Il Diario di Disco Club

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 19 settembre
Qualche giorno fa una signora ha ordinato a Dario una raccolta di Pupo, addirittura un disco triplo con "le più belle canzoni"; già riuscire a riempire tre cd di belle canzoni di Pupo a me sembra problematico, alla signora no, infatti ogni mi telefona e "Scusi, mi avete avvisato che è arrivato, io non ce la faccio a passare oggi, ma mi raccomando tenetemelo, non vendetemelo", come se fosse facile trovare un altro cliente disposto a sorbirsi tre ore di Pupo!!!
Ancora una richiesta per Dario, "Mi dica, come si chiama quello che è andato via prima dai Beatles e ha fatto poi una sola canzone", Dario rimane perplesso "Chi intende il batterista?", "No, Ringo è rimasto fino alla fine", "Quello prima di Ringo", "Prima di Ringo? No, non era un batterista, doveva suonare la chitarra, l'unica canzone che ha fatto era famosa, quella che parlava del Signore", "My Sweet Lord?", "Ecccccoooo, quella. Come si chiama?", "Si chiamava, George Harrison".
E' il mio turno, un signore di una certa età (e di un certo "odore"), "Avete dischi napoletani?", "No, non ne teniamo", "Eh lo so, per trovarli devo andare in Sicilia", "?!?!?".
Doppia telefonata discotecara per Dario. La prima, "Avete i braccialetti per le discoteche?". Seconda, "Affittate la sala?".

Valutazione Autore
 
0
Valutazione Utenti
 
100 (1)
Diario del 9 settembre

Diario del 9 settembre
Arriva un sudamericano milanese, "Avete qualcosa dei Bitli", penso a un qualche gruppo delle sue parti (non milanesi, sudamericane), ma il nome non mi dice niente; lui insiste, "Ma sì, dovrebbe conoscerlo, hanno cantato anche a Genova", "Mi dispiace, ma proprio non li ho mai sentiti nominare", lui, "Li ho visti anche l'altra settimana in un documentario, hanno fatto vedere un concerto di Peppino Di Capri a Genova e c'erano anche loro", mi viene un dubbio, "Era mica il 1965 al Palasport", "Sì, quello". Ho capito, a fare da spalla a Peppino erano i Beatles, appunto i Bitli,
Ragazza chiede a Dario, "Cerco una canzone di cui non so il titolo e nemmeno l'autore", un classico, Dario, "Cosa vuoi cantarmela?", un altro classico, ma non è il caso, "No, l'ho registrata sul telefonino", Dario, "Alt", prende il suo telefonino e attiva il programma, "Vai", lei schiaccia il play e il telefonino di Dario risponde subito "The Seeds of Love dei Tears for Fears", lui, "Per sicurezza te la faccio sentire su Spotify". Parte la musica, la ragazza entusiasta, "Sì, è questa. Grazie", e se ne va.
Ecco un paesanotto, con fare astuto s'informa, "E' da tanti anni che siete qui?", "Eh beh, 50 e spiccioli", lui scuote il testone in segno di approvazione, "Me lo ricordo e una volta avevate gli strumenti musicali", "Veramente no", "Allora quello che c'era prima di voi", "Impossibile, non c'è stato nessuno prima di noi", lui, "Mi ricordo, c'era uno strumento" e mima uno che soffia e davanti alla bocca muove le dita, "Come si chiama quello strumento?", "Tromba?", no, adesso plasma con le mani un qualcosa di ricurvo, un sassofono? Non lo sapremo mai, perché anche lui ci lascia. Ma in realtà, cosa voleva?.
Gran finale di giornata, è arrivato il disco del Trio, dopo undici mesi di richieste vane finalmente Mimmo è accontentato, posso togliere il foglietto con la diffida di chiedere la data di uscita. Gliene va ancora a lui, "Dopo tutta la pazienza che ho avuto ad aspettare, dovresti regalarmelo". Avete capito? LUI HA AVUTO PAZIENZAAAAAAAAAAAAA!
Sotto, la mano di Dario consegna il disco più atteso degli ultimi due anni a Mimmo.

