Radio Disco Club 65

L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

Questa nuova puntata dell'Ora dell'ignoranza è dedicata alla musica genovese... ma come potete immaginare non ci saranno né De Andrè né altre artisti o gruppi blasonati. Io preferisco cose più underground o rumorose e quindi, per questa mezzoretta di musica, vi cuccherete una carrellata di punk e affini. Iniziamo con i miei preferiti (per tante ragioni che non sto neppure a raccontare) i Dirty Actions, una delle prime punk band nate sotto la Lanterna. Nel 1980 hanno pubblicato un 45 giri per la Cramps Records nella serie Rock 80 e un paio di anni dopo sono apparsi sulla compilation "Gathered". Negli ultimi 15 anni Johnny Grieco, il cantante della gruppo (che inizialmente divideva il microfono con Mario Benvenuto) ha dato il via a una meritoria opera di recupero del materiale della band. Ecco qui una versione di "Bandana boys" tratta dalla raccolta uscita nel 2006.



I rivali-amici dei Dirty Actions, nei primi Ottanta, erano gli Scortilla di Aldo e Pivio che recentemente hanno pubblicato un disco nuovo di zecca, che trovate anche da Disco Club. Gli Scortilla erano più sintetici e meno punk dei Dirty, guardavano a Pil e Ultravox! e nell'84 fecero il botto con il 45 giri "Fahrenhehit 451" che li portò persino al Festivalbar. Ma quando sembrava che stessero davvero per decollare si sciolsero. Ecco quel mitico pezzo di 36 anni fa.



Tra i miei gruppi preferiti della scena underground genovese ci sono sicuramente gli Sleeves dei fratelli Cheldi. Una band che metteva insieme alcuni veterani della scena punk di fine Settanta-primi Ottanta e che, a fine Ottanta, suonava un rock desertico e psichedelico (ma sempre con attitudine punk) figlio dei Dream Syndincate. Gli Sleeves hanno pubblicato un lp e un mini stupendi. Questa è "Always the sun go down".

 

Negli anni Novanta, in piena ondata posse, a Genova nacqua una band incredibile che mescolava rap, ragamuffin, reggae e trallallero. I Sensasciou di Bob Quadrelli (già bassista dei Dirty Actions), Bobby Soul (voce black della Genova degli ultimi 30 anni) e Renato Rassi hanno letteralmente inventato un suono unico e irripetibile, arricchito da testi caustici ed ironici, cantanti in dialetto genovese. Questa è "Zena bruxa" dal primo ep "Cangia sta vitta" del 1993.



E parlando di musica in dialetto genovese (no, non sto per mettere i Trilli, anche se...) ecco la versione autoctona dei Ramones: i Ramoni, specializzati in cover delle canzoni dei 4 finti fratellini newyorkesi in zeneize. Anche qui le radici dei componenti affondano nella scena punk-hc genovese degli anni Ottanta (Crapping Dogs, Lost). Il gruppo, formato da Franco, Marco e Annalisa è nato soprattutto per divertimento e ha pubblicato uno split con i concittadini Beat-Offs nel 1996. Dopo lo scioglimento e qualche anno di silenzio i Ramoni sono rinati, con altri musicisti.



Un paio di anni fa su etichetta Spittle è uscita una compilation bellissima sul punk e la new wave ligure, che ha fatto giustizia di una scena molto fertile, ma che aveva lasciato poche testimonianze sonore. Parlo di "391 vol.5 Liguria Voyage Through The Deep 80s Underground In Italy". Tra le tante chicche contenute in questi due splendidi cd c'è "Sweet tast" dei MetalBody, una band che guardava al post-punk inglese più dark e cupo, senza disdegnare la melodia.



Qui invece torniamo agli anni Novanta e al punk-rock ramonesiano. Dalle ceneri dei Beat-Offs nacquero gli Ignoranti, che oltre a segnare una generazione di punkrocker (non solo a Genova) hanno tenuta viva la scena cittadina organizzando concerti e fondando un'etichetta-negozio di dischi (Wynona Records) fondamentale. Questa è la loro canzone più famosa, "Veronica", dall'esordio "Vent'anni di sconfitte" del 1998.



