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Rock Recensioni QUEENS OF THE STONE AGE - … Like Clockwork
 

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QUEENS OF THE STONE AGE - … Like Clockwork

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Titolo
… Like Clockwork
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Da qualche tempo i Queens of the Stone Age hanno lasciato le ossessioni claustrofobiche dello stoner puro per collocarsi in una dimensione più aperta, forse addirittura solare. Le diversioni del poliedrico Josh Homme con gli Eagles of the Death Metal ci avevano abituato a questa vena “burlona”, stretta parente del garage-rockabilly di nicchia – per intenderci: quello che va dai Fleshstone ai Chesterfield Kings passando per Danko Jones. Anche se gli ascoltatori più fedeli riconosceranno in The Vampyre of Time and Memory i frutti seminati nell’album Lullabies to Paralyze, sarebbe stato difficile immaginare la malinconica introspezione lirica di una ballata che scivola sulle note del pianoforte; e tanto meno gli accenti sognanti e lisergici di Kalopsia, nella quale si distingue la mano di Trent Reznor. Sì, perché come sempre il gruppo californiano torna circondato da una corte di partner eccellenti, più o meno consueti: ovviamente non manca l’amico Mark Lanegan – che si può definire come il sesto componente della band – e persino l’ex bassista Nick Olivieri, accantonati i vecchi dissapori, torna al fianco della coppia Homme /Dalle, mentre la batteria possente di Dave Grohl è fondamentale nella violenta “If I had a Tail” – che non sarebbe sfigurata come bonus del meraviglioso Songs for the Deaf. A completare la rosa delle comparse c’è persino sir Elton John, che pare si sia ritagliato un posto nel progetto dopo aver sentito i Them Crooked Vultures un altro dei supergruppi nati dalla fucina del deserto. È ovvio che questo scintillante parterre abbia garantito un eclettico risultato finale: se i toni dark dell’opening Keep your eyes peeled non rinnegano le origini – anche grazie alla voce profonda di Jake Shears degli Scissor Sisters – lo sguardo si sposta sull’alternative rock inglese di ultima generazione, con la collaborazione di Alex Turner degli Artic Monkey. Si tratta di un’architettura davvero complessa che però si modella con assoluta semplicità, come se un paio di amici si fosse riunito casualmente per suonare un po’ insieme, registrando un disco travagliato ma convincente, che è riuscito a fondere le varie anime strappando tutte le etichette. (Elena Colombo)

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