Il Diario di Disco Club

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Diario del 15 novembre
Richieste varie. Signore, "So che c'è la cover con un angelo, sapete di chi è?", "In che senso?", "E' di un gruppo, so che c'entra Staglieno", io e Dario all'unisono "I Joy Division!", gli facciamo vedere il disco e lui "Grazie" e se ne va.
Anziana, "Vorrei un disco con Hallelujah di quel ragazzo che ha vinto ad Amici"; sarà anche anziana, anzi vecchia, ma questa non gliela passo, "No e non posso procurarla, abbiamo l'originale di...", mi interrompe "Ah sì, l'ha cantata anche quel negro", "Non è un nero, è, anzi era, canadese, oppure la versione di Jeff Buckley, la più famosa". Lei è confusa, "Senta, se io prendo una di queste e poi non va bene, posso portargliela indietro e prendere l'altra?", "Quale altra?", "Quella di quello di Amici", "NOOOOOO".
Cliente (parola un po' grossa per identificarlo) che viene da anni (ho detto viene, non compra), cerca i cd di Sacco ex cantante dei Nomadi, poi mi mostra il biglietto del concerto, "Sai dov'è questo teatro?", "Non sai dov'è il Politeama Genovese? Vicino a piazza Corvetto", lui mi guarda interdetto "E dov'è piazza Corvetto? Sai io sono di Sestri", "Levante?", "No, Ponente", "PONENTE? E non sai dov'è piazza Corvetto? Comprati un navigatore!".

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Diario del 14 novembre
Ieri il pigiama party, la settimana scorsa la cagatina del cagnolino calpestata da Dario, nei mesi scorsi il record della t-shirt del Pluriespulso (tra l'altro oggi arrivato a un incredibile nuovo record: 58 giorni di "indossamento" della stessa camicia jeans, sempre più scolorita e sdrucita), ma non sempre le cose in negozio vanno così. Può capitare che entri la moglie di un vecchio cliente e amico, conosciuto ormai 45 anni fa, e tutto cambia, la voglia di ridere passa e il colore della giornata s'incupisce. Sì, ci ha lasciato Mimmo, il maggior fan di Emmylou Harris, detentore anche di un altro primato: l'espulsione di maggior durata. Sì, i nostri rapporti non sono mai stati troppo idilliaci. Troppo diversi noi due, opposte idee politiche e calcistiche, lontanissimi musicalmente, persino nel motociclismo nemici (lui per Biaggi, io per Rossi), in tutti questi anni non c'è mai stata una cosa su cui eravamo d'accordo. Sì, però alla fine eravamo amici, e adesso con chi potrò discutere accanitamente? Mancherà a me e agli amici coi quali passava il giovedì pomeriggio in negozio o davanti alla vetrina, come ancora è successo il 26 ottobre, giorno della sua ultima presenza. Lo voglio ricordare con la sua frase più celebre, ripetuta a tutti i nuovi amici che incontrava qui: "Non ho mai goduto tanto come quando sono andato a Vienna a vedere il concerto di Emmylou Harris, i biglietti erano carissimi, ma chi se ne frega, si vive una volta sola, ed io ero stravaccato su una poltrona della prima fila a vedere cantare la signora del country". E' vero Mimmo, si vive una volta sola e per fortuna tu non hai rinunciato a quel concerto e hai coronato il tuo sogno. Ciao rompipalle.
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Diario del 13 novembre

Diario del 13 novembre
Due new entry assolutamente all'altezza dei clienti storici.
Ecco il primo. Entra all'alba, "Avete il dischetto Il navigatore?", io "Mah, in italiano con questo titolo non ne conosco, The Navigator in inglese è un disco degli Hurray for the Riff Raff", lui, più perplesso di me, "No l'inglese non lo capisco, lo vorrei in italiano". Non mi ci raccapezzo "Che cosa?", lui "Le indicazioni delle strade". Lo deludo "Io tengo solo musica"; diventa riflessivo, si guarda intorno, vede il nuovo (si fa per dire, ma questo vale anche per tutti i suoi precedenti) cd di Zucchero, "Vorrei comprare un disco. Zucchero non è genovese?", io "Direi di no", lui "Allora forse De Andrè?", io "Lui sì", la sua conclusione è criptica, "Poi, più in basso c'è la Corsica. Giusto?", "?!?!?". Alla fine riesco a vendergli la raccolta tripla di Fabrizio. Paga con la carta di credito, il pos non è d'accordo "Operazione negata", prendo un altro apparecchio, la risposta è la stessa "Operazione negata", lui vuole insegnarmi come si fa, ci proviamo col terzo, e ultimo, pos, niente da fare, "Operazione negata". Mi chiede se c'è un bancomat vicino, "Sì, dietro l'angolo, quello della banca Etica", "Vado e torno". Torna infatti, ma a mani vuote, anche quel bancomat gli ha risposto molto eticamente "Operazione negata". Allora si rassegna a cambiare carta di credito, ma non frega il pos "Operazione negata". Ha tutta una serie di carte, ne usa una terza e poi una quarta. Indovinate la risposta: "Operazione negata". Conclude con "Facciamo così, lei me lo tiene da parte, adesso vado a prendere il treno", per la Corsica?
In serata anche il secondo esordiente. Lui non ci sorprende con le richieste, compra due biglietti per il concerto dei Red Wine e poi un disco country. Dove sta l'anormalità allora? Mentre io ero dietro il banco vedevo solo la sua parte superiore, un po' spettinato come se si fosse appena svegliato, ma con maglione e giacca. Poi però esco fuori e vedo il resto dell'abbigliamento: ciabatte e calzoni del pigiama! (vedi foto)

