Rock

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HOPE SANDOVAL AND THE WARM INVENTIONS - Until The Hunter

Hope Sandoval and The Warm Inventions realizzeranno il loro attesissimo terzo album, “Until The Hunter” sulla propria etichetta Tendril Tales il 4 novembre. Oggi, il primo singolo dall’album di The Warm Inventions – che comprendono Hope Sandoval dei Mazzy Star e Colm O’Coisog dei My Bloody Valentine – sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali. ‘Let Me Get There’ è una collaborazione con l’acclamato cantautore Kurt Vile. Ecco cosa dice Kurt al riguardo. È stato un grande onore cantare sul bel soul groove ipnotico insieme a pesi massimi come Hope, Calm e tutti gli altri musicisti di prima qualità, è stato vero e molto sentito, mi ha dato i brividi.  Il nuovo album ospita anche le performance di amici e collaboratori di lungo corso come Dirt Blue Gene, la cantante Mariee Sioux ed il musicista di strada Michael Masley. “Until the Hunter” è il primo album di Hope Sandoval and the Warm Inventions dal 2009 e la prima uscita della cantante da quando Mazzy Star realizzarono l’album "Seasons Of Your Day" nel 2013. L’album è stato mixato a Dublino.

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ARAB STRAP - Arab Strap

Non contenti di aver mandato i propri fan in delirio con l’annuncio di poche e selezionate date dal vivo a ottobre 2016, gli Arab Strap (Aidan Moffat e Malcolm Middleton) hanno anche preparato un doppio album di Secret Hits and Rarities per celebrare il loro ventesimo anniversario. L’omonima compilation, che racconta i dieci anni di una carriera tanto influente quanto controversa, mostra tutte le straordinarie capacità di una band che ha sempre rifiutato di conformarsi a qualsiasi aspettativa. Dall’ottima ‘Shy Retirer’ al piano noir di ‘Love Detective’, dal lo‐fi sconnesso di ‘The Clearing’ all’elettronica spartana di ‘Rocket, Take Your Turn’, gli Arab Strap si sono rivelati sempre senza paura ed originali sin dal primo minuto di Aidan in ‘First Big Weekend’ del 1996. Qui Aidan circa la scaletta preparata per ‘Arab Strap’: "Abbiamo scelto 20 canzoni – una per ogni anno da quando abbiamo iniziato – e deciso di dividerle in due sezioni di dieci ciascuna. Il primo disco è una sorta di best‐of, con particolare attenzione alle cose un po’ più elettroniche – ci sono così tanti suoni differenti nei dischi degli Arab Strap, così abbiamo cercato di rendere il tutto più coerente possibile. Il secondo disco contiene rarità tratte da EP, b‐side, out‐take e c’è un po’ più rock qui. Credo che tutte queste canzoni sarebbero dovute entrare negli album per cui sono state scritte, ma qualche volta cerco di raccontare una storia e queste probabilmente non sarebbero entrate bene. Questo cd contiene canzoni più rock e con una batteria vera, quindi tutti quelli che cercano il nostro lato più noise, dovrebbero rimanere soddisfatti.” L’album accompagna l’annuncio di una serie di date dal vivo – le prime degli Arab Strap dopo dieci anni – a Londra, Manchester e Glasgow tra il 13 ed il 16 ottobre. Una seconda data a Glasgow è stata da poco aggiunta dopo che la prima era andata sold out in 40 minuti. Anche il concerto di Londra, all’Electric Brixton, è andato esaurito in soli due giorni.
TRACKLISTING 2CD/2LP: CD1/LP1 – SECRET HITS: 01. The First Big Weekend (Original Version) 02. Love Detective 03. Cherubs 04. (Afternoon) Soaps 05. Here We Go 06. Rocket, Take Your Turn 07. The Clearing (Single Version) 08. Don’t Ask Me to Dance 09. The Shy Retirer 10. Turbulence : CD2/LP2 ‐ RARITIES: 01. The New Saturday 02. We Know Where You Live 03. Where We’ve Left Our Love 04. To All a Good Night 05. Dear Air 06. Daughters of Darkness 07. I Still Miss You 08. Toy Fights 09. Blackness 10. Mustard

In uscita giovedì 29 settembre al prezzo di 16,90 €  il doppio cd e 29,90 € il doppio vinile

