Il Diario di Disco Club

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Diario del 25 gennaio
Cliente che non vedevo da un po', quasi pensionato, "Non mi prendere in giro, ma mi piace il cd di Benjamin Constantine, ce l'hai?", "Non ti prendo in giro anche perché non lo conosco proprio questo Constantin e non lo trovo neppure sul database olandese, sei sicuro che si chiami così?", lui guarda quello che ho scritto "Sì, sono sicuro, ma non si scrive così, Constantine con la 'e' in fondo". Niente non si trova, allora gli butto lì, "Non è che sia Clementine?", si batte la fronte, "Che scemo! Sì, Clementine, vedi con la 'e' in fondo", "E già, con la 'e' in fondo. L'ho finito", "Va a ruba vero?", "No, li ho resi tutti perché non si vendeva".
Una giovane coppia chiede a Dario, "Vorremmo sapere dove possiamo dare un'occhiata agli stereo 8", Dario "Stereo 8?", loro "Sì, quelli per far girare i dischi".
Ottavio (il rompipalle telefonico numero uno), dopo due giorni di tempestamenti telefonici senza ottenere risposta, si presenta di persona. Quando torno in negozio alle 14:30, lo vedo davanti alla porta in attesa che noi si apra; faccio finta di non vederlo e vado nel reparto usato, punto sul fatto che arrivi Dario e se lo cucchi lui, ma per mia sfiga Dario era arrivato prima di me e, visto Ottavio, aveva proseguito e ora controllava la situazione dai portici di fronte, facendo finta di guardare le bancarelle dei libri usati. Apro e, dopo aver respinto un suo primo attacco, devo farlo entrare, mi tempesta con le sue solite frasi, con le quali fa le domande e si dà le risposte. Rientra anche Dario, che si allontana dal banco e se ne va alla sua postazione in fondo al negozio, lasciandomi con la raffica-Ottavio, che alla fine mi chiede "Gian Gian posso posso fare un ordine ordine?": è il momento della vendetta, gli indico col braccio Dario, "Vai là, che ci pensa lui a farti l'ordine", e interrompo la corsa del braccio destro con la mano sinistra. Alla fine Ottavio, mentre sta per andarsene, mi dice. "Gian Gian, non rispondete mai mai al telefono", confermo "No, mai", e lui "Ti dispiace allora allora darmi il numero del tuo telefonino telefonino?", confermo "Mi dispiace", "Ah, ciao ciao" e se ne va.

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Diario del 21 gennaio
Entra una ragazza, "Ha mica bisogno di una persona? Cerco disperatamente lavoro per non essere di peso in casa", mi dispiace deluderla, ma "In due siamo sufficienti", al suo posto si materializza l'ex bimbo degli Iron (quello che aveva minacciato il suicidio se non gli avessi procurato un cd); ex perché ormai ha passato i venti ed è quasi un metro e novanta, non l'ho sentito entrare a causa della sua nuova andatura da Pantera Rosa, la domanda è la stessa, "Mi prendi a lavorare?". Un brivido lungo la schiena al pensiero di averlo tra i piedi tutto il giorno, il "no" è in questo caso secco, ma lui "Anche gratis, non so come passare il tempo", ribadisco il "no" e lui se ne va con le sue lunghe leve e il suo passo ondeggiante e lento, così almeno impiega di più a tornare a casa e gli passa un po' di tempo. Differenza di prospettive: c'è chi cerca lavoro per necessità e chi per vincere la noia.
Altre perle della giornata. Vista la moria di artisti negli ultimi giorni e l'impennata di vendite dei dischi di Bowie, in negozio parte il dibattito su chi potrebbe arrivare a quei livelli di boom tra gli ancora viventi, c'è chi dice Mick Jagger, chi Roger Waters, chi Bob Dylan, chi Peter Gabriel ed ecco che a questo punto s'inserisce il solito cliente quotidiano, in attesa della seduta psicanalitica, "Lo sapete che Riccardo Fortis sta ai Pooh come Peter Gabriel ai Genesis?", "?????????".
Infine una coppia, lei si rivolge a Dario, "Avete musica per il massaggio tantrico?", Dario "No. Mi dispiace" (sempre gentile), lei strabuzza gli occhi per la sorpresa "Non ne avete?", Dario conferma, ma lei insiste "Dove possiamo trovarla a Genova?", Dario regge e si limita a un "Non saprei", ma appena quelli escono "Ma che cavolo dice quella? Era sorpresa di non trovare musica per i suoi massaggi, ma va....".

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Diario del 18 gennaio
"Scusi, volevo sapere se ha e quanto costa l'ultimo vinile di Cristina D'Avena", è una ragazza a chiedermelo, "Finito, costava sui 40€", "QUARANTA EURO?", "Sì, è un'edizione limitata", "Io l'ho visto a molto meno", "Perché non l'hai preso?", "Era su Amazon, 35 euro", interviene una sua amica più saggia "Più le spese di spedizione, quindi uguale" (ragazza intelligente), lei "Me lo può ordinare?", "No, era così limitato che non c'è più", lei "Possibile che quando cerco una cosa io, non si trova?", la saggia amica "Se lo hai visto su Amazon, ordinalo lì".
Due vecchi clienti, non ancora abituati ai nuovi avventori, mi guardano perplessi. Squilla il telefono, "Discooocluuub", altra ragazza "Avete il cd nuovo di Giusy Ferreri?", vado a controllare nell'angolo della vergogna, "Sì, c'è", "Meno male. Me lo può mettere via? Mi serve assolutamente, vengo domani". I due vecchi clienti sono sempre più attoniti, nei loro occhi leggo la domanda "Ma come ti sei ridotto?", "Ragazzi, se non ci fossi io, queste povere ragazze dove potrebbero trovare la loro musica d'avanguardia? Sentite questa cover, è quasi meglio di Jeff Buckley......."

