Radio Disco Club 65

Free Fall di Danilo Di Termini

Buongiorno a tutti, sono le 14 e sta per iniziare Free Fall – Jazz in caduta libera, la trasmissione dedicata al jazz (e dintorni) di questa bizzarra emittente che si chiama Radio DiscoClub 65.
Io sono Danilo Di Termini e in questo periodo sono abbastanza a mio agio perché per la prima volta sono legittimato a stare a casa a spulciare vecchie discografie, vedere film muti e leggere libri che non avevo mai avuto il coraggio di affrontare.
Ma non perdiamoci in chiacchiere: in questa puntata ascolteremo Joshua Redman, Brad Mehldau, Christian McBride, Brian Blade, Big Vicious, Avishai Cohen, Yonathan Avishai, Rahsaan Roland Kirk, Ennio Morricone, John Zorn, Roberta Nardi, Alberto Graziani, David Bowie.

Come sempre cominciamo con una novità. E che novità. L'etichetta Nonesuch ha annunciato per il 10 luglio l'uscita di RoundAgain, nuovo disco a nome di Joshua Redman, Brad Mehldau, Christian McBride e Brian Blade. Un all-star quartet, che aveva già registrato in questa formazione nel 1994 nel disco di Joshua Redman, MoodSwing. L'album conterrà sette inediti, tre di Redman, due di Mehldau e uno di McBride e Blade.
Sentiamo Right Back Round Again

 

Altra novità è il nuovo album di Avishai Cohen. Attenzione, questo è il trombettista e non il contrabbassista omonimo. Il nuovo progetto esce per ECM e si chiama Big Vicious, un originale ensemble formato da Yonatan Albalak alla chitarra Uzi Ramirez alla chitarra e basso, Aviv Cohen e Ziv Ravitz alla batteria ed elettroniche varie; avrebbero dovuto suonare in Italia a marzo, ma ovviamente la data è saltata. Voci ben informate ci dicono che sarebbero stati anche a Genova, al Gezmataz di Marco Tindiglia, ma a questo punto chissà...
Peccato perché la loro musica è davvero interessante, mescola rock, pop, trip-hop, ma tiene salda la barra del jazz. Sentiamoli comunque dal vivo, da un'esibizione dello scorso anno al festival francese Jazz sous les Pommiers, Pyramid Song (sì quella dei Radiohead)

 

A settembre era uscito un altro disco di Avishai Cohen; si tratta di Playing The Room, in duo con il pianista Yonathan Avishai. Conteneva una delicatissima cover di Sir Duke di Stevie Wonder. Eccola:

 

Adesso grazie a Stevie Wonder torniamo indietro nel tempo e facciamo visita a Rahsaan Roland Kirk, sassofonista prodigioso, noto per la sua capacità di suonare più strumenti contemporaneamente, oltre che inventore di una tecnica in cui si soffia e canta nelllo strumento. Grandissimo flautista, cieco dall'infanzia per una sciagurata disgrazia, è scomparso prematuramente a soli 41 anni nel 1977.
Riascoltiamolo proprio con una cover di un pezzo di Stevie Wonder, My Cherie Amour


 

Inevitabile a questo punto andare da Stevie Wonder, uno degli artisti più geniali della storia della musica tutta. Prima del brano di Roland Kirk avevamo ascoltato Sir Duke, brano dedicato a Duke Ellington e proveniente dal meraviglioso doppio album del 1976, Songs in the Key of Life. Proprio a quello stesso periodo appartiene questo raro filmato di "As".

