Radio Disco Club 65
| 12 Maggio 2020
La Mezz'ora dell'Ignoranza di Diego Curcio
Per tanti della mia generazione – i nati tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta – il revival punk di metà anni Novanta è stata la molla che li ha fatti appassionare a questa controcultura. Per qualcun altro, invece, quel momento ha coinciso con la svendita del punk. Io appartengo, senza dubbio, al primo caso e credo che l'esplosione planetaria di Green Day, Offspring ecc sia stata un toccasana, per la musica, per i ragazzini dell'epoca (e dei 5 lustri a venire), ma anche per il punk. L'anno emblematico è stato il 1994. E quindi la puntata della (Mezz)ora dell'ignoranza di oggi si concentrerà sui dischi revival punk (e non solo) usciti in quell'annata magica. Per farlo non potevo che partire da "Dookie" dei Green Day, il DISCO punk anni Novanta per eccellenza e uno dei miei album preferiti di tutti i tempi. Questa è la "ballad" Pulling teeth.
"Dookie" era uscito per una major ed era il manifesto del pop-punk. Ma anche nell'underground c'era chi era pronto a fare il botto. I NOFX di Fat Mike dopo dieci anni di gavetta si erano fatti un nome abbastanza solido nella comunità hc e nel 1994 diedero alle stampe, su Epitaph, il loro capolavoro indiscusso: "Punk in drublic", un album incredibile, velocissimo e melodico, con pezzi memorabili e testi maturi e ironici. Questo è il loro "tentativo" oi! "The Brews".
Come i NOFX anche gli Offspring facevano parte della scuderia Epitaph e nel 1994, con "Smash", diventarono la band indipendente a vendere più copie nella storia della musica rock. I suoni sono in bilico tra il pop-punk e l'hc melodico (con qualche incursione "metallica"). "Bad habit" è un pezzo cattivo e al tempo stesso irresistibile.
Il poker classico del punk targato 1994 si chiude con un'altra band californiana che quell'anno sfornò un best seller: i Rancid. Dodici mesi prima di sbancare tutto con "...And out come the wolves", Tim, Lars, Matt e Brett hanno pubblicato per Epitaph "Let's go", disco ruvido e melodico, che per loro è stato una vera svolta. Questa è "Salvation".
Nel 1994 succede anche l'impensabile: i Bad Religion, campioni dell'hc melodico californiano abbandonano casa Epitah e firmano per la major Atlantic. Per molti è un sacrilegio, secondo me è un'opportunità. Anche perché se ascoltate i loro album major (qualche anno dopo sono tornati su Epitaph) capite che il suono, l'attitudine e i testi non sono cambiati di una virgola. Nel 1994 esce l'ottimo "Stranger than fiction" e questa è "Hooray for me".
Tornando al pop-punk nel 1994 gli Screeching Weasel pubblicano il disco prima di uno dei loro innumerevoli scioglimenti: "How to make enemies and irritate people", uno degli ultimi album stellari della band e l'ultimo su Lookout. Al basso c'è Mike dei Green Day. Qui siamo all'apice del loro suono melodico e super veloce. Questa è "Planet of the apes".
Dici Screeching Weasel e non puoi non dire anche Queers, l'altra metà della mela pop-punk anni Novanta della scuderia Lookout. Nel 1994 la band di Joe King se n'è uscita con un disco epocale, per il genere, "Beat Off". Dopo quell'album le altre prove dei nostri non saranno mai così a fuoco, anche se non mancheranno i dischi interessanti e divertenti. Questa è la ballad "Mirage".
Il 1994 è stato un anno incredibile. I Jawbreaker - siamo ancora California - pubblicano uno dei loro capolavori (forse il loro capolavoro assoluto) "24 hours revenge therapy", che contiene il PEZZO per eccellenza della band di San Francisco: "Boxcar". Dopo quel disco capitale i nostri firmeranno per una major e daranno alle stampe un altro album stupendo "Dear you", che però fu inspiegabilmente un flop e portò al loro scioglimento durato fino a un paio di anni fa.
In un 1994 affollato di così tanti album stellari in pochi si saranno accorti di "File under: easy listening" degli Sugar, la band post-Husker Du di Bob Mould, che due anni prima aveva sorpreso tutti con l'eccellente "Copper blue". Questo secondo album non è ai livelli del primo, ma è comunque un gran bel lavoro. Senza contare che la maggior parte delle band esplose nel 1994 deve moltissimo agli Husker Du. Questa è "Believe what your saiyng".
Chiudo la puntata con una band speciale come i Dinosaur Jr, che hanno iniziato a muovere i passi nel giro indie e post-hc di metà anni Ottanta (SST records), per approdare nel decennio successivo su major. Il loro suono non è propriamente punk, ma ha sicuramente radici in quella scena. Nel 1994 i nostri hanno pubblicato un bell'album dal titolo "Without a sound", il cui primo pezzo è l'epocale "Feel the pain". A martedì.
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'Little' Richard Wayne Penniman (nato a Macon, GA, nel 1932) cominciò il suo percorso musicale alla fine degli anni '40, modellando il suo stile vocale sull'esempio di cantanti gospel come Sister Rosetta Tharpe e Mahalia Jackson.
Visto l'insuccesso dei dischi RCA Richard si unì al quartetto vocale dei Tempo Toppers prendendo parte a vari 'package tour' e firmando nel 1953 per la Peacock Records di Houston (Texas), proprietà del potente imprenditore/faccendiere Don Robey, le cui 'disinvolte' attività discografiche (ed extra discografiche) sono oggetto di leggenda.
Terminato burrascosamente il rapporto con la Peacock (pare che Don Robey abbia fatto pestare a sangue il nostro eroe reo di aver chiesto delucidazioni sulle royalties spettanti) Little Richard tornò nella nativa Macon con le pive nel sacco, costretto a lavare i piatti in una stazione della Greyhound per sbarcare il lunario. Sarebbe avvenuto qui l'incontro con il misterioso Eskew Reeder/Esquerita che avrebbe influenzato il suo modo di suonare il pianoforte negli anni a venire.
Fu l'inizio di un paio d'anni di successo intenso e di grandi soddisfazioni personali e artistiche. Anche se l'integrazione razziale (specie nel sud degli Stati Uniti) era ancora parecchio
Mentre si susseguivano senza sosta le incisioni Specialty e cover dei suoi brani cominciavano ad entrare nel repertorio di tutti i grandi nomi del rock'n'roll (da Elvis a Chuck Berry, da Jerry Lee Lewis a Eddie Cochran) lo spettacolo offerto da Richard cominciò a diventare sempre più eccentrico e la sua presenza scenica a dare più spazio ad una sua (presunta?) omosessualità.
I suoi dischi cominciano a vendere molto anche al di fuori degli Stati Uniti: il suo successo in Inghilterra è grandissimo e il rock'n'roll sta sfondando in tutto il mondo - anche in Australia.
Dopo aver abbondanto l'Oakwood College in circorstanze poco chiare e aver fondato una troupe di predicatori itineranti (il Little Richard Evangelistic Team) il nostro compie altri passi importanti: