Il Diario di Disco Club

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Diario - Dal 19  al 24 agosto

Diario del 19 agosto
Sono stato assente dal negozio per cinque giorni e mezzo, al ritorno mi attende una cosa ormai insolita: una cartolina.
Ecco il testo: "Com'è purtroppo è così - puo solo peggiorare con - la madonna del Rosario - Tutti daccordo per coprire - stragi e politici ma - i genitori sono - indiscutibili - Ho dei 45 e 33 giri - cassette registrate tutte -rovinate Saluti - sinceri gradita - risposta a presto - se potesse e lo so!" (vedi sotto foto della cartolina).
Uno scherzo o una triste realtà?"

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Diario del 5 agosto
Era ormai più di un mese che aveva da parte l'ultimo cd di Gianna Nannini, pensavo si fosse offeso perché avevo parlato di lui sul Diario: mi riferisco a Marino, l'uomo arancione. Eccolo invece spuntare, "Ciao Gian, è un po' che non passo, mi hanno trasferito a Recco", e, accorgendosi del mio sguardo sorpreso, prosegue, "Lo so perché mi guardi così, non sono più arancione. Sono sempre chiuso in officina, mi sembrava inutile vestirmi in quella maniera e allora ho cambiato colore". Ecco la mia sorpresa: al posto dei calzoni e del giubbotto arancio, ecco calzoni e giubbotto grigi, orologio arancio, ora grigio, braccialetti arancioni, ora grigi. Tirando fuori il portafoglio per pagare, me lo mostra "Solo questo non è cambiato"; effettivamente non è grigio, ma nemmeno più molto arancione, forse a causa di un tentativo di cambio di colore non ben riuscito. Mi ricordo di avergli regalato due penne arancioni, dono di un rappresentante, quello stesso rappresentante questa volta me le ha portate grigie: segno del destino? Ovviamente gliele regalo.

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Diario - Dal 29 luglio al 3 agosto

Diario del 29 luglio

Ormai è un ritornello quotidiano: "Quando chiudi?". Ovviamente i clienti non si riferiscono alla chiusura "totale" (almeno spero), ma a quella d'agosto. Allora ribadisco: non chiudiamo per ferie dal 1973. Per sicurezza ho messo questo cartello in vetrina. Domani qualcuno me lo chiederà ancora?

Diario del 30 luglio
L'età è simile, poco meno di settantanni il primo, poco più di sessanta il secondo, l'aspetto è opposto, elegante nel suo abito di lino color panna, camicia in pendant, non un capello fuori posto il primo, molto casual con calzoni alla zuava, grosso zaino sulle spalle e lunghi capelli arricciati dai lati alla Sor Pampurio, il secondo. Lo scontro è quasi inevitabile. L'elegantone entra e tira fuori il mobile contenente i vinili di classica e jazz usati, bloccando quasi completamente l'ingresso; al woodstockiano non interessano quei generi e vorrebbe passare oltre, ma non riesce a infilarsi nel piccolo spazio lasciato libero dal carrello estratto dall'altro; dopo una trentina di secondi di attesa, visto che quello non sembra accorgersi della sua presenza, biascica un "Vorrei passare", l'altro non apre bocca, ma sdegnosamente con la mano gli fa segno che gli ha lasciato lo spazio (non più di dieci centimetri), "Non ci passo" dice l'hippie, ma l'altro non lo considera, allora con molta fatica e uno sguardo d'odio, s'infila (zaino compreso) nello stretto pertugio e si avvia verso la casella dei Clannad; cerca il primo, ma non ce l'ho, allora se ne va, questa volta senza fatica, perché il mobile è rientrato al suo posto ed anche il gagà abbandona il campo con un gelido "Buongiorno".

