Radio Disco Club 65

Blue Morning di Dario Gaggero

Buongiorno a tutti e benvenuti all'appuntamento del sabato con Blue Morning!
Pronti per un nuovo viaggio nei meandri della musica nera (e zone limitrofe)?
Oggi partiamo con un cantante che abbiamo ingiustamente trascurato nelle puntate precedenti, dotato di una vocalità sorprendentemente dinamica che lo porterà nel corso della sua carriera a passare con nonchalance dal doo wop delle origini al rhythm and blues e dal rock 'n'roll al soul propriamente detto.
E' Jackie Wilson, 'Mr.Excitement' in persona (e sosia non ufficiale del nostro Defenu) qui con la sua 'That's why (I love you so)', del 1959.

 

Checchè ne dica quell'antipatico di Eric Clapton Sonny Boy Williamson II aveva veramente tutto dalla sua: espressività vocale, maestria nell'armonica, blues che sono diventati veri e propri standard, estetica (e non solo) da simpatica canaglia.
Lo saprete senz'altro già ma l'originale Sonny Boy Williamson non era lui – ha semplicemente fatto finta di esserlo nel dopoguerra.
Il 2 ce l'hanno messo i posteri per distinguerli.
Ci sarebbero mille aneddoti da raccontare su Sonny Boy (e molti sono senz'altro falsi, visto che li raccontava lui) ma è meglio lasciar parlare la sua musica.
Questa è la sua classica 'Keep it to yourself'.

 

 

Dopo più di vent'anni di gavetta sta finalmente affermandosi su scala internazionale (è stata recentemente anche in Italia) la virtuosa della slide Joanna Connor: qui rilegge dal vivo la 'Walkin' Blues' di Robert Johnson.

(Lo so, lo so. E' un po' una truzzata. Ma per ridestarsi dal torpore di questa quarantena ogni tanto un po' di volume ci vuole)

 

 

Passiamo a qualcosa di molto più oscuro: un funk/r&b dall'atmosfera insolitamente greve a firma Ricky Allen, nome minore della scena di Chicago che era tra i pionieri della commistione tra soul e blues che sarebbe esplosa nella seconda metà degli anni '60.
Qui rilegge in chiave più 'moderna' la sua 'Cut you a-loose' (siamo nel 1968 - l'originale è del 1963).

 

 

Presente sulla scena di Chicago a partire dagli anni '40, Eddie Boyd ha avuto una carriera lunga e artisticamente fortunata (ha composto la classica 'Five Long Years' e collaborato con almeno tre generazioni di bluesmen). Trascorse gli ultimi 20 anni della sua vita in Finlandia, disgustato dal razzismo ancora imperante negli States.

Ecco una versione per piano solo di 'Praise to My Baby'

 

 

Direttamente dai filmati della tournée europea della Stax (la Stax/Volt Revue) una delle coppie più sottovalutate della Soul Music: Sam & Dave!
Godetevi questa travolgente versione del loro classico 'Hold on, I'm Coming'

 

una coppia ad un'altra: uno dei sodalizi più celebri della storia del blues ha visto protagonisti due artisti assolutamente in grado di reggersi ognuno sulle proprie gambe. Sto ovviamente parlando di Junior Wells e Buddy Guy, entrambi dotati di una spiccata individualità che magicamente complementa quella dell'altro nei dischi che hanno inciso insieme. Qui sono dal vivo al Festival di Montreux con la loro 'When you see tears from my eyes'.

p.s. per gli Stones maniacs: volevo segnalarvi l'inusuale presenza di Bill Wyman al basso.

 

 

Dotato di un suono urticante come pochi altri (tutto basato sullo spericolato uso della slide e su ritmi serrati, privi dell'apporto di un basso vero e proprio) Hound Dog Taylor è stato per anni uno degli artisti di punta della storica etichetta Alligator di Blues Iglauer. Questa è 'Gimme Back My Wig', tratta dal suo primo album 'Hound Dog Taylor and the Houserockers'

 

 

Pronti a ballare? Sapete che per contratto devo mettere almeno un classico di New Orleans a puntata: è il turno di Benny Spellman è della sua 'Fortune Teller'.

