare un gol in rovesciata! Lo mando al bar Verdi a prendersi un caffellatte con una brioche col cioccolato (intendiamoci, lo avevo già detto prima a Daiana di offrirgli la colazione, non mi sono fatto comprare da un complimento!).

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Diario del 8 febbraio
Oggi ingresso senza problemi, gli homeless se ne sono andati presto. In cambio non faccio in tempo ad entrare che già squilla il telefono, guardo il numero, non rispondo, cosa mai vorrà questo alle 8:40? Due minuti e di nuovo il telefono, stesso numero, stessa non risposta, il negozio apre alle 9:00. Altri cinque minuti, telefono, sempre lui, aspetto che smetta e guardo la lista delle chiamate perse: dalle 7:40 di questa mattina alle 8:47 ha chiamato sette volte! Cosa mai vorrà questo? Alla prossima rispondo. Telefono, stesso numero, gli lancio addosso un cattivissimo "DISCOOOOCUUUUB", un po' si spaventa, "Scusi", poi continua "Avete mica voi i biglietti per il concerto di Riki al Porto Antico del 9 luglio?", "Non li abbiamo e non li avremo, ma si rende conto che il concerto è tra CINQUEE MESIIII e UN GIORNOOO????". Poso. Ma oggi il telefono non mi da tregua, "Discooocluuuub", un anziano, almeno dalla voce, "Comprate dischi usati vecchi?", mi aspetto che come al solito mi voglia proporre i 78 giri e quindi metto le mani avanti, "Sì, ma dipende da cosa ha", lui "Dischi della seconda guerra mondiale e di Mussolini", "?!?!?".
Niente da fare, il telefono non mi molla, "Discooocluuuub", altro anziano (chissà se lui pensa la stessa cosa di me), "Volevo sapere se mi potete caricare una pennetta con delle canzoni", io "No, è proibito", lui "Ah sì? Una cassetta è invece possibile?", perdo un po' la pazienza, "I negozi non possono registrare niente, deve farselo lei da solo", lui "Io non sono capace. Avete dei vecchi lp?", vorrà mica chiedermi se gli registro i vecchi lp? "Sì, li abbiamo", e lui conclude, "Bene allora passo a vederli", "?!?!?".
La confusione tra i vari supporti continua con la signora di mezza età che entra subito dopo in negozio, "Scusi siamo un po' arretrati, ma è ancora possibile trovare in cd un disco tipo quello dei Maneskin?", "Sì" (confesso, lo abbiamo), lei "Meno male, pensavo che i cd non esistessero più", "?!?!?".

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Diario del 7 febbraio
Anche questa mattina due homeless mi aspettano davanti alla vetrina. No, non vogliono comprare un disco, dormono, uno a destra e uno a sinistra. Solito calcio alla vetrina e urlo "Devo entrare!". Quello a sinistra si alza velocemente e raccatta le sue cose, quello a destra non è molto d'accordo, "Cosa vuoi? Tu hai casa, noi no. Noi dormiamo qui". Non è il solito africano dei "biscotti", questo è rumeno e molto meno accondiscendente a lasciare il posto. Alla fine si alza, continuando a borbottarmi contro, e con una certa calma toglie i cartoni, le bottiglie di vino (vuote) e alla fine mi propone una tregua "Ci paghi il caffè?", io "Con quello che mi hai detto direi di no", lui (memoria lunga) "Anche l'altra volta mi hai detto di no" (mesi fa), io "Va bene ve lo pago, ma la prossima volta mettetevi davanti alla vetrina di Outsider, dovresti saperlo che lei apre alle dieci, mentre io arrivo alle otto e mezza", lui mi indica una calza dentro il vaso dei vicini "No, vedi, c'era quel negro di merda (sempre lui, il mio gentile amico dei biscotti)". "Divide et impera" era un motto degli antichi romani e vale sempre, così come la conseguente guerra tra poveri. Per il barbone rumeno il nemico non è il ricco, ma il migrante africano che gli ha fregato il posto davanti alla vetrina dove si può stare un'ora di più a dormire alla mattina.

