Il Diario di Disco Club

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Diario del 14 febbraio
Chiedi chi erano i Maneskin
Ai tempi di X-Factor 2017 ci siamo chiesti "chi sono i Maneskin?", nei successivi anni abbiamo imparato a conoscerli, più per le affermazioni del tipo "come sono bravi" o al contrario "come sono scarsi". Noi non abbiamo mai parteggiato per una o l'altra fazione, pur non essendo loro fans (né io, né Dario), ma come negozianti sperando che i loro dischi facessero aumentare i nostri incassi. Nei successivi cinque anni qualcosa è successo, ma mica poi tanto. Il 2022 è stato l'anno della loro consacrazione e qualche cosa in più abbiamo venduto anche noi. Eccoci così a gennaio2023, esce il loro nuovo disco. Quanti ne prendiamo? Siamo indecisi, abbiamo paura di prenderne troppi, però la pubblicità è tanta e così ci sbilanciamo. L'uscita è prevista per il 20 gennaio e, come si fa per i big, nessuno può avere i dischi prima di quella data. Succede così che il distributore lo ha quel giorno e non può spedircelo in tempo. Disastro, adesso verranno a chiedercelo e noi facciamo la figura di non averlo! No, quel venerdì non viene nessuno; boh, forse i fans lo sapevano già. Di sabato i corrieri non consegnano, così mandiamo in missione a Bolzaneto dal magazzino GLS Andrea, non una grande impresa, abita a Isoverde. Alle 9.30 è già qui, ma non c'era urgenza, passa un solo acquirente, che, tra l'altro, lo aveva già pagato in prenotazione. "Vedrai la settimana prossima, arrivano tutti" ci diciamo a vicenda io e Dario. Lunedì, zero vendite. Martedì una signora over 60 viene a comprarlo; è la prima! Abbiamo da dare in omaggio delle bags del gruppo, gliela offriamo per la sua nipotina, ma lei "No, alla mia età non vado in giro con queste cose", era per lei...
Nelle successive due settimane poche vendite, a qualche under 14 e ancora a una over 60 (come notate ho usato sempre il genere femminile). Ci consoliamo con Dario, "Adesso c'è Sanremo, vedrai che esplodono". Sul palco loro le provano tutte, non sfasciano la chitarra (lo aveva già fatto qualcuno?), ma la chitarra la suonano con i denti (lo aveva già fatto qualcuno?) e la ragazza mostra generosamente il di dietro (lo aveva già fatto qualcuno?). "Questa volta li vendiamo tutti", venerdì zero, sabato zero, domenica zero, ah, siamo chiusi. Incomincia questa settimana, c'è San Valentino, non possiamo non venderlo. Ecco un ragazzo, cerca il regalo per la moglie, "A lei (ci tiene a sottolinearlo) piacciono i Maneskin", ci avventiamo come un solo uomo sul vinile autografato. Lo guarda, poi "Dò ancora un'occhiata, avete niente di Elton John?", "Sì, una bella raccolta doppia". Li prenderebbe tutte e due, ma quello di Elton è un po' caro, allora mi fa una domanda traditrice, "Tu cosa prenderesti?". Risultato? Io non sono bugiardo, i Maneskin tornano sullo scaffale e Sir Reginald va a festeggiare San Valentino con la giovane coppia.

