Rock

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ImagePotrebbero essere una fra le migliori sorprese di quest’anno. I Cold War Kids avevano pubblicato una manciata di EPs e si erano segnalati come buona live band, ma questo primo disco eccede le aspettative. Provengono da Los Angeles, ma hanno un suono poco californiano ed è anzi probabile che piacciano più in Europa che negli States. Difficile far paragoni, perché i CWK ricordano molte cose, ma hanno al contempo un suono ben definito. Le influenze vanno dal blues (Saint John, God make up your mind) al post-punk (il singolo Hang me up to dry), ma in alcuni episodi finiscono per assomigliare ai Deus più godibili (Pregnant, Red Wine Success!). Il frontman Nathan Willett canta a volte come un Jack White meno isterico, ed è dotato di un timbro di voce particolare, che si sposa benissimo con le atmosfere del disco. Anche i testi, minimalisti, sono di buon livello. Nel complesso, insomma, Robbers & Cowards è un disco privo di punti deboli, e i Cold War Kids una band da tenere d’occhio. (Marina Montesano)
CD in vendita da Disco Club al prezzo di € 15,90
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Image La storia dell’uomo basterebbe ad amare il disco. Danny Cohen (“Shades…” è il suo terzo album in tre anni) comincia a suonare negli anni ’60 ma la vita (in tutte le sue sfumature dal tragico al teatrale) lo porta ad incidere “professionalmente” solo a nuovo millennio iniziato. Grazie, tra le altre cose, all’amicizia e alla stima di un altro irregolare come Tom Waits, che lo presenta alla sua casa discografica. E finalmente le ascoltiamo, le visioni di Danny C: musica americana, per dirla spicciola (blues, folk, rock, gospel, perfino jazz da osteria) storpiata e sventrata dalla voce che scherza con le intonazioni e dagli arrangiamenti sapienti ma al tempo audaci. Canzoni ripetitive eppure affascinanti, per un talento storto, rimasto a lungo in ombra. E oggi nel pieno del suo arcobaleno. (Marco Sideri)
CD in vendita da Disco Club al prezzo di € 16,90
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ImageCoccolati dalla critica d’oltremanica come voce di punta di certo folk-rock desertico e erudito (suoni tradizionali americani, testi letterari), i Richmond Fontaine nascono, come tanti gruppi simili, da una passione per i muscoli del rock indipendente primi anni ’90, mischiata con la suggestione delle storie di frontiera. Non sono novellini, “Thirteen Cities” è il loro settimo disco, e il mestiere si sente tutto in canzoni ben scritte e ben suonate. A dare una mano, i grandi vecchi di Tucson, Arizona, nelle persone di Howe Gelb e Calexico, per un risultato finale che, se non sfonda i muri del genere, di certo si impone come uno dei lavori più riusciti in ambito di moderno West. Tra ortodossie acustiche, ballate cigolanti e avvolgenti sbandate atmosferiche (l’ottimo strumentale El Tiradito). (Marco Sideri)
CD in vendita da Disco Club al prezzo di € 16,90
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ImageI Fall, o meglio il deus ex machina Mark E. Smith, quest’anno raggiungono il traguardo di trent’anni di carriera segnati dalla consueta iperproduttività e da un’etica inossidabile. Nessuna autocelebrazione per sancire l’evento, la band dà semplicemente alle stampe il ventiseiesimo disco di inediti con una formazione nuova. Per Smith è l’occasione di rinverdire la storica attitudine e il suono del gruppo,in questo episodio riportato scarnamente alla stessa approssimazione e follia del periodo d’oro tra il finire degli anni settanta e l’inizio della decade successiva. La devastante “Fall Sound” è una perfetta sintesi di questo ritorno alle origini, cosi’ come gli sproloqui a ruota libera di “Insult Song”,in cui è facile immaginare quanto Smith riesca a dare il meglio di sè, arricchiscono questo ennesimo grande ritorno. (Andrea Tassistro)
CD in vendita da Disco Club al prezzo di € 19,90
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Image Nel 1976 Martin Scorsese celebra l’addio alle scene della Band con il film musicale The Last Waltz. Sul palco del Fillmore di San Francisco si esibiscono le più grandi dell’epoca, ma secondo l’autorevole critico Greil Marcus, è proprio Van Morrison, con la sua timida ritrosia, a mostrare maggior carisma. E’ il primo segnale di un legame destinato a consolidarsi: quello tra la musica di Van Morrison e il cinema. Da allora, infatti, molti registi guardano con interesse all’immensa discografia dell’artista irlandese. Quest’album raccoglie le innumerevoli canzoni (da Gloria a Moondance, da Brown Eyed Girl a Baby Please Don’t Go fino a Hungry For Your Love) che hanno contribuito alla riuscita di molti film di successo. Oliver Stone, Lawrence Kasdan e Taylor Hackford devono molto al talento schivo e appassionato del piccolo-grande uomo di Belfast. (Ida Tiberio)
CD in vendita da Disco Club al prezzo di € 19,90
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ImageSpirituali (“The Light”), meditativi (“What I See”), orientaleggianti (“All The World Wept”) , ma anche ossessivi (“Hear My Call”) e vagamente ironici (“Childhood Song”). Sintetizzando, si può dire che i White Magic della salmodiante Mira Billotte e del più defilato Douglas Shaw suonano musica mistico-moderna da improbabili rosacrociani di Brooklyn (dei Rosacroce è anche il motto latino che intitola l’album del duo: “la rosa dà il miele alle api”). Trovare dei referenti non è facile: i richiami a certa musica vecchio stile fanno pensare a Karen Dalton (“Katie Cruel” le rende omaggio), poi si pensa ai Dead Can Dance nei passaggi più dilatati (“Palm and Wine”) e ai Fiery Furnaces in quelli più nervosi (“Sea Chanty”). Il ‘nuovo folk’ continua a dare soddisfazioni, anche se mancano ancora l’artista e il disco davvero sublimi. (Antonio Vivaldi)

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