La scena underground genovese, però, non vive di soli ricordi. Anzi oggi è più attiva che mai. Quindi chiudo con una doppietta di band molto interessanti: una assai particolare e una hc, che fanno parte entrambe dell'affollato sottobosco cittadino. Parto dall'Alcalde de la Noche (il sindaco della notte), il progetto italo-disco di Michele e Fabio. A un primo ascolto sembrano degli emuli dei Righeira, ma dietro c'è un concept davvero particolare: la canzoni parlano della Spagna post franchista degli anni Ottanta e Novanta, con alcuni personaggi e luoghi mitici di quegli anni. Questa è "El sueno de Blanca Fernandez Ochoa" dal loro primo truzzissimo e bellissimo ep.



La puntata dell'Ora degll'ignoranza si conclude con gli Small Thing, band in cui milia Alberto di Flamingo Records, che insieme alla moglie Emi sta facendo molto per la scena punk genovese con il loro negozio-etichetta. I ragazzi hanno pubblicato l'anno scorso un bel vinile omonimo di hc ruvido e ultraveloce, tra anarchopunk e NOFX. Una bella botta per tenervi svegli. Questa è "Stray dog"


 

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Un saluto da Antonio Vivaldi e dalla sua rubrica "La musica di Antonio fra acqua santa e demonio". Dopo le due puntate dedicate alle canzoni menzionate in Murder Most Foul di Bob Dylan si ritorna al formato classico. Ci saranno quindi cinque brani tratti da dischi di pubblicazione recente, uno dei quali è una ristampa. La chiusura è affidata, ancora una volta, a una canzone del 1965 in omaggio al titolo di questa pagina FB e, ovviamente, all'anno d'apertura del negozio Discoclub. Intanto la sigla: All I Want di Joni Mitchell nella versione strumentale di Keith Jarrett.


JULIAN COPE – YOUR FACEBOOK, MY LAPTOP - La puntata odierna è decisamente virata verso il demonio con l'acqua santa pressoché assente. Lo dimostra questo incipt affidato all'arcidruido (wow, paganesimo!) Julian Cope. Self Civil War è un album con tutti i tratti caratteristici della musica dell'ex Teardrop Explodes, dalla psichedelica con suggestioni kraut alle schitarrate infinite alle ballate acustiche. Your Facebook, My Laptop è un brano sorprendentemente conciso che ce lo mostra anche parecchio attento (ma con occhio per forza di cose critico) alla modernità.


THE THIRD MIND – REVERBERATION - Un supergruppo alternativo guidato da Dave Alvin (ricordate i Blasters?), una maxisession con spazio all'improvvisazione e alcune cover di culto. E' il caso di Reverberation, deragliante classico psichedelico dei 13th Floor Elevators di Roky Erickson.


LEE RANALDO & RAÜL REFREE – WORDS OUT OF THE HAZE - Rocker iconoclasta con i Sonic Youth e sperimentatore a 360° a proprio nome, Lee Ranaldo incontra Raül Refree, compositore catalano con un debole per il flamenco. Tales Of North End Women è un album che mette insieme con naturalezza un gran numero di idee fra loro diverse aggiungendo anche bei to cchi melodici.


BLACK LIPS – RUMBLER - Appena meno scalcinati rispetto agli esordi, i Black Lips continuano a divertire con uno stile che un tempo avremmo definito cowpunk e canzoni simpaticamente debosciate. Il loro ultimo album ha un titolo che di questi tempi andrebbe preso alla lettera: Sing In A World That's Falling Apart, ovvero "Canta in un mondo che sta andando a pezzi".


PETER LAUGHNER –SYLVIA PLATH - Lo scorso anno è uscito un cofanetto in cinque cd che ricorda la poco nota figura di Peter Laughner. Personaggio-chiave del rock proto-punk di Cleveland, Laughner fece parte dei Rocket Form The Tombs e dei primissimi Pere Ubu e per un attimo fu candidato a entrare nei Television. Le sue canzoni mostravano un spirito esistenzialista e dissipato affine a quello di Lou Reed. Purtroppo la dissipazione ebbe la meglio sul talento e Laughner morì nel 1977 a nemmeno 25 anni. Sylvia Plath è uno splendido e dolente omaggio alla grande poetessa morta suicida, percepita probabilmente come anima affine.


