Jazz

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Image Un viaggio attraverso il melodramma con il clarinetto e i sassofoni di Gianluigi Trovesi in vece del canto; e ad accompagnarlo il violoncello e l’elettronica di Marco Remondini, le percussioni di Stefano Bertoli e la Filarmonica Mousiké, ensemble di cinquantacinque elementi diretto da Savino Acquaviva. Un vero e proprio vagabondaggio attraverso l'Opera, diviso in capitoli, con ventitrè brani (alcuni originali, altri presi in prestiti da Monteverdi, Verdi, Puccini) che dalla tradizione bandistica delle feste in piazza (dove la lirica arrivava al popolo, senza tante sovrastrutture) conducono l'ascoltatore attraverso Monk, Coltrane, l’amato Dolphy, a una felice sintesi che annulla le oziose conversazioni su colto e popolare.  (Danilo Di Termini)

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Image Narrano le cronache che negli anni ’80 il sassofonista scozzese Tommy Smith si esibisse a Parigi sponsorizzato da Giorgio Armani, con cambio d’abito tra un set e l’altro. Oggi, più attento alla musica che al look, ha raggiunto il contrabbassista norvegese Arild Andersen (che aveva già sperimentato la formula basso, sax, batteria con Rivers e Altschul in “Hues” e con Garbarek e Vesala in “Triptykon”) e il batterista italiano, residente da tempo in Scandinavia, Paolo Vinaccia. Il trio è colto dal vivo nell’esecuzione di una suite in quattro parti per i cento anni dell’indipendenza della Norvegia, due brani originali e “Prelude to a kiss” di Ellington. Musica in continua tensione fra lirismo e improvvisazione, tra Ayler, Shepp e Coltrane. Abbastanza per farne uno dei migliori dischi del 2008. (Danilo Di Termini)

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ImageDOPO IL SUCCESSO DI "THINGS", ALBUM DEL 2006, PAOLO FRESU REINCONTRA URI CAINE, IL GRANDE PIANISTA AMERICANO PER UN NUOVO PROGETTO IRONICAMENTE CHIAMATO "THINK".L'ASSONANZA TRA I DUE TITOLI (THINGS/THINK) STA A SIGNIFICARE ANCHE L'ASSONANZA TRA I DUE PROGETTI MA ANCHE LA DIFFERENZA TRA "LE COSE" E IL "PENSARE ALLE COSE".L'INCONTRO TRA QUESTI DUE MUSICISTI E' UNA DELLE COSE PIU' INTERESSANTI SUCCESSE NEL MONDO DEL JAZZ DEGLI ULTIMI ANNI; LA TROMBA LIRICA E SOGNANTE DI FRESU, IL SUO TIMBRO MALINCONICO E ONIRICO SI SPOSA ECCELLENTEMENTE CON IL PIANISMO DI URI CAINE, FATTO DI MILLE CITAZIONI, DALLA CANZONE AMERICANA, AL BLUES, DALJAZZ PIU' MAINSTREAM ALL'AVANGUARDIA FINO ALLA MUSICA CLASSICA, GENERE CHE URI CAINE HA RIVEDUTO E CORRETTO SECONDO I SUOI PARAMETRI PERSONALI IN MOLTI PROGETTI SOLISTICI PUBBLICATI NELGI ULTIMI 10 ANNI.IN "THINK", I DUE MUSICISTI SONO SUPPORTATI MERAVIGLIOSAMENTE DALL'ALBORADA STRING QUARTET, UN QUARTETTO D'ARCHI TUTTO ITALIANO TRA I PIU' INTERESSANTI CHE, GRAZIE ANCHE AGLI ARRANGIAMENTI DI CAINE, RENDONO IL DISCO ANCORA PIU' APPETITOSO.TRA I BRANI, ALTRE A QUALCHE STANDARD COME "DARN THAT DREAM" E "DOXY", TROVIAMO DELLE VERE E PROPRIE PERLE COME "LASCIA CH'IO PIANGA" DI HAENDEL IN UNA VERSIONE DA BRIVIDO ED IL FANTASTICO MEDLEY CHE UNISCE UN CLASSICO DELLA CANZONE ITALIANA COME "NON TI SCORDAR DI ME" CON "CENTOCHIODI", BRANO SCRITTO DA PAOLO FRESU PER LA COLONNA SONORA DEL BELLISSIMO OMONIMO FILM DI ERMANNO OLMI. "THINK" E' UN PICCOLO CAPOLAVORO, UN DISCO DI QUELLI CHE TI RIMETTONO IN PACE CON IL MONDO.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 30/01/09 al prezzo di € 15,90.

 

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ImageL’acronimo D.A.T.A. cela i nomi di quattro ottimi musicisti londinesi dediti alla ricerca nell’improvvisazione. Stiamo parlando di Andy McFarlane (violino), Alan Eason (chitarra),Tris Harris (sax tenore, piano, Fender Rhodes) e Dave Hayley (batteria). Il loro primo interessante lavoro per la Slam, etichetta dalla produzione mai banale ed improntata alla cosiddetta “musica creativa”, era intitolato Now Processing (2006), a testimonianza di un processo di lavorazione allora in corso teso all’affinamento dell’intesa e dell’ascolto reciproco. Oggi l’operazione sembra riuscita e terminata, perché il quartetto procede con padronanza e ingegno alla compressione e trasmissione delle informazioni: evidentemente i dati sono stati correttamente elaborati e sistematizzati. Ma, in realtà, le schegge soniche, i nervosi episodi timbrici, i frammenti sonori che si succedono fanno più pensare a incontrollabili bit impazziti che alla metodica funzionalità di un file zippato. E però, per fortuna, nell’era dell’individuo (e purtroppo non della comunità) la metafora dell’atomizzazione non può che scaturire da un profondo interplay e da un comune sentire: dall’unità alla molteplicità e ritorno.  (Marco Maiocco)

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Image Primo in disco in sestetto da leader per Dave Holland e gruppo rinnovato ad eccezione del fedelissimo Robin Eubanks. Non a caso si parte proprio da una composizione del trombonista, “The sun of all parts”, preludio a un progetto che fa dell’eterogeneità il suo punto di forza (e anche di debolezza). Se i sette brani scorrono davvero con grande piacevolezza e i singoli solisti (Antonio Hart al tenore, Alex Sipiagin alla tromba, Mulgrew Miller al piano, Eric Harland alla batteria) sono tutti all’altezza delle composizioni del contrabbassista di Wolverhampton, al termine della chiusura funk di “Pass it on” resta la sensazione di essere di fronte a un disco a tratti abbozzato; soprattutto ascoltando, con un po’ di rimpianto, il riuscitissimo omaggio a Sam Rivers, “Rivers run”. (Danilo Di Termini)

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ImageLo straordinario songbook di Cole Porter può essere affrontato in molti modi. All’ottavo album per la Blue Note la cantante e pianista di Chicago decide di farlo con una formazione ridotta (Neal Alger, chitarra, Michael Arnopol, basso, Eric Montzka o Nate Smith, batteria), arrangiando i brani in maniera sommessa, ma personale (vedi "In the still of the night"), ricreando in studio la fumosa atmosfera di un piccolo locale. Basterebbe per farne un disco da tenere a portata di lettore, se in cinque brani non si aggiungesse anche lo stupefacente sax alto di Chris Potter. A lui il compito di cullare "C'est magnifique" o di strappare il divino paragone con Charlie Parker nel break di "Just One of ThoseThings". E “Easy to love” oltre ad essere il brano d’apertura sembra anche un’ottima epigrafe. (Danilo Di Termini)

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