Rock

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THESE NEW PURITANS - Fields Of Reeds

Ritornano con un nuovo album , ma per la Infectious Records, gli autori di Beat Pyramid e Hidden. L’attesa è stata lunga, Hidden uscì nel Gennaio 2010, ma finalmente arriva il terzo album della band di Southend‐on‐Sea.L'album è stato registrato allo Studio P4 di Berlino e in alcune tracce compare il Magnetic Resonator Piano, inventato dal professor Andrew McPherson del centro per la musica digitale della Queen Mary University of London. Tra atmosfere dark e sperimentazioni sonore Fields of Reeds rispetto a Hidden è meno marziale ma molto più intimista , Barnett canta in maniera tristissima e il disco si sviluppa su pattern minimalisti di pianoforte e folate di fiati Al primo ascolto i riferimenti d’obbligo sono i Radiohead del periodo Kid A/Amnesiac le ultime cose di Scott Walker e i Bark Psychosis! La prima tiratura del CD è un edizione limitata con la copertina stampata in rilievo. Il formato è digipack apribile con all’interno delle stampe e un libretto di 12 pagine con i testi delle canzoni. L'LP è doppio, confezione apribile con all’interno delle stampe e i testi, la quarta facciata è etched .

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 14 giugno al prezzo di 18,90 €

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BOARDS OF CANADA - Tomorrow's Harvest

Tomorrow Harvest, ecco il nuovo album del duo scozzese di Edimburgo tra i più celebri del panorama elettronico mondiale. Il nuovo lavoro segue a otto anni di distanza The Campfire Headphase del 2005 e poi dall’ EP, Trans Canada Highway del 2006 . La pubblicazione di Tomorrow Harvest è stata anticipata dal lancio del singolo Reach for the Dead e dal suo video diretto da Neil Krug, la cui anteprima mondiale è stata proiettata a Tokyo il 22 maggio in uno schermo gigante nel bel mezzo del distretto di Shibuya.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 11 giugno 2013 al prezzo di 16,90 €

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MALCOM MIDDLETON - 5:14 Fluoxytine Seagull Alcohol John Nicotine

Malcom Middleton è la metà del leggendario duo scozzese Arab Strap ed un celebrato performer solista. ‘5:14 Fluoxytine Seagull Alcohol John Nicotine’ è il debutto dell’artista e punto di riferimento della sua intera carriera solista e viene stampato per la prima volta su vinile in una stupenda edizione limitata in vinile adeguata alla sua importanza. ‘5:14 Fluoxytine Seagull Alcohol John Nicotine’ ha fatto parlare molto di se, è stato sicuramente tra gli ascolti a cui siamo più affezionati ed ha visto decine di critici inciampare su stessi per lodare il lugubre debutto di Middleton. Originariamente realizzato nel 2002 l’album vede Middleton occuparsi per la prima volta dei testi e del cantato, provando di non essere da meno del suo compagno negli Arab Strap Aidan Moffat, quando si tratta di articolare tutte le nostre debolezze emotive e le crisi di rapporto che spesso innescano. La crisi di Malcom era arrivata nel mezzo del desolato inverno del 2001 e per superarla con carta e penna, col la musa modulata dagli antidepressivi, Malcom dipinse una raccolta di canzoni schiette, divertenti e malate d’amore che con l’aiuto di amici come Aidan, Jenny Reeve (Strike The Colours) e Barry Burns (Mogwai) si trasformarono in “5:14”. Per Middleton '5: 14 ... e 'stato un grande passo in quanto realizzava un'ambizione covata per anni, ma ostacolata da una persistente mancanza di determinazione. Il lavoro solista di Middleton ha continuato ha svilupparsi dopo “5:14” attraverso 4 album ottimamente accolti dalla critica (compreso lo straordinario secondo album “In The Woods” fino all’esuberante debutto ricco di rimandi 80ies dello scorso anno del suo alter ego Human Don’t Be Angry. La dissoluzione degli Arab Strap nel 2006 ha colpito tutti per l’assoluta mancanza di acrimonia tra i due e per le sordide rivelazioni sessuali che ne sono seguite.

