Radio Disco Club 65

Blue Morning di Dario Gaggero

Buon sabato a tutti!
Come state?
Bentornati a una nuova puntata di Blue Morning, un'ora in compagnia della musica nera in quasi tutte le sue sfumature presentata dal sempre vostro Dario Gaggero.
Per proseguire la tradizione partiamo da New Orleans con la scatenata 'I'm Walkin'' del nostro ormai classico apripista Fats Domino!


 

Rieccomi tra voi. Avete sgranchito le gambe o nemmeno Fats è riuscito a scollarvi dal divano?
Proseguiamo la nostra carrellata con uno dei massimi esponenti del blues contemporaneo in Italia: il cantante, chitarrista e – soprattutto – armonicista Marco Pandolfi.
Questa 'Lucky Man' è tratta dal suo ultimo e bellissimo album, 'Ambrotype'


 

Salutiamo Marco, augurandoci che possa tornare presto a esibirsi sui palchi di mezzo mondo come prima. E' un periodo molto duro per tutti, anche per chi ha scelto la musica dal vivo come professione.
Pensavo che da oggi in poi potrei inserire un brano di blues italiano ad ogni puntata. Che ne dite?
Intanto continuiamo con un bel filmato di Luther Allison, qui purtroppo negli ultimi anni della sua vita.
Il pezzo è 'It Hurts Me Too' di Elmore James, live al Montreal International Jazz Festival nel 1997.



E' arrivato il momento di un po' di rock'n'roll!
Eccovi un duo di giovanissimi (Lorrie e Larry Collins – all'epoca di questa incisione rispettivamente 16 e 14 anni, anche se Larry da come canta sembra ne abbia 8) e la loro 'Whistle Bait'.
Aggressività vicina a certo punk, velocità elevata...e doppi sensi pensati per un pubblico più adulto, ad occhio.
Signore e signori, the Collins Kids!


 

Abbiamo qualche estimatore del British Blues tra il pubblico?
Eccovi un'intensa 'Jumping at Shadows', registrata dai Fleetwood Mac al Boston's Tea Party poco prima dell'abbandono di Peter Green – e conseguente cambio di genere della band.
(per i pignoli: è la versione in 'Live in Boston vol.1')


 

Parlando dei Collins Kids mi sono reso conto con dispetto di non aver ancora postato nulla dell'ex bambino prodigio Stevie Wonder. Nel periodo in cui incideva questa 'For Once In My Life' si stava avvicinando a grandi passi alla piena maturità artistica che l'avrebbe portato a scrivere capolavori come 'Innervisions', 'Talking Book' e 'Songs in the key of life'.
O, se siete GianPier Guspe, 'Journey through the secret life of plants'...


 

E' arrivato il momento di postare qualcosa di Errol Dixon!
Nato in Giamaica, trasferitosi prima a New York e poi in Inghilterra è stato per breve tempo membro della Ram Jam Band di Geno Washington prima di tornare al suo primo amore.
Tratto dal suo sottovalutato album 'Blues in the Pot' (Decca 1969), questa è 'Confusion Blues'.


 

Sessionman di lusso (ha prestato il suo sax a incisioni a Aretha Franklin, Nina Simone, Coasters e una lista di artisti lunga come la quaresima – molto appropriata per il periodo, dunque) e artista di grande successo anche a suo nome su etichetta Atco: chi è?
So che avete indovinato: King Curtis!
Questa è la sua Instant Groove.


 

Dopo tutto questo soul groooove torniamo alla base con un classico degli anni '80: i Fabulous Thunderbirds, capitanati da Kim Wilson e Jimmie Vaughan (il fratello maggiore di Stevie Ray, per chi non lo sapesse).
Questo è il videoclip (addirittura!) di 'Wrap it up'!


 

Ora abbiamo un gigante del blues! Presentato in via del tutto eccezionale da Roosevelt Sykes e accompagnato dagli Aces, questo è Otis Rush con la sua 'I can't quit you baby'.
Qualcuno forse ne ricorderà una cover nel primo album dei Led Zeppelin....


 

Prima abbiamo parlato di Geno Washington e della sua Ram Jam Band: ed ora è tornato il momento di ballare!
Questa versione soul di 'Que sera sera' è tratta dal loro album dal vivo 'Hand Clappin', Foot Stompin', Funky-Butt...Live!'

 E sulle note di finali di 'Que Sera Sera' (che diventa anche Twist and Shout alla fine, come avrete notato) vi saluto e vi auguro una buona giornata, nei limiti.
Vi ricordo che il prossimo appuntamento con 'Blue Morning' è per martedì prossimo.
Stasera invece i più coraggiosi mi seguano dalle 21 alle 22:30 con Heavy Metal Parking Lot, il programma settimanale di hard rock ed heavy metal sponsorizzato dalla Pagliaro Panzer Division!

