Rock

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FRIPP & ENO - Live In Paris 28/05/1975

Ecco il leggendario concerto del Maggio 1975 all’Olympia di Parigi, non fu mai pubblicato ufficialmente ma circolò solo come bootleg negli anni 70, due tra i più famosi e ricercati dai collezionisti si intitolavano Air Structures e Even Spaces. Nel 2011 un file digitale contenente il concerto venne pubblicato solo sul sito della Discipline Global Mobile di Robert Fripp, questa è la prima volta che viene pubblicato su CD. I primi due CD contengono l’intero concerto , l’audio è stato restaurato negli studi della Discipline Global Mobile da Alex Mundy utilizzando i nastri originali dell’archivio personale di Robert Fripp e i nastri di studio di Brian Eno contenenti i loops che vennero usati dal vivo. Il terzo CD contiene i loops del concerto senza sovraincisioni,come extra tracks è stato aggiunto il loop usato per Wind on Water dall’album Evening Star e una versione di Later On dall’album No Pussyfooting che venne usata come B-side nel primo singolo solista di Brian Eno Seven Deadly Finns.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 16 settembre 2014 al prezzo di 20,90 €
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STEPHEN STILLS - Bread & Roses Festival

A volte è nella difficoltà estrema che nasce la grande musica. Un desiderio feroce di sublimazione delle disarmonie che ci si affastellano attorno può far sì che le note prendano il volo, verso temperature emotive più umane. Successe anche a Stephen Stills, gran cuore di rocker con aromi “latini” nel più celebrato supergruppo della storia del rock. Il 4 settembre del 1978 lo chiamano a sorpresa al Bread & Roses Festival di Berkeley, lui appare sul palco non annunciato. Ha appena saputo che la moglie lo lascerà, e al contempo Neil Young gli ha comunicato per telegramma che il tour della Stills Young band si ferma per sempre. Risultato: l'amarezza si lava con la musica, ed ecco una delle più infuocate, palpitanti, struggenti esibizioni “live” mai arrivate dalla Santa Terra Rock di California. Con una 49 Bye Byes declinata in For What it's Worth che diventa una dionisiaca deriva gospel da sedici minuti. (Guido Festinese)

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MORRISSEY -  World Peace Is None Of Your Business

E alla fine è arrivato, il disco brutto-brutto-brutto di Morrissey. Non che i passati siano tutti capolavori; ma il personaggio convoglia, accanto alle valutazioni diciamo tecniche, una dimensione fideistica che rende arduo affrontare con freddezza la sua opera. Morrissey solista lo prendi o lo lasci; gli (ci) credi, oppure no. World Peace… (eccettuato il titolo meraviglioso) per la prima volta suona invece semplicemente stanco: non giusto o sbagliato, bello o brutto; svogliato, invece, incapace di mordere. In conseguenza, l’ascolto (tra chitarre gitane, break orchestrali, reminiscenze rock) è faticoso e lento. Solo la voce del protagonista (meglio: i ricordi che solleva) offre qualche spunto di allegria. Morrissey appare (e suona), per la prima volta nella sua lunga carriera, confuso. Per uno come lui, è un peccato mortale; fede in San Morrissey o meno. (Marco Sideri)

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TRICKY -  Adrian Thaws

Neppure il fan più sfegatato di Tricky può negare che la produzione tra il 2000 e il 2010 è stata, al meglio, discutibile. Neppure il nemico più giurato di Tricky può negare che False Idols (2013) è stato un ritorno sulla retta via (non un trionfo, badate: un ritorno sulla retta via). Adrian Thaws ha il pregio di prescindere dal passato. È il disco più istintivo e diretto di Tricky da tanti (tanti) anni. È un pentolone di hip hop, blues, elettronica, voci femminili e spiritati interventi del padrone di casa. È un giro di giostra che Adrian “Tricky” Thaws amministra con sapienza, alternando passi e umori senza stancare mai. Per chi segue Tricky (che oramai sono lontani i tempi della rilevanza trasversale, quelli della fama trip hop), Adrian Thaws è la miglior notizia dai tempi del collasso musicale (in senso buono) di Angels With Dirty Faces del 1998. (Marco Sideri)

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SEAN ROWE - Madman

Con un piede che poggia in una verde contea del Tennessee e l'altro piede in un umido locale Soul di New York. Questa è la sensazione che si prova quando la puntina solca il nuovo lp (cd) di Sean Rowe, "Madman". Già dalla prima traccia si apprezza l'equilibrio tra il suono acustico di una chitarra country ed i fiati che profumano di Motown; per chi ha queste esigenze nell'anima è come avere un coltellino svizzero. Il punto di forza del lavoro di Mr.Rowe è proprio questo, multisensoriale, godibile in auto come colonna sonora di un viaggio facendosi cullare dalla sognante "Spiritual Leather" ma anche standosene tra le mura domestiche, sotto il getto di una doccia mentre il piede tiene il tempo sulla sincopata "Shine My Diamond Ring". Un album consigliabile per chi ha voglia di rilassarsi ed ha bisogno di un'iniezione di gioiosa semplicità. (Nando Romano)

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TOM PETTY & THE HEARTBREAKERS - Hypnotic Eye

Tom Petty sembra improvvisamente tornato allo spirito e al sound dei suoi primi album, datati seconda metà degli anni '70. Gli appassionati non potranno che salutare con entusiasmo e soprattutto sorpresa questo tredicesimo album in studio del blasonato rocker della Florida con i suoi Heartbreakers, che all'epoca cominciò (almeno in parte e in chiave più leggera) proprio a partire dal punto in cui Dylan si era fermato con The Band. Un disco solido, convincente, equilibrato, in stile classico (potremmo dire), tutto validamente scritto, composto e interpretato dallo stesso Petty. Un'opera che parte un po' in sordina, con l'apparentemente banale e silenziata "American Dream Plan B", e che poi trova immediatamente l'adeguata marcia e brillantezza, facendosi meglio apprezzare ad ogni ascolto.

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