Radio Disco Club 65
| 03 Aprile 2020
L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio
Questa nuova puntata dell'Ora dell'ignoranza è dedicata alla musica genovese... ma come potete immaginare non ci saranno né De Andrè né altre artisti o gruppi blasonati. Io preferisco cose più underground o rumorose e quindi, per questa mezzoretta di musica, vi cuccherete una carrellata di punk e affini. Iniziamo con i miei preferiti (per tante ragioni che non sto neppure a raccontare) i Dirty Actions, una delle prime punk band nate sotto la Lanterna. Nel 1980 hanno pubblicato un 45 giri per la Cramps Records nella serie Rock 80 e un paio di anni dopo sono apparsi sulla compilation "Gathered". Negli ultimi 15 anni Johnny Grieco, il cantante della gruppo (che inizialmente divideva il microfono con Mario Benvenuto) ha dato il via a una meritoria opera di recupero del materiale della band. Ecco qui una versione di "Bandana boys" tratta dalla raccolta uscita nel 2006.
I rivali-amici dei Dirty Actions, nei primi Ottanta, erano gli Scortilla di Aldo e Pivio che recentemente hanno pubblicato un disco nuovo di zecca, che trovate anche da Disco Club. Gli Scortilla erano più sintetici e meno punk dei Dirty, guardavano a Pil e Ultravox! e nell'84 fecero il botto con il 45 giri "Fahrenhehit 451" che li portò persino al Festivalbar. Ma quando sembrava che stessero davvero per decollare si sciolsero. Ecco quel mitico pezzo di 36 anni fa.
Tra i miei gruppi preferiti della scena underground genovese ci sono sicuramente gli Sleeves dei fratelli Cheldi. Una band che metteva insieme alcuni veterani della scena punk di fine Settanta-primi Ottanta e che, a fine Ottanta, suonava un rock desertico e psichedelico (ma sempre con attitudine punk) figlio dei Dream Syndincate. Gli Sleeves hanno pubblicato un lp e un mini stupendi. Questa è "Always the sun go down".
Negli anni Novanta, in piena ondata posse, a Genova nacqua una band incredibile che mescolava rap, ragamuffin, reggae e trallallero. I Sensasciou di Bob Quadrelli (già bassista dei Dirty Actions), Bobby Soul (voce black della Genova degli ultimi 30 anni) e Renato Rassi hanno letteralmente inventato un suono unico e irripetibile, arricchito da testi caustici ed ironici, cantanti in dialetto genovese. Questa è "Zena bruxa" dal primo ep "Cangia sta vitta" del 1993.
E parlando di musica in dialetto genovese (no, non sto per mettere i Trilli, anche se...) ecco la versione autoctona dei Ramones: i Ramoni, specializzati in cover delle canzoni dei 4 finti fratellini newyorkesi in zeneize. Anche qui le radici dei componenti affondano nella scena punk-hc genovese degli anni Ottanta (Crapping Dogs, Lost). Il gruppo, formato da Franco, Marco e Annalisa è nato soprattutto per divertimento e ha pubblicato uno split con i concittadini Beat-Offs nel 1996. Dopo lo scioglimento e qualche anno di silenzio i Ramoni sono rinati, con altri musicisti.
Un paio di anni fa su etichetta Spittle è uscita una compilation bellissima sul punk e la new wave ligure, che ha fatto giustizia di una scena molto fertile, ma che aveva lasciato poche testimonianze sonore. Parlo di "391 vol.5 Liguria Voyage Through The Deep 80s Underground In Italy". Tra le tante chicche contenute in questi due splendidi cd c'è "Sweet tast" dei MetalBody, una band che guardava al post-punk inglese più dark e cupo, senza disdegnare la melodia.
Qui invece torniamo agli anni Novanta e al punk-rock ramonesiano. Dalle ceneri dei Beat-Offs nacquero gli Ignoranti, che oltre a segnare una generazione di punkrocker (non solo a Genova) hanno tenuta viva la scena cittadina organizzando concerti e fondando un'etichetta-negozio di dischi (Wynona Records) fondamentale. Questa è la loro canzone più famosa, "Veronica", dall'esordio "Vent'anni di sconfitte" del 1998.
La scena underground genovese, però, non vive di soli ricordi. Anzi oggi è più attiva che mai. Quindi chiudo con una doppietta di band molto interessanti: una assai particolare e una hc, che fanno parte entrambe dell'affollato sottobosco cittadino. Parto dall'Alcalde de la Noche (il sindaco della notte), il progetto italo-disco di Michele e Fabio. A un primo ascolto sembrano degli emuli dei Righeira, ma dietro c'è un concept davvero particolare: la canzoni parlano della Spagna post franchista degli anni Ottanta e Novanta, con alcuni personaggi e luoghi mitici di quegli anni. Questa è "El sueno de Blanca Fernandez Ochoa" dal loro primo truzzissimo e bellissimo ep.
La puntata dell'Ora degll'ignoranza si conclude con gli Small Thing, band in cui milia Alberto di Flamingo Records, che insieme alla moglie Emi sta facendo molto per la scena punk genovese con il loro negozio-etichetta. I ragazzi hanno pubblicato l'anno scorso un bel vinile omonimo di hc ruvido e ultraveloce, tra anarchopunk e NOFX. Una bella botta per tenervi svegli. Questa è "Stray dog"
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