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Diario - Dal 22 al 27 luglio

Diario della settimana 22/27 luglio
Finalmente è finita, sì, da oggi e dopo 959 giorni nessuno mi verrà più a chiedere "Scusi, a che ora apre l'agenzia di viaggio?". Il curatore del fallimento ha dato l'ordine di sgomberare tutto quello che era rimasto per anni chiuso nel negozio vicino al mio, computer, mobili, pubblicità, comprese le offerte sul vetro; negli ultimi tempi queste avevano attirato parecchi occhi e più di una volta ho sentito discorsi di questo genere, "Guarda che prezzi buoni hanno, dobbiamo tornare quando è aperta" oppure "Si portano già avanti, puoi prenotare per la settimana di Natale e per Capodanno (del 2010!)".
Esco per prendere un cd dalla vetrina, davanti un cliente mi saluta e dice, "Cosa devo fare per entrare nel Diario?", "Non so entra in una maniera eclatante". In realtà entra in maniera normale, gira per un po' e poi mi chiama per prendergli l'ultimo disco di Neil Young, a questo punto la sorpresa, indica un cd nel reparto italiano e "Non me lo sarei mai aspettato di trovarlo qui", lo prendo, è un disco del 1998 dei Vetronero, non capisco e gli chiedo "Perché?", "Sono io il responsabile", giro il cd ed effettivamente l'autore è Giuliano P., "Ecco hai visto che ce l'hai fatta ad entrare nel Diario?".

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Diario della settimana 15/20 luglio
Per evitare un nuovo tipo di crisi di astinenza, quella da diario di Disco Club, che sembra aver colpito qualche mio cliente, come promesso faccio un riassunto delle cose più significative della settimana.
Ecco il ciondolone, novello Forrest Gump. E' un po' che non si presenta, dal giorno in cui dopo due tentativi falliti (per colpa mia) di acquistare il vinile della colonna sonora del film Country (lui, "E' musica country vero?", io, "No, è new age"), alla fine lo aveva preso (senza domande, per evitare la mia risposta, "Lo compro anche se non è country"), oggi rimane sulle colonne sonore: "Avete dischi su film di 007?", "No", "E qualcosa sulla fantascienza e sulle guerre stellari?", "Nemmeno", rassegnato si avvia verso l'uscita con la sua strana andatura (braccia attaccate al corpo e dita tenute unite con la palma aperta), ma si blocca, si gira e "Come sta Milva?". Che domanda è? Butto lì, "Eeh, non tanto bene", "Ahhh, eeeeh sì, immaginavo" e, tristissimo, se ne va.
Un nuovo cliente, almeno così mi sembra. Lui però entrando mi saluta come un vecchio amicone, "Uei, ciao, tutto bene? Dove sono i Pink Floyd?, "Qui ci sono i primi due, Piper e Saucerful", "I primi due? Boh, che roba è? Dove l'hai trovata? Mai sentita", "E qui Animals", "Ma no, voglio qualcosa di più vecchio...The Wall, quello è vecchissimo", "Veramente..", niente da fare, è abilissimo a riempire i vuoti e riparte lui, vedendo la casella dei Sex Pistols si entusiasma: "Questo, questo – indicando Never Mind The Bollocks – voglio questo, lo cercavo da anni, mettimelo via, lo vengo a prendere il 3 agosto". Glielo metto da parte, ma lui "A proposito d'introvabili, io e il mio amico (mi guardo intorno, ma in negozio c'è solo lui) stiamo impazzendo per trovare Great Balls of Fire di Jerry Lee Lewis, ou JERRY LEE LEWIS – scandisce a voce alta - non Jerry Lewis, eh? Ce l'hai? Ce l'hai?". Interrompo il suo soliloquio e gli porgo il cd di The Killer Lewis, "Eccolo". "No, fantastico! Lo sapevo che dovevo tornare qui - ma perché? C'era già stato? - Mettilo via, lo prendo il 3 agosto". In quel momento entra un ferroviere di Acqui, io lo apostrofo, "Ciao Negro", il primo cliente sobbalza, "Perché lo insulti? Non mi sembra un negro, è un postino" (la divisa è da ferroviere, ma il ragazzo è un po' confuso), "Non lo insulto, è il suo cognome, è il nipote acquense di Jerry Garcia" (così si definisce lui), "Garcia? E chi è?", e l'altro "Come fai a vivere senza sapere chi è Jerry Garcia? ", non l'avesse mai detto, quello riparte "E tu come fai a vivere senza conoscere tutta la musica che conosco io? Lui – indicandomi – non si ricorda di me – se ne è accorto – ma io qui, tanti anni fa, ho comprato decine di dischi, a proposito, me ne devi trovare un altro, quello dei Public Enemy, quello ... sai ... quello ... che fa ta na-na-na na-na, come si chiama porca miseria? Sto invecchiando, non mi ricordo più un tubo, ah, sì, Black Power! - veramente è "Fight the power" dall'album 'Do the Right Thing and Fear of a Black Planet', ma, ribadisco, il ragazzo è un po' confuso e ha fatto una sintesi – Ordinamelo! Vengo a prenderlo il 3 agosto", e se ne va cantando "ta na-na-na na-na".

