Il Diario di Disco Club
Diario del 12 maggio
Il mondo di Disco Club si sta rovesciando. Più di una volta vi ho parlato della netta predominanza maschile in negozio, clamorosa negli anni '70, diciamo 99 contro uno, anzi una, e spesso questa "una" fidanzata o moglie del cliente. Un po' meglio negli anni '80, grazie alle metallare e alle dark e, soprattutto alle paninare, fans di Duran, Spandau, Wham; diciamo che il rapporto si assesta su un 92 a 8. Più o meno per i due successivi decenni la cosa non cambia e si nota dal comportamento dei maschietti all'ingresso di una rappresentante del sesso femminile, se poi è carina gli sguardi si fanno lascivi come se non avessero mai visto una donna prima, beh, non dimenticate che una buona parte di loro sono singles e non da poco, ma dalla nascita, unica compagna della vita (finché c'è stata) la mamma. Quelli che invece hanno ceduto alle lusinghe femminili e si sono accoppiati, quando venivano in negozio lasciavano la moglie fuori, mentre loro cercavano il loro giocattolo (prima il vinile, poi il cd) tra gli scaffali, dopo poco sentivo un battere di piedi all'ingresso, era la moglie, no, non batteva il tempo, ma richiamava all'ordine il compagno: la ricreazione era finita. Negli ultimi tempi mi ha portato un beneficio l'apertura della profumeria alla mia sinistra e dopo di Outsider, negozio di abbigliamento, a destra. I tempi di permanenza sono aumentati, perché la tiranna aveva anche lei un interesse sotto i portici: finito il tip-tap sulla porta.
Questa mattina entra una coppia, si tuffano immediatamente sui vinili, sembra più interessata lei, infatti dopo qualche minuto lui esce e l'aspetta fuori, senza tip-tap a dire il vero. Lei s'intrattiene a lungo e, quando le parlo del negozio dell'usato si entusiasma e si avvia per raggiungerlo; vedo che il compagno non è fuori e le dico "Se viene tuo marito lo mando di là", lei non si preoccupa, "Pace, mi aspetterà, adesso mi passo un po' di tempo a cercare qualche vinili, è la mia passione".
Dopo un'oretta nuova coppia, questa con bambino in passeggino. Parcheggiano il pargolo vicino alla cassa e anche loro guardano solo i vinili. La storia si ripete, la ragazza è entusiasta, lui non molto e dopo un po' prende il passeggino ed esce fuori. Lei si prende tutto il tempo, compra e, quando l'informo dell'altro negozio dell'usato, si sposta dietro l'angolo. Dopo un quarto d'ora mi affaccio alla porta, il ragazzo misura i portici avanti e indietro spingendo il passeggino.
Morale? La superiorità del così detto sesso debole: l'uomo quando era lui in negozio sembrava un cagnolino al guinzaglio, appena il padrone, anzi la padrona, tirava, obbediente se ne andava; la donna è senza guinzaglio, decide lei i tempi. Certo adesso devo pensare a uno svago per i poveri compagni abbandonati all'aria aperta; profumeria no, Outsider solo per qualcuno. Ecco, ho trovato, il Paradiso dei Bimbi là davanti, si sa noi uomini siamo degli eterni bambinoni, sempre pronti a giocare.
Diario del 10 maggio
Questa volta capita a Dario il personaggio della giornata. Nell'intervallo (che non facciamo più) si presenta un anziano, accento emiliano, aspetto da contadino, probabilmente di terra le macchie sul vestito, "Guardi un po', mi servirebbe una di queste", si tuffa nella borsa e tira fuori una musicassetta, "Ne ha?", Dario, col suo solito buonismo, "Mi dispiace (molto addolorato), non ne teniamo più", "Lo so, non se ne trovano, come faccio a sentire la musica, a casa ho ancora il giranastri, ma non trovo più di queste" indicando di nuovo la cassetta. Certo, anche il dizionario Hoepli recita "giranastri, [gi-ra-nà-stri] s.m. inv. Apparecchio elettrico per la riproduzione di suoni attraverso la lettura di nastri magnetici già incisi", ma è dal secolo scorso che non sentivamo più questa parola.
Anche il mio è un personaggio non male. "Hai mica l'ultimo di Santana'", "Certo, eccolo", "Senti, non è mia abitudine, ma mi hanno regalato il nuovo cd di Knopfler, è una boiata pazzesca, potresti prendermelo indietro, mi sconti otto euro", "A parte che non è stato comprato da me (c'è sopra l'adesivo di una catena), non faccio cambi del genere, portalo nell'usato", "No figurati, te l'ho detto, non è mia abitudine". Compra Santana e aggiunge, "Volevo farti una proposta", 'cosa vuole cambiare, questa volta' penso, "Ho dei parenti che stanno in Calabria, fanno un olio buonissimo, se vuoi te ne posso portare qualche bottiglia", io, "Non è mia abitudine comprare alimentari in negozio". Non è vero, ho già due clienti che mi portano l'olio, uno da Pisa e l'altro da Imperia, ma mi piaceva dire anch'io 'Non è mia abitudine'.
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