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Diario del 4 novembre
Dario è un grande fan di Sherlock Holmes e oggi ha avuto il modo di esibirsi col sottoscritto nella parte di Watson. Eccovi il misfatto. Nel primo pomeriggio col negozio abbastanza pieno di gente un olezzo non troppo piacevole ha colpito le nostre narici. Io guardo a uno a uno i presenti, Marco, Francesco, l'Elettrico mi sento di escluderli, poi c'è un giovane altissimo con una palandrana, che potrebbe anche essere la causa della puzza. Facendo l'indifferente, mi avvicino, no, non è lui. Poi mi accorgo che un po' tutti i presenti guardano i vicini con diffidenza, annusandoli, ma il colpevole non esce fuori. Dopo una decina di minuti il negozio si svuota, una cosa rimane: il tanfo. Siamo rimasti io e Dario, "La senti questa puzza?", Dario "Verrà da fuori", mi avvicino a lui ed ecco lì per terra il "colpevole": una cacchina di cane calpestata e spiccicata sul nostro pavimento. Dario si lascia andare a una quasi bestemmia, "Porco...., sono stato io?" Si toglie la scarpa, sì è stato lui. "Dove l'hai presa?", "Forse quando sono andato dall'usato". Adesso gli tocca il lavoro sporco, pulire e disinfettare. A me viene un dubbio, ci sono solo due impronte e, soprattutto, all'ingresso e sul tappeto non ci sono segni. Faccio la strada tra noi e l'usato, niente di pericoloso. Come è possibile che ci siano solo due residuati a metà del negozio? Dario va con Francesco a prendersi un caffè, quando torna si trasforma in Sherlock, "Ho capito, c'era un signore con un cagnetto, è stato questo figliol d'un can a fare i suoi bisogni e io li ho calpestati: elementare Watson!".

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Diario del 3 novembre
Telefono. "Discooocluuub", "Pronto, siete quel negozio che vende dvd di film?", io, sintetico, "No", "Ah, pensavo che foste quel negozietto alla fine di via San Vincenzo", lo lascio nella sua ignoranza tra quale sia la fine e quale l'inizio di via San Vincenzo, "Di tre, ne ha azzeccata una sola: siamo un negozietto, ma non vendiamo dvd di film e siamo all'inizio di San Vincenzo".
Ancora telefono. "Discooocluuuub", "Cerco qualche disco di brutal death metal, rock cattivo", "Cattivissimo, di che gruppo?", "Dei brasiliani Krisiun".
Eccolo dopo mesi il cliente sordo. "Ha qualcosa di piano", già la domanda mi sembra in contrasto col suo stato, gli propongo Jarrett, "Come scusi? Parli più forte, non sento", "Questo cd di Jarrett", "Di chi?", "JARRETT", "Va bene, quanto costa?", "Sette euro", "Quanto?", "SETTE". Paga e se ne va, mentre un altro cliente mi chiede a sua volta il prezzo di un vinile, "Quanto costa?", "VENTICINQUE", "Non urlare, non sono mica sordo".
Vecchietto alla ricerca di musica messicana, "Mi dispiace non ne abbiamo", "Come mai? E' così bella. Avete solo rock? Questi inglesi sun cumme a gragneua" (come la grandine).
Altro vecchietto, "Cerco un disco che piace a mia moglie, ma non ricordo il nome del cantante, è una parola che sembra genovese, tipo Pigia", "Non mi dice niente", "Non posso telefonare a mia moglie per chiederglielo, perché sta giocando a tennis". Moglie arzilla o più giovane? Non lo sapremo mai, ma invece dopo una mezzora scopriamo chi era il suo cantane prediletto, il cui cognome sembrava una parola genovese: Mika!
Ore 18:59. Telefono. Rispondo o non rispondo? Magari vuol sapere se ho il cofanetto di Dylan uscito oggi, "Discooocluuub", "Avete 45 giri di Raf?". Poso e chiudo.

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Diario del 2 novembre
Ho una crisi d'identità. Andrea, il fan dei Duran Duran che all'improvviso anni fa ha incominciato a chiamarmi Marcello, viene oggi in negozio; prima sorpresa, non chiede i suoi beniamini, ma compra un cd di Madonna; seconda, dopo, aver pagato mi dice, "Ah, Marcello, mi ha detto Anna, che è anche lei in manicomio con me, che non ti chiami Marcello, ma Gianfranco". Cerco di fargli tornare in mente che anni fa mi chiamava, giustamente, Giancarlo, ma ho paura che adesso per un po' mi toccherà sentirmi dire "ciao Gianfranco".
Subito dopo ecco un altro cliente, beh, chiamarlo cliente è esagerato, non avendo mai comprato niente, ma ultimamente è assiduo e ogni volta mi chiede di cercargli su internet dove si trova una strada, non sempre la stessa, ogni volta cambia e la cosa straordinaria è che si trovano in posti tra loro non molto vicini, da Nervi a Molassana, al centro storico. Anche oggi lo accontento e lui per ringraziamento mi offre un caffè, "Paolo, hai un caffè pagato al bar Verdi".
Mi sorge un dubbio, ma come mi chiamo? Marcello, Gianfranco, Paolo o Giancarlo?

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