Radio Disco Club 65

Coverlandia di Gian


Questa puntata la dedichiamo ai grandi nomi della canzone italiana anni sessanta (e non solo, ci sono ancora adesso), inevitabilmente anche loro "sfruttatori" di successi stranieri.
Visto che vengo considerato il maggior fan vivente di Celentano del negozio, non posso non incominciare dal Moleggiato.
La storia della sua "Pregherò" è nota. Nei primi anni sessanta chi conosceva Ben E. King? Pochi. Quindi, quando quelli del Clan ne hanno fatto la versione italiana, hanno pensato bene di metterla a loro nome. Solo molti anni dopo i veri autori, accortisi di quanto avesse venduto in Italia la cover del loro pezzo, hanno chiesto i diritti d'autore. Ecco Adriano nel 1962.



E questo l'originale di Ben E. King del 1961, in realtà derivato molto liberamente dall'inno gospel dallo stesso titolo composto dal Rev. Tindley nel 1905 e inciso dal gruppo vocale Staple Singers nel 1955.



Passiamo al contraltare femminile di Celentano, stesso successo e un'amicizia che dura tuttora: Mina. Nel 1964 incise un pezzo di grande successo: Città vuota.



L'originale era di Gene McDaniels, cantautore americano che ha avuto il suo più grande successo discografico nei primi anni '60 e poi ha scritto pezzi per famosi artisti, tipo Roberta Flack, Ray Charles e molti altri. Questa la sua It's A Lonely Town del 1963.



Gene McDaniels ci riporta ad Adriano. Rimaniamo al 1962 (quanti 45giri ha venduto quell'anno?), altro successo "Stai lontana da me", con questo pezzo vince anche il Cantagiro del 1962.



E di chi era l'originale? Sempre di lui, Gene McDaniels, con Tower Of Strength del 1961.



Altra vecchia signora della canzone, Ornella Vanoni. Già vi abbiamo fatto sentire la sua versione di un pezzo dei Genesis nella prima puntata. Questo è ancora più famoso e lo ha inciso nel 1972.



Non mi ricordo più chi lo ha scritto. Ah sì, forse questo.



Ed eccoci di nuovo a Celentano. Due anni dopo, 1964, "Il problema più importante" rimasto per anni l'inno del ragazzo sfigato, surclassato poi nel 1981 da Teorema di Ferradini.



L'originale era di Freddie and the Dreamers del 1963, anche se la versione che ha venduto di più rimane quella di Timi Yuro. Io vi faccio sentire quella degli autori.



Mina si appoggiava più ad autori indigeni, ma nel 1972 si fa affascinare da un pezzo americano di Carole King, facendone una versione italiana, "Io ti amavo quando..."



Carole King la scrisse nel 1971 insieme a James Taylor e fa parte del suo album più famoso "Tapestry".



Ancora una di Adriano ve la dovete sopportare, la meno famosa, "Il contadino". Si era già nel 1984, era il pezzo iniziale dell'album "I miei americani".



L'originale era di molti anni prima, il 1966, del fantastico duo Sam & Dave



E concludiamo con il secondo pezzo di Ornella. Lei non cerca mai autori sconosciuti, va sul sicuro, dopo i Genesis e John Lennon, ora tocca a Leonard Cohen. Eccovi "La famosa volpe azzurra", col testo italiano di Fabrizio De Andrè. Del 1980.



Nell'originale del 1971 al posto della volpe c'era un impermeabile...


 

Anche stasera è finita, torno alle letture serali. Ho sconfitto Graham Green! Ma mi sono buttato su un altro Meridiano, spero di non finirlo prima della riapertura del negozio, sarebbe un brutto segno... Questa volta sono avvantaggiato, è quello di Buzzati e due romanzi li ho già letti nei primi anni sessanta, "Il deserto dei Tartari" (da cui è stato tratto l'omonimo film con colonna sonora di Morricone) e "Un amore", ma rimangono sempre 1000 pagine...


 

Elucubrazioni di Dario Gaggero

Bentornati a questa rubrica che non volevate e non aspettavate ma vi beccate lo stesso perché Gian vuole che faccia almeno una puntata alla settimana.
Partiamo con una confessione umiliante: sono passati solamente una ventina di giorni da quando le misure di contenimento più stringenti sono entrate in vigore ed io ho già ceduto alla peggiore delle tentazioni.
So che molti che mi conoscono di persona e leggeranno queste righe rimarranno delusi e amareggiati da questo voltafaccia.
'Non ci si può più fidare di nessuno!', diranno certi.
'Ho sempre pensato che la sua fosse solamente una posa. Bastava guardarlo negli occhi!' affermeranno altri.
Ebbene sì, lo ammetto: ho ceduto al più vile degli impulsi ed ho cominciato a METTERE A POSTO CASA.
Dibattendomi invano tra mucchi di polvere semoventi, mobili dalla funzione misteriosa ereditati da chissà chi e gli ormai consueti mucchi di libri, dischi e dvd (a qualcuno interessano copie multiple di film di inenarrabile bruttezza? Pare che nel tempo sia riuscito ad accumulare più doppioni che in una raccolta di figurine) sono incappato in un fenomeno che voglio sottoporre alla vostra attenzione: le FOTOTESSERE.

