Il Diario di Disco Club
Diario del 15 dicembre
Il 4 dicembre 2011 scrivevo nel Mondo visto da Disco Club, "Vi ho lasciato qualche mese fa con il pluricampione, il biondo, insidiato dopo anni da vicino da un serio concorrente: l'ex tassista dal taxi giallo. Oltre a loro lottavano per il podio Ottavio (rompi-telefonico), il puzzone e il cliente quasi sordo. Vediamo come si sono comportati questi campione della "rottura". Sono passati sette anni e il biondo è sempre in testa alla classifica, Ottavio subito lì dietro, Vediamo che fine hanno fatto gli altri. L'ex tassista dal taxi giallo (la sua vecchia Uno ha resistito fino all'ultimo col suo bel colore giallo, invece di quel pallido bianco diventato obbligatorio) è rientrato da pochi giorni dopo un'assenza di anni. Assenza imposta da me. Ricorderete che lui mi martellava quotidianamente con pizzini pieni di ricerche di dischi anni 40/50. Ai tempi ero solo in negozio e non potevo perdere tempo per stare dietro a lui. Allora gli ho dato un aut aut, "Puoi venire solo una volta alla settimana!". C'è rimasto male e si è trasferito a deliziare Fabio alla Feltrinelli. Ora però la Feltrinelli non è in grado di accontentarlo ed eccolo di nuovo qui. La lezione gli è servita, inizia sempre con un "Se hai tempo", "Se non ti disturbo", non solo ogni volta compra qualcosa. Addirittura sorride e accetta le mie sgridate quando, in presenza dei pacchi appena arrivati dall'Olanda, lo allontano dal banco, "Vai laggiù e non disturbare fino a quando non abbiamo finito", lo fa e se ne sta buono buono a guardare lo scaffale anni cinquanta. E' decisamente finito fuori classifica.
Per allontanare il Puzzone mi sono preso un raffreddore, infatti quando lo vedevo arrivare, mi piazzavo sulla porta, così lui proseguiva; era inverno e il malanno era inevitabile, anche se come primo beneficio il naso tappato mi ha impedito di sentire il tremendo olezzo che lui emanava, come secondo la sua definitiva scomparsa dal negozio. Qualche volta l'ho visto transitare dall'altra parte della strada, poi, da anni, più niente. Spero che qualcuno si sia preso cura di lui e magari lo abbia fatto ricoverare in un qualche istituto assistenziale.
Rebolino, il cliente quasi sordo, è anche lui sparito, ma in questo caso non c'è la mia mano. La sordità è aumentata e ha capito che non era il caso di comprare altri dischi.
Diario del 14 dicembre
Passiamo oggi a due Rompi che ho disinnescato e non hanno nessuna speranza di salire sul podio.
1) Lo Psichiatrico. Ha avuto un momento di grande fulgore. Rispetto agli altri questo è veramente matto. Tra le sue esibizioni è rimasta memorabile quella nel nostro reparto usato, quando si è coricato per terra in mezzo agli altri clienti. Al suo primo ingresso mi aveva accolto con "Come va intellettuale democristiano postbellico?", successivamente sono passato ad essere "Intellettuale postcomunista!". Aveva preso l'abitudine di farsi sentire i dischi, quando mi sono stufato l'ha presa male, ma io l'ho, praticamente, espulso., tanto che i clienti presenti mi hanno detto "Ma sei matto!? Quello è matto davvero". Invece l'ho spuntata io, non è più entrato, si è limitato ad urlare quando passava fuori dal negozio "Ehi, uegia!". Oggi invece si affaccia all'ingresso, "Hai cd di Gillespie?", mentendo gli dico "No", lui "Come va?", io "Andava bene". Matto lo è, ma non del tutto scemo, capisce e se ne va.
2) Ivano. Ci ha assillato per anni coi suoi racconti sulla mamma che si concludevano sempre con "Ma quanto rompe la mamma". Stava diventando davvero insopportabile e non sapevamo come liberarcene anche perché è un bambinone e dispiace maltrattarlo. Un giorno, quando stavo fotografando tutti i clienti con il manifesto "il rompipalle", entra e gli do il cartello "Vieni Ivano, fotografo anche te". Fugge letteralmente, urlando "No, no". Qualche tempo dopo torna, io prendo la macchina fotografica e lo metto di nuovo in fuga, probabilmente come certi nativi americani crede che una foto possa rubare l'anima. Sta di fatto che è sparito e quest'anno lo avremo visto due volte e sempre di sfuggita.
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