 

 

Come in ogni puntata vi parlerò di un artista italiano: quello di oggi lo conoscerete tutti ma – come si suol dire – repetita iuvant.
E' il bluesman italiano del quale si è parlato di più sulla scena internazionale negli ultimi anni, e in un più è anche un nostro concittadino. Sto parlando di Dany Franchi, ovviamente.
Qui si cimenta con un classico di Eddie Taylor, tratto dal suo album 'Problem Child':

 

 

 Chiudiamo la trasmissione con un brano che ha sempre il potere di mettermi di buonumore. Spero funzioni anche con voi.
Lui è Big Joe Turner, il re degli shouter, e il brano è la sua 'Morning Glory'.

Ci vediamo martedì prossimo con una nuova puntata di 'Blue Morning'!

Ciao, Dario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

La quarta puntata dell'Ora dell'Ignoranza è dedicata alle nuove uscite punk. Partiamo dai NOFX, miei beniamini sin da quando avevo 15 anni emi capitò tra le mani "Heavy petting zoo": fu una botta tremenda. E anche se in tanti lo considerano un disco di merda resta uno dei miei fovoriti di tutti i tempi. Mike e soci stanno registrando il nuovo album (evvai!!!) e hanno già postato un paio di video. Questa è "PRBOB".


 

Tra i nemici giuriati dei NOFX ci sono senza dubbio gli Screeching Weasel. Ben e Mike, che un tempo erano super amici (tanto che gli SW hanno pubblicato un bel po' di dischi su Fat Wreack) hanno litigato qualche anno fa dopo che mr Weasel ha menato una tipa che lo stava insultando durante un concerto. Mike giustamente lo ha subito sfanculato e cacciato dall'etichetta. Da lì è scoppiato un vero delirio, ma non credo vi interessi più di tanto. Tutto questo per dire che gli Screeching Weasel hanno pubblicato un nuovo disco, "Some freaks of atavism" e questa è "She ain't your baby". L'album è meno brutto del previsto...


 

Ho parlato malissimo del nuovo album dei Green Day, soprattutto perché i primi tre singoli facevano cagare (più o meno) e l'album precedente era un cesso. In realtà - ma se lo dite in giro vi corco - questo "Father of all motherfuckers" non è poi così male. Anzi ha dei pezzi che mi piacciono parecchio come questo "Grafitia" (ok, sparate quando volete).

 

I Riccobellis sono una band punk-rock italiana ultradmente e ultradivertente. Sono fedelissimi al suono dei Ramones e hanno dalla loro che non si prendono mai troppo sul serio e se la credono zero. Quindi in alto i cuori. Sta per uscire il loro terzo album "Battlestar Galactica" e questo è un pezzo in anteprima "Born to die in Berlin".

 

 

Sta uscendo in questi giorni il terzo disco omonimo dei Pears, una delle migliori hardcore band di nuova generazione. Sono vecchia scuola, ma suonano anche moderni e diretti. Il fatto poi che questo pezzo faccia il verso (nel titolo) a una famosa canzone dei miei odiati Pink Floyd me li fa amare ancora di più. Beccatevi "Comfortably dumb".

 

 

Questo pezzo me l'ha chiesto il buon GianPier Guspe e chi sono io per negarglielo? Ok, magari non sarà un gran che (scherzo) ma ci voglio troppo bene a sto ragasso! Questi sono i laidissimi Richies e il brano, "Punk and Drunk" (che in realtà ho scelto io) ed è dedicato a quel precisino di Danilo Di Termini

 

 

Qui si fa davvero sul serio. Dopo non so quanto tempo sta per uscire un nuovo album con Ian MacKaye alla voce (e chitarra). E non solo: insieme a lui ci sono anche sua moglie Emy Farina alla batteria e Joe Lally al basso. Cioè una specie di crossover tra Fugazi e Evens. Il nome non è un gran che, Coriky, ma l'unico pezzo disponible, "Clean kill", mi piace un casino. Appena parte la voce di Ian, poi, è come se sentissi un colpo al cuore e mi venisse una sorta di nostalgia difficile da spiegare. Non vedo l'ora che esca il disco.

