Rock

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Image Quando si tratta di Dylan, ogni uscita che lo riguarda scatena la voracità dei fan più devoti; per loro quattro inediti, due traditional e due rifacimenti, rappresentano un buon bottino. Per gli altri, questa colonna sonora di un film che vede il nostro come principale attore, contiene materiale di varia origine e qualità, in gran parte inciso per l’occasione.
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ImageVerrebbe quasi spontaneo assimilare gli australiani Sleepy Jackson agli irlandesi Thrills. Per entrambi un ep di assaggio prima dell’album d’esordio,  molta cura promozionale da parte dei discografici e, soprattutto, la ricerca di un suono pop pieno, ricco e positivo. Tutto vero non fosse che ripetuti ascolti di Lovers fanno sorgere qualche dubbio proprio sull’applicabilità  del termine “positivo”.

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ImageRegistrato tra febbraio e marzo del 2003, a quattro dal anni suo ultimo disco e in una pausa del nuovo progetto a cui sta lavorando con Steve Jansen, “Blemish” è una sorta di suite in otto canzoni per voci, chitarra ed elettroniche varie. Registrato in studio e interamente in presa diretta (escludendo sovrincisioni vocali ed elettroniche), nel primo cd prodotto per la sua etichetta dopo il divorzio dalla Virgin, David Sylvian divide la scena con Derek Bailey, incandescente interprete dell’avanguardia inglese negli anni ’70, qui in veste di raffinato tessitore di trame sonore inedite e spiazzanti (soprattutto per chi non frequenta i territori del jazz).

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ImageUna full immersion nelle atmosfere country più genuine, senza volare nel Tennessee? Nessun problema: la voce avvolgente di Dwight Yoakam è il mezzo ideale per un immaginario tour tra ranch, rodei e danze alla luce dei falò. “Population: Me”, l’ultimo album del fascinoso country rocker americano, ha una vitalità e un rigore che non riscontrano facilmente in altre produzioni country. Dwight Yoakam non ama i tratti melensi e svenevoli del sound di Nashville.

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Image Con i Red Hot Chili Peppers in apnea creativa da quel dì, grande era il timore che anche i Jane’s Addiction (assenti dalle scene da tredici anni!) potessero  venirsene fuori con un disco rovina-carriera. In realtà le paure maggiori nascevano più dalle pose hollywoodiane del guitar-hero Dave Navarro (uno che pur di aver successo suonerebbe persino con Flea e soci…) che dalla coerenza incrollabile di un Perry Farrell, capace pur sempre di donarci quella stramba creatura anni ’90 a nome Porno For Pyros.

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ImageQualche anno fa Nick Hornby, scrittore musicofilo per eccellenza, citò i Pernice Brothers come uno dei suoi nomi preferiti in ambito pop intelligente (che, non a caso, fa rima con indipendente). Oggi il gruppo di Joe Pernice pubblica il terzo  lavoro confermando  ineccepibile gusto melodico (“The Weakest Shade Of Blue”), grande amore per i suoni di chitarra avvolgenti (“Blinded By the Stars”) e per le parole appena accarezzate (“How To Live Alone”).

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