Il Diario di Disco Club
Diario del 27 agosto
Breve riepilogo. Il Pluriespulso si presenta con la solita camicia (direi 42 giorni consecutivi, ancora lontano dal record). Lo accolgo con una spruzzata del deodorante disinfettante. Non se ne accorge, ma quel profumo lo deve irritare, se ne va quasi subito. Esperimento da ripetere.
Walter, oggi dieci telefonate col cellulare, poi prova a fregarmi, chiama con un fisso, memorizzato anche questo. Conclude la giornata con dodici tentativi infruttuosi.
L'ho evocato ieri, dicendo che era stato l'unico assente, e subito mi punisce e si lancia in uno sproloquio con un altro cliente ignaro delle sue capacità di "rottura". Parlano degli artisti anni sessanta, da Syd Barrett a Brian Jones, e conclude "Adesso c'è la moda dei vinili, all'epoca del lsd", insomma sempre droghe.
In chiusura si presenta un nuovo cliente, non come età; parte in quarta, "Ho da chiederle un'informazione. Nel 1992 è uscito un disco di Madonna con tutte canzoni nuove. Io sono riuscito ad avere l'edizione limitata, me la sono fatta spedire, oltre al vinile c'era un libro in una confezione metallica. Il disco l'ho regalato, non mi interessava. Il libro è l'unico scritto da Madonna e parla di sesso, di come lei scopava...", stoppato, prima che si lanci in altri particolari a luci rosse, "Non doveva buttare via il disco, ai collezionisti interessano le edizioni complete". Lo demoralizzo, se ne va, borbottando "i collezionisti" in maniera un po' dispregiativa. In realtà se lo avesse proposto all'onanistsingle club del negozio avrebbe potuto spuntare una bella cifra, sì, ma io cosa ci avrei guadagnato? Meglio che spendano in dischi, la vista ce l'hanno già abbastanza debole.
Diario del 26 agosto
Dopo una settimana di vacanza "nonnesca" torno in negozio e non trovo molti clienti, ma i rompi tutti, anzi no, il N.1 non c'era (esistono anche le ferie dei Rompipalle). Walter è in forma smagliante, mi telefona 13 volte al mattino, qualche volta non rispondo, altre è lui che non parla (si sente un parlottare in sottofondo). Quando parla fa le solite domande "E' arrivato niente?", "Di chi?", "Dei Black Sabbath", io, spazientito, "Walter, ormai li hai tutti", lui, imperterrito, "Tienimi quelli che sono arrivati". Gli sbatto giù il telefono (che bello quando si poteva effettivamente sbattere la cornetta sul telefono, il rumore faceva molto più effetto di quello del dito che pigia il pulsante rosso). Al pomeriggio arrivo alle tre e chi mi aspetta davanti alla vetrina? Sì, Walter. Entra, mi guarda di sottecchi "Ce l'hai con me?". Mi scappa da ridere, ma devo fare il duro, gli urlo "Sì, devi smetterla di chiamare, io ho da fare (una mezza bugia, oggi non avevo molto da fare), HAI CAPITO?". Non lo demoralizzo troppo, prima mi chiede dove è Dio, "Certe volte me lo chiedo anch'io". Non capisce l'allusione e si butta sulla casella dei Black Sabbath, prende l'unico vinile che c'è (gli altri li ha già presi tutti), me lo porta, costa 23,90€ e lui, impavido, "Ti do 20", io, inflessibile, "23"; ha un attimo di titubanza, poi "Vado di là (da Fabio nel reparto usato) a chiedere se l'ho già comprato". Un minuto, torna, paga senza battere ciglio, ma io gli rammento "E non chiamare più!". Passano dieci minuti, il telefono squilla, chi è? Non c'è da chiederlo, è la quattordicesima telefonata di Walter. Non gli rispondo, poso e memorizzo il numero, come già fatto per Ottavio, anche per lui telefonate finite.
Dimenticavo, in chiusura di mattinata entra un anziano (un po' più di me), mi chiede "Se le faccio sentire una canzone, mi sa dire cosa è?", io "Difficile, ma proviamoci". In realtà non me la fa sentire, la canticchia. Ovviamente gli dico che non la riconosco, ma lui insiste "E' del tipo Blondie". Anche il mio dottore, Guspe, si dà da fare, gli trova una canzone dei Maroon 5 che s'intitola come le prime parole che ha canticchiato, ma lui "No, no, il titolo non è quello. Poi il nome del gruppo incomincia con New, non mi ricordo il seguito". Dice di averlo anche registrato, allora Guspe gli consiglia "Col telefonino può facilmente trovare il titolo, c'è un programma...", lo interrompe brusco "Lo so". Mi chiedo, se lo sa perché non lo fa? Lo molliamo al suo destino e infatti se ne va. 12.30, ora di chiusura, eccolo che rientra, mi punta "Dove sono i dischi tipo Blondie?", io "Non c'è un posto con i dischi tipo Blondie", lui, sempre più nervoso, "Ma sì, del genere, come si chiama?, glamour", io, più spazientito di lui, "Non abbiamo un angolo glamour", lui "Ma i gruppi che incominciano per New?", mi salva ancora Guspe, che lo accompagna alla "n". Io sono più drastico, non gli dico niente e spengo le luci, lui "Ah, chiude?", io "Qualche volta".
Aggiornamento camicia hawaiana del Pluriespulso, ancora presente (ormai ha superato i 40 giorni) e sempre più "profumata", Un cliente, Diego, lo incontra per strada, entra e mi dice "Madonna quanto puzza!". All'aperto, figuratevi al chiuso. Mia moglie entra appena lui se ne è andato, scandalizzata "Che puzza che c'è" e corre da Tigotà a comprare un deodorante disinfettante "Questo odore ti intossica", ci tiene alla mia salute.
Altri articoli...
I più letti
- 23 aprile 2022 - 15 anni di Record Store Day
- Il 19 dicembre 1965 nasce a Genova il negozio di dischi più vecchio della città: Disco Club.
- THE BEATLES
- DISCO DELL'ANNO DI DISCO CLUB 2009 - Le Playlist
- DISCO DELL'ANNO 2012
- DESIERTOS - La Spagna e i luoghi del western
- CLOCK DVA - Post Sign
- MARK-ALMOND - Una band leggendaria e misteriosa
- DISCO DELL'ANNO 2013 - Classifica provvisoria e liste
- BLUR - All The People Blur Live At Hyde Park