 

Restiamo nel 1976 quando usciva anche un film piuttosto discutibile a regia di Carlo Lizzani, si intitolava Ore 22 (San Babila ore 20: un delitto inutile). Ne abbiamo discusso recentemente con l'amico Diego Curcio che lo considera un film di culto; io l'ho trovato approssimativo, improbabile e piuttosto ideologico. Su una cosa siamo d'accordo: la colonna sonora di Ennio Morricone è come quasi sempre accade molto interessante. Ascoltare per credere

 

Se si parla di Morricone applicato al jazz inevitabile arrivare a John Zorn. In uno dei suoi dischi più famosi (prima che ne sfornasse una dozzina al mese...) c'è The Big Gundown – John Zorn plays the music of Ennio Morricone. Uscito nel 1986 con un gruppo che comprendeva Bill Frisell, Bobby Previte, Tim Berne, Arto Lindsay, Fred Frith e molti altri ancora, ripropone molti titoli celebri (e meno) del grande compositore romano. Sentiamo la sua rilettura di Il Clan dei siciliani, film del 1969 di Henri Verneuil con Alain Delon, Jean Gabin, Lino Ventura e anche il nostro Amedeo Nazzari.

 

Anche oggi siamo andati in giro su Facebook a sfrucugliare tra i post che gli amici musicisti stanno condividendo in questi giorni in cui si ha molto tempo per ascoltare e fare nuove scoperte.
Grazie a Roberta Nardi ho conosciuto Chiquinha Gonzaga, una compositrice, pianista e prima direttrice d'orchestra brasiliana. Prima, perché stiamo parlando degli anni a cavallo tra fine '800 e inizio '900! In Brasile è molto famosa visto che nel 2012 è stata istituita la Giornata nazionale della musica popolare, celebrata il giorno del suo compleanno, il 17 ottobre.
Roberta nel giugno dell'anno scorso insieme al chitarrista Alberto Graziani si è esibita in piazza dei Garibaldi, nel centro storico di Genova. Una videoregistrazione molto semplice, ma un'esibizione davvero toccante di una bellissima canzone, Lua Branca.

 

Dalla luna ad una Stella, che purtroppo ci ha lasciato. Sto parlando di David Bowie che nelle sue poliedriche trasformazioni musicali ha sfiorato più volte il mondo del jazz. Nell'ultimo disco poi la presenza di musicisti come Donny McCaslin o Mark Guiliana e di brani come Sue (Or in a Season of Crime) composto insieme a Maria Schneider, hanno spostato decisamente la musica del duca Bianco verso sonorità più affini alla musica che vi proponiamo.
A proposito, prima di lasciarvi vi ricordiamo che in questa puntata abbiamo ascoltato Joshua Redman, Brad Mehldau, Christian McBride, Brian Blade, Big Vicious, Avishai Cohen, Yonathan Avishai, Rahsaan Roland Kirk, Ennio Morricone, John Zorn, Roberta Nardi, Alberto Graziani, David Bowie.
Ritrovate tutto come sempre sul sito di Disco Club o tra poco in una comoda playlist su Spotify. L'appuntamento con Free Fall e il jazz di danilo Di Termini è martedì prossimo.
Vi lascio con Dark Star di David Bowie. Buon weekend.

 

Blue Morning di Dario Gaggero

Buongiorno a tutti e benvenuti all'appuntamento del sabato con Blue Morning!
Pronti per un nuovo viaggio nei meandri della musica nera (e zone limitrofe)?
Oggi partiamo con un cantante che abbiamo ingiustamente trascurato nelle puntate precedenti, dotato di una vocalità sorprendentemente dinamica che lo porterà nel corso della sua carriera a passare con nonchalance dal doo wop delle origini al rhythm and blues e dal rock 'n'roll al soul propriamente detto.
E' Jackie Wilson, 'Mr.Excitement' in persona (e sosia non ufficiale del nostro Defenu) qui con la sua 'That's why (I love you so)', del 1959.

 

Checchè ne dica quell'antipatico di Eric Clapton Sonny Boy Williamson II aveva veramente tutto dalla sua: espressività vocale, maestria nell'armonica, blues che sono diventati veri e propri standard, estetica (e non solo) da simpatica canaglia.
Lo saprete senz'altro già ma l'originale Sonny Boy Williamson non era lui – ha semplicemente fatto finta di esserlo nel dopoguerra.
Il 2 ce l'hanno messo i posteri per distinguerli.
Ci sarebbero mille aneddoti da raccontare su Sonny Boy (e molti sono senz'altro falsi, visto che li raccontava lui) ma è meglio lasciar parlare la sua musica.
Questa è la sua classica 'Keep it to yourself'.