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Diario del 29 gennaio
Il migrante dei biscotti ormai non migra più. Si è trovato bene davanti alla mia vetrina. Daiana del bar Verdi ogni mattina gli offre un cappuccino con brioche. Anche oggi ha dormito un po' di più, lo devo di nuovo svegliare, questa volta non si spaventa, mi dice "Ciao capo" e si affretta a far sparire il suo letto. Lo premio con l'ultima scatola di biscotti retaggio della festa dei 52 anni del negozio, ringrazia con un inchino. Mentre faccio le aperture quotidiane, sento bussare garbatamente sulla porta, è lui che sorridendo mi chiede "Tu non fumi?", "Mi spiace, mai fumato". La prossima volta mi toccherà prepararmi un pacchetto di sigarette.
La riapertura pomeridiana è molto più tragica, in un momento il negozio si riempie dei leader delle varie categorie di rompipalle. Avevo fatto fatica a liberarmene, ma il buonismo di Dario me li ha riportati tutti dentro. Per primo il supercampione. E' vero, vi ho detto che è migliorato, ma qualche colpo dell'antica classe rompipallesca rimane. Al mattino mi aveva tenuto dieci minuti a fare ordini, adesso rientra e fa le stesse domanda nell'altra postazione a Dario. Mi trattengo a stento dall'insultarlo, ma quando se ne va e Dario mi chiede se avessi già ordinato io un disco per non ripetere l'ordinazione, gli faccio vedere che lo avevo già fatto all'alba. Conclusione: gli cancello anche il mio ordine, così, invece di un ordine doppio, zero ordini.
Subito dopo una doppietta, Ottavio da Dario e Scusssssi da me. Per quest'ultimo Dario (nonostante il mio divieto) aveva ordinato tre cd dei Cradle of Filth; la settimana scorsa sono arrivati e sabato ne ha preso uno, io burberamente "E gli altri due? Vuoi fare come al solito e non ritirali?". Oggi torna e, dopo averni fatto la solita domanda pleonastica (nel senso che non richiede una risposta, perché se la dà già da solo) "Scusssi Gian, Marilyn Manson fa heavy metal satttannico?", compra un secondo cd di quelli messi da parte e tutto tronfio "Hai visto Gian che sono venuto a prenderli? Tu non ci credevi", io "Veramente ne hai ancora uno da parte e altri cinque o sei l'anno scorso non li hai ritirati". A questo punto lui, non semplicemente tronfio, ma addirittura trionfante e sorridente, "Vedi Gian, diceva Oscar Wilde Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli", e dopo avermi sparato questo aforisma di Wilde se ne va contento. Nel frattempo, nella postazione di Dario, Ottavio porta indietro, ancora sigillato, un cd comprato sabato, "Ho sbagliato, te ne ordino un altro al posto di questo", lo ordina, esce, rientra dopo dieci secondi, va da Dario, "Ci ho ripensato, cancella quello e mettimi quest'altro". Un po' ci godo, così Dario impara.
Per finire due richieste volanti. Moglie con marito al seguito, "Voglio il cd nuovo di Amy Winehouse". Ragazzo dall'aspetto nemmeno troppo buzzuresco accompagnato dalla ragazza, "Non tenete musica neomelodica?", rimango perplesso "Ad esempio?", lui "Nancy", io "Nancy?", lui "Nancy Coppola" e, vedendo la mia espressione ignorante, aggiunge "Tipo Maria Nazionale".
Ore 18:59, oggi si chiude un minuto prima.

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Diario del 24 gennaio
Ma che bella giornata! Mi sveglio al mattino....
Sì, alle 8;00 scendo a prendere la macchina, giro la chiave per entrare nel garage, dove oltre alla mia, ce ne sono un'altra ventina. Giro a destra, giro a sinistra, niente da fare la porta non si apre. Fa anche abbastanza freddo questa mattina, aspetto per una ventina di minuti, nessuno oggi prende l'auto. Trovo il numero del telefonino del gestore del garage, lo chiamo, non risponde, ci riprovo per altre 5 volte senza risultato. Ecco che suona il mio telefonino, sarà il garagista? No, è Dario "Gian, sto male, non ce la faccio a venire", "Stai a casa, non c'è problema". Il problema c'è, guardo l'orologio, sono le 8:37, devo andare ad aprire e nessuno esce questa mattina. Non mi resta che correre a piedi verso il negozio, faccio il nuovo record, 18 minuti per percorrere 2 km e 400 metri.
Ecco davanti alla vetrina Guspe e Falchetto, metto le mani in tasca per prendere le chiavi, "Porca miseria! Sono in macchina". Eccomi sono ....chiuso fuori. Telefono a Ciarde (terzo socio), che dovrebbe averne un altro paio, le ha lasciate a casa, prende la moto, vola a casa e finalmente alle 9:20 entro in negozio dopo un'ora e venti minuti! Guspe e Falchetto se ne sono andati, non il Rompiballe n.1, che entra dietro di me. A questo punto devo confessarvi una cosa, il Rompiballe sta perdendo posizioni, ogni giorno compra qualcosa, non si soffia più il naso davanti a me (appena un po' più in là), prima si trascinava in negozio come un vecchietto, adesso sembra Speedy Gonzales e nella classifica dei Big Clienti di gennaio è addirittura al terzo posto!
Chi non perde posizioni è Ottavio, la sua telefonata non manca mai, nemmeno questa mattina, a tenergli compagnia prima una signorina della Telecom e poi un'altra signora che precisa subito "Non voglio venderle niente, solo prendere un appuntamento con un nostro dipendente", io "Sì, ma voi cosa fate?", "C'interessiamo d'energia", "Appunto, non m'interessa".
Finalmente entra un cliente, "Avete un cd delle mondine?", "No", "Non so dove trovarlo, ho provato dalla Ricordi. Ma non c'era più", io "Cosa, il cd?", lui "No, la Ricordi".......

