Radio Disco Club 65
| 06 Maggio 2020
Cin Cin con gli Occhiali di Dario Gaggero
Buongiorno a tutti e benvenuti ad un appuntamento vecchio ma con un nome nuovo!
Ho deciso di abbandonare la vecchia nomenclatura ('L'ora del deficiente') per segnalare l'avvento della tanto attesa 'Fase 2' e anche per evitare che quello che doveva essere un riferimento corale alle pause pranzo in assenza di Giancarlo e alle scoperte musicali ad esse collegate rimanesse un'etichetta infamante collegata in esclusiva alla mia umile persona (visto che alla fine le mille trasmissioni della 'Fase 1' me le sono sciroppate da solo). Ho scelto 'Cin Cin con gli Occhiali' perché simboleggia in maniera egregia la nostra ricerca archeomusicale: un pezzo deliziosamente scemo di un artista che la critica non si è mai cagato e che ora innalza senza mezze misure tra i grandi della musica. Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza.
E mentre queste altisonanti parole rimbombano ancora nelle vostre orecchie e nei vostri cuori partiamo con la sigla!
Inizialmente oggi volevo parlarvi della curiosa mania che ha coinvolto la scena musicale di mezzo mondo nel 1968 – e non sto parlando del Flower Power. In seguito all'uscita del fortunato film 'Gangster Story' di Arthur Penn (1967) le copertine dei complessi e dei cantanti di musica 'giovane' si riempirono di gessati, mitragliatori Thompson e macchine d'epoca. La cosa buffa è che già all'inizio degli anni '60 c'era stato un timido 'ritorno ai ruggenti anni Venti' con il tentativo più o meno fallito di far tornare di moda il Charleston (vedi 'Piccola' di Adriano Celentano, ad esempio). Il fenomeno, come detto, non fu certamente esclusiva dell'Italia (esempi esteri contemporanei furono ad esempio 'Bonnie et Clyde' di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot o la capostipite 'Ballad of Bonnie & Clyde' di Georgie Fame) ma infestò curiosamente le classifiche del nostro paese per sei o mesi o più, con una decina di versioni rivali de 'La Ballata di Bonnie e Clyde' a darsi battaglia.
Per voi ho selezionato la versione di 'Mr.Bandiera Gialla', Gianni Pettenati:
Continuiamo la nostra carrellata dedicata ai nostrani 'roaring late-60's' con Rinaldo Ebasta (che sospetto essere parente del noto trapper Sfera Ebbasta) e la sua 'Vado Pazzo per Lola', vero inno mancato della moda imperante (e lato B dell'ennesima versione di 'Bonnie & Clyde' con interessante copertina di Guido Crepax):
A proposito di artisti rivalutati dalla critica: non poteva mancare alla nostra rassegna la classica 'Torpedo Blu' di Giorgio Gaber, ovviamente uscita in quel fatidico 1968...
Dopo questa inusuale concessione al gusto popolare torniamo subito in carreggiata con un brano che probabilmente solo i più coraggiosi hanno avuto modo di ascoltare: i misconosciuti Slim con la loro cover di 'Brother, Can You Spare A Dime' (scippata clamorosamente dalla versione degli inglesi St.Valentine's Day Massacre – già dal nome perfettamente inseriti nella moda del momento - con un Jon Lord pre-Deep Purple alle tastiere).
Chiudiamo la prima parte della nostra rassegna con il tema portante di un'altra pellicola, decisamente meno influente e fortunata di quella di Penn: sto parlando di 'La Pupa del Gangster' di Giorgio Capitani, con Marcello Mastroianni e Sophia Loren (1975). Voi ve lo ricordavate?
E passiamo senza por tempo in mezzo alla seconda parte della nostra carrellata di successi e insuccessi.
L'argomento è simile – il crimine – ma stavolta ci spostiamo in un'epoca diversa: quella hard boiled degli anni '40 e '50, disseminata di loschi intrighi, pupe dal whisky facile e gangster dal cuore tenero, splendidamente rappresentata nell'opera musicale di Fred Buscaglione.
Cominciamo a mo' di sigla con un estratto dal celebre film 'Noi Duri' di Camilo Mastrocinque, che lo vedeva affiancare Totò e Paolo Panelli:
Quello di Fred Buscaglione è stato un fenomeno con pochi eguali nella musica italiana: innestando le sue irresistibili vignette gangsteristiche su un valido accompagnamento swing riuscì nel miracolo di far tornare di moda un'espressione musicale che nei nostri lidi non aveva mai avuto vita molto facile, proprio mentre il resto del mondo si faceva conquistare dagli ultimi vagiti del rock'n'roll. Visto che 'Noi Duri' era poco più di un jingle continuiamo con un suo classico:
Era solo naturale che un fenomeno di questo tipo desse vita ad una notevole schiera di imitatori che presero Fred a modello in tutto per tutto: dalla voce roca e strafottente al look paglietta e baffetti.
E' a loro, ingiustamente dimenticati dalla storia, che dedichiamo l'ultima parte della nostra rassegna.
Partiamo con quello che forse è il più famoso del lotto, Riz Samaritano, con il suo 'Tango dell'Evaso' (1960)
Continuiamo con Roby Guareschi che ebbe il non facile compito di guidare gli Asternovas in seguito alla tragica scomparsa di Buscaglione:
E concludiamo con il surreale videoclip di 'Tritolo Twist' di Fred Bullo. Che tempi!
Ci vediamo giovedì prossimo,
Dario.
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