Radio Disco Club 65

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Buonasera a tutti e bentornati a Heavy Metal Parking Lot, la trasmissione che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.
Peccato gli altri abbiano decisamente meno borchie e Flying V, quindi perdono in partenza.

A proposito di partenze: l'altra volta siamo partiti con Master of Puppets dei Metallica. Stasera ci tocca partire con qualcosa dei Megadeth che sennò sapete che Mustaine tiene il broncio...

Passiamo a qualcosa di molto più leggero, anche se parimenti pericoloso: sto parlando dei Danger Danger con la loro 'Naughty Naughty'

Abbiamo la prima richiesta della serata signori: Michele Massari chiede 'The Luddite' dei Corrosion of Conformity.

Ora una chicca: come 'risposta' metal ai vari concerti e progetti di beneficenza rock Ronnie James Dio concepì nel 1986 il progetto Hear'n Aid (capito il gioco di parole?) che in un singolo benefico alla 'We are the World' riuniva buona parte delle stelle del mondo metal e dintorni.
Vediamo se li riconoscete tutti!

Passiamo ad un classico minore della NWOBHM: i tenebrosi Witchfinder General con il loro brano manifesto:

Altra richiesta, stavolta da parte di Stefano Espinoza: 'Davidian' dei Machine Head.
Eccola!

Abbandonati dal capriccioso Yngwie J. Malmsteen gli Alcatrazz (capitanati dall'ex-Rainbow Graham Bonnet) si accaparrarono i servigi di un altro virtuoso della chitarra.
Meglio? Peggio?
Giudicate voi:

Visto il grande successo nella scorsa puntata dei 'finti Zeppelin' Kingdom Come ho deciso di proporvi un altro gruppo soundalike: i Brutus con la loro 'Wandering Blind', che ha invece una vaghissima somiglianza con i Black Sabbath...

Essendo un cialtrone ho postato tutto il disco dei Brutus. E' bello, ma potete sentire solo la prima, stasera.
Tiziana ci ha contattati anche stasera con una nuova richiesta:

'Bartzabel' dei Behemot!

 Richieste a raffica anche stasera!

Giuliano Tizza ci ha chiesto 'Sheralee' dei Soldier...

...e Massari bissa con 'Il culto della pietra' dei Veratrum.

Dopo tanto blastbeat è il momento dei Saxon in piena 'svolta americana'. Eccoli nel video di 'Ride like the wind' (dalll'album 'Destiny' del 1988)

Di classico in classico con un'altra richiesta di Stefano Espinoza: 'Electric Eye' dei Judas Priest!

Nell'ultima puntata abbiamo parlato di Uli Jon Roth e del suo abbandono degi Scorpions. Ma ovviamente il primo solista ad averli abbandonati è stato un giovanissimo Michael Schenker, per trovare fama e fortuna negli UFO.
Qui lo vediamo in un estratto dal suo primo album solista del 1980:

Tiziana ci ha inviato un'altra richiesta.
Stavolta è 'Dirty deeds done dirt cheap' degli AC/DC!

Gli svedesi Biscaya hanno fatto solo un album nel 1983 ma è veramente serio.
Sentite ad esempio 'Howl in the sky':

Anche questa puntata volge al termine: la chiudiamo con un'altra richiesta di Giuliano Tizza e vi salutiamo con 'We Bite' dei Misfits!
Buonanotte!

 

Blue Morning di Dario Gaggero

Buongiorno e benvenuti a una nuova puntata di Blue Morning!
Pronti ad un nuovo viaggio nella musica nera con l'umile guida di Dario Gaggero?
Partiamo subito col botto: dopo aver abbandonato più di una volta la musica secolare (con conseguente cambio di look, proposta musicale e – ahem – abitudini sessuali) e averla riavvicinata altrettante volte Little Richard firma a metà degli anni '60 con la Okeh e si prepara ad una svolta soul che disgraziatamente non darà i risultati commerciali sperati. Peccato, perché era decisamente ancora in forma...


Adorato dagli appassionati di rock e guardato con sospetto dai puristi più ortodossi Stevie Ray Vaughan ha travolto con una furia e un impeto senza eguali il panorama blues (e non solo) dei primi anni '80. Purtroppo la sua tragica e prematura scomparsa non ci ha dato modo di sapere quale evoluzione avrebbe potuto avere la sua proposta musicale. Godiamoci quello che ci ha lasciato, che non è poco.



Tra gli artisti affermatisi di recente sulla scena internazionale uno di quelli che mi ha colpito di più è il giovanissimo (classe '96) Jontavious Willis. Polistrumentista e fautore di una proposta acustica rilassata e pungente al tempo stesso (non a caso suoi mentori sono stati due vecchi affezionati di questa rubrica come Taj Mahal e Keb' Mo') ha recentemente pubblicato il suo secondo album, 'Spectacular Class'.


Abbiamo già parlato di lui in passato ma ha una personalità talmente ingombrante che non ci potevamo limitare ad un brano solo. Qui abbiamo l'unico e inimitabile (anche se in molti ci hanno provato) Chester Burnett aka Howlin' Wolf in una tarda interpretazione di 'Sittin' on top of the world'.


Noti ai più per gli album pubblicati in tandem con l'ex cantante degli Animals Eric Burdon, gli War (una formazione soul/funk di Long Beach, California) seppero smarcarsi ben presto dalla sua ingombrante personalità pubblicando album di grande successo come 'All Day Music' e 'The World is a Ghetto'.



