Rock

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ImageDal 1939 i Blind Boys of Alabama elargiscono splendida e autentica ‘gospel music’. La formazione attuale, in cui sono presenti tre dei membri fondatori, si propone per una svolta contemporanea in un album interamente dedicato al Natale, con una studio band da sogno (John Medeski all’organo, sì quello di Medeski, Martin & Wood, Duke Robillard, chitarra, Danny Thompson al basso e Michael Jerome alla batteria) e una serie di ospiti (Solomon Burke, George Clinton, Michael Franti, Les McCann, Me'Shell NdegéOcello) che omaggiano alla loro maniera i grandi vecchi del gospel.

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Image I Molasses sono l’ennesimo progetto che scaturisce (più o meno direttamente) dalla grande famiglia dei canadesi Godspeed You! Black Emperor, collettivo “aperto” in bilico tra avanguardia e canzoni. Quest’ultima versione della proposta è, a dire il vero, una delle più entusiasmanti: taglio folk con le melodie in primo piano, disturbate ma non troppo dal “resto”. Ampi squarci atmosferici fatti di archi e sussurri si alternano a canzoni dal tradizionale impianto chitarra e voce; immagini in bianco e nero sembrano scaturire dall’incedere traballante delle note, ogni tanto un lampo d’elettricità scuote l’insieme.  
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Image Una raccolta di canzoni che ci si immagina scritte guardando il deserto dal portico di una casa di legno. Una volta tanto l’immagina-zione corrisponde alla realtà. Dopo aver lasciato i Jayhawks nel 1995, l’eroe alt-country Mark Olson è andato a vivere a Joshua Tree, in mezzo al deserto californiano. Vita naturale, semplice e comunitaria con la moglie musicista Lucinda Williams e un gruppo di amici in fuga dalla città. “Creekdippin’ For The First Time” è una raccolta di brani già usciti sui primi tre album pubblicati da Olson insieme ai Creekdippers.  
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Image Era davvero necessaria una raccolta che documentasse le vicende da solista di Paul Weller nelle sue produzioni “minori”, cioè lati b di singoli, strumentali, remix, cover?  Chissà, abituati come siamo, sempre di più, a masticare in fretta il primo motivetto orecchiabile che viene fuori dal condominio del pop in attesa del successivo.  
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ImageTripla ed esaustiva retrospettiva per il cantautore inglese: sembra quasi di vederlo, il suono che si fa più elegante, gli arrangiamenti che si complicano e l’ispirazione che attinge in più luoghi mentre si ascoltano queste canzoni. Dalla prima in scaletta, “A New England” (1983), voce e chitarra elettrica a disegnare se possibile l’unione tra punk e cantautori, all’ultima, “Take Down The Union Jack” (2003), dove l’anima è la stessa, ma la voce si è fatta adulta e il suono meno ruvido.  
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Image Amorino non è il primo lavoro solitario di Isobel Campbell, ex vocalist dei Belle and Sebastian. Negli scorsi anni, infatti, aveva pubblicato due dischi con il suo gruppo Gentle Waves; adesso abbandona ogni sorta di timidezza e si presenta al pubblico a lei caro con il suo vero nome, e con nuove atmosfere. Amorino, più che stupire ed emozionare l’ascoltatore, pone le basi per sviluppare una nuova frontiera dell’esperienza musicale di Isobel.  

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