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Diario del 22 gennaio
Dopo il momento di buonismo di sabato, bisogna tornare alla solita atmosfera, altrimenti nessuno mi crederà più quando rispondo al telefono "Discoooooooocluuuuuuub".
A proposito di telefono, quando entro come al solito controllo se qualcuno mi ha chiamato, quasi sempre alla domenica o altro giorno festivo c'è chi ci prova. Infatti anche oggi trovo una telefonata persa, cerco sul nostro database telefonico e individuo il colpevole, Marco A. (che ha già al passivo un'espulsione abbastanza violenta, a parole). Sicuramente sarà stato alla ricerca, come al solito, di una qualche edizione introvabile dei cd di Coltrane, e fin qui quasi normale. Il fatto è che, non solo ha chiamato alla domenica, ma alle 20:48!
Mentre faccio i soliti lavori di routine del mattino, una voce insistente mi disturba. E' una signora che davanti alla vetrina al telefono racconta tutte le sue sventure a un'amica, quelle passate, quelle presenti e già prospetta quelle future, concludendo, dopo un quarto d'ora, con un poco ottimistico, "Io, ogni genere di uomo l'ho provato e non c'è uscito niente". Non stento a crederle....
Dario sta servendo un cliente dietro il banco, mi chiama "Gian puoi servirlo tu, che io seguo la signora". Mi avvicino e mi investe subito una puzza, che colloca subito il cliente tra i primissimi posti dei "puzzoni" di Disco Club. Cerca tutte le colonne sonore di James Bond, pensa che possano stare in un cd, ma concede "anche due va bene". Guardo sul database olandese, ma l'aria è sempre più irrespirabile, faccio finta di cercare, ma dopo pochi secondi gli dico "Non c'è niente". Per fortuna non insiste e se ne va, mentre entra l'amico Giorgio, che arriccia il naso e dice "Lascio la porta aperta?". Grazie Dario per avermi ceduto questo nuovo cliente.
Non è nuovo quello successivo, ma è sempre stato difficile riuscire a vendergli qualcosa, anche oggi ha una delle sue richieste particolari, "Cerco quella canzone che si sente sempre alle radio e che fa....", si mette a cantare e la sa quasi tutta, non la conosco o non la riconosco, ma s'intromette Dario, "Può fare una cosa, scarica sul telefonino Shazam e quando sente la canzone, avvicina il telefono, così scopre il titolo". Guardo Dario con aria dubbiosa e dico all'amico Francesco "Sempre a fare il gentile, anche con gente che fa perdere tempo". Al pomeriggio squilla il telefono, Discooocluuuub", "Sono quel cliente che questa mattina cercava una canzone, c'è mica il suo collega?", glielo passo e alla fine del dialogo Dario ordina un cd di Franz Ferdinand, "Visto che è servito?". Tarda serata, mi preparo a chiudere, squilla il telefono, ormai siamo in zona "non rispondo, è tardi, potevi pensarci prima", ma quello non molla, dopo due minuti di tortura mi decido "Discoooocluuuub", la solita voce smorta e zoppicante, "Il suo collega, quello con gli occhiali e corpulento, mi ha ordinato un disco di Franz Ferdinand, volevo dirgli che non mi serve più" e posa. Ben gli sta a Dario, ha ordinato un disco inutile e si è beccato una botta di ciccione.
E' tardi, quasi le 19 in punto! Spengo le luci della vetrina e di metà negozio, mi metto la giacca e faccio le chiusure. Entra una giovane coppia, la ragazza "Possiamo fare un giro?", io "No" e indico le luci spente, lei "Sta per chiudere?", io "No, ho chiuso".

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