Radio Disco Club 65

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Benvenuti ad una nuova puntata di 'Heavy Metal Parking Lot'! Pronti ad un'ora e mezza in compagnia di hard rock ed heavy metal?
Come al solito aspettiamo le vostre richieste (dai Bon Jovi agli Impaled Nazarene). Fatevi sotto.
Ma visto che ogni promessa è debito cominciamo con un bravo chiesto da Monica Merlin la volta scorsa ma che non siamo riusciti a mettere per problemi di tempo. Sono i Sepultura con 'Territory', dall'album 'Chaos A.D.' (1993)



Scusate le interferenze ma il mio computer oggi è meno performante del sito dell'INPS. Proseguiamo con un classico dell'hard rock inglese (vabbè, con innesti tedeschi): 'Doctor Doctor' degli UFO (da 'Phenomenon' (1974).



Sotto con un'altra richiesta: questa è per Tiziana - e dovrebbe farvi capire che non ci scandalizziamo di fronte a niente!
E' il video di 'Drunken Lullabies' dei Flogging Molly!



Passiamo direttamente in Germania con un brano del loro 'primo periodo' (secondo se consideriamo gli inizi, più vicini a certo kraut rock): la neoclassicheggiante 'Sails of Charon'.



Questa è una richiesta di Davide Pastorino: la sulfurea 'Bible Black' degli Heaven and Hell (praticamente la resurrezione dei Black Sabbath con Dio alla voce, come senz'altro già saprete).



Niente raga, stasera è veramente nera dal punto di vista tecnologico (mi ha anche saltato una canzone: li avete visti gli Skid Row?). Rimanendo sul nero eccovi gli UADA per Michele Massari.



Dopo tutta questa oscurità vi metto qualcosa di decisamente più light: il video di 'Panama' dei Van Halen...



Dedicata a quel poser di Michele Minuto (parole sue) da parte di GianPier Guspe: 'The Ultra-Violence' dei Death Angel.



Altra richiesta, stavolta del Master Panzer in persona: il classico dei Motorhead 'Ace of Spades'!



Di classico in classico: questa è 'Murders in the Rue Morgue', di Edgar Allan Poe...ehm, no.
Per Stefano Espinoza.



Un'altra richiesta da parte di Tiziana: dall'Irlanda dei Flogging Molly ci spostiamo a casa dei Dissection (direi in Svezia. Ma non sono sicuro di voler sapere esattamente dove sia)!



Proseguiamo con le richieste: per Michele Massari abbiamo il video di 'Wild Child' degli W.A.S.P.!



Il pezzo più noto dei gallesi Budgie è senz'altro la loro 'Breadfan' (grazie ovviamente alla cover dei soliti Metallica): questa è di nuovo per Maximum Panzer, il leader della Panzer Division.
p.s.: certo che come look non è che si sforzassero tanto i Budgie, eh...



Ultima richiesta della serata! Stavolta sono i Pantera con la loro '5 minues alone' (per Stefano Espinoza).


Siamo in ritardo - ma visto che problemi tecnici vi hanno orbato di una canzone vi posto un pezzo lampo. '....you're dead!'
Ci vediamo sabato sera, stessa ora, stesso luogo.
Preparate le richieste!

Dario.

 

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Buon Primo Aprile a tutti - data la situazione potrebbe sembrare giusto uno scherzo - dalla "Musica di Antonio fra acqua santa e demonio" con la seconda puntata dedicata alle canzoni menzionate da Bob Dylan nella sua lunghissima Murder Most Foul. Com'è ormai noto, la canzone prende spunto dall'assassinio del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy (22 novembre 1963) per poi allargare lo sguardo a tutta l'ultima parte del XX secolo. Dylan lo fa menzionando un gran numero di canzoni e musicisti per lui importanti. Buffo che uno come lui sia così affascinato dalla storia della musica pur essendo un pilastro di quella stessa storia. Ecco dunque altri cinque pezzi da lui citati, seguiti da un brano dedicato a JFK e da uno inciso nel 1963 da Zimmy medesimo. Intanto la sigla.


THE WHO – ACID QUEEN
"Tommy, can you hear me, I'm the Acid Queen"
Questa è la versione proveniente dalla ridondante ma efficace trasposizione cinematografica di Tommy ad opera di Ken Russell. In un simile contesto inutile dire che Tina Turner è una "regina dell'acido" perfetta. Due curiosità: 1) Nella versione con la London Symphony Orchestra del 1972 il ruolo era stato affidato alla cantante scozzese Maggie Bell; 2) Si dice che, prima di scegliere Tina Turner, Russell avesse pensato a David Bowie. Il legame del personaggio Tommy con Kennedy resta vago, a meno di non considerarlo messia/agnello sacrificale al pari del Presidente.


HARRY BELAFONTE - OH FREEDOM
"Freedom, oh freedom, freedom over me"
Qui il legame con la storia degli Stati Uniti è invece evidente. Oh Freedom è un inno afroamericano che si dice risalente agli anni immediatamente successivi alla Guerra di Secessione, Si tratta di uno dei canti antisegregazionisti più noti e poderosi. Fra le molte versioni esistenti si è scelta quella di Harry Belafonte, non solo cantante ma anche portabandiera delle lotte per i Diritti Civili sempre e comunque.



"Wake up, little Susie, let's go for a drive"
Gli Everly Brothers furono fondamentali per la nascita della musica "giovane" nel secondo dopoguerra tanto quanto Elvis Presley e Chuck Berry. I genitori di Don e Phil erano cantanti country e i due ragazzi assorbirono la tradizione musicale bianca per poi fonderla con le suggestioni nere del rock'n'roll. Qui sono in playback, ma la loro vitalità, così come l'ascendente esercitato sui Beatles, risultano evidenti.

