Musica italiana

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
AGE OF THE EGG - Songs Of Rage

L'uovo inteso come rassicurante involucro protettivo o come opprimente corazza di cui è necessario liberarsi? E' probabile che questi giovani e talentuosi studenti milanesi, amici e sodali fin dall'adolescenza, non abbiano interesse a sciogliere l'enigma racchiuso nel nome della loro band. Age of The Egg è in primo luogo passione per la musica, le arti visive e la grafica. E' urgenza espressiva, impegno e condivisione. A conferma del costante lavoro di ricerca sonora e di affiatamento artistico, gli Age of The Egg sono ottimi e appassionati performer (da segnalare una loro esibizione al prestigioso Bloom di Mezzago). L'emozione e l'adrenalina che animano i concerti sono irrinunciabili, ma anche l'attività discografica acquisisce un ruolo significativo nello sviluppo artistico degli Age of the Eggs. Songs of Rage è il primo album della band ed è accattivante fin dall'immagine (bellissima) di copertina. Nella sua disarmante chiarezza, il titolo dell'album ne rende esplicito il contenuto. Le canzoni di rabbia della band milanese evocano un profondo legame con i Rancid, i Nine Inch Nails , i Green Day e altri gruppi iconici della scena post-punk. I dodici brani di Songs of Rage si aggrappano all'energia delle chitarre distorte, dell'ottima sezione ritmica e alla voce, sempre più efficace e matura, del frontman Giorgio Galgano. Tra rabbia, tracce di disillusione e la caparbia volontà di essere gli artefici del proprio futuro, brani come Orange Fear, Ivisible e la bellissima Tales of Poors testimoniano il talento e la determinazione della band milanese. " I need something sure in my existance", cantano gli Age Of Egg . E non è da escludere che almeno una piccola, ma fondamentale certezza possano trovarla nella loro eclettica creatività. (ida Tiberio)

Valutazione Autore
 
85
Valutazione Utenti
 
0 (0)
IL MURO DEL CANTO - L'amore mio non more

Disco dopo disco, concerto dopo concerto (e sono sempre esperienze notevoli: a quando una tappa genovese, ora?) i romani del Muro del Canto sembrano aver trovato un equilibrio perfetto tra songwriting ruvido ed efficace, innovazione, poesia di strada. I meriti vanno equamente distribuiti: c’è il loro suono classico, un combat folk rock morriconiano che non mostra crepe, e trasforma quasi ogni brano in una sorta di amaro e potente inno stradaiolo, grazie anche alla voce grande di Daniele Coccia, c’è l’idea, ad ogni tappa, di aggiungere qualche tassello che non c’era. Qui troverete insolite cadenze ska e accenti in levare in un paio di brani, due spezzoni di monologhi incastonati nelle canzoni che sembrano quasi  riflessioni a voce alta sui nostri tempi miseri e livorosi, l’aggiunta della voce perturbante di Lavininia Mancusi, e la sorpresa di due testi in italiano. Difficile segnalare un brano sull’altro: forse un punto di perfezione si sfiora nella canzone che intitola il tutto, come trasformare la disillusione personale sugli affetti che svaniscono  in punto di forza. (Guido Festinese)

Valutazione Autore
 
83
Valutazione Utenti
 
0 (0)
ZAMBONI/BARALDI/ROVERSI - Sonata a Kreuzberg

Forse a qualcuno è capitato in mano di recente Nessuna voce dentro / Berlino millenovecentottantuno, il romanzo uscito per Einaudi in cui Massimo Zamboni ripercorre la storia di un’esperienza personale che diventò poi catalizzatore collettivo per la nascita di uno dei gruppi più inquieti e stimolanti degli anni Ottanta, i Cccp. Nell’81 Berlino era già un crogiolo di vicende al limite, un laboratori livido e sotterraneo di idee che sarebbero poi state indirizzate in mille direzioni, quando poi l’89 del crollo del muro avrebbe inaugurato un altro pezzo di storia. Quel libro è diventato anche uno spettacolo teatrale, e ora abbiamo tra le mani la colonna sonora arricchita dello spettacolo, con quattro brani inediti. Ci troverete una sintesi compatta ma non per questo meno azzeccata di atmosfere sonore che, per cronologia o affinità elettive hanno molto a che fare con la Berlino di quegli anni: e dunque brani dei “maledetti” D.A.F, di Nico, di Lou Reed, la Bette Davis Eyes di Kim Carnes, perfino una raggelata Alabama Song di Weill, assai lontano da come la cantò Jim Morrison. Musica asciugata da ogni fronzolo e abbellimento, atmosfere apparentemente gelide che invece emanano uno strano calore. Magnifica, al solito, la voce di Angela Baraldi. (Guido Festinese)

Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)
GIANMARIA TESTA - Prezioso .

