Rock

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Image E’ molto difficile parlare di “The Wind” con serenità, perché questo sarà, inevitabilmente, “l’ultimo” disco del cantautore californiano, scomparso domenica scorsa a causa di un tumore ai polmoni. Nonostante la malattia, Zevon ha deciso di impegnarsi nella realizzazione di questa raccolta, coadiuvato dai musicisti e amici di sempre (Jackson Browne, Bruce Springsteen, Eagles, David Lindley e altri).
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Image“Robert Turner, Peter Hayes e Nick Jago di certo non scrivono album orrendi”: parole di un nostro collega. Non sono orrende, infatti, le canzoni dei BRMC, anzi: riescono a mettere insieme valori rock di sempre (poca grazia, un taglio monolitico che piace tanto a vecchi e bambini, qualche vago sentore d’appartenenza sociale) con una scrittura più che decente. In altre parole, aggirano con rudezza il rischio della “maniera” e si rendono simpatiche.
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ImageIl nuovo che sembra vecchio. Il vecchio che piace come il nuovo. Una dialettica del tempo-senza tempo applicabile anche a cose non troppo remote. I Cracker, formati nel 1991 dall’ex Camper Van Beethoven David Lowery, vanno così a cercare brani country rock degli anni ’70 e ’80 rivisitandoli in chiave appena più garage rispetto all’originale.
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Image Dopo una manciata di album a nome Hefner (imperdibili i primi due), Darren Hayman s’innamora  di tastierine Casio e organi elettrici e si cimenta in una nuova avventura, stravolgendo lo stile molto  chitarristico che lo aveva rivelato al pubblico indie. La nuova creatura si chiama French ed estremizza la passione per l’elettronica già percepibile negli ultimi pezzi degli Hefner.
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Image  Luke Haines é un talentuosissimo arrogante. Protagonista a partire dagli anni ’80 di esperienze pop trasversali e maligne, arriva con Das Capital ad (auto) consacrarsi definitivamente. In questo disco (sottotitolato: «Il genio compositivo di LH»), rilegge sullo sfondo di un’orchestra di archi nove canzoni del passato repertorio a nome Auteurs aggiungendo quattro (splendidi) inediti.
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Image Greendale, l’ultimo e attesissimo album di Neil Young, prende il nome da un’immaginaria cittadina della provincia americana. La tipica ”small town” rurale, composta e irreprensibile, tuttavia percorsa da un’inquietudine sottile e misteriosa. Neil Young coglie quest’impalpabile ambiguità e costruisce, intorno alle vicende di Greendale e dei suoi abitanti, un concept album fortemente letterario e complesso.

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