ELUCUBRAZIONI – Una nuova rubrica di Dario Gaggero

Buongiorno, sono Dario Gaggero e ho un quiz per voi: qual è lo sport professionistico più onesto del mondo?
Esatto! Il wrestling!
Sono molto contento che abbiate indovinato e – anche se le ragioni sono sotto gli occhi di tutti – permettete che vi riassuma i perché di una risposta così ovvia.
Quante volte avete sospettato qualche combine in una partita di calcio? Quante volte avete pensato: 'hanno comprato l'arbitro, quei bastardi!'? (Se siete Enrico il Matematico la risposta è: sempre. Per gli altri la risposta probabile è: spesso). Quanti scandali legati al calcio scommesse ci devono essere ancora prima che la vostra fede nella rettitudine del 'campionato più bello del mondo' incominci a scricchiolare?
Nel wrestling non ci sono questi problemi: il pubblico ormai SA che gli esiti di un incontro sono predeterminati, ed è lì solo per godersi lo spettacolo. Così vi siete messi il cuore in pace e non ci pensate più.
Come dite? Il wrestling è finto? Attenzione, attenzione: questo è un punto delicato. Predeterminato non vuole dire necessariamente finto. Se è vero che non tutti i colpi vanno a segno e che la spettacolarità dell'azione a volte prende il sopravvento sulla plausibilità di certe mosse, vi assicuro che un lottatore di wrestling subisce mediamente più infortuni di qualsiasi giocatore di altri sport 'seri' (casi limite a parte, ovvio). E non fatemi fare il triste paragone con tutti quei giocatori di calcio che si contorcono in preda ad un dolore insopportabile per aver subito un fallo e – ottenuto l'agognato rigore – tornano freschi come rose qualche secondo dopo.
Io la mia ve l'ho detta, voi pensateci.
Ciao
Dario.

 

&t=28s

 

L'ora dell'Ignoranza di Diego Curcio

La seconda puntata dell'Ora dell'ignoranza, che dura meno di un'ora (state tranquilli) parte con un classico che più classico non si può. Un pezzo che oserei definire proto punk italiano. E' datato 1975 ed è cantato da... Nicola Di Bari. Avete capito proprio bene: il mitico artista di Zapponeta (Foggia) ci regala un brano di una sincerità e di una scorrettezza disarmanti intitolato "Sai che bevo, sai che fumo". L'ho sentito per la prima volta allo Zapata come intro del concerto dei Dalton (tra l'altro la band avrebbe dovuto suonare la scorsa settimana sempre allo Zapata, ma naturalmente è stato tutto annullato).



Restando sempre in Italia un altro pezzo ignorantissimo e stupendo - per me davvero un must - è "Ti ho visto in piazza" dei Truzzi Broders (può esistere un nome migliorare di questo per un gruppo?). Band di Torino della seconda metà degli anni Ottanta a cavallo tra punk e combat rock, ma con tanta ironia e voglia di fare come cacchio gli pare. Di recente hanno anche girato un documentario su di loro, che bramo di vedere.



Questa canzone dura meno di due minuti quindi ho poco tempo (scherzo mi sono preparato prima quello che dovevo scrivere). Comunque voi dovete leggere in fretta. Sono i finlandesi Eppu Normaali con "Poliisi pamputtaa taas", che credo parli di loro che scappano dalla polizia. Comunque un pezzaccio del punk minore (1978), che mi gasa ogni volta che lo metto su.



Un paio di anni fa ho letto una splendida biografia dei Ritmo Tribale intitolata "Uomini" scritta da Elisa Russo. "Uomini" è anche il titolo di una canzone stupenda della band milanese, contenuta nel primo ottimo disco "Kriminale" (che purtroppo mi manca). "Pippo pluto paperino ospedale militare questo congedo di merda me lo dovete dare" è pura poesia.


&t=21s


Dopo il punk finlandese ecco il post-punk bielorusso. Ma, questa volta, contemporaneo. Loro sono i Molchat Doma e questa è "Na dne". Una mia amica russa, quando glieli ho fatti sentire, mi ha detto: "Che testi tristi". Ma non ha aggiunto altro. Li ho visti un mese e mezzo fa a Savona e sono tre giovani truzzi coi baffoni e le tastiere. Fantastici.



"Beat my guest" di Adam and the Ants è stata una mia ossessione per anni (e forse lo è ancora). L'ho sentita per la prima volta in "Slc Punk fuori di cresta", film clamoroso visto a 16 anni che consiglio a tutti. Anni dopo (per un sacco di tempo ho campato con un mp3 beccato su Napster) ho comprato il 45 giri a Londra (è la b-side di "Stand and deliver" del 1981). Ha dei coretti stratosferici e una melodia che levati!



La mia adolescenza è quasi tutta qui: dentro questi due minuti di ignoranza belluina. Dopo aver letto "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" di Enrico Brizzi ho sposato la causa del punk e non ne sono più venuto fuori (per fortuna ho abbandonato quasi subito i Red Hot Chili Peppers che avevo iniziato ad ascoltare per emulazione). "Jack Punk" dei Frida Fenner era il pezzo che la band di Alex, il protagonista di "Jack Frusciante", suonava nel film tratto dal romanzo. Film che a tanti ha fatto cagare, ma che a me è piaciuto.



Questo invece è un po' di hop hop di quello italiano, di quello dei primi anni novanta, di quello bbbuono insomma. Una canzone che, fedele al suo titolo, mette una fifa blu. "Cinque minuti di paurta" del grandissimo Lou X. Freghe!



Chiudo con un omaggio a Discoclub con una bella leccata al vecchio Dario (Gian, non essere geloso) citando uno dei dischi dell'anno: quello dell'Esperimento del Dr. K, dove Dario canta (ed è il principale autore dei pezzi). L'album prodotto da Flamingo Records si intitola profeticamente "Terrore sul mondo" e il pezzo - altrettanto profeticamente (aspettate che faccio due scongiuri) - si chiama "La città verrà distrutta all'alba", come un celebre b-movie. Daje, ci sentiamo alla prossima. Forse.


Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
86
Valutazione Utenti
 
0 (0)