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ED HARCOURT - Furnaces

Ci vuole orecchio, certo; ma pure tenacia. Ed Harcourt sono sedici anni (16) che pubblica dischi con regolarità impiegatizia (ogni due/tre anni, inframezzati da EP e compilation), costante perizia (oscillano, ma non sono mai stati meno che buoni), alterne fortune (visibilità che va e viene, etichette variabili). Furnaces è una sveglia elettrica per la quiete del precedente Back Into The Woods; è un disco ritmico, scorbutico e aggressivo che, a tratti, pare mantenere le promesse tomwaitsiane dei lontani esordi (sentite la traccia omonima). È anche un disco pop, Furnaces, che Ed H resta un autore classico nell’affrontare le canzoni, uno che non rinuncia a melodia e ritornelli. E così, strofa dopo strofa, 12 canzoni si aggiungono al canone costante di Ed: uno che, da sedici anni (16), va per la sua strada. (Marco Sideri)

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THE DOORS - The Tv Collection

Lo smisurato profluvio di bootleg riportati in vinile ha molte ombre, ma anche qualche lucina intermittente, quando chi si trova a compilare materiale altrui e fuori controllo mostra almeno di aver scrupolo archivistico. Qualità che sembrerebbe fuori luogo per la sconvolgente passionalità di Jim Morrison e soci, ma che mezzo secolo dopo serve assai. Qui ad esempio qualcuno ha riunito non tutte, ma una parte succosa del sonoro dalle esibizioni televisive dei Doors, dal Rock Scene di Toronto del ’67 al Ballroom di San Francisco del ’67, e, stesso anno, due brani dall’Ed Sullivan Show. Il ’68 è rappresentato con due poco consuete tracce: Touch Me e Wild Child dallo Smothers Brothers Comedy Hour, il ’69 dal Critique di New York. Qualità mediamente più che accettabile, memorabile performance di Morrison nella prima Back Door Man riportata, con lo spirito di Howlin’ Wolf a infiammarlo, e notevole anche la versione iniziale di The End: un tempo qualcuno ha scritto che era il “buco” più notevole nella discografia doorsiana, ora c’è l’imbarazzo della scelta. (Guido Festinese)

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OKKERVIL RIVER - Away

La separazione (nella maggior parte dei casi: essere mollati) sta alla base di un buon numero di dischi, alcuni capolavori (Blood On The Tracks di Dylan) altri meno. Away è un disco di separazione (break-up album) ma non si parla di questioni di cuore: Will Sheff è stato mollato (o ha mollato, vai a sapere) gli Okkervil River. Il gruppo, attivo da fine anni 90, torna in “Away” totalmente rinnovato; cambiano musica e volti intorno al fondatore e autore principale (Will appunto). La cosa è chiara da subito: il primo pezzo si chiama Okkervil River RIP. Passa in secondo piano il rock indipendente (addirittura con venature anni 80) delle ultime prove e arriva un cantautorato cosmico, in bilico tra folk e derive più libere (i musicisti sono di area jazz-newyorchese, nientemeno), acustico di base senza disdegnare soluzioni diverse. Una rinascita coi fiocchi. (Marco Sideri)

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MORGAN DELT - Phase Zero

Specchio, specchio lisergico delle brame rock, chi è il più psichedelico del reame? In questo momento la bacchetta del rabdomante deve indicare, per forza, il Signor Morgan Delt. Che vive tra i boschi in California, da bambino dev'essere cascato in una tinozza di tè alla cannabis, ed aver avuto in sorte, da ascoltare, un bel quintale di ellepì d'antan che partivano con gli episodi più strampalati della Incredible Band, quando erano cose sicure, e sfumavano in una “purple haze” di puro peyote quando le copertine erano troppo colorate per capire chi fosse, il gruppo. Questo è il suo secondo disco, e se riuscite a immaginare una nuvola colorata piena di echi, riverberi, nastri al contrario, e via citando, che inizia con i Byrds “otto miglia su nel cielo” e finisce da qualche parte smarrita nelle terre ambigue degli Animal Collective siete già sulla buona strada. Mettendo in conto anche diversi giri di pattuglia (a bordo di teiere volanti, ça va sans dire)  in specifici territori Gong, Sua Freakitudine la buonanima di Daevid Allen benedicente. (Guido Festinese)

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