Rock

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NEIL YOUNG - Live At The Cellar Door

Nuovo capitolo della serie di registrazioni d'archivio del cantautore canadese, che documenta e condensa in un'unica raccolta le serate del 30 novembre e 2 dicembre 1970 tenute nel prestigioso The Cellar Door di Washington D.C.. Dopo i fasti delle tournée con Crosby, Still e Nash, e messi per un momento da parte i Crazy Horse di "Everybody Knows This Is Nowhere", Neil Young è qui alle prese con una delle sue prime uscite, a pochi mesi dalla pubblicazione del suo terzo album solista, il leggendario "After The Gold Rush". In un ambiente raccolto, da tipico jazz club, con l'ausilio della sola, ancora oggi viva, e inconfondibile voce, e di una semplice sei corde acustica, arpeggiata in flatpicking (mentre un pianoforte fa capolino per la prima volta nell'esecuzione della rockeggiante "Cinnamon Girl", ma non solo), Young presenta al "selezionato" pubblico del locale cinque delle celeberrime gemme di "After The Gold Rush", in quel momento freschissime, se non ancora acerbe (stiamo parlando, oltre alla title track, di "Tell Me Why", "Only Love Can Break Your Heart", "Byrds" e "Don't Let It Bring You Down"), e inserisce in scaletta, probabilmente per la prima volta, la pietra miliare "Old Man", che andrà di lì a poco ad irrobustire, con la sua carica antirazzista, il sontuoso e acclamato "Harvest". A far parte di questa piccola collezione di classici neilyounghiani (tra gli altri) anche "See The Sky About To Rain", che impreziosirà il successivo e crepuscolare "On The Beach", e una versione non particolarmente infiammata dell'epocale murder ballad "Down By The River", portata al successo l'anno precedente con i Crazy Horse. Nonostante l'ottimo livello della registrazione e la discreta bontà delle interpretazioni, siamo forse di fronte ad una pubblicazione meno incisiva rispetto alle precedenti (facendo esclusivo riferimento alle appartenenti a questa pregevole serie retrospettiva), almeno sul piano musicale. Perché in effetti i brani passano in rassegna un po' troppo velocemente, quasi in sordina, senza essere valorizzati a sufficienza dal necessario e consueto pathos, e Neil Young, del resto, appare tutto sommato meno convincente del solito o forse semplicemente meno serioso rispetto ai suoi standard del periodo. E, però, dal punto di vista storico, questo ulteriore documento sonoro, inscritto in un momento così decisivo della vicenda artistica del grande songwriter, dice in realtà molto su come il rocker di Toronto stesse passo dopo passo trovando i giusti equilibri per il definitivo lancio di un proprio percorso solista. Ma siamo lontani dall'intensità, la profondità e l'ispirazione del (per esempio) solo di poco successivo "Live at Massey Hall" (gennaio 1971), anche questo (per fortuna) dato alle stampe già da qualche anno, sempre all'interno della stessa collana. Resta il piacere, e ci mancherebbe, sia per i vecchi "rusties", che per i neofiti della materia, di ascoltare in azione un cristallino Neil Young d'annata. (Marco Maiocco)

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ROSANNE CASH - The River And The Thread

THE RIVER AND THE THREAD segna il ritorno di Rosanne Cash dopo quattro anni di silenzio discografico: tra Delta blues, gospel, Appalachian folk, country e rock, 11 canzoni originali narrano una storia americana ad ampio spettro, tratteggiando ritratti (un soldato della guerra civile, un agricoltore degli anni della Depressione…) indimenticabili.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 14 gennaio 2014 al prezzo di 18,90 €
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MARY CHAPIN CARPENTER - Songs From The Movie

Il primo album con orchestra di Mary Chapin Carpenter: registrato negli Air Studios londinesi, l’album è stato diretto e arrangiato dal seivolte-vincitore di Grammy® Vince Mendoza (lo ricorderete con Sting, Diana Krall, Chris Botti, Elvis Costello, Björk, Joni Mitchell…) ed è prodotto dalla titolare, dallo stesso Mendoza e da Matt Rollings (già con Keith Urban e Lyle Lovett). L’album contiene nuove versioni (con orchestra d’archi) di dieci canzoni predilette da Mary Chapin Carpenter, tra le quali “Between Here and Gone” e “Come On Come On”.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 14 gennaio 2014 al prezzo di 18,90 €
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MICAH P. HINSON - Micah P. Hinson And The Nothing

