Jazz

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ImageNiente di più prevedibile che un disco di duetti: basta sfogliare l'elenco dei partecipanti per sapere a che cosa si andrà incontro. Anche questo "Genius loves company" non fa eccezione, con la peculiarità di essere l'ultima incisione di Ray Charles prima della sua scomparsa nel giugno scorso. A fargli compagnia, tra gli altri, Norah Jones, James Taylor, Elton John, Diana Krall, B.B. King, Van Morrison; ogni brano, perfettamente eseguito ed arrangiato, finisce per essere un omaggio all'ospite presente senza mai acquistare una personalità ben definita.
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ImagePer festeggiarne i 50 anni, il Tonic di New York ha dedicato l’intero mese di settembre 2003 a John Zorn. Da quelle serate sono stati tratti 11 cd che aumentano, se mai ce ne fosse bisogno, la discografia dell’autentico guru dell’avanguardia jazz. Qui siamo in territorio “Masada” (quartetto nato nel 1994 al cui repertorio Zorn attinge per le formazioni più disparate) e insieme al sassofonista ci sono, tra gli altri, Marc Ribot, Trevor Dunn al basso, due batteristi (Joey Baron e Kenny Wollesen), il percussionista Cyro Baptista.

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ImageIn occasione del suo ingresso nella "Hall of fame", "Down beat" gli ha dedicato la copertina di agosto: Roy Haynes, 78 anni, una delle ultime leggende viventi del jazz, festeggia con un disco registrato al Birdland, come una rilettura della sua raffinata carriera. Strumentista dallo stile discreto, quasi 'segreto' non ha mai raggiunto la popolarità di Roach o Blakey, ma certo non sfigura al loro fianco in un ideale olimpo della batteria, come conferma anche questo cd con Martin Bejerand al piano, Marcus Strickland al sax e John Sullivan al basso.

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ImageSe conoscete Uri Caine per le sue bizzarre e torrenziali riletture, in forma di omaggio, di Mahler, Wagner, Schumann, Beethoven e Bach, rimarrete certamente sorpresi da questo nuovo disco registrato dal vivo allo storico Village Vanguard. Chi invece segue il pianista di Philadelphia fin dalle prime due incisioni dedicate rispettivamente a  Thelonious Monk ed Herbie Hancock ritroverà in questo nuovo trio, con Drew Gress al contrabbasso e Ben Perowsky alla batteria, un esecutore raffinatissimo e misurato ("Nefertiti" di Shorter e tre standard come "All the way", "I thought about you" e "Cheek to cheek"), nonché un pregevolissimo compositore ("Stiletto", "Go deep").
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ImageDai tempi newyorchesi del "M-base collective" insieme a Steve Coleman sono passati vent’anni e, nel frattempo, l’altosassofonista di St. Louis si è definitivamente affermato come una delle realtà più interessanti della scena musicale afroamericana. “Public”, disco live che viene dopo lo straordinario “Round and round” in duo con Marc Copland, è uno dei possibili argomenti a favore dell’attualità (o dell’esistenza) del jazz.

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ImageUscito quasi contemporaneamente ad un'interessante e divertente autobiografia scritta con Alberto Riva ("Note necessarie", allegato cd antologico, Minimum fax) questo disco segna, oltre che il ritorno all'etichetta di Manfred Eicher, anche uno dei momenti più alti dell'intera carriera di Enrico Rava.

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