LP in vendita da Disco Club a partire da martedì 11 giugno 2013 al prezzo di 37,90 €
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VAMPIRE WEEKEND -  Modern Vampires Of The City

L’evoluzione nella continuità è sempre apprezzabile: dimostra personalità forte ma anche capacità di guardarsi intorno per assorbire suoni e concetti. Nel caso dei Vampire Weekend il cammino verso la maturità ha portato con sé una dimensione percepibilmente più meditativa rispetto agli inizi. In Modern Vampires Of The City (terzo lavoro del gruppo di Ezra Koenig) i colori caraibici dell’opera prima e di Contra  sembrano avere virato, se non proprio al bianco e nero della copertina, verso sfumature più seppiate,  meditative e talora quasi cameristiche. Permane il debito nei confronti di Paul Simon, ma anche qui qualcosa cambia, visto che persino momenti ritmati come Worship You ricordano non tanto un lavoro scoppiettante quale Graceland, quanto piuttosto la disillusa eleganza di There Goes Rhymin’ Simon. (Antonio Vivaldi)

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JAMES COTTON - Cotton Mouth Man

Per fortuna che il blues elettrico non ha i problemi di certe vetuste rockstar incartapecorite, che sul palco devono zompare e lanciar gridolini come adolescenti, e poi, nel retropalco, mandar giù boccate di ossigeno puro. Gli anni e le rughe sembrano invece un medagliere, nel blues rock. Al di là di ogni retorica. Come nel caso del signor James Cotton, più vicino agli ottanta che ai settanta. Qui l'armonicista che fu al fianco di Muddy Waters si fa aiutare da gente d'assoluta eccellenza che ha qualche decennio in meno: Warren Haynes, Keb Mo, Ruthie Foster, Delbert McClinton, Joe Bonamassa, un (ben) stagionato Gregg Allman. Ne scaturisce un disco bruciante e poderoso, ma soprattutto divertente come pochi altri, che sembra correre su binari oliati. E' il solito blues di Chicago, ma che classe. (Guido Festinese)

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QUEENS OF THE STONE AGE - … Like Clockwork

Da qualche tempo i Queens of the Stone Age hanno lasciato le ossessioni claustrofobiche dello stoner puro per collocarsi in una dimensione più aperta, forse addirittura solare. Le diversioni del poliedrico Josh Homme con gli Eagles of the Death Metal ci avevano abituato a questa vena “burlona”, stretta parente del garage-rockabilly di nicchia – per intenderci: quello che va dai Fleshstone ai Chesterfield Kings passando per Danko Jones. Anche se gli ascoltatori più fedeli riconosceranno in The Vampyre of Time and Memory i frutti seminati nell’album Lullabies to Paralyze, sarebbe stato difficile immaginare la malinconica introspezione lirica di una ballata che scivola sulle note del pianoforte; e tanto meno gli accenti sognanti e lisergici di Kalopsia, nella quale si distingue la mano di Trent Reznor. Sì, perché come sempre il gruppo californiano torna circondato da una corte di partner eccellenti, più o meno consueti: ovviamente non manca l’amico Mark Lanegan – che si può definire come il sesto componente della band – e persino l’ex bassista Nick Olivieri, accantonati i vecchi dissapori, torna al fianco della coppia Homme /Dalle, mentre la batteria possente di Dave Grohl è fondamentale nella violenta “If I had a Tail” – che non sarebbe sfigurata come bonus del meraviglioso Songs for the Deaf. A completare la rosa delle comparse c’è persino sir Elton John, che pare si sia ritagliato un posto nel progetto dopo aver sentito i Them Crooked Vultures un altro dei supergruppi nati dalla fucina del deserto. È ovvio che questo scintillante parterre abbia garantito un eclettico risultato finale: se i toni dark dell’opening Keep your eyes peeled non rinnegano le origini – anche grazie alla voce profonda di Jake Shears degli Scissor Sisters – lo sguardo si sposta sull’alternative rock inglese di ultima generazione, con la collaborazione di Alex Turner degli Artic Monkey. Si tratta di un’architettura davvero complessa che però si modella con assoluta semplicità, come se un paio di amici si fosse riunito casualmente per suonare un po’ insieme, registrando un disco travagliato ma convincente, che è riuscito a fondere le varie anime strappando tutte le etichette. (Elena Colombo)

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