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Diario del 11 febbraio
Oggi in negozio sono di moda i dischi da non ascoltare.
Primo cliente, "Vorrei dei dischi da appendere al muro".
Poco dopo, "Mi serve un ellepi di J.Cole, mi fa vedere le copertine?", "Dario gliele mostra sul computer", lui "Ecco questa, sa mi serve per arredare la stanza di mio figlio".
Continuiamo con le copertine. "Mi piacerebbe un disco che mi hai fatto vedere in vetrina con la copertina verde", io "Ultimamente?", lui "No, due anni fa".
Voce di due ragazze davanti alla vetrina. "Dimmi che c'è", l'amica "Non vedo la copertina", l'altra, "Strano, è uno dei più venduti adesso". Siete curiosi di sapere di chi parlavano? Ecco di nuovo lei "Non hanno nemmeno il cd di Eros".
Ragazza raffinata, "Avete musica a 432hz", non so cosa rispondere, lei se ne accorge e mi viene in aiuto, "E' musica per massaggi", ma poi conclude "Ma a me serve per le piante".
Questa volta è un uomo, "Di Nikka Costa ne avete cd anche arretrati?".
Ecco una signora "Cerco disperatamente una canzone di Vasco, s'intitola Patto con riscatto", le trovo il cd, lo compra. Dopo un'ora ritorna e me lo restituisce "Lo avevo già in casa"...
Vecchietto, sintetico, "Musicassette?", io "No", lui "Come mai?".
Torniamo al genere femminile, "Cerco cd per i camper".
Chiusura con gaffe. In negozio, come sempre al sabato pomeriggio ci sono Elena e Paolo, entra Stefano e immediatamente incomincia a parlare con Paolo su concerti vari degli anni novanta che scoprono di aver visto entrambi. Stefano si rende conto che Elena è con Paolo e passa di colpa dal tu al lei. Non capisco il perché e sto per farglielo notare, ma non c'è bisogno, lui dice a Paolo "Sua figlia..." lo interrompo "Ma è la moglie!", io ed Elena scoppiamo a ridere, Paolo un po' meno. Stefano cerca di recuperare, "Ma per una donna è un complimento, vuol dire che dimostra molto meno di quello che ha", io gli giro il coltello nella ferita, "Sì, ma per un uomo no". Si rassegna, "Ho fatto una gaffe, vuol dire che dopo tanti anni anch'io entro nel Diario".
Nel video una Nikka Costa arretrata.

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Diario del 6 febbraio
Ecco un ex-giovane, lo deduco da quello che dice, perché è completamente coperto con tanto di mascherina; si vedono solo gli occhi, che brillano di gioia, ed effettivamente la manifesta "Che bello rivederci dopo 30 anni, quando sono entrato qui con mio papà, anzi era il 1988,35 anni fa!", quindi non è più giovane. "Senti ho trovato in cantina un giradischi, ma manca la cinghia e la puntina, dove posso trovarli?", come al solito lo mando dal vicino De Bernardi, sempre rifornitissimo di ricambi di ogni genere. Mentre gli spiego dove è, parte in quarta e penso di non rivederlo per altri 35 anni (ottimista vero? Beh, avrei solo 110 anni). Sbaglio, lo vedo dopo 10 minuti. E' sempre contento, "Tutto a posto, si può fare. Devo farti ancora due domande", "Di musica?", "Una sì, l'altra no", "Incomincia da quella di musica, vai da Dario". Vuole il lp dei Maneskin, "Me lo tieni da parte?" non ci sono problemi, visto lo scarso successo di vendite (speriamo in Sanremo), quindi passa alla domanda non musicale "Potresti trovarmi il numero di telefono di una pasticceria?", "Una qualunque?", "No, in via Bertuccioni"; glielo trovo e lui, vedendo Antonio Vivaldi con in mano il telefono, si rivolge a lui "Me lo impresta?", Antonio glielo dà e lui chiama la pasticceria "Ciao, sono Roberto, è per la torta della mamma, vengo a prenderla quando lei esce dall'ospedale, mi sai dire quanto spendo? Grazie, ciao". Restituisce il telefono ad Antonio e incomincio a preoccuparmi, sta a vedere che adesso mi chiede i soldi per la torta. No, ma promette di tornare a prendere il lp dei Maneskin.
Viene rimpiazzato degnamente. Signora voluminosa e baffuta, parte in quarta " Sono tornata oggi a lavorare, sono caduta e all'ospedale mi hanno dato un mese di prognosi, a me piacciono i cd, ma questi non mi piacciono, no, a me piace la fisarmonica, i napoletani, i romani", si ferma per un po' a pensare, poi esplode "Ecco mi sono ricordata, Lando Fiorini! Avevo un suo cd ma il cane me lo ha rovinato se lo è smangiucchiato", io "Si era stufato di sentirlo", lei, imperturbabile, continua "A mio fratello piacciono i dischi, ha il mangiadischi, anche lui adesso è all'ospedale, ha la pressione a 230. Io quando sono caduta ho battuto anche la testa, commozione cerebrale". Chissà come era prima...
Notate una particolarità: oggi per tre volte è stato nominato l'ospedale!

