Un profluvio di riff e ostinati, sgranati dall'intreccio di 'ngoni (le chitarrine liuto della tradizione maliana), chitarre e un basso elettrico davvero sostenuto (quasi più legato alle dinamiche del funky piuttosto che a quelle del rock), è quest'ultima fatica di Rokia Traoré, star internazionale della musica maliana, cantante chitarrista, dalla meravigliosa voce tremula e magnetica (sorta di interessante crocevia tra melisma arabo e melodismo pentatonico saheliano), sempre capace di elaborare un linguaggio aperto, anche di facile ricezione, grazie al quale negli anni ha potuto raccogliere gli apprezzamenti di un vasto pubblico mondiale, ma mai a discapito della dovuta ricerca e profondità. La musica di Rokia è fin dagli esordi un perfetto connubio tra le sue radici maliane ed africane e la passione per l'impeto rivoluzionario del rock, che, secondo le sue stesse dichiarazioni, costituisce sempre lo stimolo principale, a partire dal quale suonare, comporre, registrare. La sua chitarra elettrica, infatti, sa da sempre custodire armoniosamente antiche ed ancestrali essenze mandinghe impastate a "cadenze" e sonorità rock, rock and roll e rhythm and blues, dalle avvolgenti venature vintage. In questa nuova dichiarazione d'amore per l'Africa, in un perfetto equilibrio tra suoni acustici ed elettrici (nel folto gruppo di strumentisti e coriste anche il chitarrista Stefano Pilia dei Massimo Volume), la statura artistica di Rokia si conferma, oltre che nel bruciante incipit "Lalla", nella malinconica (va da sé) "Mélancolie" e nell'intensa "Samara" (dedicata alle donne del continente nero), soprattutto nella rutilante e travolgente title track "Beautiful Africa", accorata riflessione della cantante di lingua bambara e francese, che qui assurge quasi al ruolo di nuova Mama Africa, sulla drammatica situazione politica in Mali (e non solo). Un paese dal sottosuolo ricchissimo, e quindi estremamente conteso, che ha vissuto, a partire dal 1992 (e per circa un ventennio), di un'ampia finestra democratica, e che oggi, dopo il colpo di stato militare della primavera scorsa, e un buon numero di ulteriori complicazioni, causate anche da una serie di rivolte tuareg indipendentiste di stampo jihadista, nei territori settentrionali della regione, è sprofondato in un'ingestibile spirale di violenze, che hanno stremato una desolata popolazione, già non certo tra le più agiate del pianeta. Una situazione complessa e confusa, che ha tra l'altro visto il discutibile intervento di un contingente dell'esercito francese, alla guida di una composita forza africana (comprendente anche una compagine militare maliana filogovernativa), verso la quale si rivolge il preoccupato e addolorato appello pacificatore di Rokia. Il messaggio, scontato fino a un certo punto, e veicolato con la forza e la maturità di un'artista nel fiore della sua vicenda musicale, come (appunto) una Miriam Makeba dei nostri giorni, è quello di non cedere al conflitto, che in alcun modo può rappresentare la soluzione dei problemi, ma semmai il loro aggravarsi. Preziosa. (Marco Maiocco)
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ROKIA TRAORÉ - Beautiful Africa
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