 

 

Dopo più di vent'anni di gavetta sta finalmente affermandosi su scala internazionale (è stata recentemente anche in Italia) la virtuosa della slide Joanna Connor: qui rilegge dal vivo la 'Walkin' Blues' di Robert Johnson.

(Lo so, lo so. E' un po' una truzzata. Ma per ridestarsi dal torpore di questa quarantena ogni tanto un po' di volume ci vuole)

 

 

Passiamo a qualcosa di molto più oscuro: un funk/r&b dall'atmosfera insolitamente greve a firma Ricky Allen, nome minore della scena di Chicago che era tra i pionieri della commistione tra soul e blues che sarebbe esplosa nella seconda metà degli anni '60.
Qui rilegge in chiave più 'moderna' la sua 'Cut you a-loose' (siamo nel 1968 - l'originale è del 1963).

 

 

Presente sulla scena di Chicago a partire dagli anni '40, Eddie Boyd ha avuto una carriera lunga e artisticamente fortunata (ha composto la classica 'Five Long Years' e collaborato con almeno tre generazioni di bluesmen). Trascorse gli ultimi 20 anni della sua vita in Finlandia, disgustato dal razzismo ancora imperante negli States.

Ecco una versione per piano solo di 'Praise to My Baby'

 

 

Direttamente dai filmati della tournée europea della Stax (la Stax/Volt Revue) una delle coppie più sottovalutate della Soul Music: Sam & Dave!
Godetevi questa travolgente versione del loro classico 'Hold on, I'm Coming'

 

una coppia ad un'altra: uno dei sodalizi più celebri della storia del blues ha visto protagonisti due artisti assolutamente in grado di reggersi ognuno sulle proprie gambe. Sto ovviamente parlando di Junior Wells e Buddy Guy, entrambi dotati di una spiccata individualità che magicamente complementa quella dell'altro nei dischi che hanno inciso insieme. Qui sono dal vivo al Festival di Montreux con la loro 'When you see tears from my eyes'.

p.s. per gli Stones maniacs: volevo segnalarvi l'inusuale presenza di Bill Wyman al basso.

 

 

Dotato di un suono urticante come pochi altri (tutto basato sullo spericolato uso della slide e su ritmi serrati, privi dell'apporto di un basso vero e proprio) Hound Dog Taylor è stato per anni uno degli artisti di punta della storica etichetta Alligator di Blues Iglauer. Questa è 'Gimme Back My Wig', tratta dal suo primo album 'Hound Dog Taylor and the Houserockers'

 

 

Pronti a ballare? Sapete che per contratto devo mettere almeno un classico di New Orleans a puntata: è il turno di Benny Spellman è della sua 'Fortune Teller'.

 

 

Come in ogni puntata vi parlerò di un artista italiano: quello di oggi lo conoscerete tutti ma – come si suol dire – repetita iuvant.
E' il bluesman italiano del quale si è parlato di più sulla scena internazionale negli ultimi anni, e in un più è anche un nostro concittadino. Sto parlando di Dany Franchi, ovviamente.
Qui si cimenta con un classico di Eddie Taylor, tratto dal suo album 'Problem Child':

 

 

 Chiudiamo la trasmissione con un brano che ha sempre il potere di mettermi di buonumore. Spero funzioni anche con voi.
Lui è Big Joe Turner, il re degli shouter, e il brano è la sua 'Morning Glory'.

Ci vediamo martedì prossimo con una nuova puntata di 'Blue Morning'!

Ciao, Dario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

La quarta puntata dell'Ora dell'Ignoranza è dedicata alle nuove uscite punk. Partiamo dai NOFX, miei beniamini sin da quando avevo 15 anni emi capitò tra le mani "Heavy petting zoo": fu una botta tremenda. E anche se in tanti lo considerano un disco di merda resta uno dei miei fovoriti di tutti i tempi. Mike e soci stanno registrando il nuovo album (evvai!!!) e hanno già postato un paio di video. Questa è "PRBOB".