 

 

Le Thick per me sono una nuova e graditissima scoperta. Hanno appena publbicato un nuovo disco su Epitaph ("5 years behind") davvero niente male. Suonano un pop-punk venato di garage, in bilico tra melodie spigolose e chitarre pop (o forse è il contrario). Questa è "Sleeping through the weekend".
Ps finalmente la Epitaph ha mollato (per un momento) la trap

 

 

E' appena uscito su Area Pirata (ho ricevuto giusto ieri per posta il promo: grazie ragazzi!) il primo lp delle ottime Smalltown Tigers di Rimini. "Just friends", che era stato pubblicato anche come singolo, è il pezzo che apre l'album, intitolato "Five things". Tra Donnas, Bikini Kill e garage alla Detroit. Non fatevele scappare!

 

 

L'ultimo pezzo c'entra poco col punk, ma lo metto lo stesso perché i componenti di questa band strampalata di synth pop-rock anni Ottanta militano in alcuni gruppi punk (tipo i sopracitati Pears). Loro sono i Bandaid Brigade e hanno appena pubblicato lo strabiliante "I'm separate". Tastieroni a manetta e ritornelli sbuccia ginocchia sono la loro specialità. Questa è "Break the grid". Alla prossima, bestioline.

 

 

La musica di Antonio fra acqua santa e demonio di Antonio Vivaldi

Va ad iniziare su Radio Discoclub1965 la quinta puntata di "La musica di Antonio fra acqua santa e demonio". Anche oggi la scaletta propone brani tratti da album di pubblicazione recente, inclusa una ristampa. Quanto al consueto brano che non c'entra con gli altri, si è deciso di abbandonare, per l'occasione, la pesca dall'anno 1965 per omaggiare un artista che sta vivendo un momento difficile. Intanto la sigla, con un giovane Keith Jarrett che interpreta in chiave strumentale All I Want di Joni Mitchell.



SOCCER MOMMY - CIRCLE THE DRAIN
Tanto per iniziare rubiamo il lavoro a Ida Tiberio e al suo programma tutto ragazze con un album di uscita piuttosto recente. Soccer Mommy (vero nome Sophie Allison) ha 22 anni e vive a Nashville, ma è poco in sintonia con il country che le gira intorno. Color Theory è un disco sofferto, doloroso dove la musica funge, come spesso accade, da valvola di sfogo emotiva e creativa.


 

DESTROYER – CUE SYNTHESIZER
Non è un tipo troppo sereno neppure il canadese Dan Bejar, che da anni guida una formazione chiamata Destroyer. Come un po' tutti i precedenti , Have We Met è un disco di piccole (talora poco comprensibili testualmente) apocalissi raccontate con stile fascinoso e buon uso di suoni attuali e vintage.


 

MICHAEL KIWANUKA – HERO
Non voglio dire che Giancarlo e Dario non sappiano il fatto loro, però se al telefono di Discoclub rispondesse Michael Kiwanuka i clienti accorrerebbero a frotte solo per vedere a chi appartiene una voce tanto affascinante. L'album uscito sul finire dello scorso anno (Kiwanuka) ce lo propone bravissimo nel fondere classico soul, tocchi folk e arrangiamenti sontuosi. A tutto ciò Hero aggiunge anche un testo dai connotati black-militanti.


 

SWAMP DOGG – BILLY
Un maestro di Michael Kiwanuka potrebbe essere Jerry Williams Jr., in arte Swamp Dogg, bizzarro e debordante maestro di Southern Soul con un debole per il country. Il recentissimo album Sorry You Didn't Make propende per il secondo dei due generi, anche se Billy è una bellissima e tenue canzoni fuori da ogni categoria.


 

GENE CLARK – SILVER RAVEN
Una delle più belle ristampe del 2019 è stata quella dedicata a No Other di Gene Clark, improbabile disco country-glam che all'epoca dell'uscita (1974) non piacque né agli appassionati di country né a quelli di glam. Oggi è considerato un capolavoro fuori dal tempo. E anche un po' fuori dai sensi.


 

JACKSON BROWNE – BEFORE THE DELUGE
Come Fausto Meirana che mi ha preceduto un paio d'ore fa, anch'io ho scelto di chiudere il programma salutando Jackson Browne che ha da poco annunciato di essere positivo al Coronavirus. "Let the music keep our spirits high": vale per Jackson e per tutti noi. A risentirci da Antonio.

 

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