Per lo spazio dedicato al blues italiano vi parlerò oggi di un amico di Disco Club, Andrea Giannoni.
Dotato di una forte carica espressiva e comunicativa l'armonicista di Sarzana ha pubblicato album incredibilmente personali e affascinanti che miscelano la tradizione musicale delle campagne e la sua smodata passione per il blues.
Questa è la title track del suo album 'Malacarne'


I Ten Years After sono spesso associati a torrenziali e pirotecniche fughe di chitarra (come nella 'I'm goin' home' resa celebre dal film 'Woodstock') ma Alvin Lee e soci hanno tributato più di un omaggio al blues nei loro primi lavori. Oggi sentiamo la loro 'Slow Blues in C', dal vivo al Winterland di San Francisco nel 1975.


La Texana Barbara Lynn è più unica che rara nel panorama soul mondiale: scrive i suoi brani in un mondo dominato da autori professionisti e li suona anche, accompagnandosi brillantemente con la sua chitarra mancina. Dopo i successi degli anni '60 e un periodo di relativa quiete discografica è tornata a far parlare di sé a metà degli anni '80 con un tour in Giappone e diverse apparizioni a festival europei.
Ed è in grado di difendersi benissimo ancora oggi, come testimonia questa sua apparizione del 2016 all'East Side Kings Festival di Austin, TX:


 


Memphis Slim è stato uno dei primi bluesman a trasferirsi definitivamente dagli Stati Uniti all'Europa (per la precisione a Parigi), allettato dalle possibilità concertistiche apertesi nei primi anni '60 e indubbiamente dal trattamento più dignitoso riservato agli afroamericani. Autore di grande successo (sua la celebre 'Everyday I have the blues', ad esempio) ha avuto una carriera lunga e fortunata. Oggi lo sentiamo in un pezzo allusivamente autobiografico, 'Grinder Man Blues'.



Vi saluto con un nome ed un brano che non hanno bisogno di presentazioni: Stevie Wonder e la sua 'Superstition' in una funkeggiante esibizione live!
Alla prossima puntata,
Dario.


La musica di Antonio tra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Un caro saluto a tutti i virtuali e virtuosi ascoltatori di Radio Discoclub65 da Antonio Vivaldi che, dopo l'esordio domenica scorsa di "Mini Mono", ritorna alla "Musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio".
Al solito cinque brani da dischi uscita recente o imminente (inclusa una ristampa) e, a chiudere, il pezzo fuori sincrono. Al solito la sigla è All I Want di Joni Mitchell nella versione strumentale di Keith Jarrett.


MATTHEWS SOUTHERN COMFORT – FEED IT
La limpida voce di dischi indimenticabili come If You Saw Thru My Eyes e Valley Hi è stata irruvidita dal tempo, ma resta perfetta nei veicolare le parole delle canzoni. In The New Mine Iain Matthews rispolvera la vecchia sigla Matthews Souther Comfort e la musica scorre fluida e rincuorante come sempre.

MARIA McKEE – RIGHT DOWN TO THE HEART OF LONDON
Quelli attuali sono anni diversi rispetto agli Eighties, quando Maria McKee era la front-woman dei roots-rockers alla moda (ma non troppo) Lone Justice. Diversa è anche l'idea musicale di McKee in questo La Vita Nuova, che esce dopo 13 anni di silenzio discografico: piano, orchestra, arrangiamenti epici, voce quasi alla Sandy Denny. Una vera signora del rock (alternativo).

JOHN ANDERSON – YEARS
John Anderson ha 65 anni, ma sulla copertina di Years (titolo emblematico) ne dimostra parecchi di più. Pochissimo noto in Italia, questo "hardcore country singer" ha avuto in tempi recenti seri problemi di salute che hanno in parte ispirato questo nuovo disco. I dieci pezzi sono scritti insieme a Dan Auerbach dei Black Keys che funge anche da produttore.


 MOSES SUMNEY – CUT ME
Dopo tanti veterani un quasi giovanotto: Moses SumneyIl 15 maggio esce grae: Part 2, secondo volume di un ottimo lavoro del ventinovenne californiano, bravissimo a fondere soul, jazz e indie in una musica difficile da definire ma sinuosa, intrigante.

MODENA CITY RAMBLERS – OLTRE IL PONTE
Il 15 maggio uscirà in cd e doppio vinilela ristampa di Appunti Partigiani dei Modena City Ramblers, raccolta di canzoni dedicate alla Resistenza e alla lotta anti-nazista. Oltre il Ponte ha un testo scritto da Italo Calvino e musica ripresa dal tradizionale delle isole britanniche The Blacksmith.

THE BAND – THE NIGHT THEY DROVE OLD DIXIE DOWN
Il pezzo fuori sincrono ci porta, anzi mi porta, sulla porta di Discoclub in Via S. Vincenzo 20r, Genova. Non oggi, ovviamente, ma il più presto possibile. Ho appena chiesto al Caro Leader (Balduzzi, non quello cicciotto e male in arnese) di mettermi da parte Rock Of Ages della Band in bella ristampa in vinile. In attesa di andarlo a ritirare, ecco la superclassica The Night They Drove Old Dixie Down in poderosa versione live con sezione fiati condotta da Allen Toussaint. Un saluto da Antonio e dalla sempre più pimpante Radio Discoclub65.

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