BOB DYLAN – SUBTERRANEAN HOMESICK BLUES - In chiusura un veloce rimando alle due precedenti puntate, dedicate a Murder Most Foul di Dylan. Il nostro pezzo datato 1965 è quindi di Zimmy ed è Subterranean Homesick Blues, primo momento elettrico del suo repertorio con al proscenio la guizzante chitarra di Mike Bloomfield. Il celebre videoclip è tratto dal film Don't Look Back di D.A. Pennebaker. Sulla sinistra Allen Ginsberg e Bob Neuwirth parlano del più e del meno.

Nei limiti del possibile un buon fine settimana da Antonio Vivaldi e da Radio Discoclub65.

 

That's Folk! di Fausto Meirana

Buon pomeriggio con Radio Discoclub65, sono Fausto Meirana, e questa è That's Folk!. Oggi la scaletta sarà composta da canzoni di artisti che si esibiscono o si sono esibiti in duo. Alcune sono coppie storiche, alcune occasionali, alcune nuove o almeno recenti. I primi sono Simon & Garfunkel, con una bella versione di Blues Run The Game di Jackson C. Frank.



Una perfetta fusione dei gruppi precedenti si può trovare nelle esibizioni del duo americano The Milk Carton Kids. Devono a Simon & Garfunkel molta dell'ispirazione e altrettanto agli Everly Brothers per la partecipazione fisica all'atto scenico. Sono raffinati ed eleganti, a parte lo straccio sulla chitarra... The Ash & Clay è il brano che ho scelto per That's Folk!



Un duo più leggero e allegro sono i sentimentali Kings Of Convenience, due ragazzi norvegesi che hanno spopolato alcuni anni fa con Misread, il loro brano più fortunato. Tocchi di chitarra, un po' di bossa, belle armonie; uno sprazzo di sereno. Mrs. Cold è il brano che ascoltiamo di seguito.



Craig e Charlie Reid sono due fratelli scozzesi molto popolari in patria. Questa canzone è entrata a far parte di alcune colonne sonore rendendoli popolari anche al di fuori della Scozia. Tra l'altro il brano è presente nel divertente La Parte Degli Angeli di Ken Loach. Il micidiale accento scozzese dei fratelli può essere magari fastidioso ma l'energia delle loro esibizioni è sicuramente contagiosa. (I'm Gonna Be) 500 Miles.



Con questo brano ci confrontiamo con un duo estemporaneo, formato dalla cantautrice Jessica Lea Mayfield e da Seth Avett (già in un duo come Avett Brothers). I due hanno fatto uscire pochi anni fa un bel tributo alle canzoni di Elliott Smith. Qui ne ascoltiamo una, Between The Bars.



That's Folk! continua con un altro duo estemporaneo, durato lo spazio di un disco in studio e alcuni live. Un Gene Clark ritrovato, dopo i ricorrenti periodi bui, trova in Carla Olson una partner costruttiva e poco ingombrante, che gli consente, purtroppo temporaneamente, di far ripartire una carriera ormai compromessa. Il brano che ascoltiamo è il celebre traditional Fair And Tender Ladies.



Un duo per cui non si può parlare di estemporaneità è certamente quello formato da Ben Watt e Tracey Thorn, coppia nella vita e, per molti anni, sui palchi del mondo. Il loro repertorio varia tra elettronica, jazz e suggestioni acustiche, come nell'omaggio a Paul Simon che ascoltiamo adesso. The Only Living Boy In New York.



That's Folk! termina la puntata con il duo più estemporaneo di sempre, quello costituito da Bob Dylan e Joan Baez; a mio avviso due voci piuttosto indipendenti, dall'amalgama incerto. Ma qui si aprirebbe una lunga e forse infruttuosa discussione, Ascoltiamo invece questo frammento da Don't Look Back, un sincero omaggio a Hank Williams con Lost Highway e un pezzettino di I'm So Lonesome I Could Cry. A presto con Radio Discoclub65, un saluto da Fausto. Seguono Dario, con l'ora del deficiente, poi Antonio con santi, diavoli e tante altre cose


Bonus track e auguri a John Prine!!

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