Rock

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DEAD CAN DANCE - Anastasis

I Dead Can Dance pubblicheranno il proprio nuovo album ‘Anastasis’ tramite [PIAS] Recordings il 13 Agosto. Disponibile in CD e doppio LP ‘Anastasis’ è il loro primo album da ‘Spiritchaser’ del 1996. La band partirà ad agosto per un esteso tour mondiale che toccherà l’Italia il 19 ottobre con la data di Milano al Teatro Degli Arcimboldi, andata già esaurita in tempi record.

CD in vendita da Disco Club a partire da lunedì 13 agosto 2012 al prezzo di 16,50 €

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DIRTY PROJECTORS - Swing Lo Magellan

Bitte Orca, sia nella proprio incarnazione originaria che nella rivisitazione a quattro mani Dirty Projectors / Bjork, è uno dei dischi fondamentali degli ultimi anni per capire dove sta andando la musica indipendente americana.
Dave Longstreth è la mente dei Dirty Projectors e nel nuovo Swing Lo Magellan riesce a unire cinquanta anni di storia della musica americana spaziando senza regole (o meglio, inventandone di nuove?) dal folk al dub, attraverso la musica caraibica, punk rock, sperimentazione, post-punk e no-wave.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 10 luglio al prezzo di 16,90 €

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THINKING PLAGUE - Decline And Fall

Con notevole spirito noir, le note di copertina accluse a questo disco impressionante ci avvertono: "La fine è vicina, e non hai avuto un suono migliore". E' dal 1982 che la band concepita dal chitarrista e compositore Mike Johnson manda segnali belli e inquietanti da Denver, Colorado. Non esattamente il tipo di posto da cui vi attendereste la miglior riflessione sul "rock in opposition" di stampo europeo oggi in circolazione. Dopo un bel disco dedicato alla crociata contro gli Albigesi (l'abbiam detto, sono degli allegroni, proprio!), ecco "Declino e Caduta", con tanto di stilizzata città in rovina sulla cover. Ritmi asimmetrici ed impazziti, come se Stravinski si fosse messo a suonare rock dopo una sbornia, Ligeti e i King Crimson più neri ed matematici a braccetto, una bella partita a scacchi tra gli Univers Zero e gli Henry Cow. Tutto questo, e un po' di più, retto dalla diafana, distaccata, magnifica voce di Elaine Di Falco che si diverte a cavalcare la turbolenta materia, una tipa che farebbe gelare il sangue a un pinguino. Eppure c'è una fascino sottile ovunque, e un piacere sottile ad ascoltare il tutto: un po' come quando si legge bella fantascienza catastrofista, in pratica. (Guido Festinese)

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THE POND - The Pond

La folksinger inglese Kathryn Williams, una decina di dischi all’attivo, si presenta a capo di questo trio con Simon Edwards e Ginny Clee, marito e moglie con varie esperienze nella scena pop-rock inglese (lei solista, lui bassista con Billy Bragg e Eddie Reader). Il trio confeziona un gioioso disco di pop elettro-acustico  un po’ demodé nel riproporre un trip hop più contemporaneo al decennio scorso (o ancor più indietro nel tempo);  risulta comunque molto facile cedere alla cantabilità di brani come ‘Circle Round a Tree’ o ‘Carved’. L’intervento al  banco di missaggio di Adrian Utley (Portishead) aggiunge toni cupi e atmosfere oniriche che rafforzano, tra l’altro, qualche brano meno efficace. (Fausto Meirana)

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alt-J - An Awesome Wave

Alla prova dei fatti va detto che l’hype creatosi intorno agli alt-J e al loro album d’esordio aveva una sua ragion d’essere, che non c’era solo l’idea a tavolino di un suono astutamente autodefinito trip-folk. Di certo l’accostamento tra folk  e  dubstep, tra  strumenti ‘veri’ ed elettronica, tra Tunng e James Blake funziona quasi a orologeria, ma anche questo potrebbe essere puro e semplice metodo oppure  graziosa impiallacciatura. Ciò che rende davvero notevole An  Awesome Wave è la nitida e quasi ingenua bellezza delle melodie unita a una sorprendente maturità nello strutturare le composizioni.  Funzionano benissimo i due singoli, l’intrigante Breezeblocks e la sentimentale Matilda, ma tutto il progetto ribolle di idee brillanti, come la chitarra alla Mike Oldfield (!) della conclusiva Taro. (Antonio Vivaldi)

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ALO - Sounds Like This

 

Gli ALO sono una stravagante band cresciuta al sole della California del sud, la cui musica invita a percorrere strade rilassanti e a tenersi prudentemente alla larga da quelle più impegnative. Sulla scena da circa dieci anni, Steve Adams e i suoi compagni d’avventura attingono dalle sonorità più “easy” e accattivanti degli anni settanta (Eagles, Dobbie Brothers…), senza mai rinunciare ad un surplus di personalità e talento. Il loro ultimo lavoro discografico, Sounds Like This è un piacevole, stravagante connubio di ricordi, energia e rilassatezza. Il sound è curato nel dettaglio, la sequenza di dieci brani (animati da inserimenti blues, pop e dub), scivola con la gradevole freschezza di un cocktail estivo. Da segnalare, la frizzante Speed of Dreams,e le sinuosa Room of Bloom e Rewiew (From here to Zed). (Ida Tiberio)

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