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Diario del 8 luglio
A tenere banco oggi sono due argomenti: il primo, il tentativo di record della t-shirt Sun Records; il secondo, la prevendita dei biglietti per i concerti del Porto Antico. Grazie a quest'ultimo, per una volta, non sono il più vecchio del negozio, infatti gli spettatori che stasera sono andati a vedere New Trolls e Orme e domani andranno per i Beatbox (cover band dei Beatles) sono mediamente vicino ai settanta, i primi, e anche sopra, i secondi. Questi ultimi dimostrano scarsa dimestichezza col mondo musicale attuale, evidentemente l'ultimo concerto che hanno visto risale a quel famoso sabato 26 giugno 1965, quando i Beatles (quelli veri) si sono esibiti al Palasport di Genova, e mi tempestano di richieste strane: telefono, "Avete voi i biglietti per i Beatbox?", "Sì", "Come vi trovo? In che via siete?", non mi conoscono, effettivamente Disco Club è nato sei mesi dopo il concerto dei Fab Four, e quindi mi tocca spiegare per filo e per segno dove si trova questo nuovo negozio di dischi. Ancora, "Discoocluuub", "Buongiorno, vorrei i biglietti per il concerto di domani", "Li abbiamo in negozio", "E dove siete?", un altro che non sa della nostra esistenza penso, parto con "Disco Club in via San Vincenzo....", "Quello all'inizio o alla fine?", "All'inizio da...", "Ma allora ti conosco, sei Gian, sono un tuo vecchio cliente", vecchio e già un po' rimbambito: dove mai l'avrà visto un altro Disco Club alla fine della strada? "Discooocluuuub", "Scusi, mi hanno detto che avete voi i biglietti per i Beatbox", "Esatto", "Come faccio per averli? E' possibile comprarli per telefono?", "?!?!?". Finalmente qualcuno si fa vedere dal vivo, una signora che, se era presente al concerto dei Beatles, non era certo tra le più giovani; "Ne avete ancora biglietti?", "Sì", "Abbastanza?", glieli faccio vedere, "Oh, bene, torno domani, mi devo sentire con i ragazzi, per vedere quanti siamo", butto lì "I nipoti?", "Nooo!, I ragazzi del Beatles fan club", ah, ho capito: i ragazzi del '65.
Veniamo alla t-shirt. Tarda a presentarsi, in negozio c'è parecchia tensione e già si teme un'assenza ingiustificata, ma, verso sera, la solita vedetta esulta "E' qui e ce l'ha ancora!". Effettivamente entra e sfoggia la t-shirt, ma il sorriso ci si gela sulle labbra, la maglietta è sì della Sun Records, ma è di un altro colore e, soprattutto, pulita e molto più nuova (avrà poco più di dieci anni): record abortito. A guadagnarci è il naso mio e dei clienti abituali; ad ogni modo già partono scommesse: questa nuova t-shirt sarà all'altezza di quella vecchia? Saprà ripetere i fasti di quella (quanto meno vent'anni fa) bianca?

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