Rock
Dopo oltre 25 anni d’ attività musicale, la leggenda del PUNK ROCK californiano NOFX non solo non da segni di cedimento ma ritorna con uno dei suoi album più tirati ed aggressivi! Sembra quasi che Fat Mike ed El Hefe abbiano preso la solita malattia “ringiovanente” di Benjamin Button! In testa al movimento MELODIC HARDCORE degli anni 90 insieme a Green Day, Offspring, Bad Religion ed altri gruppi del giro Epitaph, NOFX hanno sempre coniugato l’ aggressività dell’HARDCORE con la vena più divertente del PUNK ROCK americano dei fondatori The Ramones, con un’ inarrestabile carica durante i concerti. “Self Entitled” è il 12° album in studio del quartetto e contiene veramente alcuni dei brani più veloci e potenti mai registrati dal gruppo, con un sound ed un impatto assolutamente irresistibili ! In
sintesi i NOFX recuperano l’ ostilità musicale dell’ originale HARDCORE PUNK ROCK di Los Angeles, pur mantenendo il loro trademark melodico e divertente, con testi dai soggetti più vari (politica, religione, sado/maso…). Prodotto da Bill Stevenson (Descendents, Rise Against, Black Flag), “Self Entitled” dimostra come i NOFX siano ormai una vera e propria istituzione del PUNK ROCK che riesce a mantenere viva ed energetica la propria verve musicale! La versione in VINILE, contenente anche una download card per scaricare i file mp3 dei brani, sarà disponibile con una settimana di ritardo.
CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 19 settembre 2012 al prezzo di 17,90 € (lp 23,90 €
vedi sotto video
Sono passati nove anni da “What's Wrong With This Picture?”, il precedente Blue Note di Van the Man, quattro dall'ultimo album di inediti. E questo è il trentacinquesimo disco in studio del sessantasettenne cantante di Belfast. Ma questi sono solo numeri, che spiegano molto, non tutto. Per il resto c'è il titolo: non ci sono alternative, Lui è nato per cantare (indiscutibile) e questo continuerà a fare finché ne avrà la forza. In questo caso insieme a un sestetto (a cui si aggiunge con piano, chitarra e sax alto), sospeso tra swing ("Close Enough for Jazz"), blues (“Pagan heart”), soul (“Open the door”) e se stesso (la pacata invettiva di "If In Money We Trust"). Da ascoltare a volume alto, in cuffia e alle quattro di mattina, un'ora in cui nessuno può essere felice. Almeno senza Van Morrison. (Danilo Di Termini)
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