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Diario del 16 dicembre

Diario del 16 dicembre
Seconda puntata di ex taxista dal taxi giallo vs Dario.
Questa mattina la prima voce che si sente fuori dal negozio è di Quasimodo, "Scusi ha un accendino?", non lo chiede a me, ma a tutti quelli che passano. La cosa bella è che gira con sacchetti di plastica pieni di pacchetti di sigarette vuoti, ma accendini non ne ha. Poco dopo eccolo "Scusi posso entrare?" me lo chiede sempre ben prima di essere sulla porta. Entra, gira un po', sceglie un disco, In Utero dei Nirvana, da 9.90€, "Mi fa un po' di sconto, me lo mette 9€?", lo accontento colo solito sconto di 90 centessssimi di scusssiana memoria, ma lui si fa audace "Non me lo può mettere 8?", io "Non sono qui per regalare i dischi". Paga e dice "Buongiorno signor Gian, me ne vado". Prima volta che qualcuno mi chiama signor Gian! In realtà si ferma immobile davanti al banco. Dopo un po' lo guardo interrogativamente, lui "Mi fermo ancora un po'". In quanto a fermo è proprio fermo, sempre nello stesso punto, quando sento da fuori un'altra voce ben conosciuta che rabbiosamente dice "Sta a vedere che quello là non c'è". Infatti "quello là", che sarebbe Dario, non c'è perché oggi entra alle 10. Avrete già capito che è il suo persecutore, l'ex Taxista dal taxi giallo. Entra e si trova davanti Quasimodo che cerca di scappare e gli chiede "Mi apra la porta", apra in senso imperativo e non apre interrogativo. E' una specie di sfida all' OK Corral, i due rivali si fronteggiano, alla fine cede il Taxista, che deve pensare "questo è più matto di me". Quasimodo se ne va e Taxmen può finalmente chiedermi "Non c'è?" senza precisare il soggetto. "No, arriva alle 10", guarda l'orologio, 9.25, "Lo aspetto", in quel momento telefona Dario, "Sono bloccato col bus nel traffico", una volta tanto questa notizia mi fa piacere, con un ghigno mi rivolgo al rivale, "Anzi, non arriva alle 10, è in ritardo", lui barcolla "Allora passo nel primo pomeriggio", io "Non alle 14.30 come ieri. Noi siamo in tre e Dario va a mangiare per ultimo, quindi torna dopo le 15". Ormai è un pugile chiuso all'angolo, butta lì "Oggi arriva il pacco", lo smonto "No, ho già visto che è in ritardo, arriva lunedì", lui "Allora non passo". Quando esce sento che borbotta i suoi soliti insulti, a Dario sono aggiunto adesso anche io.
Arriva Dario e gli riferisco il tutto e lui "Adesso lo mando a fan c...".
Infatti, pomeriggio ore 15, Taxmen entra e Dario, no, non lo manda a fan c, gli da corda per 15 minuti, rendendo vano tutto il mio lavoro al corpo.
Taxmen se ne va senza salutarmi e, come tutti i giorni, si da una spruzzata del nostro igienizzante (penso che uno dei motivi della sua venuta giornaliera sia proprio potersi lavare le mani col nostro prodotto). Il fatto è che non ha ancora capito come funziona e lo spruzzo mi finisce sulla porta e per terra, così mi tocca pulire. Lo farà mica apposta?