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 6 settembre
Ci siamo quasi al fatidico giorno dell'uscita della ristampa del cd del Trio (Parton/Ronstadt/Harris). Il cartello con cui si pregava i clienti (anzi il cliente, Mimmo) a non chiedere più due volte alla settimana "Sai quando esce il cd del Trio?" campeggia sempre davanti alla cassa, con in più la precisazione della data, 9 settembre, esattamente undici mesi dopo da quando Mimmo lo ha chiesto per la prima volta. Ed eccolo Mimmo, non è ancora il giorno, ma passa, "Scusa Gian, volevo solo farti una domanda, cosa mi dici del Trio?", lo guardo di traverso, "In che senso?", lui balbetta, "Sì, sai, se, cioè, quando esce", gli indico il cartello, "Non lo vedi, c'è scritto", "Sì, il 19, ma io sapevo..", brusca interruzione, "C'è scritto il 9, non 19". Mi trattengo da estrarre il cartellino rosso, Mimmo è già detentore del record delle espulsioni di più lunga durata (roba di anni), con un'altra poteva scalzare il Pluriespulso dalla sua posizione di plurisanzionato e mi sarebbe dispiaciuto (e mi toccava cambiare tutto il libro).
Rimaniamo proprio a lui, il Pluriespulso. Oggi si parlava del cliente che ha in casa un ratto, non di quelli piccoli, (anzi aveva perché ormai è morto), nell'insieme tutti erano schifati, eccetto Capitan Achab, "No, sono carini", dal fondo si sente una voce, "Sì, voglio vederti quando ti riempiono di uova la casa". Rimaniamo sorpresi, chi è stato? Ci giriamo per vedere il colpevole: è lui, il Pluriespulso. Dopo un attimo di silenzio, c'è un'esplosione collettiva, "Che cavolo dici Carletto!?!", e Capitan Achab aggiunge, "Ignorante, i ratti sono mammiferi".
Domani, prima di entrare in negozio, passerò dal Mercato Orientale per chiedere, "Avete delle uova di ratti? Voglio fare una frittata".

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 1 settembre
Finite le ferie (dei clienti) ecco che subito abbiamo un po' di materiale per il nostro Diario.
I primi, anzi le prime, confermano l'antico detto "De gustibus non est disputandum".
La più giovane ci chiede la compilation di Sanremo (sì, ce l'abbiamo, è nell'angolo della vergogna, anzi ormai nel retro dell'angolo della vergogna) e, dopo averla comprata, commenta, "Almeno in auto sento della buona musica, non quelle porcate che fanno alle radio",
L'anziana cerca qualcosa di Albano, questo non è nemmeno nell'angolo della vergogna (e nemmeno nel retro). La devio verso il reparto usato, dove trova qualcosa. Ripassa da noi e ci mostra un cd del cantante pugliese accompagnando il gesto con "Questo non è dei migliori, ma va bene".
Continuiamo con le signore. Nell'intervallo una si presenta a Dario chiedendogli, "Avete l'ultimo di Renga?". Dario si avvia per prenderlo (angolo della vergogna), ma lei lo stoppa, "No, no, io ce l'ho già e -tutta fiera- il mio è autografato", e se ne va.
Non poteva mancare una telefonata, "Discooocluuuub" (oggi sono ripartite alla grande), sempre donna (è il loro giorno), "Senta, vorrei un'informazione. Per i biglietti dei Pooh a Verona..", la interrompo, "Non tengo biglietti", "No, io ce l'ho già", "E allora?", "Io ho quelli di Verona, perché non sapevo che venivano a Genova. Vorrei cambiarli", "Scusi, io cosa c'entro?", "Capisce che per andare a Verona spendo un sacco di soldi", "Capisco anche che avrà speso un sacco di soldi per il biglietto del concerto dei POOOH", forse ho calcato un po' troppo la voce su quel Pooh, perché lei sembra disorientata e titubante chiede, "Cosa posso fare?", lascio perdere quello che le avrei consigliato e le chiedo, "Ma lei il biglietto dove l'ha comprato?", "In banca, all'Unicredit", "E allora vada da loro!", "Dice?", "Oppure telefoni agli amici della Feltrinelli (mica tutti io devo sorbettarmeli), magari le danno qualche dritta migliore. Buonasera".
p.s. A questo punto dovrei postare un link, ma non me la sento di mettere una canzone di Sanremo 2016 o di Albano o di Renga. Per i Pooh sono rimasto a questa.....