foto 1foto 2Ora: è mai possibile che proprio la foto che vi accompagnerà per un lasso di tempo abbastanza lungo e che dovrete in teoria esibire nelle situazioni più 'ufficiali' faccia così inesorabilmente schifo? Qual è la causa?
Scarsa propensione alla posa? Autosabotaggio (consapevole o meno)? Ansia da prestazione? Un complotto dei gestori dei gabbiotti che fanno fototessere per farle sempre più brutte così vi vergognate troppo e dovete rifarle cacciando fuori altri cinque euro?
Fatemi sapere come la pensate.
Io allego due esempi, presi a qualche mese di distanza uno dall'altro. Fate lo stesso, se osate.
Anzi facciamo di più, lanciamo il primo evento di Radio Discoclub65, l'evento "Fototessera".
Se avete il coraggio mandateci le vostre.

Dario.

P.S.: volevo tranquillizzare i miei tanti fan. Il 'pezzo' di cui sopra è un'opera di fiction. Nessun mucchio di polvere semovente è stato maltrattato nei venti giorni appena trascorsi.

La musica di Antonio fra acqua santa e demonio di Antonio Vivaldi

Buona domenica a tutti dalla "musica di Antonio tra acqua santa e demonio". Per un paio di puntate ho scelto di abbandonare l'attualità discografica per qualcosa che dall'attualità nasce e poi va molto indietro nel tempo. Bob Dylan ha da poco pubblicato Murder Most Foul, il pezzo più lungo della sua carriera che prende spunto dall'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, il 22 novembre 1963 a Dallas. Oltre a raccontare in forma di cronaca trasfigurata l'epocale evento, Dylan menziona una serie di canzoni che, probabilmente, furono per lui fondamentali e che servono a tracciare anche una storia della parte finale del '900. Ma intanto la sigla.

GERRY AND THE PACEMAKERS – FERRY CROSS THE MERSEY
"Ferry cross the Mersey and go for the throat".
Si parla, ovviamente della British invasion, ovvero la musica inglese che invade gli Stati Uniti nel 1965. Poco prima sono menzionati anche i Beatles.

THE LOUVIN BROTHERS – CASH ON THE BARRELHEAD
"Cash on the barrel head, money to burn"
Ira e Charles Louvin erano due fratelli che, fra gli anni '50 e '60, proposero un'interessante fusion di country, bluegrass, religione e, in questo caso, rock'n'roll o quasi. Il brano è del 1961 ed è stato interpretato anche da Gram Parsons ed Emmylou Harris.

LOUIS ARMSTRONG – ST. JAMES INFIRMARY
"St. James Infirmary and the Port of King James"
Un celeberrimo inno alla dissipazione nella sua versione più classica, quella di Louis Armstrong, datata 1928.

LARRY WILLIAMS – DIZZY MISS LIZZY
"You got me dizzy, Miss Lizzy
Larry Williams fu artista di rock'n'roll e rhythm & blues che avrebbe meritato maggiore fortuna e che invece conobbe una morte tragica. Dizzy Miss Lizzy è il suo pezzo più noto, interpretato anche dai Beatles.

THE EAGLES – TAKE IT TO THE LIMIT
"Play Don Henley, play Glenn Frey / Take it to the limit and let it go by"
La menzione degli Eagles è sorprendente, anche perché il pezzo di molto successivo al 1963. Si trova infatti su One Of These Nights del 1975. Il pezzo non lo canta né Don Henley né Glenn Frey ma Randy Meisner.

NEIL YOUNG – CAPTAIN KENNEDY
Ai pezzi menzionati da Bob Dylan in Murder Most Foul aggiungiamo questa canzone chiamata Captain Kennedy dove il legame con John Fitzgerald Kennedy è in verità piuttosto vago. Però è una ballatona folk dai toni epici che potrebbe essere considerata un classico nascosto del musicista canadese.

BOB DYLAN – A HARD RAIN'S A-GONNA FALL
Infine un brano di Bob Dylan datato 1963, dunque l'anno dell'assassinio di JFK. L'apocalittica A Hard Rain's A-Gonna Fall fa pensare a quanto ci sta succedendo in questi giorni

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