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Vi ricordate del taxista del taxi giallo? L'ultimo ad arrendersi all'avvento del taxi bianco, non che lo abbia cambiato, si è autopensionato pur di non cambiare colore all'auto. All'epoca era quotidiano con i suoi pizzini pieni di ordini, io ero solo in negozio e gli ho dato un aut aut "Devi venire solo una volta alla settimana!". Mi ha abbandonato e ha girato un po' tutti i negozi di Genova, ma prima o poi veniva respinto. L'avvento di Dario è stato per lui una vera e propria manna, ha provato a rientrare in negozio e ha trovato uno disposto a sopportare quotidianamente i suoi pizzini quotidiani, spesso spacciati per richieste di un fantomatico amico. Lo aspetta fuori dalla porta alle 15.00, adesso si è accorto che Dario rientra prima visto il freddo, allora anche lui 14.50, poi 14.40 e ancora 14.30. Se non lo trova non la prende bene, è ina malattia o in ferie? "Questo ragazzo è una disgrazia". In questo periodo facciamo continuato, andiamo a mangiare prima io e Andrea, dopo Dario. L'ex taxista arriva e non lo trova "Ma viene o non c'è?", io "Viene, è ancora presto". Negli ultimi tempi ha preso l'abitudine di bisbigliare a bassa voce, così pensa lui, in realtà è perfettamente ascoltabile; se davanti a Dario c'è qualcuno che lo ha anticipato, lo si sente mormorare "Perché non se ne vanno queste teste di cazzo", se qualcuno passando, mentre incombe su Dario, lo scontra, lui si gira inviperito "Non stiamo tutti attaccati!" e quando esce si ferma davanti alla vetrina continuando con la sua invettiva. Oggi Dario è uscito per andare a mangiare alle 14.35, lui entra alle 14.40, per sua disgrazia ci sono io. Parte con "Non c'è quello?", non lo nomina nemmeno per nome, io "E' andato a mangiare adesso, torna dopo le tre". Viene preso da un raptus "Che abitudine è di andare a mangiare alle 4, io quando lavoravo mangiavo sempre puntualmente a mezzogiorno!", io "Per lui è difficile, visto che a quell'ora lavora". Glielo dico un po' duramente, infatti lui "Non c'è bisogno di arrabbiarsi". Si allontana e lo sento mormorare incavolatissimo "Brutto bastardo, lui e il suo mangiare del cavolo". Ben gli sta a Dario, così impara a dargli sempre corda.
Sono sempre più convinto che la canzone di Ferradini sia l'ideale come inno per noi negozianti di dischi, con un cambio di parole: "Prendi un cliente trattalo bene, dagli sempre corda e ragione e vedrai che ti lascerà, in un altro negozio lui andrà. Prendi un cliente trattalo male, lascia che ti aspetti per ore e quando lo servi fallo come fosse un favore, vedrai che non ti lascerà e in negozio ritornerà"

 

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Diario del 12 ottobre

Diario del 12 ottobre
Entra un cliente (così si definisce), non molto giovane in cerca di un disco per il figlio, mentre glielo prendo un telefonino squilla furiosamente e rumorosamente, è il suo, lo tira fuori e dice "Questo lo sentono anche i sordi", è un Nokia di quelli piccolissimi dell'anteguerra, non quella di adesso, molto precedente; infatti continua "Era di mio papà". Se ne va e mi dice "Saluta Dario", sì ma lui come si chiama? Mistero; torna Dario e gli dico "Ti saluta un cliente (così si definisce), ma non mi ha detto come si chiama", Dario "L'ho incontrato fuori e mi ha salutato sbracciandosi", io "Chi era?", Dario "Boh".
Entra una signora con in mano delle cuffie un po' sbrindellate, "Ho delle cuffie, a chi posso darle? Non è che voglia venderle", io "Noi teniamo solo dischi. Può provare dal mercatino dell'usato di Sampierdarena", lei "Ci sono già stata, ma non le hanno prese". Mi chiedo, se non voleva venderle cosa è andata a fare al mercatino dell'usato?
Esco un attimo a guardare la vetrina e incrocio una signora di mezza età (cosa si intenda per mezza età adesso, non lo so) che entra; vedo che guarda i vinili, rientro "Cerca qualcosa di particolare?", lei "Fate per caso lo spid?". Mi hanno chiesto di tutto in negozio dalle fotocopie ai fax, dallo stampare da una pennetta al riempire con musica una pennetta e altre stranezze, ma lo spid è la prima volta; lei mi mostra un foglietto con scritto via San Vincenzo 2. Stramaledetta Via San Vincenzo 2! Sono anni che è la richiesta più gettonata, chi per andare alla Iro, chi al patronato, adesso anche lo spid. Esco di nuovo e vedo due signori, molto signori, eleganti con borse da manager, che si aggirano, vanno oltre l'angolo e tornano indietro, eccoli "Scusi dove è la Confindustria?", io, rassegnato, al numero 2, il primo palazzo. Non c'è salvezza giovani e vecchi, ricchi e poveri, donne e uomini, operai e industriali, nessuno sa dove è il numero2!
Sapete quale è il problema? Il numero 2 è scritto troppo in grande come si vede dalla foto.

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