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 5 agosto
Come ogni anno ad agosto ecco il tormentone estivo. Non è una canzone tipo Vamos a la playa del 1983, no, è una domanda. Eccola nella forma telefonica odierna. Telefono, "Discooocluuuub", "Scusi vorrei avere un'informazione", "Dica", "Quando chiudete per ferie?". Eccola la domanda. La risposta è la solita, "L'ultima volta che abbiamo chiuso per ferie è agosto MILLENOVECENTOSETTANTADUEEE. Quarantaquattro anni fa". Oggi mi è toccato ripetermi una decina di volte, quindi ve lo confermo: anche quest'anno Disco Club non va in ferie, soltanto per tutto il mese di agosto è sospeso l'orario continuato. E domani non fate gli spiritosi e non presentatevi di persona, al telefono o via internet, a chiedermi "Quando chiudete per ferie?".
Passiamo alle richieste odierne più serie.
Prima. "Scusa, se porto un disco posso scambiarlo con un altro?". Secondo voi cosa ho risposto?
Seconda. Anziano, "Avete cd di operette? Sa, avevo la raccolta completa della Fabbri, ma ho rovinato Cin Ci La e non lo trovo in nessun negozio".
Terza. Giovanissima ragazza, "Avete quei cd che ci si mette dentro le canzoni per poi sentirle in macchina?".
Quarta. Uomo al telefono, "Avete musica ecuadoregna?". No, ma effettivamente, visto l'aumento esponenziale di questa popolazione a Genova, potrebbe essere un'idea. Da domani lancerò Dario alla ricerca di nuovi talenti ecuadoriani.
Quinto e ultimo. In chiusura, alle 18:59, squilla ancora una volta il telefono; "Discoooocluuuub", "Sono io, quello che è passato prima a comprare", probabilmente tutti gli altri erano venuti soltanto per conoscere di persona il Maratoneta. Continua, "Ma chiudi e non me lo hai detto?", "Scusa, io non lo sapevo, chi te l'ha detto?", "C'è scritto su Google: sta chiudendo ora", "Infatti, tra un minuto chiudo".

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 27 luglio
Tutto è relativo. Ci Sta incontra in negozio il Maratoneta, lo indica e rivolto a me fa il caratteristico segno dell'indice sulla tempia ad indicare "Questo è matto", accompagnandolo da un commento "Fra qualche anno sarò ridotto così anch'io", lo rassicuro "Con i progressi che fai potrebbe bastare qualche mese". Il Maratoneta s'imbatte in Ottavio che conciona come al solito sui massimi sistemi a velocità folle. Il Maratoneta non riesce a stargli dietro e quando quello se ne va, mi dice "E' matto matto" (non è un rafforzativo, lui raddoppia quasi sempre l'ultima parola di una frase). Ecco Ottavio alle prese con Ivano, interrompe i suoi soliloqui, perché l'altro lo batte in quanto a belinate che spara. Abbandona il campo e uscendo mi lancia un'occhiata significativa "Questo è matto". Ivano rimane padrone della scena, ma da fuori si sente un urlo "Uegiaaaa", è lo psichiatrico che ce l'ha con me, perché non gli faccio sentire i dischi. Eccolo, si affaccia sulla porta, "Ciao Uegia, tu non mi fai sentire i dischi e io li compro da un'altra parte" e se ne va all'urlo di "Uegia" ripetuto fino in fondo ai portici. Ivano, spaventato, si era nascosto in fondo al negozio, quando non c'è più pericolo, si riavvicina e conclude con "Ma quello è matto".

Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
99
Valutazione Utenti
 
0 (0)
2.
Valutazione Autore
 
94
Valutazione Utenti
 
0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
85
Valutazione Utenti
 
0 (0)
4.
Valutazione Autore
 
85
Valutazione Utenti
 
0 (0)
5.
Valutazione Autore
 
85
Valutazione Utenti
 
0 (0)
6.
Valutazione Autore
 
85
Valutazione Utenti
 
0 (0)
7.
Valutazione Autore
 
84
Valutazione Utenti
 
0 (0)
8.
Valutazione Autore
 
83
Valutazione Utenti
 
0 (0)
9.
Valutazione Autore
 
83
Valutazione Utenti
 
0 (0)
10.
Valutazione Autore
 
83
Valutazione Utenti
 
0 (0)