Il Diario di Disco Club
Diario del 29 agosto
Oggi tocca a Maurizio Blues. Il nome viene dal suo genere preferito. L'altro giorno ha comprato il lp di The Legendary Typewriter Tape di Janis Joplin e Jorma Kaukonen. Oggi torna e mi dice, "Mi sono pentito di averlo comprato. Credevo che cantasse Janis, invece canta Jorma e lei suona la macchina da scrivere", ci lascia perplessi "In che senso?", lui "Sì, lui canta e si sente lei in lontananza che batte a macchina". Abbiamo già venduto parecchie copie di questo disco e nessuno ha protestato. Dario lo cerca su spotify e lo sentiamo, ovviamente canta Janis e Jorma suona la chitarra. Si sente effettivamente in lontananza una macchina da scrivere, ma, scopriamo dopo, la "suona" la moglie di Jorma. Glielo facciamo presente e lui "No, non sono mica scemo, canta uno solo". E' riuscito a scambiare la voce di Jorma per quella di Janis, proprio uguali vero? Me non si accontenta, decide di cercare qualcosa di Jimi Hendrix che non abbia, tira fuori il lp di Are You Experienced e guarda i titoli " Sì, questo è bello, ah anche questo" e continua così. Ma non cercava qualcosa di Hendrix che gli mancava? Non è che abbia fatto, purtroppo, molti dischi, come fa a non avere questo? Non lo compra, ma è in forma, passa a John Lennon; "Sai quando ero giovane ho comprato il primo disco di John con Yoko, "Unfinished Music No.1 - Two Virgins"
ma mi faceva schifo (finalmente ha detto una cosa giusta) e l'ho dato via subito. Adesso ho l'orecchio fino, l'apprezzo e l'ho ricomprato".
Ci risolleva il morale una ragazza molto giovane, entra e "Scusi, magari dirò una sciocchezza. Cerco il vinile di una canzone, che però il cantante non ha fatto. Potete farmelo voi?", io "In che senso?", lei "Stamparmi voi quella canzone sul vinile". Semplice vero?
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Diario del 14 agosto
Ve l'ho detto che noi ci siamo anche oggi, foto delle 08.59.
A proposito, anticipo il Diario quotidiano.
Alle 8.25 salgo sull'autobus e becco un rinco storico del negozio, me ne ero liberato a fine anni novanta cedendolo a un collega. Quel collega ora non c'è più, ma a lui, a quanto pare, non interessano più, per fortuna, i dischi. Gli lascio il posto a sedere, del resto ha 25 anni meno di me, e mi giro dall'altra parte. Niente da fare, non mi molla, "Il negozio è già aperto?" chiede, io "Se sono qua come fa ad essere aperto?", lui "Credevo che aprisse un tuo socio e poi tu andassi giù con calma", io "Sono le 8.26 (ha retto un minuto prima di parlarmi), secondo te scendere in negozio alle 8.40 (quando arrivo) di un lunedì è andare con calma? Molti negozi al lunedì mattina sono chiusi; in più oggi è il 14 agosto e quasi tutti sono chiusi. Secondo te a che ora dovremmo aprire il negozio!", lui ci pensa un po', poi aggrava la sua situazione, fa la domanda fatidica "Quando chiudete per ferie?", io "Non chiudiamo MAI, da agosto 1972". Devo aver urlato il MAI, perché gli altri viaggiatori si girano verso di me, ma mi fanno un sorrisino di approvazione, probabilmente conoscono già l'individuo che ha cambiato carriera da rompi dei negozi di dischi è passato a rompi sull'autobus.
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