 

Tra i nemici giuriati dei NOFX ci sono senza dubbio gli Screeching Weasel. Ben e Mike, che un tempo erano super amici (tanto che gli SW hanno pubblicato un bel po' di dischi su Fat Wreack) hanno litigato qualche anno fa dopo che mr Weasel ha menato una tipa che lo stava insultando durante un concerto. Mike giustamente lo ha subito sfanculato e cacciato dall'etichetta. Da lì è scoppiato un vero delirio, ma non credo vi interessi più di tanto. Tutto questo per dire che gli Screeching Weasel hanno pubblicato un nuovo disco, "Some freaks of atavism" e questa è "She ain't your baby". L'album è meno brutto del previsto...


 

Ho parlato malissimo del nuovo album dei Green Day, soprattutto perché i primi tre singoli facevano cagare (più o meno) e l'album precedente era un cesso. In realtà - ma se lo dite in giro vi corco - questo "Father of all motherfuckers" non è poi così male. Anzi ha dei pezzi che mi piacciono parecchio come questo "Grafitia" (ok, sparate quando volete).

 

I Riccobellis sono una band punk-rock italiana ultradmente e ultradivertente. Sono fedelissimi al suono dei Ramones e hanno dalla loro che non si prendono mai troppo sul serio e se la credono zero. Quindi in alto i cuori. Sta per uscire il loro terzo album "Battlestar Galactica" e questo è un pezzo in anteprima "Born to die in Berlin".

 

 

Sta uscendo in questi giorni il terzo disco omonimo dei Pears, una delle migliori hardcore band di nuova generazione. Sono vecchia scuola, ma suonano anche moderni e diretti. Il fatto poi che questo pezzo faccia il verso (nel titolo) a una famosa canzone dei miei odiati Pink Floyd me li fa amare ancora di più. Beccatevi "Comfortably dumb".

 

 

Questo pezzo me l'ha chiesto il buon GianPier Guspe e chi sono io per negarglielo? Ok, magari non sarà un gran che (scherzo) ma ci voglio troppo bene a sto ragasso! Questi sono i laidissimi Richies e il brano, "Punk and Drunk" (che in realtà ho scelto io) ed è dedicato a quel precisino di Danilo Di Termini

 

 

Qui si fa davvero sul serio. Dopo non so quanto tempo sta per uscire un nuovo album con Ian MacKaye alla voce (e chitarra). E non solo: insieme a lui ci sono anche sua moglie Emy Farina alla batteria e Joe Lally al basso. Cioè una specie di crossover tra Fugazi e Evens. Il nome non è un gran che, Coriky, ma l'unico pezzo disponible, "Clean kill", mi piace un casino. Appena parte la voce di Ian, poi, è come se sentissi un colpo al cuore e mi venisse una sorta di nostalgia difficile da spiegare. Non vedo l'ora che esca il disco.

 

 

Le Thick per me sono una nuova e graditissima scoperta. Hanno appena publbicato un nuovo disco su Epitaph ("5 years behind") davvero niente male. Suonano un pop-punk venato di garage, in bilico tra melodie spigolose e chitarre pop (o forse è il contrario). Questa è "Sleeping through the weekend".
Ps finalmente la Epitaph ha mollato (per un momento) la trap

 

 

E' appena uscito su Area Pirata (ho ricevuto giusto ieri per posta il promo: grazie ragazzi!) il primo lp delle ottime Smalltown Tigers di Rimini. "Just friends", che era stato pubblicato anche come singolo, è il pezzo che apre l'album, intitolato "Five things". Tra Donnas, Bikini Kill e garage alla Detroit. Non fatevele scappare!

 

 

L'ultimo pezzo c'entra poco col punk, ma lo metto lo stesso perché i componenti di questa band strampalata di synth pop-rock anni Ottanta militano in alcuni gruppi punk (tipo i sopracitati Pears). Loro sono i Bandaid Brigade e hanno appena pubblicato lo strabiliante "I'm separate". Tastieroni a manetta e ritornelli sbuccia ginocchia sono la loro specialità. Questa è "Break the grid". Alla prossima, bestioline.

 

 

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