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Diario del 16 gennaio
Colpo al cuore oggi. Entra una combriccola di giovanissimi. Una di loro mi chiede dove sono i cd di Marley, l'accompagno e la lascio lì a scegliere. Servo altri clienti, poi sento una voce, "Signore", è la ragazzina che dal fondo del negozio mi chiama per prendere il cd scelto di Marley, vado e le dico "E' la prima volta che qualcuno mi chiama signore, magari capo o maestro, ma signore mai". Compra Legend e se ne va senza scusarsi.
Il Maratoneta è ormai una presenza fissa al pomeriggio, oggi nel periodo della sua permanenza entra Quasimodo, lui allora si rivolge a me e a gesti mi fa capire "Questo è matto". Al sabato sera non ci facciamo mancare niente, arriva anche Ivano col suo solito show anti-mamma concluso con l'altrettanto solita espulsione. Liberatomi dell'importuno, mi rivolgo a Maurizio il Maratoneta "Questo è matto, vero?", lui conferma "Matto, matto".

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Diario del 15 gennaio
Dialoghi sui massimi sistemi oggi a Disco Club. S'incontrano U Megu e Maurizio il Maratoneta, faccio loro presente che hanno una passione in comune, no, non è calcistica, si tratta delle donne in divisa, nella fattispecie le ferroviere. La scintilla è istantanea, si scambiano opinioni, U Megu "Conosci Alessandra? E' quella bionda coi capelli lunghi", il Maratoneta, "Sì, sì, sta a levante", U Megu, "A me sembrava a Sori", il Maratoneta, "Sì, sì, a Sori", U Megu, "E' del 1977", il Maratoneta, "Sì, sì del 1977, come il disco dei Chicago Ics I (per lui XI dopo Chicago sta per Ics I e non undici). Altre esponenti femmine del personale viaggiante di Trenitalia passano sotto l'esame dei due esperti, che di ognuna sanno la data di nascita e la residenza (all'occhio ragazze!), il Maratoneta è più audace, ha tutta una serie di selfie con le ferroviere (oltre a quelli con le atlete) e si guadagna spesso da loro un euro per il caffè, a dire il vero ci guadagno io, perché il caffè lui non lo prende e l'euro lo porta a me per comprarsi i cd.
Ancora donne alla ribalta. La prima al telefono, "Avete il cd del Gesù di Zeffirelli?".
La seconda di persona, con un foglietto con su scritto 'Nero', me lo mostra e chiede, "Avete un disco di questo cantante?", io "Nero?", lei "Sì, non mi ricordo il nome", "Franco" spara uno spiritoso, "No, quello è un attore" (meno male, lo conosceva), "Fabrizio Moro", prova un altro, lei rimane indecisa su questo suggerimento, ma "Mi sembrava Nero non Moro". A me sembra impossibile, però ci provo, "Negramaro", lei "Ma è un gruppo", io, "Sì, ma hanno un cantante", lei "Ah". Come finisce? Compra il cd dei Negramaro.

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Diario del 13 gennaio
Tormentone del giorno, anzi della settimana: "Avete Blackstar?". Dopo la domanda le giustificazioni: "Sono sempre stato un fan, lo avrei comprato prima, ma non sapevo che fosse uscito" (un vero fan lo sa e viene a chiedermelo prima che esca, non dopo la morte del suo idolo); "Non ho mai comprato niente di lui, ma avrei sempre voluto farlo, ho sentito la notizia al telegiornale e mi è venuto voglia di venire a prenderlo" (sì, perché glielo ha detto Mollica); "E' da Let's Dance che non compro un suo disco, quelli dopo non mi sono piaciuti, questo però è bello" (se ti piaceva Let's Dance come può piacerti questo?). Una vera e propria processione con aggiunta di plurime rotture telefoniche; tra queste una signora, dalla voce non molto giovane, "Vorrei una raccolta di Bowie, l'importante è che contenga Space Oddity", "Ho solo Changesone, è il primo pezzo", "Bene, e gli altri titoli?", glieli leggo, non basta, "C'è in qualche altro cd?", "Sì, ma io, come le ho detto, ho solo questo", "Mi può leggere le canzoni contenute nelle altre raccolte?", "No, non le ho", "Ci sono anche raccolte con più dischi?", "Sì", "Ci saranno molte più canzoni", "Ovviamente", ci pensa un attimo, poi non ce la fa a trattenere la domanda, "Sa qualche titolo?", "Signora, glielo ripeto: HO SOLO CHANGESONE. Space Oddity c'è e mi sembrava di aver capito che fosse la conditio sine qua non per comprare il cd". Sono convincente, "Me lo tenga, passo domani a prenderlo". Poso esausto e mi trovo davanti un ometto un po' timoroso, "Scusi vorrei l'ultimo disco di ...", si ferma, si deve essere dimenticato il nome, poi riparte, "David", di nuovo fermo, poi, titubante "Bowie?", come a dire 'non sono sicuro del nome, ma mi sembra questo'. "L'HO FINITO E NON SO QUANDO MI ARRIVA", lo spavento, batte in ritirata.

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