Il Diario di Disco Club
Diario del 20 luglio
Per fortuna stasera suona Gabbani e così finisce il supplizio della prevendita. Siccome per molti prevendita significa comprare il biglietto poche ore prima del concerto, oggi ci hanno massacrato di telefonate, le "o" e le "u" di Discoclub si sono moltiplicate e abbiamo dovuto far fronte alle richieste più strane. Esempio, "Discooooocluuuub", donna, "Il polpo come lo facciamo, è buono al verde...", finalmente si accorge che io ho risposto e allora, "Pronto Orlandini?", "Mi spiace ha chiuso qualche anno fa", "E allora lei chi è?", "L'ho appena detto, Discoclub, anzi discoooocluuuub", "Ma li ha lei i biglietti di Gabbani?", "Per ora sì, ma tra poco vengono gli organizzatori a riprenderseli", "Allora facciamo così, lei me ne tiene cinque, quando vengo glieli pago, se vuole le do il numero della mia carta di credito", "?!?!?".
Ecco in negozio un'altra donna, è tutta sgarzellina, nonostante l'età non proprio verde, "Ha i biglietti di Gabbani?", "Sì, eccoli, quanti ne vuole?", mi guarda come se avessi fatto una domanda scema, "Ma uno, no?", glielo porgo, lei lo guarda delusissima, "Me l'aspettavo più grande" con la sua espressione da donna/bambina.
Oggi è rispuntato anche il Ciondolone, la domanda è la stessa, "Scusi se la disturbo, ma io ci tengo tanto, non sa mica come sta Milva?".
L'oscar odierno spetta però a una ragazza che ci chiede, "Avete dischi del 2017?", ovviamente viene subissata da battute e prese in giro di tutti i vecchi satiri del negozio (è simpatica e carina), lei non si tira indietro e alla fine si porta via una raccolta inutile di inutili successi estivi, ma è contenta (e anch'io, ho fatto fuori un altro pezzo dell'angolo della vergogna).
Quest'anno il pluriespulso (a proposito, oggi a pochi centimetri dall'ennesima espulsione, causa il vinile dell'ultima incisione di Chuck Berry, ordinato da un altro cliente e che lui sosteneva essere il suo) non ci vuole dare soddisfazione, anche la t-shirt Napapijri non ha passato gli otto giorni ed è stata sostituita da quella con la pecora nera, quelle bianche oggi erano veramente bianchissime!
Diario del 19 luglio
Quello che mi sorprende ultimamente è il numero di ragazzi storditi che entrano in negozio e non storditi per "merito" di droghe o alcol, ma proprio al naturale. Qualcuno lo si distingue subito dall'aspetto, altri invece ti fregano come quello di oggi, un bel ragazzo e dallo sguardo sveglio. Entra e mi chiede, "Dove sono i cd degli Ac/Dc?", me lo aveva già chiesto pochi giorni fa, se lo è già dimenticato, eppure sono proprio lì, all'inizio della fila davanti a lui; glieli mostro e lui, "Sono il mio gruppo preferito", li guarda indeciso, "Vorrei prenderne uno, mi consiglia?", "Se sono i tuoi preferiti li avrai quasi tutti, no?", "No", "Ah, allora incomincia da quelli vecchi, il classico Back in Black", non lo convinco, è attratto dalla copertina di Rock or Bust, titubante, "Questo?", "E' l'ultimo, non è certo il migliore", un po' vergognoso, "A me piace questo", "E prenditi questo". Paga, ma non se ne va, "Posso chiederle ancora una cosa?", "E chiedila", "Avete qualcosa di dark?"; adesso questo cosa intenderà per dark? Glielo chiedo, "Tipo?", "I Darkness".
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