Fin dall’album di debutto “The Gospel Of Progress” del 2004, abbiamo fatto molto per proteggere il mondo musicale del cantante/cantautore texano Micah P. Hinson. Da allora, Micah ha composto alcuni dei più bei dischi e singoli in circolazione (via Sketchbook Records, Overcoat, Houston Party, Jade Tree e più recentemente Full Time Hobby) e siamo entusiasti di annunciare che Micah P. Hinson ha firmato con Talitres un accordo per l’uscita del suo imminente album “Micah P. Hinson And The Nothing”: una raccolta di canzoni che ha scritto prima del terribile incidente d’auto avvenuto in Spagna durante il suo tour nell’estate 2011.  Nel 2012 Micah P. Hinson fu invitato a registrare al Moon River Studio a Santander. Per due settimane e due giorni ha lavorato con Fernando “Mac” e con un sorprendente gruppo di musicisti locali. In ogni canzone emergono il sentimento e la passione del musicista, così come tutto il tempo necessario dedicato a ciascun brano. “Micah P. Hinson And The Nothing” sarà pubblicato il 17 febbraio 2014.

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PROTEST THE HERO - Volition

E' la grande sorpresa del 2013, nel panorama attuale rock ci sono state conferme e consolidamenti o delusioni, ma in questo caso la band canadese, al loro quarto disco, ha stupito chiunque. Per chi non li conoscesse e visto non sono una band famosa, i Protest the Hero sono una straordinaria fusione di progressive, alternative metal e metalcore e, tecnicamente sono forse tra le 5 band migliori del pianeta; probabilmente nessuno o in pochissimi hanno speso parole sui primi tre dischi che mancavano di un vero decollo o che comunque non avevano lasciato qualcosa di memorabile o emozionante. Volition invece è stato un'altra storia, a dire la verità l'inizio delle mie considerazioni seguiva la scia dei primi tre lavori che appunto reputavo anonimi, ma poi riascoltandolo bene ancora oggi scopro non solo passaggi strumentali clamorosi (le intrecciate prodezze chitarristiche di Luke Hoskin e Tim Millar per esempio) ma mi sto letteralmente appassionando della duttilità canora del cantante Rody Walker che riesce ad alternare nello stesso brano grow e ottave altissime, verrebbe da dire un prodigio. Pertanto in questo stratosferico plat royal di Stratovarius, Dreamtheater, NOFX, Killswitch Engage per citare qualche influenza, i brani presenti nel disco da sentire sono per esempio i due singoli: "Clarity" per il suo testo davvero strabiliante e stravagante e "A Life Embossed" che nella parte centrale è caratterizzata da combo strumentali assurde. La chicca si intitola "Plato's Tripartite" che è di altri tempi, ma ciò che può risultare bizzarro è che se in tanti incominciassero  a notare questa band, sarebbero proprio loro a dettare dei nuovi tempi. Ah a proposito di tempi, visto che la parola l'ho nominata poche volte, quelli dispari si consumano in maniera frequente. Sorprendenti. (Luca Cerbara)

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HAWKWIND - Spacehawks

Strani tipi davvero, gli ultraveterani inglesi Hawkwind, e del tutto in linea con la bizzarria lunatica del loro classic space rock fuori stile, fuori tempo massimo, talmente poco modaiolo che potrebbe ritornare con prepotenza sugli scudi. Strani tipi perché negli ultimi anni molte, ed assai buone, se non eccellenti, sono state le prove della navicella pirata di Capitan Brock, ultimo avvistamento precedente le ottime Stellar Variations. Invece, in coincidenza con il tour che celebra i lontani fasti (1975) di Warrior On The Edge Of Time fanno uscire questo strano disco che pesca dalle citate Stellar, da Onward, da Blood Of The Earth e da altri capitoli recenti, anche solistici, più diversi inediti nuovi di zecca. Ricostruendo ancora una volta un sontuoso, magnifico paesaggio cosmico retrò che potrebbe affascinare anche i più giovani. (Guido Festinese)

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