Un violino affolettato e leggero, che potrebbe rammentare le evoluzioni di Pagani nei giorni gloriosi della Premiata, una sezione fiati precisa, filante, e che non si lascia intimidire da torsioni del suono che potrebbero essere uscite dalla penna di Frank Zappa o della Mahavishnu Orchestra dei tempi che furono. Una chitarra dura il giusto, ed immaginifica quando le viene lasciato spazio. E poi tastiere a cucire il tutto, e bene. Non c'è un solo momento debole in questa nuova avventura di Monsieur Patrick Forgas, che da quando è tornato a calcare le scene, negli anni Novanta, sembra avere un'ansia febbrile di esserci, di portare il testimone di una musica che fonde assieme la lezione migliore del jazz-rock che fu, il progressive francese più inquieto (ma senza cupezze alla Magma), e generose dosi di soluzioni sonore canterburiane.
Se non conoscete nulla di questo gruppo, l'Atto 5 potrebbe essere inizio per belle sorprese. Al cd è accluso un dvd che documenta cosa siano capaci di fare dal vivo: ripresa dalla NEARFest del 2010. (Guido Festinese)