TOM JONES – WHAT'S NEW PUSSYCAT
"What's new pussycat? What 'd I say?"
Due canzoni in un unico verso! Parliamo della prima, tema dell'omonimo film diretto da Clive Donner nel 1965 e interpretato da stellone quali Peter O'Toole, Peter Sellers e Romy Schneider. Dello stesso calibro gli autori della canzone, ovvero la premiata coppia Burt Bacharach- Hal David. Quanto a Tom Jones, bisogna dire che all'epoca era parecchio popolare pure lui, sex bomb per signore che ancora sdegnavano il fascino più perverso di Mick Jagger.

RAY CHARLES – WHAT'D I SAY
"What's new pussycat? What 'd I say?"
Seconda delle due canzoni in un verso, What'd I Say è davvero una delle pietre miliari nella storia della musica con la sua fusione di jazz, r'n'b e gospel. Anche in questo caso il legame con Dylan può essere una suggestione associata agli anni '60 e alle loro rivoluzioni musicali. Oppure un più desolato "che dire?" legato alla morte di Kennedy. Ma, si sa, con Dylan è tutto possibile.

BOB DYLAN – BLOWIN' IN THE WIND
Non è la versione apparsa sull'album The Freewheelin' Bob Dylan. Qui siamo al festival di Newport del 1963, rassegna dedicata a folk, blues e gospel oltreché ostello di tutte le anime progressiste dell'America di quegli anni. Insieme a Dylan (decisamente deprecabile alla chitarra) c'è un parterre di stelle e buoni sentimenti rappresentato da Joan Baez (che non può esimersi dall'andare più alta di tutti con la voce), Peter, Paul & Mary, Freedom Singers e Pete Seeger (che ancora voleva bene a Bob prima del tradimento elettrico). Siamo alla fine di luglio del 1963, il Movimento per i Diritti Civili sembra invincibile. Mancano meno di quattro mesi all'assassinio di Kennedy, dopodiché la storia prenderà una piega diversa da quella auspicata dai ragazzi di Newport. Un saluto a tutti da Antonio Vivaldi e restate sintonici con Radio Discoclub65.

 

That's Folk! di Fausto Meirana

Christy Moore - Smoke And Strong Whiskey. Buon pomeriggio a tutti da Fausto Meirana. L'appuntamento odierno di questo excursus nella musica più o meno acustica che ho chiamato That's Folk! è totalmente dedicato ai folksinger e cantautori irlandesi, in un tentativo di mantenere un tema per ogni puntata. Un vero monumento, in questa categoria, è Christy Moore; questo brano sa d'Irlanda, e di whiskey (quello con la e).


Paul Brady - (no title). Il riferimento al pub nel brano precedente ci porta ad un brano registrato nel luogo per eccellenza della convivialità irlandese. Il brano di Paul Brady (che non sono riuscito a riconoscere e quindi rimane senza titolo) è registrato a Doyle's Pub di Dublino, e fa parte di piccolo documentario su Brady, che mostra affascinanti istantanee di Dublino nella neve.


Freddie White - The Parting Glass. Restiamo nella "drinking zone".Una delle più eseguite canzoni irlandese, di quelle che fanno commuovere alla prima nota, è certamente il canto di commiato di The Parting Glass (Riempitemi il bicchiere dell'addio e che la gioia sia con tutti voi!)


Swell Season - Into The Mystic. Collegando il prossimo brano all'eclettismo di Freddie White, ecco un altro irlandese cui piace rendere omaggio ai conterranei e alla sua patria. Il rosso Glen Hansard (qui nella versione Swell Season, il duo con Marketa Irglova) fa suo un classico di Van Morrison come Into The Mystic


Mike Scott & Steve Wickham - That's Folk! continua con una bella performance di un artista che non viene dall'Irlanda, ma ha dedicato alcuni dischi alla musica e alla poesia irlandese. Fisherman's Blues e An Appointment With Mr. Yeats sono due chiari tributi all'isola di smeraldo; dal primo di questi ascoltiamo quindi Fisherman's Blues.


Villagers - Courage. Adesso è l'ora di un interessante giovane cantautore, Conor O'Brien, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Villagers. Le sue canzoni, delicate ma intense, formano ormai un corpus piuttosto solido nell'ambito non così ampio dei cantautori dell'isola, in pieno contrasto lo sporadico Damien Rice, e il discontinuo Glen Hansard. Di seguito una bella versione dal vivo in un carcere (!) accompagnata dallo strumento nazionale irlandese.


Damien Rice - Delicate. Beh, visto che lo abbiamo nominato sottolineando la sua sporadicità nello scrivere canzoni e pubblicare dischi,ascoltiamo ora Damien Rice. Contrariamente ai dischi, i video che si trovano in rete sono veramente molti, con alcuni concerti interi molto interessanti. Da una di queste session, che risale al suo primo album "O", ascoltiamo uno dei suoi migliori brani, Delicate.


La puntata di oggi di That's Folk! sta per finire, vi ricordo il nome del curatore di questa tracklist, Fausto Meirana, che, divagando divagando, vi propone in chiusura un folksinger irlandese d'eccezione, che risulta un po' improvvisato e nervoso in questa breve esibizione. Curiosi? Lui si chiama Paul Hewson e, come Jack Frusciante, è provvisoriamente uscito dal gruppo... Radio Discoclub65 continua alle 15 con l'ora del deficiente e Dario Gaggero. Alla prossima.

 

 

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