Sono passati quasi tre anni dalla morte di Gianmaria Testa, il cantautore piemontese che ebbe successo prima all'estero (Francia, Germania) che in patria. Negli ultimi anni però, anche in Italia conseguì il meritato successo, con dischi come Altre Latitudini e, soprattutto, Da Questa Parte Del Mare, certamente il suo disco migliore. In questi tre anni, la moglie, Paola Farinetti, ha raccolto alcune registrazioni casalinghe unendole ad altro materiale, edito ed inedito, per costruire il disco che esce in questi giorni. Si chiama Prezioso, ed è un titolo che rivela l'eccezionalità del contenuto.

Valutazione Autore
 
88
Valutazione Utenti
 
0 (0)
GIANMARIA TESTA - Prezioso

L’Italia di oggi è, purtroppo, una repubblica fondata sul livore e sul rancore. Tutti leoni da tastiera , pronti a colare bave d’odio Web su chiunque non dia lo stesso valore nostro alle nostre stesse (apparenti) ragioni, tutti allineati e coperti, come da inquadramento militare, a prendersela con chi sta peggio di noi, perché qualcuno col sorrisino ironico fisso e  inalberato ci ha raccontato la favoletta che se stiamo peggio di prima è per colpa di chi sta peggio di noi. Queste bestialità assortite erano un bersaglio prediletto di una persona che, come De André, non aveva “lingua allenata al vaffanculo”. Non gridava, non era mai sopra le righe. Spiegava con pazienza, la voce arrochita dalle sigarette e un bicchiere di bianco accanto che bisognava ricordarsi di quando gli emigranti eravamo noi, che stiamo “da questa parte del mare”. Faber non c’è più, e non c’è più neppure Gianmaria Testa: se n’è andato in punta di piedi un paio d’anni fa. Bello, allora, che questo disco fortemente voluto da Paola Farinetti, la moglie di Gianmaria, accolga buona messe delle canzoni che il cantautore piemontese ci ha lasciato tra i suoi appunti di lavoro, e che si intitoli “Prezioso”: perché sono tutte gemme di valore questi brani che Testa limava e affinava. Oppure erano già pronte, per darle a altri, e qui le trovate invece come sono nate nel suo studio casalingo, chitarra e voce. C’è un capolavoro subito in  apertura, Povero tempo nostro: come se Gianmaria avesse avuto le antenne per vedere il nostro sguaiato e disperato presente italiano, ci sono i brani che poi ha portato in scena Paolo Rossi, c’e Merica Merica, con la voce di Battiston che legge le povere lettere degli emigranti italiani.

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
TALES OF KALEDRINA – Odissey to No-One

Tornano a farsi sentire i liguri Tales of Kaledrina, giunti al quarto lavoro in studio. Il quartetto – che è composto da Fabrizio Vacca (voce e liriche), Matteo Ricci (chitarre, basso, synth e programmi), Giulio Gaietto (basso) e Valentina Romei (voce) – pubblica questa sua nuova opera soltanto in LP in cento copie, numerate. E già questa è una bella novità, che con il trascorrere del tempo renderà assai raro questo vinile, doppio, con dodici composizioni in tutto (dire canzoni appare riduttivo). La veste grafica è molto suggestiva, minimale ed elegante, nel medesimo tempo. La musica del progetto – di questo forse si tratta, piuttosto che di una band, canonicamente intesa – conferma tutta la bellezza a cui i musicisti in questione ci hanno abituati. Musicisti colti, preparati, attenti in fase sia di scrittura, sia di esecuzione. Grande è la cura verso i paesaggi sonori, verso le scelte timbriche e strumentali: quella dei Tales of Kaledrina è infatti una bellissima elettronica d'ascolto, che riporta l'audiofilo agli anni d'oro della Bristol che fu. Suoni inglesi quindi, tra Massive Attack e Portishead, tuttavia con un gusto ed un personalità creativi quanto originali. Promossi a pieni voti, ancora una volta. (Davide Arecco)

Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
90
Valutazione Utenti
 
0 (0)
2.
Valutazione Autore
 
90
Valutazione Utenti
 
0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
86
Valutazione Utenti
 
0 (0)
4.
Valutazione Autore
 
85
Valutazione Utenti
 
0 (0)
5.
Valutazione Autore
 
85
Valutazione Utenti
 
0 (0)
6.
Valutazione Autore
 
83
Valutazione Utenti
 
0 (0)
7.
Valutazione Autore
 
83
Valutazione Utenti
 
0 (0)
8.
Valutazione Autore
 
76
Valutazione Utenti
 
0 (0)
9.
Valutazione Autore
 
68
Valutazione Utenti
 
0 (0)