Rock

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ANNA CALVI - One Breath

One Breath è il nuovo album di Anna Calvi, un album audace che dà inizio ad un nuovo capitolo nella carriera di questa artista dal talento unico e straordinario. Prodotto da John Congleton nei Blackbox Studios, in Francia, e mixato a Dallas in Texas, USA, One Breath è stato scritto in un anno e registrato in poche ma intense settimane. Anna Calvi ha presentato il nuovo album con una serie di concerti a Londra, Milano, Parigi e Berlino. Il concerto di Milano si è tenuto il 19 settembre al Teatro Franco Parenti e ha registrato il tutto esaurito.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 4 ottobre 2013 al prezzo di 16,90 €

vedi sotto video

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ROY HARPER - Man & Myth

Man And Myth esce per la Bella Union. Roy Harper torna con un disco in studio dopo 13 anni di silenzio., fu infatti nel 2000 che il leggendario cantautore pubblicò il suo ultimo lavoro in studio , the Green Man . Mito assoluto di molte generazioni di cantautori e musicisti e uomo schivo, sempre lontano dalla ribalta , nel nuovo disco, il ventiduesimo della sua carriera , ha raccolto una collezioni di ballate folk , molte registrate negli studi di Laurel Canyon di Jonathan Wilson. Nel brano Cloud Cuckooland come ospite troviamo Pete Townshend alla chitarra "Ho scritto poesia, prosa, saggi e articoli" spiega il cantautore britannico commentando questo lungo silenzio dopo "The Green Man", uscito nel 2000, "e mi sono sforzato di essere Roy, ma non avevo intenzione di fare un altro disco fino a poco tempo fa. Ho ritrovato l'ispirazione per scrivere di nuovo intorno al 2009, da tutti quelli delle nuove generazioni che mi chiedevano chi fossi... Ho composto "The Stranger" più o meno in quel periodo, dopodichè sono incappato in quella che poi sarebbe stata un'altra lunga canzone. Ho preso la chitarra dopo una lunga pausa, e quel pezzo mi ha fatto dedicare a nuove accordature e nuove idee. Improvvisamente, ero di nuovo in pista."

CD in vendita da Disco Club a partire da lunedì 23 settembre 2013 al prezzo di 16,30 €
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TROMBONE SHORTY - Say That To Say This

Troy Andrews è ormai giunto al terzo album per la Verve, ma risulta sempre più difficile catalogarlo alla sezione jazz. Il trombonista preferisce muoversi in un ambito in cui convivono funk, rock e R&B (l'album è prodotto da Raphael Saadiq), come in fondo la tradizione della sua New Orleans impone. Ma se nei brani strumentali – come nell'unica cover dell'album “Be my lady”, vecchio brano dei Meters – riaffiorano ill vecchio sound  della sua città con echi che arrivano fino alle brass-band di inizio novecento (i momenti migliori del disco), nei brani cantati, da una voce peraltro non indimenticabile, il lato più leggero ha decisamente il sopravvento. Come in “Be My Lady”, middle-tempo che sembra uscito da un disco di Kool & the Gang o peggio in “You and I”, insulso tentativo di hit pop. Impalpabile. (Danilo Di Termini)

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CRIPPLED BLACK PHOENIX – Live Poznan

Dopo sette album in studio, arriva il primo live (doppio) per i post rockers di Bristol. Per quanti volessero per la prima volta avvicinarsi agli inglesi, si tratta di un'occasione d'oro (essendo questo cd dal vivo un'antologia ideale), per gli altri che già li amavano – non scordiamo che i CBP sono un gruppo feticcio per molti – è una piacevolissima e gradita conferma. Anche sul palco il gruppo britannico riesce infatti a ricreare la magia che si sprigiona, abitualmente, dai suoi dischi. I CBP incrociano – si sa – folk ambient e doom sperimentale, con grandiose aperture floydiane, intrise di lirismo e di malinconica melodia, dilatata e spaziale. Non mancano – nella proposta musicale della band – squarci elettronici: si pensi, soprattutto, alle iterazioni del Robert Fripp solista o a certe cose dei canadesi Godspeed You Black Emperor. I generale, anche i progsters più fedeli alla tradizione non potranno non restare colpiti dalle composizioni, dalla tecnica esecutiva e dal campionario di tastiere dei CBP: tra queste ultime fanno sempre la loro splendida figura il sintetizzatore moog e il mellotron. Ma anche chi cerca suoni più moderni troverà campionamenti dal notevole fascino. L'incisione è eccellente, per un live da avere. (Davide Arecco)

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KING KRULE - 6 Feet Beneath The Moon

Ascoltando l’inizio di Easy Easy, prima in scaletta, si potrebbe tranquillamente dire che è una vecchia registrazione di Joe Strummer: la voce B&B (bianca & biasciata), la grinta tra recitato e cantato. KK è nato nel 1994 e questo esordio lungo arriva dopo gli obbligatori singoli (più o meno) sotterranei. Arriva ed è ingenuo, acerbo e coinvolgente, tutto quello che un esordio dovrebbe essere. Chiaramente londinese, 6 Feet… ricorda il rap stradaiolo di gente come The Streets e la voglia di contaminazione che fu della new wave dei primi anni 80. C’è elettronica casalinga, bassi reggae, chitarre slabbrate e punk (nello spirito più che nel corpo) insieme alla voce del protagonista che sproloquia senza posa. L’album suona come un’unica suite, le canzoni che si fondono una nell’altra. Ingenuo, si diceva, acerbo, e coinvolgente. In questo caso: tutti e tre compimenti. (Marco Sideri)

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BILL CALLAHAN – Dream River

In questo disco la voce torreggiante di Bill Callahan è registrata talmente in primo piano che quando parte il cantato  gli strumenti sembrano sparire, intimoriti; la sequenza dei brani, inoltre sembra proporre un itinerario (forse di un unico giorno) dalla solitudine del bar dell’albergo ritratto in The Sing, che apre l’album, al ritorno a casa in macchina tra la neve di Winter Road, che lo chiude. I quadri che Callahan dipinge nelle sue canzoni, hanno sempre lati oscuri, misteriosi e la narrazione spesso devia, lasciando spazi vuoti. Una eccezione è la chiara metafora dell’amore carnale contenuta in Small Plane. Tuttavia, rispetto ad Apocalypse, Dream River risulta assai leggero all’ascolto, grazie agli efficaci arrangiamenti che, oltre al chitarra di Matt Kinsey,  comprendono  il violino, le percussioni e, come di consueto nelle ultime uscite del signor Smog, il flauto. Certamente tra i dischi dell’anno e tra le migliori prove del cantautore americano. (Fausto Meirana)

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